Tassi di Fertilità in Botswana: Dati, Tendenze e Contesto Socio-Demografico

Il tasso di fertilità è un indicatore demografico fondamentale, che riflette non solo il potenziale di crescita o declino di una popolazione, ma anche le condizioni socio-economiche e le politiche sanitarie di un paese. Comprendere le tendenze demografiche e anticipare il cambiamento demografico sono fondamentali per la pianificazione dello sviluppo nazionale e per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Questo è particolarmente vero per nazioni come il Botswana, che hanno vissuto trasformazioni significative negli ultimi decenni, influenzate da fattori economici, climatici e sanitari. L'Agenda 2030 sottolinea che le persone sono al centro dello sviluppo sostenibile, facendo eco agli ideali espressi nel Programma d'azione della Conferenza Internazionale su Popolazione e Sviluppo (ICPD) adottata al Cairo nel 1994.

Il Tasso di Fertilità Totale (TFT): Una Misura Chiave della Demografia

Il tasso di fertilità totale (TFT) fornisce una cifra per il numero medio di bambini che sarebbero nati per donna se tutte le donne vivessero fino alla fine della loro età fertile e portassero bambini secondo un dato tasso di fertilità ad ogni età. Questa misura è più diretta del livello di fertilità rispetto al tasso di natalità grezzo, poiché si riferisce alle nascite per donna. Questo indicatore mostra il potenziale di cambiamento della popolazione nel paese.

Un tasso di due bambini per donna è considerato il tasso di sostituzione per una popolazione, con conseguente stabilità relativa in termini di numeri totali. Le percentuali sopra i due bambini indicano popolazioni che crescono in dimensioni e la cui età mediana è in calo, suggerendo un potenziale di forte espansione demografica. Tassi più elevati possono anche indicare difficoltà per le famiglie, in alcune situazioni, per nutrire ed educare i loro figli e per le donne ad entrare nella forza lavoro, creando sfide significative per lo sviluppo socio-economico. Al contrario, tassi al di sotto di due bambini indicano popolazioni che diminuiscono di dimensioni e invecchiano, presentando un diverso insieme di sfide legate al sostegno delle persone anziane e alla riduzione della forza lavoro.

Tasso di fertilità totale e tasso di sostituzione

Panorama della Fertilità in Botswana: Dati Attuali e Declino Storico

Il Botswana ha registrato dinamiche di fertilità che suggeriscono un significativo cambiamento nel corso del tempo. Attualmente, il tasso di fertilità totale è di 4,9 bambini per donna. Tuttavia, la fertilità cumulativa tra le donne di età compresa tra 45 e 49 anni è solo di 5,8, il che suggerisce la presenza di un declino della fertilità in Botswana, poiché le donne più anziane hanno avuto più figli rispetto alla media attuale. Le tendenze demografiche recenti suggeriscono un ulteriore declino delle nascite a 4,5 bambini per donna entro i prossimi cinque anni, indicando una continuazione di questa traiettoria di riduzione.

Durante gli anni '80, il declino della fertilità nelle aree rurali del Botswana è stato interpretato come una possibile risposta alle condizioni economiche estremamente difficili, accentuate da una prolungata siccità. Questo periodo di scarsità di risorse ha avuto un impatto multifattoriale sulla vita delle persone e sulle loro decisioni riproduttive.

Fattori Contribuenti al Declino della Fertilità in Botswana: Il Ruolo delle Crisi e delle Politiche

Diversi elementi hanno contribuito al declino della fertilità in Botswana, in particolare durante periodi di difficoltà economiche e ambientali. La siccità, in particolare, potrebbe aver contribuito a una maggiore separazione dei coniugi, alterando le dinamiche familiari e riducendo le opportunità di concepimento. Parallelamente, la stessa siccità può aver aumentato l'apertura della popolazione ai programmi integrati di salute materna e infantile (MCH) e di pianificazione familiare, poiché le famiglie cercavano supporto e soluzioni per gestire le risorse limitate in un contesto di crescente incertezza. I programmi di alimentazione supplementare per bambini di età inferiore ai cinque anni erano disponibili solo presso i centri MCH, incentivando l'engagement con i servizi sanitari e di pianificazione familiare.

