Nell’antico Egitto, accanto ai grandi dèi del pantheon ufficiale come Ra, Osiride e Iside, conviveva una miriade di divinità minori, essenziali per la vita quotidiana di ogni cittadino. Tra queste, la figura più peculiare, amata e complessa è indubbiamente quella di Bes. Divinità spesso definita "minore", Bes occupa in realtà un posto centrale nella religione egizia, attraversando secoli di storia e trasformandosi in un potente simbolo di protezione, fertilità e gioia, capace di infondere coraggio contro le avversità.

Origini e natura del demone protettore
Bes è spesso considerato una divinità minore dell’antico Egitto eppure, seppur con nomi differenti, è sempre esistito nell’antica religione egizia. Fin dal periodo arcaico erano venerati diversi demoni nani con il compito di scongiurare le sciagure, che potevano essere rappresentati coperti da pelli di leoni o ne portavano la coda e le orecchie. Secondo alcuni studiosi, Bes era originario del Centro Africa e forse era un pigmeo. Il suo aspetto grottesco, il corpo deforme, con piume fra i capelli, eterna smorfia, larga lingua che ricadeva su una barba a ventaglio, faceva sorridere chi lo venerava, ma doveva anche incutere terrore in tutti gli esseri nocivi che cedevano il passo di fronte alla sua forza.
Il nome del dio sembra derivare dalla parola besa, “proteggere”, ma è stato anche messo in relazione con il significato di “essere piccolo” o “prematuro”. Alcune sue statuette infatti lo rappresentano con l’ombelico sporgente e rossastro, come se gli fosse stato appena tagliato il cordone ombelicale. Il termine besi indica inoltre lo spuntare del sole, suggerendo una connessione profonda con l'atto della nascita e della creazione. Non deve stupire questo proliferare di significati per un singolo nome, perché i sacerdoti egizi amavano giocare con le parole e i loro diversi significati.

Un’iconografia unica: la forza nella deformità
Il dio Bes si presenta come un nanerottolo tarchiato, dal fisico grottesco e con molti caratteri animaleschi. Il volto, atteggiato in una smorfia e con la lingua pendente, è incorniciato da una criniera leonina; il copricapo è abbellito da una corona di piume di struzzo; tra le gambe, leggermente piegate, si intravvede spesso una coda o un fallo. Questa divinità porta spesso in mano delle “armi” con cui scacciare gli spiriti maligni: il Sa (il nodo della fortuna), un coltello corto o degli strumenti musicali.
La sua figura è atipica per un altro motivo cruciale: la maggior parte delle divinità egiziane è rappresentata di profilo, mentre Bes è quasi sempre raffigurato frontalmente. Questo dettaglio lo rende immediatamente riconoscibile e accentua il suo carattere protettivo, come se fosse sempre pronto a confrontarsi direttamente con le forze oscure. Egli diviene il più fedele guardiano dell'infanzia di Horo, una funzione che trasmette sollievo a chiunque cerchi protezione per i propri figli.
IL REGNO DEGLI DEI (Documentario completo)
Il protettore della casa e del sonno
Nel Medio Regno, Bes si era affermato in tutto l’Egitto come divinità protettrice dal malocchio e dio della casa, dio guaritore e protettore del sonno, della fertilità e del matrimonio. Era raffigurato con le sue smorfie e linguacce su moltissimi oggetti di uso domestico, dai vasi per cosmetici alle testate dei letti. Bes era considerato una divinità molto potente, poiché, tra l'altro, teneva lontani gli incubi dagli uomini. Per gli egizi il sonno era simbolicamente equivalente alla morte, ed era potenzialmente molto pericoloso poiché durante il riposo notturno si potevano incontrare in sogno spiriti di morti non sempre benevoli.
Proprio per questi motivi, l'immagine di Bes si trova spesso su oggetti legati alla camera da letto, come i poggiatesta. Nel Nuovo Regno, la traversa che sta in fondo al letto di Tuya, suocero di Amenhotep III, è decorata con tre figure di Bes armato di coltelli che difendono da spiriti malevoli il sonno del sovrano. Anche i sedili, come quello della principessa Satamon, figlia di Amenhotep III e della regina Tyie, recano immagini di Bes in duplice veste: difensore armato e musicante gioioso per allietare la nobile proprietaria.
Fertilità, maternità e il mistero dei "vasi di Bes"
Bes appare come un protettore della matrice, della gestazione e dei parti prematuri o difficili, che estende il suo benefico ruolo anche agli esseri umani. Spesso è accompagnato dalla sua paredra, la dea Tueris, una divinità associata alle nascite. Insieme, Bes e Tueris sono in adorazione del divino fanciullo che nasce dal loto, come Ra all’origine della creazione. Questa tipica funzione di Bes si esercitava su tutte le classi sociali. Molte statuette di Bes lo mostrano mentre tiene tra le braccia un neonato.
Di particolare interesse sono i "vasi di Bes", contenitori ceramici decorati con la sua effigie. Studi recenti condotti con tecniche avanzate - dalla FTIR con radiazione di sincrotrone ad analisi metabolomiche e proteomiche - hanno rivelato che questi vasi contenevano mix sorprendenti. Il team ha combinato diverse tecniche avanzate di analisi chimica e del DNA per scoprire che il liquido conteneva Peganum harmala (ruta siriana), Nymphaea nouchali var. caerulea (fiore di loto blu), alcol, miele, pinoli, liquirizia e uva. Queste sostanze, note per le loro proprietà psicotrope o medicinali, venivano utilizzate nei rituali magici legati alla fertilità. La presenza di liquirizia e uva serviva, simbolicamente, a ricreare il colore del sangue, rafforzando l'efficacia rituale del composto.

