Il Significato Ampio e Profondo della Fertilità

La parola "fertile", derivante dal latino fertĭlis e a sua volta da ferre che significa "produrre", racchiude in sé un vasto spettro di significati che vanno dalla capacità riproduttiva biologica alla produttività di un terreno, fino ad estendersi in ambiti più figurati. In senso generale, indica ciò che è produttivo, capace di generare o di dare origine a qualcosa. Questa accezione primaria si declina in contesti diversi, assumendo sfumature specifiche ma mantenendo sempre il nucleo concettuale di capacità generativa o produttiva.

La Fertilità nell'Essere Umano: Potenziale di Vita e Procreazione

Nell'essere umano, la fertilità si riferisce principalmente alla "potenzialità di generare, procreare", ovvero alla "capacità di svolgere le funzioni procreative". Questo concetto è intrinsecamente legato alla fisiologia degli apparati generativi e a tutte le condizioni che determinano la produzione dei gameti, permettendo il concepimento e il regolare svolgersi della gravidanza fino alla nascita. E’ la "condizione atta alla procreazione", la "capacità di procreazione". La fertilità, in questo contesto, può essere attribuita sia all'individuo, maschio o femmina che sia, sia alla coppia nel suo complesso. Tuttavia, come ormai sappiamo fin troppo bene, il corpo umano femminile e quello maschile sono davvero molto diversi tra loro, sia fuori che dentro, e la fertilità presenta caratteristiche distinte e specifiche per l'uomo e per la donna, influenzate in entrambi i casi "all’usura del tempo", ma con "differenze sostanziali che bisogna conoscere" per chi desidera un figlio o, al contrario, vuole evitarne una gravidanza.

Coppia che si tiene per mano in un campo fiorito, simbolo di fertilità umana e naturale

La Fertilità Femminile: Un Tesoro a Tempo Limitato

La fertilità femminile è un processo complesso e finemente regolato, che si distingue per alcune peculiarità fondamentali. Una delle differenze più marcate rispetto alla fertilità maschile risiede nella disponibilità delle cellule riproduttive. Le donne, infatti, nascono con un numero prestabilito di follicoli, le strutture che contengono gli ovociti. A differenza degli spermatozoi maschili, che vengono prodotti continuamente, i follicoli non possono rigenerarsi. Questa riserva ovarica è determinata alla nascita e si esaurisce progressivamente nel corso della vita.

Il periodo fertile di una donna ha un inizio e una fine ben definiti. Inizia nel momento in cui compare il menarca, vale a dire la prima mestruazione, e termina quando si entra nella tanto temuta menopausa. Generalmente, il menarca si manifesta tra i 10 e i 15 anni, mentre la menopausa sopraggiunge tra i 45 e i 50 anni. Ciò implica che la finestra fertile femminile dura all’incirca 30 anni.

Tuttavia, affermare "Fantastico! Ho 30 anni di prove davanti a me" sarebbe un'interpretazione non del tutto accurata. L’età gioca un ruolo fondamentale nel concepimento, e non tutti questi anni offrono le medesime probabilità di successo. Esiste un periodo nella vita di ogni donna in cui le probabilità di rimanere incinta sono più elevate. Questo periodo, definito anche "periodo di massima fertilità", va dai 20 fino ai 30 anni. Dopodiché, la qualità degli ovociti prodotti si riduce, e un declino più pronunciato si verifica a partire dai 35 anni. È al momento del quarantesimo compleanno che la fertilità peggiora drasticamente, rendendo le probabilità di rimanere incinta naturalmente molto basse.

Nonostante questo calo, non significa che la gravidanza diventi impossibile dopo i 30 o 40 anni. Sono tantissimi, infatti, i casi di donne che hanno concepito oltre i 40 anni. Semplicemente, diventa più difficile e occorre provare molte più volte, avere pazienza e avere cura del proprio corpo per dargli tutto ciò di cui ha bisogno per favorire la fertilità. È fondamentale ricordare che ogni donna ha un ritmo di sviluppo diverso e che queste età possono cambiare in modo significativo.

