La figura di Mirko Tutino, ex assessore comunale di Reggio Emilia, è stata al centro dell'attenzione pubblica e mediatica per il suo ruolo nell'amministrazione locale e successivamente per il suo coinvolgimento in un'importante inchiesta giudiziaria, dalla quale è emerso assolto. La sua traiettoria professionale lo ha poi condotto verso posizioni di rilievo nel settore ambientale e dell'ingegneria, consolidando un percorso che intreccia impegno pubblico e specializzazione tecnica. Le vicende che lo hanno riguardato offrono uno spaccato interessante sulle dinamiche amministrative e sui percorsi individuali all'interno del contesto reggiano.
La Carriera Politica di Mirko Tutino: Dall'Amministrazione Locale ai Ruoli Provinciali e Comunali a Reggio Emilia
Il percorso politico di Mirko Tutino ha radici profonde nell'amministrazione locale del territorio reggiano. Fin da giovanissimo, appena ventenne, ha iniziato la sua esperienza come assessore nella sua Cavriago, dimostrando precocemente un forte impegno civico e amministrativo. Questa prima esperienza lo ha proiettato in ruoli di maggiore responsabilità, portandolo a ricoprire incarichi anche in Provincia, ampliando il suo raggio d'azione e la sua conoscenza delle dinamiche territoriali.
A Reggio Emilia, per altri cinque anni, Mirko Tutino è stato il responsabile delle Infrastrutture e dei beni comuni nella prima giunta Vecchi. Questo ruolo, di grande rilevanza per la città, lo ha visto gestire settori cruciali per lo sviluppo e la qualità della vita dei cittadini, dalle reti infrastrutturali alla valorizzazione e manutenzione dei beni collettivi. La sua attività si è concentrata sulla progettazione e sull'attuazione di politiche volte a migliorare la mobilità e la gestione degli spazi pubblici, temi di fondamentale importanza per la quotidianità reggiana. L'impegno come amministratore pubblico lo ha sempre visto molto operativo, consapevole dell'importanza di rispondere alle esigenze della collettività con tempestività e concretezza.

Il Contesto del "Maxibando sulla Gestione della Sosta e Altri Servizi": Un Appalto Cruciale per Reggio Emilia
Al centro di una delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Mirko Tutino vi è stato il "maxibando sulla gestione della sosta e altri servizi" del Comune di Reggio Emilia. Questo appalto rappresentava un'operazione di notevole entità e rilevanza strategica per la città. Si trattava, infatti, di un bando da 25 milioni di euro per una durata di 6 anni, il che, da solo, rappresentava più del 90% del valore degli appalti del Comune di Reggio che la Procura considerava viziati da irregolarità. La gestione della sosta e dei servizi correlati è un aspetto vitale per la mobilità urbana e per la fruizione degli spazi cittadini, influenzando direttamente la vita quotidiana dei reggiani.
L'affidamento di tali servizi era di importanza cruciale per i cittadini di Reggio Emilia. Mirko Tutino, in qualità di assessore, ha sottolineato come fosse "abbastanza normale che un amministratore pubblico si chieda tempi e modalità delle concessioni" di un bando che riguardava servizi così significativi. La sua attenzione verso questo processo era dettata, a sua detta, dalla consapevolezza delle ricadute sulla collettività e dalla necessità di assicurare una continuità e un miglioramento dei servizi stessi. Era anche a conoscenza del fatto che una partecipata del Comune, la Til, aveva presentato un'offerta, elemento che aggiungeva ulteriore interesse alla vicenda.
La gestione precedente di questi servizi aveva affrontato diverse sfide, portando a "proroghe a fine 2015 e una a inizio 2016", poiché i gestori faticavano a programmare nuovi investimenti. Tra le problematiche evidenziate, vi era quella di "un parcheggio che aveva seri problemi di sicurezza, il gasometro, e richiedeva interventi", indicando la necessità impellente di un nuovo affidamento che potesse garantire investimenti e miglioramenti.

