Il film "Bugiardo bugiardo" (Liar Liar), diretto da Tom Shadyac, si presenta come una vivace commedia che esplora le complesse dinamiche della verità e della menzogna attraverso gli occhi di un avvocato di successo la cui vita viene stravolta da un desiderio inatteso. Al centro della narrazione c'è Fletcher Reede, un professionista stimato nel suo campo, la cui carriera è stata costruita sull'abilità di manipolare i fatti e di presentare la realtà in modo convincente, a prescindere dalla sua veridicità intrinseca. La sua vita, tuttavia, è un dualismo stridente: mentre trionfa in tribunale, la sua sfera personale è un campo di battaglia costellato di promesse infrante e relazioni logorate, in particolare quella con il figlio Max. Il fulcro della storia si accende quando un desiderio innocente ma potente del piccolo Max sconvolge l'esistenza di Fletcher, costringendolo a confrontarsi con una realtà da cui ha sempre cercato di fuggire: quella di dire solo e unicamente la verità. Questo evento scatena una serie di situazioni esilaranti e, al tempo stesso, profondamente rivelatrici, che porteranno il protagonista a una riflessione inaspettata sui valori autentici della vita e sulla sincerità dei legami umani. La pellicola, con la sua combinazione di comicità fisica e momenti di autentica commozione, si propone di indagare le sfide poste dalla società contemporanea, dove l'apparenza spesso prevale sulla sostanza e dove la ricerca del successo può portare a trascurare ciò che è veramente importante.
Il Protagonista: Fletcher Reede, l'Avvocato della Menzogna
Fletcher Reede, avvocato di grande successo, riesce a difendere e a far vincere i suoi clienti nelle cause giudiziarie, soprattutto ricorrendo alle bugie che racconta in tribunale. Nel proprio lavoro, Fletcher Reede segue la buona regola di dare poco peso ai fatti e molto al modo in cui vengono presentati. Tutto insomma appare relativo, e la verità può essere facilmente cambiata da un momento all'altro grazie ad una perfetta abilità oratoria. Così Fletcher ha molto successo, i clienti fanno a gara per andare da lui. C’è chi la chiama capacità affabulatoria, chi dote oratoria, in realtà è pura e semplice menzogna, raggiro, inganno. Fletcher è un principe del foro, giovane, rampante, in piena ascesa.
La sua condotta professionale è caratterizzata da una spregiudicata efficacia: lusinga i colleghi, inventa frottole incredibili per non ricevere clienti o per non parlare con la madre, accetta la corte della sua dirigente, ed è disposto a difendere un’adultera intenzionata a spillare soldi al marito milionario. Quella che rappresenta la carta vincente sul lavoro costituisce, però, il suo più grosso difetto nella vita privata. L'avvocato è separato dalla moglie, Audrey, che nel frattempo ha iniziato a frequentare un altro uomo, Jerry, uomo serio ed attento sia nei confronti di lei che nei confronti del figlio di Fletcher, Max. Fletcher è molto attaccato al figlioletto Max, al quale promette occasioni d'incontro che vengono regolarmente mancate. Rischia così di compromettere, con le sue bugie e i suoi ritardi, il bel rapporto con il figlio. È una persona capace di gestire e costruire le proprie emozioni, non sa solo mentire, ma è anche credibile quando lo fa, dimostrando attraverso la postura, la dialettica e l’espressione facciale di credere a quello che dice. Le stesse smorfie facciali che servivano in un primo momento solo per far divertire Max (si veda la prima sequenza), ora sono il sintomo di una battaglia interna al personaggio.

L'Incantesimo della Verità: Un Giorno Senza Bugie
La svolta nella vita di Fletcher Reede avviene in un giorno che avrebbe dovuto essere di festa. Il giorno del suo quinto compleanno Fletcher non si presenta alla sua festa, nonostante abbia promesso il contrario, venendo trattenuto da una serata di sesso con Miranda, la sua superiore nella compagnia in cui lavora, dopo una seduta con Samantha Cole, donna avida e fedifraga in lite per un divorzio. Il bambino, deluso per l’ennesima bugia del padre, spegnendo le candeline esprime il suo desiderio: che il genitore per un giorno dica sempre la verità. La richiesta si avvera, e all'improvviso Fletcher, come colto da raptus, si ritrova, suo malgrado, ad esprimere sempre e solo ciò che pensa, sentendo uscirgli dalla bocca frasi che non vorrebbe mai pronunciare.
