I calli ai piedi sono un problema comune che può essere fonte di notevole disagio. Molte persone trovano che, nonostante i trattamenti per rimuoverli, i calli tendono a riformarsi, spesso nello stesso punto. Questa ricorrenza può essere frustrante e dolorosa, soprattutto se non si comprendono le cause profonde che portano alla loro formazione. Nelle seguenti righe, esploreremo in dettaglio perché i calli continuano a riformarsi, analizzando le ragioni sottostanti e discutendo le possibili soluzioni per interrompere questo ciclo. È fondamentale comprendere che un callo non è una formazione vivente con un "bulbo" o una "radice" nel senso botanico che "attecchisce" e cresce autonomamente; piuttosto, è una reazione difensiva della pelle. La sua riformazione, anche dopo la rimozione, è la conseguenza di una persistente stimolazione che spinge la pelle a ripristinare la sua protezione.
La Natura Protettiva dei Calli: Una Difesa della Pelle
I calli si formano come meccanismo di difesa naturale della pelle in risposta a pressioni e frizioni ripetute. La pelle, percependo un’aggressione continua, reagisce ispessendo lo strato corneo, che è lo strato più esterno della pelle, per proteggere i tessuti sottostanti. Questa è una risposta fisiologica, in cui un certo grado di formazione di callosità sulla pianta del piede può essere normale e non richiedere necessariamente una terapia.

La pressione e l’attrito costanti causano un’accelerazione del processo di cheratinizzazione, in cui le cellule della pelle si moltiplicano più rapidamente e si spostano verso la superficie, dove si induriscono per formare uno strato protettivo. Questo ispessimento della pelle è ciò che comunemente chiamiamo callo. Tuttavia, se la causa della pressione o dell’attrito non viene rimossa, il callo continuerà a formarsi, poiché la pelle percepisce la necessità di proteggersi ulteriormente. Questa persistenza della causa è la ragione per cui la pelle "risponde" continuamente, creando un ispessimento protettivo che, se non gestito, può diventare doloroso e fastidioso.
Perché i Calli Continuano a Riformarsi?
Nonostante i tentativi di rimuovere i calli, molte persone si trovano di fronte a un ciclo in cui i calli si riformano nello stesso punto. Questo accade principalmente perché la causa sottostante non viene affrontata. Anche se i calli possono essere rimossi temporaneamente, se la fonte di pressione o attrito rimane, la pelle continuerà a reagire creando nuovi strati di cellule dure. La realtà è che un callo, essendo il risultato di attriti, irritazione o continua pressione sulla pelle, può interessare chiunque ed in qualunque momento se non venisse risolta la causa scatenante. A volte, anche a seguito della rimozione di una lesione diversa, come una verruca, l'inevitabile esposizione ad agenti fisici della pelle sottostante, molto delicata e profonda, può indurirsi e formare una callosità. Questo dimostra come la pelle risponda prontamente agli stimoli esterni, anche a quelli conseguenti a un trattamento.
Pressione e Attrito Persistenti
La causa più comune della riformazione dei calli è la persistenza della pressione o dell’attrito sulla stessa area del piede. Questo può derivare da scarpe inadeguate, problemi biomeccanici o posture errate. Scarpe strette, con tacchi alti o con suole rigide, esercitano una pressione eccessiva su determinate aree del piede, causando attrito che, a sua volta, porta alla formazione di calli. Anche l’uso di scarpe che non supportano adeguatamente l’arco plantare può causare una distribuzione del peso non uniforme, esacerbando il problema. Condizioni come l’alluce valgo o le dita a martello aumentano ulteriormente la predisposizione a sviluppare calli in punti specifici. La prima cosa da fare è notare dove sono localizzati e se tali ispessimenti si accentuano con qualche tipo particolare di calzature rispetto ad altre, e in questo caso ovviamente eliminarle o almeno ridurne l'uso a poche occasioni.
Cambiamenti Biomeccanici e Difetti Posturali
La biomeccanica del piede, ovvero il modo in cui camminiamo e distribuiamo il peso corporeo, gioca un ruolo cruciale nella formazione dei calli. Difetti come il piede piatto o il piede cavo alterano la distribuzione del peso sui piedi, creando punti di pressione che favoriscono la formazione dei calli. Anche condizioni come la fascite plantare o la sindrome di Morton possono causare una camminata alterata, che aumenta lo stress su specifiche aree del piede, portando alla ricorrenza dei calli. Queste deformità osteo articolari e tendinee, che sono alla base della formazione di un tiloma (una tipologia specifica di callo, che vedremo più avanti), possono teoricamente essere tutte trattate dal chirurgo ortopedico.
