L'obbligo del certificato medico per la riammissione a scuola dopo un'assenza per malattia è stato, per molti anni, un punto fermo nella prassi scolastica italiana. Tuttavia, negli ultimi anni, si è assistito a una progressiva revisione di questa normativa, con un numero crescente di regioni che hanno abolito tale obbligo. Questa evoluzione riflette un cambiamento di prospettiva basato sulle indicazioni degli esperti e sulla necessità di semplificare le procedure per le famiglie e il personale scolastico.

L'Abrogazione dell'Obbligo: Un Trend in Crescita
L'introduzione dell'obbligo di presentare il certificato medico per la riammissione scolastica risaliva addirittura al 1967, quando fu approvata con decreto numero 1518 del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Questo obbligo era previsto dall’articolo 42 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 2. Per decenni, questa è stata la norma di riferimento a livello nazionale.
Tuttavia, a partire dal 2003, diverse regioni italiane hanno iniziato a eliminare questa disposizione. La Lombardia è stata la prima a introdurre la novità nel 2003, seguita dalle Province di Trento e Bolzano. Successivamente, anche Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Marche hanno abrogato l'obbligo. Con l'aggiunta del Veneto, che ha modificato l'articolo 3 della legge regionale 19 marzo 2013, n. 1, inserendo la dicitura "ed" e rimuovendo l'obbligo del certificato di riammissione scolastica oltre i cinque giorni di assenza, si arriva a contare il 50% delle regioni italiane che hanno eliminato questa prescrizione.
Ad esempio, nel Lazio, la svolta è stata decisa dalla giunta Zingaretti nella nuova legge sulle semplificazioni, nota anche come collegato. Questa decisione è arrivata in consiglio regionale per l'approvazione, come annunciato in vari quotidiani, in particolare dal “Messaggero”. Questa abolizione significa che non sarà più obbligatorio portare il certificato medico quando il bambino torna a scuola dopo un periodo di malattia.
Scuola: Certificato medico addio, ma non nelle Marche
Le Ragioni Dietro il Cambiamento Normativo
Le indicazioni degli esperti, a partire dall’Istituto Spallanzani, hanno confermato l’inutilità di questo tipo di certificato. I medici hanno spiegato che, di fatto, le malattie sono contagiose nel periodo dell’incubazione, ma non nella fase di convalescenza. Di conseguenza, la richiesta di un certificato medico per il rientro a scuola dopo la guarigione si rivelava spesso una formalità priva di reale efficacia nella prevenzione della diffusione delle malattie.
La Legge Regionale 16 luglio 2015 n. 9, art. 36, in molte regioni, chiarisce che non vi è più l'obbligo di certificazione medica per tutte le assenze scolastiche, anche superiori a 5 giorni, compresi i casi di assenza per malattia infettiva. Questo orientamento mira a responsabilizzare le famiglie e i medici curanti, focalizzandosi sulla piena guarigione dell'alunno prima del rientro a scuola e sul rispetto delle norme di profilassi.
I genitori dovranno rispettare i provvedimenti prescritti dal Medico Curante, inclusi periodi di allontanamento-contumacia e terapie. Nel caso di malattia infettiva contagiosa, è cura e responsabilità di Medici e Pediatri curanti informare ed educare i genitori alla comprensione delle norme di profilassi e al rispetto delle eventuali indicazioni contumaciali, qualora la malattia stessa lo richieda. È, inoltre, cura e responsabilità delle famiglie assicurare la piena guarigione degli alunni prima di rinviarli a scuola, nel rispetto della tutela della salute collettiva.
Tuttavia, rimane la necessità di presentazione del certificato medico qualora lo richiedano misure di profilassi a livello nazionale ed internazionale per esigenze di sanità pubblica. Questo serve a garantire una risposta tempestiva e coordinata in caso di emergenze sanitarie di più ampia portata.

La Gestione dei Casi di Malattia a Scuola: Ruolo delle Insegnanti e delle Famiglie
Nonostante l'abolizione dell'obbligo del certificato di riammissione, la tutela della salute di tutti i bambini rimane una priorità. Per questo motivo, le insegnanti possono "allontanare", d’intesa con le famiglie, i bambini in determinate situazioni. Questi casi includono:
- Febbre superiore a 37,5°C misurata a livello ascellare.
- Diarrea che si manifesta con 3 o più scariche di feci semiliquide o liquide, maleodoranti.
- Vomito che si presenta con episodi ripetuti e si accompagna a malessere generale.
- Congiuntivite purulenta (secrezione bianco giallastra).
- Sospetta malattia infettiva (esantema) o parassitaria (pediculosi).
- Condizioni che impediscano al bambino di partecipare adeguatamente alle attività e/o richiedano cure che il personale non sia in grado di fornire, senza compromettere salute e/o sicurezza degli altri bambini.
I bambini che frequentano l'Asilo Nido o la Scuola dell'Infanzia, una volta allontanati, possono riprendere la normale frequenza dopo almeno un giorno di sospensione dalla collettività, escluso quello dell'allontanamento, se i sintomi che hanno causato l'allontanamento stesso sono scomparsi. Questa misura precauzionale è volta a prevenire la diffusione di eventuali contagi all'interno della comunità scolastica, garantendo al contempo un rientro sereno e sicuro per il bambino.

