Partorire a 38 Settimane: Informazioni Cruciali per l'Imminente Nascita

La 38ª settimana di gravidanza segna la fase finale prima della nascita del tuo bambino. In questo periodo, la gravidanza si definisce "a termine" perché il bambino ha completato del tutto il suo sviluppo ed è praticamente pronto per venire al mondo. Con l'avvicinarsi del parto, è normale provare eccitazione, ansia e stanchezza. Il tuo corpo si sta preparando per l’imminente arrivo del bambino, un processo caratterizzato da una serie di cambiamenti fisiologici significativi che possono essere facilmente confusi con l’inizio del travaglio.

Sintomi 38ª settimana di gravidanza

Il Corpo della Futura Mamma alla 38ª Settimana: Segnali di Preparazione

Alla 38ª settimana, il corpo materno è in piena fase di preparazione per il grande evento del parto. Questa fase è ricca di trasformazioni e sensazioni che indicano l'approssimarsi della nascita.

Contrazioni Preparatorie: Le Braxton-Hicks

Le contrazioni di Braxton-Hicks, dette anche false doglie, diventano più frequenti e possono essere più intense in questa fase della gravidanza. Queste possono avvenire senza alcun preavviso in qualsiasi momento, giorno e notte. Il loro ruolo è cruciale: sono contrazioni preparatorie che ammorbidiscono il bacino, preparandolo al parto. Il tuo corpo prepara i suoi muscoli per la nascita imminente. Si riconoscono perché il tuo pancione diviene duro e appuntito, e sono generalmente indolori, durano pochi secondi e si attenuano con il riposo. Tuttavia, possono talvolta essere confuse con l'inizio del vero travaglio, causando ansia nelle future mamme. È importante distinguere queste contrazioni da quelle vere e proprie, che indicano l'inizio del travaglio attivo.

Sensazioni di Pancia Dura e Dolore Addominale

La sensazione di pancia dura è un altro sintomo comune alla 38ª settimana. Questa può essere accompagnata da dolore addominale periodico, dovuto alla pressione esercitata dalla testa del bambino che si sta posizionando nel canale del parto. Questo può anche influire sui nervi circostanti, contribuendo al disagio, ma non indica necessariamente l’inizio del travaglio. È uno dei tanti segnali che il corpo manifesta mentre si prepara per il grande momento. I dolori al basso ventre e la pressione che il bambino sta facendo sul tuo pavimento pelvico ti daranno ancora dolore alla schiena e all’addome. Il tuo utero si sta ormai preparando al travaglio: adesso misura circa 36-38 centimetri e la sua crescita potrebbe provocarti ancora un po’ di bruciore di stomaco.

La Perdita del Tappo Mucoso e l'Aumento delle Perdite Vaginali

Un altro evento significativo che può verificarsi è la perdita del tappo mucoso. Questo svolge diverse funzioni importanti durante la gravidanza, ma la principale è quella di agire come barriera contro funghi, batteri e virus, prevenendo potenziali infezioni che potrebbero danneggiare il feto o la gestante. Questo si deve sia alla sua azione meccanica di tappo, sia alla sua composizione di muco denso e vischioso, che aiuta a prevenire la risalita di infezioni vaginali fungendo da antibatterico e antivirale. La perdita si manifesta come una fuoriuscita di abbondante muco limpido-giallastro dall'aspetto gelatinoso, a volte con piccole quantità di sangue. Quando il tuo tappo di muco si allenta, noterai un aumento di perdite bianche (che possono contenere anche una piccola quantità di sangue) - questo viene spesso chiamato “perdita cervicale”. Alla fine della gravidanza, la funzione di questa barriera naturale viene meno ed è anzi uno dei segnali tipici dell’avvicinamento del travaglio. L’aumento di muco cervicale dipende spesso dall'aumento dell'irrorazione sanguigna nella vagina.

