La colonna sonora dell’amore infinito: canzoni per celebrare la crescita dei figli

Il tempo è sempre poco ma soprattutto sempre meno quello da dedicare a tutto e lui cresce, cavolo se cresce. Ogni giorno è più bello, più rotondo, più sorridente, più tutto!! Certo… da mamma è facile parlare e affermare certe cose ma chi è mamma sa cosa intendo e cosa provo, c’è pure una canzone che esprime al meglio il concetto: “ogni scarrafone è bello a mamma soja”. E poi dai, soffermiamoci… il mio piccolo “scarrafone” è oggettivamente bello, morbido e rotondo… molto rotondo, e anche se ultimamente è poco collaborativo, in assenza del fratello e in un outfit molto casalingo, come ogni mese ci siamo dedicati un pò a noi due anzi, a lui.

genitore che tiene in braccio il proprio bambino

Il linguaggio universale dei sentimenti tra genitori e figli

Esistono tantissime canzoni dedicate ai figli. Uno dei regali più grandi da dedicare è omaggiarne la venuta al mondo con un brano che celebra il tuo amore. La musica può dar voce ai sentimenti e, attraverso le parole dei grandi di tutto il mondo, puoi comunicare anche tu l’emozione che provi per i tuoi cari! Essere genitori è uno dei lavori più difficili al mondo e nessun manuale può aiutarti in questo arduo compito. Intraprendere questo entusiasmante percorso può regalarti emozioni uniche, che malgrado i momenti di sconforto, ricorderai per tutta la vita. Diventare mamma o diventare papà è una questione di pancia, di sentimenti forti e di amore sconfinato. Se anche tu non sei brava a comporre testi ritmati, ma comunque vorresti dedicare un brano ai tuoi figli in un momento particolare della vostra vita insieme, la musica ci viene incontro con melodie che raccontano di un amore senza confini, di giornate passate a preoccuparsi e di aspettative e desideri.

La musica italiana: specchio dell’emozione genitoriale

Non c'è emozione più travolgente dell'arrivo di un bambino: un evento che cambia la vita e ridefinisce il concetto stesso di amore. La musica italiana è ricca di brani poetici e toccanti che raccontano il mestiere di genitore.

  • Prima di ogni cosa (Fedez): Un brano moderno e sincero, dedicato al primogenito Leone. Fedez ha descritto questo pezzo non come una semplice canzone, ma come una messa a nudo delle sue fragilità: il passaggio da "cinico spietato" a padre innamorato, che immagina il futuro del figlio e celebra la famiglia creata con Chiara Ferragni.
  • Tutto tua madre (J-Ax): Con questo brano, J-Ax tocca un tema delicato e profondo: le difficoltà nel concepimento e il dolore dell'aborto spontaneo, vissuti prima della gioia immensa dell'arrivo del figlio Nicolas.
  • Avrai (Claudio Baglioni): Scritta nel 1982 per la nascita del figlio Giovanni, è forse la dedica più celebre della musica italiana. Baglioni non nasconde le difficoltà ("Avrai un lavoro da sudare", "un amico che ti avrà deluso"), ma promette che ci sarà sempre amore e bellezza ("Natale di agrifoglio e candeline rosse").
  • Amore diverso (Eugenio Finardi): Un brano di rara sensibilità scritto nel 1983 per la figlia Elettra. Finardi racconta senza filtri il percorso di accettazione e la scoperta che la diversità non toglie nulla all'amore, anzi, lo amplifica.
  • Per te (Lorenzo Jovanotti): Scritta nel 1999 per la figlia Teresa, è una dichiarazione d'amore totale, un senso di protezione assoluto ("è per te ogni cosa che c'è").

Fabrizio Moro - Il senso di ogni cosa - 2020 version (Official Video)

La prospettiva internazionale: capolavori senza confini

Anche la musica internazionale offre capolavori indimenticabili sul rapporto genitori-figli. Questi brani, spesso diventati inni globali, ci aiutano a comprendere che la sfida della genitorialità è una condizione umana universale.

