La Panchina Materna: Riflessioni sulla Gioventù, la Lettura e le Ombre della Società

Dal 26 ottobre 2003, data che ha dato inizio ad una straordinaria avventura, ad oggi, sono stati pubblicati quasi 2.000 articoli (1.716 alla data di marzo 2010). Ognuno di loro ha avuto l’opportunità di vestirsi dei panni del giornalista, dello scrittore, del pensatore, del poeta. In questi ultimi tempi, ho riletto gli articoli pubblicati on line. Li ho ricordati uno ad uno. Molti hanno lasciato il Liceo da alcuni anni, come Paola Fusca, Anna Maria Galati, Serena Mazzeo o Emanuele Sorrentino che ha dato alla scuola la prima bella soddisfazione di essere vincitori del premio nazionale giornalista per un giorno! Chissà se lui, come ognuno dei miei giovani giornalisti, ha potuto realizzare il suo sogno! Altri sono ancora tra i banchi di scuola all’ultimo anno, come Anna Bartalotta, Michele Restuccia, MariaLa Bella, Marzia Mancuso. Tutti! Un grazie a tutti i colleghi che mi hanno supportato nel progetto e in particolare Nicola Cutuli, Teresa Simonetti, Rosa Maria Cantafio, Caterina Ferro e Carla Castagna. Ma ringrazio soprattutto i tantissimi studenti che mi hanno seguito con rispetto e affetto in questa avventura. Mi scuso con molti di loro se, in questo volume, non si son potuti pubblicare i loro articoli. G.

Il Fascino della Lettura nell'Era Digitale

Siete divoratori di libri o di giornali? Leggete a tal punto che preferireste perdere la vista piuttosto che staccarvi da un buon libro? Dite la verità: che vi prende quando qualcuno vi regala un libro o entrate in una libreria? Analizziamo alcuni casi: vi sentite esaltati? Allora appartenete a quella minima e privilegiata parte di ragazzi che ama tanto la lettura da dedicarvi ogni giorno più di due ore. La cosa vi incuriosisce ma non vi appassiona? Siete quelli che organizzano la loro giornata facendo calcoli precisi “Finiti i compiti guardo la tv, esco…..ma sì, se mi resta un po’ di tempo leggo il libro che ho iniziato l’altro ieri. E come ultima ed angosciante ipotesi: trovarvi davanti un libro, libreria o biblioteca, vi sconvolge e vi fa star male? Allora siete ragazzi che leggono poco, anzi pochissimo, forse per niente.

Da tempo sentiamo ripetere che i giovani leggono sempre meno, ma è davvero così? Oggi diventa sempre più difficile leggere: da una parte sembra che le immagini del teleschermo sostituiscano l’immobilità delle parole scritte e dall’altra manca il tempo, lo stimolo e l’abitudine di prendere un libro. La lettura ha bisogno di silenzio e di concentrazione, per consentire un “colloquio” tra lettore ed autore. La pagina scritta, a differenza dell’immagine, si può ripercorrere scegliendo che cosa leggere e cosa tralasciare. Se la trama del libro ci prende, scopriamo che è un modo per restare in compagnia di se stessi, ci dà il tempo di meditare, di associare descrizioni, personaggi e situazioni fornitici dallo scrittore ad elementi della vita. Per cui il lettore è un soggetto attivo rispetto allo spettatore che si limita a guardare meccanicamente delle immagini che passano sullo schermo e non può tornare indietro per approfondire qualcosa che lo ha colpito.

La lettura diventa un passatempo, un mezzo d’evasione e siamo noi giovani a scegliere il genere di libro che ci piace di più. Esistono, infatti, oltre a letture obbligate, letture liberamente scelte che corrispondono alle nostre esigenze, ai nostri gusti: romanzi gialli, di fantascienza, d’avventura, d’attualità, di horror e tanti altri. Perciò, scegliamo un buon libro e cerchiamo di non perdere questo importante appuntamento con la lettura, che è indubbiamente un’ottima compagnia e uno strumento indispensabile per la nostra formazione culturale e sviluppo della nostra personalità.

ragazzi che leggono libri

I diritti del lettore secondo Daniel Pennac:1- Il diritto di non leggere.2- Il diritto di saltare le pagine.3- Il diritto di non finire un libro.4- Il diritto di rileggere.5- Il diritto di leggere qualsiasi cosa.6- Il diritto al bovarismo.7- Il diritto di leggere ovunque.8- Il diritto di spizzicare.9- Il diritto di leggere a voce alta.

