Il Panorama delle Agevolazioni Fiscali: Dalle Detrazioni Familiari al Sostegno per la Cura dei Figli

Il sistema fiscale italiano prevede una serie di misure volte a supportare le famiglie, tra cui spiccano le detrazioni fiscali per i familiari a carico e, più recentemente, l'Assegno Unico Universale. Le detrazioni fiscali per i figli a carico sono un importante beneficio fiscale che può favorire il sostenimento delle spese relative alla cura e all’assistenza dei figli. Per le famiglie, comprendere come funzionano queste detrazioni può aiutare a ottimizzare la propria situazione fiscale e a ridurre l’onere finanziario legato all’assistenza dei figli. Nel corso degli anni, queste disposizioni hanno subito significative evoluzioni, passando da bonus specifici e temporanei a un sistema più strutturato e universale, pur mantenendo alcune forme di agevolazione basate sul reddito e sulla composizione del nucleo familiare. Questo articolo esplora in dettaglio le diverse forme di sostegno, la loro evoluzione e i requisiti per accedervi, fornendo una panoramica completa per i contribuenti.

La Definizione di Familiare a Carico e i Limiti di Reddito

Per poter accedere ai benefici fiscali, è fondamentale comprendere la definizione di “figlio a carico” e, più in generale, di familiare a carico, così come stabilita dalla normativa fiscale di riferimento. Ai fini fiscali, un figlio può essere considerato a carico se soddisfa determinati requisiti stabiliti dalla normativa fiscale di riferimento. Tra questi, deve avere un’età inferiore a una soglia (sebbene tale soglia si sia modificata nel tempo, come vedremo più avanti) e deve essere dipendente dal genitore/dai genitori per il sostentamento finanziario.

Tavola riassuntiva requisiti figli a carico

Condizione imprescindibile per essere considerati fiscalmente a carico è il reddito complessivo conseguito dal familiare per il quale si chiedono le detrazioni. La normativa fissa infatti dei limiti ben precisi. In linea generale, sono considerati fiscalmente a carico i membri della famiglia che nel corso del 2023 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Questo limite si applica alla maggior parte dei familiari.

Tuttavia, esiste una specifica eccezione per i figli. Per i figli di età non superiore a ventiquattro anni il limite di reddito complessivo è elevato a 4.000 euro. Questa importante modifica, come indicato nella normativa, entra in vigore dal 1° gennaio 2019, rappresentando un ampliamento delle detrazioni per i figli a carico. In tal senso, sono considerati fiscalmente a carico i figli di età non superiore a 24 anni che nel 2023 hanno posseduto un reddito uguale o inferiore a 4.000 euro, al lordo degli oneri deducibili. Tale disposizione ha permesso a un numero maggiore di giovani adulti di rimanere a carico dei propri genitori ai fini fiscali, riflettendo una realtà sociale in cui i figli spesso prolungano il periodo di dipendenza economica dalla famiglia, anche a causa del percorso di studi universitari o dell'inserimento graduale nel mondo del lavoro.

È importante notare che nel calcolo del reddito complessivo per determinare la condizione di familiare a carico, non vengono inclusi specifici tipi di reddito. Tra questi figurano il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n.) e il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (art.). Questi redditi, pur essendo percepiti, non contribuiscono a far superare la soglia di dipendenza fiscale, consentendo una maggiore flessibilità per i giovani che intraprendono attività lavorative con regimi agevolati.

L'Evoluzione delle Detrazioni Fiscali per i Figli: Dal Bonus Bebè all'Assegno Unico Universale

Il sistema di sostegno alle famiglie italiane ha conosciuto una profonda trasformazione negli ultimi anni, passando da un approccio frammentato a un modello più organico.

Il Bonus Bebè Storico (2018): Una Misura Temporanea

In passato, diverse misure temporanee hanno affiancato le detrazioni strutturali. Un esempio significativo è stato il "bonus bebè". Come evidenziato dalla legge di bilancio di Andrea Gagliardi del 26 dicembre 2017, in tema di politiche sociali e per la famiglia, il disegno di legge aveva introdotto o ampliato alcune misure dirette a fornire un sostegno economico ai nuclei familiari e ai giovani, nonché destinato contributi ad enti di ricerca o di assistenza.

