Capita spesso che, nei primi mesi di vita, i neonati faticano ad evacuare e a fare la cacca. Inoltre, i disturbi del transito gastrointestinale, quali dischezia, stipsi, coliche e reflusso, sono all’ordine del giorno per migliaia di neonati. Questi disturbi, sebbene comuni, possono generare preoccupazione nei genitori e disagio nei piccoli. Come vedremo più avanti in questo articolo, le cause e i rimedi alla base di queste difficoltà sono spesso correlati e meritano un’analisi approfondita. Approfondiamo quindi l’argomento, esplorando le cause, i sintomi e i rimedi per aiutare il neonato a gestire queste problematiche intestinali.

Stipsi e Stitichezza nel Neonato: Una Difficoltà Comune
Stipsi e stitichezza del neonato sono due sinonimi che indicano la difficoltà del bambino ad evacuare, cioè la difficoltà a fare la cacca e svuotare totalmente o in parte il colon, che rappresenta la parte finale dell’intestino. Queste problematiche sono riscontrabili in circa il 5-7% dei neonati, ma, più in generale, si stima che i bambini che soffrono di disturbi gastrointestinali nei primi mesi di vita possano essere fino al 35% circa.
Con il termine stipsi del neonato si intende la difficoltà ad evacuare associata a stitichezza (neonato non fa la cacca) per almeno 2-4 giorni. La consistenza delle feci nei casi di stipsi può essere morbida o leggermente più dura, e la stipsi non è solo un problema di frequenza con cui i bambini evacuano, ma anche di consistenza delle feci. Quelle di una persona stitica sono dure, spesso a palline, e stentano ad uscire. Questo avviene a causa del transito lento nel colon, dove la maggior parte dell’acqua contenuta nelle feci viene assorbita dall’intestino, rendendole più dure e difficili da espellere. Più facilmente, i bambini che soffrono di stipsi sono allattati artificialmente, ma anche i neonati allattati al seno ne possono soffrire.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù definisce un bambino stitico in caso di 2 o meno evacuazioni a settimana per almeno un mese se ha un’età inferiore ai 4 anni, oppure almeno 2 mesi se ha più di 4 anni. In altre parole, la stitichezza è una ritenzione di feci per più giorni che crea disagio. Tuttavia, è difficile riuscire a dare una definizione univoca perché i bimbi sono tutti diversi, anche dal punto di vista della funzionalità intestinale, e il ritmo di evacuazione infatti è differente.
La stipsi può causare nel bambino la comparsa di sintomi quali dolore alla pancia, pianto, irritabilità, addome gonfio e riduzione dell’appetito. Tali sintomi dovrebbero migliorare in seguito all’evacuazione ma, nei bambini particolarmente stitici, possono protrarsi, manifestando una sintomatologia simile a quella delle coliche gassose. È importante distinguere la vera e propria stitichezza dalla dischezia del lattante, una condizione molto comune nei primi mesi di vita dovuta all'immaturità dei muscoli responsabili dell'evacuazione; in questo caso, il neonato si sforza durante la defecazione ma emette feci normali.
Dischezia del Lattante: Un Fenomeno Transitorio ma Spesso Confuso
La dischezia è un disturbo funzionale della defecazione che si manifesta con difficoltà o dolore all’evacuazione, nonostante la presenza di feci nel retto e l’urgenza di svuotare l’intestino. Il termine deriva dal greco dys (difficoltà) e chezia (defecazione), e indica una disfunzione della coordinazione tra i muscoli del pavimento pelvico e gli sfinteri anali.
Seppure spesso confuse, dischezia e stipsi non sono la stessa cosa. La stipsi, conosciuta anche come stitichezza, è caratterizzata da un rallentato transito intestinale: le feci si formano lentamente, diventano dure e secche, e l’evacuazione avviene raramente. La dischezia, invece, non dipende dalla consistenza delle feci né dalla loro frequenza. Il soggetto sente lo stimolo a evacuare, ma non riesce a farlo in modo efficace a causa di una disfunzione nella fase espulsiva. Per questo motivo, anche quando le feci sono morbide o normali, l’evacuazione può essere lunga, faticosa o addirittura dolorosa.
Nei neonati, la dischezia è solitamente causata da un’immaturità del sistema neuromuscolare che regola la defecazione. Non è una vera patologia ma, come indicato, un adattamento graduale dell’intestino alla vita extrauterina, influenzato anche dall’alimentazione con latte materno o artificiale, dalla posizione del corpo e dal ritmo di digestione. Talvolta, si verifica che il bambino piccolo, facendo la cacca, piange disperato, diventa tutto rosso per lo sforzo e solo dopo molti minuti riesce a evacuare feci morbide e formate normalmente. Questi non sono sintomi di stitichezza del neonato o del lattante, ma manifestazioni della cosiddetta “dischezia del lattante”, dovuta al fatto che i muscoli responsabili dell’evacuazione non sono ancora abbastanza maturi.