Le Accuse nel Processo sui Presunti Appalti Pilotati: Rivelazione di Segreto d'Ufficio
Nel contesto dell'inchiesta sui presunti appalti pilotati del Comune di Reggio Emilia, Mirko Tutino è stato tra gli imputati, con l'accusa di rivelazione di segreto d’ufficio per due episodi specifici. Il processo, svoltosi davanti alla Corte (giudici Sarah Iusto, Matteo Gambarati e Francesca Piergallini), ha visto l'ex assessore alla Mobilità fornire la propria versione dei fatti in merito alle contestazioni.
Il Pubblico Ministero Giulia Stignani ha richiesto chiarimenti su un'intercettazione risalente al 9 settembre 2016. In essa, Tutino comunicava al dirigente comunale Roberto Montagnani che alle 13 erano scaduti i termini per il deposito delle domande relative al bando. La Procura ha interrogato l'ex assessore sul suo presunto interesse a conoscere tale informazione, soprattutto considerando che era passato "solo un quarto d’ora dalla chiusura delle domande", suggerendo una certa premura. Tutino ha risposto che "da amministratore sono sempre stato molto operativo, sapevo qual era la scadenza e che c’era una partecipata del Comune che aveva presentata un’offerta, la Til, quindi ero curioso". La sua posizione era che l'interesse era legato alla sua funzione pubblica e alla responsabilità verso i servizi per i cittadini reggiani.
Il primo episodio contestato riguardava la comunicazione a un lavoratore della Camelot del fatto che era stata presentata una sola domanda per il bando. Tutino ha spiegato la situazione in un contesto di preoccupazione sociale: "Lui aggiustava le bici dei pendolari in un deposito nei parcheggi della città. Siccome dava lavoro a persone in difficoltà, era preoccupato di poter continuare. Quand’ero assessore, ho fatto qualche migliaio di chiacchierate di questo tipo con i cittadini…". Ha inquadrato la sua azione come un gesto di prossimità e ascolto verso un cittadino e un lavoratore in una situazione di potenziale difficoltà economica e occupazionale.
Il secondo episodio in cui gli si contestava la rivelazione di segreto d'ufficio riguardava il suggerimento dato a un cronista reggiano di simulare di aver saputo durante la seduta che era stata presentata un'unica candidatura. In questo caso, Tutino ha fornito una spiegazione legata alle dinamiche del lavoro giornalistico: "I giornalisti faticano a essere sempre dappertutto - ha spiegato Tutino - Gli ho solo fatto un favore", interpretando il suo gesto come un aiuto per facilitare l'informazione alla stampa, senza intenti di manipolazione.
La Difesa di Mirko Tutino: Motivazioni e Chiarimenti
Durante il processo, Mirko Tutino ha avuto modo di articolare la propria difesa, fornendo motivazioni e chiarimenti sulle sue azioni, che a suo dire erano sempre orientate al bene collettivo e alla trasparenza, sebbene interpretate dalla Procura come rivelazione di segreto d'ufficio. Le sue risposte miravano a contestualizzare le comunicazioni in questione, inserendole nel quadro delle sue responsabilità e preoccupazioni come amministratore pubblico.
Uno degli elementi chiave della sua difesa, rispondendo all’avvocato Valeria Miari, ha riguardato la situazione della Til, la società di trasporti integrati e logistica. Tutino ha spiegato che "l’assemblea di Act aveva deliberato che tutte le partecipate dovessero concorrere alle gare pubbliche". Per la Til, che era il gestore uscente, la mancata partecipazione al bando "avrebbe comportato la dismissione di personale e mezzi con ricadute sulla collettività". Questa argomentazione sottolineava la sua preoccupazione per le conseguenze sociali ed economiche di una possibile esclusione della Til dalla gara, evidenziando il suo ruolo di garante dell'interesse pubblico e dei livelli occupazionali.
Un ulteriore chiarimento è stato fornito in merito a un viaggio a Milano nel novembre 2016. Tutino ha precisato che "la legge Madia limitò la possibilità delle aziende pubbliche di gestire servizi". Questa nuova normativa generava incertezza sul futuro delle partecipate, e "c’era l’ipotesi che Til potesse essere dismessa". In questo contesto, l'ex assessore ha dichiarato: "Così andai da un avvocato di diritto societario che fece un parere". È in relazione a questo viaggio che Tutino, intercettato, aveva detto di aver incontrato "un avvocatone per salvare la Til dalle grinfie di Renzi", una frase che, nella sua spiegazione, intendeva enfatizzare la serietà degli sforzi per tutelare l'azienda e i suoi dipendenti di fronte a un quadro normativo in evoluzione.
