È arrivato il momento che stavi aspettando: tu e il tuo bambino siete alla quarantesima settimana di gravidanza. Dopo nove mesi e una settimana insieme, siete ormai a un passo dall'incontro. L’arrivo del piccolo è infatti ormai questione di giorni, o forse di ore, ma ogni gravidanza è unica, quindi potrebbe prendersi ancora un po' di tempo prima di nascere. Essendo nel pieno della fase finale, potresti sentire un misto di emozione, paura e impazienza, oltre a possibili disagi fisici. Molte future mamme, giunte a questo punto, si chiedono cosa significhi non avvertire ancora contrazioni regolari e cosa aspettarsi nelle prossime ore o giorni.
Il Tuo Bambino a 40 Settimane: Pronto per il Mondo Esterno
A 40 settimane, il tuo bambino è ormai pronto per nascere. Ha raggiunto la sua massima dimensione, con una lunghezza tra i 50 e i 52 cm e un peso che varia generalmente tra i 3 e i 4 kg. Immaginarlo come una grossa zucca ornamentale è più o meno giusto, se ancora devi immaginarlo di tenerlo fra le braccia. Ogni organo è ora completamente sviluppato e pronto a svolgere le sue funzioni in autonomia. I polmoni sono finalmente maturi, pronti a compiere il loro primo respiro fuori dal grembo materno, e il suo cuore batte a un ritmo regolare e forte, preparandosi alla conoscenza del mondo esterno.

Nelle ultime settimane di gravidanza, il tuo bambino ha messo su così tante riserve di grasso che ora costituiscono circa il 15% del suo peso corporeo. Nella 40° settimana di gravidanza, il fegato del feto assorbe anche più amido dal tuo flusso sanguigno, che il suo corpo trasformerà in glucosio - una forma di zucchero - dopo la nascita; il glucosio verrà poi rilasciato nel suo sangue. Questo processo è molto importante: l’amido viene infatti convertito in glucosio, la fonte di energia primaria nel corso dei primi 3-4 giorni fuori dalla pancia, prima che prenda il via la produzione di latte maturo.
Poco prima della nascita, il tuo bambino non avrà abbastanza spazio nel tuo pancione. Si raggomitolerà in posizione fetale, con la testa abbassata nel bacino inferiore, e aspetterà. Il bambino è rannicchiato in maniera talmente perfetta che, una volta nato, ti chiederai come faceva a stare dentro di te. Nei primi giorni di vita, il bambino manterrà le stesse posizioni assunte in tutte quelle lunghe settimane di gestazione.
Il primo latte che produci, conosciuto come colostro, fornisce al tuo bambino importanti anticorpi per rafforzare il suo sistema immunitario in via di sviluppo. La nascita è un processo emozionante e impegnativo anche per il tuo bambino. Una volta che il tuo bambino avrà fatto il suo ingresso, la sua testa sarà visibile all'ingresso della tua vagina e l'aria che ora arriva alla sua fontanella dal mondo esterno stimolerà il suo primo respiro. Questo di solito è accompagnato dal suo primo grido e da uno sguardo di terrore sul suo volto, ma significa che è sopravvissuto alla parte critica del parto. Le spalle devono ancora uscire (dovrai spingere più forte che puoi un paio di volte), ma una volta fuori, il resto del tuo bambino scivolerà via facilmente.
Il Tuo Corpo in Attesa: Segnali e Cambiamenti a 40 Settimane
Nella 40° settimana di gravidanza ti trovi alla fine del nono mese e hai finalmente raggiunto la data presunta del parto (DPP), calcolata dal tuo medico in base al tuo ultimo ciclo mestruale e alle misurazioni delle ecografie. La fine della gravidanza significa anche la fine del tuo costante aumento di peso in gravidanza. Dopo aver partorito, perderai rapidamente il peso in eccesso a causa del duro lavoro del parto e dell'inizio dell'allattamento.