La migrazione verso le aree urbane, un fenomeno spesso accelerato dalle condizioni rurali avverse, è stata accompagnata da carenze abitative. Queste carenze si sono verificate a causa di una moratoria sulla costruzione, implementata per conservare l'acqua, e da un sovraffollamento che avrebbe potuto ridurre la fertilità urbana, poiché le condizioni di vita in spazi ristretti possono disincentivare o ritardare la procreazione. Inoltre, l'impatto della siccità sulle risorse degli uomini potrebbe aver ridotto le risorse disponibili per il pagamento del "bogadi" (prezzo della sposa), e questo potrebbe aver ritardato il matrimonio e la procreazione. Allo stesso modo, i programmi di aiuto agricolo, sebbene volti a sostenere le comunità, potrebbero aver contribuito a prolungare la permanenza degli uomini nelle terre arabili, ritardando ulteriormente il matrimonio e l'inizio della fase riproduttiva.

In un contesto di risorse limitate, le donne che erano a capo di famiglie, un gruppo numeroso in Botswana, e le donne non sposate potrebbero aver scelto di adottare la contraccezione. Questa decisione era probabilmente dettata dalla necessità di gestire le proprie risorse economiche e di sostenere i figli in modo più efficace, data la loro situazione finanziaria precaria.

Impatto di fattori ambientali e patologie oncologiche sulla fertilità

Ostacoli e Fattori che Sostengono un'Alta Fertilità in Botswana

Nonostante le tendenze al declino, il Botswana affronta ancora sfide che potrebbero sostenere o addirittura aumentare i tassi di fertilità. Tra queste, spiccano gli alti tassi di gravidanze adolescenziali e l'abbandono scolastico, che sono tendenze che suggeriscono una fertilità più elevata o sostenuta. La gravidanza in età adolescenziale spesso porta all'interruzione degli studi, limitando le opportunità future per le giovani madri e perpetuando un ciclo di fertilità precoce e potenzialmente non pianificata.

L'educazione alla vita familiare nelle scuole non ha ancora avuto un impatto significativo sulla fertilità, indicando la necessità di programmi più efficaci o di una maggiore implementazione per influenzare le scelte riproduttive dei giovani. Inoltre, una fertilità elevata può essere mantenuta dall'alta proporzione di unioni di visita, ovvero relazioni in cui i partner non convivono stabilmente, e da una dimensione ideale della famiglia che rimane elevata, riflettendo norme culturali e aspettative sociali persistenti.

L'uso della contraccezione è aumentato, indicando una maggiore consapevolezza e disponibilità dei metodi moderni, con un'elevata conoscenza e consapevolezza (95%) e un significativo bisogno insodeguatto di contraccezione. Il 45% delle donne in unione desidera ritardare o interrompere la gravidanza. Tuttavia, anche i tassi di interruzione sono alti, suggerendo che le donne potrebbero avere difficoltà a mantenere l'uso dei metodi contraccettivi a lungo termine, a causa di fattori come effetti collaterali, problemi di accesso, pressioni sociali o informazioni incomplete. Un altro fattore che potrebbe influenzare la fertilità è la riduzione della migrazione verso il Sudafrica, che potrebbe aumentare la fertilità a causa della riunione delle coppie, portando a una maggiore stabilità coniugale e a un potenziale aumento delle nascite.

Il Contesto Geografico e Socio-Culturale del Botswana

Il Botswana è uno stato piuttosto esteso (581.730 km²) dell'Africa australe, un territorio senza sbocco sul mare che confina con il Sudafrica a sud, con la Namibia a ovest, con lo Zambia a nord e con lo Zimbabwe a nord-est. È posto all'interno della zona compresa tra i meridiani 20° e 30° E ed è attraversato dal tropico del Capricorno. Il territorio è formato da un altopiano che mantiene un'altitudine sul livello del mare di circa 1000 m. La rete idrografica è assai scarsa, una caratteristica che influenza profondamente il clima e l'ambiente.

Il clima è subdesertico, caratterizzato da precipitazioni scarse e piuttosto irregolari, con una media registrata di 591 mm annui di pioggia caduti in 58 giorni. Le escursioni termiche, sia giornaliere che annuali, sono piuttosto elevate, con inverni (da aprile a settembre) caratterizzati da giornate serene, soleggiate e secche, in assenza di pioggia, dove le temperature diurne raggiungono i 25°C, mentre quelle notturne possono scendere anche sotto lo zero. Le aride terre del Botswana ospitano varie specie di interesse, tra cui oltre settanta specie di serpenti, compresi tre cobra sputatori. Vi sono altresì parecchie specie di uccelli, tra cui la gru pavonina, il colombo tomboliere e il cosiddetto uccello segretario, che si nutre proprio di serpenti. La maggior parte del territorio presenta specie adatte al clima arido, in particolare crescono con facilità le piante di acacia e i bassi arbusti spinosi.