Mirko Tutino ha costantemente ribadito che il Comune ha agito per il bene collettivo, sostenendo che l'intera amministrazione comunale e le sue procedure erano orientate all'interesse pubblico. Le sue dichiarazioni, sia in aula che in successive interviste, hanno evidenziato la sua convinzione che le azioni intraprese fossero motivate da una sincera preoccupazione per il funzionamento dei servizi essenziali e per il benessere dei cittadini.
Il Verdetto e le Conseguenze Giudiziarie: L'Assoluzione in Primo Grado
L'inchiesta sugli appalti del Comune di Reggio Emilia ha avuto una vasta risonanza, coinvolgendo numerose figure. In totale, si contavano 40 indagati iniziali nel 2019, tra cui l'allora sindaco, l'ex vicesindaco e, appunto, Mirko Tutino. Il procedimento ha poi portato a venti rinvii a giudizio, preceduti da un patteggiamento, un'assoluzione in abbreviato e due "non luogo a procedere". La sentenza di primo grado, pronunciata il 21 marzo, ha stabilito 4 condanne e 16 assoluzioni.
Per quanto riguarda Mirko Tutino, la conclusione del processo di primo grado è stata l'assoluzione. Le informazioni fornite da Mirko Tutino nel novembre 2016, quando era assessore comunale, a un socio della cooperativa Camelot e a un cronista della Gazzetta di Reggio su due diverse procedure di gara, non hanno influito sulla regolarità degli appalti, né hanno provocato danni alla pubblica amministrazione. Questo è quanto è stato scritto nella sentenza, che ha di fatto riconosciuto l'ininfluenza delle sue "confidenze". Questa decisione ha rappresentato un punto fermo importante per l'ex assessore, sciogliendo le accuse a suo carico.
Tutino, in seguito all'assoluzione, ha avuto modo di riflettere sulla portata dell'inchiesta, definendola "un’inchiesta che ha avuto una portata enorme". Ha riconosciuto la legittimità degli approfondimenti da parte degli organi di giustizia, affermando: "È legittimo, credo, che gli organi di giustizia facciano approfondimenti". Tuttavia, ha anche espresso la sua interpretazione sull'esito complessivo: "Quello che emerge, comunque, è un sistema di servizi della nostra città che non aveva nulla a che fare con questo presunto sistema. Alcune posizioni individuali sono state approfondite e saranno oggetto di ulteriore approfondimento, ma il Comune è emerso in maniera sana e pulita con procedure che sono sempre andate nella direzione dell’interesse collettivo". La sua visione è che l'indagine, pur necessaria, non abbia inficiato la generale correttezza delle pratiche amministrative comunali.
Dalla Politica al Settore Privato: La Transizione Professionale di Mirko Tutino
Dopo l'esperienza di assessore a Reggio Emilia, Mirko Tutino ha fatto la scelta di lasciare la politica attiva per dedicarsi al lavoro nel settore privato. Questa transizione, avvenuta in coincidenza con il suo coinvolgimento nell'inchiesta sugli appalti, ha segnato un cambio di rotta significativo nella sua carriera, spostando il suo impegno dall'arena pubblica a quella aziendale, pur mantenendo una forte vocazione per temi di interesse collettivo come l'ambiente.
La sua decisione di allontanarsi dalla politica attiva non è stata improvvisa, ma è maturata nel tempo, anche alla luce di alcune riflessioni sul panorama politico e sul partito di appartenenza. Tutino ha espresso le sue motivazioni, affermando di aver "scelto di aderire ad un progetto diverso". Tra le ragioni del suo distacco dal Partito Democratico, ha evidenziato in primo luogo la sua profonda convinzione che il lavoro debba essere inteso "come occasione di dignità e strumento per la realizzazione delle persone". Non accettava "l’idea che il partito a cui aderisco sia il primo a operare perché il lavoro sia precario". Questa presa di posizione sottolineava una divergenza di visione sulle politiche del lavoro e sul loro impatto sociale.
