L'introduzione progressiva degli alimenti complementari, differenti dal latte, è un passaggio fondamentale nella vita di ogni bambino, spesso definito svezzamento o divezzamento. Questo periodo è cruciale e segna il momento in cui l'alimentazione a base di latte, materno o artificiale che sia, non basta più a soddisfare i bisogni nutrizionali del lattante. In particolare, è essenziale assicurare un adeguato apporto energetico, proteico e di ferro, zinco e vitamine liposolubili come A e D.
Non esiste un "momento assoluto" che vada bene per tutti i bambini, poiché l'introduzione dei primi alimenti diversi dal latte dipende da variabili assolutamente individuali. Tra queste ci sono i bisogni nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico, il rapporto mamma-bambino e anche l’ambito socio-culturale. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Ministero della salute e le maggiori società scientifiche internazionali raccomandano l'allattamento fino al sesto mese. Prima del quarto mese è sconsigliato iniziare lo svezzamento, in quanto l'apparato digerente non è ancora in grado di poter assumere alimenti che non siano latte. Anche la European food safety authority (EFSA), l’autorità europea che si occupa di nutrizione e sicurezza alimentare, ritiene che il latte materno sia sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali nella maggior parte dei lattanti fino ai 6 mesi. Solo una percentuale inferiore di lattanti richiede un divezzamento precoce per garantire una crescita e uno sviluppo ottimali. Laddove non sia possibile attendere i 6 mesi - sempre secondo EFSA - il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17a settimana e comunque non oltre la 26a. Questo passaggio può essere, quindi, anticipato nel periodo tra i 4 e i 6 mesi nel caso in cui il pediatra lo ritenga opportuno in base all’andamento delle curve di crescita e di eventuali rischi nutrizionali legati alla storia clinica del neonato.
Lo Svezzamento: Due Approcci a Confronto
Nel panorama dell'introduzione degli alimenti complementari, si distinguono principalmente due approcci: lo svezzamento tradizionale e l'autosvezzamento, o alimentazione complementare a richiesta. Entrambi mirano a nutrire il bambino, ma con metodologie e filosofie leggermente diverse.
Svezzamento Tradizionale e Prodotti Specifici
Oggi il passaggio da una dieta esclusivamente composta da latte a una solida è facilitato dalla disponibilità di prodotti specifici, studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Questi prodotti, i cosiddetti baby food, sono preparati appositamente per lo svezzamento e studiati per fornire un’alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Il baby food, inoltre, è regolamentato da severe normative europee per garantirne la qualità. Ad esempio, Humana ha sviluppato una linea completa di prodotti per lo svezzamento appositamente studiata per ogni esigenza dei bambini in crescita. La gamma è molto ampia, sia in termini di consistenza, sia per quanto riguarda i gusti. Per le prime pappe, si può scegliere tra le creme di cereali, dalla consistenza cremosa, come per esempio la Crema di mais e tapioca, la Crema di riso, la Crema di multicereali oppure il Semolino, tutti prodotti biologici. Quando si passa a una consistenza maggiore si possono mettere in tavola le Stelline o le Puntine, anche in questo caso prodotte a partire da materie prime biologiche.
Secondo lo svezzamento tradizionale, è preferibile cuocere gli alimenti in acqua o a vapore, e si può utilizzare anche la pentola a pressione. I pediatri sconsigliano, almeno fino all’anno di età, l’aggiunta di sale e zucchero negli alimenti.
Autosvezzamento: Libertà e Autonomia a Tavola
L'autosvezzamento si basa fondamentalmente sull’idea che i bambini possano tranquillamente iniziare l’alimentazione complementare mangiando gli stessi cibi di mamma e papà, seduti a tavola con loro. È una forma di alimentazione a richiesta, che rispetta la capacità del bambino di autoregolarsi. Questo approccio gli permette di scegliere qualità e quantità dei cibi, gli stessi che consumano i genitori, ovviamente preparati in modo che li possa mangiare ed evitando quelli non adatti o a rischio soffocamento. Anche l’uso delle mani per prendere gli alimenti è un modo per sviluppare l’autonomia del piccolo. Tuttavia, non tutti i pediatri e i nutrizionisti infantili concordano con questo approccio, sia per una questione di qualità degli alimenti sia per una questione di modalità di preparazione delle pietanze.

