Le neo mamme con cui si ha a che fare pongono spesso domande, non senza preoccupazioni, sull’acne neonatale e su altre condizioni che possono interessare la pelle del neonato. Se si vuole sapere come riconoscere queste manifestazioni e cosa serve davvero fare quando si presentano, si è nel posto giusto. La pelle dei neonati non è sempre rosea e liscia come la si immagina, e comprendere le diverse condizioni è fondamentale per una gestione serena e consapevole.
Come Riconoscere l'Acne Neonatale e le Sue Caratteristiche
I brufoli nei neonati, noti anche come acne neonatale, sono una condizione piuttosto comune che può destare preoccupazione nei neogenitori. Si tratta di piccole eruzioni cutanee, simili a brufoletti, che compaiono soprattutto sul volto nei primi mesi di vita. L'acne neonatale si presenta con puntini rossi o bianchi, spesso chiamati anche brufoli da latte del neonato, localizzati in particolare sulle guance, sulla fronte e sul mento. A volte possono avere un puntino giallo al centro. I casi in cui sono presenti nel resto del corpo sono molto rari, anche se talvolta i brufoli del neonato spuntano anche sulla nuca o sul collo, molto raramente sul resto del corpo. L’acne neonatale compare generalmente tra la seconda e la quarta settimana di vita, e interessa circa un quinto dei nuovi nati, sia neonati maschi che femmine. Questa condizione non rappresenta una patologia infettiva e non è correlata a scarsa igiene o ad allergie alimentari.
L’acne neonatale è diversa da quella adolescenziale per via della mancanza di comedoni, i cosiddetti punti neri, caratteristici dell’acne vera e propria. L'acne neonatale non è l'unica manifestazione cutanea tipica dei nostri bambini, ma si distingue da altre, ad esempio dalla dermatite atopica oppure dalla crosta lattea. La diagnosi si basa sulla sola osservazione da parte dello specialista o del medico e non sono quasi mai necessari ulteriori esami. Si tratta comunque di una condizione benigna, che non deve preoccupare.

Le Cause Profonde dell'Acne Neonatale: Tra Ormoni Materni e Fattori Endogeni
L’acne neonatale, evenienza che è fisiologica, insorge a causa dell’incapacità, da parte dell’organismo del piccolo, di procedere allo smaltimento degli ormoni, estrogeni in primis, prodotti in grandi quantità dal corpo materno durante la dolce attesa. Durante la gravidanza, la mamma produce una grande quantità di estrogeni, che vengono metabolizzati dal fegato materno. Questi ormoni passano nell’organismo del neonato grazie alla placenta e rimangono nel suo corpo anche dopo il parto.
L’organismo del cucciolo, come già detto, non è però in grado di procedere a un loro adeguato smaltimento nei primi mesi, avendo una funzionalità limitata su questo fronte. La conseguenza di tutto ciò è del “lavoro” in più da parte delle ghiandole sebacee. Ciò comporta, tra le varie ripercussioni, l’infiammazione dei bulbi piliferi e la comparsa dei brufoletti dell’acne neonatale. Le cause dell'acne neonatale sono principalmente ormonali: la sua comparsa è legata principalmente alla stimolazione transitoria delle ghiandole sebacee da parte degli ormoni materni, che attraversano la placenta e possono determinare un aumento di produzione di sebo nei primi giorni di vita.
Questa reazione si può protrarre in caso di allattamento al seno, perché in questo caso gli estrogeni continuano ad arrivare al neonato, anche dopo diverso tempo dal parto. Tra le altre possibili cause di acne neonatale c’è anche una iperproduzione di testosterone. Questo spiega perché i maschietti sono tendenzialmente più soggetti ai brufoli.
Secondo alcuni studi, l’acne neonatale sarebbe dovuta alla stimolazione delle ghiandole sebacee da parte degli androgeni che passano dalla madre al feto durante la gravidanza o prodotti dal bambino stesso.
Altre Possibili Cause e Fattori Scatenanti dell'Acne Neonatale
Fino ad ora, si è parlato delle cause fisiologiche dell’acne neonatale. Per amor di precisione, va ricordata la possibilità di riscontrare in alcuni neonati l’insorgenza di forme acneiche dovute all’assunzione, da parte materna, di specifici principi attivi farmacologici. Uno di questi è l’idantoina, che causa effetti anticonvulsivanti - è indicato nel trattamento dell’epilessia - ed è blandamente sedativo. Forme particolari di acne possono essere dovute anche all’applicazione di oli o unguenti sulla pelle del neonato.