Piero Dorfles: I 100 Libri che ti Cambiano la Vita

L'Ombra del Satanismo e la Corruzione Giovanile

Chissà quante volte sarà capitato di notare questo numero su qualche muro per strada senza saperne il significato. E’ il simbolo dell’Anticristo, del diavolo. Questa cifra compariva sulle pareti del tempietto sconsacrato dedicato a S. Antonio di Padova a Lodi. Tutti gli accessi alla “chiesa maledetta” sono stati ricoperti da una gittata di cemento dopo che varie segnalazioni di rumori notturni, luci e voci inspiegabili avevano costretto i carabinieri ad effettuare dei controlli. Ed è qui che è stata trovata appesa al soffitto una bambola col viso macchiato di rosso, ceri dei cimiteri, tracce di ossa bruciate di animali e resti umani dissepolti. Tutto ad opera di qualche setta satanica. In Italia ne esistono 9, con più di 200 adepti. E molte prendono spunto dalla “Chiesa di Satana” di Anton SzandorLa Vey. Fondatain America, l’associazione si è rivelata una setta criminale, implicata in casi di abusi sui minori e violenze sessuali.

La Veyha pubblicato “ The Satanic Bible”, una bibbia che non tollera le persone che permettono a se stesse di essere stupide. Molte delle sue dichiarazioni hanno ispirato i più pericolosi ed efferrati serial killer. Tra questi Charles Manson, colui che fondò a San Francisco una setta pseudo- religiosa, composta da delinquenti e sbandati. Il membro di maggior spicco della “famiglia”si rivelò Susan Atkins. Fu lei che, nella notte del 19 agosto 1969, penetrò, insieme ad altri quattro uomini, nella villa californiana del regista Roman Polanski e uccise otto persone, tra cui la giovanissima moglie all’ottavo mese di gravidanza. Tutto sotto gli occhi esaltati del “santone” Manson.

Un’altra setta satanica rivelatasi tra le più feroci fu quella di Costanzo, scoperta in Messico nel 1989. Quando la polizia entrò nel Rancho Santa Elene si trovò davanti muri imbrattati di scritte, pezzi di cervello dentro una pentola, il guscio di una tartaruga immerso nel sangue rappreso, ossa umane e una colonna vertebrale. Un mese prima della macabra scoperta, uno studente in vacanza era stato rapito dai seguaci di Adolfo de Jesus Costanzo e portato in quel luogo, dove dodici ore più tardi venne ucciso a colpi di machete e orrendamente mutilato. Gli scavi attorno alla baracca portarono alla luce altri tredici cadaveri, su cui gli adepti avevano infierito con vari oggetti. Il capobanda, uno spacciatore di droga tra i più potenti della zona, è stato catturato un mese dopo mentre bolliva in un grande calderone quello che restava dei suoi ex complici, che aveva fatto appena trucidare.

Ma quanto c’entra il culto del demonio con il crimine? Per gli psicologi ben poco: è solo una comoda scusa per giustificare i comportamenti paranoici di assassini privi di pietà. Sta di fatto che ormai troppi ragazzi vengono influenzati dall’occulto. Per curiosità si partecipa a qualche seduta spiritica, si resta affascinati da ciò che è proibito. E’ il caso di Sean Sellers, sedicenne di Oklahoma city che per gioco praticava riti sacrificali sulle bambole. Finchè, nel 1985, uscì di casa tranquillo e assassinò a sangue freddo con tre colpi di fucile un impiegato di un grande magazzino. Più tardi uccise anche la madre e il patrigno nel sonno. Il giorno prima aveva consegnato al suo insegnante un tema che cominciava così: “ Guarda il crocifisso, che cosa rappresenta? Una pallida incapacità che pende da un albero”. Era una citazione del “The Satanic Bible”.