L’incantesimo mette così in seria difficoltà l’abile avvocato. Non può più difendere l’adultera nella causa del divorzio, non può più mascherare l’odio per i suoi capi o le bugie spiattellate in passato. Succede così nei rapporti con un'amica, con una cliente in una causa di divorzio, in tribunale davanti al giudice. Fletcher, suo malgrado, dice la verità. Come colto da raptus, sente uscirgli dalla bocca frasi che non vorrebbe mai pronunciare. Questa cura forzosa, tuttavia, gli permette di aprire gli occhi sul mondo.
La Causa di Divorzio: Un Caso Complicato
La situazione più emblematica di questa nuova realtà si manifesta proprio nel suo ambiente naturale, il tribunale, durante la causa di divorzio che coinvolge la sua cliente Samantha Cole. Fletcher deve ammettere i tradimenti coniugali della cliente, ma in un colpo di scena scopre che la donna era minorenne quando si sposò: falsificò la data di nascita per apparire un anno più grande e poter contrarre matrimonio. Fletcher afferma che nessun minorenne in California può firmare un contratto senza l'approvazione dei genitori, per cui il contratto prematrimoniale che firmò è nullo, per cui col divorzio si prenderà metà del patrimonio del marito. Samantha, per ringraziare Fletcher, lo bacia davanti a tutti. La donna, poi, pretende anche di avere l'affidamento dei figli per avere anche gli alimenti, facendo ricredere il suo avvocato sull'effettivo successo della causa, in quanto la sua cliente si dimostra semplicemente desiderosa di denaro, mentre l'ex-marito si preoccupa subito dei piccoli. Nonostante le difficoltà imposte dalla sua involontaria sincerità, Fletcher, suo malgrado, ha successo, ma adesso ha capito che i modi di prima erano fasulli ed anche la sincerità paga. Questo episodio sottolinea come la verità, sebbene scomoda, possa inaspettatamente condurre a risultati positivi, o per lo meno a svelare la vera natura delle cose e delle persone.
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Il Recupero e la Redenzione Familiare
L'esperienza di dire la verità senza filtri non solo porta Fletcher a vincere una causa legale inaspettatamente, ma lo spinge anche a una profonda introspezione e a rivalutare le sue priorità. Non solo capisce che la verità può anche pagare, ma comprende quali sono le sue priorità, prima tra tutte quella di non deludere un figlio che lo vede come un eroe. Soprattutto nei confronti del figlio, che riscopre l'affetto per il padre, e della moglie con la quale capisce di poter tornare. Questo rinnovato senso di responsabilità e l'accresciuta consapevolezza dell'importanza dei legami familiari lo portano a tentare di ricucire i rapporti che aveva inesorabilmente lacerato con le sue menzogne.
In un momento di disperazione, Fletcher, in prigione, riesce a telefonare alla moglie in partenza per Boston, ma con scarsi risultati. Tuttavia, un inatteso aiuto arriva da Greta, l'ex-segretaria di Fletcher, licenziatasi dopo aver scoperto le bugie dell'uomo nei suoi confronti, che paga la cauzione e lo perdona. Questa dimostrazione di lealtà, nonostante i precedenti inganni, funge da ulteriore catalizzatore per il suo cambiamento. Fletcher non si preoccupa del possibile licenziamento per quanto successo in tribunale e decide che aprirà il suo studio personale, invitando la sua ex-segretaria per seguire personalmente i prossimi casi e rimediare a quanto accaduto con la sua cliente. Questo gesto segna un punto di svolta professionale, indicando il suo desiderio di costruire una carriera basata su principi più etici.
La sua trasformazione culmina in un disperato tentativo di ricongiungimento familiare. L'avvocato si lancia dunque in un disperato inseguimento dell'aeroplano sul quale viaggiano Jerry, Max ed Audrey. Dopo una spericolata corsa su di un'autoscala per passeggeri, riesce a fermare il mezzo ma l'autoscala sbanda e Fletcher s'infortuna, chiedendo così aiuto ad Audrey e Max che scendono dall'aereo. Questo momento di vulnerabilità e l'eroico (seppur maldestro) tentativo di non perdere la sua famiglia, dimostrano il suo sincero pentimento e il desiderio di rimediare ai suoi errori.