  • Hey Jude (The Beatles): Un capolavoro del 1968 il cui messaggio è universale: coraggio, resilienza e amore.
  • Father and Son (Cat Stevens): Dipinge nel 1970 l'eterno conflitto generazionale con una delicatezza senza tempo.
  • Forever Young (Bob Dylan): Una vera e propria benedizione in musica, una preghiera laica scritta per il figlio Jesse.
  • Isn't She Lovely (Stevie Wonder): La gioia pura ed esplosiva celebrata nel 1976 per la nascita della figlia Aisha.
  • Beautiful Boy (John Lennon): Una dolce ninna nanna dedicata al figlio Sean. La frase più famosa del brano è una perla di saggezza: "La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti".
  • Tears in Heaven (Eric Clapton): Una delle canzoni più dolorose e belle della storia, scritta dopo la tragica perdita del figlio Conor. È diventato un simbolo di amore eterno che supera la morte.
  • Lullabye (Billy Joel): Risponde alle domande della figlia Alexa sulla morte e sulla vita con un messaggio rassicurante: "Non ti lascerò mai… ovunque andrai, sarai sempre parte di me".

Il passaggio all'età adulta: lasciar volare i figli

Quando i figli crescono, arrivano le prime delusioni e i primi scontri con il mondo. La musica sa raccontare anche questa fase complessa, fatta di distacco necessario e di amore che deve evolvere.

  • Sarà difficile (Elisa/Ligabue): Il tema centrale è il compito più difficile per un genitore: lasciar andare. "Sarà difficile chiederti scusa per un mondo che è quel che è… lasciarti al mondo e tenere un pezzetto per me".
  • Kite (U2): Bono scrisse questa canzone pensando ai suoi figli che facevano volare un aquilone, metafora perfetta della genitorialità: tieni il filo finché serve, ma poi devi lasciarli volare alti, anche se il vento soffia forte.
  • Il tempo se ne va (Adriano Celentano): Tra trucchi, calze a rete e segreti al telefono, Celentano racconta con malinconia e tenerezza il passaggio all'adolescenza.

metafora del tempo che passa con un aquilone nel cielo

La consapevolezza genitoriale: tra imperfezione e dedizione

Diventare genitori significa accettare che non saremo mai perfetti. Vasco Rossi, ad esempio, in una delle sue celebri riflessioni, propone un misto di scuse anticipate ("non credevo di tirarti in mezzo a un casino") e di amore viscerale ("vuoi che sia sincero, ho pensato solo a noi"). Non promette un mondo perfetto, ma offre la sua presenza e la verità: basta fare del proprio meglio, "è abbastanza sai".

In modo simile, Renato Zero tocca le corde dell'anima parlando della paternità non come una questione di sangue, ma di scelta, presenza e saggezza, definendo il figlio come "un miracolo". La musica, in questo senso, diventa uno strumento di auto-analisi per ogni genitore che, osservando il proprio bambino, capisce di voler essere il miglior porto sicuro possibile in un mare talvolta agitato.

Il valore dell'attesa e della crescita quotidiana

Come abbiamo visto, la musica offre un repertorio vastissimo per ogni momento della vita di un figlio. Dall'attesa trepidante descritta da Laura Pausini in "Celeste", fino agli auguri per il futuro, come quelli che Ligabue dedica al figlio Lenny nella canzone "Da zero a dieci", dove il ritornello recita: "Vale la pena vivere".

Ogni canzone citata funge da ponte tra le generazioni. Che si tratti di un consiglio di vita, come in "I tuoi fiori" di Fiorella Mannoia ("Rivendica il diritto ad essere felice", "non aver paura ma non ti fidare"), o di una semplice ninna nanna come "Three Little Birds" di Bob Marley, l'obiettivo resta il medesimo: trasmettere, anche attraverso una melodia, la certezza di un amore che non si esaurirà mai, indipendentemente dalle sfide che il tempo e la crescita ci porranno davanti. La musica ci ricorda che, nonostante le fatiche, ogni "scarrafone" rimane, per chi lo ha generato, la cosa più preziosa e meravigliosa che il mondo possa offrire.

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