Indicazioni Specifiche per il COVID-19 e Contatti Stretti
Le recenti emergenze sanitarie, come quella legata al COVID-19, hanno introdotto protocolli specifici per la gestione dei casi di malattia e dei contatti. I bambini non dovranno accedere ai servizi educativi o a scuola nel caso in cui siano stati identificati come contatti stretti di una persona con COVID-19, rispettando le indicazioni fornite dal DSP (Dipartimento Sanità Pubblica).
I contatti stretti familiari di caso sospetto COVID-19 non sono soggetti all’isolamento finché non sia stata confermata la diagnosi. Tuttavia, nell’ambiente domestico è indicato adottare tutte le misure di prevenzione appropriate, come il distanziamento e l'uso di mascherine, fino alla diagnosi definitiva (positiva o negativa) del caso.
Nel caso in cui un bambino risultasse in contatto con una persona a sua volta in stretto contatto con un positivo al COVID-19 (contatto di contatto), non vi è alcuna precauzione da prendere. Questo a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici disposti dal DSP e che quest’ultimo abbia accertato una possibile esposizione. Queste linee guida sono fondamentali per contenere la diffusione del virus e proteggere la comunità scolastica.
La Gestione delle Diete Speciali e delle Allergie Alimentari
Oltre alle normative sulle assenze per malattia, le scuole devono affrontare la gestione delle diete speciali per i bambini con esigenze alimentari particolari. Per i bambini che devono seguire diete speciali a causa di malattie croniche, metaboliche, allergie o intolleranze alimentari gravi e documentate, o anche per rifiuti alimentari di tipo psicologico, è richiesto un certificato medico. Questo certificato deve essere rilasciato dal pediatra curante e consegnato dalla famiglia al pediatra di comunità, e deve indicare chiaramente gli alimenti che il bambino non può assumere.
Il pediatra di comunità ha il compito di inviare copia della richiesta di dieta speciale alle dietiste del Comune e di rilasciarne una copia ai genitori per il servizio di refezione della scuola. La sospensione di una dieta speciale avviene su richiesta del pediatra curante e deve essere consegnata al pediatra di comunità.
Le modifiche dell’alimentazione per un periodo inferiore a 5 giorni, ad esempio per problemi gastrointestinali in via di guarigione, non richiedono alcun certificato medico. In questi casi, è sufficiente che i genitori comunichino le necessità alle insegnanti della scuola, che provvederanno ad informare il personale di cucina.
Le diete per motivi religiosi non richiedono alcuna certificazione. La famiglia comunica alle insegnanti la propria necessità e queste provvedono a darne comunicazione alla cucina e alle dietiste di riferimento. Questa flessibilità garantisce il rispetto delle diverse esigenze culturali e religiose all'interno dell'ambiente scolastico.

Regole per Cibo e Feste a Scuola
In occasione di feste per compleanni o altre ricorrenze, sono ammessi esclusivamente dolciumi e torte preparati nelle cucine delle scuole, laddove possibile, oppure provenienti da forni e pasticcerie. Questa disposizione mira a garantire la sicurezza alimentare e a prevenire eventuali rischi legati a preparazioni casalinghe o alimenti di provenienza incerta, in particolare per i bambini con allergie o intolleranze alimentari.
Altre Certificazioni Sanitarie e Normative Regionali
È importante notare che l'ambito di applicazione della Legge Regionale (LR) n. è limitata al territorio regionale. Pertanto, l'articolo citato si riferisce esclusivamente al territorio della regione. La legge regionale 18 agosto 2005, n. 21, all'articolo, prevede certificazioni sanitarie rilasciate dai Medici di Medicina Generale (MMG) ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera q. Questo articolo riguarda le attività agonistiche di cui al decreto del Ministro della sanità del 28.2.1983.
L'autorità scolastica competente, ai sensi dell'articolo 2, comma 5 della LR n., può richiedere lo svolgimento dell'attività sportiva cui all'articolo 2 della legge 29.2.1980, n. 33 e all'articolo n. 155 (articolo previste (articolo vigore della L.R. n. di idoneità sanitaria di cui all'articolo 37 del DPR n. La legge regionale 18 agosto 2005, n. 21, prevede, all'articolo, la certificazione dalla malattia medesima, richiesta ai sensi dell'articolo n. 326/1980 (Regolamento di esecuzione della L 30 aprile 1962, n. mod. effetto del disposto di cui all'articolo 3, comma secondo, della su citata LR. alle prescrizioni contemplate dall'articolo sui compiti istituzionali di cui all'articolo gli articoli 8 e 26 della legge 17.10.1967, n. certificati elencati all'articolo normative previgenti.
Queste disposizioni evidenziano la complessità del quadro normativo che regola le certificazioni sanitarie in ambito scolastico, con specifiche regionali che si aggiungono o modificano le norme nazionali. La continua evoluzione di queste normative richiede un'attenzione costante da parte delle famiglie e delle istituzioni scolastiche per garantire il rispetto delle regole e la tutela della salute pubblica.
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