Mappa geografica del Botswana

Le prime popolazioni dell'odierno Botswana, come di gran parte dell'Africa australe, erano cacciatori-raccoglitori dei gruppi San e Khoi (Boscimani e Ottentotti). Intorno al XVII secolo giunsero massicciamente nella zona i Bantu provenienti da nord. Queste genti, molto più agguerrite, non ebbero difficoltà ad avere il sopravvento, costringendo gli indigeni a ritirarsi nelle zone più impervie e desertiche della regione. Verso la fine del XIX secolo, iniziò un modesto afflusso di coloni bianchi provenienti dal Sudafrica, e nel 1885, alla Conferenza di Berlino, la regione venne dichiarata protettorato britannico con il nome di Bechuanaland.

Il Botswana, indipendente dal 1966, ha avuto come primo capo di Stato eletto Sir Seretse Khama, già re della tribù Tswana dei Bangwato e capo del Partito Democratico del Botswana. Khama, ricordato come padre della patria, restò in carica fino alla morte, succeduto nel 1980 da Quett Masire, che nel 1998 si ritirò a favore del vicepresidente Festus Mogae. Questi, eletto nel 1999, delegò presto gran parte dei poteri al figlio dei "Genitori della Patria", il primo ministro Seretse Ian Khama, dal 2003 presidente del partito BDP. Il governo attuale, guidato da Mokgweetsi Masisi, ha revocato il divieto di caccia agli elefanti nel 2019, offrendo permessi di caccia all'asta ad agenzie che poi li rivendono ai cacciatori di trofei. Il paese vige un sistema multipartitico, ma il partito da sempre dominante è il Partito Democratico del Botswana (BDP), con una connotazione nazionale molto forte e slegato da concezioni ideologiche.

L'organizzazione dello stato è marcatamente basata sul modello britannico, con un parlamento bicamerale suddiviso in "Camera dei Capi" (non elettiva e riservata ai capi delle tribù e ai rappresentanti dei gruppi etnici del paese) e "Camera dei Comuni" (elettiva e riservata a esponenti di partiti politici riconosciuti dallo stato). L'esecutivo è costituito da un governo forte guidato dal presidente. Al momento dell'indipendenza, il Botswana non si era dotato di forze armate. Tuttavia, dopo gli scontri avvenuti con l'esercito della Rhodesia, il paese costituì un corpo per l'autodifesa nel 1977. Il presidente è il comandante in capo del corpo e nomina il consiglio di difesa, al cui vertice si trova un luogotenente generale. Il corpo attualmente arruola circa 12.000 uomini. L'evoluzione positiva della situazione geopolitica nella regione ha permesso di specializzare il corpo in operazioni di polizia ambientale, di protezione civile ed in missioni internazionali di pace.

Il Botswana svolge un ruolo propulsivo nell'integrazione politica ed economica nell'Africa australe. Il Paese promuove la Comunità di sviluppo dell'Africa Australe (SADC) come strumento di sviluppo economico e come veicolo per raggiungere il peso politico necessario per svolgere un ruolo di composizione dei conflitti e per ottenere buone relazioni internazionali. Il Sudafrica del dopo-apartheid è stato il principale alleato internazionale, ma recentemente si è avuto un netto sganciamento da questa tradizionale alleanza. Anche la questione della regolamentazione della caccia è stata affrontata con grande lungimiranza ed è stata risolta con grande successo. Il governo organizza infatti periodiche battute di caccia grossa aperte ai privati (anche stranieri) in base all'eventuale esubero di capi delle varie specie, in particolare elefanti, rispetto alle risorse disponibili. Questo approccio ha consentito di arrestare fortemente il fenomeno del bracconaggio sia in modo diretto che in modo indiretto.

L'arte pittorica preistorica ha un suo centro molto interessante in Botswana: Tsodilo. Esso si trova nel Kalahari, presso il confine con la Namibia e vanta una delle più alte concentrazioni di arte rupestre preistorica del mondo, tanto che l'UNESCO lo annoverò nel 2001 nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità. Soprannominato il "Louvre del Deserto", Tsodilo presenta al visitatore oltre 4.500 dipinti in un'area di appena 10 km². Alcuni gruppi etnici presentano una notevole capacità di lavorare il legno, con veri e propri ebanisti. Dal XX secolo si è assistito a un certo fiorire di un'arte unitaria, che raccoglie in particolare gli influssi anglosassoni e Tswana. L'architettura tradizionale dei villaggi Tswana si costituisce invece di capanni costruiti con un impasto di mattoni e terra tratta dai termitai, fissati poi con malta composta da terriccio e letame. I pali che sostengono i tetti di paglia si traggono da arbusti flessibili.

