Le fasce porta bebè rappresentano una delle modalità di accudimento più antiche, che in diverse culture del mondo si sposa perfettamente con le necessità di spostamento dei genitori per lavoro o altro, unendo perciò l’aspetto relazionale a quello puramente pratico. A cambiare di paese in paese sono le modalità con cui il babywearing viene praticato: semplici teli di cotone, marsupi per il neonato, fasce elastiche e via dicendo. Questa pratica millenaria ha resistito alla prova del tempo, evolvendosi e adattandosi alle esigenze contemporanee.
In Africa, ad esempio, si utilizzano per lo più teli di cotone lunghi poco meno di 2 metri e i bimbi sono legati sulla schiena, senza nodo, sin dalla nascita: in Kenya si trova il Kanga, nel Senegal il Pagne e il Mbotu. E in Italia? Nel corredino tradizionale troviamo l’immancabile “trio” navicella-ovetto-passeggino, senza il quale - vogliono farci credere - non si può portare in giro il bebè. I più pratici inseriscono nella lista nascita il marsupio, mentre gli “alternativi” optano per la fascia porta bebè, spesso tra gli sguardi curiosi e compassionevoli dei passanti che talvolta si chiedono: «Povero piccolo! Ma riesce a respirare?». Fortunatamente, queste sono sciocchezze. Il buon senso e numerosi studi dimostrano i benefici innumerevoli della fascia porta bebè, noti ormai da tempo.
I Benefici Inestimabili del Contatto nel Babywearing
Il contatto molto stretto tra bambino e genitore, reso possibile dal babywearing, offre vantaggi significativi per lo sviluppo del piccolo. Questa vicinanza è la chiave per comprendere la validità di tale pratica, come dimostrato anche dalla Kangaroo Mother Care, una metodologia di cura che valorizza il contatto pelle a pelle. Mamma e figlio, uniti insieme nello stesso corpo prima della nascita, continuano a beneficiare di questa simbiosi attraverso il babywearing. Il rapporto madre-figlio, nella primissima fase, vive soprattutto di carezze e si comunica senza il bisogno di dirsi nulla, ma semplicemente toccandosi con le mani e avvicinandosi con i corpi.
Numerosi studi recenti consigliano di incentivare il contatto pelle a pelle fra il neonato e i genitori il più a lungo possibile nei primi anni della sua vita, letteralmente “indossando” il bambino. Consiste, in sostanza, nel portare il bambino addosso - mentre si va a fare una passeggiata o anche in casa se si svolgono attività che non lo espongano a rischi - legandolo a sé attraverso una fascia in tessuto o un altro tipo di supporto più rigido. Seguire il corpo materno in tutti i suoi movimenti è anche di fondamentale importanza per lo sviluppo motorio del bambino. Questa modalità di "trasporto" può essere adottata sin dalla nascita, vista la necessità del neonato di stare a contatto con il genitore. Prima, però, consigliano i pediatri, è bene considerare la tonicità muscolare del neonato e la sua capacità di allargare le gambine, variabili da valutare nella scelta del tipo di supporto da utilizzare. In generale, pediatri e psicoterapeuti sono abbastanza concordi nel dire che questa pratica favorisce lo sviluppo psicofisico del bambino. Il contatto del bambino con il corpo dei genitori è una condizione che favorisce la sua crescita anatomica (maturazione delle anche, sviluppo della postura), neurologica (sviluppo cerebrale), motoria, linguistica, psichica (attaccamento, sviluppo della fiducia di base) e sociale.

