La ninna nanna è una forma di espressione ancestrale, un ponte sonoro che unisce generazioni attraverso il conforto e la protezione. Spesso associata alla quiete domestica e al legame tra genitore e figlio, essa assume connotati di straordinaria resilienza quando viene interpretata nei contesti più drammatici della storia umana. Il canto, in questo senso, diventa uno strumento di sopravvivenza psichica, un modo per mantenere intatta la propria umanità di fronte all'orrore indicibile.

Il canto come atto di resistenza: Ilse Weber e Theresienstadt
Tra le figure più toccanti legate all'universo delle ninne nanne nel contesto della Shoah spicca Ilse Weber, scrittrice di racconti per bambini, poetessa e musicista ceca. La sua vicenda è indissolubilmente legata a Theresienstadt, la fortezza vicino Praga trasformata dai nazisti in qualcosa a metà fra un ghetto e un campo di transito, in cui furono lasciati sopravvivere per un po’ perfino i bambini e dove furono concentrati i musicisti ebrei dell’Europa centro-orientale, che vi composero e allestirono opere importanti. Quasi tutti quelli che passarono per Theresienstadt continuarono il viaggio verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Ilse Weber, morta a 41 anni ad Auschwitz dopo aver passato quasi due anni a Theresienstadt, compose una sessantina di poemi, musicandone alcuni. Quando il marito fu selezionato per Auschwitz, decise volontariamente di seguirlo, con il suo bimbo. Lei e il piccolo furono subito gassati, mentre il marito sopravvisse. Fra quelli scelti per il concerto, quasi tutti in tedesco, c’era una tenera ninna nanna in cui si immaginava vagare per Theresienstadt desiderando invano la casa e la libertà. La sua eredità artistica non è solo un documento storico, ma un testamento di amore materno che sfida la violenza sistematica.
Voci dal ghetto: Erika Taube e il canto della memoria
Il panorama della musica composta nei luoghi dell'oppressione è vasto e doloroso. Erika Taube, nel 1942 a Theresienstadt, compose un solo canto, Sei un bimbo come tanti altri, musicato dal marito Carlo. Era dedicato al loro bimbo, con loro a Theresienstadt e che con loro morì ad Auschwitz. Queste composizioni, spesso trasmesse oralmente o salvate fortunosamente, testimoniano come il desiderio di proteggere l'infanzia, anche nell'imminenza della morte, sia un istinto primordiale inscalfibile. In modo simile, Lulinka (“Ninna-nanna”) fu scritta nel ghetto di Łódź poco dopo la morte del piccolo figlio del poeta, Chava, a testimonianza di come il dolore trasformi la ninna nanna in un requiem straziante.
Olocausto e Musica - Musica nei Ghetti e nei Lager
Oltre il confine della fiaba: Storie di coraggio e infanzia
La narrazione di storie, siano esse ninne nanne o racconti popolari, accompagna costantemente il processo di crescita dei bambini. Tuttavia, non sempre queste storie sono lineari o serene. La piccola Greta, ad esempio, non ama le favole tradizionali, preferendo filastrocche legate al quotidiano: la filastrocca delle dita per i piedini, quella del cagnolino per un uccellino alla finestra, o la storia della neve. Questo suggerisce che per alcuni bambini l'interesse nasce dall'osservazione diretta del mondo, un approccio più concreto e tangibile.
D'altra parte, esistono storie di vita vissuta che superano per intensità qualsiasi invenzione letteraria. Si pensi a Clem, che a soli 9 anni scappò di casa per arruolarsi nell’esercito ma venne rifiutato per la sua giovane età. Nell’Aprile seguente a Shiloh, il tamburo di Clem venne fracassato da una scheggia di artiglieria. Clem rimase nell’esercito, in servizio come corriere, per tutta la durata della guerra. Venne ferito due volte. Si ritirò dalle forze armate nel 1915, dopo aver raggiunto il grado di Brigadier generale nel Corpo dei Quartiermastri generali; era allora l’ultimo veterano della Guerra civile ancora in servizio nelle United States Armed Forces.
La resilienza degli studenti: Sfide quotidiane
La dedizione allo studio è spesso il motore che permette di superare condizioni di vita estreme. La storia di Wang, immortalato in una foto diventata virale mentre arriva a scuola semi assiderato con meno nove gradi, è emblematica. Wang ama la scuola perché, dice, “possiamo avere pane con il latte a pranzo e si imparano un sacco di cose belle”. Manfu vive, assieme alla nonna e alla sua sorellina, in una capanna di fango. La Fondazione per lo sviluppo dei giovani nello Yunnan ha così raccolto 2,159,100.58 yen (poco più di 254 mila dollari), abbastanza per provvedere a riscaldare l’edificio scolastico. Quello che rimane verrà distribuito tra gli alunni, ad ognuno di loro spetteranno circa 77 dollari da spendere per guanti, cappotti e cappellini per proteggersi dal freddo.
