La vita di una cagna che ha recentemente affrontato la maternità è una fase estremamente delicata, caratterizzata da cambiamenti ormonali e metabolici profondi. Spesso, i proprietari si trovano di fronte a comportamenti insoliti, come l'atto di scavare o una marcata agitazione, che possono destare preoccupazione. È fondamentale distinguere tra fenomeni di natura psicofisica, come la pseudogravidanza, e patologie cliniche acute e potenzialmente letali, quali l’eclampsia puerperale. Comprendere la differenza tra questi due stati è vitale per garantire il benessere della madre e dei cuccioli.

Il fenomeno della pseudogravidanza o "gravidanza isterica"
La Pseudogravidanza o gravidanza “isterica” è un evento para-fisiologico molto frequente nelle cagne non sterilizzate, che avviene circa 2 mesi dopo il calore, precisamente nella fase di Diestro, cioè quando aumenta la Prolattina (ormone responsabile della lattazione). Quando un proprietario osserva la propria cagnolina manifestare comportamenti insoliti - appare strana, più nervosa, mangia poco e scava - è spesso in atto questo processo ormonale.
Manifestazioni cliniche e comportamentali
La pseudogravidanza si manifesta attraverso una serie di sintomi che mimano una condizione di gestazione reale, coinvolgendo sia il corpo che la psiche dell'animale.
- Sintomi clinici: Si osservano capezzoli turgidi, gonfiore mammelle e una caratteristica fuoriuscita di siero-latte. È comune notare un leccamento eccessivo dei genitali e delle mammelle, riduzione dell’appetito e, in alcuni casi, vomito.
- Sintomi comportamentali: La cagna appare depressa, irrequieta e nervosa (atteggiamento che può sfociare anche in fenomeni di aggressività). Piangono spesso, allestiscono un giaciglio per partorire, scavano ripetutamente e adottano oggetti, come peluche, che vengono trattati come cuccioli.
Approccio diagnostico e terapeutico
La diagnosi si basa su una semplice visita clinica. Nelle forme lievi non c’è bisogno di alcuna terapia: è sufficiente attendere che il periodo ormonale si esaurisca spontaneamente. Nelle forme più importanti, dove c’è produzione di latte e rischio di mastite, il medico veterinario può prescrivere farmaci antiprolattinici, utili a inibire l’attività ormonale e la produzione di latte, attenuando così i comportamenti materni.
L’eclampsia puerperale: una patologia acuta e grave
Se la pseudogravidanza è un evento para-fisiologico, l'eclampsia puerperale rappresenta una patologia acuta, anche grave, che interessa cane e gatto. Chiamata anche "tetania puerperale", "ipocalcemia" o "febbre lattea", è dovuta a una condizione di ipocalcemia. Questa insorge sia prima, ma più frequentemente dopo il parto, a causa di una deplezione del calcio ematico destinato alla produzione di latte.
Fattori di rischio e cause scatenanti
L'ipocalcemia insorge per la contemporanea aumentata richiesta e la ridotta disponibilità di calcio, a seguito di un'assunzione insufficiente o di un ridotto assorbimento. Le madri più a rischio sono quelle con cucciolate numerose, le primipare, o le femmine sottoposte ad alimentazione povera o sbilanciata. Spesso, questa condizione si manifesta intorno alle 4 settimane dopo il parto, durante il picco di richiesta di latte da parte dei cuccioli, ma può presentarsi anche più tardivamente, tra le 6 e le 8 settimane.

Riconoscere i segnali d’allarme dell'ipocalcemia
L’ipocalcemia provoca contrazioni muscolari e rigidità, portando a una vera e propria forma tetanica. Il proprietario deve prestare attenzione a una sequenza di sintomi che evolve rapidamente da uno stato di inquietudine a una vera crisi acuta.
Sintomi iniziali e progressione della crisi
Inizialmente, la cagna manifesta irrequietezza, nervosismo, polipnea (respirazione frequente), disinteresse verso i cuccioli, rigidità e prurito facciale (spesso accompagnato da sfregamento del viso). A distanza di ore, la situazione degenera: compaiono tremori, andatura incerta, ipersalivazione, aumento della sete, tetania, spasmi, dispnea, convulsioni e, infine, collasso. Il colpo di calore può sopraggiungere a causa delle convulsioni. I tremori, la rigidità e l'aumento della sete rappresentano i sintomi più eclatanti e devono spingere a un intervento immediato.
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Intervento d'emergenza e protocolli terapeutici
Se si sospetta un'ipocalcemia, la tempestività è l'unico modo per salvare la vita all'animale. La prognosi, infatti, può essere fatale se trascurata, ma è favorevole quando la condizione è riconosciuta e trattata precocemente.
Azioni immediate per il proprietario
In presenza di sintomi lievi, al primo sospetto, somministrare un pezzo di grana o parmigiano può aiutare a guadagnare tempo. Tuttavia, è imperativo recarsi dal veterinario. In caso di crisi conclamata, bisogna portare la cagna in clinica di corsa. Durante il tragitto, se la temperatura corporea è alta a causa delle convulsioni, è utile raffreddare l'animale bagnandolo con acqua o alcool per prevenire il colpo di calore.
Protocollo clinico e gestione dei cuccioli
La terapia prevede l’infusione endovenosa lenta di calcio, sotto monitoraggio elettrocardiografico costante, poiché il calcio interferisce con la contrattilità cardiaca. In presenza di convulsioni, verranno somministrati anticonvulsivanti a rapida azione. Una volta stabilizzata la paziente, si prosegue con la somministrazione orale di calcio per circa un mese per prevenire le recidive.
L'imperativo è allontanare i cuccioli dalla madre per le prime 24-48 ore. Se già svezzati, si evita di continuare l’allattamento, bloccando la produzione di latte; se non svezzati, è indispensabile sostituire la madre con il latte in polvere tramite allevamento a mano, in modo da ridurre le perdite di calcio e permettere alla madre di asciugarsi.
Considerazioni sulla prevenzione e l'alimentazione
Un malinteso comune riguarda l'alimentazione durante la gravidanza. Alcuni consigliano di somministrare cibo per cuccioli durante la gestazione, ma spesso ciò è controproducente: un eccesso di calcio esogeno diminuisce la spinta omeostatica a mobilitare le riserve di calcio dal corpo (attraverso i reni, le ossa e il tratto gastrointestinale). Una corretta alimentazione bilanciata è la chiave per prevenire squilibri metabolici, evitando l'insorgere dell'eclampsia.

È essenziale che, nella scelta della clinica di riferimento, si privilegi una struttura dotata di laboratorio analisi interno o macchina emogasanalitica. La diagnosi basata sulla sintomatologia clinica è spesso sufficiente per iniziare la terapia immediata, ma una gestione professionale richiede il monitoraggio costante dei parametri biochimici per modulare l'intervento medico in base alla risposta del paziente.
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