La Cultura del Portare in Italia: Formazione e Supporto Professionale
Nonostante i numerosi benefici, va sottolineato che la “cultura del portare” è ancora poco diffusa nel nostro paese. I genitori si pongono molto spesso domande come: «Come si usa la fascia porta bebè? Ci sono delle posizioni più sicure di altre?» quando si approcciano per la prima volta a questo strumento per portare addosso il bambino. Per questo motivo, sul territorio italiano esistono diverse scuole di formazione per istruttori/istruttrici a cui affidarsi per imparare come indossare la fascia porta bebè e come portare rispettando la fisiologia di genitore e bambino. A tal proposito, segnaliamo la realtà formativa Portare i Piccoli, esperti a cui affidarsi anche per la scelta del prodotto da acquistare. È fondamentale tenere sempre a mente l’unicità di ciascuna coppia genitore-figlio e l’impossibilità di riconoscere un supporto che possa essere valido per tutti.
Tipi di Supporti Porta Bebè: Non Strutturati vs. Strutturati
La vastità dei supporti in commercio è tale da mandare in confusione chi si vuole accostare a questa “novità”. Ma quale fascia porta bebè scegliere? Quali sono le differenze tra marsupio e fascia? Per orientarsi, distinguiamo i supporti “non strutturati” da quelli “strutturati”. Appartengono alla prima categoria le fasce lunghe, corte ed elastiche, mentre alla seconda i marsupi. Per scegliere la fascia porta bebè più indicata alle proprie esigenze è importante anche tenere in considerazione l’età del bambino. Ad esempio, quale supporto o fascia è indicata per il neonato? In questo caso, il prodotto dovrà garantire il contenimento e un ottimo sostegno alla colonna vertebrale e soprattutto alla testa, nonché consentire al piccolo di mantenere inizialmente le gambe a “ranocchietta” e, in seguito, nella posizione seduta-divaricata.
Le Fasce Non Strutturate: Flessibilità e Adattabilità
I supporti non strutturati sono vere e proprie fasce lunghe o lembi di tessuto che non prevedono nodi, anelli o fibbie già preconfezionati, permettendo una grande flessibilità nelle legature.
La Fascia Elastica: Lunga circa 5 metri e realizzata in maglina di cotone o bamboo, la fascia porta bebè elastica, una volta indossata, è come una sorta di t-shirt da allargare per inserire o tirare fuori il proprio bambino senza necessità di dover legare o slegare ogni volta. Ideale per i bimbi prematuri e, in generale, per il neonato, ha il limite di risultare cedevole nel momento in cui il bambino raggiunge i 7-8 Kg di peso (se il tessuto è jersey singolo anche qualche chilo in meno). Le fasce per neonato lunghe ed elastiche sono realizzate in cotone elasticizzato, anche in questo caso senza bottoni, anelli o nodi preconfezionati, e hanno una misura unica e una lunghezza fissa di circa 5 metri e mezzo. Si può utilizzare al massimo fino al secondo anno di vita.
La Fascia Lunga Tessuta (Rigida): Anche detta “fascia porta bebè lunga tessuta”, viene lavorata al telaio con trama particolare, che conferisce al prodotto un’ottima stabilità ma anche elasticità. Il termine “rigida” può intimorire, ma in realtà viene utilizzato per distinguere questa tipologia di fascia porta bebè da quella elastica, indicando la stabilità del tessuto piuttosto che la sua mancanza di morbidezza. Per iniziare, è meglio se 100% in cotone, anche se in commercio esistono diverse combinazioni di tessuto (lino, seta, canapa, lana eccetera). Non esiste una vera e propria fascia porta bebè estiva, sebbene alcuni tessuti siano più adatti per la stagione calda; ricordiamo, a tal proposito, che il corpo della mamma funge da termoregolatore per il bambino in tutte le stagioni. La fascia lunga tessuta ha una lunghezza variabile, che dipende sia dalla taglia di chi porta sia dal tipo di legatura che si sceglie di fare, con uno standard di circa 5 metri (adatto al portatore di corporatura media). Infine, se si decide di confezionare una fascia porta bebè in casa, è bene tenere presente che è molto difficile trovare tessuti con trama diagonale nei negozi. La trama diagonale è, infatti, la migliore perché cede leggermente in diagonale ma non negli altri due versi, caratteristica che lo rende molto avvolgente e al contempo sostenitivo.