Ancora in fase di sviluppo la letteratura, che ha però un buon retroterra di tradizioni orali. In questo campo l'influsso sudafricano è fortissimo. La scrittrice più importante del Botswana è stata infatti una mulatta di origini sudafricane: Bessie Head, insignita nel 2003 dell'Ordine della Ikhamanga in Oro, "Per il contributo straordinario alla letteratura e alla lotta per il cambiamento sociale, per la libertà e per la pace". In When Rain Clouds Gather (1968), tra i suoi romanzi più noti, si narra la storia di Makehaya, che fugge dal Sudafrica e attraversa il confine diretta in Botswana, nella speranza di una vita più serena.

La musica del Botswana è piuttosto sviluppata ed è legatissima al fenomeno del tribalismo. Vi sono numerosi generi di musica tradizionale corrispondenti alle diverse etnie del paese, musica religiosa, e alcuni generi di musica pop moderna. Le attività sportive non sono capillarmente diffuse; tuttavia, specie nell'area della capitale, sono praticati il cricket, il calcio e il rugby. Molto diffuso è anche il pugilato, sport in cui Lechedzani Luza ha ottenuto la medaglia d'argento ai Giochi del Commonwealth del 2002. Nell'atletica leggera il Botswana può vantare alcuni atleti di spicco a livello internazionale; Letsile Tebogo, il miglior atleta Tswano di tutti i tempi, con una medaglia d'oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Parigi 2024 con il tempo di 19"46, il quinto migliore della storia. All'oro si aggiunge anche un argento, sempre a Parigi, nella staffetta 4x400 metri. Il primo oro olimpico per il Botswana è stato conquistato da Letsile Tebogo, nell'atletica leggera, 200 metri piani, ai Giochi olimpici di Parigi 2024. Le tradizioni botswaniane sono il risultato dell'unione dei costumi di matrice Bantù Tswana e bianca anglosassone. In particolare, sia nella tradizione orale che nella letteratura scritta, è fondamentale la tematica dell'"acqua", vista come origine e fonte primaria della vita, anche in senso spirituale. La cucina del Botswana è unica ma condivide anche alcune caratteristiche con altre cucine dell'Africa Meridionale. Esempi di cucina botswana sono: pap, boerewors, samp, vetkoek ed i vermi mopani.

Tsodilo Rock Art

Demografia del Botswana: Crescita, Struttura della Popolazione e Sfide Sanitarie

Il Botswana è abitato da 2.254.043 abitanti con una densità di 3,7 ab/km². Il paese conta 2.250.260 abitanti (dato del 2016), concentrati prevalentemente nell'est del paese. Tenuto conto che nel 1971 la popolazione era di circa 574.000 unità, si può dire che in meno di cinquant'anni essa si è quadruplicata, con una crescita annua attorno al 2%. Questo tasso è sceso rapidamente negli anni 2000, soprattutto in conseguenza degli effetti sempre più accentuati della diffusione del virus dell'HIV. Il 38,8% degli adulti (circa 350.000 persone) è affetto dal virus; nel 2003 si sono registrate 33.000 morti per AIDS. Il tasso di crescita annua della popolazione è gradualmente sceso fino ad acquisire segno negativo nel 2005, anno in cui l'indice di natalità è stato di 23,33 nati per 1.000 abitanti, contro un tasso di mortalità di 29,36.

I neri di ceppo Bantu costituiscono la maggioranza della popolazione; i tre principali gruppi etnici Bantu sono gli Tswana (66,8% della popolazione), gli Shona (14,8%) e i Ndebele (1,7%). Altri gruppi etnici neri non Bantu sono quelli del gruppo Khoisan: Boscimani (1,3%) e Ottentotti (1,3%). Le lingue ufficiali sono l'inglese e lo Tswana. La lingua ufficiale è l'inglese, parlato da appena il 2,1% della popolazione. La lingua più parlata è il Setswana (78,2%), che in base alla costituzione è la lingua nazionale. Secondo uno schema tipico delle lingue Bantu, in lingua Tswana ci sono tre vocaboli che denotano rispettivamente il popolo, la lingua e la terra, costruiti a partire da una radice comune con l'aggiunta di tre diversi prefissi: Setswana (la lingua), Batswana (il popolo), Botswana (la terra). La traduzione nelle lingue occidentali in genere omette il prefisso, e spesso attribuisce alla radice (in questo caso Tswana) il ruolo di nome della lingua o quello del popolo.

La religione predominante è il cristianesimo, che rappresenta il 71,6% della popolazione. I cristiani si dividono in protestanti (64,6%) e cattolici (7,0%). Il 20,6% non segue nessuna religione e il 6% confessa una religione indigena.