Un secondo tema fondamentale per Tutino, che ha influenzato la sua scelta, è stata "la tutela dell’ecologia, per cui ho fatto tante battaglie". L'impegno per l'ambiente, quindi, non era solo una questione politica, ma una priorità personale e professionale, che lo ha poi orientato verso settori specifici nel privato. Infine, ha criticato il problema fondamentale del Pd, sostenendo che, "a parte le scelte di Renzi, è che non è mai stato un partito dove gli iscritti potessero esprimere la loro opinione", evidenziando una percepita mancanza di democrazia interna e partecipazione. Questi fattori combinati lo hanno spinto a cercare nuove sfide e opportunità al di fuori del contesto politico diretto.
L'Esperienza nel Gruppo Iren: Dalla Gestione Impianti alla Direzione Aziendale
Il percorso professionale di Mirko Tutino nel settore privato si è sviluppato significativamente all'interno del Gruppo Iren, una delle principali multiutility italiane, dove ha potuto applicare e ampliare la sua esperienza, in particolare nel campo ambientale. Questo passaggio ha rappresentato una naturale evoluzione, data la sua forte propensione per la tutela dell'ecologia e la gestione delle risorse.
Prima di approdare a ruoli dirigenziali di alto profilo, Tutino ha accumulato una solida esperienza in diverse realtà del gruppo. Inizialmente, ha lavorato in I.Blu, un'azienda sempre parte del gruppo Iren, specializzata nel riciclo della plastica. Questa esperienza gli ha permesso di acquisire competenze specifiche nella gestione dei materiali e nei processi di economia circolare, un settore in continua espansione e di grande importanza strategica per la sostenibilità.
Successivamente, Mirko Tutino è divenuto responsabile degli Impianti recupero di materia di Iren Ambiente. In questa posizione, si è occupato della gestione di diversi impianti distribuiti su tutto il Centro-Nord Italia. Questo ruolo di vasta responsabilità ha richiesto competenze gestionali complesse, dalla supervisione operativa all'ottimizzazione dei processi, contribuendo attivamente alla catena del valore del riciclo e del recupero di materia. La sua esperienza nel settore ambientale è, quindi, di lunga data e variegata, abbracciando sia l'aspetto tecnico-gestionale che quello strategico.

Mirko Tutino Amministratore Delegato di Alfa Solutions: Un Ruolo di Spicco nell'Ingegneria Ambientale
Un ulteriore passo significativo nella carriera professionale di Mirko Tutino è stato la nomina ad amministratore delegato di Alfa Solutions (ex Studio Alfa). Questa società, controllata da Iren, ma in cui è socia anche la Fondazione Manodori al 14%, rappresenta un polo tecnico-scientifico italiano di eccellenza, specializzato in ingegneria, consulenza ambientale e sicurezza sul lavoro (HSE), oltre che in analisi di laboratorio avanzate.
Mirko Tutino, 42 anni, ha preso il posto di Massimo Ferrari, assumendo la guida di un'azienda con numeri importanti. Alfa Solutions, che ha sede nel prestigioso parco Innovazione di Reggio Emilia, conta su 180 dipendenti e vanta un fatturato di una trentina di milioni di euro. Questi dati evidenziano la rilevanza e la solidità dell'azienda nel panorama nazionale, in un settore che è cruciale per lo sviluppo sostenibile e la conformità normativa delle imprese.
Il nuovo ruolo di Amministratore Delegato vede Tutino sedere in un consiglio di amministrazione affollato di presenze importanti. Il vicepresidente di Iren, Moris Ferretti, è presidente della società, e in consiglio di amministrazione siede anche Roberto Olivi, presidente di Coopservice. Questa composizione del CDA sottolinea l'importanza strategica di Alfa Solutions all'interno del Gruppo Iren e le sue connessioni con il tessuto economico e istituzionale del territorio. L'esperienza di Tutino nel settore ambientale, maturata nelle sue precedenti posizioni in I.Blu e Iren Ambiente, si rivela particolarmente pertinente e preziosa per guidare una realtà come Alfa Solutions, le cui attività sono strettamente connesse ai temi della sostenibilità e della sicurezza.
