Introduzione: Il Periodo Incantato e i Suoi Protagonisti Silenziosi
Il Natale è un periodo magico dell'anno, atteso con trepidazione da grandi e piccini. Questo periodo speciale è pieno di magia, luci scintillanti e storie che scaldano il cuore, preparando a un'atmosfera calda e accogliente prenatalizia. Tra i simboli più amati di questa festività ci sono gli Elfi di Natale, i piccoli aiutanti di Babbo Natale. La loro presenza discreta ma costante riempie le giornate di meraviglia e curiosità, trasformando le case in luoghi dove la fantasia non ha confini. Ma cosa succede quando la magia degli elfi diventa così tangibile da ispirare un ringraziamento sincero da parte di un bambino?

Il Commovente Ringraziamento di Felice: Quando la Magia Diventa Reale
Recentemente, un episodio ha commosso e divertito il web, diventando virale con migliaia di ricondivisioni. Un piccolo di quasi 6 anni, di nome Felice, che non credeva a Babbo Natale, è stato protagonista di un momento indimenticabile. I suoi genitori hanno organizzato una sorpresa: tutti i regali di Natale sotto l’albero e delle orme bianche che provenivano dalla finestra, a suggerire l'arrivo magico di Babbo Natale e dei suoi aiutanti. Il bambino, di fronte a questa scena inaspettata, si è messo a piangere scioccato e, con la voce rotta dall'emozione, ha esclamato: "Ringrazio tutti gli elfi!". Il suo audio, ricondiviso migliaia di volte, ha dato vita anche a numerosi meme associati alla frase “ringrazio tutti gli elfi” per commentare fatti della vita quotidiana con un sorriso. Questo episodio cattura perfettamente il significato profondo che la figura degli elfi può assumere nell'immaginario infantile: non solo meri aiutanti, ma veri e propri artefici di un incanto che può superare anche lo scetticismo più radicato.
L'Elfo sulla Mensola: Una Tradizione dall'America che Conquista i Cuori
La commovente reazione di Felice affonda le sue radici in una tradizione che, pur arrivando dall'America, ha iniziato a diffondersi rapidamente anche in Italia: l'Elf on the Shelf, o "l'elfo sulla mensola". Questa tradizione natalizia è strettamente legata alla festa del Ringraziamento e al Natale. Si tratta di un'antica leggenda riproposta nel 2004 (o 2005, secondo alcune fonti) in un libro per bambini intitolato The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition. L'idea originale prevede l'arrivo dell'Elfo sulla mensola prima di Natale. Questo folletto, un piccolo aiutante di Babbo Natale, viene mandato nelle case per controllare i bambini. Il suo compito è osservare i piccoli per tutto il giorno, a casa, a scuola o al parco giochi, per poi volare via la sera. Grazie alla magia, vola velocissimo verso il Polo Nord per andare da Babbo Natale a raccontare se i bambini sono stati bravi. La mattina seguente, il suo ritorno in un posto diverso crea attesa e divertimento.
Origini e Diffusione di una Consuetudine Natalizia
L'Elf on the Shelf è una tradizione anglosassone che si sta diffondendo anche nel nostro paese. Il libro introduce l’idea che gli elfi visitino le case dei bambini durante il periodo natalizio per monitorare il loro comportamento e riferire direttamente a Babbo Natale. Affinché il pupazzetto acquisti la sua magia, secondo la tradizione, bisogna dargli un nome e non bisogna mai toccarlo durante il giorno. Durante il giorno, l'elfo resta immobile su una mensola di casa e osserva cosa accade, per assicurarsi che i bambini facciano i bravi e possano, quindi, ricevere i regali da Babbo Natale. Al rientro a casa però, spesso combina qualche marachella, nascondendosi, facendo degli scherzi, oppure inscenando situazioni divertenti. A volte porta regalini, lascia messaggini o propone al bambino attività da fare nel tempo libero, per far divertire i più piccoli che al risveglio impazziranno di gioia per ritrovarlo.