Condizioni Dermatologiche e Caratteristiche della Pelle
Alcune persone sono predisposte a sviluppare calli a causa della struttura della loro pelle o di condizioni dermatologiche preesistenti. Ad esempio, l’ipercheratosi, una condizione in cui la pelle produce un eccesso di cheratina, può portare a un ispessimento cutaneo generalizzato, rendendo più probabile la formazione di calli. L'Ipercheratosi è un ispessimento patologico dello strato corneo che si verifica in molte condizioni. Allo stesso modo, chi soffre di dermatite atopica può avere una pelle che si ispessisce più facilmente in risposta all’attrito, a causa della secchezza e della sensibilità della pelle.
Cura Inadeguata dei Piedi
Un’altra causa della riformazione dei calli è una cura del piede insufficiente o scorretta. Se la pelle non viene regolarmente idratata, diventa secca e meno elastica, aumentando la probabilità che si formino calli. L’uso inappropriato di strumenti per la rimozione dei calli, come rasoi o lime, può causare micro-lesioni alla pelle, che stimolano ulteriormente la produzione di cellule cutanee, portando alla ricorrenza del problema. In alcuni casi, la rimozione eccessiva della pelle dura può lasciare la pelle vulnerabile e soggetta a ulteriori danni, come nell'esempio citato in cui una pelle profonda, esposta dopo la rimozione di una verruca, si è irrigidita e ha formato una callosità a causa del calpestio.
CALLI e DURONI : come curarli definitivamente - Prof. Dr. Avagnina
Distinzione tra Calli, Duroni, Tilomi e Verruche
Comprendere le differenze tra queste formazioni cutanee è essenziale per un trattamento corretto. Calli, tilomi e duroni sono aree ben delimitate in cui si osserva un ispessimento della pelle (ipercheratosi). Si tratta nel complesso di aree di cute indurita ed ispessita in risposta ad un persistente attrito/pressione, come sviluppo naturale per contribuire a mantenere l’integrità cutanea a difesa dei tessuti sottostanti.
Callo, Tiloma o Durone?
Il callo è un ispessimento localizzato che si presenta come un'area di pelle indurita e sporgente, più piccola dei duroni. Questo tipo di ipercheratosi è superficiale e, solitamente, non risulta dolente, anche se in caso d'intenso attrito può irritarsi, provocando un fastidio di tipo urente. I calli sono tipici delle zone sottoposte al perpetuarsi d'insulti locali, come pressioni, sfregamenti o attriti (come la pianta del piede o il palmo delle mani) e insorgono, spesso, in corrispondenza di una prominenza ossea (es. calcagno, teste metatarsali ecc.). I calli sono più superficiali, diffusi e di solito asintomatici. Si presentano in genere con forma tondeggiante, dal colorito giallastro rispetto alla pelle circostante e sostanzialmente circoscritto; le aree più caratteristiche sono i palmi delle mani, le piante dei piedi e le sporgenze ossee (come il calcagno-tallone).
Il durone (o callosità) tende a formarsi in un’area più estesa rispetto al callo, dove tuttavia si riconosce un’area centrale più secca. È caratteristico dell’avampiede (parte anteriore del piede, verso le dita), tra le dita dei piedi o sul dorso delle dita. I duroni sono di forma molto variabile e solo raramente causa di dolore. I calli non presentano un tappo centrale e hanno un aspetto più uniforme. Generalmente compaiono su mani e piedi ma possono localizzarsi anche altrove, soprattutto nei soggetti la cui attività lavorativa comporta traumi ripetuti in un'area particolare (p. es., mandibola e clavicola di un violinista).
