Quando il Sonno Diventa una Sfida: Cause e Rimedi per il Bambino di 16 Mesi

I “disturbi del sonno” sono molto frequenti nell’infanzia e causano disagio e preoccupazione ai genitori. Sembra che il 25% dei bambini possa avere disturbi del sonno in un momento qualunque tra l’infanzia e l’adolescenza. Nello specifico, quando un bambino di circa 16 mesi non dorme, si apre un capitolo particolarmente impegnativo per molte famiglie. L’età compresa tra i 12 e i 18 mesi è infatti un periodo cruciale, caratterizzato da significative tappe di sviluppo che possono influenzare profondamente le abitudini di riposo. Non stupisce, quindi, che i disturbi del sonno siano uno dei principali fattori di ansia per mamme e papà e uno dei motivi più frequenti di visita dal pediatra o neuropsichiatra infantile. In questo periodo, mamme di bambini di età compresa fra 12 e 18 mesi lamentano disturbi del sonno in una percentuale che può raggiungere il 25%, una cifra significativa che sottolinea la centralità del problema in questa fase della crescita.

La Definizione di Insonnia Infantile: Oltre i Semplici Risvegli

Un bambino soffre di insonnia infantile se per oltre tre notti alla settimana manifesta specifici disturbi. Questi includono il ritardare ad addormentarsi, per più di 30-45 minuti, il svegliarsi di notte e riaddormentarsi con difficoltà, spesso richiedendo la presenza dei genitori, oppure il svegliarsi troppo presto al mattino. L’insonnia infantile con risvegli notturni frequenti è legata al fatto che alcuni bambini non sono capaci di addormentarsi se non in presenza di certi oggetti o situazioni. Questo può includere la presenza costante di mamma o papà, l'essere tenuto in braccio e cullato, o il bere al biberon, o qualunque altro rituale si crei con il tempo. Questi bambini quando si svegliano di notte, e ciò accade di frequente purtroppo, rimangono svegli a lungo e non sono capaci di riaddormentarsi da soli. Perciò chiamano i genitori, pretendono la loro presenza e per dormire hanno bisogno del rituale con cui sono stati abituati ad addormentarsi.

Bambino che si sveglia di notte e chiama i genitori

I più comuni disturbi del sonno nei bambini sono l'insonnia (20-30%), le parasonnie (25%), i disturbi del ritmo circadiano (7%), i disturbi respiratori del sonno (2-3%), i disturbi del movimento legati al sonno (1-2%) e le ipersonnie (0,01-0,20%). In particolare, nella prima infanzia, predominano le difficoltà di addormentamento e i risvegli frequenti, le parasonnie (ad esempio pavor notturno o risvegli confusionali) o i disturbi respiratori del sonno (ad esempio sindrome delle apnee ostruttive).

Le Molteplici Cause dei Disturbi del Sonno nei Bambini di 16 Mesi

All’origine della maggior parte dei casi di insonnia nei bambini non c’è una malattia. Spesso, questi disturbi sono il risultato di un circolo vizioso di comportamenti inadeguati che si instaura nei primi sei-nove mesi di vita e che poi si auto-mantiene. Possono coesistere molteplici fattori, da cause organiche a una cattiva igiene del sonno.

Fattori Comportamentali e Rituali Inadeguati

Il più frequente disturbo del sonno nei primi anni di vita è quello che in termini medici viene definito disturbo da inizio del sonno per associazione e risvegli notturni. Alcuni bambini, come detto, sviluppano la necessità di specifici stimoli o rituali per addormentarsi e riaddormentarsi. Questo può includere l'essere tenuto in braccio, cullato o l'uso del biberon. Se il bambino si addormenta mangiando, bevendo tisane, toccando i capelli del genitore, in braccio mentre lo si culla, ecc., al momento del risveglio durante la notte per riaddormentarsi avrà bisogno delle stesse cose. Gli errori di comportamento dei genitori possono, invece, manifestarsi durante i risvegli, tra questi la tendenza, per esempio, ad accorrere subito e a prendere in braccio il bambino sia all’addormentamento che durante i risvegli e l’abitudine alla condivisione del letto dei genitori.