L'Economia del Botswana: Risorse, Sviluppo e Sfide

L'economia del Paese è dominata dall'estrazione mineraria (in particolare di diamanti), dall'allevamento e dal turismo. Il PNL nominale del paese è ammontato nel 2012 a 14.425 milioni di dollari, pari a un eccellente 7.020 dollari pro capite, che diventano 15.706 a parità di potere d'acquisto. Sin dall'indipendenza, il Botswana ha mostrato uno dei più elevati tassi di crescita del reddito pro capite del mondo. L'economia non è più così strettamente legata a quella del Sudafrica come un tempo. Oltre che con i paesi limitrofi, i rapporti commerciali maggiori del paese si svolgono con la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, nonché con gli altri paesi europei.

La politica fiscale è stata orientata al mantenimento di un modesto livello di tassazione, nonostante i deficit di bilancio nel 2002 e 2003, e di un livello trascurabile di debito estero. Il Botswana ha ottenuto il più elevato rating creditizio tra i Paesi africani ed è stato in grado di accumulare riserve in valuta straniera per oltre due volte e mezzo il valore delle imposte annuali (oltre 5 miliardi di dollari nel 2004). Nonostante questo quadro complessivamente positivo, nei primi anni 2000 si è registrata una contrazione degli investimenti per lo sviluppo (stimata al 10% nel 2002-2003), causata dai disavanzi di bilancio e dall'aumento delle spese per la sanità. Il paese è infatti fortemente colpito dall'AIDS: circa un terzo della popolazione è affetta dal virus HIV, il più alto tasso d'infezione al mondo dopo lo Swaziland, con ovvie ricadute sulla forza lavoro e sulla struttura demografica.

Il Botswana non ha un settore primario particolarmente produttivo, a causa della frequente siccità, e l'agrozootecnia contribuisce al PNL per meno del 4%. Tuttavia risultano assai importanti per l'economia del paese le colture cerealicole (soprattutto sorgo, mais e miglio), il girasole e, soprattutto, le piantagioni di cotone (700 t di fibra grezza nel 2001), organizzate con metodi moderni ed efficienti. L'industria diamantifera è la principale fonte di ricchezza del paese ed è per metà pubblica e per metà privata: i tre giacimenti maggiori di diamanti (Jwaneng, Lethakane, Orapa) forniscono all'anno circa 21 milioni di carati. Il settore terziario è in forte sviluppo e contribuisce già per oltre la metà del PNL, diversificando ulteriormente l'economia e riducendone la dipendenza dalle materie prime.

Istruzione e Sanità: Pilastri per lo Sviluppo Umano in Botswana

Al momento dell'indipendenza, solo una piccola parte della popolazione del Botswana possedeva i mezzi per accedere all'istruzione superiore e universitaria. La crescita economica ha permesso di istituire un sistema educativo che garantisce 10 anni di educazione di base. Circa metà della popolazione frequenta ulteriori due anni di scuola secondaria che permettono di conseguire il “Botswana General Certificate of Education” (BGCSE). Il BGCSE permette di accedere all'istruzione tecnica, fornita in sei istituti in tutto il paese; a corsi professionali di insegnante e infermiere; all'Università del Botswana a Gaborone. Il sistema dell'istruzione si dimostra tuttavia ancora carente nelle risorse assicurate alle scuole primarie, soprattutto per quanto riguarda la remunerazione degli insegnanti, un aspetto cruciale per garantire la qualità dell'educazione di base.

Il sistema sanitario, cui concorre capitale pubblico e privato, è in via di sviluppo, ma le sfide legate all'HIV/AIDS e ad altre malattie endemiche rimangono significative, mettendo sotto pressione le risorse e la capacità dei servizi.

Impatto di fattori ambientali e patologie oncologiche sulla fertilità

Il Botswana nel Contesto Demografico Globale: Le Prospettive delle Nazioni Unite

Le recenti tendenze demografiche sono foriere di sfide future per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). Ad esempio, i paesi in rapida crescita demografica, la maggior parte dei quali si trova nell'Africa subsahariana, devono fornire istruzione e assistenza sanitaria a un numero crescente di bambini e garantire opportunità di istruzione e occupazione di qualità a un numero crescente di giovani. D'altra parte, i paesi in cui la crescita demografica è rallentata o interrotta, devono prepararsi a una proporzione crescente di anziani e, in alcuni casi, a una diminuzione della dimensione della popolazione. Il Botswana, con il suo declino della fertilità e le sfide sanitarie legate all'HIV, si trova in una posizione che richiede un'attenta pianificazione per affrontare queste dinamiche complesse. Queste e altre sfide possono essere affrontate in parte rispondendo alle tendenze demografiche future e incorporando tali informazioni nelle politiche e nella pianificazione.

