L’Origine e il Percorso Formativo
Carlo Capasa, figura centrale nel panorama della moda contemporanea, nasce a Lecce il 21 gennaio 1958. La sua infanzia si sviluppa in un contesto profondamente immerso nell’estetica: i genitori possedevano due boutique in Via XXV Luglio, diventando in città «quelli che dettano le nuove tendenze». È in questo ambiente che Capasa cresce, osservando da vicino la nascita del prêt-à-porter italiano e l’affacciarsi di figure iconiche come Missoni, Armani, Krizia e Versace. La sua formazione giovanile, improntata agli studi classici e a una pratica sportiva nell’atletica a livello nazionale, ha plasmato un carattere pragmatico e determinato.
Dopo il Liceo Classico, spinto dal desiderio di mettersi alla prova - un insegnamento fondamentale appreso proprio dallo sport - si trasferisce a Milano con l’intento di studiare Filosofia. Tuttavia, il richiamo del settore moda si rivela prepotente. A vent’anni, la decisione di volare a Londra per perfezionare l’inglese segna un punto di svolta: tra le occupazioni di quel periodo vi è la vendita di cravatte, un primo contatto diretto con il commercio tessile.

La Genesi di CoSTUME NATIONAL
Il percorso imprenditoriale di Carlo Capasa è indissolubilmente legato alla collaborazione con il fratello Ennio. Dopo che Ennio termina gli studi all'Accademia di Brera e matura un’esperienza fondamentale in Giappone come assistente di Yohji Yamamoto, i due fratelli uniscono le proprie competenze. Carlo si afferma come l’uomo dei numeri e della strategia, mentre Ennio assume il ruolo di direttore creativo.
Nel 1986 fondano CoSTUME NATIONAL, una Maison che rapidamente diviene sinonimo di avanguardia, sartorialità e alta qualità. Il marchio presenta la sua prima collezione a Milano, segnando l'inizio di una traiettoria internazionale di grande successo. La gestione dell'azienda non è priva di sfide; il gruppo attraversa momenti complessi, in particolare nel 2013, un esercizio anomalo caratterizzato dalla modifica delle attività di business e dei relativi ricavi. La ristrutturazione interna, che ha riportato la produzione e la distribuzione sotto il controllo diretto della Maison, ha permesso al marchio di superare le difficoltà legate al fallimento di Ittierre, a cui erano precedentemente affidate le licenze produttive. Nel 2016, Carlo ed Ennio Capasa lasciano il brand, cedendo la proprietà al fondo giapponese Sequedge.
Carriera Strategica e Visione di Mercato
Prima e durante l’ascesa di CoSTUME NATIONAL, Carlo Capasa ha consolidato una profonda conoscenza del settore attraverso ruoli di alto profilo. All’inizio degli anni Ottanta, viene nominato Direttore Creativo di Zamasport Spa. Con la stessa società, tra il 1984 e il 1988, ricopre il ruolo di amministratore delegato e lancia il marchio Romeo Gigli. Successivamente, nel 1992, crea una società S.r.l. con Zamasport per distribuire il marchio Gucci, il nuovo designer Tom Ford ha talento.
Questa esperienza si rivela cruciale, permettendogli di comprendere le dinamiche del lusso internazionale. La struttura di distribuzione del marchio Gucci viene poi integrata nel Gucci Group nel 2001. A conti fatti, questo mix tra l’esperienza diretta nella creazione di un brand d’avanguardia e la gestione dei numeri, ha rappresentato in tutta la sua carriera quel colpo di coda che riassesta il caotico su un equilibrio tra sentimento e visione cartesiana.
Milano - Documentario su anni '80 - Parte 4 - La Capitale della Moda
Il Mandato alla Camera Nazionale della Moda Italiana
Nel 2010 Carlo Capasa entra nel consiglio di amministrazione della Camera Nazionale della Moda Italiana (Cnmi), istituzione che presiede ufficialmente dal 2015. La sua nomina è avvenuta in una fase critica, in cui Milano subiva la concorrenza di altre capitali della moda come Londra e New York, rischiando di scivolare dal secondo al quinto posto tra le capitali dello shopping mondiale.
