Bonus Bebè e Assegno di Maternità in Ungheria: Normativa, Requisiti e Contesto Europeo

L'Ungheria, negli ultimi anni, ha posto un'enfasi significativa sulle politiche a sostegno della famiglia e della natalità, sviluppando un complesso sistema di incentivi che mira a contrastare il calo demografico e a promuovere la crescita della popolazione. Questo approccio, guidato dal governo di Viktor Orbán, è spesso presentato come un modello a livello europeo, attirando l'attenzione di altri Paesi e di figure politiche internazionali. Parallelamente, in Italia, la normativa relativa al "bonus bebè" e all'assegno di maternità ha visto un'evoluzione importante, con sentenze della giustizia europea e costituzionale che hanno esteso il diritto a queste prestazioni anche ai cittadini stranieri, indipendentemente dalla tipologia del permesso di soggiorno. Questo articolo esplora la normativa ungherese in materia di sostegno alla natalità e alla famiglia, analizzando i requisiti, gli incentivi e il contesto demografico, mettendola a confronto con le recenti evoluzioni legislative e giurisprudenziali italiane.

Il Contesto Demografico Europeo e la Risposta Ungherese

L'Europa si trova ad affrontare una sfida demografica di ampia portata: un tasso di natalità in calo e un aumento dell'aspettativa di vita stanno portando a un progressivo invecchiamento della popolazione e a una diminuzione del suo peso relativo a livello globale. Se nel 1960 la popolazione degli attuali Paesi UE rappresentava il 12% di quella mondiale, oggi è appena il 6% e si stima che scenderà sotto il 4% entro il 2070. Le proiezioni dell'ONU indicano che più della metà della crescita demografica mondiale da qui al 2050 avverrà in Africa. L'Europa è l'unica regione per cui si prevede una popolazione inferiore nel 2050 rispetto al 2017.

Di fronte a questo scenario, l'Ungheria ha adottato una strategia proattiva, basata su un massiccio investimento finanziario nelle politiche familiari e di natalità. Il Paese spende attualmente il 5% del PIL per aiutare le famiglie, un valore che si posiziona come il più elevato al mondo. Questo impegno finanziario è considerevole: nel 2022, il governo ungherese ha stanziato circa 3.500 miliardi di fiorini (pari a 9,7 miliardi di euro), una cifra in netto aumento rispetto ai 960 miliardi previsti nel 2010.

Il Primo Ministro Viktor Orbán ha delineato un programma di benefici in sette punti, volto a incentivare le famiglie a fare figli e a sostenere la crescita demografica. Questo approccio, come evidenziato dal leader della Lega Matteo Salvini, è considerato da alcuni un modello di successo a livello europeo. La motivazione principale di questi cambiamenti nella politica familiare, come spiega la ricercatrice Dorottya Szikra, è diventata l'aumento dei tassi di fertilità delle famiglie "responsabili", ovvero quelle "che lavorano". Questo spostamento di enfasi verso prestazioni legate al salario lavorativo contrasta con una diminuzione della spesa per prestazioni familiari universalmente garantite.

Grafico sulla diminuzione del tasso di natalità in Europa

Le Misure di Sostegno alle Famiglie in Ungheria

Il "pacchetto completo" delle misure per le famiglie in Ungheria è descritto come molto ampio e articolato. Tra le principali iniziative, spiccano:

  • Esenzione a vita dalla tassa sui redditi per le donne con almeno 4 figli: Questa misura, introdotta per incentivare la procreazione di famiglie numerose, mira a fornire un significativo alleggerimento fiscale alle madri che scelgono di avere più figli.
  • Programmi di prestiti e aiuti per l'acquisto di case: Le famiglie con almeno due bambini beneficiano di programmi di prestiti agevolati per l'acquisto di abitazioni. Dopo la nascita del secondogenito, il governo assegna un aiuto per il mutuo di 3.150€, che sale a 12.580€ dopo il terzo bambino.
  • Assegno di assistenza all'infanzia (GYED): Questo assegno rappresenta un elemento centrale del sostegno alle famiglie, ammontando al 70% del guadagno precedente del genitore. Sebbene gli assegni universali per i figli siano relativamente bassi e il loro valore relativo sia diminuito nel tempo, maggiore attenzione è stata prestata alle prestazioni legate ai salari e ai sussidi per l'assistenza all'infanzia.
  • Trattamenti di fecondazione assistita gratuiti: Dal febbraio 2020, per contrastare il calo delle nascite, il governo ungherese offre gratuitamente i trattamenti di fecondazione assistita, un ulteriore passo per sostenere le coppie nel realizzare il desiderio di genitorialità.
  • Modifica costituzionale sulla definizione di famiglia: Nel giugno 2020, è stata approvata una modifica della Costituzione che definisce la famiglia come composta da una donna come madre e un uomo come padre, vietando di fatto le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso e complicando le adozioni da parte di persone single. Questo riflette un'enfasi sulla famiglia tradizionale come pilastro della società.

Il portale ungherese "Portfolio" fornisce un esempio concreto dell'impatto di queste misure: una famiglia con tre figli potrebbe ricevere fino a 41 milioni di fiorini (circa 115.000€) di sostegni a fondo perduto e 73 milioni di fiorini (circa 205.000€) di prestiti agevolati, per un sostegno totale di circa 320.000€.

Infografica che illustra le misure di sostegno alla famiglia in Ungheria

La Definizione di Famiglia e le Implicazioni Sociali

La definizione di famiglia adottata dal governo ungherese, incentrata sul modello tradizionale, solleva questioni sociali e di inclusione. La Legge per la Protezione delle Famiglie definisce la famiglia come "l'unità basilare della società", "centrale per la sussistenza della nazione" e "l'ambiente naturale in cui germoglia la personalità". Questa visione, pur mirando a rafforzare un modello sociale ritenuto solido, esclude di fatto altre forme familiari e può avere implicazioni significative sulla parità di trattamento e sui diritti individuali.

Inoltre, la condivisione dei compiti di cura e familiari in Ungheria rimane fortemente sbilanciata. Studi indicano che, nonostante l'elevata partecipazione delle donne al mercato del lavoro, esse continuano a farsi carico della maggior parte delle responsabilità domestiche. Le politiche messe in atto sembrano non aver ancora invertito questa tendenza consolidata.

Un altro aspetto controverso riguarda la concessione di alcuni benefici esclusivamente a coppie sposate, incentivando di fatto il matrimonio. In un contesto sociale sempre più secolarizzato, questo approccio può creare tensioni e divisioni.

L'Evoluzione Giurisprudenziale in Italia: Bonus Bebè per Stranieri

Parallelamente alle politiche ungheresi, in Italia si è assistito a un importante sviluppo giurisprudenziale riguardo all'accesso ai bonus per la natalità e la maternità da parte di cittadini stranieri. La normativa italiana aveva originariamente previsto che la concessione del "bonus bebè" (assegno di natalità) fosse circoscritta ai titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo. Tuttavia, una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2 settembre 2021 (causa n. 350-2020) ha stabilito che queste prestazioni rientrano nei settori della sicurezza sociale e richiedono una parità di trattamento tra tutti i cittadini.

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Di conseguenza, l'INPS deve concedere entrambi i bonus (bonus bebè e assegno di maternità dello Stato) a tutti i cittadini stranieri di Paesi Terzi ammessi a soggiornare in Italia, a condizione che presentino gli stessi requisiti dei cittadini italiani o europei. Questo include coloro che si trovano nel territorio nazionale per motivi diversi dall'attività lavorativa, come studio o ricongiungimento familiare. La Corte ha dichiarato incostituzionali le disposizioni che escludevano gli stranieri extracomunitari non titolari del permesso per soggiornanti UE di lungo periodo, ritenendo che creassero un sistema "irragionevolmente più gravoso" e negassero adeguata tutela a chi si trova in condizioni di maggiore bisogno.