La relazione tra popolazione e sviluppo sostenibile dovrebbe essere considerata nel contesto del cambiamento climatico e di altre sfide ambientali globali che hanno un impatto diretto sullo sviluppo sostenibile. La crescita della popolazione stessa potrebbe non essere la causa diretta del danno ambientale; può tuttavia esacerbare il problema o accelerare i tempi della sua comparsa, a seconda del problema in questione, dell'orizzonte temporale considerato, della tecnologia disponibile e del contesto demografico, sociale ed economico.

I paesi in cui i livelli di fertilità rimangono elevati dovrebbero prepararsi a soddisfare le esigenze di un numero crescente di bambini e giovani. I paesi in cui un calo della fertilità sta creando un'opportunità per un dividendo demografico devono investire nel capitale umano garantendo l'accesso all'assistenza sanitaria e un'istruzione di qualità a tutte le età e opportunità di occupazione produttiva. I paesi con popolazione che invecchia dovrebbero adottare misure per adattare i programmi pubblici alla proporzione crescente di anziani. Tutti i paesi dovrebbero adottare misure per facilitare la migrazione in linea con l'obiettivo 10.7 degli SDG e del Global Compact per la sicurezza, l'ordine e la migrazione regolare.Mentre tutti i paesi dovrebbero intraprendere azioni per affrontare il cambiamento climatico e proteggere l'ambiente, i paesi più sviluppati, il cui consumo pro capite di risorse materiali è generalmente il più alto, hanno la maggiore responsabilità nell'attuazione di strategie per disaccoppiare l'attività economica umana dal degrado ambientale.

Dinamiche della Popolazione Mondiale: Tendenze, Proiezioni e Implicazioni

La ricerca pubblicata con il titolo World Population Prospects 2022 è la ventisettesima edizione delle stime e proiezioni ufficiali della popolazione mondiale pubblicate dalle Nazioni Unite dal 1951. Queste formano una serie completa di dati demografici per valutare le tendenze della popolazione a livello globale, regionale e nazionale. Questo rapporto fornisce una panoramica delle tendenze demografiche globali concentrandosi sul periodo dal 1950 al 2050 e presenta una sintesi delle principali prospettive demografiche durante la seconda metà del presente secolo. Le stime e le proiezioni della popolazione delle Nazioni Unite sono utilizzate nel calcolo di molti indicatori di sviluppo utilizzati dal sistema delle Nazioni Unite, compreso circa un quarto degli indicatori utilizzati per monitorare i progressi globali verso il raggiungimento degli SDG. Per la prima volta, la revisione del 2022 presenta tutti gli indicatori demografici e le stime della popolazione dal 1950 e le proiezioni al 2100 per singola età e sesso per intervalli di un anno.

Il rapporto è stato pubblicato nel mezzo di una crisi globale causata dalla pandemia di coronavirus (COVID-19), con il mondo che si trova ad affrontare i suoi continui e profondi impatti sulla salute delle popolazioni e sulle economie e società senza una chiara fine in vista. L'evidenza empirica dell'impatto della pandemia sui fenomeni demografici rimane incompleta a causa delle lacune nella raccolta dei dati demografici e degli sfasamenti temporali tra la raccolta e la diffusione dei dati. Il pieno impatto della pandemia sulle tendenze demografiche nazionali potrebbe non essere noto per molti anni. Il gruppo consultivo tecnico OMS-ONU DESA per la valutazione della mortalità da COVID-19 è stato istituito per misurare le morti in eccesso tra il 2020 e il 2021. Il rapporto tiene conto delle stime preparate dal gruppo consultivo nonché di altre informazioni solide sulle implicazioni della pandemia sulla mortalità, sui livelli e le tendenze fino al 2050, nonché sulla fertilità e la migrazione internazionale.

Proiezioni Demografiche Globali

Si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà gli 8 miliardi il 15 novembre 2022. Le ultime proiezioni delle Nazioni Unite suggeriscono che la popolazione mondiale potrebbe crescere fino a circa 8,5 miliardi nel 2030, 9,7 miliardi nel 2050 e 10,4 miliardi nel 2100. Questa crescita è causata in parte dal calo dei livelli di mortalità, che si riflette nell'aumento dei livelli di aspettativa di vita alla nascita. A livello globale, l'aspettativa di vita ha raggiunto 72,8 anni nel 2019, con un aumento di quasi 9 anni dal 1990. Si prevede che ulteriori riduzioni della mortalità si tradurranno in una longevità media di circa 77,2 anni a livello globale nel 2050. L'aspettativa di vita alla nascita per le donne nel 2019 ha superato quella degli uomini di 5,4 anni a livello globale, con un'aspettativa di vita femminile e maschile rispettivamente di 73,8 e 68,4. Un vantaggio di sopravvivenza femminile si osserva in tutte le regioni e paesi, che vanno da 7 anni in America Latina e Caraibi a 2,9 anni in Australia e Nuova Zelanda.