Le Regole della Magia: Tra Controllo e Condivisione
Nella versione americana dell'Elf on the Shelf, esiste una sola grande regola: non toccare l'elfo. Altrimenti, perderà la sua magia e non potrà tornare dal bambino. "C’è solo una regola che devi seguire per farmi tornare ed essere qui domani: per favore non toccarmi, la mia magia potrebbe sparire, e Babbo Natale non saprà tutto quello che ho visto e so," si legge nel libro di Carol e Chanda. Questo significa che i bambini possono parlargli, raccontargli la loro giornata, i loro pensieri, crucci o desideri, e lui ascolterà e riferirà a Babbo Natale. Non può parlare né muoversi di giorno ma di notte provvederà ad annotare tutto quello che gli è stato confidato.
Tuttavia, le tradizioni possono evolvere e adattarsi. Esistono infatti varianti e interpretazioni locali. Ad esempio, in Italia, una versione tradotta e rivisitata da un gruppo di mamme, intitolata Che la magia abbia inizio!, presenta alcune discrepanze significative. Sostanzialmente la storia è molto simile, ma in questa versione l’elfo si può toccare e non ha la funzione di "spia". Al contrario, arriva nelle case dei bambini per imparare da solo le buone maniere, e i piccoli diventano così "Istruttori elfici" con tanto di attestato. Questa flessibilità permette a ogni famiglia di scegliere la strada che meglio si adatta alla propria sensibilità, poiché ciò che può valere e andar bene per un bambino, magari può spaventare un altro. Alcune famiglie, ad esempio, decidono di fargli toccare l'elfo, "a patto di non usarlo come un giocattolo ma di trattarlo come un amico o un fratellino." Questa scelta, considerando l'elfo un membro a tutti gli effetti della famiglia, può prevenire frustrazioni e favorire un maggiore attaccamento.
Dalle Antiche Leggende Nordiche al Laboratorio di Babbo Natale: L'Evoluzione della Figura Elfica
La figura degli elfi ha radici molto antiche, ben anteriori alle moderne tradizioni natalizie. Essi sono creature leggendarie presenti in molte tradizioni mitologiche e opere di fantasia.
Elfi nella Mitologia e nel Folklore
Nelle tradizioni mitologiche, come quella nordica e scandinava, gli elfi erano considerati esseri sovrumani con poteri magici e una connessione speciale con la natura. Spesso, vengono rappresentati come esseri agili, belli e immortali, con orecchie a punta e una connessione profonda con la magia e l'ambiente naturale. In Scandinavia, esisteva una credenza nei “Nisser” o “Tomte”, piccoli spiriti guardiani delle fattorie, che proteggevano le case durante i freddi inverni, simili a folletti benevoli.

L'Associazione con Babbo Natale
L’immagine degli elfi come aiutanti di Babbo Natale ha iniziato a emergere nel XIX secolo, specialmente grazie alla letteratura e alle illustrazioni dell’epoca. Un esempio significativo è il racconto del 1823 intitolato A Visit from St. Nicholas (noto anche come The Night Before Christmas) di Clement Clarke Moore, in cui Babbo Natale è descritto come "un elfo allegro e paffuto". Anche se in questa storia Babbo Natale era lui stesso descritto come un elfo, il concetto di piccoli elfi aiutanti iniziò a prendere piede. Fu durante la seconda metà del XIX secolo che gli elfi furono ufficialmente associati al laboratorio di Babbo Natale. Qui vivono e lavorano nel laboratorio del Polo Nord, dove il loro compito principale è fabbricare e confezionare giocattoli per tutti i bambini che si comportano bene durante l’anno, garantendo che tutto sia pronto per la magica notte del 24 dicembre. Oltre al loro lavoro nel laboratorio, gli elfi di Natale sono spesso descritti come fedeli collaboratori di Babbo Natale nella gestione della sua lunga lista di bambini da visitare e nella preparazione della slitta.