Nell'ultima settimana il tuo corpo è in attesa del travaglio e si prepara all’evento della nascita. I sintomi possono variare molto in termini di gravità e localizzazione in questa ultima settimana di gravidanza, poiché il tuo corpo sta affrontando una nuova sfida e molto duro lavoro.

Tra i sintomi più comuni della quarantesima settimana ci sono le contrazioni regolari e dolorose che, a differenza di quelle di Braxton Hicks, sono più intense e possono durare più a lungo. Le donne incinte possono anche sperimentare una vasta gamma di diverse contrazioni irregolari a 40 settimane. Alcuni giorni potresti sentire che il travaglio sta finalmente iniziando, solo per poi smettere di avere contrazioni uterine e attendere che le cose si calmino di nuovo. Le contrazioni di Braxton Hicks, che favoriscono l’afflusso di una dose massiccia di sangue ossigenato verso il tuo utero e il bambino, a volte potrebbero sembrare piuttosto intense. Tuttavia, se rimangono indolori e irregolari, si tratta di un falso allarme. Se ti senti infastidita, puoi alleviarle con una doccia calda o un cambio di posizione.
Quando inizia il travaglio, le contrazioni uterine causeranno dolori allo stomaco e un'intensa sensazione di trazione nell'addome. Questi si verificheranno inizialmente a intervalli irregolari per un certo numero di ore prima che alla fine diventino ancora più intensi e si verifichino più regolarmente. Se le avverti, ma non aumentano di frequenza fino ad averne una ogni circa cinque minuti, non allarmarti: non è ancora il momento di conoscere il tuo piccolino. Se non hai contrazioni in tracciato, non serve a niente. L'importante è che senti il bambino muoversi. Con la prima gravidanza è facile andare oltre la DPP.
La prima caratteristica a cui fare attenzione per distinguere le contrazioni di inizio travaglio è la regolarità: la cadenza è ravvicinata e la durata va dai 30 ai 70 secondi circa (cresce man mano che il tempo passa). I sintomi sono localizzabili a livello dell’addome, ma si irradiano fino alla zona lombare. La sensazione di dolore può essere percepita anche nella zona delle gambe. Le contrazioni giuste le riconosci quando sono regolari da un paio d'ore, intense (da non riuscire a parlare, camminare mentre ce l'hai) e che durano circa un minuto. Calcola che col primo parto si parla di 12 ore di travaglio, quindi tempo ne hai.
In alcuni casi potresti anche notare la perdita del tappo mucoso, una sostanza densa e gelatinosa che proteggeva il collo dell’utero durante la gravidanza. La sua perdita è uno dei segnali che indicano l'avvicinarsi del travaglio, ma non tutte le donne lo sperimentano prima di recarsi in ospedale. Ci sono donne che lo perdono a fine gestazione e altre che, invece, vivono questa esperienza attorno alla trentasettesima settimana di gravidanza. Altri segnali fisici includono un aumento delle perdite vaginali e un senso di pressione pelvica molto intenso. L'incremento delle secrezioni vaginali e un senso di pressione a livello pelvico molto accentuato sono altri sintomi che caratterizzano il periodo in questione. Per alcune donne, si possono avvertire anche dolori simili ai crampi mestruali. Ogni sintomo è un segnale del tuo corpo che si sta preparando per il travaglio imminente.
Un altro compagno delle giornate delle donne durante la quarantesima settimana di gravidanza è il mal di schiena. Cerca di rimanere rilassata il più possibile: fare una doccia calda, utilizzare un cuscino per sostenere il corpo o fare una breve passeggiata possono aiutare ad alleviare il disagio. Importante è continuare a utilizzare un cuscino specifico per l’attesa - che deve essere diverso da quello che poi si userà durante l’allattamento - ed eseguire, con l’aiuto della fidata fitball, esercizi di mobilizzazione del bacino. Anche quelli che prevedono l’assunzione della posizione quadrupedica per lo scarico del pancione sono da includere nella routine e ti aiuteranno tantissimo anche nei momenti di pausa dal travaglio.