La Fascia Corta: Si distingue dalla fascia porta bebè rigida unicamente per la lunghezza, inferiore ai 3 metri circa. Consente pertanto di fare solo legature monostrato prevalentemente sul fianco e anche dietro (seppure con limitazioni). È consigliabile a partire dai 3 mesi, o comunque da quando il bambino regge il capo in autonomia, e per tutta la durata del percorso. Per praticità si può inoltre decidere di acquistare una fascia corta (ovvero di taglia piccola), la cosiddetta “fascia da borsetta” da usare in caso di saliscendi o piccoli tragitti. Bisogna essere consapevoli però del fatto che con essa si potranno eseguire un numero limitato di legature e posizioni in sicurezza.
Il Ring Sling (Fascia ad Anelli): Composta da un telo non elastico della lunghezza di circa 2 metri chiuso da due anelli, all’interno dei quali il tessuto deve scorrere bene al fine di agevolare la regolazione della tensione. Consente legature monostrato per portare davanti e sul fianco. Anche questa tipologia di fascia è consigliata a partire dai 3 mesi circa, o comunque da quando il bambino riesce a reggere in autonomia il capo. Questa fascia è sconsigliata per portare il bambino sulla schiena, dal momento che non permette un incrocio del tessuto sotto il sedere del bambino e dunque non garantisce una legatura in sicurezza. Versatile invece per il “sali e scendi”, quindi perfetta per brevi tragitti e soprattutto per quando il bambino ha necessità di iniziare a esplorare il mondo sulle proprie gambe per poi far ritorno alla sua “roccaforte”. Ha il limite di scaricare il peso su una sola spalla ed è quindi poco indicata per un utilizzo prolungato. Le fasce porta bebè ad anelli risultano molto utili per chi non ha ancora acquisito una grande praticità con questo genere di prodotti. Si presentano come una striscia di stoffa di lunghezza variabile che dispone di due anelli posizionati su una delle due estremità. Per legare il bambino bisognerà, quindi, far passare l’altro lembo della fascia all’interno degli anelli, seguendo le istruzioni fornite dalle varie case produttrici e regolando i lembi per scegliere lunghezza e aderenza.
La Pouch (Fascia a Sacchetto/Anello su Misura): È un supporto “su misura”. A differenza delle altre fasce porta bebè non ha estremità libere ed è cucita a mo’ di anello in maniera del tutto personalizzata, ovvero tenendo conto delle misure del genitore e del bambino.
Come usare la fascia porta bebè - Legatura base (neonato)
I Supporti Strutturati: Praticità e Attenzione all'Ergonomia
I supporti strutturati, invece, prevedono nodi, anelli, fibbie, spallacci, bretelle utili a mantenerne la forma preconfezionata, offrendo una diversa tipologia di praticità.
Marsupi (Baby Carriers): I marsupi per portare il bebè sono i supporti più “occidentali”, quelli che più facilmente si trovano in commercio. Purtroppo però la quasi totalità dei marsupi che si vedono nei negozi per l’infanzia non sono sufficientemente ergonomici: risultano eccessivamente rigidi e privi di un buon sostegno per collo e testa; non permettono la regolazione laterale o in altezza; i bambini risultano “appesi”, gravando perciò tutto il peso sulla zona genitale; la parte che accoglie il sederino ha spesso una larghezza insufficiente (inferiore ai 18-20 cm) e risulta o troppo morbida o troppo rigida, non garantendo la corretta posizione divaricata-seduta; spesso i tessuti non sono testati né certificati per il contenuto di sostanze tossiche. Occorre però specificare che, seppur non facilissimi da reperire, esistono in commercio dei marsupi ergonomici. Il suo utilizzo è consigliabile a partire dai 4 mesi di età circa, o comunque da quando il bambino divarica autonomamente bene le gambe, in modo tale che il pannello vada dall’incavo di un ginocchio all’altro. I due fattori chiave da tenere sempre ben presenti in fase di scelta sono lo schienale - meglio se imbottito - e la seduta larga che possa permette al piccolo di assumere la posizione più corretta, quella a M.