Altri Sintomi e Cambiamenti Fisici

Il tuo organismo si sta preparando al parto e si "ripulisce" in vista del travaglio. Altri sintomi che indicano l’avvicinarsi del parto a 38 settimane di gravidanza possono essere bruciore di stomaco, nausea, diarrea e stanchezza. Se fino ad ora la gravidanza ti ha causato problemi di stitichezza, sappi che il tuo intestino può riprendere a funzionare, in modo fin troppo evidente. Questo succede perché il progesterone, l’ormone che in gravidanza rilassa i tessuti (intestino compreso) permettendo all’utero di dilatarsi per contenere il feto, improvvisamente si riduce. D'ora in poi potresti cogliere i segnali di un parto imminente: ad esempio, la diarrea potrebbe suggerire che stai per partorire!

Le tue gambe e i piedi potrebbero essere un po’ gonfi per il peso dell’addome. In questi giorni i tuoi piedi potrebbero essere tutt’uno con le caviglie. Non è affatto divertente, e il gonfiore è fastidioso. Probabilmente sei stanca di indossare le stesse scarpe ogni giorno, ma non temere, i tuoi piedi si ridimensioneranno presto. Il seno è turgido con i capezzoli grossi e scuri e i tubercoli evidenti. Questa settimana potresti notare una maggior produzione di colostro dal seno, al punto da dover utilizzare le coppette assorbenti. Se hai già allattato al seno un bambino prima d’ora, questo fenomeno è più comune.

A 38 settimane di gravidanza, trovare una posizione comoda per sdraiarsi può sembrare quasi impossibile. Mettersi a pancia in giù non è fattibile, e stendersi sulla schiena non è raccomandato né per te né per il bambino. Questo perché uno dei principali vasi sanguigni (la vena cava) sarà compresso dal peso considerevole dell’utero se ti sdrai sulla schiena. Quando il pancione si abbassa, la futura mamma riesce a respirare un po' meglio ma, allo stesso tempo, sente maggiormente il bisogno di urinare, perché il piccolo preme sulla vescica. Le articolazioni diventano sempre più elastiche, e l'utero si abbassa.

La stanchezza si fa sentire sempre più spesso, probabilmente anche a causa delle notti insonni. Cerca di dormire un po' anche durante il giorno, se è possibile. Dedica un po’ di tempo a meditazione e riflessione in tranquillità questa settimana. Anche l’aspetto emotivo ne risente. L’attesa sarà quasi insopportabile e potresti essere irrequieta ed irritabile. La sensazione di avere la pancia dura, i dolori al basso ventre nella 38° settimana di gravidanza e la pressione che il bambino sta facendo sul tuo pavimento pelvico, ti farà avere i nervi a fior di pelle. Le incombenze dell'ultimo minuto possono minacciare di travolgere persino le madri più organizzate, quindi assicurati di prenderti qualche momento di calma per concentrarti su ciò che conta veramente.

Sei curiosa di scoprire se i kg che hai guadagnato rientrano negli standard? Alla 38a settimana di gravidanza dovresti essere aumentata di circa 14 chili, al massimo 14,5 ma non oltre. Tieni infatti presente che mancano ancora circa due settimane alla data presunta del parto quindi potresti aumentare di mezzo chilo circa.

La sindrome del nido, caratterizzata dall’esigenza insopprimibile di lavare, riordinare, rassettare perché la casa sia perfettamente in ordine all’arrivo del neonato, è una pulsione naturale che si manifesta in molte future mamme. Sembra sia una pulsione naturale, che compare anche in diverse specie animali. È giusto che la casa sia pulita, che non manchi nulla per accogliere il neonato, ma attenzione a non stancarti eccessivamente, visto che sei già affaticata e devi riservare energie per il parto.

COME RICONOSCERE le CONTRAZIONI di INIZIO TRAVAGLIO - Le risposte dell'Ostetrica Maria Chiara Alvisi

Il Tuo Bambino a 38 Settimane: Pronto per il Mondo Esterno

Alla 38ª settimana di gravidanza, il tuo bambino è cresciuto di un altro centimetro e ora misura circa 49 cm di lunghezza, grande quanto un bastoncino di rabarbaro. La sua lunghezza è di 48-49 centimetri (dalla testa ai piedini), il suo peso di circa 3 chili e 100 grammi. Il bambino pesa poco più di 3 kg questa settimana e continua ad accumulare strati di grasso e ad aumentare di peso ogni giorno che passa.