Una precisazione importante riguarda la sicurezza: il lume delle vie aeree di un bambino è estremamente piccolo, mentre la testa e il collo continuano ad essere ancora molto grandi in proporzione al resto del corpo. Per questo, il cibo va tagliato a piccoli pezzetti, possibilmente quadratini, e mai rotondo. Naso e bocca sono collegati tra loro dalla faringe: nella porzione superiore si chiama nasofaringe, in quella inferiore di chiama orofaringe. Succede che il cibo si incastra nelle prime vie aeree (ipofaringe) o addirittura, se proviamo a mettere in bocca le mani al bambino, può finire nella trachea, e l’aria non passa più. Questo, però, non deve terrorizzarci al punto di impedire ai bambini di imparare a masticare e deglutire normalmente, poiché "conosco molte situazioni di bambini a cui non viene dato cibo solido fino ai 2-3 anni, e questo comporta deficit molto seri."
Pasti, Frequenze e Orari: Organizzare la Giornata Alimentare
L'organizzazione dei pasti durante lo svezzamento deve essere graduale e adattarsi alle esigenze del bambino, tenendo conto sia della frequenza che degli orari.
Dal Latte alle Prime Pappe
All’inizio del sesto mese i pasti dovrebbero essere 5 o 6. Lo svezzamento inizierà con la sostituzione di uno di questi con la prima pappa. Dopo circa 1-2 mesi le pappe saranno 2, oltre a una merenda, e i pasti a base di latte diminuiranno conseguentemente. È necessario introdurre gli alimenti con gradualità, uno per volta. La regola più comune consiste nel sostituire la poppata delle 12.00 con una pappa con brodo vegetale. All’inizio è importante non fissare schemi e tempi troppo rigidi, per numero, quantità e orario dei pasti nell’arco della giornata; è necessario solo che siano soddisfatti i bisogni energetici e nutritivi. La maggior parte dei genitori sceglie di fare questa sostituzione a pranzo.
Il Ruolo Fondamentale della Merenda
La merenda svolge un ruolo importante perché evita che il bimbo arrivi con troppa fame al momento del pasto e dunque lo aiuta ad alimentarsi in maniera corretta. Nella maggior parte dei casi l’ora migliore è al risveglio dal pisolino del pomeriggio. Attenzione però a non esagerare, non deve essere così abbondante da sostituire la cena. Plasmon consiglia diverse opzioni per le merende e gli spuntini, utili per prevenire che il bambino arrivi al pasto troppo affamato, facilitando un'alimentazione corretta, ma senza che siano eccessivamente ricchi o sostituiscano i pasti principali. Quando si devono scegliere merende sane per bambini, puoi scegliere tra diverse opzioni offerte da Plasmon come le pouch di frutta frullata, una merenda con frutta e cereali o con il latte, come la Merenda Nutri-Mune latte e vaniglia. Plasmon propone solo la massima qualità degli ingredienti, selezionati con cura, per spuntini in formati comodi da portare sempre con te. Non esiste una merenda ideale, ma tanti tipi di merenda, perché, infatti, l’ideale è alternare le varie proposte, in modo da offrire al bimbo sempre nuovi sapori e consistenze.
L'Introduzione della Cena: Tempi e Modalità
L’introduzione della cena durante lo svezzamento è un momento importante nell’ampliamento delle abitudini alimentari del bambino e nella costruzione di una routine quotidiana equilibrata. Solitamente, la cena può essere proposta intorno ai 7-8 mesi di età, ovvero alcune settimane dopo l’avvio del pranzo con alimenti solidi. È importante che l’introduzione della cena non avvenga in modo affrettato o forzato, ma che rispecchi il ritmo e la disponibilità del bambino. Alcuni neonati, ad esempio, mostrano interesse per un secondo pasto solido già dopo poche settimane, mentre altri potrebbero impiegare più tempo per adattarsi. Gradualmente, con la crescita e lo sviluppo di una maggiore capacità digestiva, il bambino potrà assumere una cena sempre più varia e completa, in linea con il resto della famiglia. Come detto, dopo le prime settimane di svezzamento, è possibile iniziare a sostituire anche un secondo pasto di latte con alimenti solidi. A questi si aggiungono, mano a mano, anche gli spuntini del mattino e del pomeriggio, che possono essere costituiti da yogurt, frutta frullata o schiacciata, ma anche del formaggio morbido.