Non è la prima volta che le storie della politica e di Alfa Solutions si intrecciano, evidenziando come le competenze maturate in ambito pubblico possano trovare applicazione e valore anche in settori privati altamente specializzati, soprattutto quando legati a temi di forte impatto sociale e ambientale.

Le Riflessioni di Mirko Tutino sull'Inchiesta e l'Amministrazione Comunale
Mirko Tutino, dopo l'assoluzione nel processo sugli appalti, ha avuto modo di esprimere le sue riflessioni sull'intera inchiesta e sulla percezione dell'amministrazione comunale di Reggio Emilia. La sua partecipazione a trasmissioni come "Decoder" ha offerto uno spazio per approfondire il suo punto di vista e le lezioni apprese da un'esperienza così complessa.
Ha ribadito la sua convinzione sulla correttezza delle operazioni del Comune: "Il Comune è emerso in maniera sana e pulita con procedure che sono sempre andate nella direzione dell’interesse collettivo". Questa affermazione sottolinea la sua fiducia nell'integrità dell'istituzione e nella professionalità dei suoi funzionari, nonostante l'ombra dell'inchiesta. Tutino è sicuro che la Procura non abbia agito sulla base di un pregiudizio, riconoscendola come "un organo autonomo che acquisisce elementi".
Tuttavia, ha anche avanzato una critica costruttiva riguardo all'approccio investigativo in certi ambiti tecnici. Ha osservato che "sicuramente i consulenti che ha utilizzato per analizzare capitolati non avevano conoscenze così dirette del diritto amministrativo". Questa puntualizzazione evidenzia una potenziale lacuna nella comprensione di dinamiche complesse e specifiche del diritto amministrativo da parte di consulenti esterni, che potrebbe aver influenzato l'interpretazione di alcune situazioni. Le sue parole suggeriscono la necessità di un'expertise specialistica approfondita quando si valutano procedure amministrative complesse, per evitare interpretazioni errate o superficiali.
Le sue riflessioni, quindi, non si sono limitate a una mera difesa personale, ma si sono estese a una valutazione più ampia sul funzionamento della giustizia in relazione alla pubblica amministrazione, evidenziando la complessità di tali interazioni e la necessità di un'analisi meticolosa e competente.
Reggio Emilia: Una Città ad Alto Livello di Vita
Nonostante le vicissitudini politiche e giudiziarie, e la sua attuale posizione lavorativa che lo porta a girare molto per professione, dirigendo alcuni stabilimenti di selezione delle materie plastiche, Mirko Tutino conserva un profondo legame e una visione positiva di Reggio Emilia. Le sue parole, rilasciate in diverse occasioni, dipingono un quadro della città che va oltre le contingenze e le specifiche vicende personali.
Tutino ha affermato: "Devo dire che Reggio è ancora una città in cui il livello della vita è altissimo per merito non solo dell’amministrazione, ma anche della cura dei cittadini". Questa dichiarazione è significativa perché riconosce un merito diffuso per la qualità della vita reggiana, attribuendolo non solo all'operato delle istituzioni, ma anche al contributo attivo e alla dedizione dei suoi abitanti. È una testimonianza di apprezzamento per il tessuto sociale e civile della città, che contribuisce a creare un ambiente vivibile e prospero.
Questa prospettiva, proveniente da un ex amministratore pubblico che ha vissuto in prima persona le sfide e le responsabilità della gestione della cosa pubblica, aggiunge un valore particolare alla sua analisi. Dimostra una visione complessiva della città, dove l'azione politica e la partecipazione civica si fondono per forgiare un'identità e una qualità che resistono alle difficoltà. La sua attualità professionale lo porta a confrontarsi con diverse realtà in Italia, ma il suo sguardo su Reggio Emilia rimane ancorato a un senso di appartenenza e di riconoscimento delle sue qualità intrinseche.