L'occhio di pernice (o tiloma) si presenta solo sui piedi e con un interessamento che si introduce più in profondità, rendendolo più doloroso (è talvolta associato ad un arrossamento dell’area circostante come conseguenza della relativa infiammazione cutanea). Il tiloma è una particolare tipologia di callo ovvero un ispessimento circoscritto della pelle che si caratterizza dal fatto che cresce in profondità, provocando dolore. Si sviluppa principalmente nei piedi quali aree soggette a ripetuti stress meccanici come attriti o compressioni. Il tiloma si presenta come un ispessimento cutaneo ben delimitato, rotondeggiante e concentrato in uno specifico punto. Nel caso del tiloma lo strato corneo si ispessisce e diventa duro (ipercheratosico) in seguito allo stimolo pressorio o di sfregamento. Si attribuisce il nome di Heloma alle ipercheratosi che si formano tra gli spazi interdigitali delle dita dei piedi. I tilomi sono più profondi, più circoscritti e spesso dolenti. I tilomi sono costituiti da un tappo corneo ben delimitato, della grandezza di un pisello o poco più che si estende per gran parte del derma sottostante. Può dare luogo a una borsite avventiziale sottostante. I tilomi duri compaiono su prominenze ossee, soprattutto sulle dita dei piedi e sulla superficie plantare. I calli molli possono verificarsi tra le dita dei piedi.
Vale la pena notare che alcuni autori utilizzano genericamente il termine tiloma come sinonimo di callo ed ulteriori difficoltà emergono nel contesto della traduzione dalla lingua inglese, dove in genere si utilizza il termine callus per indicare il durone e corn per indicare il callo, ma non è raro imbattersi in traduzioni opposte. Se tutta la pianta del piede è rivestita di strato corneo in Ipercheratosi si può definire il quadro clinico come Tilosi o Tilosi Plantare.

Callo o Verruca?
Distinguere un callo da una verruca potrebbe non essere banale, ma è importante ai fini di un corretto trattamento. Le verruche hanno un esordio e sviluppo abbastanza rapido, mentre un callo può avere un’evoluzione molto più graduale. Esteriormente una verruca appare in qualche modo più separata dal resto della cute, talvolta presentando anche un caratteristico punto nero o rosso al centro, segni di trombosi capillare. Le linee naturalmente presenti sulla pelle (dermatoglifi) tendono a persistere in presenza di un callo, mentre spariscono in caso di verruca. Le verruche sono più spesso associate alla presenza di dolore, che può tuttavia comparire soprattutto esercitando una pressione laterale. Una verruca è considerata più plausibile a seguito di specifiche attività, come ad esempio la frequentazione di piscine o palestre. La verruca ha origine virale (HPV-virus), mentre il callo ha origine da un continuo ed eccessivo sfregamento della cute, che si verifica quindi solo in aree specifiche e circoscritte della cute di mani e piedi (la verruca può comparire ovunque). La diagnosi differenziale tra verruca plantare e callo è facilmente eseguibile rimuovendo la parte dello strato corneo che ispessisce la lesione. Dopo questa procedura, la callosità si presenta translucida e liscia, mentre la verruca appare ben delimitata, a volte con un tessuto molle e macerato. La realtà è che potrebbe essere difficile distinguere le due condizioni, che richiedono talvolta terapie in parte differenti, è quindi consigliabile il parere di uno specialista (estetista, podologo, medico curante, dermatologo) per una diagnosi di certezza.
Approfondimento sul Tiloma: Origine del Dolore e Conseguenze
Il tiloma, quando il piede va in appoggio, genera un dolore intenso. La sensazione del paziente è di avere un sassolino nella scarpa o nel piede oppure di avere una puntina da disegno inserita nella cute. Il dolore si accentua alla sera o dopo una camminata e si può evocare esercitando sul tiloma pressione con un dito. Il tiloma, una volta levigato, mostra un nucleo nettamente delimitato, bruno-giallastro, translucido, che interrompe la normale architettura del derma papillare. Lo spessore di un tiloma è di solito superiore al centimetro come si può dimostrare quando il tiloma viene estratto con un punch bioptico.
Il dolore provocato dal tiloma spinge il paziente a non appoggiare la parte dove è presente il tiloma stesso, in questo modo, alterando il cammino, provoca sovraccarico ad altre articolazioni che possono infiammarsi e diventare dolenti. Le conseguenze sono che si vanno a sovraccaricare altre strutture osteo muscolo tendinee con comparsa di infiammazione e quindi dolore in altri distretti. I distretti più coinvolti sono l’articolazione del ginocchio e dell’anca.