L'Ansia da Separazione e il Bisogno di Sicurezza

Un fattore cruciale che emerge in questa fascia d'età, in particolare tra i 6 e gli 8 mesi di vita ma che può acutizzarsi intorno ai 16 mesi, è l'ansia da separazione. Molti genitori si chiedono da dove derivi la fatica ad addormentarsi nei bambini. C’è una sola cosa capace di chiudere le porte al sonno: l’insicurezza. Come si può dormire se si è in ansia per qualcosa? Si riesce ad addormentarsi solo se ci si sente protetti e in un luogo sicuro. Il luogo più sicuro per un bambino molto piccolo è vicino alla propria madre. Per i bambini molto piccoli, tra gli 1 e i 3 anni, essere separati dalla mamma genera un’intensa sensazione di ansia, determinata biologicamente e presente anche in altri animali. Quando l’ansia da separazione insorge, tutti se ne accorgono e le madri dicono: «Il mio bambino improvvisamente non vuole dormire»; «Prima non era così, ma adesso si sveglia di notte e vuole stare vicino a noi»; «Prima andava in braccio a chiunque, adesso piange se vede un estraneo». Questa fase, sebbene transitoria, incide notevolmente sul sonno.

Bambino che si aggrappa alla mamma per l'ansia da separazione

Sviluppo Neurologico e Fisiologico

Nei primi 4 mesi di vita, i problemi del sonno nei neonati derivano principalmente dalla loro ancora incompleta maturazione cerebrale per gestire efficacemente gli stati di veglia e di sonno e la transizione tra di essi. Il sonno è un fenomeno complesso che subisce mutamenti nel corso della crescita del neonato. Per comprendere appieno i modelli di sonno dei neonati e come agevolarli, è fondamentale tenere conto dell’evoluzione delle loro esigenze durante la crescita. Alla nascita, la fase REM rappresenta circa il 50% del totale del sonno, ma intorno ai 2-3 anni si riduce al 25%, raggiungendo poi, intorno ai 6 anni, un livello simile a quello degli adulti, ossia circa il 20%. I neonati e i bambini in generale dormono di più principalmente perché il sonno ha un impatto significativo sulla loro crescita.

La Regressione del Sonno: Un Periodo di Cambiamento

La regressione del sonno è un fenomeno fisiologico che può interessare il sonno dei bambini, manifestandosi improvvisamente e senza spiegazioni certe. Questa fase transitoria e benigna comporta un rallentamento o un passo indietro a livello comportamentale, fisico e di abitudini. Il celebre pediatra Berry Brazelton ha definito la regressione del sonno nei bambini una fase normale di disorganizzazione nel cervello e nel corpo del bambino nel corso della crescita. Parliamo di eventi transitori e improvvisi che non hanno una causa certa e sono tuttora oggetto di approfondimento.

Quando la regressione del sonno avviene nei primi periodi di vita del bambino, i genitori possono sentirsi in ansia e preoccupati, in aggiunta alla stanchezza fisica e mentale. Ciò che succede durante la regressione del sonno è una risposta alle esigenze di crescita e di adattamento del bambino nel corso dei mesi. Una spiegazione chiara ancora non c’è, ma sicuramente si tratta di un fenomeno legato allo sviluppo e alla maturazione delle aree cerebrali, delle nuove capacità cognitive, di movimento e di adattamento.

I primi episodi di regressione del sonno possono verificarsi intorno ai 3-4 mesi, e poi nuovamente intorno ai 5-6 mesi. Intorno ai 16 mesi, il bambino sta acquisendo tantissime abilità, probabilmente i suoi primi passi e le sue prime parole! Proprio come i cambiamenti nel comportamento o nella routine, i tipici traguardi dello sviluppo possono certamente influenzare il sonno. Questa età è un periodo di grande vitalità fisica e mentale, che richiede maggiore energia. La regressione del sonno nei bambini dura dalle due settimane ad alcuni mesi - in maniera variabile da bambino a bambino e a seconda del periodo evolutivo nel quale si manifesta - ed è transitoria.

