L’allattamento rappresenta una fase di profonda connessione tra madre e neonato, tuttavia, non è raro che questa esperienza possa essere accompagnata da fastidi o vere e proprie problematiche fisiche. Spesso i corsi pre-parto non includono una preparazione esaustiva all’allattamento, lasciando le neomamme prive di strumenti adeguati di fronte a difficoltà comuni come tagli, sanguinamento, vesciche o vasospasmi. È importante puntualizzare fin da subito che non sempre l’allattamento porta con sé una sensazione di fastidio: il dolore è un parametro soggettivo che può variare in intensità e durata.

Capezzoli e areole sono tra le parti del corpo più sensibili, dove la pelle è più fragile e potenzialmente irritabile. Per questo l’allattamento può metterli alla prova, provocando talvolta dolore e infiammazione. Tuttavia, è normale che nelle prime settimane la suzione del neonato possa "far male": il dolore al seno durante l’allattamento, che spesso scompare dopo alcuni secondi, è dovuto al normale stiramento dei tessuti, che si accompagna a una sensazione di bruciore del tutto naturale derivante dall’irritazione di una porzione di pelle estremamente sensibile.
Il fenomeno dei morsi uterini durante l'allattamento
Spesso il dolore al seno si accompagna a un altro tipo di fastidio, dovuto a episodi che prendono il nome di "morsi uterini". Questi sono contrazioni della muscolatura uterina del tutto fisiologiche, che interessano la donna subito dopo il parto e segnalano che l’utero sta tornando alle sue dimensioni normali. Si percepiscono in special modo durante l'allattamento, poiché la suzione accelera la produzione di un ormone, l'ossitocina, che a sua volta stimola le contrazioni uterine. Se il dolore al seno e ai capezzoli in allattamento persiste o diventa eccessivo, è necessario esaminare ulteriormente le cause, che possono essere molteplici e richiedere azioni precise.
Ragadi al capezzolo: cause e prevenzione
Le ragadi sono ferite dolorose, a volte sanguinanti, che si presentano a livello del capezzolo. Sono causate da uno scorretto attacco del bambino al seno, o da un frenulo corto della lingua del neonato. Per prevenirne la comparsa si può preparare il seno durante la gravidanza - e anche dopo il parto - con una crema elasticizzante e rigenerante. Di solito tendono alla guarigione spontanea ma, in caso di ragadi sanguinanti, è opportuno ricorrere al medico per un rimedio cicatrizzante e anti-batterico. In caso di ragadi è sempre bene che venga valutato attentamente l’attacco al seno del neonato.
POSIZIONI PER ALLATTARE AL SENO E UN ATTACCO PROFONDO - VIDEO TUTORIAL ALLATTAMENTO
Mastite e ingorgo mammario: gestione clinica
La mastite è un'infiammazione della ghiandola mammaria che può causare turgore, arrossamento, dolore al seno, febbre e malessere generale. Il parere di un medico è fondamentale, perché potrebbe prescrivere antibiotici in caso di infezione. I sintomi di una infezione mammaria sono dolore, calore, indurimento di una zona del seno. La diagnosi di mastite si basa sull'attenta raccolta della storia clinica e su una visita accurata. Se i sintomi della mastite sono poco intensi e presenti da meno di 24 ore, è sufficiente attendere. Poiché il fattore scatenante è spesso la stasi del latte, il primo trattamento è una sua efficace rimozione. Qualora il dolore sia tale da interferire con l'emissione del latte, la poppata può iniziare dal seno sano e continuare con il seno malato. A volte può essere utile spremere il latte manualmente o tramite un tiralatte per completare la sua rimozione. Di solito si preferiscono antibiotici della classe delle penicilline, somministrati per bocca.
L'ingorgo mammario è caratterizzato da mammelle gonfie e dure, arrossamento e difficoltà nel flusso del latte. Spesso si verifica quando il neonato non riesce a svuotare completamente il seno: il massaggio delicato, l'allattamento frequente e l'applicazione di impacchi caldi e freddi possono aiutare. Ricordiamo di utilizzare impacchi caldi o una doccia calda prima di attaccare il neonato o prima di usare il tiralatte; questo servirà per migliorare il flusso. Se non ti senti bene ed hai la febbre, contatta immediatamente il tuo medico.
Dotti galattofori occlusi ed eccesso di produzione
Se un segmento di un dotto galattoforo non viene drenato correttamente durante l'allattamento, si può verificare un'ostruzione con conseguente piccola tumefazione dolorante: a volte è sufficiente correggere la posizione del bambino durante l'allattamento e applicare impacchi caldi per risolvere il problema. Esistono casi di eccesso di latte, dove alcune madri producono più latte del necessario. In questi casi, tirare il latte in eccesso e donarlo a una banca del latte o a una madre in difficoltà può dare sollievo, oltre ad essere un gesto di grande solidarietà.