Le indagini quindi devono essere indirizzate a comprendere il motivo per cui si è formata questa particolare ipercheratosi. Le cause possono essere legate al paziente come ad esempio quando vi è stato un aumento di peso corporeo con aumento quindi dei carichi oppure una perdita di peso con riassorbimento del pannicolo adiposo plantare. In altri casi si sono verificati danni muscoloarticolari che hanno obbligato il paziente a modificare gli appoggi. Sono causa di tiloma anche fenomeni infiammatori o artritici a carico delle ossa e articolazioni dei piedi con modificazione dei profili ossei ed articolari. A volte le cause vanno ricercate nella calzatura come per esempio l’uso delle scarpe antinfortunistiche o zoccoli in legno oppure nell’attività ricreativa come passeggiate prolungate con calzari inidonei su terreni accidentati ecc. Per documentare i sovraccarichi e determinare con precisione dove e come operare gli scarichi con la costruzione di apposito plantare, ci si può avvalere di strumenti come le pedane barometriche. Si tratta di far appoggiare in posizione eretta i piedi su una soletta a matrice piezoelettrica capace di tradurre le pressioni verticali esercitate in segnali elettrici. Questi, attraverso un apposito programma, vengono convertiti in segnali luminosi in grado di formare una mappa bidimensionale a più colori, dove il colore blu è legato alla minima pressione e il colore rosso alla massima. Le pedane barometriche a matrice attiva danno una misurazione in condizione di statica, ma si possono utilizzare delle solette da inserire direttamente nella scarpa del paziente in studio e avere le immagini trasmesse sul computer durante i passi.

Trattamenti: Dall'Alleviamento Temporaneo alle Soluzioni Definitive
Posto che un certo grado di formazione di callosità sulla pianta del piede può essere normale e non richiedere necessariamente una terapia, in alcuni casi se trascurati ed in assenza di una sospensione verso lo stimolo responsabile, è possibile osservare un progressivo peggioramento, sia in termini di estensione dell’area interessata che del dolore. In un soggetto sano un trattamento è realmente necessario solo in presenza di fastidio o dolore, oppure per ragioni estetiche; generalmente la semplice eliminazione della fonte di attrito o pressione è sufficiente a garantire la risoluzione del callo.
Trattamenti Temporanei e Loro Limiti
L’uso di lime, rasoi o creme cheratolitiche può rimuovere temporaneamente i calli, ma non risolve il problema alla radice. Molte persone trattano i calli rimuovendoli superficialmente, ma senza affrontare le cause profonde, il problema tende a ripresentarsi. Questi metodi trattano solo i sintomi visibili senza eliminare la pressione o l’attrito che causano la formazione dei calli. Di conseguenza, anche dopo aver rimosso il callo, la pelle continuerà a produrre strati di cellule per proteggersi, e il callo tornerà inevitabilmente. Questo ciclo può diventare frustrante e doloroso per chi ne soffre. Per esempio, dopo aver rimosso uno strato di pelle inspessita, la pelle sottostante, molto delicata, se esposta a calpestio e pressione, comincerà a irrigidirsi e a formare una nuova callosità.
Strategie Preventive Quotidiane
Prevenire la formazione dei calli è il modo più efficace per interrompere il ciclo della loro riformazione. Adottare alcune misure preventive può fare una grande differenza nel mantenere i piedi lisci e privi di dolore.
- Scegliere le Scarpe Giuste: Indossare scarpe ben adatte e con un adeguato supporto è fondamentale per prevenire i calli. Le scarpe dovrebbero avere una suola ammortizzata, abbastanza spazio per le dita dei piedi e un supporto adeguato per l’arco plantare. Evitare scarpe con tacchi alti o suole rigide può ridurre significativamente la pressione e l’attrito sui piedi. Per chi soffre di alluce valgo o dita a martello, l’uso di scarpe ortopediche o l’adozione di plantari personalizzati può aiutare a distribuire meglio il peso e ridurre i punti di pressione che causano la formazione dei calli. A questo scopo, è consigliabile che l’acquisto avvenga nelle ore serali, quando il piede potrebbe essere naturalmente più gonfio rispetto al mattino.