Anche in Patagonia, Carlito, undicenne, si alza all’alba e cavalca per più di venticinque chilometri sulle montagne per raggiungere la scuola in un'altra valle. Con il suo cavallo Chiverito e la sorellina Micaela, affronta il freddo e l'isolamento sognando di imparare una professione e riuscire a praticarla a casa sua, nella sua terra. Egli vuole rimanere a vivere e lavorare con la sua famiglia, dimostrando un legame con le radici che è, in fondo, la forma più alta di ninna nanna verso il proprio futuro.

Trasformazione interiore: La figura della Befana e del Grinch
Il cambiamento di carattere è un tema ricorrente nella letteratura per l'infanzia, dove figure apparentemente negative scoprono la gioia del donare. La Befana, che in origine era solitaria, acida e ossessionata dalla pulizia, subisce una metamorfosi dopo l'incontro con i Re Magi. "Quella visita inaspettata, la sera prima del sei gennaio, l’aveva profondamente cambiata". Da donna che non sapeva cosa fosse l'amore, divenne la benefattrice dei bambini. Allo stesso modo, il Grinch, nato dalla fantasia di Theodore S. Geisel, è un mostriciattolo perfido con un cuore “di due taglie più piccolo” che odia il Natale. La sua scoperta che lo spirito del Natale non dipende da cose materiali, ma dalla gioia collettiva, segna il superamento definitivo della sua solitudine distruttiva.
Jalue Dorje e la ricerca dell'identità
In un mondo in cui le culture si intrecciano, anche la ricerca spirituale coinvolge i più giovani. Jalue Dorje è un ragazzino di 9 anni che a prima vista può sembrare un tipico bambino americano, nativo dei sobborghi del Minnesota. Ama, come molti suoi coetanei, il calcio il nuoto e i Pokemon. Tuttavia, Jalue è riconosciuto come reincarnazione di un leader spirituale buddista. La vita di Jalue Dorjee avrebbe dovuto subire numerosi cambiamenti per conformarsi alla situazione e all’ufficio che il Dalai Lama gli aveva accordato. “Sono un monaco ma anche un bambino.” dice Jalue a proposito del suo destino. Questa dualità riflette la complessità di un'infanzia che deve bilanciare le responsabilità del ruolo con il bisogno naturale di gioco e scoperta.
L'adozione consapevole: Il caso di Sam
La capacità di accoglienza è un altro pilastro dell'educazione emotiva. La storia di Sam, un pastore da montagna dei Pirenei apparso in una fattoria, mostra come il legame con gli animali possa essere un esercizio di empatia. Sam non è un randagio, ma un cane che sembra cercare una nuova famiglia. Nonostante le difficoltà poste dal precedente proprietario, l'audacia, la civiltà e l'empatia del piccolo Kix riescono a trionfare. I bambini non hanno dubbi, Sam - un nome che gli calza a pennello - è un cane meraviglioso ma triste e trascurato. La storia di Sam tocca le corde del cuore, dove il destino di un incontro incrocia l’accoglienza, la gentilezza e il coraggio, più spesso virtù dei bambini che degli adulti.
Il valore della memoria storica e bibliografica
La salvaguardia del sapere, sia esso legato alla storia personale o alla produzione letteraria mondiale, è una missione collettiva. La missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili, permettendo ai lettori di scoprire i libri di tutto il mondo. Molti testi storici, come i cataloghi delle biblioteche italiane, rappresentano le nostre finestre sul passato, offrendo un patrimonio di storia, cultura e conoscenza che è spesso difficile da scoprire. La digitalizzazione di tali materiali, in collaborazione con le biblioteche, garantisce che la memoria collettiva non si perda nell'oscurità del tempo, proprio come una ninna nanna tramandata di madre in figlia permette di preservare l'identità di un popolo.
Il percorso che porta un libro dall'editore originale alla biblioteca e infine al lettore è una forma di cura, simile alla dedizione con cui la maestra di Wang si è presa cura del suo alunno o con cui Carlito si prende cura della sorellina durante il lungo tragitto scolastico. In ogni ambito, dalla piccola filastrocca sussurrata all'orecchio di un bambino fino all'imponente sforzo di digitalizzazione del sapere umano, emerge una costante: la volontà di connettere, proteggere e far crescere, sfidando le intemperie della storia e dell'indifferenza.
