Il Vomito nel Neonato e nel Bambino: Cause, Gestione e Quando Preoccuparsi

Il vomito nei bambini è un sintomo piuttosto comune e può essere legato a diverse cause, come gastroenterite, infezioni virali, indigestione o febbre. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente nel giro di poco tempo, ma può preoccupare i genitori, soprattutto quando si ripete più volte o il bambino fatica a bere. Il vomito è un’esperienza spiacevole, ma occorre ricordare che ha un’importante funzione protettiva, ovvero quella di eliminare sostanze che potrebbero nuocere al nostro organismo. Nella maggior parte dei casi, infatti, è l’espressione di un’infezione del tratto gastrointestinale.

Ecco perché fermare il vomito nei bambini non è sempre un’azione corretta e necessaria, ma un’eventualità che va presa in considerazione solo quando i sintomi assumono caratteristiche preoccupanti. L’agitazione, infatti, può peggiorare la nausea e il conseguente vomito. Una spiegazione - sempre adeguata all’età del piccolo - di quello che sta accadendo può aiutare sia ad accettare la situazione che l’eventuale rimedio.

Bambino con vomito e genitore che lo rassicura

Vomito vs. Rigurgito: Distinzioni Cruciali

Il vomito è il rigetto del cibo involontario, forzato e che provoca malessere. Nei bambini, il vomito deve essere distinto dal rigurgito. I bambini spesso rigurgitano piccole quantità mentre mangiano o subito dopo, di solito quando fanno il ruttino. Il rigurgito può verificarsi se i bambini mangiano rapidamente, ingurgitano aria o mangiano troppo, ma anche senza alcun motivo apparente. Il vomito è solitamente causato da un disturbo. I genitori esperti sono solitamente in grado di distinguere tra vomito e rigurgito, mentre quelli alla prima esperienza possono doversi rivolgere a un medico o a un infermiere.

Nella prima infanzia (1, 2 mesi, ma anche fino a 6, 7, 8 mesi di età), il rigurgito è normale e può presentarsi dopo la poppata. Il bambino con rigurgito presenterà caratteristiche come: mancanza di appetito, pianti forti soprattutto quando il bambino è sdraiato, e irascibilità.

Differenza tra vomito e rigurgito nei neonati

Le Cause Più Comuni del Vomito nei Bambini

Il vomito nei bambini può avere molte cause diverse. Spesso è legato a infezioni virali dell’apparato gastrointestinale, come la gastroenterite, che può essere accompagnata anche da diarrea e febbre. In altri casi può comparire durante infezioni respiratorie, febbre alta, mal d’auto o dopo aver mangiato troppo velocemente. Nei lattanti piccoli il vomito può talvolta essere confuso con il rigurgito, che è molto comune nei primi mesi di vita.

Le probabili cause del vomito dipendono dall’età del bambino.

Neonati e Lattanti

Le cause più comuni del vomito includono:

  • Gastroenterite (infezione del tratto digerente) di origine virale, che spesso si presenta con diarrea, febbre, dolore e gonfiore addominale.
  • Reflusso gastroesofageo, un termine che sottintende che, nonostante tutto, il bambino cresce. Questo consiste nella risalita del latte dallo stomaco verso l'esofago con conseguente vomito.

Cause meno comuni, ma importanti perché possono mettere in pericolo di vita, sono:

  • Restringimento o blocco dell’apertura dello stomaco (stenosi pilorica) nei bambini di età compresa tra 3 e 6 settimane. Questa condizione può causare vomito a getto estremamente consistente e associato a difficoltà come perdita di peso e rifiuto del cibo.
  • Blocco intestinale causato da difetti congeniti, ad esempio torsione (volvolo) o restringimento (stenosi) dell’intestino.
  • Scivolamento di un segmento dell’intestino in un altro (intussuscezione) in bambini di età compresa tra 3 e 36 mesi.
  • Intolleranza alimentare, allergia alle proteine del latte vaccino e certi disturbi metabolici ereditari non comuni.
  • Alterazioni congenite fisiche come atresia o stenosi esofagea, cisti del coledoco, che possono manifestarsi nel periodo neonatale o nei primi mesi di vita.
  • Disfunzioni congenite del metabolismo, spesso tipiche nel primo anno di vita, e possono essere accompagnate da sopore, irritabilità, alterazioni del tono muscolare, convulsioni.