La dischezia si riconosce da alcuni segnali caratteristici: il bambino piange quando evacua, diventa rosso, si sforza, ma poi le feci sono morbide, praticamente normali. Il problema sta nella mancata coordinazione tra la spinta e il rilasciamento dello sfintere anale. In altre parole, i muscoli responsabili dell’evacuazione non sono ancora del tutto maturi e quindi c’è qualche difficoltà. Nei neonati, la dischezia è una condizione fisiologica e temporanea, che non richiede cure farmacologiche né interventi invasivi. Tende a risolversi spontaneamente entro le prime 8-12 settimane di vita; nessun allarme, è assolutamente innocua e, soprattutto, transitoria. Si tratta solo di una fase passeggera.
STIPSIS, CONSTIPATION and INFANT COLIC: SYMPTOMS, CAUSES AND TREATMENTS.
Le Vere Cause della Stipsi e dei Disturbi Gastrointestinali nel Neonato
Comunemente, si tende a pensare che un neonato non faccia la cacca a causa di una mancata coordinazione tra i movimenti intestinali indispensabili per evacuare e il rilascio dello sfintere anale. Per questo, i pediatri hanno spesso definito la stitichezza come un disturbo funzionale, quasi ‘’normale’’. Tuttavia, questa definizione è scorretta, in quanto sottintende che sia normale che il bambino non faccia la cacca e sia stitico, il che è sbagliato.
La stipsi, così come la dischezia e le coliche gassose, non sono causate da un’immaturità intestinale o una carente coordinazione intestinale. Al contrario, stipsi, dischezia e coliche sono il risultato di un quadro infiammatorio intestinale che altera la capacità peristaltica intestinale (ovvero i movimenti intestinali), crea gonfiore, aria e dolenzia intestinale, più o meno marcata.
La vera causa per cui il neonato inizia a non fare la cacca (e ad avere mal di pancia) è il protrarsi di un quadro infiammatorio intestinale che altera la peristalsi e la capacità contrattile intestinale, con conseguente difficoltà ad evacuare e dolore. Ecco perché la maggior parte dei neonati che non fa la cacca, ha anche la pancia gonfia, dolente e piange spesso. Che il neonato abbia un intestino infiammato lo dimostra senza ombra di dubbio un recente studio scientifico del 2018 (”Infantile Colic, New Insights into an Old Problem”, pubblicato sulla rivista Gastroenterology Clinics of North America). In poche parole, analizzando le feci del neonato in laboratorio, sono stati trovati livelli di calprotectina fecale aumentati, ovvero un segno oggettivo di infiammazione intestinale. Le coliche gassose, la stipsi e la dischezia NON sono causate da un’immaturità intestinale ma sono causate da un quadro infiammatorio e irritativo che provoca dolore e gonfiore.
Sulla base di questa consapevolezza scientifica, è possibile intervenire efficacemente. Solamente dopo aver capito che la stitichezza del neonato è causata da un quadro infiammatorio protratto nel tempo, possiamo comprendere come aiutare davvero il neonato a fare la cacca. I parametri che creano infiammazione intestinale nel neonato sono molteplici:
- Se il neonato è allattato al seno, è fondamentale indagare e migliorare l’alimentazione materna, evitando potenziali alimenti che possano contribuire all'infiammazione o alla formazione di gas nel lattante.
- Se il bambino è allattato artificialmente, bisogna valutare attentamente la tipologia di latte artificiale, come viene proposto il latte (posizione), la tipologia di biberon e della tettarella, e tanto altro.
- È necessario valutare la mobilità del diaframma toracico e di quello pelvico che svolgono un ruolo importante nello svuotamento gastrico e nella peristalsi intestinale; molto spesso ci sono delle forti limitazioni nei bambini causate da malposizioni intrauterine o da un parto difficoltoso.
- La presenza di tensioni oggettivabili della muscolatura liscia gastrica e intestinale che creano dolore al bambino e rallentano il transito; per accorgersene basta palpare l’addome del bambino.
- La presenza di contratture a livello del collo e della schiena che potrebbero dar fastidio al bambino e renderlo irritabile.
- Non vanno trascurati anche i casi di dischezia legati a fattori comportamentali o psicologici, in quanto i bambini più grandi possono sviluppare l’abitudine a trattenere le feci, spesso per paura del dolore durante l’evacuazione.
