Il broncospasmo in età prescolare può interessare fino al 40-50% dei bambini, rappresentando una condizione piuttosto comune in età pediatrica. Si manifesta quando la muscolatura liscia dei bronchi, che circondano le vie aeree dei polmoni, si contrae anormalmente e in modo eccessivo. Questa contrazione involontaria della muscolatura delle diramazioni bronchiali provoca un loro restringimento, rendendo difficoltoso il passaggio dell'aria. Il restringimento delle vie respiratorie determina una maggior difficoltà nel passaggio dell’aria e comporta per i genitori un notevole impegno assistenziale.

I Segni e i Sintomi del Broncospasmo: Il "Fischio" (Wheezing) e Altro
La manifestazione più tipica del broncospasmo è il respiro sibilante, noto anche come wheezing. Questo rumore espiratorio simile a un sibilo è un reperto auscultatorio, il che significa che il pediatra può percepirlo durante la visita medica. Tuttavia, è fondamentale comprendere che il wheezing non è una diagnosi in sé, bensì una componente sintomatologica. Questo implica che il "fischio" può essere presente in numerose patologie che devono essere opportunamente differenziate per una diagnosi accurata e una terapia mirata.
Oltre al wheezing, il broncospasmo nei bambini si accompagna spesso ad altri sintomi significativi. Uno dei più frequenti è la tosse, che può presentarsi come tosse secca e stizzosa. Quando un bambino respira affannosamente, tossisce spesso e produce un rumore espiratorio simile a un sibilo, è probabile che si stia assistendo a un broncospasmo. L'infiammazione delle vie aeree del bambino può determinare anche la comparsa di tosse secca e stizzosa, rendendo il quadro clinico ancora più evidente. La difficoltà respiratoria è un altro sintomo chiave, percepibile attraverso un affanno significativo. Nei casi di broncospasmo più grave, si possono osservare segni di fatica respiratoria come i rientramenti costali ed al giugulo, indicando uno sforzo eccessivo per respirare. Questi parametri vengono attentamente valutati dal pediatra durante la visita, osservando la dinamica del respiro. Anche la frequenza del respiro può aumentare (frequenza respiratoria aumentata), un segno che il corpo sta cercando di compensare la ridotta efficienza respiratoria.
ASMA BRONCHIALE e BRONCHITE ASMATICA nei Bambini: Cause e Sintomi! 🫁👶
Le Cause del Broncospasmo nell'Età Pediatrica
Le cause del broncospasmo nel bambino sono diverse e cambiano in base all’età, con specifiche condizioni che predominano nelle diverse fasce anagrafiche. Teoricamente, ogni fattore che arrechi danno alla mucosa dei bronchi, cioè allo strato di cellule che riveste l’interno della loro parete, può portare alla contrazione della muscolatura bronchiale.
Nelle fasce d'età più giovani, in particolare nel primo anno di vita, una delle cause più frequenti di broncospasmo è la bronchiolite. Si tratta di un’infezione virale comune che causa infiammazione delle piccole vie aeree (bronchioli) dei polmoni. La bronchiolite inizia tipicamente con i sintomi di un raffreddore, a cui fanno seguito nel giro di pochi giorni la comparsa di tosse, wheezing e respiro affannoso.
Per i bambini in età prescolare, ossia prima dei 6 anni, un'altra causa comune è il wheezing virale, spesso chiamato anche bronchite asmatica. Questa è un’infezione virale che colpisce i bimbi e causa infiammazione dei bronchi. Si presenta generalmente con i sintomi di raffreddore e respiro affannoso e sibilante (wheezing). A differenza della bronchiolite, il wheezing virale risponde a terapia broncodilatatoria con salbutamolo via puff inalatorio o aerosol, mentre nelle forme più severe può essere necessario somministrare un cortisonico orale. È importante notare che una proporzione molto minoritaria di bambini in età prescolare avrà sintomi di wheezing non solo nel corso di infezioni virali o raffreddori, ma anche quando sta bene o durante l’esercizio. In questi bambini è necessario talvolta avviare una terapia con steroide inalatorio, usato in aggiunta al salbutamolo durante gli episodi di wheezing o come terapia preventiva, e/o anti-leucotrienico orale.
Nei bambini più grandi e in tutte le età, l’asma è una delle cause più comuni di broncospasmo. In questi casi, specialmente nell'asma allergico, c’è un’infiammazione cronica dei bronchi, che può essere esacerbata dall’esposizione ad un allergene verso cui si è sensibilizzati o ad altri tipi di stimoli, come l'esercizio fisico, il contatto con aria fredda, il fumo passivo, o anche risate o pianti intensi. L'asma è, di base, una delle due principali condizioni infiammatorie che causano il broncospasmo, insieme alla bronchite.
