Convivenza tra Cani e Bambini: Cause, Prevenzione e la Necessità di una Cultura della Responsabilità

Negli ultimi mesi, diversi episodi tragici hanno riportato l’attenzione sulla sicurezza dei bambini in presenza di cani domestici. Situazioni simili si sono registrate in più località, con conseguenze spesso fatali o gravissime per bambini molto piccoli, riaccendendo un dibattito complesso e spesso polarizzato. Attorno a questa razza, e a molte altre, ruotano posizioni opposte. Si assiste a una degenerazione del lupo che ha portato a razze create da noi e che oggi noi stessi critichiamo e definiamo pericolose. Ma si sa, l’uomo prima crea potenziali mostri e poi cerca di sconfiggerli. Probabilmente perché fa più notizia. Per comprendere le cause di questi incidenti e come prevenirli, è fondamentale analizzare a fondo la dinamica della convivenza tra cani e bambini, una relazione che, se gestita correttamente, può essere armoniosa e sicura.

Famiglia con cane e bambino

Tragedie Recenti e l'Allarme Sociale

Le cronache recenti hanno purtroppo evidenziato la vulnerabilità dei più piccoli di fronte a determinate situazioni. Poco tempo fa, un neonato di 15 giorni è stato morso alla testa dallo Staffordshire Bull Terrier di famiglia a Firenze mentre era in braccio alla madre. Solo pochi giorni prima, ad Acerra (Napoli), una bambina di nove mesi aveva perso la vita dopo essere stata attaccata dal pitbull di casa. Situazioni simili si sono registrate a Palazzolo Vercellese, Eboli e Anguillara Sabazia. Un nuovo episodio di aggressione canina ha scosso l’opinione pubblica: il 12 ottobre, a Biella, un bambino di 8 anni è stato morso alla testa da un cane di grossa taglia durante una festa di compleanno. Trasportato in ospedale in codice rosso, il piccolo è in condizioni gravi. Questi eventi dolorosi sottolineano l'urgenza di affrontare il problema con serietà e consapevolezza.

Un altro caso drammatico è quello di David, un bambino di 17 mesi, che è morto sbranato da due cani in località strada del Petriccio alla periferia di Siena. Gli animali erano di proprietà della famiglia del piccolo. Secondo una prima ricostruzione, il bimbo sarebbe venuto a contatto con gli animali, "gattonando" per terra. Si è ricostruito che il bimbo dormiva con il padre nell'appartamento al piano superiore mentre la mamma era fuori casa, quando si è svegliato ed è sceso al piano terra senza che il papà se ne accorgesse. Quindi è entrato nella casa del nonno, attraverso una porta comunicante, dove c'erano due cani, incroci tra pastore tedesco e rottweiler, che per motivi ancora non accertati lo hanno aggredito e sbranato a morte. Uno dei due animali, la femmina, ha aggredito il piccolo azzannandolo alla testa e alla gola. Anche il cane maschio avrebbe aggredito subito dopo. Ad accorgersi dell'accaduto è stato il padre del piccolo che, appena resosi conto di quanto era successo, ha chiesto aiuto al fratello che vive nell'appartamento a fianco e che era a casa con un altro cane. Lo zio, anestesista, ha tentato la rianimazione. Uno dei due animali che lo avevano aggredito era intanto fuggito in un campo ma è stato subito preso. I due cani che fino ad allora sembra non avessero dato nessun problema sono risultati essere dello zio del bimbo, anche se formalmente sono di proprietà della nonna. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118. Il sostituto procuratore di Siena Nicola Marini ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Si cerca in particolare di capire come il piccolo sia riuscito da solo a fare le scale e ad accedere all'appartamento dei nonni. Il magistrato ha anche disposto l'esame sul corpo del piccolo e un esame esterno è stato eseguito al policlinico Le Scotte di Siena. Il pm non ha ritenuto necessaria l'autopsia, ma ha disposto il prelievo di un campione dalla ferita riscontrata sulla gamba del piccolo. L'esame servirà anche per chiarire se il bimbo sia stato azzannato da uno solo dei cani o da tutti e due. I due cani sono stati portati nel canile di Murlo, in provincia di Siena. Il padre deve rispondere di abbandono di minore, mentre i familiari proprietari dei cani, devono rispondere di omessa custodia di animali.

