L'idratazione è un pilastro fondamentale per la salute dei bambini. Insieme al latte, l'acqua è la bevanda migliore per i bambini. È super sana, con zero calorie e senza zuccheri aggiunti, fa bene all'organismo, mantenendo in salute le ossa, le articolazioni, i denti, favorendo una buona circolazione del sangue, e può contribuire a far mantenere ai bambini un peso adeguato fino al raggiungimento dell'età adulta. Inoltre, una buona idratazione migliora l'umore, la memoria e l'attenzione dei bambini. Tuttavia, quando si nota che un bambino inizia improvvisamente a bere più del solito, è naturale chiedersi: quando è necessario preoccuparsi?

Il fabbisogno idrico nei bambini: linee guida e variabilità
La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha proposto nel 2014 dei LARN, livelli di assunzione di riferimento di nutrienti, per l'acqua. In pratica, l'indicazione di quanta acqua andrebbe assunta ogni giorno, suddivisa per fasce d'età. Tuttavia, è fondamentale comprendere che queste indicazioni non sono assolute. "Ma attenzione: queste quantità comprendono l'acqua presente negli alimenti", specifica Ferrando. "E lo stesso vale per le età successive - aggiunge - Quando un bambino comincia a mangiare come gli adulti, la quantità di acqua che dovrebbe bere dipende molto dal contesto generale: se fa caldo o meno, se il caldo è secco (quando è più facile perdere liquidi senza accorgersene) o umido, se sta mangiando cibi ricchi o poveri d'acqua e così via".
Un bambino che mangia a merenda una fetta di melone e a cena una minestra per quel giorno avrà meno bisogno di acqua di uno che mangia un panino con la marmellata e una pasta al ragù. D'estate è piuttosto normale che un bambino beva di più, urini più spesso e sia più stanco del solito. Un aumento della sete può essere, infatti, una conseguenza del caldo intenso e dell'attività fisica.
Cause fisiologiche della polidipsia infantile
Signora, sono varie le cause che inducono un bambino a bere molto. Quelle fisiologiche includono: una eccessiva sudorazione costituzionale, oppure l'uso di alimenti particolarmente salati (parmigiano e i formaggi in genere, salatini, biscottini salati in superficie, ecc.), oppure alimenti molto dolci. Se suo figlio cresce bene, dovrebbe trattarsi di una delle cause fisiologiche innanzi menzionate.
Inoltre, i bambini hanno una maggiore percentuale di acqua nel loro corpo rispetto agli adulti, e i loro reni sono più efficienti nel filtrare scorie alimentari attraverso una diuresi abbondante. Avendo una frequenza respiratoria più elevata, attraverso la respirazione eliminano non solo anidride carbonica, ma anche vapore acqueo, contribuendo alla perdita di liquidi. Durante il giorno, i bambini sono in continuo movimento e sudano molto, il che richiede una significativa reintegrazione dei liquidi.
La sete notturna: abitudini e necessità
La sete notturna nei bambini è un’esperienza comune per molti dei nostri piccoli, che può essere gestita in modo tranquillo e rassicurante da parte dei genitori. I bambini possono bere acqua prima di dormire e di notte per diverse ragioni, sia di natura fisica che psicologica. Oltre a fattori come il caldo e la dieta, i bambini imitano molto il comportamento dei loro genitori, quindi se vedono che loro bevono prima di dormire, è probabile che sviluppino la stessa abitudine. Si tratta, in questo caso, di un piccolo rituale rassicurante, un momento speciale di connessione tra genitori e figli. La richiesta di quell'ultimo bicchiere d'acqua è spesso un modo di sentirsi al sicuro nel momento di andare a letto.
Tuttavia, le cause della sete eccessiva di notte vanno spesso ricondotte a:
- Inadeguata idratazione durante il giorno;
- Attività fisica intensa nell’arco della giornata;
- Cena troppo vicina alla nanna, che interferisce con la digestione;
- Consumo di cibi troppo salati o troppo dolci;
- Abbigliamento notturno troppo pesante;
- Umidità e temperatura della stanza troppo alte.
Quando la sete diventa un segnale di allarme: il diabete infantile
Tuttavia, questi sono anche i primissimi segnali sospetti per una diagnosi di diabete. Il tuo piccolo inizia improvvisamente a bere più del solito? Fa molta pipì? Dimagrisce anche se continua a mangiare come sempre? Si stima che in Italia siano presenti almeno 16.000 bambini affetti da diabete e che ogni anno circa 1.500 presentino l'esordio della malattia.
Il diabete di tipo 1, definito “giovanile” perché si manifesta soprattutto tra i 2 e i 10-12 anni di età, non è una malattia congenita. Il 30% circa dei bambini nasce con una generica predisposizione genetica. Ma sono poi fattori ambientali non ancora individuati con chiarezza a mandare in tilt le difese dell'organismo, scatenando i “soldati” del sistema immunitario contro le cellule che producono l'insulina, l'ormone incaricato di mantenere costante il livello degli zuccheri nel sangue.