Grafico delle fasi di sonno REM e non-REM nei bambini

Altre Cause Rilevanti

  • Fattori genetici: Studi sui gemelli e sulla familiarità hanno dimostrato una forte influenza genetica nell’insonnia.
  • Ordine di nascita: Alcuni studi riportano una maggiore frequenza di insonnia nei primogeniti e nei figli unici.
  • Depressione materna: Un’eventuale depressione materna può essere all’origine di una insonnia in un bambino; il 38% delle madri di “cattivi dormitori” ha sintomi nevrotici e/o depressivi, l’85% sentimenti ambivalenti nei confronti del bambino.
  • Modalità di alimentazione: I risvegli notturni a 6 e a 12 mesi sono più frequenti nei bambini allattati al seno: 52% contro 20% di quelli allattati artificialmente, verosimilmente legato all’allattamento a domanda, più frequente nei bambini allattati al seno.
  • Cause psicologiche e paure: Più tipica dei 7-10 anni di età è l’insonnia nei bambini da cause psicologiche e paure dell’addormentamento, probabilmente legata ad una particolare fase dello sviluppo psicologico e affettivo. È l’età in cui i bambini acquisiscono il concetto della morte come momento “irrevocabile”. Il problema può essere scatenato e perpetuato da eventi traumatici come seri problemi familiari, stati di ansia, stress. In questo tipo di disturbo il bambino al momento di andare a dormire piange e richiede rassicurazioni eccessive, rifiuta di addormentarsi; le paure possono scomparire in parte o del tutto se al bambino viene consentito di dormire con qualcuno.
  • Problemi organici: È meno frequente che il bambino dorma male a causa di un problema preesistente, ad esempio apnee notturne dovute a problemi ostruenti delle prime vie aeree (es. tonsille voluminose), malattie croniche, dolore. In questo caso il disturbo del sonno si risolve se si riesce a trattare adeguatamente la malattia che sta alla base del disturbo.

Le Conseguenze di un Sonno Insufficiente o di Cattiva Qualità

Le conseguenze di un sonno insufficiente o di cattiva qualità nei bambini sono molteplici e molto spesso misconosciute. Una cattiva qualità del sonno può comportare diversi disturbi che molti non attribuiscono ad una alterazione del sonno.

Per il bambino, un sonno insufficiente può portare a:

  • Ridotte performance scolastiche e problemi di apprendimento: il 28% dei bambini con insufficiente quantità di sonno si addormenta a scuola una volta a settimana; il 22% facendo compiti; il 32% è troppo stanco per fare sport.
  • Sonnolenza, disattenzione, ridotta memoria di lavoro, scarso controllo degli impulsi e disregolazione del comportamento.
  • Rischio di traumi accidentali.
  • Obesità, disturbi metabolici, predisposizione al diabete.
  • Aumento del rischio di sviluppare ADHD, disturbo oppositivo-provocatorio e disturbi depressivi.
  • In adolescenza, abuso di alcool, cannabis e altre droghe, depressione, intenzioni suicidarie.

Bambino irritabile e stanco

Non ultimo è da considerare che il problema del sonno del bambino può avere ripercussioni su tutto l’ambito familiare, determinando una scarsa salute fisica e mentale dei genitori, favorendo lo sviluppo di una depressione materna e un notevole stress familiare. A volte, il problema “si auto-risolve” con il tempo, ma in qualche caso può persistere causando turbe emotive e del comportamento. Insieme al bimbo non dormono bene neanche mamma e papà e questo influisce molto sulla qualità di vita familiare.