Vasospasmo del capezzolo: caratteristiche e rimedi
Il vasospasmo in allattamento provoca dolore intenso mentre si nutre il bambino. Come riporta il manuale MSD, il vasospasmo è una contrazione dei vasi sanguigni che limita il flusso del sangue. Nel caso del seno, il vasospasmo interessa i vasi sanguigni che alimentano il capezzolo che si stringono e riducono il flusso sanguigno dell'area, influendo anche sul flusso del latte. Quando accade, è comune provare un dolore intenso, soprattutto se il clima è freddo.
Il vasospasmo del capezzolo può verificarsi in risposta a un trauma nell'area, per esempio se il bambino non si attacca bene al seno durante l'allattamento e si crea una lesione. Può anche verificarsi in modo casuale e non correlato all'allattamento al seno, per esempio a causa del fenomeno di Raynaud. Altre cause sono l'assunzione di alcuni medicinali, una malattia autoimmune, l'utilizzo degli antifungini topici o la crema per capezzoli e uno scarso e scorretto attaccamento del bambino al seno.
Il vasospasmo provoca un dolore intenso, pulsante e bruciante ai capezzoli. Il capezzolo o la punta del capezzolo possono apparire più pallidi o bianchi quando si avverte il disturbo. Il colore dell'area può cambiare anche quando il sangue ritorna dopo la fine dell'episodio di spasmo, passando dal bianco al viola, al blu o al rosso, prima di ritornare alla loro normale condizione. Per prevenire la comparsa di vasospasmo è utile evitare l'esposizione a sostanze o condizioni che possono innescare o peggiorare i sintomi: evitare basse temperature, fumo, e ridurre l'apporto di caffeina. È opportuno scegliere un luogo per la poppata con una temperatura non troppo fredda e applicare calore localizzato sul seno dopo aver staccato il cucciolo.
Candidosi e altre cause di infiammazione
La candidosi al seno è un'infezione provocata da un fungo; si tratta di una condizione non molto comune, ma non improbabile. I sintomi sono presenti sia nella mamma sia nel neonato; la mamma in genere accusa un fastidioso bruciore che perdura anche alla fine della poppata, mentre il lattante può manifestare il "mughetto" - una sorta di cremina biancastra visibile sulle labbra, all’interno delle guance e sulla lingua - o un’infiammazione nell’area del pannolino. Risulta facilmente curabile con una terapia farmacologica prescritta dal medico.

Il supporto del personale sanitario durante la degenza è fondamentale per valutare ed eventualmente correggere da subito l’attacco del neonato al seno. È inoltre consigliabile non dare aggiunte di latte artificiale o di altri liquidi se non strettamente necessari, dal momento che farebbe ridurre la suzione e quindi rallentare la produzione di latte. Un focus sulla qualità dell’attacco, che dovrebbe essere il più profondo possibile, è essenziale. Lo si può portare avanti rivolgendosi sia all’ostetrica di fiducia, sia all’osteopata che interviene risolvendo piccole contratture a livello della bocca, migliorando la qualità della suzione. Tutti i fattori che causano dolore al seno in allattamento sono prevenibili e soprattutto eliminabili con gli accorgimenti descritti e un corretto drenaggio del latte. La prevenzione è fondamentale anche durante l’allattamento per evitare dolori e fastidi.
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