COLICHE e dolori da REFLUSSO nel neonato. Sintomi e rimedi.

Bambini Più Grandi

La causa più comune del vomito è la gastroenterite di origine virale.

Altre cause possono includere:

  • Infezioni gravi (come un’infezione renale o una meningite).
  • Appendicite acuta.
  • Un disturbo che aumenta la pressione all’interno del cranio (ipertensione intracranica), come un tumore cerebrale o un grave trauma cranico. Tutte quelle malattie che portano ad aumento della pressione all'interno del cranio causano il vomito.
  • Malattia da reflusso gastroesofageo o malattia da ulcera peptica.
  • Uno svuotamento lento dello stomaco (gastroparesi).
  • Allergie alimentari.
  • Disturbi alimentari.
  • Ingestione di una sostanza tossica (come grandi quantità di paracetamolo, ferro o alcol).
  • Vomito ciclico, un disturbo raro, di difficile riconoscimento, che consiste in episodi ripetuti di vomito, intervallati da lunghi periodi di benessere.

Adolescenti

Negli adolescenti, le cause includono anche la gravidanza e l’uso frequente di cannabis (marijuana, sindrome da iperemesi da cannabinoidi).

Cause comuni di vomito a seconda dell'età del bambino

Vomito a Getto del Neonato: Cosa Significa e Come Agire

Il termine vomito a getto del neonato, insieme a “rigurgiti” e “reflusso gastroesofageo” è uno dei più ricercati dai neogenitori. Questo accade quando il bambino soffre di disturbi gastrointestinali più o meno marcati. Il termine vomito a getto sottintende che il neonato, dopo la poppata o a distanza, rigurgita in maniera improvvisa una quantità consistente di latte. Il vomito può essere associato a pianto, irritabilità e difficoltà digestive e disturbi gastrointestinali (reflusso gastroesofageo e coliche gassose). Quando il bambino vomita a getto è importante riferirlo subito al pediatra affinché si accerti che non ci siano problemi patologici.

Nella maggior parte dei casi, il vomito del neonato è una problematica che, nonostante possa dare fastidio più o meno marcato, non mette in pericolo la crescita del tuo bimbo. Tuttavia, alcune volte il vomito può diventare un campanello d’allarme che sottintende problematiche più gravi. Per esempio, in alcuni casi il vomito risulta estremamente consistente e si associa a difficoltà gravi come perdita di peso, pianto inconsolabile, rifiuto del cibo, vomito a getto o con tracce di sangue. In questi casi il vomito potrebbe avere alla base delle condizioni patologiche che richiedono un approfondimento e un trattamento specifico (es. stenosi pilorica). Quando il vomito e il reflusso sono particolarmente persistenti e non responsivo alle classiche terapie per infante, si tende a parlare di malattia da reflusso gastro-esofageo.

Una volta che il pediatra ha escluso problematiche più gravi e fatto diagnosi di reflusso fisiologico, si possono (e si devono) mettere in pratica numerose accortezze per aiutare il bambino. I rimedi per i vomito a getto, il rigurgito e il reflusso gastroesofageo del neonato sono numerosi. Dal momento che i parametri che irritano lo stomaco e l’intestino del neonato sono parecchi, bisogna valutarli e migliorarli tutti per ottenere risultati efficaci.