Mei Tai: Il Mei Tai offre un compromesso tra il contenimento della fascia e la praticità del marsupio. È un supporto babywearing ibrido di origine orientale, realizzato per lo più in cotone, che richiama molto nella struttura il marsupio, presentando, però, al posto di spallacci e cinghie, strisce di stoffa da legare con molto scrupolo. È un pannello rettangolare di stoffa della larghezza di circa 50 cm, con quattro angoli da cui partono altrettante bretelle, con le quali viene fissato il supporto sul ventre e sulle spalle di chi porta. Sebbene sembri più semplice da legare rispetto alla fascia lunga, in realtà è necessaria una buona confidenza con il tessuto affinché le legature vengano fatte nella maniera corretta. Rispetto al supporto originale asiatico, quello arrivato a noi occidentali presenta delle bretelle più larghe, che sostengono meglio il bambino e risultano più confortevoli per chi porta. Esistono inoltre alcuni Mei Tai con pannello regolabile, che consente l’utilizzo di questo supporto già nei primi mesi, dal momento che non divarica eccessivamente le gambe del piccolo.

Sicurezza e Fisiologia nel Babywearing: Principi Fondamentali
Oltre alla scelta del supporto più adatto alle proprie esigenze, occorre imparare come legare la fascia porta bebè in maniera corretta! La sicurezza prima di tutto!
- Nodi e Stabilità: Chiudere sempre ogni legatura con doppio nodo.
- Contesto d'Uso: Non portare in fascia il proprio bambino in auto, né sulla bicicletta o altro mezzo. Prudenza sui mezzi pubblici, da utilizzare solo per brevi tragitti.
- Vie Respiratorie: Naso e bocca del bambino devono essere liberi da ostacoli!
- Posizione Fisiologica: Garantire al piccolo una posizione fisiologica. Ciò vuol dire simmetrica, verticale dalla nascita e divaricata-seduta, con sederino più basso e ginocchia più in alto; bambino con testa ad “altezza bacio” - senza però intralciare la visuale del portatore - e sederino sempre al di sopra o a livello dell’ombelico del portatore, mai al di sotto; piedini paralleli al pavimento; nel neonato garantire la fisiologica cifosi (curvatura a C della colonna vertebrale). Nei primi mesi dopo la nascita, soprattutto nei paesi occidentali, esiste il rischio per i neonati di incorrere nella “displasia dell’anca”. L’uso dei pannolini e l’attenzione a una posizione corretta, durante il trasporto del bambino, sono essenziali a ridurre questo rischio. La posizione divaricata-seduta, con le ginocchia del bambino più in alto rispetto al bacino e le gambe divaricate a circa 90°, è la posizione ideale in cui deve essere il bambino durante il babywearing, perché favorisce il corretto sviluppo delle anche.
- Aderenza: Aderezza del corpo del bambino portato con quello del genitore portatore, ricordando che vicinanza corrisponde a sicurezza.
- Tensione del Tessuto: Legature con tessuto ben lavorato e teso al punto giusto, che sostenga la testa del piccolo e che sotto al sederino vada dall’incavo di un ginocchio all’altro. Aderire e adattare perfettamente il tessuto al corpo del bambino e del portatore significa creare il giusto sostegno per collo e schiena, significa far assumere sempre al piccolo la posizione divaricata-seduta.
- Mani Libere: Una buona legatura lascia al portatore le mani libere.