Sviluppo e Posizione del Bambino

La testa del tuo bambino è cresciuta ancora un pochino e ora ha un diametro di circa 32 cm. Il falso travaglio lo ha spostato in profondità nel bacino e dovrebbe aver adottato la posizione per la nascita, anche se qualche bambino non riesce a farlo e potrebbe aver bisogno di un aiuto esterno. Il suo sistema nervoso prosegue il suo sviluppo e continuerà anche dopo la nascita.

Sviluppo fetale a 38 settimane

Il tempo che resta prima della nascita servirà per preparare i polmoni al momento drammatico in cui il neonato respira per la prima volta: il tuo corpo ora sta producendo cortisone, che aiuterà i suoi polmoni ad espandersi pienamente quando farà il suo primo respiro e a non rimanere uniti.

Alla 38° settimana di gravidanza il tuo bambino non si muoverà molto. Questo è in parte perché non ha molto spazio, ma anche perché ha bisogno di riposarsi e prepararsi alla nascita. Ti accorgerai che i movimenti del bambino stanno rallentando. Semplicemente non c'è abbastanza spazio per muoversi e il bambino passa tutto il suo tempo a dormire e riposare. Il piccolo deve anche risparmiare le energie per il difficile processo di nascita. Probabilmente avvertirai qualche esplosione di attività, intensa e potente.

La sua pelle è meno rugosa, e lo strato di grasso sottostante risulta maggiormente visibile. Il lanugo è completamente scomparso ma, forse, il piccolo ha già molti capelli sulla testa. Il fatto che nasca calvo o con molti capelli, dipende dalla sua predisposizione genetica.

La Maturazione Completa e l'Ittero Neonatale

Ormai la gravidanza si definisce “a termine” perché il bambino ha completato del tutto il suo sviluppo. Adesso è già in grado di affrontare la vita al di fuori del tuo corpo. Quando nascerà il tuo piccolino potrebbe presentare le sclere (la parte bianca dell’occhio) di colore giallastro e in seguito anche il resto del corpo potrebbe assumere questo colorito. Stai tranquilla, si tratta del classico “ittero neonatale” presente in quasi tutti i bambini. Il fegato, non ancora nel pieno delle sue funzioni, non riesce a metabolizzare completamente la bilirubina, una sostanza che deriva dalla disgregazione dei globuli rossi. Ed è per questo che il bimbo potrebbe nascere con un po’ di ittero fisiologico, che però sparisce definitivamente nell’arco di un paio di settimane.

Se sei in attesa di due gemelli e non sono ancora nati, adesso è proprio arrivato il loro momento.

Distinguere il Travaglio Vero dalle False Contrazioni

Il periodo prodromico del travaglio è la fase che precede il travaglio attivo e può durare ore o anche giorni, soprattutto nelle prime gravidanze. Si manifesta con contrazioni irregolari, talvolta dolorose ma ancora non efficaci nel determinare una dilatazione progressiva del collo dell’utero. Come distinguere questi segnali dall’inizio del travaglio attivo?

Caratteristiche delle Contrazioni

Le contrazioni uterine, in genere, sono presenti già in gravidanza, si intensificano nell’ultimo periodo e diventano dolorose nei giorni che precedono il parto. Sebbene sia l’utero a contrarsi (si percepisce appoggiandoci sopra una mano) non si avverte nessun dolore all’addome, anche se questo risulta molto teso e duro. Il dolore, invece, viene percepito distintamente sopra il pube, molto in basso, e può raggiungere anche i muscoli delle cosce, oppure si riflette sulla schiena, nella sede renale, e può raggiungere la zona sacrale. La localizzazione del dolore non è prevedibile, e una non esclude l’altra.

Nel periodo prodromico le contrazioni possono essere irregolari, di intensità variabile e talvolta si attenuano con il riposo; servono a preparare il collo dell’utero, ma non determinano ancora una dilatazione progressiva. L’attività contrattile sporadica (anche dolorosa) è presente nell’ultimo periodo della gravidanza, ed è un bene, perché il collo si modifica e si prepara già nel periodo (settimane, giorni) precedente il travaglio. È esperienza comune, infatti, avere delle contrazioni durante la sera, che passano poi prima della notte. Questo lavoro di preparazione, quando particolarmente intenso, può essere accompagnato da segni quali perdite di muco bianco, marrone o rosato. Il collo si apre e qualche piccolo capillare può generare una gocciolina di sangue, che può manifestarsi subito (il rosa) o uscire più tardi (il marrone). Qualche volta, ma non è affatto una regola, si può avere la fuoriuscita anche abbondante di una sostanza gelatinosa, grigiastra o giallognola, compatta, che è il tappo di muco.