Il cocktail di ormoni fa sì che il tuo corpo cerchi di purificarsi di nuovo, il che può provocare nausea e possibili vomito e/o diarrea. Le contrazioni intestinali coinvolte nella diarrea stimolano le contrazioni uterine e anche le contrazioni irregolari a 40 settimane possono innescare la diarrea: i due meccanismi si supportano a vicenda.
COME RICONOSCERE le CONTRAZIONI di INIZIO TRAVAGLIO - Le risposte dell'Ostetrica Maria Chiara Alvisi
Se il bambino ha impegnato il canale del parto, la forma del tuo corpo cambierà e le persone potrebbero commentare dicendoti che «la pancia è scesa». Anche se questo ti permette di respirare con maggiore facilità, è impossibile ignorare la pressione extra sulla vescica. Il bagno potrebbe diventare la stanza che frequenti più assiduamente questa settimana. Ricorda a te stessa che molto presto le cose miglioreranno. Questa settimana ti sentirai molto pesante a livello dell’utero, quasi satura. Se hai già partorito in precedenza, potresti avere la sensazione di non riuscire a trattenere il bambino, soprattutto quando sei in piedi. I muscoli pelvici stanno facendo gli straordinari per sostenere il peso concentrato dell’utero e, come una fionda troppo tesa, tendono a cedere nei punti critici. Facilita il loro lavoro, e siediti quando puoi. Trova una sedia o una poltrona comoda e prendi posto con un drink, un buon libro e il telefono a portata di mano.
La pelle della tua pancia è tesa come un tamburo. L'ombelico sembra rovesciato e le smagliature sono di colore rosso vivo o viola. Troverai difficile immaginare che la pelle della pancia possa diventare ancora più tesa, ma se superi il termine è proprio quello che accadrà. Se provi ad abbracciare la pancia, non è detto che le dita delle mani riescano a toccarsi.
Non tutte le donne aspettano di arrivare a 40 settimane di gravidanza per godersi il meritato riposo. Alcune potrebbero farsi prendere dall’ossessione di mettersi a pulire, vedendo tracce di sporco in agguato in ogni angolo. Nessuna stanza si salva, e rendere la casa un ambiente incontaminato per l'arrivo del bebè diventa la loro priorità numero 1. Nonostante gli sguardi divertiti del partner, questo fenomeno, detto “sindrome del nido”, è piuttosto comune e infatti si concretizza nell’organizzazione di un ambiente pulito e sicuro per il neonato.
I Movimenti Fetali a 40 Settimane
Anche in questi ultimi giorni di gravidanza continua a tenere sotto controllo i movimenti del tuo bambino. Nonostante lo spazio a disposizione sia ormai molto ridotto, dovresti comunque percepire i suoi spostamenti e movimenti regolari. È normale che spinte e stiramenti siano meno vigorosi rispetto alle settimane precedenti, ma una certa frequenza di movimento dovrebbe rimanere. In questo periodo, proprio per via dello spazio sempre più ridotto che ha a disposizione, quando il feto si muove la mamma percepisce la cosa con particolare intensità. Il ginecologo o l’ostetrica ti faranno domande sui movimenti del bambino, sul livello di attività e se hai notato qualche cambiamento nelle sue abitudini. Potrebbero anche chiederti di annotare cosa succede, e portare i tuoi appunti alla visita prenatale di questa settimana. L'importante è che lo senti muoversi.