Il film si conclude un anno dopo, al sesto compleanno di Max, con la famiglia che si ritrova per festeggiare. Dopo che il piccolo spegne le candeline, Audrey bacia Fletcher. L'uomo chiede al figlio se avesse desiderato che i genitori tornassero insieme, ma il bambino risponde di aver desiderato un paio di pattini a rotelle. Questo finale, inaspettato e ironico, sottolinea la purezza dei desideri infantili e suggerisce che il ricomporsi della famiglia è un processo naturale, non forzato da un desiderio magico, ma frutto del cambiamento interiore di Fletcher. Dal punto di vista pastorale, il ricomporsi finale della famiglia dà la misura di una storia corretta e simpatica, che lancia anche frecciate ironiche contro il disinvolto mestiere di certi avvocati senza scrupoli.

Jim Carrey e l'Evoluzione del suo Stile Comico
In "Bugiardo bugiardo", l'attore Jim Carrey dà vita a un personaggio dalla comicità sovrabbondante ed esasperata, tutta giocata sulla mobilità e sulle smorfie del volto, come è suo solito. Tuttavia, in questa pellicola, la sua performance assume una sfumatura particolare e un'evoluzione rispetto ai suoi ruoli precedenti. Diluita nell'arco del film, questa comicità finisce con l'essere un po' esteriore e sopra le righe, ma, nel caso particolare, si inserisce in un film che ha obiettivi semplici e buone intenzioni. Per la prima volta nella sua breve, veloce, folgorante e trionfale carriera cinematografica cominciata nel 1994 con "Ace Ventura" e "The Mask", in "Bugiardo bugiardo" di Tom Shadyac, la perfetta star del Caos fine secolo, Jim Carrey, recita senza parrucca, con i propri capelli da giovanotto assennato.
Il film raccoglie insieme tutta una serie di aspetti negativi dell’american way of life e li affida, perché gli dia corpo e faccia, al gigionesco Jim Carrey, qui per la prima volta personaggio allineato e integrato nel contesto sociale. Si può notare la differenza che c’è tra l’avvocato Fletcher Reede e i precedenti personaggi carreyani, come l’acchiappanimali Ace Ventura, il protagonista fannullone di "Scemo e più scemo" o quello destabilizzante di "The Mask". Nella serie di "Ace Ventura", o in "Scemo e più scemo", le smorfie e le acrobazie fisiche erano cose gratuite, pura espressione di una comicità anarchica, mentre qui sono il risultato di una lotta tra ciò che Fletcher vorrebbe dire - mentendo - e ciò che esce effettivamente dalle labbra. Questa dinamica aggiunge profondità al suo stile, rendendo la sua comicità meno superficiale e più integrata nella trama.
Tuttavia, non tutti i critici hanno accolto questa evoluzione in modo del tutto positivo. Ha ragione il critico di Time quando rimprovera al film l'idea di comprimere un personaggio come Carrey dentro gli standards della mainstream lovability, di un'amabilità corrente e rassicurante. Alcuni sostengono che per funzionare davvero, lo strapagato divo deve conservare un suo status di selvaggia irriverenza, di sovversiva scemenza. In "Bugiardo bugiardo", Carrey si è ammorbidito, ha perso una quota della genuina cattiveria di prima, e comincia a rinunciare alla spontanea oscenità che era la sua caratteristica più trasgressiva e originale. Resta da vedere se alla "crescita" del personaggio corrisponda anche un miglioramento del film. Certo, "Bugiardo bugiardo" è un prodotto più rifinito dei precedenti, una commedia fantastica di categoria produttiva "A" piuttosto ben fatta, ma dall'altra parte si avverte un certo ridimensionamento del suo potenziale comico più estremo.

Tematiche Profonde e Letture Morali
Al di là della sua facciata comica, "Bugiardo bugiardo" si rivela un film intriso di tematiche profonde e di spunti di riflessione morale. Il comportamento del protagonista è infatti finalizzato sia al recupero di se stesso verso la verità sia alla ripresa di un rapporto autentico con il figlio sulla base di un ascolto più attento delle esigenze del piccolo. Il film è una commedia sentimentale dallo sviluppo prevedibile e dall’esito scontato, moralizzatrice e “dalla parte” dei buoni sentimenti, abile a mescolare gag (tante) e commozione (poca).