Il Bonus bebè fu concepito inizialmente per essere una misura stabile, ma nel corso dell’esame in commissione bilancio alla Camera è stato posto un limite temporale all’erogazione del “bonus bebè”, che viene circoscritto al solo anno 2018 (invece che a decorrere da tale anno). L'importo annuo rimaneva comunque pari a 960 euro annui e soltanto fino al primo anno di vita del bambino, nato o adottato nel 2018, per ISEE familiari entro il 25.000 euro annui. Un aspetto distintivo era che l'importo raddoppiava se il reddito scendeva sotto i 7mila euro annui. Pertanto, rispetto al testo iniziale del disegno di legge, la misura non risulta più stabilizzata. Questo bonus rappresentava un contributo importante per le famiglie nel primo anno di vita del bambino, ma la sua natura temporanea ne limitava l'impatto a lungo termine.

Timeline evoluzione bonus e detrazioni familiari

L'Introduzione dell'Assegno Unico Universale: Un Nuovo Paradigma

Una delle modifiche più rilevanti nel panorama delle politiche familiari è stata l'introduzione dell'Assegno Unico Universale. Le detrazioni fiscali per figli a carico di età fino ai 21 anni, gli assegni familiari, percepiti fino al 2021, lasciano il posto all’Assegno Unico Universale che è stato corrisposto dal mese di marzo 2022. Questa è una nuova misura di sostegno economico istituita dalla Legge delega n. 46/2021, destinata a tutte le famiglie, compresi i lavoratori autonomi e i percettori di misure di sostegno al reddito.

L'Assegno Unico e Universale ha rivoluzionato il sistema di supporto economico per i figli. Dal 1° marzo 2022 le detrazioni per i figli a carico di cui all’art. 12 del Tuir spettano solo per i figli con 21 anni o più. Di conseguenza, per i figli di età inferiore, esse sono state sostituite dall’assegno unico che è erogato dall’INPS a seguito di apposita richiesta. A seguito dei cambiamenti introdotti, dal 1° marzo 2022, hanno cessato di avere efficacia le detrazioni fiscali per i figli a carico con meno di 21 anni, incluse le maggiorazioni per i figli minori di tre anni e con disabilità ed è stata abrogata l’ulteriore detrazione di 1.200 euro prevista per le famiglie con più di 4 figli. Questa transizione ha semplificato e unificato le varie forme di sostegno, rendendole più accessibili e universali.

L'erogazione dell'Assegno Unico segue procedure specifiche. L’assegno viene erogato su richiesta dei genitori presentata nel sito dell’INPS utilizzando lo SPID, tramite il Patronato o telefonicamente tramite il Contact Center dell’INPS. È importante sottolineare che la richiesta va presentata ogni anno, e l’assegno si riferisce al periodo marzo/febbraio dell’anno successivo. Viene erogato sulla base del valore ISEE o sui dati autocertificati dai genitori richiedenti. La sua struttura è composta da due parti: si compone di una parte fissa, corrisposta pure in assenza di ISEE, e di una parte variabile legata all’indicatore ISEE. Questo garantisce un sostegno minimo a tutte le famiglie, con un incremento per quelle con situazioni economiche più svantaggiate.

Tutorial Assegno Unico

I beneficiari dell'Assegno Unico sono vari. Hanno diritto all’assegno i genitori conviventi, separati/divorziati, il genitore unico, i genitori affidatari, tutore del figlio, tutore del genitore e dal figlio maggiorenne per sé stesso. I requisiti di cittadinanza e residenza sono altrettanto specifici: spetta ai genitori cittadini italiani o dell’Unione europea, ai cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo o per motivi di ricerca, ai residenti e domiciliati in Italia, ai lavoratori a tempo indeterminato o a tempo determinato per almeno sei mesi, soggetti a imposizione fiscale in Italia. Questo ampio spettro di beneficiari mira a garantire un'equa distribuzione del sostegno, inclusi i nonni che hanno a carico i nipoti a seguito di un formale provvedimento di affido o in ipotesi di collocamento o accasamento etero familiare (equiparata all’affidamento ai sensi della legge 5 maggio 1983, n.), come specificato in normative di riferimento. Per ulteriori approfondimenti su casistiche particolari, si rinvia alla circolare n. specifica emessa dall'ente competente.

Le Attuali Detrazioni Fiscali per i Figli a Carico: Cosa Resta

Nonostante l'introduzione dell'Assegno Unico Universale, le detrazioni fiscali per i figli a carico non sono del tutto scomparse, ma si sono concentrate su specifiche categorie e tipologie di spese.

Requisiti per i Figli Maggiori di 21 Anni

Come già menzionato, dal 1° marzo 2022 le detrazioni per i figli a carico spettano solo per i figli con 21 anni o più. Questo significa che per i figli che hanno raggiunto o superato questa età, i genitori possono ancora beneficiare delle detrazioni fiscali previste dalla normativa.

