Guida completa alla gestione del nido e allo svezzamento dei canarini

L'allevamento dei canarini rappresenta una delle attività più gratificanti per l'appassionato di ornitologia, un impegno che richiede osservazione, pazienza e una profonda comprensione dei ritmi naturali. Tra gli aspetti più dibattuti e analizzati tra gli allevatori esperti e i principianti, la scelta e la gestione del nido occupano un ruolo centrale. È raro che tra allevatori si parli diffusamente del materiale per il nido dei canarini, eppure un buon nido è un piacere estetico per l’allevatore, perché mi porta a considerare un buon nido una vera opera d’arte della natura. È così tra gli uccelli selvatici che costruiscono coppe con materiale vario per dare una forma e una robustezza straordinarie. Naturalmente, l’aspetto estetico è secondo rispetto a quello funzionale. Un buon nido, ben fatto, ottimamente conformato e modellato dalla femmina, è perfetto perché il calore emanato dalla canarina tiene le uova alla temperatura ottimale.

nido artigianale costruito da una canarina con juta

La selezione del materiale per il nido

Allora è corretto, secondo me, fornire materiale vario perché questo piccolo miracolo si compia. La mia tecnica funziona ma non voglio dire sia la migliore. Alle mie femmine metto nell’apposito cestino appeso al frontale della gabbia: juta e pelo animale misto. Solo nella fase finale dò anche un po’ di cotone, ma senza esagerare. È fondamentale ricordare che, per i tuoi acquisti ornitologici, è sempre bene affidarsi ai professionisti; su Hobby Uccelli Shop trovi solo i migliori prodotti ed accessori per uccelli. La qualità del materiale garantisce non solo la tenuta termica, ma previene anche complicazioni legate a fibre troppo lunghe che potrebbero avvolgersi attorno alle zampette dei piccoli.

Il dilemma del nido: interno o esterno?

Quando si discute su quale sia il miglior nido per lo svezzamento dei canarini, la risposta è: dipende! Secondo me non esiste una scelta valida universale; tutto dipende dalle tue esperienze e necessità, quindi ti consiglio di sperimentare entrambi i metodi perché sia tu a decidere il metodo più valido per te. Io mi trovo bene con i nidi interni, sia per una questione di spazio esterno, sia per una questione igienica: i pulli poi faranno le feci all'interno della gabbia e basta cambiare la carta sul fondo, mentre col nido esterno si produrrà più sporcizia esternamente. Il vantaggio del nido interno è invece di non rubare spazio vitale ai tuoi canarini.

confronto visivo tra nido interno ed esterno in una gabbia

Tuttavia, il dibattito rimane acceso. Il vantaggio del nido "esterno" è invece di non rubare spazio vitale ai canarini. Nido esterno significa però ricordarsi di fermarlo bene, legandolo, perché nel maneggiarlo può staccarsi e cadere, con terribili conseguenze. Anch'io utilizzo quelli interni, il motivo principale è la sicurezza. Utilizzo quelli esterni (per il tempo necessario) solo e non sempre quando i pulli iniziano a uscire dal nido e la coppia manifesta la volontà di una nuova cova. Chi preferisce i nidi esterni sottolinea spesso l'esigenza di non rubare spazio vitale all'interno della gabbia, seppure con tutti i problemi e le necessità esposte. Alcuni allevatori suggeriscono accorgimenti creativi: nell'unica covata portata a termine dell'anno scorso, i pulli, per sporgersi verso i genitori che li imboccavano, cadevano spesso dal nido; dopo averli raccolti 3-4 volte in un giorno, ho attrezzato una "ringhiera" al nido con un righello ed è andato tutto bene fino al giorno del primo volo. Ma utilizzando i nidi interni i piccoli non cadono dal nido? È una domanda legittima che ogni neofita si pone.

Posizionamento e gestione pratica

La scelta della posizione influisce sul successo della riproduzione. Nelle scorse primavere, tra le prime esperienze con le cove, si nota che le variabili sono molteplici. Il nido interno conviene posizionarli al centro della gabbia, in alto in un angolo. È capitato di osservare situazioni contrastanti: una coppia con nido esterno ha già deposto 5 uova, un'altra femmina sta iniziando a fare il nido esterno, mentre la terza femmina con nido interno niente, eppure sono sorelle nate lo stesso giorno. Si vede comunque che è agitata, credo perché voglia fare il nido, fa avanti e dietro sui posatoi ma il nido interno non lo calcola per niente. Forse devo solo aspettare?

nido calopsite e parrocchetti

In commercio esistono nidi di tutti i tipi e di tutti i prezzi. Io sto utilizzando nidi esterni con coppetta in plastica e grigliato tutto attorno. Costano poco, sono facili da ispezionare, un po' meno da pulire. Purtroppo, avendo le gabbie in "batteria", sono costretto ad attaccarli davanti sacrificando una mangiatoia esterna che viene difatto bloccata dalla coppa del nido e, quando i pulli sono un po' più grandini ed iniziano a sporcare nel nido, ogni tanto o le deiezioni vanno a terra o finiscono sulla gabbia lasciando macchie sulla zincatura. Di base c'è una cosa da tener in conto: i modelli in plastica base non sono il massimo; esistono soluzioni con portaschede, portauova e feritoie laterali per ingresso luce e riciclo dell'aria. I nidi con la rete tutto attorno sono molto comodi, facili da pulire, purtroppo sporcano molto ed hanno un sistema che blocca spesso la coppetta del nido. A volte capita di doverli coprire perché altrimenti si disturba la cova delle femmine. Io quelli esterni li lego con delle fascette da elettricista bianche per evitare cadute.

Fasi critiche: dalla deposizione allo svezzamento

La fase successiva alla costruzione del nido richiede molta attenzione: dalla preparazione alla schiusa delle uova, fino allo svezzamento, ogni giorno è un'evoluzione. Bisogna monitorare attentamente il momento nel quale i pulli si apprestano a schiudersi. È noto che, nell'allevamento dei piccoli, la femmina non alimenta immediatamente i pulli, poiché sono nutriti dai liquidi nati e conservata nel loro sacco vitellino per diverse ore. In questo frangente, prestare attenzione alla loro alimentazione è cruciale. È meglio non eccedere con cibi troppo pesanti; alimenti specifici vanno introdotti dal decimo giorno in avanti. Bisogna inoltre prestare attenzione a non disturbare la coppia, mantenendo la temperatura più elevata e evitando di osservare il nido per molte ore di fila.

allevatore che osserva a distanza il nido per non disturbare

Il comportamento della coppia è quello che ci indica se tutto sta procedendo bene. Se l'allevatore decide di portare i canarini in mostra, è anche opportuno procedere con l'inanellamento, facendo attenzione a non causare traumi all'ala. In situazioni di sovraffollamento o quando i novelli disturbano la femmina nella nuova cova, è necessario intervenire, ad esempio posizionando in basso il nido o utilizzando un divisorio. In quest'ultimo caso, i piccoli vengono svezzati imbeccandoli attraverso la grata del divisorio da parte del padre, mentre la femmina si prepara a una nuova deposizione. È fondamentale, per chiunque pratichi l'allevamento, ricordare che la gabbia 45 rappresenta il minimo sindacale per garantire benessere alla prole durante la vita dei novelli. In caso di aggressività della madre, una tecnica efficace consiste nel dividere padre e pulli dalla madre, assicurandosi che il nido sia comunque pronto e pulito. Ricorda sempre che per i tuoi acquisti ornitologici ti puoi affidare ai professionisti: su Hobby Uccelli Shop trovi solo i migliori prodotti ed accessori per il successo del tuo allevamento.

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