I nodi problematici messi sul tavolo dalla società capitalista in fondo sono sempre gli stessi: la crisi del nucleo famigliare classico, composto da madre, padre e figlio; il rampantismo, il miraggio del successo che ti fa perdere d’occhio le vere cose importanti della vita; la falsità che alberga nelle persone, disposte ad essere ipocrite con gli altri e con sé stesse pur di evitare conflitti o anche solo per semplice piaggeria; un sistema di relazioni sociali fondate sulla menzogna e la doppiezza; l’assenza di modelli sani di crescita per i bambini. Spesso e volentieri il cinema a stelle e strisce ha reagito a tali e tanti problemi affidando a bambini o a piccoli eroi il “contraddittorio” moralizzatore. Esempi includono infanti che, lasciati soli dalle famiglie, difendono dai ladri le loro case, simbolo dell’unità del nucleo famigliare ("Mamma ho perso l'aereo"); bambini che mettono “davanti allo specchio” gli adulti facendo vedere loro quanto sono mutate (in peggio) le loro aspirazioni ("Faccia a faccia"); giovani geni in erba che si disfano dei genitori (incapaci, inetti e ipocriti) pur di continuare a crescere e progredire ("Matilda 6 mitica").
Anche in questo film, in effetti, il piccolo Max, nonostante abbia solo cinque anni, dimostra di comprendere bene la differenza tra bene e male, tra verità e menzogna, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ma a differenza di altre pellicole, qui egli non è il protagonista di una ventata di etica civile, bensì è la causa scatenante, la molla che fa scattare il meccanismo. La lotta tra bene e male, tra società degenerata e forze purificatrici, avviene nel corpo, nella faccia e nella mente dell’avvocato Fletcher Reede. Quella di Fletcher è in definitiva una regressione allo stato puerile: proprio come un bambino di pochissimi anni, egli parla senza pensare e senza considerare (o poter evitare) le possibili conseguenze delle sue parole. Questo paradosso lo pone di fronte alla necessità di confrontarsi con la sua autenticità, seppur in maniera involontaria.
Tuttavia la società capitalista, e soprattutto la professione d’avvocato, richiedono obbligatoriamente (è una questione di sopravvivenza) il camuffamento della realtà, il mascheramento delle proprie emozioni e pensieri. Pur ponendo l’accento su tale paradosso, la pellicola di Tom Shadyac non critica l’obbligo alla “deontologia non professionale” dell’avvocatura. Anzi ne sostiene in buona fine l’inevitabilità: il processo all’adultera viene vinto grazie ad un cavillo legale; Fletcher diventa simpatico al proprio capo insultandolo e dicendogli finalmente tutto il male che pensa di lui. In una società basata quindi sulla falsità, il desiderio di Max avvicina, è vero, il padre alla famiglia, ma poi non cambia le carte in tavola. Suggerisce solo di tenere lontano il lavoro dalla vita privata e asserisce in buona fine la doppiezza del comportamento umano. Se si è uno squalo a livello professionale, si deve diventare un agnellino quando si è tra i propri cari. Questo è il segreto, un messaggio pragmatico che, pur riconoscendo il valore della sincerità nei rapporti personali, non disconosce del tutto la necessità di una certa flessibilità morale nell'ambito professionale.
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Dettagli di Produzione e Riconoscimenti
Il film "Bugiardo bugiardo" è stato il frutto di una collaborazione produttiva tra Universal Pictures e Imagine Entertainment. La direzione è stata affidata a Tom Shadyac, mentre il soggetto e la sceneggiatura sono stati curati da Paul Guay e Stephen Mazur. La fotografia è stata realizzata da Russell Boyd, le musiche da John Debney, e il montaggio da Don Zimmerman. La scenografia è opera di Linda DeScenna, l'arredamento di Ric McElvin e i costumi di Judy L. Il cast principale ha visto Jim Carrey nei panni di Fletcher Reede, affiancato da Maura Tierney nel ruolo di Audrey Reede, Justin Cooper come Max Reede, Cary Elwes come Jerry, Jennifer Tilly come Samantha Cole, e Amanda Donoho come Miranda, oltre a un nutrito gruppo di attori tra cui Ben Lemon, Jason Bernard, Eric Pierpoint, Cheri Oteri, Swoosie Kurtz e Mitch Ryan.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, gli effetti speciali sono stati creati da quattro aziende specializzate: Optical Illusions si è occupata degli effetti visivi, The Computer Film Company (CFC) e Pacific Ocean Post Digital Film Group hanno contribuito alla composizione digitale, e Scott Harper & Associates ha fornito effetti visivi supplementari. La Pacific Title ha fornito il titolo per la pellicola, mentre la colonna sonora è stata creata dalla MCA Soundtracks. È interessante notare che i realizzatori del film sono stati influenzati da "Big" (1988), suggerendo una linea di ispirazione per le commedie fantastiche che coinvolgono trasformazioni magiche. Sono due le colonne sonore del film, che però non sono state accreditate: "Happy Birthday to You" scritta da Patty S. Hill e Mildred J. Hill, e cantata dai protagonisti Jim Carrey e Maura Tierney, e "Here I Come To Save The Day", scritta da Marshall Barer e Philip A.