Il Ciclo Mestruale e la Finestra della Fertilità Femminile

Per comprendere appieno la fertilità femminile, è indispensabile analizzare il ciclo mestruale, l'insieme di eventi fisiologici che preparano il corpo della donna a un possibile concepimento. Molto spesso si confonde il ciclo mestruale, che rappresenta l’intera fase mensile vissuta dalla donna, con le mestruazioni, che sono soltanto la fase in cui il corpo luteo viene espulso. Sebbene una donna sia "fertile durante tutto il ciclo mestruale", le probabilità di rimanere incinta variano notevolmente durante il ciclo stesso.

Il ciclo mestruale si conta dal giorno in cui arrivano le mestruazioni, che corrisponde al giorno 1 e dura all’incirca 5 giorni. Questa è la fase mestruale, il momento in cui la cellula uovo che non è stata fecondata viene espulsa attraverso il flusso mestruale.

All’incirca dal 6° giorno inizia la fase follicolare. Questo è il periodo in cui i follicoli presenti nelle ovaie cominciano a maturare, grazie alla presenza degli ormoni follicolo-stimolanti (FSH) e luteinizzanti (LH) secreti dall’ipofisi e agli estrogeni prodotti dalle ovaie. I follicoli lavorano insieme per portare a maturazione una cellula uovo, predisponendo l’ambiente per il suo rilascio. Questa fase dura fino al 14° giorno.

L'ovulazione inizia all’incirca intorno al 14° giorno e dura fino al 15°. In questa fase, una sinergia degli ormoni FSH e LH, insieme agli estrogeni e al progesterone, prepara il corpo femminile alla fecondazione. Una volta maturato il follicolo dominante, esso si romperà rilasciando la cellula uovo all’interno delle Tube di Falloppio. Questo processo è detto ovulazione, ed è in questo momento che la cellula uovo, una volta rilasciata nelle tube, è pronta per essere fecondata. L’ovulazione è il momento in cui l'ormone luteinizzante provoca la fuoriuscita dell’ovocita dal follicolo e la trasformazione del follicolo in corpo luteo, che a sua volta produce progesterone.

La fase secretiva, o fase luteinica, va dal 16° al 28° giorno. Durante questo periodo, l’ovocita espulso dal follicolo si sposta dall’ovaio verso l’utero. Il corpo luteo continua a produrre progesterone e a preparare l’utero all’eventuale impianto di un ovocita fecondato. Gli estrogeni e il progesterone sono a livelli elevati, mentre gli ormoni FSH e LH iniziano a diminuire. Questo vuol dire che l’endometrio nell’utero si ispessisce per permettere l’attecchimento della cellula uovo fecondata. Se in quei giorni la donna ha un rapporto sessuale completo, la penetrazione di uno spermatozoo in un ovulo lo feconda e dà origine a uno zigote, che è un embrione allo stadio di una sola cellula. Il concepimento avviene nella parte della tuba più vicina all’ovaia entro il breve periodo (poche ore) di vitalità dell’ovulo dopo la sua espulsione dal follicolo con l’ovulazione. Se non c’è stata la fecondazione, il rivestimento interno dell’utero si sfalda e si trasforma nel flusso mestruale, dando il via a un nuovo ciclo.

Grafico del ciclo mestruale con le fasi e i cambiamenti ormonali

La domanda che viene posta più spesso è: "ma posso rimanere incinta solo durante il periodo di ovulazione?". La risposta è: "sì e no". Sì, perché la cellula uovo viene rilasciata nel momento in cui si è in ovulazione. No, perché ci sono diversi fattori da tenere in considerazione. Infatti, lo spermatozoo può sopravvivere ben 4 giorni all’interno dell’utero, e gli studi più recenti indicano una sopravvivenza anche di 5 giorni. Questo significa che se si hanno rapporti completi qualche giorno prima dell’ovulazione, esistono piccole probabilità di poter concepire. In linea di massima, però, i giorni di maggiore fertilità femminile corrispondono a quelli dell’ovulazione e ai giorni immediatamente precedenti, per un totale di "fino a cinque giorni fertili ogni mese". Data la data in cui ci si aspetta che lei abbia un'ovulazione e aumentando la frequenza dei rapporti sessuali in quella settimana, le possibilità di ottenere una gravidanza aumenteranno.

Indicatori e Metodi per Identificare il Periodo Fertile Femminile

Riconoscere il periodo fertile, ovvero quella finestra del ciclo mestruale in cui la probabilità di concepire è massima, può essere utile sia per chi cerca una gravidanza sia come metodo naturale di contraccezione. Esistono diversi indicatori e metodi per identificare questi giorni cruciali.