Anche il mondo della musica è a volte commesso con il mondo di Satana. Basti pensare al look spettrale di Marilyn Manson, o ad Alice Cooper che col viso imbrattato di sangue finto si presentava avvolto tra le spire di un pitone. Una volta tentò di suicidarsi durante un concerto. Ma fu Ozzy Osbourne, leader dei Black Sabbath, a sgominare la concorrenza. Sul palco cadde un pipistrello da chissà dove. Lui lo raccolse e gli staccò la testa con un morso, ingoiandola. Il gruppo “vanta” anche il suicidio di alcuni fans, ispirati da una sua canzone.

simbolo satanico

Giovani Sospesi tra Droghe, Alcol e Sogni Inespressi

Vivere da giovani si può? Che bello essere giovani, essere liberi, che bello poter vivere senza pesi e impegni familiari. Dietro tutte queste enfatiche bellezze, che la gioventù racchiude, vi sono problemi molto seri che fino ad ora nessuno ha mai affrontato, ma ha sempre cercato di evitarli. Precetti, valori: Tutto perso! Perso dietro ai vizi, dietro alle illusioni. I grandi sottovalutano questi momenti così importanti: nessuno di noi giovani ha valori, precetti, ha basi su cui fondare la propria vita.

Dai dati emersi dai grandi sondaggi dell’ ISTAT c’è da rabbrividire: dal 1998 al 2002 il tasso di ragazzi che si accostano alla droga è aumentato di quasi il 25%, facendo così salire il picco di giovani drogati in Italia a un dato del 90%, mai registrato prima d’ora. Beh, forse molti dei miei coetanei si domandano cosa sia veramente la droga, posso solo dire che la droga è un modo come un altro per scavalcare le difficoltà che si presentano sul nostro cammino. Si cade nel giro della droga quando non si riesce a creare da giovani, nel proprio profondo, idee sane e principi validi per non vacillare di fronte ai problemi.

Un’altra piaga del mondo giovanile è, senza ombra di dubbio, l’alcool; un problema relativamente nuovo che è emerso nel 1999 quando, nei pressi di New York, si trovò una bisca clandestina in cui alcuni ragazzi consumavano e spacciavano alcolici. Il traffico di queste bevande proibite si diffuse fino in Europa, da dove partirono le prime indagini che rivelarono che il 35% dei giovani fa un regolare consumo di alcolici. Che sia giusto o no, i giovani di questo nuovo millennio hanno accantonato tutti i loro valori per seguire una vita statica e senza sogni. Le varietà di droghe esistenti sulla Terra stanno saccheggiando la vita del suo frutto migliore: i giovani. Forse, in questo momento così delicato, il nostro male si sta sottovalutando perché il business sta drogando anche il mondo degli adulti con una sostanza molto pericolosa che piano-piano sta uccidendo tutta l’umanità… Come si può vivere senza affrontare i problemi? Forse l’unica arma per combattere questi mali è la nostra voglia di vivere, la nostra speranza. Sconfiggeremo i problemi che oscurano la nostra vita quando riusciremo a distruggere i falsi dogmi che i mas-media ci iniettano a dosi, ogni giorno, come un veleno.

giovani in difficoltà

L'Enigma dei Sogni e la Percezione della Realtà

Ogni notte, nel sonno, gli uomini vivono strane e misteriose avventure: i sogni. A volte sono piacevoli ed esaltanti, altre volte sfavorevoli e tristi, la maggior parte di essi vengono in breve dimenticati e raramente è possibile rendere chiaro il significato. Da secoli l’uomo cerca di comprendere, spiegare, interpretare i sogni. Un tempo per la loro particolarità ed apparente incomprensibilità, venivano visti come messaggi soprannaturali e l’interpretazione era riservata soltanto a pochi “iniziati”. Gli indiani del Gran Chaco e alcune tribù della Guinea credevano che l’anima vivesse una doppia vita, fosse trascinata dal sogno in luoghi lontani e possedesse autonomia e giudizi propri. Per questo era necessario dipingere il viso del sognatore, in modo che alla fine del viaggio fantastico l’anima potesse rientrarvi senza problemi; in caso contrario l’anima avrebbe per sempre abbandonato il corpo, provocando la morte dell’individuo. Ancora oggi molti popoli credono nella verità di questa teoria. Nel Medioevo, il periodo dei diavoli, delle streghe e delle superstizioni, l’incubo era visto come demone libidinoso che di notte visitava le donne violentandole contro la loro volontà.