A seguito di un calo della mortalità, la crescita della popolazione continua fintanto che la fertilità rimane a livelli elevati. Quando la fertilità inizia a diminuire, il tasso di crescita annuale inizia a diminuire. Nel 2021, la fertilità media della popolazione mondiale si è attestata a 2,3 nascite per donna nel corso della vita, essendo scesa da circa 5 nascite per donna nel 1950. Si prevede che la fertilità globale diminuirà ulteriormente a 2,1 nascite per donna entro il 2050, avvicinandosi al tasso di sostituzione.

Nel 2020, il tasso di crescita della popolazione mondiale è sceso sotto l'1% all'anno per la prima volta dal 1950. Si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà un picco di circa 10,4 miliardi di persone durante gli anni '80 di questo secolo e rimarrà a quel livello fino al 2100. Due terzi dell'aumento previsto della popolazione mondiale fino al 2050 sarà determinato dallo slancio della crescita passata che è incorporata nella struttura dell'età giovanile della popolazione attuale. Tale crescita si verificherebbe anche se la gravidanza nei paesi ad alta fertilità di oggi dovesse scendere immediatamente a circa due nascite per donna. Dato che la maggior parte dell'aumento della popolazione fino al 2050 sarà trainata dallo slancio della crescita passata, ulteriori azioni dei governi volte a ridurre la fertilità farebbero poco per rallentare il ritmo di crescita da qui alla metà del secolo, al di là del graduale rallentamento indicato dalle proiezioni presentate qui. Tuttavia, l'impatto cumulativo di tali cambiamenti potrebbe contribuire a una riduzione più sostanziale della crescita della popolazione mondiale nella seconda metà del secolo.

L'elevata fertilità sostenuta e la rapida crescita della popolazione presentano sfide per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile. La necessità di educare un numero crescente di bambini e giovani, ad esempio, sottrae risorse agli sforzi per migliorare la qualità dell'istruzione. Per i paesi con livelli costantemente elevati di fertilità, è probabile che il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), in particolare quelli relativi alla salute, all'istruzione e al genere, acceleri la transizione verso una minore fertilità e una crescita più lenta della popolazione.

Variazioni Regionali nella Crescita Demografica

I tassi di crescita della popolazione variano in modo significativo tra paesi e regioni. Nel 2022, le due regioni più popolose erano entrambe dell'Asia: l'Asia orientale e sudorientale con 2,3 miliardi di persone (29% della popolazione mondiale) e l'Asia centrale e meridionale con 2,1 miliardi (26%). Cina e India, con oltre 1,4 miliardi ciascuna, rappresentavano la maggior parte della popolazione in queste due regioni.

Più della metà del previsto aumento della popolazione mondiale fino al 2050 sarà concentrato in soli otto paesi: Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Etiopia, India, Nigeria, Pakistan, Filippine e Repubblica Unita di Tanzania. Tassi di crescita disparati tra i paesi più grandi del mondo riordineranno la loro classifica in base alle dimensioni. Si prevede che l'India supererà la Cina come paese più popoloso del mondo nel 2023. I paesi dell'Africa subsahariana, incluso il Botswana, dovrebbero continuare a crescere fino al 2100 e contribuiranno per più della metà dell'aumento della popolazione mondiale previsto fino al 2050.

Popolazione mondiale per regione

Considerando che le popolazioni dell'Australia e della Nuova Zelanda, dell'Africa settentrionale e dell'Asia occidentale e dell'Oceania (escluse Australia e Nuova Zelanda) dovrebbero registrare una crescita più lenta, ma comunque positiva, fino alla fine del secolo, le popolazioni dell'Asia orientale e sudorientale, dell'Asia centrale e meridionale, dell'America Latina e dei Caraibi, dell'Europa e del Nord America si prevede che raggiungeranno la sua dimensione massima e cominceranno a declinare prima del 2100.