Il lavoro di presidenza di Capasa si è concentrato su obiettivi chiari: l'inclusione della diversità, la sostenibilità ambientale e sociale, la formazione, la promozione dei nuovi brand e il rafforzamento delle relazioni con le istituzioni. Come presidente dell’organizzazione degli stilisti, Capasa non ha avuto un compito facile: ha dovuto imprimere una rotta nuova alla Cnmi in un momento di grande crisi. Sotto la sua guida, sono stati lanciati i Green Carpet Fashion Awards Italia, un evento che ha posto la sostenibilità al centro del sistema moda internazionale. Inoltre, in collaborazione con Unicredit, è stato lanciato un fondo di 30 milioni di euro per supportare le piccole aziende nel processo di transizione ecologica.
La Filosofia della Moda e la Vita Privata
Nonostante la carriera frenetica, Capasa mantiene un profondo legame con la sua terra, il Salento. È qui che ha creato una società sportiva, convinto che lo sport formi il carattere necessario per realizzare i propri sogni. La sua visione sulla moda è pragmatica: «l’eleganza è la capacità di riconoscere un abito artigianale, di mettere insieme i tessuti, i colori e di saper scegliere un capo in base alle occasioni».
In ambito personale, è sposato con l’attrice Stefania Rocca, con la quale ha due figli, Zeno e Leone. La sua vita privata e professionale convergono in una costante ricerca di equilibrio. Si definisce un gentiluomo d’altri tempi con un’insospettabile anima rock, capace di schierarsi a difesa del territorio, come nell’impegno civile per la salvaguardia degli ulivi salentini. Capasa sostiene che il successo non debba essere misurato solo dalla fama, ma dall’investimento sulle proprie passioni e dalla capacità di fare sistema, promuovendo progetti di digitalizzazione e sviluppo dei distretti industriali italiani.

Sfide di Inclusione e Futuro del Settore
Sotto la presidenza di Capasa, il dibattito sull'inclusione è divenuto una colonna portante dell'agenda della Cnmi. Iniziative come We Are Made in Italy testimoniano l'impegno per l'integrazione di nuove realtà multiculturali all'interno della settimana della moda milanese. Tuttavia, la gestione di questi temi non è priva di attriti, come evidenziato dalle tensioni con designer che hanno sollevato critiche riguardo alla rappresentazione delle minoranze nel sistema moda.
La sfida di Capasa rimane quella di conciliare la tradizione artigianale italiana con un mercato globale in costante mutamento tecnologico. La sua capacità di ascolto, unita a un pragmatismo affinato in decenni di esperienza, lo ha reso la figura di riferimento per un sistema che ha dovuto fare mea culpa per aver dato per scontati i successi del passato. Oggi, guardando al futuro, l’obiettivo della Cnmi è quello di mantenere la moda italiana protagonista del palcoscenico mondiale, non solo attraverso le sfilate, ma tramite l'innovazione dei servizi e il rafforzamento delle relazioni internazionali, sempre con uno sguardo ben fissato sul presente.
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Il Ruolo dell'Imprenditoria nel Sistema Moda
Il modello di business promosso da Carlo Capasa si fonda sull'idea di "fare sistema". Questo concetto, vitale in un'epoca dominata dal fast fashion, si oppone a pratiche che presentano grandi difetti in termini di sostenibilità ambientale. Secondo la visione di Capasa, le aziende devono collaborare, scambiando competenze e puntando su distretti produttivi d'eccellenza, come quello calzaturiero di Casarano.
L’attenzione al futuro non esclude il passato; al contrario, il vintage è considerato un'alternativa interessante per chi cerca stile senza cedere al consumo di massa. Questa visione democratica dell'eleganza si riflette nelle politiche adottate dalla Cnmi, che ha declinato una serie di linee guida rigorose: dall'abbandono delle sostanze tossiche in fase di produzione all'implementazione dell'economia circolare. In questo modo, il ruolo del presidente della Camera della Moda trascende la semplice rappresentanza politica, diventando quello di un facilitatore che mette insieme tessuti, innovazione e talento umano per ridefinire costantemente l'identità del prodotto "Made in Italy" nel mondo globale.