Nel travaglio attivo, invece, le contrazioni diventano regolari, più ravvicinate (circa ogni 3-5 minuti), più intense e accompagnate da una modificazione stabile del collo dell’utero. Arriverà un bel giorno in cui queste contrazioni non passano, anzi, tendono a regolarizzarsi. Il periodo prodromico del travaglio di parto è proprio questo, caratterizzato da cicli di contrazioni abbastanza regolari e dolorose, inframezzate da pause anche lunghe, a volte spossanti e noiose.

Il Test del Bagno Caldo

Per verificare se si tratta di “vere” doglie, prova a sdraiarti in una vasca da bagno con acqua calda: solitamente, in questo modo, le contrazioni preparatorie scompaiono, mentre le contrazioni che agiscono sulla cervice persistono. In ogni caso assicurati che ci sia qualcuno nelle vicinanze che possa aiutarti a uscire dalla vasca in caso di bisogno!

Quando Andare in Ospedale e Gestire il Travaglio a Casa

Sapere quando è il momento giusto per andare in ospedale è fondamentale per assicurarsi un parto sicuro e senza complicazioni.

Segnali per Recarsi in Ospedale

In genere si consiglia di recarsi in ospedale quando le contrazioni sono regolari, dolorose, durano circa un minuto e si presentano ogni 3-5 minuti da almeno un’ora (nelle prime gravidanze). È opportuno andare subito se si rompono le membrane, se compare sanguinamento abbondante, febbre o se si percepiscono meno movimenti fetali. Se non sei sicura che sia il momento giusto per recarti in ospedale, contatta il tuo medico o la tua ostetrica. È meglio sottoporsi a un controllo e ricevere una valutazione professionale che rimanere a casa nell'incertezza.

Cosa fare se si rompono le membrane ma le contrazioni non iniziano? La rottura delle membrane (“rottura delle acque”) può precedere l’inizio delle contrazioni. In questo caso è consigliabile contattare il punto nascita per ricevere indicazioni su quando recarsi in ospedale. È utile osservare il colore del liquido (che dovrebbe essere chiaro) e monitorare i movimenti del bambino. Anche in assenza di dolore, è importante una valutazione clinica per definire tempi e modalità di assistenza.

Gestione del Periodo Prodromico a Casa

Meglio aspettare a casa fino a che ci si sente comode e al sicuro. Il periodo prodromico può essere estenuante. È fondamentale garantirsi una situazione comoda, intima, la compagnia giusta, piccoli pasti appetitosi e digeribili, e bevande tiepide o fresche leggermente zuccherate. Ingannare l’attesa con attività piacevoli, passeggiare, riposarsi, dormire. E, soprattutto, è fondamentale evitare stress da prestazione, in genere indotto dall’ansia dei parenti: «Chissà quando nascerà…».

Spesso, ma non sempre, in questa fase si ha anche uno spontaneo, facile e abbondante svuotamento dell’intestino. Talvolta compare nausea e più raramente vomito. Ma bisogna comunque sforzarsi di mangiare qualcosa e bere.

COME RICONOSCERE le CONTRAZIONI di INIZIO TRAVAGLIO - Le risposte dell'Ostetrica Maria Chiara Alvisi

Il Supporto dell'Ostetrica e del Partner

Anche tra tutto lo stress, ricorda che la tua ostetrica è lì per te ogni volta che hai bisogno di lei. Una volta raggiunti i 4 cm di dilatazione, di solito la mamma e il suo accompagnatore vengono ammessi in sala travaglio e affidati alle cure di un’ostetrica che ha il compito di sostenere e incoraggiare la mamma, controllare l’evoluzione del processo, il suo benessere e la salute del bambino.