Parametri da Valutare e Risolvere:

  • Se il bambino è allattato al seno è fondamentale indagare e migliorare l’alimentazione materna.
  • Se il bambino è allattato artificialmente bisogna valutare come viene proposto il latte, la tipologia di biberon e tanto altro.
  • Bisogna sempre valutare la mobilità del diaframma toracico (posto appena sopra lo stomaco) e di quello pelvico. Infatti, questi svolgono un ruolo importante nello svuotamento gastrico e nella peristalsi intestinale. Molto spesso ci sono delle forti limitazioni nei bambini che soffrono di reflusso causate da malposizioni intrauterine o da un parto difficoltoso.
  • La presenza di tensioni oggettivabili della muscolatura liscia gastrica che creano dolore al bambino. Per accorgersene basta palpare l’addome del bambino in corrispondenza dello stomaco e valutare le tensioni viscerali e legamentose.
  • La presenza di eventuali tensioni della muscolatura liscia intestinale che potrebbe rallentare il transito e favorire il ristagno di latte nello stomaco con la conseguente risalita. Risulta imprescindibile migliorare il transito intestinale per favorire lo svuotamento gastrico; il sistema gastro-intestinale è un tubo unico.
  • La presenza di contratture a livello del collo e della schiena che potrebbero dar fastidio al bambino e renderlo irritabile. Infatti, molti bambini con reflusso e rigurgito tendono ad inarcarsi posteriormente con la schiena.

Vomito a getto in un neonato

Quando il Vomito Diventa un Segnale di Allarme: La Disidratazione

Il rischio principale del vomito, soprattutto nei bambini piccoli, è la perdita di liquidi. Se il bambino non riesce a bere o continua a vomitare tutto ciò che assume, può disidratarsi. I bambini che vomitano in generale non vogliono mangiare, tuttavia, questa mancanza di appetito raramente è problematica.

Alcuni segnali da osservare che indicano una possibile disidratazione sono:

  • La riduzione delle urine (pannolino asciutto per tre ore o più).
  • La bocca asciutta.
  • La stanchezza marcata o letargia e apatia.
  • Il pianto senza lacrime nei più piccoli.
  • Nei bambini, inconsolabilità o irritabilità e protrusione delle fontanelle, punti morbidi tra le ossa craniche.

Il vomito può causare una perdita significativa di liquidi corporei (disidratazione). Talvolta i bambini non riescono a bere a sufficienza per compensare i fluidi persi, perché continuano a vomitare o perché non ne sentono la necessità. Offrire piccole quantità di liquidi frequentemente può aiutare a mantenere l’idratazione. È consigliabile contattare il pediatra se il vomito è molto frequente, dura più di uno o due giorni o si accompagna a segni di disidratazione.

Segnali di disidratazione nei bambini

Vomito di Colore Specifico: Cosa Indica?

Il colore del vomito può fornire indicazioni importanti sulla causa sottostante.

  • Vomito Biliare: quando la bile viene emessa insieme al contenuto gastrico. Il colore (tendenzialmente giallo-verde) e l'amarezza del contenuto sono caratteristici. È un sintomo tipico delle ostruzioni intestinali, detti blocchi intestinali, e nel periodo neonatale le atresie intestinali, le stenosi e le malrotazioni, con o senza volvolo, possono causarlo. Questo tipo di vomito è un segnale di un'emergenza e richiede attenzione immediata.
  • Vomito Ematico: quando contiene sangue che di solito proviene dall’esofago, più raramente dallo stomaco o dal duodeno, la prima parte dell’intestino. Può dipendere da un'esofagite, una gastrite, una malattia ulcerosa-peptica. I bambini il cui vomito contiene sangue, ha l’aspetto di caffè macinato o è verde vivido; e i bambini che hanno subito un recente trauma cranico (entro una settimana) devono essere immediatamente visitati.

Colori del vomito e loro significato

Quando Rivolgersi al Medico o al Pronto Soccorso

Sebbene il vomito sia spesso benigno, ci sono situazioni in cui è necessario consultare un medico o recarsi al pronto soccorso.