In rari casi, l’acne può essere il sintomo di una condizione sottostante di iperandrogenismo (iperproduzione di ormoni androgeni), causata da un’iperplasia (crescita anomala delle cellule del surrene), di tumori o di patologie endocrine.

L'Acne Neonatale è Fastidiosa per il Bambino?
L’acne neonatale non dà alcun fastidio al bambino e non provoca neanche prurito. A meno che non ci siano altri fattori concomitanti che possono irritare la cute già arrossata. Questi includono l’irritazione provocata dalla saliva o dai rigurgiti, abiti lavati con detersivi aggressivi, o sfregamenti con i vestiti dei genitori (ad esempio se sono di lana).
Durata e Scomparsa dei Brufoli Neonatali
Uno dei dubbi più comuni tra i genitori riguarda la durata di queste manifestazioni. In genere, i problemi di acne neonatale scompaiono da soli entro i cinque mesi e la pelle torna alla sua condizione normale, vellutata e liscia. In 3-4 mesi circa, l’acne neonatale tende a scomparire senza lasciare cicatrici. Si tratta di una condizione temporanea, che tende a risolversi spontaneamente nel giro di poche settimane o mesi. Nei casi più resistenti, può protrarsi anche verso il quarto o sesto mese di vita.
Qualora dovesse durare di più e dovessero comparire segnali fisici come la febbre, è fondamentale contattare il pediatra, che esclude la presenza di patologie. Se questo non dovesse accadere, bisogna rivolgersi al pediatra.
Attenzione: se il piccolo è allattato al seno, l’acne neonatale può protrarsi per un lasso di tempo maggiore. La ragione è facilmente spiegabile ed è sempre dovuta agli ormoni della mamma che, anche a mesi e mesi dal parto, arrivano ancora al cucciolo.
L'Acne Neonatale e l'Alimentazione Materna: Chiarimenti e Consigli
Tra acne nel neonato e alimentazione materna non ci sono legami diretti. Non è necessario adottare accortezze di alcun genere specifiche per l'acne neonatale. La presenza di acne nei neonati non è un motivo per interrompere l’allattamento al seno. Quello che succede è assolutamente naturale, come anche la risoluzione del problema. Stessa cosa per quanto riguarda l’alimentazione della mamma, che non ha nulla a che vedere con queste puntine.
L’unica cosa da fare per la mamma che allatta è seguire una dieta all’insegna dell’equilibrio e della varietà. Ricordiamo quindi che quando si allatta si può mangiare normalmente, senza eccedere in cibi elaborati o troppo grassi. Allattare a richiesta permette al bambino di modulare il proprio “menu”, poiché anche da neonati i bambini sono in grado di esercitare una qualche forma di controllo e volontà sulle scelte alimentari.
Discorso leggermente diverso si applica per i micronutrienti, vale a dire vitamine e minerali, e per i grassi insaturi EPA e DHA: più ne è ricca la dieta materna, più ne sarà ricco il latte. È per questo motivo che si raccomanda alla donna che allatta di consumare regolarmente frutta e verdura (possibilmente con la buccia e biologiche), frutta secca a guscio, pesce di piccola taglia e semi oleosi. A questo proposito, si suggerisce il consumo di due o tre porzioni di pesce a settimana (200-250 g) a partire dal primo trimestre di gravidanza, in quanto l’azione dei grassi EPA e DHA è protettiva verso l’insorgere della dermatite, come evidenziato da studi come quello di Venter C et al. e Allen KJ et al.
Purtroppo, le molecole attive dei farmaci permeano i dotti lattiferi e passano nel latte materno. È per questo motivo che il 90% dei farmaci in commercio, nonché dei comuni integratori e supplementi alimentari, è controindicato in allattamento oltre che in gravidanza. Si deve fare attenzione anche ai rimedi erboristici e fitoterapici, poiché anch’essi contengono sostanze attive.