Certamente sarà quasi la stessa cosa per il tuo partner: la maggior parte dei futuri papà si sentono impotenti in questa fase, in particolare se questo è il primo bambino, dato che non sanno nemmeno quando finalmente accadrà. Per questo Hipp ha pensato a una serie di suggerimenti per i futuri papà, per aiutarli a capire cosa sta succedendo al tuo corpo ora che il parto si avvicina e come possono aiutarti. Il padre può essere presente per fornire supporto emotivo. Prepararsi con corsi prenatali, imparare tecniche di respirazione e parlare delle aspettative, renderà la sua presenza ancora più speciale. L’intimità con il partner, i massaggi e le carezze sono l’aiuto migliore al lavoro degli ormoni.

Neonato a termine

Le Fasi del Travaglio: Un Percorso Unico

Il travaglio di parto è il più significativo processo di cambiamento che avviene nel corpo della donna durante la sua vita; contemporaneamente è la prima esperienza di cambiamento che ogni essere umano ha sperimentato nascendo.

La Durata e le Caratteristiche delle Fasi

La durata del travaglio è molto variabile. Nelle donne alla prima esperienza può durare diverse ore, mentre nelle gravidanze successive tende spesso a essere più breve. La fase attiva, con dilatazione progressiva, può richiedere tempi differenti da persona a persona. È importante sapere che una certa variabilità è fisiologica e che l’équipe ostetrica monitora costantemente il benessere materno e fetale per valutare l’andamento. Per informazioni personalizzate sulla propria situazione è sempre opportuno parlarne con ostetrica o ginecologo.

Le contrazioni sono diverse da fase a fase del travaglio. La loro caratteristica principale è quella di “maturare” e diventare via via più efficaci e dolorose (ma paradossalmente anche più sopportabili) col progredire della dilatazione. Il travaglio è un percorso in cui bisogna mettercela tutta, consapevoli che si ha il diritto di essere aiutate.

Le fasi del travaglio di parto si distinguono in:

  • Periodo prodromico o prodromi di travaglio: Caratterizzato da contrazioni irregolari che preparano il collo dell'utero.
  • Fase dilatante o primo stadio: L'apertura del collo dell'utero e la discesa del bambino avvengono grazie alle contrazioni uterine che modificano il collo dell’utero rendendolo più soffice e corto. Successivamente agiranno spingendo il piccolo verso il basso e stirando lateralmente il collo per facilitarne l’apertura da zero fino a 10 centimetri. Per molte ore si susseguono intense contrazioni, una dopo l’altra, e la dilatazione avanza a ritmo di 1 cm ogni due ore per il primo bambino, e più rapidamente per i successivi.
  • Fase espulsiva o secondo stadio: Raggiunta la dilatazione completa si assiste in genere a uno spontaneo rallentamento dell’attività contrattile, un benefico periodo di riposo in cui la mamma si ricarica e il suo utero si prepara alle poderose contrazioni necessarie all’espulsione del piccolo: è la cosiddetta “fase latente”, che è indispensabile rispettare per garantire spinte più efficaci successivamente. «Saprò spingere?». È questa una delle più frequenti ansie delle donne relative al parto. Nella norma non c’è alcun bisogno di insegnare a una donna come deve spingere, semplicemente perché al momento giusto sarà impossibile impedirglielo. La spinta è spontanea, è “incoercibile”, è un riflesso automatico, in genere non doloroso, dovuto alla pressione della testa del bambino sui muscoli del perineo. Hanno bisogno di calma, rassicurazioni, sostegno fisico ed emotivo, e incoraggiamento ad ascoltare il segnale del bambino. No, quindi, nel modo più assoluto, a spinte guidate dall’esterno; no a trattenere l’aria, no a spinte lunghissime, e soprattutto no a spinte in posizione litotomica (sdraiate sulla schiena) e a spinte sulla pancia. Le spinte sono molto più efficaci in posizione libera. Serviranno molte spinte per far uscire completamente la testa, poi, alla contrazione successiva, sarà il turno delle spalle, e in seguito di tutto il corpo del bambino.
  • Secondamento o terzo stadio: Se non c’è perdita di sangue importante si deve aspettare (senza fare manovre né trazioni del cordone ombelicale) che la placenta si distacchi e una poderosa contrazione la faccia uscire.