Uno dei segni più facilmente osservabili è il muco cervicale. Al colmo del periodo fertile, quando si avvicina l’ovulazione, il collo dell’utero produce del muco fluido e filante, simile all’albume dell’uovo. Si tratta di perdite trasparenti visibili sulla biancheria o quando si va in bagno. Questo indicatore è un componente fondamentale del Metodo Billings e di altri metodi naturali basati sull’osservazione del muco cervicale.

Un altro indicatore fisiologico è la temperatura basale. Questa è la temperatura corporea misurata la mattina al risveglio, prima di qualsiasi attività. Durante l’ovulazione, questa temperatura aumenta di circa mezzo grado centigrado a causa dell'aumento del progesterone. La combinazione della rilevazione del sintomo del muco cervicale e delle modificazioni delle caratteristiche della cervice, in associazione alla registrazione della temperatura basale, costituisce il cosiddetto Metodo sintotermico.

Conoscendo il susseguirsi nel tempo delle fasi del ciclo mestruale è possibile fare un calcolo del periodo fertile. Fatta eccezione per le variazioni individuali, che sono sempre possibili, il 14° e il 15° giorno dopo l’inizio della precedente mestruazione sono i giorni in cui l’ovulazione è più probabile. Questo approccio rientra nei metodi statistici di conoscenza della fertilità, basati sulla registrazione della variabilità di lunghezza dei cicli mestruali dell’anno precedente al fine di prevedere, attraverso calcoli, la collocazione temporale del periodo fertile nei cicli mestruali a venire.

Esistono anche strumenti più moderni e precisi, come i test di ovulazione. Si tratta di test in vendita in farmacia e in molti supermercati, che rilevano il picco dell’ormone luteinizzante (LH) nelle urine, il quale precede l’ovulazione. Questi stick urinari possono aiutare a individuare il momento più fertile. Tuttavia, possono dare falsi negativi o positivi (per esempio nei cicli molto irregolari o con variazioni ormonali), e vanno sempre usati insieme ad altri parametri (muco cervicale, temperatura basale) e interpretati con cautela. Il monitoraggio ecografico, eseguito da uno specialista, offre l'osservazione più diretta dello sviluppo follicolare e del rilascio dell'ovocita.

La Fertilità Maschile: Produzione Continua ma con Calo Qualitativo

La fertilità maschile dipende direttamente dalla produzione di sperma, dalla qualità dello sperma e dalla capacità di essere espulso. A differenza delle donne, gli uomini nascono con organi maschili immaturi e, con l'inizio della pubertà, si verificano cambiamenti ormonali che permettono agli spermatozoi di iniziare a generarsi nei testicoli.

L’uomo vive un processo chiamato "spermatogenesi", che porta alla formazione e maturazione degli spermatozoi. All'interno dei testicoli, in strutture chiamate tubuli seminiferi, gli spermatozoi sono prodotti in modo permanente. Vengono poi trasportati attraverso il vaso deferente ed espulsi attraverso l'uretra per eiaculazione. Questa produzione è continua per tutta la vita fertile dell'uomo.

Nel periodo di fertilità dell’uomo, la quantità di spermatozoi prodotta non si riduce drasticamente con il passare del tempo. Tuttavia, l'età gioca un ruolo anche nella fertilità maschile. Semplicemente, con l’aumentare dell’età, la qualità e la vita media degli spermatozoi che arrivano nell’utero si riduce drasticamente, rendendo più difficile la fecondazione della cellula uovo. In alcuni studi è stato dimostrato che la qualità seminale può diminuire con l'età, poiché alcuni parametri come la concentrazione o la mobilità peggiorano. Tuttavia, questi cambiamenti nella fertilità maschile non sono così pronunciati come nel caso delle donne, e si può essere padre biologico anche dopo i 50 anni. Qualsiasi alterazione che influenzi uno qualsiasi di questi passaggi, dalla produzione al trasporto, influenzerà, in misura minore o maggiore, la fertilità maschile.