Principi Fondamentali dell'Alimentazione Complementare tra 8 e 12 Mesi
Intorno ai 9 mesi, il bambino attraversa una fase di significativo sviluppo motorio e cognitivo, che influenza anche il suo approccio al cibo.
Crescita e Sviluppo del Bambino
A questa età, i bimbi hanno di solito cominciato a gattonare e, i più precoci, fanno già i primi tentativi di mettersi in piedi, magari appoggiandosi alla seduta del divano o di un mobile basso. Tutto questo dinamismo fa sì che il piccolo abbia anche un maggior consumo energico e quindi debba fare “rifornimento” più spesso nel corso della giornata. A questa età, il bambino sviluppa la capacità di afferrare piccoli pezzi di cibo con il pollice e l'indice (presa a pinza), cosa che non era ancora in grado di fare in fase di svezzamento a 6 mesi o 7 mesi. Inoltre, il riflesso faringeo (conato di vomito), che nei bambini più piccoli è molto più in avanti sulla lingua, inizia a regredire verso i 9 mesi, rendendo il bambino più abile e sicuro nel gestire il cibo in bocca e nel masticare. A 8 mesi, il bambino avrà probabilmente già iniziato a familiarizzare con alcuni nuovi alimenti e può mostrare una maggiore coordinazione occhi-mano-bocca, oltre alla capacità di stare seduto autonomamente e di gestire il cibo in bocca. È un'età in cui si può consolidare l'offerta di una dieta il più possibile varia. Si raccomanda di proseguire con l'introduzione di tutti gli alimenti previsti nella fascia d'età 6-12 mesi, aumentando le porzioni e le frequenze man mano che il bambino cresce e le sue necessità di energia e nutrienti aumentano. In questa età si intuisce anche cosa gli piace e cosa non gradisce, anche se i bambini vanno a “periodi”, per cui non c’è da preoccuparsi se ad un certo punto smette di mangiare un alimento che ha sempre mangiato con gusto in precedenza!

Linee Guida Cruciali per l'Alimentazione
Esistono principi fondamentali da ricordare durante questa fase: nessuna forzatura, il bambino deve essere libero di esprimere interesse o disinteresse per il cibo. Se un alimento viene rifiutato, può essere riproposto con pazienza dopo qualche giorno. È importante che il bambino vada incoraggiato a sperimentare diverse consistenze. Non aggiungere sale, zucchero e miele alle pappe del lattante, almeno per tutto il primo anno di vita. È necessario evitare anche il miele prima dei 12 mesi per il rischio di botulismo infantile e le bevande zuccherate. Si consiglia l’importanza di consumare alimenti Baby grade.
Il latte materno rimane cruciale: è importante ricordare che il latte (preferibilmente materno) rimane un alimento molto importante almeno fino ai 12 mesi. La graduale introduzione degli alimenti complementari non mira a sostituire immediatamente il latte, ma a integrarlo. Non insistere di fronte al rifiuto: è del tutto normale che i bambini non accettino subito le novità. Se un alimento viene rifiutato, la strategia migliore è non forzarlo, ma riproporlo con calma dopo qualche tempo. Ciò che un giorno provoca disgusto, con qualche tentativo in più, potrebbe diventare un piatto preferito.
È utile offrire porzioni piccole e attraenti: l'accettazione del cibo è fortemente influenzata da come viene presentato. Si consiglia di proporre cucchiaini di frutta e verdura omogeneizzate, che in genere sono più gradite, così come la carne omogeneizzata in modo che sia facile da deglutire. Utilizzare quando possibile le polpettine, morbide e di consistenza scivolosa, perché sono spesso ben accette; non riempire mai troppo il piattino, per non sovraccaricare il bambino e stimolare la sua curiosità.