Bes nel corteo di Hathor: danza, vino ed eros
Come seguace di Hathor, la dea dell'amore, della musica e della gioia, il dio Bes è spesso associato e presente in oggetti che alludono all'eros. Egli segue la dea danzando goffamente e suonando un tamburello o un'arpa per pacificarla ed allietarla. La stretta relazione di Bes con le attività sessuali diventa del tutto esplicita con la scoperta della cosiddetta "camera di Bes" a Saqqara nord, un edificio di epoca tolemaica che costituiva un dispositivo per celebrazioni connesse ai funerali dei tori sacri Api.
Hathor era anche la dea dell'ebbrezza e nelle sue feste si celebrava il ritorno della "dea lontana" (la leonessa Tefnut) dalla Nubia con canti e danze; in queste occasioni si consumavano bevande alcoliche in quantità. Non è un caso che molti orci per vino rinvenuti nei musei presentino i tratti del dio Bes. Sulle cosce di alcune musiciste egizie sono stati trovati tatuaggi con l'immagine di Bes, un segno che potrebbe alludere alle prestazioni sessuali, ma anche alla protezione contro malattie veneree.
Dall'Egitto al Mediterraneo: un'eredità universale
Bes è una delle divinità egizie sbarcate tra i fenici! Egli è una divinità molto trasversale e diffusa in tutta la regione del Vicino Oriente, sempre inteso come demone, cioè come intermediario tra la dimensione terrena dell'umanità e quella ultraterrena delle divinità maggiori. È interessante l'analogia con la figura dell'Ugallu ("Grande Leone"), guardiano e protettore per gli assiri. Con la diffusione del culto di Iside nei paesi del Mediterraneo, tra la fine del IV sec. a.C. e la fine del IV sec. d.C., la presenza di Bes si estende in tutto il mondo mediterraneo.
Il dio "viaggiò" insieme ai grandi navigatori del mondo antico: fenici, greci e cartaginesi portano la sua immagine, soprattutto sotto forma di amuleti protettivi, in ogni paese da loro toccato. Si pensa che persino il nome dell'isola di Ibiza, l'antica Ebusus, derivi proprio da quello del dio Bes. In epoca romana il dio viene recepito come guerriero, dotato di corazza, scudo e spada; in questa tipologia egli viene associato, per misteriosi motivi, al toro Api. Bes fu anche una delle divinità egizie che resistette più a lungo al cristianesimo, trasformandosi nel tempo in un simbolo di protezione che superò i confini religiosi, fino a essere evocato, seppur con sfumature diverse, nel contesto della protezione per l'infanzia.