Il sistema digestivo di un neonato è ancora in fase di sviluppo e può richiedere un po’ di tempo prima che si regoli completamente. Lo stesso discorso vale per quei bambini che non sono ancora in grado di coordinare tutti i movimenti per dilatare lo sfintere anale e spingere correttamente, ma ciò è spesso secondario a un quadro infiammatorio sottostante.

Come Aiutare il Neonato a Fare la Cacca: Rimedi Efficaci e Approcci Corretti
Per aiutare il tuo bambino ad evacuare e a stare bene, in primis dobbiamo agire sulle vere cause per cui l’intestino si è infiammato e disinfiammarlo. Solo in seguito potremo aiutare il bambino a riabituarsi a fare la cacca da solo, tramite tecniche specifiche come il massaggio alla pancia.
L'Approccio Osteopatico e il Massaggio alla Pancia
Un buon rimedio per la stitichezza è fare un bagnetto caldo al neonato; l’acqua calda infatti può aiutarlo a rilassare i muscoli e ad avviare i movimenti intestinali. Una volta finito il bagno, ungendo le mani con dell’olio o crema fluida adatti alla pelle del neonato, è utile massaggiargli il pancino in senso orario partendo dalla zona intorno all’ombelico. Il massaggio aiuta le contrazioni intestinali a far progredire la massa fecale verso le parti finali dell’intestino.
Mentre il bambino è sdraiato, muoviamogli le gambette verso la pancia per poi stenderle e ripiegarle di nuovo, proprio come se stesse pedalando una bicicletta. In questo modo si stimolano i muscoli addominali e dell’intestino. Inoltre, si facilita l’espulsione di aria che può causare mal di pancia. Anche il tummy time, cioè il tempo trascorso a pancia in giù, può essere efficace per stimolare la peristalsi e rafforzare la muscolatura addominale.
Accorgimenti Legati all'Alimentazione
Idratazione Adeguata: Garantire che il neonato riceva una quantità sufficiente di liquidi e non si disidrati è essenziale per mantenere le feci morbide e facilitarne il passaggio attraverso il tratto intestinale. Se si allatta assicurati di offrirgli il seno regolarmente; se prende il biberon rispetta le quantità di latte in formula indicate dal pediatra.
Allattamento al Seno: Se allatti il tuo bimbo al seno, potrebbe evacuare anche più volte al giorno, o, allo stesso modo, potrebbe succedere che per due o tre giorni cambierai pannolini bagnati solo di pipì. Anche se nella prima settimana di vita un neonato si scarica molto spesso, non è detto che questa regolarità prosegua senza intoppi; man mano che passano i mesi è normale che la frequenza diminuisca. In generale, possiamo affermare che è raro che un neonato allattato al seno sia stitico, poiché il latte materno ha pochissime scorie, viene completamente assorbito e quindi produce residui scarsi. Quindi, il numero di evacuazioni del neonato dipende essenzialmente dal ritmo con cui si scarica, che è personalissimo. Un aspetto importante da considerare è che una dieta della mamma con alimenti che causano infiammazione o gas potrebbe contribuire negativamente al benessere intestinale del bambino. Una mamma che allatta deve mangiare in maniera sana e varia. Durante l’allattamento non è necessario evitare cibi particolari, ma le uniche limitazioni riguardano il caffè, gli alcolici e quegli alimenti che provocano la formazione di gas come broccoli, cavolfiori, legumi. Solo in caso di stitichezza del tuo bimbo dovuta ad un’allergia alle proteine del latte vaccino, è consigliabile evitare l’assunzione di latte, latticini, yogurt e formaggi stagionati. È fondamentale indagare e migliorare l’alimentazione materna, specialmente in relazione a possibili fattori infiammatori.
Allattamento Artificiale: Se l’allattamento fosse artificiale, si potrebbe dover cambiare dosaggio o tipologia di latte. I bambini allattati artificialmente potrebbero avere qualche episodio di stitichezza, anche perché nel latte formulato manca il lattulosio, uno zucchero che è naturalmente presente in quello materno e che aiuta la regolarità intestinale. Lo stesso vale per l’allattamento misto in cui le poppate di latte materno si alternano a quelle di artificiale, evidenziando una correlazione tra allattamento artificiale o misto e stitichezza. Di solito (ma ovviamente non per tutti è così), un neonato allattato artificialmente evacua 2-3 volte al giorno, ma molto dipende dal tipo di latte. Le formule a base di latte vaccino o di soia tendono a rendere le feci più solide e le evacuazioni meno frequenti, mentre con quelle ipoallergeniche sono spesso più liquide e frequenti. È fondamentale mantenere la giusta proporzione tra acqua e polvere durante la preparazione del latte. In commercio ci sono tanti tipi di latte con una formulazione studiata appositamente per lattanti con problemi di coliche e/o stipsi; se il tuo bimbo è allattato artificialmente, fatti consigliare dal pediatra un latte arricchito di fermenti lattici che possano aiutare a migliorare la sua regolarità intestinale. Il pediatra potrebbe anche consigliarvi un latte arricchito con prebiotici o con particolari formulazioni di grassi, che possono rendere le feci meno compatte e più facili da espellere, anche se l'efficacia di alcuni latti antistitichezza non è del tutto dimostrata e potrebbe trattarsi più che altro di una strategia di marketing.