Questi gravi incidenti non sono un fenomeno isolato. Da dati ufficiali statunitensi (Center for Disease Control di Atlanta) negli USA, su 320 milioni di abitanti, ogni anno circa 800.000 persone vengono visitate da un medico per lesioni da morso di cane; di queste 300.000 vengono inviate ad un pronto soccorso e 6.000 vengono ricoverate in ospedale. Più della metà delle persone sono bambini. In Italia, con circa 7 milioni di cani, si sono registrate circa 70mila aggressioni da parte di cani a danno dell’uomo nel 2016 (dati Codacons). La maggior parte delle volte i bambini vengono morsi da cani di proprietà della loro famiglia, di parenti o di vicini di casa. I cani maschi mordono con maggiore facilità delle femmine. I cani coinvolti nei casi di ferite gravi o mortali appartengono più frequentemente alle razze pit bull, rottweiler, pastore tedesco e dobermann. Ci sono anche razze che hanno registrato un maggior numero di casi di morsi tra cui anche i Labrador e i Golden, e non erano i cani babbasoni? È ovvio che avere davanti un cane che ha un potenziale di danno maggiore è diverso che trovarsi un cane di piccola taglia. I bambini sono comunque esposti al rischio di aggressione da parte di un cane, anche se non ne possiedono uno: capita infatti quotidianamente di incontrare cani per strada, nei parchi o durante le passeggiate che si fanno nel tempo libero.

Le Radici dell'Aggressività: Comportamenti, Istiti e Contesto

Perché avvengono questi episodi? Le cause principali sono molteplici e spesso interconnesse. Una delle ragioni riguarda il comportamento dei bambini, che spesso non rispettano le dinamiche di interazione corrette con il cane, come disturbarlo, tirargli la coda, ecc. I più piccoli, infatti, si trovano all’altezza dell’animale, che può percepirli come suoi pari e reagire di conseguenza. Un altro scenario comune è che il bambino possa avvicinarsi in modo inopportuno al cibo o a un gioco del cane, portandoglielo via e suscitando una reazione difensiva. Se il cane è di piccola taglia, il rischio è minore, ma con razze più grandi le conseguenze possono essere gravi.

Bambino che tira la coda a un cane

Un altro elemento cruciale da considerare è l’aggressione ai neonati, che avviene spesso con determinate razze. Non è ancora chiaro perché alcuni cani reagiscano in modo violento alla presenza di un neonato. Potrebbe trattarsi di un’interpretazione del piccolo come una minaccia o di un istinto protettivo degenerato in aggressività. "Se un cane è predisposto ad attaccare di fronte a un pericolo, potrebbe reagire anche di fronte a un neonato", come sottolineato dal Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, Marco Melosi. Il punto è capire cosa scatena queste reazioni e in quali momenti si verificano.

Il comportamento del cane è influenzato da numerosi fattori. Un cane malato è irritabile e di cattivo umore, esattamente come noi. Un bambino che gli rompe le scatole può farlo reagire anche se è sempre stato “buonissimo”. Un cane che morde perché ha sentito fastidio e/o dolore è “cattivo”? No, è un cane! Che, ricordiamolo, non ha nessunissima arma di difesa al di fuori dei denti. Esistono indubbiamente razze più o meno reattive, più o meno possessive, più o meno mordaci. Purtroppo anche il cane più dolce del mondo, in certe condizioni, può mordere e può reagire a un’infinità di stimoli: il dolore, la difesa del cibo, o anche solo di un oggetto, il fraintendimento di atteggiamenti amichevoli/giocosi che il cane scambia per minacciosi, suoni che lo infastidiscono, ecc.

La mancanza di socializzazione precoce è un altro fattore determinante. Se non incontrano bambini durante il periodo della socializzazione (dai due ai quattro mesi), i cani non capiscono cosa siano. Non sono in grado di identificarli come piccoli umani. Come spiega il veterinario Luca Giansanti, "a volte, anche uno strillo di un bambino può incentivare il cane a uno stato di pericolo. Deve essere il proprietario a tranquillizzarlo." Se il cane è lasciato allo stato brado, o magari non è educato a svolgere una certa attività, può percepire l'uomo e altri animali come una fonte di pericolo. Un ruolo fondamentale lo svolgono i traumi infantili; servirebbe un gran lavoro del proprietario, deve farlo socializzare.

Sviluppo del comportamento del cucciolo- la Socializzazione

Aggressività vs. Pericolosità: Una Distinzione Fondamentale

C’è spesso confusione tra aggressività e pericolosità. Un cane può essere aggressivo senza essere pericoloso, come accade con alcune razze di piccola taglia. Un cucciolo libero di un cane di piccola taglia che ci è saltato addosso, come capitato al parco con una figlia di 3 anni, può essere aggressivo ma non pericoloso. Al contrario, un pitbull può essere docile ma, per la sua struttura fisica e la potenza del morso, risultare molto pericoloso in caso di attacco. La reazione di un signore che in un'occasione ha mostrato una totale incapacità di gestire un cane è un esempio di come la gestione impropria possa trasformare un animale in una minaccia, indipendentemente dalla sua aggressività intrinseca. Mia moglie è stata anche lei vittima di un attacco da parte di un Doberman scappato da una villa mentre era a passeggio con la nostra bassotta allora anche lei cucciola, dimostrando come anche cani considerati “da difesa” possano reagire in maniera imprevedibile se non adeguatamente controllati.