Rappresentazione schematica dell'apparato riproduttivo maschile

Fattori che Influenzano la Fertilità Umana: Oltre l'Età

Sia per l'uomo che per la donna, la fertilità è una condizione complessa influenzata da molteplici fattori che vanno oltre la semplice età biologica. Tra i punti salienti che determinano la capacità di procreare troviamo: l'età riproduttiva specifica, la capacità di avere rapporti sessuali, la salute generale di entrambi i genitori, la qualità del seme, la qualità degli ovuli e la capacità di una donna di portare a termine una gravidanza.

Lo stile di vita può influenzare la fertilità in modo significativo. Fattori come la dieta, l'indice di massa corporea, uno stile di vita sedentario, il consumo di caffeina, tabacco, alcol, l'uso di droghe e l'esposizione a tossine e radiazioni possono avere un impatto negativo sulla fertilità maschile e femminile. Ad esempio, l'obesità, il sottopeso e lo stress riducono la fertilità della donna. Per aumentare la fertilità, è importante mantenere un peso sano e seguire una dieta equilibrata che fornisca tutti i nutrienti essenziali, come proteine, carboidrati, grassi sani, vitamine e minerali. Si raccomanda una dieta mediterranea varia, il controllo del peso per avere un indice di massa corporea adeguato, un esercizio fisico moderato (non eccessivo) ed evitare le cattive abitudini come l'aumento del consumo di caffeina, fumo, alcol e altre sostanze per non danneggiare la fertilità. Ridurre lo stress e dormire a sufficienza sono altrettanto cruciali.

Il trattamento con la chemioterapia può anche causare infertilità irreversibile, a causa degli effetti citotossici sulla spermatogenesi nell'uomo. Pertanto, si raccomanda che il maschio congeli diversi campioni di sperma prima dell'inizio del trattamento. Questa misura, conosciuta come conservazione della fertilità, gli permetterà di utilizzare questi campioni di sperma (prima del danno causato dal trattamento chemioterapico) per poter cercare una gravidanza con tecniche di riproduzione assistita in futuro.

La Regolazione della Fertilità e le Scelte Procreative

La "regolazione delle funzioni della fertilità", ovvero delle capacità riproduttive, è un ambito che tocca aspetti profondamente personali, etici e sociali. Questa può avvenire attraverso diverse modalità, dalla pianificazione consapevole dei concepimenti all'adozione di tecniche di riproduzione assistita.

Metodi Naturali di Conoscenza della Fertilità

I metodi naturali di conoscenza della fertilità si basano sull’auto-osservazione di uno o più segni/sintomi di fertilità da parte della donna. Questi metodi utilizzano l'osservazione, la registrazione e l'interpretazione di alcuni indicatori di fertilità, come la temperatura corporea basale, il muco cervicale e la posizione, apertura e consistenza della cervice uterina. L'obiettivo è quello di conoscere i ritmi di fertilità, ovvero la collocazione temporale del periodo fertile e dei tempi infertili nel ciclo mestruale.

Questi metodi, come il Metodo Billings o il Metodo sintotermico, possono essere utilizzati sia per ricercare con consapevolezza un concepimento, massimizzando le probabilità di successo attraverso rapporti mirati durante i giorni fertili, sia per rinviare nel tempo o evitare un concepimento. In quest'ultimo caso, si parla di "continenza periodica della coppia nei rapporti sessuali regolata sui ritmi naturali di fertilità", che implica "astinenza dal rapporto sessuale nei periodi di fertilità, al fine di rinviare o evitare un concepimento". La continenza può essere periodica perché, qualora una coppia ritenga opportuno rinviare o evitare il concepimento, la continenza si ripete ciclicamente ad ogni periodo fertile della donna ovvero ogni ciclo mestruale. L'efficacia di questi metodi naturali si riferisce alla loro precisione diagnostica nell'identificare il periodo fertile e i periodi non fertili del ciclo mestruale.

L'obiettivo primario dei metodi naturali è quello di contribuire a sviluppare nelle coppie un’apertura consapevole al dono della vita al figlio. Ciò si inserisce nel concetto più ampio di "procreazione responsabile", intesa come la "pianificazione responsabile dei concepimenti, realizzata da parte della coppia mediante una libera e volontaria disciplina dei rapporti sessuali, regolata sulla ritmicità del periodo fertile e dei tempi infertili del ciclo mestruale". Questo implica "consapevolezza dei valori in gioco e assunzione di responsabilità nell’apertura al dono della vita al figlio". Il concetto di procreazione responsabile implica l’esecuzione, da parte della coppia, della decisione procreativa o non procreativa. Nel caso la decisione sia di rinviare o evitare un concepimento, richiede l’assunzione di un comportamento responsabile mediante la scelta di non avere rapporti durante il periodo fertile della donna, limitandoli ai periodi non fertili.