Gli Elfi nella Cultura Pop Moderna
Nella cultura pop moderna, gli elfi di Natale sono diventati una parte essenziale dell’immaginario natalizio. Sono spesso rappresentati come figure minuscole, vestite con abiti colorati di verde o rosso, con orecchie a punta e cappelli a cono. La storia degli elfi di Natale è una fusione affascinante di mitologia, tradizione popolare e immaginario moderno. Questi piccoli aiutanti sono diventati una parte essenziale della narrazione natalizia, portando allegria e magia nelle case di tutto il mondo.
Gli elfi di Natale hanno trovato spazio anche nei film, nei libri e nelle serie televisive. Un esempio iconico è il film Elf (2003), che racconta la storia di Buddy, un uomo cresciuto tra gli elfi del Polo Nord, che decide di ritrovare la sua vera famiglia. Questo film ha contribuito a solidificare l’immagine degli elfi come figure bonarie, divertenti e amorevoli. Anche il libro The Elf on the Shelf (2005) ha avuto un grande impatto sulla cultura natalizia moderna, introducendo l’idea degli elfi che visitano le case dei bambini. La figura degli elfi di Natale è diventata simbolo di collaborazione, generosità e spirito di festa. La loro dedizione nel preparare i regali e nel garantire che ogni dettaglio sia perfetto incarna l’essenza stessa del Natale: il dare e il prendersi cura degli altri. Gli elfi ci ricordano che, anche se Babbo Natale è l’eroe della notte di Natale, dietro ogni grande impresa c’è sempre un gruppo di lavoratori invisibili e instancabili che si assicurano che la magia accada.
Un Pantheon Elfico: Nomi e Significati tra Mito e Fantasia
Il mondo degli elfi è vasto e variegato, popolato da figure leggendarie che hanno ispirato scrittori e artisti. Oltre agli elfi generici di Babbo Natale, esistono personaggi elfici ben definiti nelle narrazioni popolari e nella letteratura fantasy.
Elfi di Babbo Natale e del Folklore Natalizio
Tra gli elfi di Babbo Natale, spicca il nome di Wunorse Openslae, il quale si dice abbia il brevetto della slitta di Babbo Natale, un dettaglio che aggiunge un tocco di modernità e specificità al suo ruolo. Questa figura si inserisce nelle storie che arricchiscono il lore natalizio, confermando come la creatività popolare sia sempre in fermento nel delineare il mondo incantato del Polo Nord.
Gli Elfi del Mondo di J.R.R. Tolkien
J.R.R. Tolkien, con la sua vasta mitologia, ha creato un pantheon elfico estremamente dettagliato e influente, che ha plasmato l'immagine moderna degli elfi nella letteratura fantasy. I suoi elfi sono esseri agili, belli e immortali, con una connessione speciale con la natura e la magia, molto simili alle descrizioni della mitologia nordica. Ecco alcuni dei più noti:
- Galadriel: Una potente elfa, regina di Lothlórien. Il nome deriva da due parole sindarin (una delle lingue elfiche create da Tolkien): "galad", che significa "luce" o "splendore", e "riel", che significa "corona".
- Legolas: Un elfo guerriero membro della Compagnia dell'Anello. Questo nome può essere tradotto come "foglia verde", ed è composto dalle parole "laeg", che significa "verde" e "golas", che può essere interpretato come "foglia".
- Elrond: Signore di Gran Burrone e padre di Arwen. Questo nome è composto da due parti: "el", che significa "stella", e "rond", che significa "cavato" o "sotterraneo".
- Arwen: Figlia di Elrond, innamorata di Aragorn. Il nome deriva da "ar" che significa "reale" o "nobile" e "wen" che significa "donna" o "compagna".
- Thranduil: Re degli elfi silvani nel Bosco Atro e padre di Legolas. Il nome può essere diviso in due parti: "thran", che significa "nobile", e "duil", che può essere interpretato come "bosco".