Svezzamento: È piuttosto comune che, già a partire dai primi giorni dello svezzamento, si verifichi un po’ di stipsi, poiché il sistema digestivo del bambino deve ancora abituarsi al cibo solido. Lo svezzamento è uno dei periodi più classici in cui può comparire stitichezza anche in bimbi che fino a quel momento non ne avevano mai sofferto. Il motivo è facilmente intuibile: il passaggio da una dieta completamente liquida a base di latte a una semisolida o solida ha delle ripercussioni sulla digestione, feci incluse. L’apparato digerente deve abituarsi alla nuova consistenza del cibo e quindi è del tutto normale che si verifichi la stipsi. È importante non anticipare troppo i tempi con lo svezzamento precoce. Se la stitichezza compare in concomitanza con lo svezzamento (o comunque in bimbi già svezzati), scegliete con cura ciò che proponete nei pasti. È fondamentale aumentare il contenuto di fibre, poiché queste, non venendo assorbite dall’intestino, si mischiano alle feci e le rendono più morbide. La frutta quindi, piena d’acqua e fibre, è una nostra preziosa alleata (albicocche e pere ad esempio, sempre rispettando i tagli sicuri). Ricordiamo che prugne, susine e pere sono anche ricche di sorbitolo, uno zucchero che attira acqua nell’intestino rendendo le feci più morbide, un vero e proprio lassativo naturale. Offrite acqua in abbondanza ed evitate invece gli alimenti astringenti come il riso, le banane o le mele, prediligendo quelli lassativi, come lo yogurt, le prugne, le pere e i kiwi. È bene non far mangiare al bambino o alla bambina troppo riso o cibi processati, poiché riducono il contenuto di fibre nella dieta e hanno un effetto indurente sulle feci.

Cosa Evitare e Errori Comuni nella Gestione della Stipsi Neonatale
Di solito, i rimedi più utilizzati per la stipsi e la stitichezza del neonato sono i fermenti lattici (spesso insufficienti per risolverla), il sondino e/o i microclismi (es: Melilax). Purtroppo questi rimedi sono sintomatici ma non risolvono davvero la causa per cui il bambino è stitico, anzi; spesso peggiorano la situazione se non associati a tutte le accortezze sopra elencate. Inserire il sondino rettale o utilizzare un microclisma che faciliti l’evacuazione non risolvono la causa per cui il bambino ha mal di pancia ed è diventato stitico ma, al contrario, lo disabituano a scaricarsi autonomamente. Più li utilizziamo, meno il bambino sarà in grado di imparare a fare la cacca da solo. Tuttavia, a volte possono essere utili per episodi particolari ma per risolvere la stitichezza efficacemente, bisogna risalire all’origine della stipsi e delle cause per cui il neonato non fa la cacca.
Un noto rimedio della nonna è quello di “stimolare” il neonato che non fa la cacca con la punta del termometro. Occasionalmente, se proprio si ha l’impressione che la cacca stia per uscire ma il bambino non riesca a espellerla, si può ricorrere a una stimolazione con un sondino o uno strumento simile (supposta, microclisma eccetera). È importante, però, usare queste pratiche con estrema cautela e solo in casi eccezionali, senza che diventino una routine.
È fondamentale evitare il fai da te e i consigli (spesso non richiesti) di vicine di casa, mamme, amiche, cognate e suocere. Stimolare il bimbo con punte di termometro, sondini o gambi di prezzemolo, soprattutto se fatto in maniera abituale, può essere controproducente, oltre che pericoloso. Non prendete iniziative autonome e soprattutto affidatevi sempre e soltanto al parere del medico.
La prima cosa che potrebbe venire in mente è quella di somministrare dei lassativi o un latte in formula specifico per la stipsi. Non farlo mai senza la supervisione medica. Se il neonato è ancora allattato al seno, è consigliabile non introdurre cibi solidi prima dei sei mesi, in quanto uno svezzamento precoce potrebbe contribuire a problemi digestivi.