In passato si credeva che le coliche del neonato potessero essere favorite dal consumo materno di alimenti meteorizzanti, quali latte e derivati, broccoli e cavoli, legumi e cibi fermentati. Tuttavia, è ormai certo che se il piccolo soffre di coliche non è necessario modificare la dieta materna, dato che le cause, pur non essendo ancora completamente chiarite, sono da cercare altrove. È ormai certo che l’inghiottimento di aria durante una poppata o un pianto favorisca la comparsa di coliche, così come un flusso di latte troppo veloce che “ingolfa” il sistema digestivo del piccolo.
Per “coliche” si intende “una manifestazione di malessere che si presenta nel neonato sano, per almeno tre volte a settimana e per almeno tre ore consecutive”; sono particolarmente presenti nelle ore serali (18-22) e si manifestano con pianto incontrollabile. Il bimbo diventa inconsolabile, anche cianotico: muove spasmodicamente le gambine e strilla. Molti pediatri sono concordi ad affermare che sia del tutto normale avere problemi di aria nel pancino nei primi due o tre mesi di vita, eppure non tutti i bambini manifestano di soffrire di coliche. Un’interessante ipotesi formulata di recente ha a che fare con la teoria dell’attaccamento, suggerendo che le coliche, più che segnalare un malessere fisico, denotano un “bisogno di coccole” (coliche del neonato “ad alto contatto”). La dimostrazione viene provando a risolvere il disagio del bimbo con un alto contatto genitoriale: ad esempio massaggiandolo sulla pelle, tenendolo in braccio, metterlo a ranocchietta sulla propria pelle (“skin to skin hugs”) o tenerselo in fascia (babywearing), come suggerito da Moore ER et al.
Tuttavia, alcuni studi evidenziano una correlazione di altro tipo: la dieta materna potrebbe indirettamente peggiorare (non causare) le coliche. Si dice ‘indirettamente’ perché il fattore incriminato è la flora batterica intestinale della mamma, a sua volta dipendente in buona parte da come la donna si alimenta (altre influenze sono date da attività fisica, vita all’aria aperta, contatto con animali, uso di farmaci o antibiotici, uso di fermenti lattici). McGuire MK et al. hanno esplorato il microbioma del latte umano.
Al contrario del paragrafo precedente, quando il neonato soffre di dermatite o eczema ed è allattato in modo esclusivo al seno la mamma può fare molto per aiutarlo: è stato infatti dimostrato che la dieta materna possa incidere sulla comparsa di queste patologie neonatali.
Video TUTORIAL - Come fare il bagnetto al vostro bambino
Come Gestire e Prendersi Cura dell'Acne Neonatale
In presenza di acne neonatale è possibile adottare alcuni semplici accorgimenti quotidiani che aiutano a mantenere la pelle del bambino in equilibrio e a favorirne il naturale processo di rigenerazione. La prima rassicurazione è che, essendo una condizione benigna e transitoria, nella stragrande maggioranza dei casi non necessita di alcuna cura farmacologica. I veri rimedi per l'acne neonatale consistono principalmente nella pazienza e in una corretta gestione della pelle delicata del bambino. La condizione, infatti, si risolve da sola con il tempo.
Se il bimbo soffre di acne neonatale, un buon consiglio è quello di sciacquare il viso con acqua tiepida, asciugandolo dolcemente, senza strofinare, ma tamponando con un asciugamano morbido, per esempio di lino. Basta questa accortezza igienica e l’uso di detergenti neutri, per salvaguardare la pelle del neonato. La gestione dell’acne neonatale richiede una protezione efficace della barriera cutanea attraverso formulazioni naturali semplici, delicate ed estremamente mirate. È consigliabile detergere la pelle del bambino con preparati formulati per rispettare il film idrolipidico fisiologico, evitando prodotti sgrassanti, profumazioni intense o detergenti troppo aggressivi che potrebbero irritare ulteriormente la cute. Una routine quotidiana che include preparati dermoaffini aiuta a mantenere la pelle idratata, lenita e protetta nel corso della naturale evoluzione dell’acne neonatale, accompagnando la cute sensibile verso il ripristino della sua fisiologica funzionalità. Fa bene anche l’aria aperta, ma senza l’esposizione diretta al sole. Con le giuste attenzioni quotidiane e l’uso di prodotti delicati è possibile prendersi cura della pelle del piccolo in modo sicuro e rispettoso.