Quando il Travaglio Non Si Avvia: Comprendere l'Attesa Oltre la DPP
La data presunta del parto si avvicina e sono grandi la trepidazione e le aspettative. Ma a volte succede che il fatidico giorno arrivi e poi passi via, senza che si presenti l’ombra di una contrazione. E l’attesa continua e sembra non finire più. Come mai succede? A circa il 30% delle donne in procinto del parto capita di "andare oltre il termine", ovvero di arrivare al compimento della 40ª settimana e di non avere alcun segnale di avvio del travaglio. Sono le future mamme che partoriranno tra la fine della 40ª settimana e l’inizio della 42ª, senza che questo comporti complicazioni di alcun tipo. Se, fino ad ora, il tuo viaggio è stato all’insegna della fisiologia, non hai nessuna ragione di far partire l’iter della medicalizzazione. Se non hai contrazioni in tracciato non serve a niente. L'importante è che lo senti muoversi. Con la prima gravidanza è facile andare oltre la dpp. Porta pazienza, quando sarà il momento vedrai che partiranno da sole!
In realtà, il calcolo della data presunta del parto non è sempre preciso: un mese lunare dura esattamente 29,53 giorni e non 28, il che allunga la gestazione di una quindicina di giorni. Insomma, fisiologicamente, la gravidanza durerebbe 294 giorni, ossia 42 settimane. La data presunta del parto si calcola ipotizzando che il concepimento sia avvenuto 14 giorni dopo l’inizio dell’ultima mestruazione. Si tratta quindi di un calcolo molto teorico e soggetto a errore, perché anche nelle donne con il ciclo regolare può accadere che l’ovulazione si verifichi più avanti rispetto alla metà esatta del ciclo.
Fattori che Influenzano l'Inizio del Travaglio
L’innescarsi del travaglio non è un semplice fatto meccanico, ma è legato a un insieme di fattori. Ecco alcuni dei motivi per cui il bebè tarda a nascere, che possono dipendere sia dalla madre sia dal bambino:
- Stato emotivo della madre: Perché l’ossitocina, l’ormone che provoca le contrazioni, sia prodotto in quantità sufficiente, è importante innanzitutto che la donna si trovi in una condizione di benessere, che riesca a dormire, che sia in uno stato di apertura emotiva. Se al contrario, per svariate ragioni, sta vivendo un momento di stress, di vigilanza, di tensione, è difficile che il travaglio possa mettersi in moto.
- Posizionamento del bambino: Anche il corretto posizionamento del bebè nel bacino è fondamentale per l'avvio del travaglio.
- Predisposizione genetica: Chi ha la mamma, la nonna o una sorella che hanno partorito oltre termine ha maggiori probabilità di vivere la stessa esperienza. Così come è molto probabile che una stessa donna partorisca oltre il termine più di una volta.
- Cicli mestruali più lunghi: Le donne che hanno cicli mestruali più lunghi rispetto ai 28 giorni di media partoriscono di solito più tardi rispetto a chi invece ha flussi ravvicinati, cioè ogni 25-27 giorni.
- Concepimento post-pillola o in allattamento: È stato osservato che le donne che iniziano la gravidanza nei primi tre mesi successivi alla sospensione della pillola contraccettiva tendono a partorire oltre termine. Lo stesso accade quando il concepimento avviene durante l’allattamento.
- Uso di FANS: Tutti i FANS, cioè i cosiddetti “farmaci antinfiammatori non steroidei”, di cui il capostipite è l’aspirina, possono ritardare la data del parto: essi attenuano il dolore e l’infiammazione, bloccando la produzione delle prostaglandine, ovvero sostanze che l’organismo libera per favorire la comparsa delle contrazioni dell’utero e, quindi, per dare inizio alle manifestazioni tipiche del travaglio.
In sintesi, i motivi per cui il bambino nasce in ritardo rispetto alla data presunta del parto non sono ancora del tutto noti. La predisposizione genetica gioca sicuramente un ruolo di primo piano. Se si superano le 40 settimane più un giorno di gravidanza e ancora non si è percepito alcun cambiamento che possa far pensare a una predisposizione verso il parto, non ci si deve comunque preoccupare. Sarà il ginecologo a indicare gli esami da fare per tenere sotto controllo il benessere di mamma e bambino.