Quando Rivolgersi al Pediatra: Segnali di Allarme

Ci sono situazioni di insonnia pediatrica che devono essere portate senza troppi indugi all’attenzione del Pediatra perché possa valutare la situazione del bambino e decidere come approcciare il problema. Per esempio, se il bambino dorme male da parecchio tempo, se manifesta paura immotivate e persistenti al momento di andare a dormire, se la notte russa e ha crisi di apnea (in certi momenti sembra quasi che smetta di respirare).

La valutazione da parte del Pediatra è ancora più necessaria se il bambino, in seguito al disturbo del sonno, è cambiato anche di giorno, è molto capriccioso, si ribella continuamente, è irritabile e aggressivo, o è molto difficile da gestire anche a scuola. Il Pediatra deve essere consultato anche nel caso di sonnambulismo, crisi di terrore notturno, incubi frequenti (settimanali o più volte alla settimana). Allo stesso modo, se si nota che il bambino non dorme abbastanza o ha una scarsa qualità del sonno (ad esempio, si sveglia spesso o russa), è fondamentale contattare il medico. Se si ritiene che il proprio bambino dorma troppo e sia piuttosto sonnolento durante il giorno nonostante abbia dormito molto, è importante assicurarsi di contattare il medico.

Strategie per un Sonno Sereno: L'Importanza dell'Igiene del Sonno

Per migliorare il sonno del bambino, il cui problema non è cronico, è spesso sufficiente intervenire sulle abitudini di vita e sui fattori ambientali (il rumore, la temperatura nella stanza, la luce nella stanza, ecc.), applicando i principi di igiene del sonno. La prevenzione è molto importante nel primo anno di vita, perché le abitudini errate acquisite in questo periodo renderanno più difficile avere un’autonomia di addormentamento anche negli anni successivi.

Come far dormire (bene) il neonato: I Consigli della Consulente del Sonno

Ecco alcune cose che i genitori possono fare per favorire un buon addormentamento e il mantenimento di un buon sonno dei bambini, specialmente per un bambino di 16 mesi:

  1. Ritmi di sonno regolari: Stabilire orari più o meno regolari per addormentamento e risveglio. Abituare il piccolo sin dalla tenera età ad addormentarsi sempre alla stessa ora, adattando i ritmi della famiglia a quelli del bimbo e non viceversa. Le buone abitudini vanno mantenute e consolidate nell’arco della crescita, variandole in base all’età.
  2. Creare un rituale positivo: Un rituale pre-nanna costante può includere un bagnetto, luci soffuse, una fiaba e la nanna. Questi rituali di avvicinamento al sonno devono essere costruiti e mantenuti.
  3. Mettere a letto il bambino assonnato ma ancora sveglio: Questo gli permette di acquisire la capacità di addormentarsi da solo. Uscire dalla stanza prima che il bimbo si addormenti è fondamentale per questo apprendimento.
  4. Evitare associazioni negative per l'addormentamento: Evitare che si addormenti mangiando, bevendo tisane, toccando i capelli del genitore, in braccio mentre lo si culla. Altrimenti al momento del risveglio durante la notte per riaddormentarsi avrà bisogno delle stesse cose. Per i bambini più vicini ai 15-17 mesi, se ancora si nutre (con il biberon o allattando) subito prima di andare a letto, è il momento di pensare di sostituire quella pappa con uno spuntino prima della routine della buonanotte.
  5. Ambiente di sonno adeguato: Far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente, adeguatamente preparato, con luci soffuse senza device accesi, ed eventualmente con una musica dolce e monotona di sottofondo. Non farlo addormentare in ambienti diversi, come sul divano in sala mentre si guarda la televisione. Alla sera è meglio creare una condizione di penombra. Mantenere tutti gli apparecchi elettronici, inclusa la televisione, il computer e il cellulare fuori dalla stanza da letto.
  6. No agli schermi prima di dormire: Dopo le 19 non permettere al bambino l’uso di PC, tablet, cellulare per giocare. Il televisore alla sera andrebbe tenuto spento sino a che il bambino va a dormire. La luce dei device riduce la produzione della melatonina che favorisce l’addormentamento. Spegnere tutto almeno un’ora prima dell’addormentamento.
  7. Attenzione all'alimentazione serale: Non dare troppo cibo o acqua prima di dormire. Evitare il latte o altri liquidi compresa la camomilla durante i risvegli, preferire piuttosto l’utilizzo di un oggetto consolatorio per riaddormentarsi, come il ciuccio per esempio. Rispettare l’orario dei pasti durante il giorno. Anche se il bambino va al nido cercare di mantenere gli stessi orari del pranzo, merenda e cena, adeguando i nostri orari ai suoi.
  8. Esposizione alla luce: Regolare con attenzione l’esposizione alla luce. Per il sonnellino pomeridiano mantenere la luce dell’ambiente; ridurre l’esposizione il più possibile per la notte; potenziare la luce appena svegli. Il nostro ritmo sonno-veglia, come quello dei nostri figli, è governato dall’alternanza della luce e del buio.
  9. Evitare sostanze eccitanti: No a tè, solo deteinato in caso, no a bevande contenenti caffeina e no alla cioccolata dopo le ore 16.
  10. Alimentazione equilibrata: Favorire un’alimentazione equilibrata con un adeguato introito di liquidi durante il giorno. Preferire cibi contenenti fibre e triptofano che è un precursore della melatonina, come carni bianche, pesce azzurro, verdure verdi, legumi e cereali.
  11. Autonomia del sonno: No ai bambini nel lettone. Dopo i primi 8/10 mesi di vita, abituarli all’autonomia vuol dire anche lasciarli dormire nel proprio ambiente. Nei casi di risveglio, riportarli sempre nel loro lettino. Il dormire nel lettone è un fatto transitorio: già dopo i cinque anni sono pochissimi i bambini che dormono nel lettone. I dati mostrano la naturale e spontanea evoluzione delle abitudini del sonno dei bambini verso una progressiva autonomizzazione.

Per tenere saldo il controllo della situazione alla sera occorre mantenere la calma e parlare al bimbo con voce ferma e decisa, manifestandogli il vostro affetto ma anche la vostra ferma intenzione di farlo andare a dormire all’orario stabilito.

Tecniche Comportamentali per Favorire l'Autonomia del Sonno

Quasi tutti i trattamenti sul sonno nella prima infanzia hanno come obiettivo il fare in modo che il bambino riesca ad addormentarsi autonomamente. Le tecniche comportamentali dovrebbero rimanere la prima linea di trattamento dell’insonnia. Si ricorre, invece, a interventi farmacologici quando queste hanno fallito o se esistono delle difficoltà oggettive per applicarle. Ad oggi non esistono farmaci approvati per l’insonnia in età pediatrica, né dall’FDA né dall’EMA.