Ecco alcuni rimedi consigliati dagli esperti di Fiocchi di Riso per l’acne neonatale:
- Detersione lenitiva: Per la pulizia quotidiana, un latte detergente con olio di argan mantiene la pelle pulita e idratata in profondità, rafforzandone l’effetto difesa.
- Sollievo e Freschezza: L’utilizzo di un amido di riso, per l’acne neonatale è un classico rimedio lenitivo.
- Scegliere le creme giuste: È importante usare una crema viso con burro di karité poiché svolge un’azione emolliente che nutre delicatamente, preservando l'equilibrio del film idrolipidico.
Solo in alcuni specifici casi il pediatra potrebbe prescrivere dei farmaci, ad esempio creme a base di cortisone o antibiotiche se contemporaneamente c’è un’infezione. Queste, utilizzate anche per il trattamento dell’acne adolescenziale, ammorbidiscono la pelle dissolvendo lo strato corneo superficiale.

Cosa non Fare in Presenza di Acne Neonatale
La prima cosa da non fare per nessun motivo è schiacciare i brufoli dei neonati. Meno si toccano e meglio è perché potrebbero crearsi delle ferite. L’uso fai da te di creme non è consigliabile, neanche quelle a base di zinco (per intenderci quelle per il cambio del pannolino). Tendono ad occludere ancora di più i pori, peggiorando la situazione. Due buone abitudini da tenere sempre presenti sono: non schiacciare né grattare i piccoli brufoli per non favorire microlesioni o infezioni secondarie, ed evitare categoricamente rimedi casalinghi come pomate, lozioni o oli potenzialmente irritanti o non adatti alla pelle del neonato.
Differenziare l'Acne Neonatale da Altre Comuni Manifestazioni Cutanee
Sarà capitato anche a voi, o vi capiterà probabilmente a breve, di squadrare e controllare ogni millimetro del corpicino del vostro bimbo. Solo per godere di quell’odore tipico dei bimbi, per conoscerlo meglio o per controllare - presi da quella normalissima ansia da neo genitori - se c’è qualcosa che non va. E forse vi sarà anche capitato di imbattervi, nelle prime settimane di vita di quell’esserino magico, in piccole puntine, veri e propri brufoletti, che spuntano dall’oggi al domani senza apparente motivo. Capire dove si manifesta l'acne neonatale è semplice poiché compare quasi esclusivamente sul viso. La delicatezza cutanea del neonato può rendere difficile distinguere l’acne neonatale da altre condizioni estetiche simili. È importante non confondere l'acne neonatale e la dermatite atopica o altre condizioni che, pur manifestandosi sulla pelle del neonato, hanno cause e trattamenti differenti. L'acne neonatale non è una vera acne, perché non presenta i comedoni. Con la collaborazione scientifica del dott. Giuseppe Montalbano, pediatra di libera scelta a Palermo, si chiariscono le differenze tra le varie manifestazioni.
Acne Infantile: L’acne neonatale va inoltre distinta dall’acne infantile, che insorge più tardi, in genere tra i 2 e i 12 mesi di vita. Si tratta di una forma più rara che richiede una visita dal pediatra. Quando si manifesta dal secondo mese di vita in poi, si parla di acne infantile, che può durare fino all’anno di età circa. In questo caso, a differenza di quella neonatale, potrebbe lasciare piccole cicatrici sulla pelle. L’acne infantile scompare solitamente nell’arco di sei mesi o un anno, mentre in rari casi persiste più a lungo, anche fino all’adolescenza.
Milia: Molto più frequenti sono i milia. Si tratta di microcisti bianche superficiali piene di cheratina, che non hanno un’origine infiammatoria e non sono correlate al sebo. Sono delle piccole papule bianche o giallastre costituite da cisti epidermiche follicolari localizzate, in genere, sul volto e a volte anche sul tronco. A differenza dei foruncoli dell’acne queste cisti sono dure al tatto, perché contengono cheratina, la proteina che forma anche capelli e unghie.
Eritema Tossico Neonatale: Nei primi giorni di vita può anche comparire l’eritema tossico. Questo può interessare fino al 70% dei neonati e si manifesta con chiazze rosse e pustoline puntiformi che regrediscono da sole in un paio di settimane. L'eritema tossico del neonato compare nei primi giorni di vita, raramente alla nascita, e consiste di macule eritematose (chiazze rosse) con al centro piccole pustole puntiformi. Le chiazze sono localizzate prevalentemente sul tronco, ma anche sugli arti e sul volto. Questa manifestazione guarisce da sola entro pochi giorni, anche se può ricomparire fino alla sesta settimana di vita.