- Celeborn: Marito di Galadriel e signore di Lothlórien. Il nome può essere analizzato in due parti: "celeb", che significa "argento", e "orn", che può essere tradotto come "albero".
- Glorfindel: Un nobile elfo che appare sia in "Il Signore degli Anelli" che nelle storie del Silmarillion, noto per il suo coraggio e la sua forza.
- Feanor: Un potente elfo artigiano, creatore dei Silmaril. Il nome può essere analizzato in due parti: "fëa", che significa "anima" o "spirito", e "nórë", che si traduce come "cuore" o "fuoco".
- Lúthien: Una leggendaria figura elfica, protagonista di una delle storie d'amore più famose nelle opere di Tolkien. Il nome deriva da "lúth", che significa "incanto" o "incantesimo", e "ien", indicante "figlia".
- Gil-galad: Alto Re dei Noldor durante la Seconda Era. Il nome deriva da "gil", che significa "stella", e "galad", che può essere interpretato come "luce" o "splendore".
Questi nomi, ricchi di significato e profondamente radicati nelle lingue elfiche inventate da Tolkien, dimostrano la complessità e la ricchezza del mondo elfico che continua a affascinare.
Creare la Magia in Casa: Lavoretti Natalizi e la Porticina degli Elfi
La tradizione dell'Elfo sulla Mensola offre un'opportunità meravigliosa per stimolare la fantasia e la creatività in famiglia. Il Natale è vicino, e con i vostri bimbi si possono fare lavoretti, inventare decorazioni e personaggi di carta, attività che preparano a un'atmosfera calda e accogliente prenatalizia. L'elfo può essere rappresentato da un pupazzetto acquistato, oppure alcune mamme lo realizzano con il fai da te, trasformando la creazione in un momento di gioia e apprendimento.

L'Arte del Fai-da-Te: Realizzare gli Elfi
Disegnare e colorare, ad esempio, allena la motricità fine dei bimbi e la creatività. Esistono molteplici idee per realizzare elfi, dai più semplici ai più elaborati.
1. L'Elfo sulla Mensola con le Pigne:Un'idea semplice da realizzare è l'elfo sulla mensola creato con delle pigne. Per farlo, basta seguire pochi passaggi:
- Con la colla a caldo, incollare una perlina di legno sopra l'estremità della pigna, al centro esatto, per la testa.
- Tagliare due strisce lunghe circa 8 cm e larghe 0,8 mm dal pannolenci color verde salvia e sfilettare le estremità per creare le frange di una sciarpetta.
- Tagliare due forme di pannolenci a forma triangolare, ma con la base arrotondata, per il cappello.
- Per creare il cappello dell'elfo natalizio, avvolgere il pannolenci a forma triangolare su se stesso, creando un cono, e fermare la posizione applicando la colla a caldo sul lato.
- Avvolgere la sciarpetta intorno al collo dell'elfo di Natale, esattamente tra la testa e l'inizio della pigna, bloccando la posizione sempre con qualche goccia di colla a caldo.
- Tagliare un pezzo di spago ritorto, piegarlo a metà e fare un doppio nodo. Infilarlo dentro il cappello, facendo passare un'estremità dalla punta.
- Con la colla a caldo, incollare un campanellino sull'estremità superiore del cappello, alla base dello spago.
- Per terminare, disegnare due occhietti e la bocca al centro della perlina di legno.
2. L'Elfo sulla Mensola con il Cartoncino:I bambini si divertiranno molto a creare questo lavoretto di Natale: l'elfo sulla mensola realizzato con il cartoncino.
- Tagliare un cerchio da un cartoncino (più o meno la misura di un piatto).
- Ritagliare lungo uno dei raggi e chiudere il cartoncino a cono, formando il corpo.