La bronchite con broncospasmo si verifica quando in corso di un’infiammazione bronchiale (bronchite) si associa un restringimento delle vie aeree. La bronchite solitamente è dovuta ad agenti patogeni di tipo virale e determina infiammazione delle vie aeree con produzione di muco, tosse e talvolta febbre.
Il broncospasmo può anche essere da farmaci, poiché alcuni medicinali possono determinarlo come effetto collaterale. Esiste anche la condizione del broncospasmo paradosso, che può accadere con l’uso di inalatori broncodilatatori quando, invece di rilassare i muscoli delle vie aeree e migliorare la respirazione, i farmaci causano una reazione opposta.
Tra le cause che devono essere sempre prese in considerazione, soprattutto quando il broncospasmo non risponde alla terapia anti-asmatica, quando il salbutamolo per aerosol induce una risposta paradossa (un aumento della tosse) oppure nel caso di un bambino che dorme in opistotono, vi è la tracheobroncolamalacia. Questa condizione deve essere eventualmente confermata mediante l’esecuzione di una broncoscopia.
I fattori scatenanti possono essere diversi, e oltre alle infezioni virali e agli allergeni, l'anamnesi può valutare la possibile presenza di altri elementi come lo sforzo fisico o l'esposizione al freddo.
Quando Preoccuparsi e Quando Rivolgersi al Medico
Il broncospasmo nei bambini è un problema abbastanza comune, ma può essere pericoloso. È fondamentale sapere quando è il momento di agire con urgenza. Se la tosse non accenna a calmarsi, il respiro diventa sempre più difficoltoso e il bambino diventa pallido o compare un alone violaceo attorno alla bocca (cianosi), è necessario contattare subito il pediatra o recarsi al pronto soccorso. Questi sono segni di grave difficoltà respiratoria che richiedono attenzione medica immediata.
È necessario che il bambino sia valutato da un medico, specialmente se è il primo episodio di broncospasmo. La visita deve essere urgente (al Pronto Soccorso) se il bambino respira molto rapidamente e/o ha affanno significativo. Se il broncospasmo si manifesta con regolarità, è necessario consultare il medico al fine di comprenderne le cause o, in caso di patologia già nota responsabile della manifestazione, verificarne la corretta gestione. Il broncospasmo, se non trattato, può essere pericoloso per la vita. La durata del broncospasmo nei bambini può variare notevolmente a seconda della causa scatenante e della gravità della condizione. In genere, gli episodi acuti possono durare qualche giorno.
La Diagnosi di Broncospasmo nei Bambini
La diagnosi di broncospasmo comprende diversi passaggi che mirano a identificare non solo la presenza della condizione, ma anche le sue cause sottostanti.
Il primo passo è l'anamnesi, durante la quale il medico si informa se sono avvenuti episodi analoghi in passato, che caratteristiche di durata e gravità hanno avuto e quali terapie sono state impiegate. Vengono valutati anche fattori scatenanti come allergie, sforzo fisico, esposizione al freddo, precedenti problemi respiratori, fumo di tabacco e storia familiare di malattie respiratorie. Nel caso di un broncospasmo su base allergica, ad esempio, è importante indagare l'esposizione ad allergeni ambientali.
Segue la visita dell’apparato respiratorio, che richiede una prima parte ispettiva in cui il pediatra osserva la gabbia toracica per valutare due principali parametri: la frequenza del respiro, per riconoscere un’eventuale frequenza respiratoria aumentata, e la dinamica del respiro, per identificare quei segni di difficoltà respiratoria come i rientramenti costali ed al giugulo. La valutazione clinica non si limita però solo al polmone. Nei bambini che si presentano con tosse stizzosa, infatti, occorre escludere altre condizioni che possono portare alla tosse, come le infezioni delle vie aeree superiori, pertanto occorre una valutazione comprensiva di cavità nasali ed orofaringe.
Possono quindi seguire test di funzionalità polmonare come la spirometria, un test in grado di misurare con quanta velocità e quanta aria il paziente può espirare in seguito ad un’inspirazione profonda. Un altro test è la prova di reversibilità con broncodilatatori: al paziente viene somministrato un broncodilatatore, e il test viene ripetuto dopo un arco di tempo per vedere se la funzionalità polmonare migliora.
Quando vi è il sospetto di condizioni specifiche, come la tracheobroncolamalacia, e quando il broncospasmo non risponde alla terapia standard o presenta risposte atipiche, la diagnosi può richiedere indagini più approfondite. In questi casi, la tracheobroncolamalacia deve essere eventualmente confermata mediante l’esecuzione di una broncoscopia.