Rimanere incinta: i segreti! Ecco tutto quello che devi sapere su sesso e ovulazione!

Le Tecniche di Riproduzione Assistita

Quando il concepimento naturale si presenta difficile o impossibile, la scienza offre diverse soluzioni attraverso le tecniche di riproduzione assistita. Queste tecniche permettono una fecondazione - cioè unione di due gameti - ottenuta con modalità diverse dal rapporto sessuale.

La fecondazione è detta omologa quando le tecniche di fecondazione, sia in vitro che in vivo, utilizzano cellule germinali provenienti dalla stessa coppia che ne fa richiesta. In passato, la legge italiana 40/2004 prevedeva limitazioni severe, come l'impossibilità di produrre più di tre embrioni da destinare immediatamente ad un unico impianto nella donna.

Al contrario, la fecondazione è detta eterologa quando si ricorre a uno o più donatori che forniscono i gameti, gli spermatozoi o le cellule uovo, o l’embrione. Questa tecnica, in passato, era vietata dalla stessa legge 40/2004, ma è stata successivamente legalizzata.

La preservazione della fertilità è un'altra importante applicazione delle tecniche riproduttive. Per le donne, la conservazione della fertilità dovrebbe essere fatta in giovane età, soprattutto prima dei 35 anni, poiché l'età ha un effetto più dannoso sulla fertilità femminile. È particolarmente consigliata anche prima di un trattamento, per esempio oncologico, che si prevede possa danneggiare la fertilità. La conservazione della fertilità non influisce direttamente sulla fertilità naturale. Tuttavia, le possibilità di ottenere una gravidanza in modo naturale diminuiranno nel tempo a causa dell'esaurimento della riserva ovarica con l'età, indipendentemente dal fatto che la fertilità sia stata conservata o meno. Il vantaggio della preservazione della fertilità è che si può cercare una gestazione con tecniche di riproduzione assistita, se la fertilità è stata precedentemente preservata, anche se la riserva ovarica è già compromessa. Per gli uomini, a meno che non ci sia una patologia che influenzi la produzione di sperma, o si debba sottoporre a chemio, radioterapia, o chirurgia (come nel caso più comune delle vasectomie), il congelamento dello sperma in modo preventivo non ha tanto senso quanto nel caso delle donne.

Quando Rivolgersi a Uno Specialista?

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una coppia è considerata affetta da problemi di fertilità quando non è in grado di ottenere una gravidanza in evoluzione dopo 12 mesi di sesso non protetto. In quel momento, gli studi clinici sarebbero già indicati per determinare quale possa essere il motivo della sterilità. Per le coppie in cui la donna ha più di 35 anni, si raccomanda di iniziare questi studi se non c'è gestazione dopo 6 mesi di sesso non protetto. È necessario che questi studi siano effettuati in una clinica di riproduzione assistita per poter fare una diagnosi corretta attraverso uno studio di fertilità personalizzato di ogni membro della coppia.

In primo luogo, si dovrebbe fare un ampio colloquio (anamnesi) in modo che il medico possa determinare quali test saranno necessari per identificare la causa dei problemi di fertilità. Negli uomini, il test più informativo è di solito lo spermiogramma, che consiste nel valutare un campione di sperma sia microscopicamente che macroscopicamente. Per le donne, sia l'analisi ormonale che il conteggio dei follicoli antrali mediante ecografia transvaginale sono i test più comuni. In tutte le coppie, il cariotipo viene solitamente analizzato anche per escludere anomalie cromosomiche come causa della sterilità.