- Preparare le varie parti (scarpe, braccia, gambe, manine, viso e capelli) e poi incollarli al giusto posto per completare l'elfo.
3. L'Elfo sulla Mensola con i Rotoli di Carta Igienica:Ecco un lavoretto di Natale semplice da realizzare, originale ed al tempo stesso perfetto per i bambini di tutte le età: l'elfo sulla mensola realizzato con i rotoli di carta igienica.
- Basterà andare alla ricerca di cartoncini di diversi colori da cui ritagliare i dettagli per comporre l'elfo.
- Rivestire il rotolo di cartoncino verde, rosso o giallo: quello sarà il vestito dell'elfo.
- Avvolgere una sciarpetta di cartoncino bianco intorno al collo dell'elfo di Natale.
- Con una strisciolina di cartoncino nero avvolgere il rotolo al centro e formare la cintura del vestito.
- Con un cartoncino dello stesso colore creare un cono e decorarlo con un pon pon bianco o con un cerchio di cartoncino per il cappello.
- Decorare il viso dell'elfo con dei pennarelli, disegnando occhi e bocca.
Queste attività non sono solo divertenti, ma stimolano anche la fantasia e preparano i bambini all'atmosfera prenatalizia.

La Porticina Elfica: Un Ponte Verso la Fantasia
Un elemento fondamentale per l'arrivo dell'elfo è la sua porticina magica. La tradizione vuole che l’elfo, per tornare rapidamente al Polo Nord di notte, usi una porticina magica che gli permette di viaggiare nello spazio in maniera veloce. Queste porte degli elfi sono una variante delle porte delle fate, apparse per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1993, nella cittadina di Ann Arbor, sul battiscopa di Jonathan e Kathleen Wright che le inventarono per le figlie, ma la tradizione è antica ed europea.
A cosa serve la porta? Non è un semplice dettaglio. Le porte sono un modo per stimolare la creatività nei bambini, una porta di accesso nel mondo della fantasia. L’elfo ha anche il compito di aiutare e supportare i bambini, tenendo lontani i mostri e aggiustando i giocattoli rotti. Per questo, a volte le porte vengono lasciate nelle camere dei bambini tutto l’anno, affinché essi possano trovarvi rifugio o un luogo riservato dove esprimere le proprie emozioni.
La Preparazione e l'Attivazione della Porticina
Sulla comparsa della porta si possono adottare diverse strategie. Di solito, se è il bambino a chiedere l’arrivo dell’elfo, può essere carino costruirla insieme a lui come regalo di benvenuto. Questo può diventare un piacevole diversivo nei lunghi pomeriggi autunnali, magari brutti e piovosi. Se invece sarà una richiesta da parte di Babbo Natale, si può farla arrivare nella notte, come una specie di corredo che l’elfo porta con sé. Alcune famiglie, ad esempio, hanno fatto arrivare la porticina insieme a un caminetto finto, che ogni anno appare magicamente quando si finisce di addobbare l'albero di Natale e si mettono tutte le decorazioni. Anche se il caminetto è finto, per il bambino diventerà reale la notte più speciale dell’anno.
Anche la porta si attiva con la magia: la tradizione vuole che l’elfo lasci al bambino una polverina magica da “soffiare” sulla porta al suo arrivo. La magia durerà per tutto il periodo del Natale. Cosa usare per la polverina? Glitter e porporina in una bella boccettina di vetro sono perfette! L'elfo arriva la notte del 30 novembre attraverso la sua porticina elfica, un minuscolo passaggio magico che gli permette di entrare e uscire dal mondo incantato del Polo Nord. Per rendere il momento ancora più speciale, la porticina compare il giorno prima insieme a una filastrocca magica da recitare in famiglia: sarà l’incantesimo che permetterà all’Elfo di entrare.