Fasi del travaglio di parto

Gestione del Dolore e Benessere durante il Travaglio

Per contrastare il dolore, quando necessario, si possono utilizzare metodi naturali diversi e complementari, e senza controindicazioni, oppure farmaci (parto in analgesia). Respiri, sorrisi, lacrime, massaggi, parole di conforto, luci basse, mente non troppo presente e lucida: questo è il travaglio, facilitato da tutte quelle condizioni che favoriscono il rilascio di ossitocina (ormone della contrazione) e di endorfine (ormoni che controllano il dolore e il piacere). Sarà l’ostetrica a consigliare se e come procedere a stimolazioni più intense, come il massaggio dei capezzoli, qualora la situazione lo richieda.

Sì, puoi utilizzare tecniche come la respirazione profonda, i massaggi, i bagni caldi e i cambi di posizione per ridurre il disagio. Sì, i massaggi durante la dilatazione possono alleviare il dolore, ridurre la tensione e aiutare la madre a rilassarsi tra una contrazione e l'altra. Il tuo partner può imparare semplici tecniche per supportarti in questo momento speciale. Hanno bisogno di bere e di una quota di zuccheri per compensare la fatica.

È possibile che tu non abbia voglia di consumare nulla di solido per via del dolore delle contrazioni, ma potresti avere sete perché la sudorazione è abbondante. Avere un adeguato rifornimento di liquidi è importante per prevenire la disidratazione, dovuta anche alla perdita delle acque. Porta con te una borraccia con acqua fresca, tè leggero al limone, la tua tisana preferita. Assumere liquidi in travaglio ti darà sollievo. Non è vero che sia obbligatorio restare a digiuno durante il travaglio.

Esercizi di respirazione per il parto

Considerazioni Speciali e Preparazioni Pratiche

Ogni travaglio sarà diverso dall’altro e, come ogni fenomeno della natura, contiene una quota di imprevedibilità da accogliere con curiosità.

Induzione del Parto e Parto Cesareo Programmato

È una decisione molto importante quella di indurre il parto prima del suo inizio naturale. I medici propongono l’induzione del parto con metodi diversi (farmaci e/o altri interventi in base alla situazione e alle condizioni del collo dell’utero) quando diventa più rischioso aspettare. In assenza di fattori di rischio non è consigliato dalle Linee Guida indurre il parto prima delle 41 settimane. Se è a breve, e se un CTG evidenzia che stai già sperimentando delle contrazioni uterine brevi e irregolari, potrebbe essere meglio indurre il parto. Questo dipende dalla situazione del tuo bambino e dai segni vitali, che indicano se è sotto forte stress.

Il parto cesareo viene solitamente praticato tra la 38ª e la 39ª settimana di gravidanza. In questi casi è molto probabile che il parto fisiologico tardi a innescarsi, pertanto il team chirurgico deve prendere la decisione di intervenire. D'altra parte, il tuo bambino è già completamente sviluppato. Alla 38a settimana di gravidanza, nel caso tu debba essere sottoposta a un cesareo programmato, dovrai recarti nell’ospedale per il pre-ricovero, durante il quale verranno eseguiti esami e accertamenti per quello che è un vero e proprio intervento chirurgico. Nelle strutture che incoraggiano l'allattamento al seno, dopo un taglio cesareo, generalmente, la mamma può stringere immediatamente il bambino al petto, anche durante l'operazione di ricucitura (salvo diversa indicazione per motivi di salute). Ciò favorisce il legame tra mamma e bebè e consente l'instaurarsi di una buona relazione di allattamento. Il taglio cesareo può incidere negativamente sulla produzione di latte materno. La montata lattea potrebbe impiegare più tempo ad arrivare, per cui il contatto con il corpo della mamma, dopo un parto cesareo, è particolarmente importante per il piccolo.

Il Bambino non si Gira: Cosa Fare?

Alcuni bambini faticano a muoversi nella posizione per il parto alla 38° settimana di gravidanza. Ci possono essere varie ragioni di questo, che vanno dalla malattia o disabilità del bambino al sovraccarico mentale della futura mamma, che impedisce al bambino di prepararsi alla nascita. Se il tuo bambino ha una malattia o una disabilità, un taglio cesareo di solito è il modo migliore per partorire. Comunque, a volte non c’è una ragione per cui il tuo bambino non assume la posizione per la nascita.