Il film può essere utilizzato anche in programmazione ordinaria e festiva, tenendo presenti le riserve sopra avanzate che però non inficiano la piacevolezza di fondo della storia. La cura nella realizzazione e la combinazione di elementi comici e drammatici hanno contribuito al successo e alla duratura risonanza della pellicola nel panorama cinematografico.

Accoglienza del Pubblico e della Critica
"Bugiardo bugiardo" ha ottenuto un'accoglienza decisamente positiva sia da parte del pubblico che della critica, affermandosi come un significativo successo commerciale e consolidando ulteriormente lo status di Jim Carrey come una delle star comiche più amate. Il film ottenne ottimi risultati al botteghino. Nel weekend di esordio in patria incassò 31.423.025 $, divenendo la seconda apertura di tre giorni più alta di sempre per gli Universal Studios, seconda solo a "Jurassic Park". Questo dato evidenzia l'enorme attrattiva del film e la sua capacità di catturare l'attenzione del grande pubblico fin dai primi giorni di proiezione.
Il film ha ricevuto recensioni positive da parte della critica cinematografica. Lietta Tornabuoni de La Stampa, nella sua recensione del 25 aprile 1997, ha scritto: "Per la prima volta nella sua breve, veloce, folgorante e trionfale carriera cinematografica cominciata nel 1994 con Ace Ventura e The Mask, in Bugiardo bugiardo di Tom Shadyac la perfetta star del Caos fine secolo, Jim Carrey, recita senza parrucca, con i propri capelli da giovanotto assennato." Questa osservazione sottolinea come la performance di Carrey in questo film abbia rappresentato una fase di transizione e maturazione per l'attore, mostrando un lato meno esagerato ma ugualmente efficace della sua comicità. Tuttavia, non tutte le critiche sono state unanimemente elogiate. Ha ragione il critico di Time quando rimprovera al film l'idea di comprimere un personaggio come Carrey dentro gli standards della mainstream lovability, di un'amabilità corrente e rassicurante. Il critico di Time suggeriva che per funzionare davvero, lo strapagato divo avrebbe dovuto conservare un suo status di selvaggia irriverenza, di sovversiva scemenza.
Le Diverse Classificazioni di Censura
L'impatto e il tipo di contenuto del film sono stati valutati diversamente dalle varie autorità di censura internazionali, riflettendo le sensibilità culturali dei diversi paesi. Il film, a seconda del paese di proiezione, ha avuto una censura più o meno "severa":
- Vietato ai minori di 6 anni in Germania.
- Vietato ai minori di 7 anni in Norvegia, Spagna e Svezia.
- Vietato ai minori di 12 anni in Portogallo, Corea del Sud e Regno Unito.
- Vietato ai minori di 13 anni nelle Filippine e in Argentina.
- Vietato ai minori di 14 anni in Ontario.
- In Australia è stato classificato M (Recommended for mature audiences), ovvero sconsigliato ai minori di 15 anni.
- In Nuova Zelanda è stato classificato M, ovvero adatto dai 16 anni in su.
- Negli Stati Uniti d'America invece è stato valutato con il certificato numero 35145 PG-13 (parents strongly cautioned), vale a dire vietato ai minori di 13 anni non accompagnati dai genitori.
Queste diverse classificazioni evidenziano come la percezione di temi come la comicità irriverente, il linguaggio e le situazioni adulte possano variare significativamente a livello globale.