Non ignorare i segnali di disagio che il tuo bebè evidenzia durante l'evacuazione e consulta il pediatra per una valutazione più approfondita. Non trascurare nemmeno l’idratazione: assicurati sempre che il tuo neonato beva abbastanza liquidi, poiché la disidratazione può contribuire alla stitichezza.
La stimolazione anale è spesso l’ultima spiaggia nei casi di stitichezza prolungata, ma ricorda che non risolve la causa per cui il bambino ha mal di pancia e non riesce a fare la cacca da solo ma, al contrario, lo disabitua a scaricarsi autonomamente. È una pratica che deve essere eseguita con attenzione e per periodi brevi. Ricorda che ogni neonato è unico e potrebbe richiedere un approccio personalizzato. La comunicazione aperta con il pediatra è fondamentale per affrontare le difficoltà di evacuazione in modo sicuro ed efficace.
Quanto Tempo Può Stare un Neonato Senza Fare la Cacca e Quando Preoccuparsi
Non esiste un tempo preciso che il neonato può stare senza fare la cacca. In generale, i pediatri dicono di non allarmarsi e attendere almeno 3-4 giorni che il neonato faccia la cacca da solo; altrimenti, suggeriscono di aiutarlo con il sondino, il termometro o i microclismi. Come ribadito in questo articolo, questi strumenti rappresentano delle soluzioni a breve termine che devono essere associati alla risoluzione delle vere cause per cui il bambino è diventato stitico.
Nella maggior parte dei casi viene detto al genitore di non preoccuparsi se il neonato non fa la cacca; prima o poi la farà da solo e si abituerà. Abbiamo capito che questa frase non è veritiera, anzi; ci sono tante cose che il genitore può fare per aiutare il bambino ad evacuare e stare bene. Sebbene non ci siano quasi mai rischi seri per la salute del neonato che non fa la cacca, la stipsi può avere delle conseguenze negative considerevoli. L’aumento della consistenza delle feci, la fatica a scaricarsi, l’addome gonfio e il mal di pancia associato a defecazione dolorosa, possono innescare un circolo vizioso per cui il bambino sviluppa coliche gassose (pianto e dolore) oltre che una vera e propria paura legata all’atto dell’evacuazione. Questo può portare alla formazione di fecalomi, cioè masse fecali disidratate molto grandi e dure che possono causare dolore addominale. Può capitare che la dilatazione estrema dell’intestino determini la fuoriuscita di piccole quantità di feci liquide (diarrea paradossa), che possono uscire senza controllo e quindi sporcare le mutandine.
Ho trattato numerosi bambini che hanno avuto questa grande difficoltà; ecco perché è fondamentale risolvere tempestivamente la stitichezza del neonato con i massaggi e le giuste accortezze offerte ai genitori.
Quando è il Momento di Chiamare il Pediatra
Sebbene nella stragrande maggioranza dei casi la stitichezza del neonato e del lattante non debba far preoccupare i genitori, in quanto si risolve spontaneamente o con piccoli accorgimenti, la stipsi compare nell’elenco dei sintomi di alcune patologie, anche nei bambini molto piccoli. È opportuno contattare il proprio pediatra quando si notano i seguenti segnali di allarme:
- Sangue nelle feci: Magari è solo causato da una minuscola ragade anale (un taglietto) dovuta a feci particolarmente dure, ma va prontamente segnalato. Una semplice visita con ispezione della zona da parte del pediatra potrà fare chiarezza.
- Interruzione dell’alimentazione: Se il bambino rifiuta il cibo o presenta vomito deve essere visitato con urgenza per escludere un’occlusione intestinale acuta.
- Feci di colore insolito: Come il bianco o il nero.
- Diarrea o muco nelle feci.
- Vomito associato alla mancanza di evacuazioni.
- Distensione addominale, gonfiore e dolore addominale acuto e grave.
- Perdita di peso o arresto della crescita.
- Ridotta capacità di suzione.
- Debolezza e perdita del tono muscolare.
- Fatica a dormire.
- Scarsa quantità di urina: La stitichezza si ripercuote negativamente anche sulle vie urinarie. La massa di feci può comprimere la vescica con conseguente svuotamento incompleto e frequenti infezioni alle vie urinarie.
- Febbre.
Se noti uno qualsiasi di questi segnali o altri comportamenti inconsueti nel tuo neonato, rivolgiti subito al pediatra che saprà consigliarti la cosa giusta da fare. La prontezza nel correre ai ripari da questi sintomi contribuirà a garantire la salute e il benessere del tuo neonato.