Quando Consultare il Pediatra:

  • Se il vomito è molto frequente, dura più di uno o due giorni.
  • Se si accompagna a febbre alta, forte dolore addominale.
  • In presenza di segni di disidratazione, come la riduzione delle urine, la bocca secca, la stanchezza marcata o il pianto senza lacrime nei più piccoli. Se il piccolo smette di bere e, in conseguenza, di fare pipì, è necessaria una visita medica urgente: questa evenienza è più comune nei bambini sotto l’anno di età che tendono a perdere liquidi più facilmente.
  • La presenza di sangue o di materiale verdastro nel vomito.
  • Un forte mal di testa o rigidità del collo.
  • Se il bambino appare eccessivamente abbattuto.
  • Se il vomito persiste o in caso di segnali di allarme (come letargia, irritabilità, forte mal di testa, dolore o gonfiore addominale, vomito con tracce di sangue o di colore verde brillante o sangue nelle feci).
  • Se gli episodi di vomito superano i 6-8, o se il vomito continua oltre 24-48 ore o in presenza di altri sintomi (ad esempio tosse, febbre o eruzione cutanea).
  • I lattanti e i bambini piccoli che non urinano da oltre 8 ore o che sono riluttanti a bere da oltre 8 ore devono essere sottoposti a visita medica.

Quando Andare al Pronto Soccorso:

  • Se il piccolo smette di bere e, in conseguenza, di fare pipì.
  • Se il vomito insorge dopo un trauma importante.
  • Se si sospetta che il bambino vomiti per aver assunto delle sostanze nocive (come farmaci o detersivi).
  • Se il vomito contiene sangue, ha l’aspetto di caffè macinato o è verde vivido.
  • Tutti i neonati con vomito, a prescindere dai sintomi associati, vanno immediatamente sottoposti a visita medica.
  • I bambini che manifestano segni allarmanti (letargia e apatia, inconsolabilità o irritabilità e protrusione delle fontanelle nei bambini; forte cefalea, rigidità del collo che rende difficile l’abbassamento del mento verso il torace, fotosensibilità e febbre nei bambini più grandi; dolore addominale, gonfiore o entrambi; vomito persistente in bambini la cui crescita o il cui sviluppo non procedono come previsto; sangue nelle feci).

COLICHE e dolori da REFLUSSO nel neonato. Sintomi e rimedi.

Gestione e Trattamento del Vomito

Il trattamento del vomito nei lattanti e nei bambini si concentra principalmente sulla reidratazione e sulla gestione dei sintomi, mentre si cerca di individuare e trattare la causa sottostante.

Reidratazione

Il principale rimedio per il vomito nei bambini è quello di evitare di somministrare cibi o liquidi subito dopo la fine dell’episodio, e di proporre, almeno mezz’ora dopo la fine del vomito, liquidi freschi a piccoli sorsi o ghiaccio in piccole quantità, in quanto la carenza di liquidi può peggiorare questo disturbo.

Accertarsi che i bambini siano adeguatamente idratati è importante. Di solito i liquidi vengono somministrati per via orale. Si utilizzano soluzioni reidratanti orali che contengono l’equilibrio corretto degli elettroliti. Negli Stati Uniti queste soluzioni sono ampiamente disponibili senza prescrizione presso la maggior parte delle farmacie e i supermercati. Il contenuto di sodio nelle bevande sportive, bevande gassate, succhi di frutta e simili è troppo esiguo, mentre quello dei carboidrati è troppo elevato e quindi vanno evitate. Anche i bambini affetti da frequente vomito possono tollerare piccole quantità di soluzione somministrate spesso. Solitamente, 1 cucchiaino (5 ml) ogni 5 minuti. Se i bambini non rigettano questa quantità, è possibile aumentare gradualmente. Con pazienza e incoraggiamento, la maggior parte dei bambini è in grado di assumere una quantità sufficiente di liquidi per via orale evitando la somministrazione in vena (per via endovenosa). Tuttavia, i bambini affetti da grave disidratazione e quelli che non assumono sufficienti liquidi per via orale possono necessitare della somministrazione per via endovenosa.