Monitoraggio e Controlli Prenatali a Termine
Adesso i controlli prenatali sono molto frequenti e servono a monitorare sia la tua salute che quella del bambino. A partire dalla 39ª settimana e cinque giorni, la futura mamma deve sottoporsi a una serie di controlli volti ad accertare che tutto stia procedendo per il meglio. Questi esami vengono ripetuti a 40 settimane e mezzo, quindi a 41 settimane e poi a 41 settimane e due giorni. A partire da 40 settimane e un giorno, solitamente il ginecologo sottopone la futura mamma a controlli ogni due giorni. A partire dal termine della 41a settimana (41+0 giorni) e fino alla conclusione della 42a, i controlli si fanno più ravvicinati e vengono prescritti quotidianamente.
Il ginecologo controllerà la posizione del feto, lo stato del collo dell’utero e altri parametri per valutare se il corpo è pronto per il travaglio. Ecco gli accertamenti che è opportuno fare nel corso della quarantesima settimana di gravidanza:
- Tracciato cardiotocografico (CTG): A partire da due giorni prima dell’inizio della 40ª settimana viene effettuato il cosiddetto “tracciato cardiotocografico”. Questo esame registra il battito cardiaco del piccolo e le contrazioni dell’utero. Si esegue appoggiando sul pancione un sensore collegato a un computer. Il monitoraggio cardiotocografico elettrico fetale, abbreviato in monitoraggio CTG, è un esame che monitora attraverso uno strumento chiamato cardiotocografo, la frequenza cardiaca fetale (frequenza, variabilità, accelerazioni, decelerazioni) e le contrazioni uterine (numero, durata, tono basale). Il tracciato CTG, riferito allo stato di ossigenazione e metabolico del feto al momento del monitoraggio, è fondamentale. Quando si parla di travaglio fisiologico, il tracciato in continua non è indicato. In questi frangenti, infatti, il battito fetale si ascolta a intermittenza. Così facendo, si evita di spostare eccessivamente l’attenzione su output numerici.
- Ecografia ostetrica con flussimetria: Se la tua ostetrica lo ritiene opportuno, effettua l’ecografia ostetrica con flussimetria, fondamentale per farsi un’idea della fisiologia degli scambi ematici tra corpo della mamma e feto. Con questo termine si indica una particolare ecografia che indaga sul cordone ombelicale e sulla placenta allo scopo di verificare che il piccolo, attraverso il flusso del sangue materno, riceva sempre il giusto ossigeno e nutrimento. Un altro esame a cui generalmente si fa ricorso in prossimità della data del parto è l’ecografia volta a valutare le condizioni della placenta e, soprattutto, la quantità di liquido amniotico che, se tutto procede per il meglio, non deve diminuire oltre un livello ben definito. La valutazione ecografica del liquido amniotico si effettua attraverso l’indice AFI: si divide idealmente l’addome materno in quattro quadranti e in ognuno si misura la presenza massima di liquido amniotico, dopodiché si fa la somma dei quattro quadranti.
- Amnioscopia: È un semplice esame che consente di valutare il colore e la trasparenza del liquido amniotico. Se tutto va bene, questo è limpido e chiaro come l’acqua.

È fondamentale durante tutta la gravidanza, ma soprattutto una volta raggiunte le 41 settimane di gestazione, occorre tenere sotto stretta osservazione la placenta. Nelle “vere” gravidanze protratte, ovvero quelle ‘biologicamente protratte’, è infatti alto il rischio di incorrere nella senescenza (invecchiamento) di questo organo che nel corso di tutta la gravidanza ha rifornito di ossigeno e sostanze nutritive il feto. Con il protrarsi della gravidanza la placenta può, infatti, andare incontro a problematiche varie che ne riducono l’efficienza e, di conseguenza, la sua capacità di apportare ossigeno e nutrienti al bimbo. Si parla in questo caso di sofferenza fetale, condizione caratterizzata dalla comparsa di meconio nel liquido amniotico, modificazioni della frequenza cardiaca del bimbo e alterazione dei parametri ematici per una probabile ipossia (ossigenazione insufficiente) del feto che può portare, se protratta nel tempo, a conseguenze anche molto gravi per la salute del nascituro.