- Cura Quotidiana dei Piedi: Mantenere una routine di cura del piede che includa l’idratazione regolare e l’esfoliazione può aiutare a mantenere la pelle morbida e flessibile, riducendo la probabilità che si formino calli. L’uso di creme idratanti a base di urea o acido lattico può ammorbidire la pelle dura e prevenire l’ispessimento eccessivo. L'idratazione quotidiana sulla zona trattata, per esempio a base di acido salicilico, lattato di ammonio o urea (agenti cheratolitici, ovvero capaci di ammorbidire lo strato corneo dell'epidermide) è raccomandata. Inoltre, indossare calze imbottite o con cuscinetti può ridurre l’attrito durante la camminata, proteggendo la pelle dai danni. Per chi soffre di ipercheratosi, è particolarmente importante mantenere la pelle idratata per evitare l’ispessimento eccessivo della pelle. Anche tenere le unghie dei piedi correttamente tagliate può contribuire a prevenire la formazione di calli, evitando che possano sospingere le dita contro la scarpa. Per quanto riguarda le mani è invece consigliabile l’uso di guanti a protezione delle aree potenzialmente soggette ad attrito.
Interventi Professionali e Terapie Specifiche
Per prevenire la riformazione dei calli, è essenziale adottare un approccio più olistico e mirato.
- Consultare un Podologo: Se i calli continuano a riformarsi nonostante i tentativi di prevenzione, è consigliabile consultare un podologo. Un professionista può valutare la biomeccanica del piede, identificare eventuali problemi strutturali o posturali e raccomandare trattamenti specifici. Durante la visita, il podologo potrebbe fare domande sulle calzature più utilizzate, sulla propria professione, sull’attività sportiva svolta e potrebbe chiedere di camminare per vedere l’appoggio del piede e la postura. I pazienti che tendono a formare calli e tilomi doloranti recalcitranti avrebbero bisogno di sottoporsi regolarmente alle cure di un podologo. Il trattamento dei calli è un intervento che serve per rimuovere i calli, spesso dolorosi e antiestetici, che si formano sulla pianta del piede o sulla mano. Questa procedura viene eseguita da un podologo o un dermatologo, e consiste nella rimozione del callo attraverso la rasatura o la fresatura.
- Decapaggio (Estrazione Manuale/Meccanica): Il decapaggio può essere effettuato manualmente con sgorbia o meccanicamente con sgorbia montata su micromotore. Si sceglie la sgorbia in base al diametro massimo del tiloma che si vuole decapare. Forzare il decapaggio può portare all’amputazione di una papilla dermica con conseguente dolore e sanguinamento. La sgorbia può essere montata su un manipolo a movimento lineare a sua volta montato su micromotore. L'uso di una lima per unghie, una limetta di carta smerigliata o una pietra pomice subito dopo il bagno è spesso il modo più pratico per rimuovere manualmente il tessuto ipercheratosico. Professionisti della cura dei piedi/mani possono ricorrere inoltre a specifici strumenti dotati di lamette simili a quelle da barba, utili a rimuovere più rapidamente gli strati di pelle morta tipici dei calli; è invece importante non tentare mai di rimuovere la pelle morta con oggetti appuntiti ed impropri, o senza la necessaria manualità.
- Cheratolisi: Gli agenti cheratolitici inducono distacco dei corneociti dallo strato corneo superficiali riducendo l’adesione dei corneociti e quindi riducono lo spessore dello strato corneo. Sono agenti cheratolitici principalmente l’Acido Salicilico e l’Acido Glicolico. Si possono usare anche cheratolitici (p. es., acido salicilico in soluzione colloidale al 17% oppure impacco di acido salicilico al 40% o urea al 40%), facendo attenzione a non applicare queste sostanze sulla cute sana. La pelle circostante può essere protetta coprendola con vaselina prima dell’applicazione del cheratolitico. Una volta applicato, il Collodio Elastico, al contatto con l’aria, da liquido si trasforma in pellicola solida aderente alla cute e porta l’Acido Salicilico concentrato a contatto con lo strato corneo. La crema cheratolitica proposta da DermaClub è composta da tre acidi associati: Acido salicilico, acido glicolico, acido succinico. L’insieme di questi acidi a concentrazione tale da non arrecare danni alla cute, produce un’efficace desquamazione utile per trattare i tilomi. A seconda della concentrazione di principio attivo potrebbe essere necessario evitare il contatto con la cute sana.