- Ascolto Reciproco: Concedersi tempo e spazio. Mettersi in ascolto di sé per ascoltare l'altro. Portare è assai bello quanto impegnativo perché è prendersi carico di qualcuno fisicamente ed emotivamente. Come accade al seme, quando trova un terreno fertile che lo accoglie e viene nutrito pazientemente e con amore, così accade a un bambino: con i suoi tempi cresce, matura, sboccia, fiorisce e dona frutti.
Alcuni marsupi e fasce sono indicati per la Marsupioterapia (o Kangaroo Mother Care), nata per necessità a Bogotà in Colombia, negli anni Settanta dove gli infermieri si sono trovati a fronteggiare la mancanza di incubatrici rispetto al numero dei neonati prematuri. Questa pratica utilizza i genitori come una sorta di “incubatrici” naturali. Questa posizione marsupiale oggi viene adottata subito dopo il parto in tantissimi ospedali che lasciano i neonati, anche quelli a termine, nella prima ora dopo la nascita, a contatto corpo a corpo con la madre. L’applicazione di questa pratica si consiglia anche con i padri (“marsupioterapia paterna”), nei casi in cui la mamma - per motivi clinici - non possa effettuarla.
Guida alla Scelta della Fascia Perfetta: Materiali, Grammatura e Certificazioni
Se hai scelto di comprare una “fascia” e pensavi di aver messo fine ai mille dubbi riguardanti l’acquisto… e invece no! Ora bisogna scegliere la marca, la taglia, la grammatura e poi il blend. A differenza della fascia elastica, la fascia lunga in tessuto non ha una misura standard: viene prodotta in diverse lunghezze. Questo aspetto è molto importante: a volte si pensa “meglio una taglia in più per non sbagliare”, ma in realtà comprare una fascia troppo lunga complica parecchio le cose, perché il tessuto in eccesso è molto e diventa ancor più difficile da gestire, rischiando di rimanerne mummificati.
Non è assolutamente necessario comprare più di una fascia, sostituendola in base al peso e all’età del bambino. È possibile infatti affrontare felicemente tutto il percorso portato con una fascia di cotone con una grammatura media, che è sicuramente la più versatile e semplice da gestire (sia a livello di manualità che di lavaggio e cura). Una fascia con un’alta grammatura sostiene di più, ma è anche più difficile da lavorare, perché più “grossa” e ingombrante, difficile da tirare e far aderire bene al corpo del piccolo e del portatore.
Composizioni e Proprietà dei Tessuti
Il tessuto migliore per una fascia è senza dubbio quello a tramatura diagonale, perché cede leggermente in diagonale ma non negli altri due versi, caratteristica che lo rende molto avvolgente e al contempo sostenitivo.
- Tessuti Termoregolatori: Lana, seta e bamboo hanno proprietà termoregolatrici, ideali per mantenere una temperatura confortevole in diverse condizioni.
- Tessuti Traspiranti: Cotone e lino hanno la caratteristica di essere maggiormente traspiranti.
- Tessuti che Trattengono il Calore: Al contrario, la canapa trattiene maggiormente il calore.
Ad ogni tipo di tessuto corrispondono differenti caratteristiche per quel che riguarda la facilità di ammorbidimento e la conseguente maneggevolezza. Se volessimo elencare i tessuti più indicati per un neonato potremmo citare cotone, bamboo, lana e seta. Altro aspetto di considerevole importanza è la facilità di gestione e lavaggio.
Investimento e Qualità del Prodotto
Spendere un centinaio di euro per una fascia può sembrare eccessivo… ma avete mai pensato a quanto costano passeggini e carrozzine? La fascia è un investimento sicuro: si usa da zero a… sempre! Con la stessa fascia verranno portati anche i successivi fratellini e alla fine del percorso portato (che in genere si conclude spontaneamente verso i 2-3 anni) potrà essere prestata o rivenduta, così da coccolare un’altra famiglia.