Strategie per Favorire l'Avvio del Travaglio (e Cosa Evitare)
Se il travaglio non si avvia spontaneamente, il medico potrebbe discutere con te le opzioni per l'induzione, soprattutto se la gravidanza si estende oltre la 41ª settimana. Tuttavia, prima di considerare opzioni mediche, ci sono alcune strategie naturali che possono essere d'aiuto.
Fare l’amore spesso nell’ultima settimana di gravidanza può rappresentare il metodo più naturale per favorire l’avvio del parto. A giocare un ruolo di primo piano sono sia lo stimolo meccanico esercitato sul collo dell’utero, sia le prostaglandine contenute nel liquido seminale maschile. L'ossitocina è l'ormone del piacere ed è anche quello che stimola le contrazioni. Per cui: rapporti sessuali tutte le sere in primis! Poi lo sperma contiene una sostanza che si chiama prostaglandine, anche quella che concorre a indurre le contrazioni, quindi dopo il rapporto aspetta 5 minuti con le gambe in alto.
Altre "dicerie" popolari, come fare scale, pulire vetri o maratone, in realtà non servono a niente per indurre il travaglio. Evita tutte quelle dicerie che dovrebbero indurre il travaglio ma che in realtà non servono a niente.
Riposati e rilassati il più possibile: ti aiuterà a partorire e renderà le contrazioni più intense. Sul piano emotivo, l'ultima settimana di gravidanza è un periodo molto intenso. L'attesa per il travaglio può generare un mix di ansia e impazienza, soprattutto se è il tuo primo figlio. È naturale avere aspettative e anche un po’ di timore per il momento del parto, ma mantenere una mentalità positiva farà davvero la differenza. Il supporto emotivo del partner è di massima importanza in questo momento: condividere pensieri, fare progetti insieme e prepararsi insieme al parto sono attività che aiutano a ridurre lo stress. Potresti pensare di utilizzare alcune tecniche di rilassamento per affrontare l'ansia, come la respirazione profonda o la meditazione. Una breve passeggiata o attività leggere come un po’ di stretching o esercizi di mobilità ti aiuteranno a prepararti mentalmente e fisicamente.
COME RICONOSCERE le CONTRAZIONI di INIZIO TRAVAGLIO - Le risposte dell'Ostetrica Maria Chiara Alvisi
Non è chiaro esattamente cosa scateni il travaglio. Secondo una delle teorie, il bambino produce una particolare proteina che innesca le contrazioni nella mamma. Quando sarà il momento, ti renderai conto. Le contrazioni giuste le riconosci. Tutti mi dicono che me ne accorgerò, ma essendo la prima volta non ho idea di cosa aspettarmi. Stai tranquilla, il tuo bimbo sta bene lì. Finché nuota beato.
Opzioni Mediche per l'Induzione del Travaglio e il Parto
Tra le possibilità di parto ci sono il parto naturale, l’induzione del travaglio e, in alcuni casi, il parto cesareo, che può essere pianificato se vi sono motivi medici specifici. L’induzione può essere raccomandata per favorire l’inizio del travaglio in caso di necessità o se il corpo non mostra segni di travaglio imminente.
Se verso la fine della 41a settimana (41 settimane + 5 giorni) la futura mamma non avverte ancora alcun segnale di inizio travaglio, solitamente il ginecologo le propone l’induzione del parto spontaneo, una prassi che molte strutture adottano. Qualora dovessi superare le 42 settimane, allora inizierebbe ad avere il suo senso iniziare a valutare il ricorso all’induzione, così da prevenire evenienze gravi come la diminuzione dell’efficienza della placenta. Se tre giorni dopo la fine della 41ª settimana non succede ancora niente, il parto viene indotto.