Tra gli 8 e i 12 mesi, l'alimentazione del bambino si orienta verso una struttura di due pasti principali e uno o due spuntini, mantenendo il latte come pilastro nutrizionale, il tutto in un approccio graduale e personalizzato che rispetti le esigenze e i segnali di prontezza del bambino. È importante che il pasto avvenga in un ambiente conviviale, che ci sia una regolarità nei pasti e che ci sia serenità da parte dei genitori in caso di (prevedibili) rifiuti del cibo. Nonostante le indicazioni sulla frequenza, gli orari specifici sono flessibili e devono adattarsi al ritmo del bambino e della famiglia.
Varietà degli Alimenti e Sicurezza
In generale è importante sapere che l’ordine per l’inserimento degli alimenti nel calendario non è rigido. Non esiste un programma alimentare predefinito. Il passaggio dal latte materno o formulato agli altri alimenti deve essere graduale, per permettere al bambino di assaggiare, abituarsi e accettare nuovi sapori e consistenze, e basato al modello alimentare familiare. Quali alimenti introdurre dagli 8 mesi? Come ribadito dall'Associazione Culturale Pediatri, non c'è una sequenza vera e propria da seguire per l'introduzione degli alimenti. L'importante è proporre una dieta ricca e varia, esponendo il bambino a diversi sapori e consistenze. L'introduzione precoce di alimenti potenzialmente allergizzanti, come uova e pesce, non aumenta il rischio di allergie e anzi se ne promuove l'assunzione appena iniziata l’alimentazione complementare a richiesta. L’uso di uno schema dello svezzamento mese per mese può fornire un punto di riferimento e una guida per rendere il processo più facile, in quanto fornisce pratiche informazioni su quando introdurre i diversi alimenti. Tuttavia, ogni schema è puramente indicativo perché ogni bambino fa caso a sé, e quindi il punto di riferimento deve essere sempre il pediatra.

Esempi di Menù e Ricette Specifiche per lo Svezzamento
Le tabelle con i menu per lo svezzamento possono essere facilmente adattate per proporre al bambino un’alimentazione vegetariana e vegana fin dall’inizio dello svezzamento. Nel caso dell’alimentazione vegetariana, le fonti proteiche principali includono i legumi ben cotti e passati (come lenticchie decorticate, piselli, ceci), le uova (le quantità dipendono dal peso del bambino), il tofu e il tempeh. Se, invece, desideri proporre al tuo bambino un’alimentazione vegana, la pappa dovrebbe contenere fonti proteiche che comprendono legumi, derivati della soia (tofu, tempeh), seitan (da introdurre più avanti), cereali integrali e pseudocereali come quinoa e amaranto, che offrono un buon profilo aminoacidico. È essenziale includere alimenti ricchi di ferro vegetale, come legumi e verdure a foglia verde, accompagnati da fonti di vitamina C (es. frutta fresca) per favorirne l’assorbimento. Nella scelta della carne e del pesce, preferisci i prodotti provenienti da allevamenti non intensivi e il pescato fresco, piuttosto che il pesce di allevamento. Quando prepari i pasti con i legumi, ricorda di usare quelli decorticati, poiché la buccia può risultare poco digeribile per i bambini.
COME SI INIZIA LO SVEZZAMENTO e l'AUTOSVEZZAMENTO - COSA PUO' MANGIARE IL BAMBINO A 6 MESI?
Cereali, Frutta e Latticini: Colazioni e Spuntini
Per la colazione, il porridge è una delle alternative da prendere in considerazione. Si prepara utilizzando una bevanda vegetale, ovviamente senza zucchero, e aggiungendo fiocchi d’avena piccoli e non integrali, da cuocere per 5 - 10 minuti o fino a quando non si raggiunge la consistenza che si desidera. Per quanto riguarda la bevanda vegetale, la quantità di partenza perfetta è pari a 80 ml, dosaggio che si può variare in base a quanto si vuole che i fiocchi diventino morbidi. Il porridge si può guarnire con la cannella, mela grattugiata o schiacciata. Per addolcire, è possibile aggiungere un cucchiaino di crema 100% frutta secca.
Un'altra idea per la colazione è l'Overnight Oat, che non richiede cottura. Ecco cosa serve per prepararlo: un bicchiere di fiocchi d’avena; un bicchiere di bevanda vegetale, rigorosamente senza zucchero; due cucchiaini di yogurt bianco naturale. Per guarnire si può usare sia la crema 100% frutta secca, sia un cucchiaino da caffè di semi di Chia. Si prepara la sera e va lasciato riposare per circa 8 ore.