Tre fattori determinano la pericolosità di un cane: il suo corretto sviluppo comportamentale con una precoce socializzazione nei confronti dei vari tipi di umani che incontrerà da adulto, la sua mole e la funzione per cui è stato selezionato. Non si tratta di condannare alcune razze, ma di riconoscerne le caratteristiche e adottare le giuste precauzioni. Alcune razze sono state selezionate per la compagnia, altre per la caccia, altre ancora per la difesa. Un allevatore dovrebbe avere più impegno nel preferire soggetti riproduttori da un punto di vista comportamentale, scegliendo i più equilibrati, ma spesso gli allevatori non svolgono un buon lavoro di selezione, scegliendo il cane per aspetti fenotipici, per bellezza.

Dettaglio sulla mole e potenza di morso del cane

Prevenzione Efficace: Regole e Responsabilità

Esistono regole per prevenire questi incidenti? Assolutamente sì, e la regola principale è che bambini e cani non dovrebbero mai stare nella stessa stanza senza la supervisione di un adulto, indipendentemente dalla razza del cane. Questa è una precauzione universale e ineludibile. Dobbiamo sempre sperare che questi episodi non accadano e per questo è necessario lavorare e divulgare una corretta cultura del cane.

Regole per i Bambini:

I bambini devono essere sempre sorvegliati quando interagiscono con un cane e istruiti su alcune regole fondamentali:

  • Non disturbare l’animale mentre dorme, mangia o fa i bisogni.
  • Non avvicinare il viso al muso del cane.
  • Non tirargli orecchie e coda.
  • Rispettare i suoi spazi e i suoi momenti di tranquillità.
  • Non si toglie nulla di bocca al cane, cibo o giocattolo che sia.
  • Non si usa il cane come cavallo, saltandogli in groppa.
  • I bambini devono considerare i cani come amici, non come pericolosi spauracchi.
  • Insegnate ai bambini a stare fermi se vengono avvicinati e annusati da un cane per strada. È bene che non si mettano a correre né a piedi né in bicicletta.

I genitori cinofobi sono spesso i primi responsabili degli incidenti che succedono quando il bambino strilla e scappa davanti a un cane e il cane manifesta l’istinto predatorio. Se il bambino (caso raro) ha paura spontaneamente, senza che ciò dipenda dall’atteggiamento dei genitori, bisogna subito correre ai ripari perché questo può salvare il bambino da un morso. Molti incidenti sono causati da questo comportamento tanto istintivo quanto rischioso.

Responsabilità dei Proprietari:

Una responsabilità cruciale spetta ai proprietari. Se non avete già un cane e decidete di introdurne uno in casa e non siete in grado di essere presenti continuativamente quando bambini e cani interagiscono, aspettate che il bambino abbia almeno 6-7 anni in modo che sia in grado di prendersene cura e di impartire alcuni semplici ordini all’animale. Siate sicuri di avere sempre il controllo del vostro cane.

Un’altra raccomandazione importante è preparare le madri al rientro a casa dopo il parto, soprattutto se in famiglia è già presente un cane. Il neonato rappresenta un cambiamento significativo per l’animale, e la mamma dovrebbe sapere come gestire questa fase delicata. È fondamentale far conoscere il neonato al cane in modo graduale e corretto.

È fondamentale evitare di umanizzare eccessivamente il cane, attribuendogli comportamenti e desideri simili a quelli umani. Ma siamo sicuri che gli faccia piacere essere portato in un centro commerciale o stare sotto al tavolo di un ristorante in un ambiente affollato? Conoscere meglio le caratteristiche etologiche della specie aiuterebbe a migliorare la convivenza con l’animale. Molti proprietari non dimostrano di capire quando il cane è sulla difensiva o non a suo agio; esistono espressioni che fanno capire questo stato, come la posizione di occhi, orecchie, coda e la postura.

Subito, fin da quando sono cuccioli piccolissimi, devono vedere bambini, interagire con loro, giocare con loro (sotto la sorveglianza degli adulti, che vigileranno affinché il bambino non traumatizzi il cucciolo).