I 46 paesi meno sviluppati (PMS) sono tra i paesi in più rapida crescita al mondo. Si prevede che molti raddoppieranno la popolazione tra il 2022 e il 2050, esercitando ulteriore pressione sulle risorse e ponendo sfide al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Per molti paesi e aree, compresi alcuni piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), le sfide poste dalla rapida crescita sono aggravate dalla loro vulnerabilità ai cambiamenti climatici e all'innalzamento del livello del mare.

Livelli e Modelli di Fertilità e Mortalità Globali

I livelli e i modelli di fertilità e mortalità variano ampiamente in tutto il mondo. Il divario nell'aspettativa di vita alla nascita tra alcuni gruppi di paesi rimane ampio. Nel 2021, l'aspettativa di vita nei paesi meno sviluppati è rimasta indietro di 7 anni rispetto alla media globale, in gran parte a causa dei livelli costantemente elevati di mortalità infantile e materna e, in alcuni paesi, della violenza e dei conflitti o del continuo impatto del virus dell'immunodeficienza umana (HIV) epidemia.

Nel 2021, livelli di fertilità sufficientemente elevati da sostenere una crescita demografica positiva sono stati riscontrati nell'Africa subsahariana (4,6 nascite per donna), in Oceania escluse Australia e Nuova Zelanda (3,1), nell'Africa settentrionale e nell'Asia occidentale (2,8) e nell'area centrale e meridionale dell'Asia (2,3). Alcuni paesi, tra cui molti dell'Africa subsahariana e dell'America Latina e dei Caraibi, continuano a sperimentare livelli elevati di fertilità adolescenziale, con potenziali conseguenze negative per la salute e il benessere sia delle giovani madri che dei loro bambini. Nel 2021, 13,3 milioni di bambini, ovvero circa il 10% del totale mondiale, sono nati da madri di età inferiore ai 20 anni.

L'Invecchiamento della Popolazione Globale e il Dividendo Demografico

La popolazione degli anziani è in aumento sia in numero che in quota rispetto al totale. Si prevede che la quota della popolazione mondiale di età pari o superiore a 65 anni aumenterà dal 10% nel 2022 al 16% nel 2050. Entro il 2050, il numero di persone di età pari o superiore a 65 anni nel mondo dovrebbe essere più del doppio del numero di bambini di età inferiore a 5 anni e circa lo stesso numero di bambini di età inferiore a 12 anni. Mentre la crescita della popolazione in età avanzata è guidata da una mortalità più bassa e da una maggiore sopravvivenza, uno spostamento verso l'alto nella distribuzione per età della popolazione è causato da un calo sostenuto del livello di fertilità. A causa del vantaggio femminile nell'aspettativa di vita, le donne sono più numerose degli uomini in età avanzata in quasi tutte le popolazioni. A livello globale, le donne costituivano il 55,7% delle persone di età pari o superiore a 65 anni nel 2022 e si prevede che la loro quota diminuirà leggermente al 54,5% entro il 2050. I paesi con popolazione che invecchia dovrebbero adottare misure per adattare i programmi pubblici alla crescente proporzione di anziani, anche migliorando la sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale e pensionistico e istituendo sistemi sanitari universali e di assistenza a lungo termine.

Un calo sostenuto della fertilità porta a una maggiore concentrazione della popolazione in età lavorativa, creando un'opportunità per una crescita economica accelerata pro capite, nota come "dividendo demografico". Nella maggior parte dei paesi dell'Africa subsahariana, così come in alcune parti dell'Asia e dell'America Latina e dei Caraibi, la quota di popolazione in età lavorativa (tra i 25 e i 64 anni) è aumentata negli ultimi anni grazie alla riduzione della fertilità. Questo cambiamento nella distribuzione per età offre un'opportunità limitata nel tempo per una crescita economica accelerata. Per massimizzare i potenziali benefici di una distribuzione favorevole per età, i paesi devono investire nell'ulteriore sviluppo del loro capitale umano garantendo l'accesso all'assistenza sanitaria e un'istruzione di qualità a tutte le età e promuovendo opportunità di occupazione produttiva e di lavoro dignitoso.

Declino Demografico in Alcuni Paesi

Sempre più paesi hanno iniziato a sperimentare un calo demografico. Si prevede che la popolazione di 61 paesi o aree diminuirà dell'1% o più tra il 2022 e il 2050, a causa dei bassi livelli di fertilità sostenuti e, in alcuni casi, degli elevati tassi di emigrazione. La fertilità totale è diminuita notevolmente negli ultimi decenni per molti paesi. Oggi, due terzi della popolazione mondiale vive in un paese o in un'area in cui la fertilità è inferiore a 2,1 nascite per donna, all'incirca il livello richiesto per una crescita zero a lungo termine per una popolazione con bassa mortalità.

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