Il pane tostato, una volta tostato, può essere tagliato a bastoncino (il riferimento è lo spessore dell’indice di una mano femminile). Lo si può guarnire sempre con la crema 100% frutta secca e aggiungere pure un frutto sbucciato e tagliato a fettine. La frutta inizialmente la si può proporre da sola come merenda. A rendere completo il pasto, infatti, ci pensano il latte materno e/o formulato. Quando, mese dopo mese, la quantità di latte che il cucciolo assume diminuisce, bisogna aggiungere anche altri alimenti.
Per la merenda, si può portare in tavola, per esempio, la pera, nei mesi in cui è di stagione, con l’avocado. I due frutti, per garantire la prevenzione del rischio di soffocamento, vanno tagliati a fettine sottili per la lunga. L'avocado si può anche schiacciare e mischiare con fiocchi d’avena e un uovo strapazzato. Per una merenda veloce e gustosa, si possono proporre pure i pancakes. A metà mattina, per diversificare, è possibile offrire al bimbo, al posto del pasto latteo, un omogeneizzato di Frutta o un vasetto di Frutta & Yogurt.
Piatti Completi per Pranzo e Cena
Per il pranzo, si possono considerare diverse preparazioni. Le farfalle con ricotta e zucchine sono un piatto semplice e veloce. Mentre la pasta cuoce, bisogna far saltare in padella tre zucchine (un taglio sicuro è quello a listarelle). In una ciotola, si mettono due cucchiai di ricotta e si aggiungono 2 - 3 foglie di menta tritate. Una volta pronte la pasta e le zucchine, le si versa nella ciotola e si amalgamano bene gli ingredienti.
Un piatto ideale per i mesi caldi è il cous cous con le melanzane, che può essere arricchito con dei legumi, i ceci per esempio. Fino all’anno e mezzo/due anni è cruciale decorticarli. Si può procedere a mano o con il passaverdure, evitando, invece, il frullatore.
Tra le ricette per il pranzo in autunno, ci sono pure i fusilli conditi con crema di cavolfiore. Si tratta di un piatto completo, la cui quota di proteine può essere soddisfatta introducendo i legumi, i cannellini vanno benissimo, da decorticare. La pasta si può insaporire con un po’ di zafferano. Gli ingredienti sono circa 40 grammi di fusilli, 3 cimette di cavolfiore, 10 cannellini e un cucchiaio di olio EVO.
Per la cena, soprattutto nei mesi freddi, si può preparare una crema speziata con zucca e lenticchie rosse. Gli ingredienti includono circa 125 grammi di lenticchie rosse decorticate, 400 grammi di zucca, olio EVO, paprika o qualsiasi altra spezia, rosmarino, un cucchiaio di crema 100% semi di zucca (o frutta secca) e brodo vegetale. Si pulisce la zucca, la si taglia a pezzi, la si condisce con l’olio e le spezie, e si mette in forno a 180°C per 20 minuti. Le lenticchie vanno lessate e scolate. Si versano gli ingredienti in una padella, si aggiunge il brodo vegetale e si fa bollire il tutto. Una volta aggiunta la crema di semi di zucca, si frulla. Questo piatto può essere presentato in tavola con pane tostato tagliato a bastoncino.
Un'altra opzione sono le polpette con lenticchie e quinoa, facili da preparare e utili per riciclare gli avanzi in frigo. È importantissimo che siano morbide. Gli ingredienti sono 100 grammi di lenticchie rosse decorticate, circa 50 grammi di quinoa, cipolla (solo per il finto soffritto) e 2 - 3 cucchiai di concentrato di pomodoro. Si sciacquano le lenticchie, si cuociono per un quarto d’ora massimo e si scolano. Si rosola la cipolla in acqua calda e si aggiungono prima le lenticchie e poi il concentrato di pomodoro, con spezie a piacere. Si sciacqua la quinoa e la si cuoce in acqua bollente per assorbimento. Infine, si mescolano gli ingredienti e si assemblano le polpette.