Diabete Mellito di tipo 1 - Intervista al Prof. Cianfarani
Fino a quando la distruzione interessa il 40-50% del pancreas la malattia non dà disturbi e quindi non può essere scoperta. Ma se il danno aumenta, il corpo non riesce più a compensare l'impennata della glicemia. Quando la poca insulina prodotta dal pancreas non riesce a tenere sotto controllo la glicemia, il piccolo inizia a bere di più. In questo modo cerca di diluire lo zucchero presente nel sangue eliminandolo attraverso i reni. La produzione di pipì di conseguenza aumenta, e può capitare che durante il sonno non venga trattenuta.
Il meccanismo del dimagrimento e la chetoacidosi
Un altro sintomo che dovrebbe mettere in guardia è che, pur mangiando tanto, il piccolo dimagrisce. Dipende sempre dalla scarsa insulina in circolazione. È questo ormone ad avere il compito di portare gli zuccheri all'interno delle cellule, ma se manca, il “nutrimento” non arriva dove dovrebbe (perché, come abbiamo detto, viene espulso con le urine) e l'organismo inizia a bruciare i grassi. Così il bambino dimagrisce. L'utilizzo come fonte di energia di un “carburante” diverso comporta la formazione di sostanze di scarto, definite corpi chetonici, che acidificano il sangue.
Se arrivati a questo punto la malattia non viene riconosciuta tempestivamente, la progressiva acidosi del sangue causata dai corpi chetonici (e proprio per questo definita chetoacidosi) provoca disturbi via via più gravi: nausea, vomito, sonnolenza, una parziale perdita di coscienza fino al coma. Da studi effettuati e presentati da Siedp e Sip, negli ultimi 10 anni circa il 40% dei bambini diabetici all'esordio presenta proprio la chetoacidosi diabetica, una complicanza che una volta instaurata richiede una attenta gestione in ambito ospedaliero specialistico.
Altre patologie legate alla polidipsia: il diabete insipido
Oltre al diabete mellito, esistono altre condizioni cliniche da considerare. Per effettuare la diagnosi di poliuria (emissione abbondante di urina), polidipsia (sete eccessiva), e la diagnosi differenziale fra diabete insipido centrale e nefrogenico individuando le specifiche cause, è necessario prima di tutto accertarsi che l'introduzione di liquidi e l'emissione di urine siano realmente eccessivi.
Nel diabete insipido le urine hanno un peso specifico talmente basso da essere molto simile a quello dell'acqua distillata. Il valore dell’osmolalità plasmatica non dovrebbe superare le 280 mmOsm/L. L’osmolalità urinaria dipende dalla concentrazione di sostanze disciolte nelle urine e si misura con un normale esame delle urine. La terapia dipende dal tipo di diabete insipido. Nel diabete insipido centrale, qualsiasi sia la causa, la terapia consiste anzitutto nell'uso di desmopressina (DDVAP) per bocca che viene a sostituire l'ormone antidiuretico mancante.
Strategie pratiche: cosa fare quando il bambino beve molto
Quando si nota che il bambino cambia le sue abitudini, il consiglio è di portarlo subito dal medico. Molti pediatri sono in grado, pungendo semplicemente il dito al bambino, di misurare la glicemia anche nel loro studio. Se poi dall’esame risultano valori intorno ai 101-126 mg/dl a digiuno, è indispensabile approfondire i controlli. Sarà quindi lo specialista a indirizzare la famiglia al Centro diabetologico più vicino.
Nel caso del diabete di tipo 2, la prima cosa da fare è abituare tuo figlio a un’alimentazione varia che limita le bevande zuccherate, i dolciumi, le merendine, pane, pasta e pizza e tutti quegli alimenti, comprese alcune verdure, molto ricchi di carboidrati complessi. Aiutalo nella crescita, dandogli sempre l’impressione di essere come tutti i suoi amichetti e coinvolgilo in attività sportive e ricreative che coltivano la sua socievolezza.
Per quanto riguarda la gestione quotidiana, è importante assicurare un’adeguata idratazione durante il giorno, offrendo al bambino acqua pura e leggera, contando i bicchieri assunti, in modo da ridurre la richiesta notturna. L'acqua oligominerale Fontenoce, con un residuo fisso di soli 102,5 mg/l e bassi livelli di sodio e nitrati, è ideale per i neonati e i bambini che hanno un delicato sistema digestivo.
Considerazioni finali sulla gestione del latte e dei liquidi
In merito a casi specifici, come quello di una bambina di 16 mesi che beve molto latte di notte, il consiglio medico è di valutare la composizione dei liquidi offerti. Se il latte è vaccino, sta di fatto fornendo una quantità di soluti (proteine) realmente enorme per una bimba di 16 mesi e questo sicuramente non tenderà a dissetarla, tutt’altro. Provi a dare solo acqua durante la notte (salvo un po’ di latte prima di coricarsi, se così è abituata, ma certamente non in grandi quantità), e vedrà che la bambina rapidamente ne chiederà meno anche durante il giorno.
Non è necessario che gli amichetti sappiano della malattia, anzi. Un bambino diabetico è come tutti gli altri. Quindi, non allarmarti: piuttosto assicurati di dargli ogni giorno tanta attenzione e presenza amorevole. La prevenzione parte dalla conoscenza, e l'informazione è, al momento, l'unica arma che abbiamo a disposizione per capire immediatamente che qualcosa di strano sta accadendo e intervenire prima che la carenza di insulina causi danni gravi.