Il Valore Educativo e Emotivo dell'Elfo: Insegnare a Sognare e Crescere
Accogliere un Elfo di Natale non è solo un gioco, ma un modo per costruire legami, emozioni e ricordi che profumano di famiglia. Dietro questa tradizione apparentemente giocosa si nasconde un valore profondo. Il periodo del “pensiero magico” è fondamentale nel percorso di crescita di un bambino, e alimentarlo significa fare ai nostri figli il regalo più prezioso: insegnare loro a sognare, a immaginare, a pensare che tutto sia possibile, anche i loro sogni. Ovviamente, inevitabilmente, ci sarà il fatidico passaggio al “pensiero razionale”, i bambini diventeranno adolescenti, la fantasia lascerà spazio alla consapevolezza, come è giusto che sia. Ma, se saremo bravi, la magia, quella vera, non svanirà; resterà custodita ma presente nei loro cuori. E allora, da adulti, sapranno anche loro “sentire” le campanelle di Babbo Natale, diventando adulti empatici, sognatori, gioiosi e capaci di entusiasmarsi, cosa molto rara in questo mondo sempre più cinico e gretto.
L'Elfo come Mentore e Guida
Nel mio approccio, l’Elfo non “controlla”, ma condivide momenti. In questo spazio sospeso, i bambini imparano a gestire emozioni, paure e desideri, costruendo il proprio modo di comprendere il mondo. L’esperienza dell’elfo, per un bambino, non si riduce solamente a scherzi e regalini. L’elfo ha una duplice funzione. Da una parte è la voce della sua coscienza: è vero che spia un pochino, che riferisce a Babbo Natale le marachelle, le rispostacce e le brutte azioni del bambino. Ma nella crescita non devono proprio imparare dai propri errori, capire le conseguenze e rimediare? Quindi sì, l’elfo, come da tradizione, osserva e riferisce.
Dall'altro lato, la sua presenza serve al bambino per superare limiti e difficoltà, capire gli sbagli e interiorizzare molti concetti difficili da comprendere. Infatti, se l’esperienza ha successo, l’elfo diventa un aiutante non solo di Babbo Natale, ma anche del bambino, un mentore, una guida, un confidente. Se noi genitori, oltre a scherzi e regalini, sfruttiamo la sua presenza in maniera oculata e intelligente, potremo far diventare l’elfo un veicolo di apprendimento e di acquisizioni di concetti, per gestire le emozioni, superare difficoltà e paure.
Qualche esempio:
- Il bambino ha paura di esibirsi in pubblico alla recita della scuola, è timido e introverso, ha paura di non essere all’altezza? L’elfo si esercita anche lui, di notte, improvvisando un concerto! E potrebbe lasciargli un amuleto magico che gli infonda coraggio elfico, da tenere in tasca durante lo spettacolo. Imparerà così a buttarsi, a non lasciarsi spaventare dagli ostacoli e a superare la timidezza.
- Il bambino si ammala e non può andare a scuola? L’elfo si ammala a sua volta e gli propone piccole attività da fare per riempire le giornate. Il bambino impara ad accettare gli imprevisti.
L'Importanza dell'Attesa e del Distacco
La bellezza di questa esperienza risiede anche nella sua “temporalità“. Magia è anche attesa. Ospitare un elfo significa attendere pazientemente l’arrivo del periodo natalizio, allenare i bambini ad aspettare, a capire, a ragionare, a non avere tutto subito quello che si desidera. Avere il pupazzo a disposizione sempre, infatti, ne riduce moltissimo l’importanza, facendolo diventare come un giocattolo qualsiasi. Il concetto di tempo e unicità, invece, sono fondamentali: insegnano ai bambini a dare il giusto valore, peso e importanza alle cose veramente speciali.