Si può introdurre il pomodoro (se non è già avvenuta) per la prima pastasciuttina, cominciando con gli spaghettini più sottili spezzati (i cosiddetti capelli d’angelo) conditi con un leggero sugo di pomodoro, un cucchiaino di olio extravergine d’oliva e uno di formaggio grana grattugiato. Il pesce è un alimento di fondamentale importanza a ogni età, ma tanto più lo è nel bimbo in crescita perché è ricco di sostanze nutritive fondamentali al suo sviluppo e alla sua salute. L’uovo è in genere molto gradito al piccolo cotto alla coque (cioè con una consistenza semiliquida) e offerto con il cucchiaino, o in camicia (una sorta di uovo all’occhio in versione light, in quanto cotto nell’acqua e non nell’olio).
Un'altra idea per una cena completa potrebbe essere: procuratevi una busta di verdure fresche miste dal vostro ortolano, le classiche verdure che vengono vendute come preparato per il minestrone. Cuocetele al vapore nel cestello di Easy Meal di Chicco e mettetele in una ciotola. Unite riso, lenticchie e verdure nella ciotola, mescolando bene, e condite con un filo di olio EVO. In alternativa, per un pasto con la carne, si può scegliere del macinato di ottima qualità, ad esempio una parte magra di vitello e due fettine di lonza magra. Dopo aver scaldato una salsa (leggera), si tuffa dentro la carne, girandola bene con la forchetta, in modo da sgranarla. Le verdure possono essere cotte al vapore e il couscous preparato con acqua bollente. Una volta cotte le verdure, si aggiungono alla salsa di carne con un cucchiaino di cumino in polvere e un cucchiaino di origano fresco. Il sugo avanzato può essere riposto nei contenitori PortaPappa di Chicco, riposto in frigo e conservato per massimo due giorni, oppure congelato.

Per quanto riguarda il coniglio, facciamoci pulire dal macellaio la carne, facendola disossare perfettamente e tritare. In un padellino mettiamo le carote tritate a julienne, un cucchiaino di olio, la carne di coniglio e facciamo rosolare a fuoco dolce per qualche minuto. Aggiungiamo brodo di verdure per proseguire la cottura. Nel frattempo facciamo cuocere le patate al vapore nell’Easy Meal. Schiacciamole con lo schiacciapatate, mettiamole in un pentolino con mezzo bicchiere di acqua, un pizzico di sale (senza esagerare), 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato e un cucchiaio di olio. Serviamo il purè al centro del piatto, ricavandone un nido.
Si possono preparare anche delle patate al forno. Prendete delle buone patate biologiche, pelatele, tagliatele a pezzetti e cuocetele al vapore finché sono tenere. Stendete quindi metà composto di patate sulla teglia, facendone un primo strato. Cuocete in forno a 180 gradi per circa 20 minuti, finché si forma una deliziosa crosticina in superficie.
Gestione delle Quantità e Composizione dei Pasti: Approfondimenti da Esperti
Il cibo è veicolo di crescita, strumento di salute fisica ed emotiva, esso è anche canale di gioia e soddisfazione, è convivialità ed è strada delle autonomie. Lo scopo di questo articolo è quello di fornire ai genitori consigli utili e quanto più rispondenti ai loro dubbi sui temi della salute alimentare.
Bilanciamento dei Nutrienti
Quando prepari il menu per lo svezzamento classico di un neonato, il tuo obiettivo non è solo quello di introdurre una certa varietà di sapori e consistenze, ma anche - e soprattutto - quello di garantire che ogni pasto fornisca una combinazione bilanciata dei nutrienti essenziali per la sua crescita e il suo sviluppo. Al di fuori degli spuntini, perciò, ognuno dei pasti principali deve contenere una quota di carboidrati, grassi e proteine.
