Diciamolo chiaramente: oltre alle prime poppate, del primo figlio, allattare al seno non deve arrecare dolore e, infatti, in gran parte dei casi va tutto per il meglio. Il nostro consiglio, insomma, è quello di non farsi intimorire da tali eventuali dolori e di non farli pesare nella scelta tra latte materno o artificiale, dato che il primo è decisamente migliore per i nostri piccoli. Quando però si ha il seno dolorante in maniera costante, non sembra un mero fastidio temporaneo e magari è accompagnato da bruciore al seno, è il caso di valutare meglio per comprendere quali siano le cause del dolore e rimediare: con i giusti consigli, la giusta pazienza e, quando necessario, qualche farmaco, il dolore dovrebbe andar via in pochi giorni.
Se pensiamo all’allattamento, l’immagine nella nostra mente è quella di una neomamma che abbraccia dolcemente il proprio figlio e lo alimenta attraverso il proprio corpo. È una rappresentazione dolce, in cui la cura e il nutrimento passano in maniera naturale dalla madre al neonato. Ma è anche un’immagine potente in cui riusciamo a intravedere, in mezzo a fiori, tutine e pannolini, quel legame indissolubile che si sta creando e che affonda le proprie radici proprio in questi attimi. L’allattamento al seno è una risorsa che la natura offre alle mamme e al neonato e i benefici sono molteplici per entrambi, sia nell’immediato, sia a lungo termine.

Comprendere la natura del dolore
Capezzoli e areole sono tra le parti del corpo più sensibili, dove la pelle è più fragile e potenzialmente irritabile: per questo l’allattamento può metterli alla prova, provocando talvolta dolore e infiammazione. È importante puntualizzare fin da subito che non sempre l’allattamento porta con sé una sensazione di fastidio: il dolore è un parametro soggettivo che può variare in intensità e durata.
Tuttavia, non è raro che, nelle prime settimane, la suzione del neonato possa “far male”: il dolore al seno durante l’allattamento, che spesso scompare dopo alcuni secondi, è dovuto al normale stiramento dei tessuti, che si accompagna a una sensazione di bruciore del tutto naturale dovuta all’irritazione di una porzione di pelle estremamente sensibile. Spesso si accompagna un altro tipo di fastidio, dovuto a episodi che prendono il nome di “morsi uterini”. I morsi uterini sono contrazioni della muscolatura uterina del tutto fisiologiche, che interessano la donna subito dopo il parto e segnalano che l’utero sta tornando alle sue dimensioni normali. Si percepiscono in special modo durante l'allattamento: la suzione infatti accelera la produzione di un ormone, l'ossitocina, che a sua volta stimola le contrazioni uterine.
Le principali cause del dolore
Quando il dolore non va via dopo le prime poppate, spesso la causa è da ricercare nell'errata posizione e/o attacco del piccolo al seno, soprattutto nei casi di capezzoli sensibili. È infatti più comune per le mamme al primo figlio, che si trovano per la prima volta ad allattare: può succedere che il neonato non riesca a prendere tutto il capezzolo tirandolo e irritandolo, causando la formazione delle note ragadi al seno (ferite sul capezzolo) che portano, in alcuni casi, ad avere l’areola infiammata.
Le altre cause possono essere correlate all'utilizzo di un reggiseno troppo stretto, un uso errato del tiralatte, così come una lesione conseguente al parto che porta a provare dolore dall’interno del seno. Scorriamole insieme nel dettaglio:
- Ragadi: sono ferite dolorose, a volte sanguinanti, che si presentano a livello del capezzolo. Sono causate da uno scorretto attacco del bambino al seno, o da un frenulo corto della lingua del neonato.
- Mastite: è un'infiammazione della ghiandola mammaria che può causare turgore, arrossamento, dolore al seno, febbre e malessere generale.
- Ingorgo mammario: è caratterizzato da mammelle gonfie e dure, arrossamento e difficoltà nel flusso del latte. Spesso si verifica quando il neonato non riesce a svuotare completamente il seno.
- Dotti galattofori occlusi: se un segmento di un dotto galattoforo non viene drenato correttamente, si può verificare un'ostruzione con conseguente piccola tumefazione dolorante.
- Eccesso di latte: alcune madri producono più latte del necessario. In questi casi, tirare il latte in eccesso può dare sollievo.
- Candidosi: un'infezione provocata da un fungo. La mamma accusa un fastidioso bruciore che perdura anche alla fine della poppata, mentre il lattante può manifestare il “mughetto”.
- Vasospasmo del capezzolo: una condizione in cui i vasi sanguigni del capezzolo si contraggono bruscamente, causando dolore e cambiamenti di colore.