Nei soggetti con asma allergico, per individuare a cosa si è allergici, sono fondamentali specifici test diagnostici, come gli skin prick tests.
Opzioni Terapeutiche e Strategie di Gestione
La terapia del broncospasmo nei bambini varia a seconda dell’età del bambino e della causa scatenante. Le terapie vengono somministrate esclusivamente dal medico dopo una diagnosi accurata.
Il trattamento del broncospasmo inizia di solito con broncodilatatori, spesso somministrati sotto forma di inalatori. Il farmaco più indicato per la cura del broncospasmo nei bambini è il salbutamolo, un beta-agonista che serve appunto ad allargare i bronchi e a far passare più agilmente l’aria. Questi farmaci possono includere beta-agonisti come il salbutamolo, che agiscono velocemente per rilassare i muscoli delle vie aeree e facilitare la respirazione. Questi farmaci agiscono rilassando i muscoli delle vie aeree e migliorando il passaggio dell’aria dall’esterno ai polmoni e viceversa, e possono essere somministrati mediante spray predosati o mediante nebulizzazione in aerosol.
Tuttavia, negli ultimi anni è stato dimostrato che l’impiego del broncodilatatore (salbutamolo) in monoterapia si associa ad un maggior rischio di riacutizzazioni e di mortalità per asma. Benché questa evidenza sia stata recepita e raccomandata dalle linee guida, è ancora diffusa la consuetudine di utilizzare in età prescolare il broncodilatatore in terapia singola. È stato dimostrato che l’utilizzo del salbutamolo non associato ai corticosteroidi inalatori (CSI), anche per poche settimane, può favorire la downregulation dei recettori beta-2, ridurre la responsività al broncodilatatore e aumentare paradossalmente l’iperreattività bronchiale e l’infiammazione eosinofilica delle vie aeree.
Per contrastare questo rischio, le linee guida GINA 2023 riportano delle raccomandazioni specifiche per la fascia d’età al di sotto dei 5 anni, nelle quali è stata recentemente inserita la possibilità di utilizzare un corticosteroide inalatorio (CSI) all’inizio di un’infezione virale respiratoria (step 1). Viene poi confermata come prima scelta una terapia a basso dosaggio con CSI per 3 mesi in caso di almeno tre riacutizzazioni nel corso dell’anno (step 2). Da qui l’indicazione, per la fascia d’età 6-11 anni, di aggiungere CSI ogni volta che si usa il salbutamolo, poiché i CSI associati al broncodilatatore, infatti, riconvertono rapidamente i recettori beta-2.
Nelle forme più severe di wheezing virale può essere necessario somministrare un cortisonico orale. Nei bambini che manifestano sintomi di wheezing non solo durante infezioni virali ma anche in assenza di esse o durante l'esercizio, può essere necessaria una terapia con steroide inalatorio (usato in aggiunta al salbutamolo o come terapia preventiva) e/o anti-leucotrienico orale.
Un aspetto cruciale nella gestione del broncospasmo è la tecnica inalatoria. È stato dimostrato che la tecnica inalatoria è spesso inadeguata. È perciò importante, al fine dell’aderenza alla terapia, che il pediatra mostri ai genitori il corretto utilizzo del distanziatore nei bambini, verificando il loro effettivo apprendimento dopo dieci giorni.

Prevenzione delle Riacutizzazioni e Consigli per i Genitori
Al di là della terapia farmacologica che si rende necessaria per contrastare il broncospasmo, vi sono alcuni accorgimenti che, caso per caso, possono essere adottati per ridurre la ricorrenza degli episodi. La finalità principale del trattamento del broncospasmo ricorrente e dell’asma in tutte le età è la prevenzione delle riacutizzazioni.
Per i bambini con broncospasmo su base allergica, è fondamentale individuare a cosa si è allergici attraverso specifici test diagnostici (e.g. skin prick tests) e limitare, per quanto possibile, l’esposizione all’allergene in questione. Ad esempio, nel caso di un broncospasmo su base allergica, è importante mantenere un ambiente per quanto possibile privo di allergeni, come polvere e peli di animali. Misure anti-acaro in casa sono consigliate per chi è allergico alla polvere.
In termini di prevenzione, è molto importante evitare l’esposizione al fumo passivo. Il fumo è un forte irritante delle vie aeree e l'esposizione al fumo passivo di sigaretta tradizionale ed elettronica può mantenere un cronico stato di infiammazione nelle vie aeree, peggiorando la condizione del bambino.
Adottare queste strategie preventive e seguire attentamente le indicazioni del medico è essenziale per migliorare la qualità di vita del bambino e ridurre il rischio di episodi acuti.
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