La figura più importante e rivoluzionaria nello studio e nell’interpretazione dei sogni fu Sigmund Freud. Egli fu il primo ad introdurre la psicanalisi, con la teoria dell’inconscio, “l’inconscio - diceva - guida i nostri gesti, i pensieri, ci trascina in un mondo lontano in cui le regole della vita reale non hanno più senso”. Secondo questa teoria, la nostra mente, liberata dalle rigide rotaie della ragione, ci comunica il “contenuto latente”, ossia ciò che non vogliamo o non sappiamo di sapere e che, durante il giorno viene bloccato dal filtro della nostra coscienza. Freud credeva che molto di ciò che sogniamo non è assolutamente qualcosa di mai vissuto, al contrario, è il ricordo di esperienze fatte o luoghi visti anche soltanto un attimo che fuoriesce dal profondo, ritornando in superficie. Inoltre sosteneva come fattori esterni ed interni possano condizionare le visioni notturne. Ad esempio, si può sognare di essere al cospetto di una grande cascata sentendo nel sonno delle gocce d’acqua battere sul lavello; oppure sognare d’aver perso una gamba, se durante il sonno si avverte un leggero dolore al piede. La cosa evidente è che tutti i fenomeni che influenzano il sogno stesso vengono vissuti in maniera amplificata.

Un’altra questione dibattuta oggi riguarda la realizzazione di alcuni sogni detti “premonitori”. Alcuni studiosi asseriscono che ogni notte sogniamo mediamente più di un’ora, per cui i sogni premonitori non sono altro che pure coincidenze. Jung sosteneva che, come da svegli i nostri pensieri si intrattengono spesso sul futuro o sul passato, così, in maniera del tutto simile si comportano l’inconscio e i suoi sogni; da qui deriverebbe quella che noi chiamiamo premonizione. L’interpretazione dei sogni rimane una scienza inesatta, ma i sogni sono una sicura fonte di scoperte e rivelazioni.

interpretazione dei sogni

Terrorismo Politico: Le Cicatrici del Passato e le Ombre del Presente

Gli omicidi e le stragi a sfondo politico alla fine degli anni settanta hanno dato la prova dell’esistenza di organizzazioni terroristiche capaci di colpire qualsiasi livello della società e qualsiasi luogo della nazione. E’ il caso delle Brigate Rosse, oggi conosciute indistintamente sia con il nome di N.C.C. (nuclei comunisti combattenti) che di N.T.A. (nuclei antimperialisti combattenti), presenti soprattutto in Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte. Gli elementi di questi gruppi armati vivono una doppia vita: di giorno sono comuni lavoratori, magari impiegati statali, medici, figli di professionisti; di notte lavorano nel buio pervasi dall’ideale della rivoluzione delle masse lavoratrici. Poi in un giorno come gli altri entrano in azione, con assoluta freddezza si trasformano in spietati killer. Così sull’asfalto della strada, percorsa chissà quante volte, restano senza vita i corpi di gente comune che fino ad allora aveva tentato di svolgere i propri compiti nel miglior modo possibile, per se stessi, per lo Stato, per la famiglia che lasciavano a casa nella più triste solitudine. Da trent’anni a questa parte le BR non sono cambiate molto, come non sono cambiati i loro obiettivi, la volontà di destabilizzare un Paese con la pura forza del terrore e del ricatto. Eppure dopo anni di infuocate battaglie la situazione sembrava cambiata, le nuove condizioni avevano forse affievolito il fervore combattivo e le nuove generazioni avevano sperato di non dover temere. Le speranze si erano infrante quel 20 maggio 1999 sulla via Salaria a Roma, dove Massimo D’Antona, un docente universitario, pagava con la vita la stretta collaborazione con i Ministeri del …

Piero Dorfles: I 100 Libri che ti Cambiano la Vita

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