Prevenzione e correzione dell'attacco
Per prevenire i disturbi appena citati, puoi giocare d’anticipo fin dalle prime settimane di gravidanza. Cura l’elasticità della pelle durante tutta la gravidanza con un trattamento corpo da applicare giornalmente: massaggia generosamente un olio per mantenere la pelle morbida. Cura la zona delle areole qualche settimana prima del parto con maggiore accuratezza, utilizzando un olio o una crema specifica.
La chiave per un allattamento al seno privo di dolore è un attacco adeguato. Mentre il tuo bambino è attaccato al seno, direziona il capezzolo verso il suo palato. Questo dovrebbe aiutarlo ad attaccarsi sia al capezzolo sia a parte dell'areola sottostante. Avere in bocca sia il capezzolo sia parte del tessuto mammario lo aiuterà a nutrirsi correttamente. Nei primi giorni chiedi a un consulente per l'allattamento o a uno specialista di verificare l'attacco del tuo bambino.
Rimedi e prodotti utili
Bisogna, prima di tutto, non avere timore di rivolgersi a chi di competenza, come le ostetriche, gli infermieri e i medici, oltre ai sostenitori o consulenti tra pari. Quando il dolore ai capezzoli persiste, esistono diversi prodotti in grado di offrire sollievo:
- Multi Mam Trattamento intensivo: garze in capsule che donano un rapido effetto lenitivo, prevengono le infezioni e corroborano la guarigione grazie a un gel bioattivo.
- Purelan Medela: crema alla lanolina efficace per apportare un rapido sollievo ai capezzoli dolenti in maniera sicura, senza la necessità di rimuoverlo prima dell'allattamento.
- Proteggi Capezzolo Medela: utile in caso di allattamento e di capezzoli sensibili, caratterizzato da una parte posteriore in silicone per un utilizzo confortevole e da una anteriore traspirante.
- Nexcare Coldhot Maternity Compress: riempimento in gel per il seno. Quella calda va adoperata prima di allattare per stimolare il flusso di latte; quella fredda va applicata dopo l'allattamento per ridurre l'infiammazione.
- Hydrogel Chicco Dischetti Seno: da utilizzare ai primi segnali di irritazione, garantendone l'idratazione e l'elasticità.

Consigli pratici per la quotidianità
Quando fai la doccia o il bagno, lava il seno solamente con acqua. Le piccole protuberanze sulle areole producono un olio che idrata e protegge i tuoi capezzoli. I saponi e i gel doccia rischiano di rimuovere questo olio naturale. Asciuga i capezzoli all'aria oppure tamponali delicatamente con un asciugamano. Non occorre pulire il seno prima di allattare: i batteri presenti sulla superficie possono favorire lo sviluppo del microbioma intestinale del tuo bambino.
Il latte materno fresco può agevolare la guarigione dei capezzoli danneggiati, per cui massaggiali con qualche goccia di latte prima e dopo ogni poppata. Se le coppette assorbilatte diventano umide, cambiale con frequenza per ridurre il rischio di infezioni batteriche o fungine.
Allattamento: regole di un buon attacco al seno. Video 2/3
Non utilizzare indumenti che stringano sul seno. Attenta anche alla tracolla della tua borsa e alle fasce. Se il dolore ai capezzoli persiste e se noti dei sintomi insoliti, rivolgiti a un consulente per l'allattamento o a uno specialista. Il dolore ai capezzoli è un disturbo che può colpire sia le donne che gli uomini, manifestandosi con intensità e caratteristiche diverse, ma per le neomamme rappresenta una sfida che, con la giusta assistenza, è possibile superare per ritrovare la gioia di nutrire il proprio figlio.
Ricorda che la tua serenità è la priorità. Tutte queste soluzioni sono da provare per il bene di mamma e bambino. Non soffrire e cerca il rimedio più adatto a te. Se non riuscissi a venirne a capo, non aver paura di chiedere aiuto agli specialisti: ostetrica, pediatra, consulente dell’allattamento, sono solo alcune delle figure professionali di riferimento in questi casi. E se ti trovassi in difficoltà, o sentissi che l’allattamento non fa per te, parlane liberamente con il tuo medico. Le mamme migliori sono quelle serene e il tuo bimbo ha bisogno soprattutto di questo. Coraggio neo-mamma, è una strada faticosamente bellissima!
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