È consigliabile rivolgersi a uno specialista anche in presenza di cicli molto irregolari, assenza di ovulazione o condizioni note come endometriosi, sindrome da ovaio policistico o patologie tiroidee. La consulenza precoce può aiutare a identificare eventuali ostacoli e indirizzare verso il percorso di cura più appropriato. A seconda dei risultati ottenuti, saranno richiesti ulteriori test o sarà indicato il trattamento migliore per consentire alla coppia di realizzare il proprio sogno di diventare genitori. La sterilità negli uomini si può invertire? Dipende dal motivo per cui l'uomo ha problemi riproduttivi. Ad esempio, se l'infertilità è dovuta ad un fattore genetico, non può essere invertita, ma se è dovuta ad un'ostruzione del deferente vasale o all'assunzione di un farmaco che influisce sulla produzione di spermatozoi, è possibile eseguire un trattamento chirurgico o interrompere il farmaco.

Modifiche dello Stile di Vita per Supportare la Fertilità

Una vita sana può migliorare la capacità riproduttiva. Mantenere un peso corporeo ottimale (né sottopeso né sovrappeso), praticare attività fisica regolare ma non eccessiva, ridurre lo stress, dormire a sufficienza e adottare una dieta equilibrata (con frutta, verdura, proteine magre) sono fattori che possono favorire cicli regolari e un corretto funzionamento ormonale, supportando la fertilità sia maschile che femminile. Tuttavia, nei casi in cui la fertilità è gravemente compromessa, sarà difficile migliorarla solo con lo stile di vita, e l'opzione migliore sarà quella di ricorrere a trattamenti di riproduzione assistita.

La Fertilità del Suolo: Una Base per la Vita Vegetale

Il concetto di "fertile" non si limita al regno animale e umano, ma si estende in modo fondamentale anche al mondo vegetale, in particolare alla fertilità del suolo. Quando si parla di fertilità del suolo, ci si riferisce a un suolo che è "per definizione un suolo in grado di sostenere la crescita delle piante". Questa capacità deriva da una complessa interazione di fattori ambientali, fisici, chimici e biologici.

Sezione trasversale di suolo fertile con radici e microrganismi

La distinzione generale che si fa è tra fertilità fisica, chimica e biologica. Queste tre componenti sono interdipendenti e contribuiscono in modo sinergico a rendere un suolo produttivo.

Fertilità Fisica del Suolo

La fertilità fisica si riferisce ad alcune caratteristiche del terreno che garantiscono un ambiente idoneo per le attività fisiologiche delle radici, come il flusso e lo stoccaggio di acqua e di aria nel suolo. Queste caratteristiche derivano da tanti processi di alterazione fisica, chimica e biologica delle rocce madri nel tempo. Qui sono quindi determinanti parametri quali la densità e porosità del terreno, la sua ritenzione idrica e il colore. Un terreno con una buona fertilità fisica consente un'adeguata aerazione per le radici, un corretto drenaggio dell'acqua in eccesso e una sufficiente disponibilità idrica per le piante.

Fertilità Chimica del Suolo

Per fertilità chimica si intende la capacità del suolo di rendere disponibili elementi nutritivi essenziali per le piante e per la loro crescita. Questi nutrienti derivano dalla dissoluzione dei minerali del suolo e dai processi di mineralizzazione della sostanza organica. L'azoto, assieme a fosforo e potassio, sono il cibo primario delle piante e la loro presenza è un indicatore chiave. Per valutare la fertilità chimica si adottano parametri quali la composizione chimico mineralogica (la cui evoluzione è detta pedogenesi), il pH, il potere assorbente, la capacità di scambio cationico, il grado di saturazione basica, il potere tampone, la quantità di sostanza organica e humus, e il contenuto in calcare. Un equilibrio ottimale di questi fattori chimici assicura che le piante possano accedere ai nutrienti di cui hanno bisogno.

Fertilità Biologica del Suolo

Infine, la fertilità biologica si riferisce alla presenza e all'attività degli organismi viventi del suolo. Questi microrganismi e macroorganismi sono coinvolti nei processi di trasformazione della sostanza organica, derivante dalla sua degradazione. È data dalla quantità della biomassa microbica, di humus stabile e di residui organici. Un suolo biologicamente attivo è un ecosistema dinamico dove batteri, funghi, vermi e altri organismi lavorano per decomporre la materia organica, rilasciando nutrienti e migliorando la struttura del terreno. Tra gli aspetti importanti di matrici specifiche, come ad esempio Agrogel® di ILSA, c’è anche la sua provata capacità di favorire l’attività microbiologica nel terreno, aumentando quindi anche la fertilità biologica del suolo.

tags: #che #cosa #vuol #dire #fertili