Un'importante eccezione riguarda i figli con disabilità. Per i figli disabili di età pari o superiore a 21 anni le detrazioni fiscali sono cumulabili con l’assegno unico eventualmente percepito. Questa disposizione mira a fornire un supporto rafforzato alle famiglie che affrontano maggiori oneri legati all'assistenza di figli con disabilità, riconoscendo la persistenza delle spese e delle necessità oltre la soglia dei 21 anni.

Per quanto riguarda l'ammontare delle detrazioni, è prevista una detrazione teorica di 950 euro per ciascun figlio di età pari o superiore ai 21 anni. Tuttavia, è fondamentale ricordare che le detrazioni per carichi di famiglia variano in base al reddito, quindi chi presta l’assistenza fiscale dovrà calcolare l’ammontare delle detrazioni effettivamente spettanti tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del TUIR. A seconda della situazione reddituale del contribuente, le detrazioni per carichi di famiglia possono spettare per intero, solo in parte o non spettare.

Nella compilazione della dichiarazione dei redditi, in particolare nel modello 730/2024, è essenziale indicare correttamente i mesi in cui il figlio è stato a carico. Ai fini del riconoscimento della detrazione per figli a carico con 21 anni o più è necessario compilare la colonna 10 ‘N° mesi detrazione figli 21 anni o più’. Il dato deve essere compilato manualmente dall’utente, può assumere i valori compresi tra 1 e 12. Ad esempio, indicare 12 se il figlio con 21 anni o più è stato a carico per tutto il 2023. Se, invece, il figlio ha compiuto i 21 anni durante l'anno, o è stato a carico solo per un periodo limitato, riportare il numero dei mesi corrispondenti. Un esempio chiarificatore: per un figlio nato ad agosto 2002 e che ha compiuto 21 anni ad agosto 2023, indicare ‘5’, riferendosi ai mesi da agosto a dicembre in cui è stato a carico con l'età di 21 anni o più.

Spese Deducibili e Detraibili per i Figli

Oltre alle detrazioni per i figli a carico basate sull'età, esistono specifiche detrazioni per le spese sostenute per i figli, indipendentemente dall'applicazione dell'Assegno Unico per i minori di 21 anni o delle detrazioni per i maggiori di 21 anni.

  • Spese universitarie: È possibile detrarre nella misura del 19 per cento le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri. La detraibilità varia: sull’intera spesa nel caso di Università Statale, mentre per gli istituti privati, l’importo da detrarre viene stabilito dal Ministero dell’istruzione diversificando gli Istituti. Questo significa che per le università private è previsto un tetto massimo di spesa detraibile, che varia in base all'area disciplinare e all'ubicazione dell'ateneo. La detrazione mira a supportare le famiglie nell'investimento nell'istruzione superiore dei propri figli.

  • Spese per attività sportive: Anche la pratica sportiva dilettantistica dei ragazzi è incentivata. La detrazione è pari al 19% per iscrizione e quote mensili o annuali per un importo massimo di 210 euro annui per le spese sostenute per la pratica sportiva dilettantistica dei ragazzi di età compresa tra i cinque e i diciotto anni. Con questo codice si possono indicare le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia del primo ciclo d’istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. (qui c'è un'incongruenza nel testo user fornito, la parte sulle scuole dell'infanzia sembra riferirsi ad altro codice/tipo di spesa rispetto allo sport). Focalizzandosi sulle spese sportive, l’importo da considerare non può essere superiore per ciascun ragazzo a 210,00 euro.

  • Spese sanitarie: Le spese mediche sostenute per i figli godono anch'esse di detrazione. Si applica una detrazione del 19% per tutte le spese con un limite di 129,11 euro (farmaci, visite generiche o specialistiche, esami di laboratorio, cicli di cure odontoiatriche ecc.). Questa detrazione è un aiuto per le famiglie nel sostenere i costi relativi alla salute e al benessere dei propri figli.

La Ripartizione delle Detrazioni e le Dichiarazioni Fiscali

La corretta gestione delle detrazioni fiscali richiede una comprensione delle modalità di ripartizione tra i genitori e delle procedure per la dichiarazione dei redditi.

Regole di Ripartizione tra i Genitori

La detrazione per figli a carico segue regole precise per la sua ripartizione tra i genitori, e non può essere ripartita liberamente tra entrambi i genitori.

