Il blocco della cacca nello spannolinamento: comprendere, accogliere e superare le difficoltà

Il passaggio dal pannolino al vasino o al water rappresenta una tappa evolutiva fondamentale nella crescita del bambino, un momento in cui il piccolo è chiamato ad abbandonare il comportamento automatico e la sicurezza del pannolino per assumere un comportamento volontario e aderire a una prassi sociale e adulta. Tuttavia, questo percorso non è una gara e nemmeno una corsa. Cacca e pipì seguono due canali diversi di espletamento e apprendimento delle funzioni e delle reazioni fisiologiche collegate all’uso del vasino, e ciò va tenuto presente durante lo spannolinamento. È frequente che, mentre la gestione della pipì proceda speditamente, il bambino manifesti una resistenza specifica verso la defecazione fuori dal pannolino.

Bambino che interagisce con un vasino colorato in un ambiente domestico sereno

Il fenomeno della ritenzione fecale: cause e percezioni

Un bambino che trattiene la cacca, qualunque sia la ragione sottesa emotivamente, preoccupa mamma e papà. Diciamo subito che un eccesso di preoccupazione è infondato e può essere persino controproducente. Trattenendo la cacca, per 24-48 ore o un po’ di più, un bambino che sta passando dal pannolino al vasino non corre nessun pericolo; il pediatra saprà rassicurarvi in merito. Il blocco psicologico della cacca, noto anche come "ritenzione fecale" o "costipazione funzionale", è una condizione in cui il bambino volontariamente trattiene le feci.

Le cause per cui il bambino non vuole fare la cacca senza pannolino non sono del tutto chiare: può darsi che sia riluttante ad arrendersi al fatto che sta crescendo, oppure potrebbe avere paura di sentire la cacca cadere nel vasino o potrebbero esserci altri problemi come la stitichezza. Diversamente da noi adulti, il bambino considera le feci solo per il prodotto che rappresentano: qualcosa che esce dal corpo umano, ovvero le vede come una sua appartenenza. La cacca per il bambino può essere qualcosa che non vuole lasciare andare perché con essa si sente in una relazione di prossimità e nutre quello che si può definire un legame affettivo.

Il ruolo della sensibilità adulta e l'impatto sociale

Dinnanzi alla grande attenzione e alle grandi aspettative dei genitori sul fare la cacca in bagno e nel vasino è d’obbligo una considerazione generale: le feci sono un fatto fisiologico e funzionale. Da evento funzionale e spontaneo lo facciamo diventare qualcosa di relazionale e emotivo afferente al rapporto genitore-figlio. Il nostro costume sociale associa le feci a qualcosa di sporco, puzzolente, schifoso, oggetto di rigetto, disgustoso e i bambini lo percepiscono.

Ma questa considerazione sociale dei bisogni fisiologici diventa un problema quando è prevalente nell’adulto e si rende manifesta con smorfie, conati di vomito, nasi tappati e frasi come: “Buttiamola via subito, che puzza!”. Da un lato il bambino sta vivendo il “dispiacere” di lasciare andare la cacca che vive come sua, dall’altro inciampa in un adulto rigettante; questo può ingenerare in lui un blocco. È importante fornire ai bambini una spiegazione plausibile e metabolizzabile riguardo alla “nascita della cacca” e al suo percorso attraverso lo scarico del water.

Infografica che spiega il processo di digestione in modo semplice per bambini

La comodità come prerequisito fondamentale

Quando il bambino trattiene la cacca assicuratevi, come prima cosa, che sia soddisfatta la sua comodità quando siede sul vaso. Molti genitori credono che comperare un riduttore e indirizzare il bambino direttamente al water sia più economico poiché fa risparmiare il passaggio attraverso il vasino. Tuttavia, sul water i piedini possono restare penzolanti, creando incertezza e instabilità.

Vedere i bisogni per come li hanno espletati è cosa assai importante per i bambini; l’osservazione (il senso della vista) della pipì e della cacca nel vasino è parte del percorso di spannolinamento. Quando i bambini la fanno nelle mutandine, anche inaspettatamente ovvero proprio mentre lo spannolinamento stava andando alla grande, è importante restare obiettivi e calmi. Non si tratta di un disturbo del figlio, né di un fallimento educativo.

Strategie per favorire l'evacuazione

Per fare la cacca con la minor fatica possibile bisogna preparare l’intestino e mantenere una sana alimentazione ricca di fibre. Frutta e verdura fanno bene a tutti, sono un aiutino naturale per una evacuazione morbida e regolare. No alle stimolazioni esterne, ai rimedi fai da te e ai clisteri auto-prescritti: la stitichezza o la costipazione sono condizioni di cui discutere col pediatra e senza trascurare l’aspetto emotivo della questione.

Se il bambino fatica a evacuare per il legame affettivo che nutre verso la cacca, l’aiuto meccanico può peggiorare la situazione ed essere vissuto come una violazione del corpo. È consigliabile stabilire orari specifici per sedersi sul vasino, preferibilmente dopo i pasti quando il riflesso gastro-colico è più forte.

Come e quando introdurre il vasino | I consigli del pediatra | LineaMamma

Il dilemma del pannolino: rimetterlo o no?

Quando il bambino proprio non cede a farla nel vasino, possiamo rimettere il pannolino solo per fare la cacca? La posizione della pedagogia in merito non è univoca. Alcuni studi hanno dimostrato che rimettendo il pannolino al bambino, in un approccio che gli restituisca la responsabilità di come fare la cacca, ovvero la decisione su come gestire il suo corpo, si riduce il tempo complessivo dello spannolinamento.

Nel campione osservato, rimettere il pannolino solo per le feci ha fatto scattare nel bambino una molla autonoma verso il vaso; mediamente i figli che hanno ottenuto di fare la cacca nel pannetto sono ritornati al vasino da soli in appena 3 mesi. L’importante è non trasformare questa concessione in una fonte di tensione. Diciamo la verità: “Va bene, usa pure il pannolino, non preoccuparti, ti capisco, è difficile lasciarlo. Quando vuoi e te la senti lo togliamo, proviamo, decidi tu”.

L'importanza di un ambiente privo di pressione

Il rifiuto di defecare nel water si è verificato in un bambino su cinque in diverse popolazioni di studio. Due comportamenti associati al rifiuto dell’evacuazione delle feci possono richiedere l’intervento del pediatra: il trattenimento delle feci, che causa stitichezza, e la mancanza di successo nel passaggio al water/vasino entro i 42 mesi di età.

È fondamentale mantenere la calma e accogliere la paura del bambino, verbalizzandola per lui quando non ci riesce. Ricordate di evitare confronti con altri bambini o fratelli, che rischiano di generare senso di vergogna e umiliazione. Incentiviamo il rilassamento, magari leggendo un albo illustrato o inventando insieme una storia sulla cacca, rendendola una protagonista simpatica del percorso. Se il water è troppo alto, freddo o poco pulito, può essere un problema per la sua tranquillità. Non temete di essere giudicati dagli altri per le vostre decisioni: il corpo del bambino è suo, la fase di sviluppo è sua e i suoi bisogni non sono negoziabili.

tags: #blocco #cacca #senza #pannolino