Requisiti per il Bonus Bebè in Italia

Il bonus bebè, o assegno di natalità, è una prestazione mensile concessa per tutto il primo anno di vita del bambino. L'importo varia in base al valore ISEE, dai 60 ai 180 euro al mese. La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall'ingresso del bambino affidato o adottato nel nucleo familiare. Possono richiederlo tutti i cittadini, italiani, europei ed extra UE, in possesso di un idoneo permesso di soggiorno, a prescindere che sia rilasciato per motivi lavorativi o meno.

Assegno di Maternità dello Stato in Italia

L'assegno di maternità dello Stato è destinato alle madri lavoratrici prive di copertura previdenziale e con un ISEE inferiore a 17.416,66 euro (per l'anno 2021). Viene erogato in un'unica soluzione direttamente dall'INPS per chi fa domanda entro sei mesi dalla nascita o dall'affidamento del bambino. L'importo viene rivalutato annualmente e per l'anno 2021 ammontava a 348,12 euro.

La Strategia Fiscale e di Investimento in Ungheria

L'Ungheria si presenta anche come un hub strategico per le imprese, con un sistema fiscale e infrastrutturale che mira ad attrarre investimenti. Il Paese è posizionato geograficamente come snodo centrale in Europa, con una rete di trasporti avanzata e un profilo economico orientato all'esportazione, in particolare nei settori automotive, elettronica e manifatturiero avanzato.

Fiscalità Ungherese per le Imprese

  • Imposta sul Reddito delle Società (CIT): L'aliquota nominale è del 9%, tra le più basse in Europa. Esiste un minimo fiscale basato sul 2% del fatturato totale se l'utile ante imposte è inferiore.
  • Participation Exemption: I dividendi incassati da una società residente sono esenti da CIT.
  • IVA: L'aliquota standard è del 27%, con aliquote ridotte per specifici beni e servizi. Il sistema di e-invoicing in tempo reale è obbligatorio.
  • Imposta Locale sulle Attività (LBT): Un prelievo comunale con aliquota massima del 2%, deducibile ai fini CIT.

Incentivi agli Investimenti e alla Ricerca

L'Ungheria offre crediti d'imposta per investimenti (fino all'80% della CIT dovuta per un massimo di 16 anni) e agevolazioni per attività di ricerca e sviluppo. Questi strumenti sono pensati per incentivare la crescita economica e l'innovazione.

Rischio di Esterovestizione

Per le imprese che scelgono di operare con un veicolo societario ungherese, è fondamentale evitare il rischio di esterovestizione, ovvero il mantenimento del centro di direzione e gestione effettivo in Italia pur formalmente costituita all'estero. Elementi chiave per dimostrare la reale operatività in Ungheria includono la convocazione delle riunioni del Consiglio di amministrazione in loco, la gestione contabile in lingua ungherese e l'impiego di personale locale.

Mappa che mostra la posizione strategica dell'Ungheria in Europa

Conclusioni: Un Modello Controverso e un Diritto Esteso

Il modello ungherese di politiche familiari, pur ottenendo risultati in termini di aumento del tasso di fertilità, presenta aspetti controversi legati alla definizione di famiglia e alla potenziale esclusione di determinate categorie sociali. L'elevato investimento finanziario e le misure mirate indicano una chiara volontà politica di affrontare la sfida demografica, ma la sua efficacia a lungo termine e le sue implicazioni sociali rimangono oggetto di dibattito.

In Italia, invece, la giurisprudenza ha compiuto un passo significativo verso una maggiore inclusione, garantendo l'accesso ai bonus per la natalità e la maternità a tutti i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti, a prescindere dalla tipologia del permesso di soggiorno. Questo allineamento con i principi europei di parità di trattamento mira a promuovere una più ampia integrazione e a fornire un sostegno equo alle famiglie in difficoltà, indipendentemente dalla loro origine.

La convergenza tra le politiche demografiche ungheresi e l'evoluzione del diritto alla sicurezza sociale in Italia evidenzia come i diversi Paesi europei stiano cercando soluzioni alle sfide demografiche ed economiche, pur con approcci e priorità differenti.

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