Spazi per l'Allattamento e la Cura dei Bambini all'Università: un Investimento nel Benessere della Comunità Accademica

L'università, tradizionalmente vista come un ambiente dedicato esclusivamente allo studio e alla ricerca, sta evolvendo per diventare un ecosistema più inclusivo e supportivo per tutte le sue componenti. La crescente consapevolezza sull'importanza della conciliazione tra vita familiare e professionale/accademica ha portato a una maggiore attenzione verso la creazione di servizi che rispondano alle esigenze di genitori e figli all'interno degli atenei. Un esempio tangibile di questa evoluzione è l'apertura di spazi dedicati all'allattamento e alla cura dei neonati, come quello inaugurato presso l'Università di Bicocca, un'iniziativa che mira a eliminare barriere e promuovere l'eguaglianza di genere.

Il Primo Spazio Allattamento alla Bicocca: un Modello di Inclusività

L'Università di Bicocca ha compiuto un passo significativo verso l'inclusività con l'apertura del suo primo spazio dedicato alle neomamme e ai neopapà. Questo ambiente, pensato per chiunque abbia la necessità di recarsi in università con un figlio piccolo, offre una serie di servizi volti a garantire comfort e praticità. La stanza è equipaggiata con due poltrone confortevoli per l'allattamento, uno scalda biberon per preparare le pappe, un fasciatoio per il cambio dei bebè e un cestino "mangia pannolini" per una gestione igienica. L'obiettivo è chiaro: creare un luogo silenzioso e protetto, situato a pochi metri da uffici e aule, dove ricercatrici, docenti o studentesse possano prendersi cura dei propri bambini senza interruzioni o disagi.

stanza allattamento università

La rettrice Giovanna Iannatuoni sottolinea l'importanza di queste iniziative nel contesto più ampio delle azioni volte a eliminare ogni forma di discriminazione all'interno dell'ateneo. Oltre a iniziative come il centro antiviolenza, il supporto psicologico e i corsi per l'autonomia finanziaria delle donne, la riorganizzazione degli spazi universitari assume un ruolo cruciale. La conciliazione tra famiglia e studio è considerata un tassello fondamentale per promuovere l'eguaglianza. Questo nuovo spazio non è pensato esclusivamente per le madri, ma anche per i padri, con l'intento esplicito di "promuovere la condivisione delle responsabilità di cura tra i generi" e "migliorare il benessere delle famiglie all'interno della comunità universitaria".

Espansione del Modello: Altri Atenei Seguono l'Esempio

L'iniziativa di Bicocca non è un caso isolato, ma sembra rappresentare un trend emergente nel panorama universitario italiano. Anche altre istituzioni stanno riconoscendo la necessità di supportare i genitori studenti e lavoratori. Presso l'Università IULM, il Consiglio di Amministrazione ha dato il via libera alla realizzazione di uno spazio di accoglienza a misura di bambino. Questo luogo, che sarà allestito al terzo piano dell'edificio Iulm 1, non sarà solo uno spazio per l'allattamento o il cambio dei più piccoli, ma offrirà anche la possibilità ai bambini più grandi di giocare e disegnare.

Al Politecnico di Milano, invece, è in corso una sperimentazione specifica all'interno del dipartimento di Architettura e studi urbani. Qui è stata allestita una stanza per l'allattamento, inizialmente dedicata al solo personale docente e ricercatore. Tuttavia, l'ateneo sta valutando attivamente la possibilità di estendere questo servizio e sono in fase di studio ulteriori spazi simili. Queste diverse approcci dimostrano una flessibilità e una volontà di adattare le soluzioni alle specifiche esigenze e strutture di ciascun dipartimento e università.

L'importanza dell'allattamento materno

Una Visione a Lungo Termine: Oltre lo Spazio Allattamento

La rettrice Iannatuoni, che è anche presidente della Conferenza dei Rettori Italiani e da sempre attenta a queste tematiche, guarda a un progetto ancora più ambizioso per l'Università di Bicocca. L'idea è quella di espandere il concetto di questi spazi, aprendone uno in ogni edificio dell'università, dopo aver valutato l'utilizzo e il feedback del primo spazio inaugurato. Questo approccio graduale, basato sull'analisi dei dati e sull'esperienza pratica, mira a garantire che le risorse siano impiegate nel modo più efficace possibile.

L'università dispone già di uno spazio 0-6 anni che include un nido e una materna dedicati ai figli dei dipendenti. Tuttavia, i piani futuri prevedono un'ulteriore espansione dei servizi. Tra le proposte in cantiere vi è la creazione di una ludoteca accompagnata da un servizio di baby-sitting. Questo spazio sarebbe concepito come un luogo comodo e protetto dove i genitori potrebbero lasciare i propri figli per qualche ora, il tempo necessario per partecipare a lezioni, sostenere esami o svolgere altre attività accademiche.

Inoltre, l'università sta esplorando la possibilità di istituire un servizio di assistenza virtuale. Tale servizio avrebbe lo scopo di facilitare la mutua assistenza tra i genitori, creando una rete di supporto digitale che vada oltre i confini fisici dell'ateneo. L'obiettivo generale è quello di "rendere semplice studiare e lavorare con un bimbo piccolo e dimostrare che si può fare". Questo messaggio di supporto e possibilità è fondamentale per incoraggiare le studentesse e il personale a perseguire i propri obiettivi accademici e professionali senza dover rinunciare alla genitorialità.

L'Impatto Sociale e Culturale delle Università Inclusive

La creazione di spazi dedicati all'allattamento e alla cura dei bambini all'interno delle università va ben oltre la semplice fornitura di servizi pratici. Essa rappresenta un cambiamento culturale profondo, che riflette una società in evoluzione e una maggiore consapevolezza delle esigenze dei cittadini. L'affermazione della rettrice Iannatuoni, "Una società che ti obbliga a scegliere fra lavoro e famiglia o fra studio e famiglia è una società da cambiare", racchiude l'essenza di questo mutamento di prospettiva.

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Queste iniziative contribuiscono a smantellare stereotipi di genere radicati, promuovendo attivamente la condivisione delle responsabilità genitoriali. Offrire supporto concreto ai genitori all'interno dell'ambiente accademico invia un messaggio potente: che la maternità e la paternità non devono essere un ostacolo al successo accademico o professionale, ma piuttosto un aspetto integrato e supportato della vita di un individuo. Questo approccio inclusivo può attrarre una maggiore diversità di studenti e personale, arricchendo l'ambiente universitario e promuovendo una cultura di maggiore equità e comprensione.

La riorganizzazione degli spazi fisici è solo una parte della soluzione. È necessario un impegno continuo per creare politiche e culture che supportino attivamente la conciliazione vita-lavoro/studio. Questo include flessibilità negli orari, supporto per il congedo parentale, e una generale apertura mentale da parte di docenti, personale amministrativo e studenti nei confronti delle esigenze dei genitori. La visione a lungo termine di Bicocca, che include la creazione di ludoteche, servizi di baby-sitting e piattaforme di assistenza virtuale, dimostra una comprensione olistica delle sfide che i genitori affrontano e un impegno a fornire soluzioni complete.

In definitiva, l'apertura di spazi per l'allattamento e la cura dei bambini nelle università non è semplicemente un'aggiunta di comfort, ma un investimento strategico nel benessere della comunità accademica e un passo fondamentale verso la costruzione di istituzioni più eque, inclusive e resilienti per il futuro. Questi spazi simboleggiano un impegno concreto verso il riconoscimento che la vita accademica e la vita familiare non sono entità separate e in conflitto, ma possono e devono coesistere armoniosamente.

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