- Plantari Ortopedici: I plantari ortopedici possono essere molto efficaci nel ridurre la pressione sui punti critici del piede, migliorando la distribuzione del peso e correggendo eventuali difetti posturali. Questi dispositivi personalizzati possono alleviare lo stress sulle aree che tendono a sviluppare calli, riducendo così la probabilità che si riformino. Per chi ha piede piatto o piede cavo, i plantari possono offrire un supporto cruciale, migliorando l’andatura e prevenendo la formazione di calli. L’intervento duraturo più utilizzato in caso di tiloma è la costruzione di un plantare di scarico. In pratica si allestisce un plantare su misura in grado di non far appoggiare il piede nella zona dove si è formato il tiloma. Tuttavia non sempre è possibile allestire un plantare di scarico a causa delle particolari condizioni anatomiche del piede e allora occorre rivolgersi, se praticabile, alla chirurgia ortopedica. Nel caso di tilomi e calli sulla superficie plantare dei metatarsi, un plantare non deve avere la lunghezza di tutto il piede, ma deve estendersi solo alla parte del piede immediatamente dietro al tiloma o al callo. Per effettuare lo scarico si può utilizzare una soletta plantare dello spessore di circa 5 mm, tracciando con una penna demografica sul piede del soggetto il perimetro dell’area che si intende scaricare. Posizionando la soletta sulla pianta si ottiene l’impronta dell’area di scarico sulla soletta. Anche questo scarico è provvisorio perché dopo un periodo vario, a seconda della composizione, la soletta tende a comprimersi annullando lo scarico.
- Feltraggio: Il feltro è un panno non tessuto formato da pelo di vari animali, di solito lana di pecora, compattato e fatto infeltrire oppure di espanso di lattice di gomma (quelli di schiuma sintetica non sono consigliabili). Il feltro può essere di vario spessore e di varia resistenza alla pressione. In pratica si determina l’area che si vuole scaricare e poi si confeziona un feltro scavato parzialmente da applicare a protezione del tiloma già trattato con decapaggio. Il feltro di solito ha una faccia rivestita da collante e quindi aderisce alla cute non appena posizionato. Il feltraggio ha due principali inconvenienti: quando posizionato in sede plantare rialza il piede scombinando gli appoggi di quel piede e del piede opposto, e impedisce la detersione del piede o della parte feltrata.
- Interventi Osteotendinei (Chirurgia): In alcuni casi potrebbe essere necessario ricorrere alla chirurgia per correggere i difetti responsabili della formazione della callosità, come ad esempio l’alluce valgo o le dita a martello. Di rado è necessaria l'asportazione chirurgica dell'osso interessato.
- Farmaci da Banco e Cerotti Medicati: I farmaci da banco ed altri dispositivi commerciali come i cerotti medicati sfruttano acidi in grado di favorire la dissoluzione del callo; sono in genere ragionevolmente sicuri quando utilizzati seguendo scrupolosamente le indicazioni del produttore.

Considerazioni Speciali: Calli e Pazienti a Rischio
Il trattamento dei calli di solito non è doloroso e serve per alleviare il dolore e migliorare l’aspetto della pelle. Dopo la rimozione del callo, il medico applicherà una crema per ridurre l’infiammazione e la formazione di nuovi calli. In alcuni casi, il medico può prescrivere un cerotto medicato per proteggere la pelle interessata. Per quanto riguarda i calli dolorosi, è possibile trovare sollievo mediante un impacco freddo, da applicare per 10-20 minuti alla volta e da ripetere se necessario a distanza di qualche tempo.
Pazienti Diabetici e Insufficienza Vascolare Periferica
È importante un discorso differente per quanto riguarda i calli provocati da malattie o altri disturbi, per i pazienti diabetici e per tutti i soggetti che presentano una scarsa circolazione del sangue ai piedi. I cerotti medicati e gli agenti cheratolitici sono assolutamente controindicati in caso di pazienti diabetici o con malattie in grado di ridurre la capacità di cicatrizzazione e/o aumentare il rischio d’infezione. I pazienti diabetici sono particolarmente esposti al rischio di complicazioni per numerose ragioni, tra cui la glicemia elevata che riduce l’efficacia del sistema immunitario nella prevenzione e nella risposta ad eventuali infezioni. Il tiloma di solito non comporta complicanze significative. Tuttavia, in persone con insufficienza vascolare periferica, come i diabetici, potrebbe verificarsi la formazione di ulcere profonde e infezioni. Questi pazienti richiedono cure intensive del piede.
Segni di Infezione: Quando Rivolgersi al Medico
In caso di sintomi suggestivi d’infezione (arrossamento, dolore, gonfiore, calore, fuoriuscita di pus) è infine consigliabile per chiunque rivolgersi al medico.