  • Estinzione "non modificata": Consiste nella rimozione di ogni risposta di rinforzo di comportamenti errati del bambino. Si ottiene programmando una breve routine di addormentamento che preveda un’interazione reciproca minima; il non intervento quando il bambino piange (per un massimo di tempo definito); se il bambino si sveglia e si alza, il riportarlo a letto e farlo riaddormentare con le stesse modalità.
  • Estinzione graduale: È indicata nei bambini di età compresa fra i sei mesi e i cinque anni nei casi di “disturbo da inizio del sonno per associazione” e di “disturbo da inadeguata definizione del limite”. Così come con l’estinzione “non modificata”, l’obiettivo è quello di rimuovere il rinforzo di comportamenti errati del bambino ma, in questo caso, la procedura è programmata in modo graduale. Questa tecnica prevede la creazione, insieme al genitore, di una routine di addormentamento quotidiana in grado di estinguere gradualmente i condizionamenti negativi.
  • Estinzione in presenza dei genitori: È indicata nei bambini con età compresa tra i sei mesi e i due anni, con disturbi dell’addormentamento e della continuità del sonno, nei casi in cui il bambino richieda la presenza del genitore per addormentarsi o per riaddormentarsi dopo un risveglio. Con questa tecnica il bambino inizia a dormire da solo attraverso un programma predefinito che prevede l’iniziale vicinanza del genitore, associata ad un nuovo stimolo positivo (esempio, dormire insieme nella cameretta del bambino).
  • Lasciapassare al momento di andare a letto (bedtime pass): Tecnica indicata per i bambini che si mostrano oppositivi al momento di coricarsi e che sono già in grado di dormire in maniera indipendente nel proprio letto. Si tratta di un protocollo basato sull’estinzione e consente al bambino di opporsi una sola volta al coricamento.
  • Rinforzo positivo: Si utilizza nei bambini di almeno 3 anni, con cui è possibile interagire verbalmente. La tecnica consiste nel patteggiare col bambino un premio se eseguirà il comportamento desiderato (esempio, se questa notte riesci ad addormentarti da solo domani mattina compreremo il regalo che desideri).

Miti, Realtà e l'Evoluzione Naturale del Sonno Infantile

Molti genitori si trovano nella disperata ricerca di soluzioni quando il bambino non dorme. Si calcola che nel mondo industrializzato il 25% dei bambini al di sotto dei 5 anni soffra di disturbi del sonno, mentre dopo i 6 anni e fino all’adolescenza la percentuale si attesta intorno al 10-12%. Rispetto a cento anni fa i bambini nel mondo occidentale dormono in media 2 ore in meno. Le cause principali? I ritmi frenetici, l’aumento delle luci artificiali e l’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici hanno causato una discordanza tra quello che dovrebbe essere il ritmo sonno-veglia naturale del bambino e le esigenze sociali.

È importante accettare che nei primi mesi di vita i risvegli notturni siano comuni. I cicli di sonno dei bambini sono più brevi rispetto agli adulti, comportando i cosiddetti “micro-risvegli”. Questo è del tutto normale e dipende dal fatto che i bambini si spaventano per la lontananza della figura di accudimento, un meccanismo presente anche nel mondo animale e che costituisce una difesa naturale dei cuccioli dall’aggressione dei predatori.

I bambini di circa 12 mesi dormono, in media, dalle 11 alle 14 ore nell'arco di 24 ore. Per i bambini più piccoli, più dormono, meglio dormiranno. Aiutarlo ad imparare ad addormentarsi autonomamente prima di coricarsi lo aiuterà a ritornare a dormire autonomamente dopo i risvegli notturni naturali (che hanno tutti i piccoli). Ciò significa che si vuole assicurare che sappia come passare dall'essere completamente sveglio a completamente addormentato da solo, senza nemmeno avere un adulto nella stanza. Un altro modo di pensare a questo è assicurarsi che il suo ambiente durante la notte sia lo stesso del suo ambiente prima di andare a dormire.

Tra i 12 e i 18 mesi, i più piccoli tendono a fare un solo pisolino al giorno. Quando passano da 2 sonnellini a 1 al giorno, è normale che i più piccoli vadano avanti e indietro: a volte ne hanno bisogno di 2 e in altri giorni va bene un pisolino. Quando i più piccoli fanno un pisolino al giorno, di solito inizia intorno alle 13 e dura dalle 2 alle 3 ore. Si può aiutare il bambino a passare a un pisolino al giorno provando a fare un riposino dopo pranzo e posticipando l'ora del riposino gradualmente.

Se nonostante tutta la buona volontà e gli sforzi di mamma e papà non si riesce a stabilire rituali e regole positive e il bambino dorme veramente poco, si può ricorrere all’aiuto di alcune sostanze naturali come Passiflora, Melissa, Camomilla, che favoriscono il rilassamento e il sonno e possono essere di aiuto al bambino, limitando i risvegli notturni e facilitando l’addormentamento.

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