  • Se i genitori non sono legalmente ed effettivamente separati la detrazione per figli a carico deve essere ripartita nella misura del 50 per cento ciascuno. Questa è la regola generale in assenza di accordi diversi o situazioni particolari.
  • In caso di situazioni familiari più complesse, quali separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione segue un percorso diverso. In tali contesti, la detrazione spetta, in mancanza di accordo tra le parti, nella misura del 100 per cento al genitore affidatario oppure in caso di affidamento congiunto nella misura del 50 per cento ciascuno.
  • È fondamentale comprendere che se un genitore fruisce al 100 per cento della detrazione per figlio a carico, l’altro genitore non può fruirne. Questa regola assicura che il beneficio non venga duplicato.
  • Nel modello di dichiarazione, per i casi di affidamento esclusivo, congiunto o condiviso dei figli, la colonna 8 (detrazione 100% affidamento figli) va barrata dal genitore che fruisce della detrazione per figli a carico nella misura del 100 per cento. Come già detto, si ricorda che la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. E nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori.

Il Ruolo del Datore di Lavoro e la Certificazione Unica

Nonostante l'introduzione dell'Assegno Unico Universale abbia modificato la prassi per i figli minori di 21 anni, in alcune circostanze il datore di lavoro deve considerare i dati dei figli a carico ai fini fiscali per il calcolo dell'IRPEF e registrare i dati tramite la certificazione unica (Mod.). Dall'introduzione dell'Assegno unico e universale per i figli a carico nel marzo 2022, le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni non trovano più applicazione in busta paga. Tuttavia, esistono ancora situazioni in cui il lavoratore potrebbe fornire al datore di lavoro i dati relativi ai figli fiscalmente a carico.

Dichiarazione dei redditi: come compilare il 730

Di seguito una panoramica in merito:

  • Se l’addizionale regionale o comunale IRPEF prevede detrazioni o deduzioni fiscali per i figli a carico. Questo è il caso, ad esempio, dell'imposta addizionale regionale della Provincia di Bolzano. In queste situazioni, se i lavoratori desiderano ricevere queste agevolazioni tramite la busta paga, i dati necessari sui figli a carico devono essere forniti dai lavoratori.
  • In generale, le detrazioni fiscali possono ora essere richieste solo per i figli fiscalmente a carico per i quali non vengono percepiti gli assegni familiari. Ciò significa, come già specificato, ossia per i figli maggiori di 21 anni.
  • È importante prestare attenzione a situazioni pregresse: potrebbe essere che i Suoi lavoratori abbiano dichiarato, per il rapporto di lavoro attuale, di avere figli a carico, ma attualmente non vengono applicate detrazioni fiscali poiché i figli hanno meno di 21 anni. In questi casi, un'automatica riattivazione è possibile: quando i figli superano questa soglia di età, le detrazioni fiscali verranno nuovamente applicate, a meno che il lavoratore non comunichi attivamente che le detrazioni fiscali non devono più essere applicate. Si fa sempre riferimento all’ultima dichiarazione disponibile.

Infine, si ribadisce che in seguito all’introduzione dell’Assegno Unico Universale, per l’intero anno di imposta 2023 non sono più riconosciute le detrazioni per i figli fiscalmente a carico minori di 21 anni, nonché la maggiorazione riconosciuta per i figli con disabilità.

Come Indicare i Figli a Carico nel Modello 730

La corretta compilazione del modello 730/2024 è essenziale per fruire delle detrazioni. In questo prospetto devono essere inseriti i dati relativi ai familiari che nel 2023 sono stati fiscalmente a carico del contribuente, al fine di fruire delle detrazioni dall’imposta per il coniuge, i figli o gli altri familiari a carico o delle altre agevolazioni previste per le persone indicate in questo prospetto.

Alcune colonne e codici specifici devono essere compilati con attenzione:

  • Colonna 3: barrare la casella ‘D’ se si tratta di un figlio con disabilità. Se viene barrata questa casella non è necessario barrare anche la casella ‘F’, dedicata ai figli "normali". Si precisa che è considerata persona con disabilità quella riconosciuta tale ai sensi dell’art. 3 della legge 5 febbraio 1992 n. (qui manca il numero della legge nel testo utente fornito).
  • Colonna 5 (n. mesi a carico): indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il familiare è stato a carico (‘12’ se il familiare è stato a carico per tutto il 2023). Se, invece, è stato a carico solo per una parte del 2023, riportare il numero dei mesi corrispondenti.
  • Il codice fiscale dei figli e degli altri familiari a carico deve essere indicato, anche se non si fruisce delle relative detrazioni, che sono attribuite interamente a un altro soggetto. Questo garantisce una corretta tracciabilità e gestione fiscale.
  • Se per il primo figlio spetta la detrazione per coniuge a carico per l’intero anno, si dovrà indicare la lettera ‘C’ nel rigo 2. Se questa detrazione non spetta per l’intero anno occorre compilare il rigo 2 per i mesi in cui spetta la detrazione come figlio e il rigo 3 per i mesi in cui spetta la detrazione come coniuge.
  • Infine, è necessario indicare la percentuale nel caso in cui l’onere gravi su più persone, come ad esempio nel caso di detrazioni ripartite al 50% tra i genitori.

Le Detrazioni per "Altri Familiari a Carico"

Oltre al coniuge e ai figli, la normativa fiscale italiana riconosce la possibilità di detrarre altri familiari a carico, ampliando ulteriormente il ventaglio di benefici per le famiglie. Prima di procedere al calcolo di questa detrazione, vediamo chi rientra in questa categoria.

Chi Sono gli "Altri Familiari a Carico"

Possono essere considerati a carico oltre ai figli e al coniuge non separato anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

Questa lista copre una vasta gamma di legami familiari, riconoscendo l'importanza del sostegno esteso all'interno del nucleo familiare. È fondamentale ribadire che la condizione di "a carico" è sempre subordinata al rispetto dei limiti di reddito già menzionati (generalmente 2.840,51 euro). Attenzione: come indicato nelle istruzioni del modello, se nel corso del 2020 è cambiata la situazione di un familiare, bisogna compilare un rigo per ogni situazione. Questo garantisce la corretta attribuzione delle detrazioni per i periodi specifici dell'anno.

Per i cittadini stranieri, esistono specifiche possibilità. I cittadini extra-comunitari residenti in Italia possono chiedere le detrazioni anche per familiari a carico residenti all’estero, sia attraverso il sostituto d’imposta sia con la dichiarazione dei redditi. Questa previsione riconosce la mobilità internazionale e le responsabilità familiari che possono estendersi oltre i confini nazionali.

Calcolo della Detrazione per Altri Familiari

La detrazione teorica prevista per ogni altro familiare a carico è di 750,00 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione. Tuttavia, si tratta di una detrazione teorica in quanto la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 80.000 euro. La formula di calcolo è la seguente: (80.000 euro - reddito complessivo) / 80.000 euro, il cui risultato viene poi moltiplicato per la detrazione teorica di 750 euro.

Se il rapporto è pari a 0, minore di 0 o uguale a 1, la detrazione non compete. Questo significa che al di sopra di una certa soglia di reddito (80.000 euro) o in casi specifici, la detrazione non è applicabile. Negli altri casi, ovvero se il rapporto è maggiore di 0 ma minore di 1 il risultato del predetto rapporto si assume nelle prime quattro cifre decimali.

Esempio di calcolo della detrazione per altri familiari a carico:Si ipotizzi un reddito complessivo al netto dell'abitazione principale e delle relative pertinenze pari a 30.000 euro.Il calcolo sarebbe: (80.000 - 30.000) / 80.000 = 50.000 / 80.000 = 0.625.Quindi, il rapporto sarà 750 x 0.625 = 468,75 euro.Pertanto, l'importo della detrazione spettante nell'esempio è pari a 468,75 euro.È fondamentale ricordare che il reddito complessivo è al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, come specificato per il calcolo. Le detrazioni per carichi di famiglia variano in base al reddito, quindi chi presta l’assistenza fiscale dovrà calcolare l’ammontare delle detrazioni effettivamente spettanti tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del TUIR.

Misure di Sostegno alla Famiglia e al Welfare: Un Contesto Più Ampio

Al di là delle detrazioni dirette, il legislatore ha introdotto o rafforzato diverse altre misure per il sostegno delle famiglie e per la promozione del welfare di comunità, come evidenziato in varie leggi di bilancio.

Il Riconoscimento del Caregiver Familiare

Un'importante iniziativa è stata il riconoscimento della figura del "caregiver" familiare. Viene istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo per il sostegno del titolo di cura e di assistenza del caregiver familiare con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020 (60 milioni complessivi), finalizzato a sostenere gli interventi legislativi per il riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del prestatore di cure familiare. Questa misura sottolinea l'importanza del lavoro di cura svolto all'interno delle famiglie e cerca di offrire un supporto concreto a chi si dedica all'assistenza di familiari non autosufficienti.