Metodi di Induzione
Per indurre il parto, in prima battuta viene introdotto in vagina, a intervalli di 6-8 ore, un gel a base di prostaglandine. Se anche dopo questo intervento il bimbo non si decide a nascere, viene somministrata l’ossitocina con la flebo. Per indurre il parto inizialmente vengono effettuate somministrazioni di gel a base di prostaglandine all’interno del collo dell’utero. Se il travaglio non inizia, si può ricorrere alla rottura del sacco amniotico (se la dilatazione del collo uterino lo permette), in seguito alla quale vengono liberate dall’organismo materno grandi quantità di prostaglandine che stimolano le contrazioni. Oppure si può optare per la somministrazione alla mamma mediante flebo dell’ossitocina, l’ormone che induce l’utero a contrarsi fino a quando il bambino non viene alla luce.
Scegliere di indurre il travaglio è una decisione personale per la quale è necessario prendere in considerazione molteplici fattori. Ricorda che l’incidenza del passaggio da parto naturale a parto assistito è più elevata nelle donne che ricevono l’induzione di travaglio.
Il Parto Cesareo
Il parto cesareo diventa necessario quando tutti i metodi per indurre il travaglio falliscono e, al tempo stesso, grazie ai controlli, si rileva che il bimbo inizia a dare segni di sofferenza. Nel caso in cui, effettuati tutti i tentativi ritenuti opportuni caso per caso dal ginecologo, il bimbo non ne volesse sapere di nascere, l’opzione ultima è il taglio cesareo.
Gestione del Dolore: L'Anestesia Epidurale (EA)
L'EA comporta l'iniezione di un antidolorifico nell'area tra le vertebre della colonna vertebrale, nelle radici delle fibre nervose nel canale spinale, dove ha l'effetto di farti sentire meno dolore nella regione pelvica. Come per tutti gli interventi medici, l'EA ha restrizioni, rischi ed effetti collaterali. Il consiglio è di lasciare che accada. Discuti la tua situazione con la tua ostetrica e decidi cosa ti piacerebbe fare (ad esempio sdraiarti nella vasca da bagno, fare una passeggiata, prendere antidolorifici, ecc.). Se hai un piano rigido e non funziona per qualche motivo, potrebbe renderti agitata e turbata, cosa che davvero non vuoi in questa situazione. Lascia che il parto avvenga. Se sei preoccupata per la tua reazione ai dolori del parto, informati il più possibile sulle opzioni di controllo del dolore. Parla con il ginecologo o l’ostetrica di ciò che vorresti che accadesse e specificalo anche sul piano del parto.
Prepararsi al Post-Parto e alla Nuova Vita
Mentre aspetti il parto è utile dedicare del tempo agli ultimi preparativi per il post-partum. Questa settimana può essere anche il momento ideale per finalizzare la pianificazione del supporto post-parto, che può includere aiuti pratici come il sostegno di un familiare o un’amica per le prime settimane. Se possibile, stabilisci un piano con il partner e familiari o amici per le prime necessità domestiche e per l’organizzazione quotidiana. Il post-partum è un periodo speciale e intenso, ed è normale sentirsi più affaticate o avere bisogno di aiuto nelle piccole cose quotidiane.

Preparare la Borsa per l'Ospedale
Non rimandare all'ultimo minuto la preparazione della borsa per l'ospedale. La frenesia di trovare in fretta ciò che ti serve può creare un livello eccessivo e nocivo di stress. Se hai in previsione un normale parto vaginale, rimarrai in ospedale al massimo 3 giorni, quindi non esagerare con i cambi. Di giorno, la maggior parte delle donne indossa i normali indumenti piuttosto che pigiami o camicie da notte, quindi metti in valigia maglie comode e facili da aprire sul davanti se hai intenzione di allattare. Se non pensi di allattare il bebè al seno, potrebbe esserti richiesto di provvedere al latte artificiale, al biberon e a tutto l’occorrente. Verifica con l’ospedale quali sono le procedure in vigore per il lavaggio e la sterilizzazione di biberon e tettarelle.