Nell’ultimo anno stiamo assistendo ad un vero boom nella nascita di nuove aziende che producono fasce per portare i bambini. Ma la qualità? Non tutti i tessuti sono uguali, non tutti hanno le stesse certificazioni, e non tutte le certificazioni hanno lo stesso valore. Ogni azienda ha la sua filosofia e persegue obiettivi diversi. Per alcuni genitori può essere importante che sia un prodotto che garantisce il pieno rispetto dell’uomo e dell’ambiente.
- Certificazioni Ambientali e Sociali: Il marchio “Fiducia nel tessile” (come Oeko-Tex Standard 100) è il più noto e diffuso nel mondo per la valutazione di sostanze nocive sui prodotti tessili. Un altro marchio di qualità ecologica a livello europeo è il GOTS (Global Organic Textile Standard), che attesta il rispetto ambientale e socialmente responsabile nell’intera filiera del tessile biologico: semina, raccolta delle materie prime, trasformazione, fabbricazione, produzione, confezionamento, etichettatura, importazione od esportazione dei prodotti finali.
- Produzione Etica: La scelta di usare cotone certificato da agricoltura biologica e pagato un prezzo equo al produttore, di produrre il tessuto in Europa (dove la tutela dei diritti di chi lavora è almeno regolata dalla legge), di non sottoporre il tessuto a procedimenti chimici (che spesso lasciano residui nel tessuto a contatto con il bambino), di usare colori certificati (non tossici) e a basso impatto ambientale, di confezionare il prodotto vicino al luogo di produzione per minore impatto di logistica, sono tutti aspetti che possono essere importanti.
Infine, dopo aver valutato prioritariamente gli aspetti tecnici, badate anche all’estetica. In commercio ci sono tante fasce e marsupi coloratissimi e dal design ricercato e raffinato. Detto questo, la prima fascia non si scorda mai! Rimarrà sempre legata a quei dolcissimi e preziosi momenti di amore puro ed intenso con il vostro piccolino. E si sa, le fasce danno dipendenza.
Babywearing in Inverno: Portare al Caldo con Stile e Sicurezza
Con i primi freddi si potrebbe pensare che sia finita la stagione per portare in fascia o con il marsupio il proprio bimbo. Allontana subito questo pensiero perché il babywearing in inverno è molto più sicuro per i bambini rispetto al passeggino. Tutte le nostre fasce e i nostri marsupi DIDYMOS, ad esempio, sono adatti all'inverno, quindi non è necessario acquistare nulla di aggiuntivo per il supporto in sé. Vale la pena di considerare anche la grammatura del tessuto: le fasce più spesse hanno un effetto più caldo di quelle più leggere. La scelta di utilizzare una fascia o un marsupio dipende esclusivamente da voi.
Consigli per Portare in Inverno in Sicurezza
Se si vuole portare il proprio bambino in inverno, è molto importante proteggerlo dal freddo.
- Protezione dal Freddo Esterno: Se si decide di portare il bambino sopra la propria giacca, è essenziale avvolgerlo abbondantemente, come se fosse in una carrozzina. Una tuta di lana gualca è particolarmente adatta in questo caso, perché non è rigida e non ha sacche d'aria che verrebbero schiacciate e quindi perderebbero il loro effetto. Pensate anche ad un berretto e a una sciarpa, oltre che alle scarpe per il vostro bambino.
- Portare Sotto la Giacca: Si consiglia di portare il bambino sotto la propria giacca. In questo modo, il bambino si riscalderà con il vostro calore corporeo. Vestite il bambino come a casa e proteggete inoltre tutte le aree che fuoriescono dal marsupio, dalla fascia o dalla giacca. Soprattutto con i bambini piccoli, a volte è sufficiente anche una giacca ampia o un cappotto grande.
- Controllo della Temperatura: Controllare regolarmente la temperatura del collo del bambino: se è umido, sta sudando e potete togliergli uno strato di vestiti. Controllare anche la temperatura dei piedi.