L'Evoluzione del Reddito di Inclusione (ReI) e del Fondo per la Povertà

Il sistema di contrasto alla povertà ha visto significative espansioni. È stata poi estesa la platea dei beneficiari e incrementato il beneficio economico collegato al Reddito di inclusione (Rei), la misura nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, recentemente introdotta dal Decreto legislativo 147/2017.

L'evoluzione del ReI ha seguito diverse fasi:

  • Dal 1° gennaio 2018, termine fissato per l'avvio della misura, sono stati resi meno stringenti i requisiti del nucleo familiare, necessari, in sede di prima applicazione, per accedere al ReI.
  • Dal 1° luglio 2018, la platea dei beneficiari del Rei è stata estesa ulteriormente: decadono infatti i requisiti collegati alla composizione del nucleo familiare richiedente, di cui vengono considerate esclusivamente le condizioni economiche. Questo ha permesso di raggiungere un numero maggiore di famiglie in difficoltà.
  • Inoltre, il massimale annuo riferito alla componente economica del ReI è incrementato del dieci per cento: esclusivamente per i nuclei familiari con 5 o più componenti il beneficio passa da 485 a circa 534 euro mensili.

L'estensione della platea dei beneficiari e l'incremento del beneficio sono stati resi possibili da un maggiore impegno finanziario, attraverso il Fondo per la Povertà. Lo stanziamento del Fondo Povertà sono stati incrementati di 300 milioni nel 2018 e di 700 milioni nel 2019. Gli sforzi sono continuati: nel corso dell'esame al Senato sono stati ulteriormente incrementati gli importi per il 2020 e per lo stanziamento a regime dal 2021, portati rispettivamente a 783 milioni (precedentemente 665 milioni) e 755 milioni annui a decorrere dal 2021 (precedentemente 637 milioni). Questa crescita degli stanziamenti riflette la volontà di consolidare le politiche di contrasto alla povertà. In ragione di quest’ultimo incremento, al Senato è stata prevista una conseguente riduzione, dal 2020, delle risorse del Fondo da utilizzare per finalità da individuare con il Piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale: 117 milioni di euro nel 2020 (erano 235); 145 milioni di euro annui a decorrere dal 2021 (erano 263).

Supporto ai Giovani Allontanati dalla Famiglia

Un'iniziativa specificamente rivolta ai giovani in situazioni di vulnerabilità è stata introdotta in via sperimentale. Introdotta in via sperimentale per un triennio a partire dal 2018, una misura finanziata per 5 milioni di euro da destinare ad interventi per il sostegno dei giovani che, al compimento dei 18 anni, vivano fuori dalla propria famiglia di origine in base ad un provvedimento dell’autorità giudiziaria, allo scopo di garantire la continuità dell’assistenza riferita al loro percorso di crescita verso l'autonomia, fino al 21° anno di età. Questa misura è cruciale per accompagnare i giovani verso l'indipendenza, evitando interruzioni nel supporto ricevuto.

Altri Contributi e Agevolazioni Specifiche

Il contesto delle politiche sociali si arricchisce anche di altri contributi mirati:

  • Credito di imposta per i servizi sociali delle fondazioni bancarie: È stato inoltre introdotto un contributo complessivo di 100 milioni di euro per ciascun anno fiscale del triennio 2018-2020, in favore delle fondazioni bancarie, sotto forma di credito di imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate dalle stesse in specifici àmbiti dei servizi sanitari e socio assistenziali, che rientrino negli scopi statutari finalizzati alla promozione del welfare di comunità, purchè in relazione ad attività non commerciali. Questa iniziativa mira a incentivare il contributo delle fondazioni bancarie nel settore sociale.
  • A favore dell'Ente Nazionale per la protezione e l'assistenza dei Sordi (ENS) viene stanziato un milione di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
  • Viene incrementato di 250.000 euro il contributo annuo riconosciuto alla Sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, a valere, a decorrere dal 2018, sul Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili, come incrementato dal comma 624, art. 1, del ddl di bilancio in esame.
  • Infine, vengono stanziati, rispettivamente, un contributo straordinario di 2,5 milioni per il 2019 alla Federazione nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi finalizzato, ai sensi della legge n. (qui manca il numero della legge nel testo utente fornito).

Questi interventi, sebbene specifici, contribuiscono a tessere una rete di protezione sociale più robusta, a dimostrazione di un impegno complessivo verso il benessere delle famiglie e delle categorie più vulnerabili della società italiana.

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