Scoprire che il proprio bambino ha un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) può essere un momento carico di domande e incertezze per i genitori. Tuttavia, con le giuste informazioni e strategie, è possibile affrontare questa sfida con consapevolezza e serenità, aiutando i propri figli a sviluppare al meglio le capacità. A questo proposito, la nostra logopedista Virginia Lorenzi ha spiegato in un’intervista alla rivista Giovani Genitori come individuare i DSA e quali metodologie attuare per sostenere i bambini nei percorsi di crescita, sia scolastici che della vita di tutti i giorni.

Che cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
Per capire il significato di DSA, dobbiamo sapere che i disturbi specifici dell’apprendimento sono relativi a particolari problematiche che un bambino manifesta durante la fase della prima scolarizzazione, ma con segnali d’allarme evidenti già prima dell’ingresso in prima. I DSA sono una disorganizzazione legata alla scrittura, alla lettura o al calcolo, che non coinvolgono l’intelligenza del bambino ma gli crea confusione e che si ripercuotono negli apprendimenti e non solo, anche nelle attività della vita quotidiana. I DSA non sono un deficit di tipo sensoriale, neurologico o intellettivo; si tratta di difficoltà di origine neurobiologica che riguardano l’acquisizione e l’automatizzazione di alcune competenze scolastiche fondamentali.
È importante fare una distinzione fra i DSA e i BES. In presenza di DSA, occorre intervenire con l’aiuto di un tutor DSA, con terapie personalizzate (PDP o piano didattico personalizzato) e strategie didattiche specifiche, sulla base di una diagnostica medica precisa, regolata dalla legge 170/10. I BES (bisogni educativi speciali) sono invece disturbi pedagogici che comprendono alcune difficoltà scolastiche manifestate durante l’età evolutiva dovute a componenti sociali e culturali.
Tipologie di disturbi specifici
I disturbi si suddividono in base all'area di competenza che vanno a colpire, e spesso possono presentarsi in comorbilità, termine con il quale si indica la coesistenza di più disturbi nella stessa persona.
- Dislessia: È il disturbo legato alla capacità di leggere. Il bambino, rispetto ai suoi compagni, presenta delle difficoltà nella lettura fluente di un testo. La decodifica avviene lentamente e comporta una lettura lenta, spesso sbagliata e con difficoltà nella comprensione del testo.
- Disortografia: Si tratta di un disturbo relativo alla capacità di scrivere, che manifesta difficoltà nel rispetto delle regole ortografiche, facendo molti errori ortografici, dimenticando alcune lettere o vocali, e avendo difficoltà a copiare dalla lavagna.
- Disgrafia: È una problematica che compromette l’aspetto motorio della scrittura. Il bambino ha una scrittura poco leggibile perché non riesce a rispettare il rigo, dimentica di scrivere delle lettere e ha difficoltà nel controllo del tratto e nell’impugnatura della penna.
- Discalculia: È il disturbo legato alla capacità di calcolare. Il bambino non riesce a fare calcoli corretti, presenta difficoltà a contare (soprattutto al contrario) e manifesta problemi a capire i concetti di quantità e riporto.

Individuare i segnali di allarme
Riconoscere i DSA nel bambino in età evolutiva non è un’operazione semplice ed immediata. L’errata identificazione del problema non permette di applicare i giusti trattamenti per facilitare l’apprendimento del bambino. Nella maggior parte dei casi si tende a catalogare il bambino come svogliato e poco attento, il che porta a peggiorare la situazione.
Nei bambini dai 3 ai 5 anni si riscontrano difficoltà a ricordare filastrocche in rima, riconoscere il significato di alcune parole e dividere le parole in sillabe. Dai 5 ai 7 anni, i segnali includono difficoltà nell'utilizzo delle sillabe, nel contare e nel memorizzare operazioni. Verso la fine della scuola primaria e oltre, le difficoltà diventano più evidenti nella comprensione dei testi, nell'apprendimento delle tabelline, nell'orientamento destra-sinistra e nell'organizzazione del tempo. È essenziale osservare il bambino senza allarmarsi, ma con attenzione, per individuare eventuali difficoltà e intervenire precocemente.
Percorso diagnostico e supporto istituzionale
Se si sospetta un DSA, è consigliabile rivolgersi a uno specialista. La prima cosa veramente importante è non lasciarsi prendere dal panico. Per una diagnosi specialistica si può decidere di andare all’ASL oppure di prenotare una visita in uno studio privato. Nel primo caso la diagnosi avrà validità anche a scuola, mentre nel secondo caso ci sono differenze tra regione e regione. Il primo riferimento può essere il logopedista, che attraverso test specifici valuta le capacità di lettura, scrittura e calcolo del bambino. In seguito, è necessaria una visita neuropsichiatrica infantile.
La diagnosi ufficiale consente al bambino di accedere a strumenti compensativi e misure dispensative a scuola, fondamentali per affrontare lo studio con maggiore serenità. La legge 170/10 garantisce infatti il Piano Didattico Personalizzato (PDP). Le misure dispensative permettono, ad esempio, valutazioni orali anziché scritte, mentre gli strumenti compensativi includono la possibilità di registrare le lezioni, utilizzare testi in formato digitale, programmi di sintesi vocale, video-scrittura, correttore ortografico e calcolatrice.
Il sistema nervoso | Il corpo umano per bambini
Strategie per il benessere e lo studio a casa
Essere genitori di un bambino con DSA significa accompagnarlo con comprensione e pazienza. È fondamentale parlare della diagnosi con il bambino, spiegandogli di cosa si tratta, senza evitare i termini tecnici ma usando un linguaggio adeguato. Spiegate che la dislessia è una neurodiversità, come avere gli occhi verdi, i capelli rossi o essere mancini, e che non è una malattia.
È necessario creare un ambiente di studio sereno, eliminando le distrazioni come la televisione o lo smartphone. Pianificate i compiti insieme, suddividendoli in piccoli step e concedendo pause per mantenere la concentrazione, ricordando che le funzioni esecutive (come i lobi frontali che controllano l'attenzione) maturano gradualmente. Valorizzate sempre i punti di forza e i talenti del bambino, non solo in ambito scolastico ma anche nello sport e nelle attività artistiche.
Sostenetelo emotivamente: è essenziale incoraggiare il bambino, gratificare i successi e accogliere le sue difficoltà. Evitate di ridurre il tempo dedicato alle attività extrascolastiche, poiché l’impegno richiesto ai bambini con DSA è già molto elevato. L'obiettivo non è eliminare le difficoltà, ma fornire ai bambini gli strumenti per affrontarle con sicurezza, trasformando i DSA da ostacolo a opportunità. Con il giusto supporto, ogni bambino può trovare il proprio metodo di apprendimento e realizzare le sue potenzialità.