- Evitare il Surriscaldamento: Sia il calore del vostro corpo che il portabebè forniscono calore, quindi attenzione al surriscaldamento.
- Stratificazione: Vestite il vostro bambino con abiti normali e strati aggiuntivi come un cardigan.
- Calore per le Gambe: Nel portabebè, i pantaloni possono risalire, esponendo le gambe, quindi assicuratevi che siano ben coperti.
- Idratazione: Assicurarsi che voi e il vostro bambino restiate idratati.
- Attenzione alle Estremità: Tenere d'occhio le estremità del bambino.
- Sicurezza su Neve e Ghiaccio: In caso di neve o ghiaccio (soprattutto quando si porta il bambino in spalla!) si consiglia di indossare scarpe di buona qualità con suola invernale. Eventualmente, suggeriamo soprascarpe chiodate!
- Vie Respiratorie Libere: Assicuratevi sempre che le vie respiratorie del bambino siano libere!
- Termoregolazione: La termoregolazione permette il mantenimento di una temperatura costante, tenendo distanti gli sbalzi che ci potrebbero far ammalare. Sappiamo bene quanto siano sensibili i bimbi ai cambi repentini di temperatura. La lana, ad esempio, è termoregolatrice, una proprietà davvero importantissima quando si parla di bambini che, soprattutto se molto piccoli, non hanno la capacità fisiologica di termoregolare la loro temperatura corporea.

Giacche e Cappotti Porta Bebè: La Soluzione Ideale per le Stagioni Fredde
L'inverno sta per arrivare e con esso il freddo, ma se preferite continuare a portare il vostro bebè in fasce e marsupi per comodità, la soluzione esiste: il cappotto porta bebè. Potete acquistare un giaccone o una felpa babywearing per portare con voi il bebè, facendolo stare al caldo. Uscite con il bebè e piove, c'è vento, o fa semplicemente freddo. È un indumento, un po' come un mantello da supereroe, che permette di proteggere voi e il bebè allo stesso tempo dal freddo, dalle intemperie e dal vento in qualsiasi circostanza, durante il portage in fascia o in porta-bebè, senza aver bisogno di più capi di abbigliamento. Si tratta di una giacca che può essere utile dall'autunno alla primavera, come anti-vento o anti-freddo. I giacconi babywearing, o giacche canguro, sono attrezzati per integrare il neonato alla giacca della mamma grazie a un pratico inserto. Questi capi sono molto comodi e pratici e sono perfetti per portare sempre con sé il bimbo, portando il bebè al caldo nel massimo comfort. Ed è ancora più comoda quando è inclusa e pensata per essere riposta nella borsa del pannolino.
- Design Innovativo: Nel nostro online shop offriamo una varietà di giacche da babywearing che consentono di portare il bambino comodamente davanti al busto o sulla schiena. Le giacche sono dotate di inserti che si possono facilmente applicare e rimuovere tramite cerniere, in questo modo le giacche si possono indossare anche senza il bambino o durante la gravidanza. Il pensiero che ci guida è che non vogliamo creare un capo per un singolo utilizzo. L'idea di creare un capo per un singolo utilizzo proprio non ci piaceva. E lì l‘idea: un inserto rimovibile, provvisto di cerniera. Una volta rimosso, infatti, rende questo capo un semplice cappotto, da utilizzare in ogni momento. I modelli disponibili sono due: il 3 in 1 e il 4 in 1. La differenza è molto semplice: il secondo permette di portare anche sulla schiena, mentre il primo no. I nostri cappotti 3 in 1 o 4 in 1 sono stati progettati anche per essere portati ovunque tu voglia. Da piegati, infatti, non occuperanno più spazio di una semplice felpa, ma ti scalderanno moltissimo.