Curiosità e Incongruenze Narrative
Il film "Bugiardo bugiardo" è ricco di dettagli e particolarità che possono sfuggire a una prima visione, ma che contribuiscono a rendere l'esperienza più coinvolgente per gli spettatori attenti. È possibile ricercare i film attraverso il Catalogo, digitando il titolo del film nel campo di ricerca. Le schede catalografiche, oltre alla presentazione critica collegata con link multimediale, contengono il cast&credits e una sinossi.
Curiosità (Trivia)
Numerosi sono gli aneddoti e i dettagli curiosi legati alla produzione e alle scene del film:
- Quando Jim Carrey ha la maledizione e non può mentire, scappa via. Lascia la porta dell'ascensore aperta, il suo capo esce e lo chiama, Jim Carrey corre via e prende la scala d'emergenza. Questo momento è uno dei più iconici e rappresentativi dell'assurdità della sua condizione.
- Nella scena prima del compleanno del bambino (il primo compleanno quando il bambino desidererà che il padre dica per 24 ore solo la verità) la madre prende la torta da una confezione e le candeline (credo cinque o sei, non ricordo). Questo dettaglio introduce in modo sottile l'elemento scatenante della trama.
- Quando Fletcher, verso la fine del film, dà finalmente i soldi all'accattone, gli consegna in mano SOLO una banconota, mentre tutte le monetine cadono per terra (se volete, vedete al rallentatore). Un piccolo gesto che, nella sua goffaggine forzata, rivela la sua nuova, involontaria, onestà.
- In una scena del film Max fa alcune domande al padre per capire se davvero non può dire bugie. Quando gli chiede se facendo troppe smorfie si rimane con la faccia paralizzata tutta la vita, Fletcher risponde che non è vero e che anzi, c'è gente che ci campa alla grande facendo le smorfie. Questa è una divertente auto-citazione e un riferimento diretto allo stile comico di Jim Carrey.
Errori di Continuità
Come in molte produzioni cinematografiche, anche "Bugiardo bugiardo" presenta alcuni piccoli errori di continuità, che non intaccano la narrazione ma sono notabili a un'analisi attenta:
- Quando Fletcher elenca al poliziotto che l'ha fermato tutte le infrazioni che ha commesso, lo si vede ruotare la testa verso il poliziotto. Un piccolo movimento che potrebbe variare tra un'inquadratura e l'altra.
- Quando Jim Carrey è seduto in tribunale, prima di dover interrogare l'amante della sua cliente lo si vede in PP con la testa china che si morde l'unghia del pollice. Questo gesto di nervosismo potrebbe apparire e scomparire in base al taglio della scena.
- Alla fine del film durante il compleanno di Max, si vedono sul muro l'ombra di Fletcher e Audrey. Un dettaglio che potrebbe essere una leggera imprecisione nella gestione delle luci o delle posizioni.
- Fletcher indossa un orologio molto particolare. Quando viene inquadrato indica le 08.45 mentre nella scena immediatamente successiva indica le 06.45. Un classico errore di orario che talvolta si verifica nel montaggio.
Falle nella Trama (Plot Holes)
Alcuni spettatori e critici hanno rilevato delle falle logiche o incongruenze nella trama che, sebbene non compromettano il godimento del film, sollevano interrogativi:
- Vi è una falla nella trama quando Fletcher è sdraiato sul pavimento davanti al suo ufficio e Miranda gli chiede se fosse occupato. La domanda sembra fuori luogo data la sua evidente posizione e condizione.
- Il figlio ha espresso il desiderio che il padre non dica neanche una bugia per 24 ore, ma non che il padre si comporti come se fosse sotto l'effetto di un siero della verità, a causa del quale dica contro la sua volontà e senza il minimo autocontrollo tutto quello che realmente gli passa per la testa. Questo è un punto cruciale, in quanto il desiderio di Max si traduce in un'incapacità di filtrare i pensieri, piuttosto che una semplice obbligatorietà a dire la verità in risposta diretta.
- Con un bel colpo di scena, Fletcher in tribunale scopre che Samantha era minorenne quando si sposò: falsificò la data di nascita per apparire un anno più grande e poter contrarre matrimonio. Fletcher dice che nessun minorenne in California può firmare un contratto senza l'approvazione dei genitori, per cui il contratto prematrimoniale che firmò è nullo, per cui col divorzio si prenderà metà del patrimonio del marito. Questa argomentazione legale, pur essendo un elemento chiave della trama, è stata oggetto di discussione sulla sua effettiva validità giuridica in tutti i contesti.