Attività Sessuale a Termine Gravidanza

L’attività sessuale al termine della gravidanza, per la sua ricaduta sul sistema ormonale che favorisce il parto, è consigliata per facilitare l’avvio fisiologico del travaglio e non presenta rischi.

La Borsa per il Parto e Altre Preparazioni Domestiche

Prepara il seggiolino auto del tuo bambino e assicurati che soddisfi gli standard di sicurezza locali. Evita di prendere in prestito o acquistare un seggiolino auto di seconda mano a meno che tu non sappia come è stato usato.

Nella borsa per il parto, oltre a indumenti per il neonato, pannolini, reggiseni per l’allattamento, è importante che tu porti con te tutti gli esami utili per testimoniare lo stato di salute tuo e del bambino in questi nove mesi. Devi quindi controllare di avere ben in ordine le analisi del sangue e delle urine, i referti delle ecografie e dell’elettrocardiogramma, oltre a eventuali indicazioni del ginecologo.

Preparazione borsa parto

Recluta qualche aiutante per quando avrai il bambino. Sapere che ci sono persone che si preoccupano per te e sono disposte a offrirti supporto emotivo e fisico ti farà stare meglio.

La Donazione del Sangue del Cordone Ombelicale

Il cordone ombelicale che viene tagliato alla nascita del tuo bambino contiene sangue ricco di cellule staminali emopoietiche, cellule ancora indifferenziate che possono produrre globuli rossi, bianchi e piastrine sani, in grado di essere utilizzati per curare malattie serie come leucemie, linfomi, disordini metabolici e altro ancora. È un gesto altruistico e non pericoloso, né per te né per tuo figlio. Per poterlo donare al momento della nascita, è però necessario che tu sia sana, che non sia portatrice di malattie genetiche, non positiva o portatrice di Hiv o epatiti, e che tu non assuma droghe o farmaci controindicati. Inoltre il tuo bambino deve venire alla luce almeno alla 38a settimana (non prima), in un punto nascita accreditato per il prelievo del cordone e non deve essere in sofferenza fetale. Una volta raccolto, il sangue del cordone ombelicale verrà portato in apposite banche pubbliche (del Servizio sanitario nazionale), analizzato, conservato e messo a disposizione di chi ne avrà bisogno. Non aspettare, pensaci ora!

Donazione sangue cordone ombelicale

Strumenti e Consigli Post-Parto

Esiste uno strumento che, dopo che avrai partorito, potrebbe essere utilissimo per i tuoi muscoli addominali e per la schiena: la fascia elastica. Ne esistono di diverse taglie e hanno lo scopo di sostenere i tessuti e agevolare i tuoi movimenti, alleviando anche i dolori post parto. La fascia ha un ruolo molto importante soprattutto se hai affrontato un parto cesareo, poiché t’impedisce movimenti bruschi con l'addome. Scegli un modello con fasce regolabili che sostenga la pancia senza stringerti troppo. In questo modo agevolerai il ripristino dei muscoli addominali evitando che il peso della pancia comprima la zona pelvica, e tornerai ad assumere più facilmente una postura corretta, evitando anche il mal di schiena.

Dopo il parto, la maggior parte delle donne manifesta un aumento della diuresi, ovvero espelle grossi volumi di liquidi corporei attraverso le urine. Questo reggiseno per la gravidanza e l'allattamento è dotato di due zone traspiranti integrate per farti sentire fresca e di una nuova tecnologia ad asciugatura rapida che aiuta a bilanciare la temperatura corporea, offrendoti sostegno e comfort. Usa le sacche per la conservazione del latte materno Easy Pour per conservare nel congelatore o nel frigorifero il latte materno appena estratto.

COME RICONOSCERE le CONTRAZIONI di INIZIO TRAVAGLIO - Le risposte dell'Ostetrica Maria Chiara Alvisi

Alla 38° settimana di gravidanza dovresti ascoltare il tuo corpo, prestare attenzione ai sintomi che sperimenti e provare a rilassarti. Le incombenze dell'ultimo minuto possono minacciare di travolgere persino le madri più organizzate, quindi assicurati di prenderti qualche momento di calma per concentrarti su ciò che conta veramente.

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