- Materiali e Caratteristiche: Questo tipo di cappotto per portare è stato progettato con uno speciale tessuto antivento. Quello che lo rende ancora più speciale, però, è il rivestimento esterno in lana, uno dei migliori tessuti naturali. Questa infatti, oltre ad essere idrorepellente, quindi in grado di respingere l’acqua in caso di pioggia leggera, è anche termoregolatrice. Se avete iniziato il percorso babywearing, “troncarlo” improvvisamente potrebbe non essere un’ottima idea perché potrebbe causare uno stress al vostro bambino. Per questo e altri motivi, si consiglia di considerare l'acquisto di questi capi. Forse lo avete già notato in gravidanza, ma avete spesso caldo e vi capita di essere in maglietta mentre il resto del mondo è in golfino: insomma, la vostra percezione della temperatura esterna è cambiata.
Ecco una selezione dei modelli più belli presenti sul mercato, spesso sponsorizzati da siti di settore:
- Giaccone Invernale Imbottito ESPRIT: Un elegante giaccone invernale imbottito, del marchio "ESPRIT", con inserto estraibile per portare il bambino in fascia o in marsupio. Il giaccone ha le maniche lunghe, le tasche laterali e il cappuccio. Molto comodo da indossare, è in morbido tessuto, in cotone e poliestere, e si chiude con una cerniera. La vestibilità è perfettamente corrispondente alla taglia indicata. Pro di chi lo ha comprato: giacca comoda, con due inserti intercambiabili: uno per la pancia, uno da utilizzare dopo la nascita.
- Cappotto Babywearing BeMama: Un bel cappotto morbido e babywearing, della ditta "BeMama", perfetto per portare un bambino, poiché consente l'inserimento di marsupi morbidi. Il prodotto è molto trendy e può essere usato anche in gravidanza. Confortevole grazie anche al cappuccio, è abbastanza caldo per proteggere la mamma e il bambino dal vento e dal freddo. Pratico, adattabile ed elegante, questo cappotto è dunque perfetto sia per la maternità sia per il post-parto.
- Felpa Porta Bebè Sodhue: Una giacca di felpa dell'azienda "Sodhue" con un inserto apposito per l'uso con un neonato. Questa giacca consente di portare il bambino in una fascia e permette così un contatto intimo più dolce con il piccolo. La giacca può essere usata anche durante la gravidanza. Il prodotto è realizzato in tessuto di cotone polare e in lino di alta qualità, è morbido e caldo e protegge la mamma e il bambino dal vento e dal freddo.
- Giaccone Hoppediz con Inserto: Un bel giaccone del marchio "Hoppediz", perfetto per portare con sé il neonato e per proteggerlo dalle intemperie. È presente un inserto con doppia cerniera per il bambino. Si può utilizzare anche per la gravidanza. Il prodotto è caratterizzato da un grande cappuccio rimovibile, tasche interne e tasche esterne. Vi sono anche scaldamani con il foro per pollice. Il giaccone è impermeabile e traspirante.
- Giacca Felpata Zeta Ville: Una bella e comoda giacca felpata, del marchio "Zeta Ville", con tasca funzionale studiata per portare il neonato con fascia o marsupio. Il prodotto è realizzato in morbido e delicato tessuto pile, che risulta gradevole e traspirante sulla pelle. Vi è cappuccio per la mamma e ce n'è uno anche per il bambino. Le maniche sono lunghe e si chiude con cintura. La giacca è lavabile in lavatrice.
- Felpa Polare Mija: Un'altra giacca felpata, della ditta "Mija", molto riscaldante, comoda e adatta a portare il bebè con sé. Questa felpa polare ha una tasca progettata in modo tale da far stare il bambino sempre al caldo. Per il trasporto del bebè, è necessario ovviamente un marsupio o una fascia. Il prodotto è realizzato con materiale di alta qualità, è sicuro per la salute e rispetta gli standard europei.
Potete portare il vostro bambino nelle fredde giornate invernali senza preoccuparvi, assicurandogli calore e vicinanza attraverso i giusti supporti e indumenti.