Per i bambini alimentati con la formula è preferibile invece sostituire il latte artificiale con del reidratante orale (i cosiddetti “sali”), soluzione molto equilibrata e utile per contrastare la perdita di acqua e sali minerali. La soluzione reidratante orale può essere somministrata anche ai bambini più grandi, più volte nell’arco delle 24 ore, fino a quando il piccolo non smette di vomitare e riprende ad alimentarsi normalmente.

Alimentazione Post-Vomito

Solitamente, quando il vomito è in corso, i bambini non hanno appetito e non è assolutamente necessario forzarli ad assumere cibi. Dopo un episodio di vomito è spesso utile iniziare con piccole quantità di liquidi, offerte a intervalli ravvicinati. Se il bambino li tollera bene, si possono reintrodurre gradualmente alimenti leggeri e facilmente digeribili.

Quando torna l’appetito seguiamo le preferenze dei bambini per capire cosa offrire loro. Per quanto riguarda i bambini che mangiano già cibi solidi, una volta si diceva che in corso di vomito potessero mangiare solo gli alimenti contenuti nella cosiddetta dieta BRAT (acronimo inglese per banana, riso, mela, toast), mentre alle nostre latitudini era invece consigliata la dieta “in bianco”, evitando condimenti e salse. Ora è stato dimostrato non solo che le diete BRAT o in bianco non sono d’aiuto nel fermare il vomito, ma che oltretutto rischiano di non fornire tutti i nutrienti necessari. D’altro canto, offrire piatti ricchi di grassi non aiuta, perché questi alimenti sono impegnativi per la digestione. Sono invece da preferire pasti completi a base di cereali (riso, pasta, pane…), fonti proteiche leggere (carne o pesce magri, yogurt), frutta e verdura. Non è necessario forzare il bambino a mangiare subito: nei primi momenti l’obiettivo principale è mantenere una buona idratazione.

Non appena i fluidi ricevuti sono sufficienti e il vomito si interrompe, devono adottare una dieta appropriata all’età. I bambini possono essere allattati al seno o mediante latte in formula.

Alimenti consigliati dopo il vomito

Farmaci per Ridurre il Vomito

I farmaci frequentemente utilizzati negli adulti per ridurre nausea e vomito sono utilizzati meno spesso nei bambini, poiché la loro utilità non è stata dimostrata. Inoltre, questi farmaci possono avere effetti collaterali che includono sonnolenza, vertigini, mal di testa e stipsi. Tuttavia, se la nausea o il vomito sono gravi e non si risolvono, il medico può somministrare prometazina, proclorperazina, metoclopramide o ondansetron purché i bambini abbiano compiuto 2 anni.

Prevenzione e Consigli Generali

Per ridurre il rischio di vomito e disidratazione, è fondamentale seguire alcune accortezze. Innanzitutto, è importante mantenere un ambiente calmo e rassicurante per il bambino durante e dopo gli episodi di vomito, poiché l'agitazione può peggiorare la nausea.

Per i neonati e i lattanti, in caso di reflusso gastroesofageo fisiologico, è utile valutare e, se necessario, modificare l'alimentazione materna (se allattato al seno) o il tipo di formula e il metodo di somministrazione del biberon (se allattato artificialmente). Anche la postura del bambino durante e dopo la poppata può fare la differenza.

Per i bambini più grandi, evitare pasti troppo abbondanti o ricchi di grassi può prevenire l'indigestione. Durante le infezioni virali, è importante garantire che il bambino assuma liquidi a sufficienza per prevenire la disidratazione, offrendo piccole quantità frequentemente.

Consigli pratici per genitori di bambini con vomito

tags: #cause #vomito #neonato