Le domande e risposte con esperti spesso affrontano questioni comuni. Ad esempio, sulla cena, se il bambino assume già proteine a mezzogiorno, si potrebbe pensare di preparare brodo vegetale con pastina, verdura e un frutto. Tuttavia, una dottoressa sottolinea: "Non riesco proprio a condividere la decisione di non fare assumere al bambino il latte adattato. Infatti la qualità di queste tipologie di latte è attualmente garantita e adeguata. Non solo, ma tutte le organizzazioni internazionali che si occupano di dare delle linee guida sull’alimentazione dei piccoli indicano chiaramente questa via." La ragione principale per non somministrare sotto l’anno di vita il latte vaccino (ovvero l’eccesso proteico) vale ancora di più per il latte di capra: se infatti il latte vaccino contiene 3 grammi di proteine per 100 ml, quello di capra ne contiene ben 3,6. Ciò significa che solo con i 2 pasti di latte (teoricamente circa mezzo litro) raccomandati a quest’età, il bambino assume già ben 18 g di proteine, ovvero - tenuto conto del suo peso, probabilmente intorno ai 10 kg - poco meno di 2 g/kg di proteine animali, oltre il doppio di quanto raccomandato per l’intera giornata! Questo significa che la preoccupazione di non eccedere con le proteine si scontra con comportamenti decisamente sbagliati. "Non bastasse, il latte di capra - che per legge non può essere modificato se venduto come tale - predispone il bambino (ma anche l’adulto) alla carenza di acido folico, e conseguente anemia, ma anche ad eccesso di colesterolo nel sangue, sempre per la carenza di folati."
Il consiglio è di effettuare delle correzioni per la cena; infatti, anche se in quantità leggermente minori, questo pasto deve avere le stesse caratteristiche del pranzo e quindi - una volta corretto il problema del latte da utilizzare - deve essere arricchito con le proteine, che certamente sarebbero meglio se fossero di origine vegetale. Perché allora non pensare a un pasto serale fatto con legumi e cereali, sul modello di quelli che la cucina mediterranea ci propone nelle sue tante varianti regionali? Pasta e fagioli, riso e lenticchie, risi e bisi, pasta e ceci, ribollita toscana… Tutto può essere adattato alle esigenze di un bimbo di questa età. Quando poi volesse variare questo menù, anche formaggio, uovo, pesce possono ben sostituire la carne che ha già proposto a pranzo. Quello che conta è che l’alimentazione sia varia durante la giornata ed equilibrata nei vari componenti.
L'Evoluzione della Dieta Oltre l'Anno
Superato lo step dello svezzamento, tuttavia, non deve calare l’attenzione sull’alimentazione. Intorno ai 10-12 mesi i bambini dovrebbero essere in grado di passare dalle pappe frullate alle pappe a pezzettini, fino al cibo ‘di famiglia’. Un bambino di 13 mesi che pesa poco più di 11 kg ed è lungo 80 cm è ben al di sopra della media per peso e lunghezza. È importante, quindi, non solo ritenere che il piccolo pesi “poco più” di 11 kg, ma stare attenti a non dargli più cibo nell’errata convinzione di farlo crescere di più. Il consiglio è di cominciare ad abbandonare le farine di cereali, perché sono un prodotto pensato per lo svezzamento e non per l’alimentazione dopo l’anno. La sera, quindi, si può preparare una minestra leggera a base di pastina o riso (20 grammi possono bastare) con un formaggio fresco e/o verdure. Bisogna stare attenti a non esagerare con i condimenti ed evitare di aggiungere formaggio grattugiato. I biscotti che arricchiscono il latte, non solo di sapore, ma anche di calorie e zuccheri, possono essere tranquillamente evitati soprattutto nel latte prima della nanna, che comunque può essere ridotto in quantità.

Per una bambina di 15 mesi che mangia a pranzo minestra con carne, pesce, uovo o legumi e a cena minestra con formaggi, e per merenda yogurt o frutta, a colazione latte fresco, è bene andare verso un’alimentazione più “adulta”. Dunque, bisogna iniziare a separare il pasto in più portate, mantenendo consistenze adeguate alla dentatura e all’attuale capacità masticatoria della bambina e man mano aumentare tali consistenze con preparati sempre più grossolani. Le porzioni di carne corrispondono a circa 20 grammi e per il pesce 30 grammi. Il latte vaccino parzialmente scremato non va assolutamente bene a questa età; sarebbe bene che prendesse un latte di crescita più ricco di ferro e di acidi grassi essenziali e allo stesso tempo meno ricco di proteine. Bene, le verdure a pranzo e cena purché non siano sempre in forma di passati! A 15 mesi non è necessario mantenere una consistenza liquida del pasto, cominci a sminuzzare tutto a grani più grandi.