Crosta Lattea (Dermatite Seborroica): Si deve prestare attenzione anche a non confondere l’acne neonatale con la cosiddetta crosta lattea, una forma di dermatite seborroica. È una manifestazione abbastanza frequente che compare generalmente verso la fine del primo mese di vita. Il cuoio capelluto ma anche l’area dietro le orecchie, la fronte, le arcate sopraccigliari e le pieghe della pelle, appaiono squamose e arrossate a causa dell’infiammazione. Il sebo, una sostanza ricca di grassi, prodotto in eccesso da parte delle ghiandole, si stratifica e forma delle squame bianco-giallastre untuose che aderiscono alla cute.
Dermatite Atopica: La dermatite atopica è invece una condizione cronica che si manifesta nella maggior parte dei casi tra i 2 e i 6 mesi di vita, con la comparsa di papule, ossia dei piccoli bozzi di consistenza dura e colore rossastro, su guance, fronte e mento.
Esantemi Virali: Gli esantemi virali hanno un aspetto completamente differente, come vescicole e bollicine con liquido nel caso dell’herpes simplex o manifestazioni variabili (papule, macule, croste) nel caso della varicella.
Vernice Caseosa: La vernice caseosa presente alla nascita sulla pelle di tutti i neonati è costituita da una secrezione bianco-grigiastra o giallastra prodotta dalle ghiandole sebacee e da detriti cellulari. Si localizza su tutto il corpo e si addensa maggiormente a livello delle pieghe ascellari ed inguinali.
Lanugine: Alla nascita è sempre presente la lanugine, costituita da peli lunghi e fini localizzati al dorso, spalle e volto.
Ittero Fisiologico: L'ittero fisiologico si manifesta durante la prima settimana di vita nel 60% circa dei neonati a termine e nell'80% circa dei nati prematuri. L'ittero fisiologico transitorio, compare tra il secondo e il terzo giorno di vita e si risolve spontaneamente nel giro di poco più di una settimana.
Macchie Mongoliche: Le macchie mongoliche sono presenti fin dalla nascita o nei primi mesi di vita; sono costituite da macchie uniche o multiple, di 1 a 10 cm di diametro, di colorito grigio-ardesia o bluastro. Si localizzano di solito a livello della regione sacrale, vale a dire tra il fondo della schiena e la radice dei glutei, ma si possono riscontrare anche a livello degli arti, del tronco e raramente del volto. Sono più frequenti nella etnia asiatica e tendono a scomparire nel primo decennio di vita.
Miliarie: Le miliarie sono dovute all'ostruzione del tratto intraepidermico del dotto delle ghiandole sudoripare: l'esposizione al clima caldo-umido favorisce la comparsa di questa manifestazione. Le miliarie compaiono fra la prima e la seconda settimana di vita e sono caratterizzate da vescicole eritematose (rosse o biancastre) su volto, tronco e pieghe della pelle. Tuttavia, si consiglia di fare dei bagnetti frequenti con un detergente delicato e di far indossare al piccolo degli indumenti di puro cotone.
Altre Dermatosi Transitorie: La pustolosi neonatale transitoria, l'acropustolosi infantile e la follicolite pustolosa eosinofilica sono dermatosi caratterizzate da pustole superficiali diffuse più o meno pruriginose con caratteristiche simili. Hanno bisogno di una attenta visita medica, controlli e a volte anche di una biopsia della pelle per la diagnosi. La steatonecrosi del neonato compare nel primo mese di vita ed è caratterizzata da noduli sottocutanei singoli o multipli, isolati o confluenti in placche e sormontati da cute arrossata o bluastra. Distribuiti simmetricamente ai glutei, parte superiore del tronco, spalle, guance e braccia possono associarsi a ipercalcemia. Le dermatosi transitorie, come abbiamo detto, si risolvono da sole. Il medico può in alcuni casi prescrivere antistaminici in caso di prurito.
È fondamentale rassicurare i genitori: nella maggior parte dei casi si tratta di una manifestazione fisiologica transitoria che tende a risolversi spontaneamente. Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico.
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