Proprietario di cane che porta il cane a socializzare con un bambino

Il guinzaglio è obbligatorio per legge. Anche il cane più educato/addestrato del mondo, in città, deve essere tenuto al guinzaglio. Anche quello piccolissimo, anche quello “buonissimo”. La normativa spesso non è rispettata: un cane deve stare al massimo un metro e mezzo dal proprietario e al guinzaglio. Se poi sappiamo già che il nostro cane è mordace, specialmente se non sopporta i bambini, è caldamente consigliabile usare anche la museruola quando lo si porta in luoghi pubblici. Che il bambino adori il cane o che lo sopporti a malapena, che gli stia sempre appiccicato o che lo ignori per la maggior parte del tempo, queste regole vanno rigorosamente rispettate, sempre e comunque.

Il Ruolo del "Patentino" e la Normativa Internazionale

L’introduzione di un patentino per i proprietari può essere una misura efficace di prevenzione. Questa mattina, Marco Melosi ha partecipato a un incontro al Ministero della Salute proprio su questo tema. Alcuni Paesi hanno introdotto una “black list” di razze considerate pericolose, vietandone l’allevamento o addirittura l’ingresso nel territorio. In Italia, invece, non esiste un elenco ufficiale di razze vietate. Negli anni si è tentato di creare una lista di razze pericolose, ma senza successo. Tuttavia, il numero di questi cani è in aumento perché sono diventati di moda, quindi il problema va affrontato con urgenza. Melosi si dichiara assolutamente favorevole all’introduzione di un patentino obbligatorio per i proprietari di alcune razze. Se una persona vuole prendere un cane con determinate caratteristiche, deve essere consapevole delle sue esigenze e dei rischi connessi.

La Regione Lombardia ha già avviato un’iniziativa in questo senso, imponendo il patentino per i proprietari di 26 razze considerate a rischio. Questo permette di valutare il cucciolo e di formare il proprietario. I recenti episodi dimostrano che molti proprietari non sono adeguatamente preparati. Idealmente, il patentino dovrebbe essere esteso a tutti i proprietari, a tutela sia del cane che del bambino.

Come funziona negli altri Paesi:All’estero diversi Paesi hanno adottato normative specifiche.

  • In Francia, ad esempio, i proprietari di cani considerati potenzialmente pericolosi devono ottenere una licenza amministrativa, che include la certificazione di idoneità psicologica e la stipula di un’assicurazione di responsabilità civile per eventuali danni causati.
  • In Svizzera, la regolamentazione varia da cantone a cantone. Alcuni cantoni, come Ginevra, vietano completamente il possesso di alcune razze ritenute pericolose, altri cantoni, come Zurigo, prevedono restrizioni per determinate razze ma consentono la loro detenzione previa formazione obbligatoria per il proprietario.
  • Nel Regno Unito, il possesso di alcune razze, come il pitbull terrier, è vietato per legge.

Verso una Cultura della Responsabilità e della Prevenzione

Troppo spesso, dopo eventi di questa gravità, si invocano leggi urgenti e restrittive che rischiano di penalizzare i cani, senza affrontare il problema alla radice. I nostri cani meritano attenzione e cura, ma è necessario promuovere una cultura della responsabilità che parta dai proprietari. È il momento di attivare percorsi educativi su larga scala che coinvolgano esperti del settore, cinofili e veterinari. Questo approccio sistemico è l'unica via per garantire una convivenza armoniosa e sicura.

Purtroppo, la reazione a tragedie come quella del piccolo Mattia nel Beneventano, ha scatenato la “psicosi randagio”: l'Ente Nazionale Protezione Animali e l'Associazione animalisti italiani hanno denunciato spedizioni punitive contro i randagi e l'uccisione a sangue freddo di cani domestici da parte di proprietari preoccupati. L'Enpa invita tutte le autorità alla «massima sorveglianza contro tali gesti di crudeltà», esprimendo vivissima preoccupazione per quanto sta accadendo e invitando le autorità competenti a esercitare la massima sorveglianza per impedire il ripetersi di tali comportamenti disumani nei confronti dei cani, perseguendo a norma di legge quanti si rendessero colpevoli di atti così crudeli. In attesa che lautopsia sul corpo del piccolo Mattia Maddalena chiarisca definitivamente le cause del decesso, in particolare se laggressione sia stata perpetrata da un cane o altro animale selvatico, la “psicosi” sta mietendo vittime innocenti tra gli animali. Secondo alcune segnalazioni, gruppi di cacciatori avrebbero organizzato «spedizioni punitive», avvistato e ucciso interi branchi di cani randagi; mentre diversi proprietari di cani domestici, preoccupati di essere coinvolti nelle indagini sulla morte del piccolo Mattia, avrebbero ucciso a sangue freddo il loro animale. Questo è un esempio di come la mancanza di una cultura della responsabilità e la reazione emotiva possano portare a conseguenze disastrose e ingiuste.

Un cane ben educato e un bambino consapevole possono convivere in modo armonioso e sicuro, ma è fondamentale che gli adulti si assumano la responsabilità di questa relazione.

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