Per un bambino che a 15 mesi allattato ancora al seno non vuole il latte di crescita, la merenda deve essere fatta con lo yogurt, dato che non beve il latte, a cui, eventualmente, può aggiungere la frutta. Per la cena, non è obbligatorio che utilizzi sempre i formaggi; se il bambino, infatti, prende la sua quota di latte o yogurt, il secondo può essere anche di pesce, carne, uova, prosciutto o altro, ma sempre complementare al pranzo, in modo da non ripetersi e variare l’assunzione degli alimenti anche nella giornata. Per una bambina di 16 mesi con basso peso, le porzioni appaiono in linea di massima corrette, manca la frutta a fine pasto e uno yogurt come merenda alternativa; se c’è margine di tempo può inserire una merendina a metà mattina con yogurt o frutta. Per la questione proteica, per essere precisi, potrebbe ridurre a 20 g di carne, alternata ai 40 g di pesce ed alternare anche con 1-2 uova a settimana.
Per una bambina di 16 mesi con crescita stazionaria, "Purtroppo a volte il “poco” visto da noi genitori corrisponde al “tanto” dei nostri bambini, ad esempio 80 gr di sogliola per una bambina di 16 mesi è decisamente molto, infatti dovrebbe mangiare circa 30-40 gr di pesce fresco, cioè la metà, il che giustifica in pieno che si sia fermata… era troppo piena, soprattutto di proteine!" Inoltre, non c’è dubbio che - per chi ha la fortuna di avere ancora latte - l’allattamento al seno continui a essere consigliato anche a quest’età, ma è anche assolutamente indispensabile che la sua bambina inizi pure a mangiare in maniera adeguata per la sua età, passando dunque ad un’alimentazione più simile a quella dell’adulto (si ricordi solo che il sale va evitato quanto più a lungo possibile) per garantirle tutta una serie di nutrienti indispensabili per una crescita corretta a 16 mesi e carenti nel latte materno, in primis il ferro e le vitamine del gruppo B, per cui il consiglio è di darle sì il seno, ma senza esagerare, soprattutto cercando di non usarlo come alternativa agli altri cibi; magari in quest’opera di educazione progressiva può farsi aiutare da papà, nonni, zii, tate o chiunque ci sia al suo fianco.
Per una bambina di 17 mesi che mangia pasta due volte al giorno, si invita a riflettere sul fatto che forse per lei è giunto il momento di assaggiare gli alimenti freschi opportunamente sminuzzati. A 18 mesi può certamente già iniziare ad assaggiare dolci fatti in casa, evitando cioccolati e dolci commerciali.
Consigli Pratici da Pediatri
È fondamentale bilanciare correttamente tra indicazioni alimentari da seguire e fiducia nelle competenze dei bambini. Concedere ai bambini una corretta libertà a tavola rappresenta la base fondamentale per la costruzione di un rapporto sano e sereno con l’alimentazione e, di conseguenza, con il proprio corpo. Consentire al bambino un approccio spontaneo agli alimenti: tendenzialmente i bimbi toccano il cibo con le mani, lo schiacciano, lo sminuzzano e poi lo annusano, quasi sempre fanno tutto questo ancor prima di portarlo alla bocca. Offrire il cibo senza mai imporlo: molti bambini si bloccano davanti al piattino di cibo colmo e fumante, qualche volta non è questione di gusto o piacere ma di paura del nuovo. Ogni adulto (genitori, nonni, zie, baby sitter o maestre) ha il compito di esporre il bambino al cibo senza imposizioni proponendo, il più possibile, una varietà di alimenti sani. Un bimbo lasciato nella possibilità di scegliere cosa e quanto mangiare sarà più propenso all’esplorazione. È altresì cruciale rispettare i tempi e i segnali di fame e sazietà del bambino. L’alimentazione non è solo funzionale alla crescita fisica, nel cibo c’è amore e il pasto, per come servito a tavola, è frutto di un processo di trasformazione. Nella mente del bambino i cibi preparati hanno un valore aggiunto rispetto a quelli trovati in tavola, mentre questi ultimi si impongono già con una forma, un colore e un odore, oltre che con un sapore, quello preparato ha una importanza del cuore, è stato costruito nella sua forma, colore, sapore e odore ed è partecipato. Il solo fatto di averlo partecipato lo rende più appetibile.