Accogliere il Neonato a Casa
Assicurati che tutto sia pronto per accogliere il neonato in casa: uno spazio ben organizzato per il bambino con fasciatoio, il necessario per il bagnetto, prodotti per l'igiene e vestitini adeguati alla stagione.
Se non l’hai ancora acquistato, procurati un cuscino per l’allattamento. Ecco alcune caratteristiche fondamentali: ergonomia, forma a C (in questo aspetto risiede una delle differenze con il cuscino gravidanza, che dovrebbe essere a goccia), riempito internamente con Fiber Balls Polyester, materiale di alta qualità, e facile da lavare. Non usarlo come supporto per la nanna del bambino: il rischio concreto, infatti, è che rotoli giù e si faccia male. Inoltre, sussiste il rischio di appiattimento posteriore della testa dovuto al fatto che la rotazione cervicale è di fatto ostacolata.
Lato abbigliamento, vanno più che bene 3 o 4 body in cotone. Procurati altrettante tutine con i piedi. Se hai deciso di usare i pannolini lavabili, per i primi giorni tieni a portata di mano una confezione di usa e getta.
Nutrizione e Attività Fisica Durante l'Attesa e il Travaglio
Cosa Mangiare Durante il Travaglio
Anche quando hai le contrazioni uterine, puoi ancora mangiare. Cerca di mangiare cibi leggeri in piccole quantità, e non dimenticare di bere a sufficienza: il parto richiederà molta energia e liquidi. Se vuoi, porta con te un piccolo spuntino quando vai in ospedale. In questo periodo, è opportuno riflettere anche su cosa mangiare durante il travaglio, un lavoro del corpo profondissimo che richiede il massimo dell’energia. Ecco cosa non dovrebbe mancare nella tua valigia: bustine di sali minerali, rigorosamente senza zuccheri aggiunti; barrette a base di frutta e frutta secca; frutta disidratata (non esagerare, soprattutto con le prugne, in quanto potrebbero provocare un effetto lassativo); cibi secchi - cracker, pane carasu, grissini, pane gutiau - alleati preziosi in caso di nausea. Non dimenticare di portare qualcosa da mangiare anche per il partner! Non preoccuparti se ti senti estremamente stanca tra le contrazioni: non ti farà male dormire un po'. Potresti pensare che non sia possibile, ma se lo è, fallo!
Gestione dell'Attività Fisica
Se non sono ancora partite le contrazioni, approfitta di questo tempo per prepararti ancora meglio al viaggio del travaglio. Utilizza la fitball per lavorare sulla mobilizzazione del bacino. Prova lo yoga con posizione come quella della ghirlanda, o malasana, che si basa sul mantenimento di una posizione accovacciata, avendo cura di non andare, con le ginocchia, oltre le caviglie.
Adesso dovresti tenere il tuo telefono sempre con te per poter chiamare la tua ostetrica, il tuo partner, la tua famiglia e chiunque altro quando sarà il momento del parto. Se improvvisamente hai una perdita di liquido dalla vagina, simile a un fiotto, una serie di contrazioni regolari e dolorose circa ogni 15 minuti, o un dolore stabile e continuo nella parte bassa della schiena, senti il parere del ginecologo o dell’ostetrica. Potrebbero essere tutti sintomi dell’inizio del travaglio.
Hai deciso di partorire in ospedale? Aspetta prima di salire in macchina. Attendi almeno due o tre ore: in questo lasso di tempo, puoi concentrarti su esercizi con la fitball o applicare calore locale tramite l’utilizzo di una boule. Il motivo per cui è bene non spostarsi subito verso l’ospedale è semplice e importantissimo: si elimina il rischio di attivazione di quei processi che spengono la parte istintiva del cervello, essenziale per connettersi con i messaggi che il corpo manda.

Prepara la settimana 41.
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