Per creare attesa e curiosità, si può preparare insieme una lettera di Babbo Natale che annuncia l’arrivo dell’Elfo o far trovare al bambino una missiva scritta da lui stesso. Online, sia sui gruppi Facebook come La magia dell’elfo, sia sul sito ufficiale di Elf on the Shelf, sia su Etsy o su blog di mamme americane, si trovano moltissimi documenti da poter stampare: letterine preconfezionate, certificati “ufficiali” di adozione, richieste da parte dei bambini. Non esiste una risposta univoca su da che età cominciare, ma bambini troppo piccoli, sotto i 3/4 anni, potrebbero non capire e spaventarsi. Si possono però adottare delle varianti meno interattive e più semplici e comprensibili per i più piccoli. Ogni mamma conosce bene i suoi cuccioli per sapere se sia un’esperienza adatta a loro. Il bello di questo gioco è la possibilità di variare, modificare e adattare in base alle esigenze. L’elfo può esistere insieme al calendario dell’avvento? Assolutamente sì, il calendario dell’avvento può integrarsi e sposarsi perfettamente con l’esperienza dell’elfo, arricchendola. Si possono inventare mille modi per intersecare le due tradizioni, come far riempire all’elfo i cassettini del calendario, cambiando tema ogni anno.

L'Arrivo e l'Addio: Rituali che Marcano il Tempo della Meraviglia
Ci sono due momenti salienti di questa esperienza: quando arriva l’elfo e quando saluta i suoi bambini. Questi due momenti, secondo molti, vanno valorizzati e distinti da tutti gli altri, arricchendo il Natale di rituali significativi.
Il Cerimoniale dell'Arrivo
Il primo arrivo, come abbiamo detto, di solito è accompagnato da una letterina di presentazione (dell’elfo stesso o di Babbo Natale), da un certificato di adozione e dalla scelta del nome. Ma ogni anno l’elfo tornerà, e sarà divertente inscenare ogni volta arrivi divertenti e a effetto: su una mongolfiera, con dei palloncini, su una slitta, a cavallo di una scopa, dal cielo o dal camino. Non ci sono limiti alla vostra fantasia, e dalla rete arriva un grande aiuto e una libreria di immagini e idee senza fine! Il periodo di permanenza dell'elfo può variare: nella versione americana l’elfo compare il giorno del Ringraziamento e rimane fino alla Vigilia di Natale. In Italia molti adottano il 1° dicembre oppure l’8 dicembre, seguendo le date tradizionali del Natale in Italia. Altri, con una sorta di mix, allineano l'inizio alle festività americane, verso l'ultimo weekend di novembre, quando la casa è già addobbata, ma prolungano la permanenza fino alla Befana, che tradizionalmente chiude i festeggiamenti.
Il Dolce Addio
Il momento in cui il vostro elfo tornerà al Polo sarà il più triste di tutti. Un commiato inevitabile che però il bambino deve vivere più come un “arrivederci”, un momento doloroso ma dolce. Una cosa da accettare insomma, senza pianti, ma nella maniera più allegra possibile. Anche in questo caso ci sono tanti modi diversi per far vivere il distacco nella maniera meno indolore e più gioiosa possibile. Dalla rete si trovano moltissime idee: messaggi affettuosi, sparizioni rocambolesche, mappe per trovare la strada per il Polo Nord, letterine di saluto e regalini per rendere il commiato più dolce. Ad esempio, alcuni elfi lasciano un piccolo aiutante, come un topolino, che rimane con la famiglia tutto l’anno, avendo la funzione consolatoria e di tramite per parlare con l’elfo anche durante gli altri mesi dell’anno.
Con la chiusura del periodo, l’elfo scompare per tutto il resto dell’anno. Alcuni, di fronte al rammarico dei più piccoli per “l’arrivederci” del loro amico, decidono di lasciarlo tutto l’anno, sotto forma di pupazzo inanimato che non compie scherzetti e magie. Oppure lo fanno “tornare” in momenti particolari come il compleanno del bambino, il lockdown o altre ricorrenze significative. Tuttavia, l'importanza della "temporalità" e dell'unicità dell'esperienza viene spesso sottolineata, poiché insegnano ai bambini a dare il giusto valore e peso alle cose veramente speciali.