Banksy: Nascita di un Mito – Un Viaggio tra Etica e Rivoluzione Urbana

Nel panorama dell'arte contemporanea, pochi nomi evocano tanto mistero e dibattito quanto quello di Banksy. L'artista, la cui identità rimane celata dietro un'aura di anonimato, è diventato un fenomeno globale, un punto di riferimento per la street art e un commentatore acuto della società moderna. La sua capacità di fondere genialità artistica, intuizione sociale e messaggi etici lo ha reso una figura tra le più complesse e affascinanti del nostro secolo. L'esposizione “Banksy. Nascita di un mito” si presenta come un'occasione unica per esplorare in profondità il percorso creativo e ideologico di questo artista enigmatico, tracciando le tappe fondamentali che hanno contribuito a forgiare la sua leggenda.

Il Centro Culturale Cambio: Un Nuovo Epicentro per l'Arte e la Comunità

Il primo piano del neo inaugurato Centro Culturale Cambio, situato a Castelfiorentino (FI), ha accolto una mostra di respiro internazionale, diventando rapidamente un nuovo epicentro di vitalità artistica e culturale. Questo spazio non è solamente una sede espositiva, ma incarna un ambizioso progetto volto a consolidare un punto di riferimento fondamentale per l'istruzione e la crescita culturale dei giovani e per l'intera comunità. L'istituzione di questo centro riflette un impegno profondo e duraturo a favore della cultura e dell'arte, considerati valori essenziali per la crescita del territorio e delle nuove generazioni.

Il Centro Culturale Cambio si articola su più livelli, offrendo ai visitatori un'esperienza culturale ricca e diversificata. Mentre il primo piano è dedicato all'ospitalità di mostre temporanee, spesso di grande risonanza e impatto internazionale, il secondo piano espone in maniera permanente una selezione delle oltre 1.000 opere d'arte di proprietà di Banca Cambiano 1884. Questa importante collezione, in continua crescita, è frutto di un costante lavoro di investimento da parte dell'istituto di credito. Riunisce opere che spaziano dai dipinti su tavola e tela ai disegni, dalle sculture alle oreficerie e alle ceramiche, rappresentando i più significativi artisti locali, ma estendendosi anche al di fuori dei confini della Valdelsa e della Toscana. La collezione include opere di antichi e nuovi maestri, offrendo un viaggio attraverso epoche e stili diversi, dalle celebri "Maternità" dello Scheggia e di Venturino Venturi, ai fondi oro di Sergio Manzi che si riflettono in quelli del Trecento, dalla vividezza delle maioliche di Montelupo alle lucenti visioni di Beppe Serafini.

"Con Cambio abbiamo voluto creare un punto di riferimento per la comunità e i giovani, promuovendo non solo l’accesso a opere iconiche come quelle di Banksy, ma anche la scoperta di capolavori di artisti locali e internazionali che formano il cuore della nostra collezione permanente. È un impegno che guarda al futuro, arricchendo l’offerta culturale per il nostro territorio e consolidando la missione sociale di Banca Cambiano: restituire alla comunità spazi di bellezza e riflessione, rendendoli accessibili a tutti," ha concluso Paolo Regini, presidente di Ente Cambiano e Banca Cambiano 1884. Questa visione sottolinea come l'arte sia intesa non come un lusso per pochi, ma come uno strumento accessibile di crescita, riflessione e coesione sociale, strettamente ancorato ai valori fondamentali propri della Banca: l’attenzione alle persone, la conoscenza del territorio, la fiducia nella crescita sostenibile. Il Centro Culturale Cambio, dunque, si configura come un laboratorio vivente, un luogo dove la storia e la contemporaneità dialogano costantemente, offrendo spunti di riflessione e opportunità di apprendimento per ogni fascia d'età e per ogni livello di conoscenza artistica.

Veduta esterna del Centro Culturale Cambio

"Banksy. Nascita di un Mito": L'Esposizione di Risonanza Internazionale

L'esposizione “Banksy. Nascita di un mito”, prodotta da Opera Laboratori e curata da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, ha aperto le sue porte al pubblico dal 15 giugno, divenendo immediatamente un evento di spicco nel calendario culturale. Inizialmente prevista fino al 3 novembre, la mostra ha riscosso un successo così straordinario da spingere gli organizzatori a prolungarne la durata. "Siamo felici di annunciare la proroga della mostra ‘Banksy. Nascita di un mito’ fino al 6 gennaio. È la conferma più concreta dell’impegno di Ente Cambiano e Banca Cambiano 1884 a favore della cultura e dell'arte, valori che consideriamo fondamentali per la crescita del territorio e delle nuove generazioni," ha annunciato Paolo Regini, presidente di Ente Cambiano e Banca Cambiano 1844, riferendosi all'estensione dell'esposizione allestita al Centro Culturale Cambio di Castelfiorentino (FI). Gli orari di apertura, da martedì a domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.30, sono stati mantenuti per consentire un'ampia fruizione da parte del pubblico.

Questa iniziativa culturale di Banca Cambiano 1884 ed Ente Cambiano non si è limitata a presentare un'artista di fama mondiale, ma ha voluto tracciare le tappe più significative della carriera dello street artist britannico. L'esposizione si concentra sull'analisi delle tematiche, dei linguaggi espressivi, delle tipologie d’azione urbana e, in particolare, del modo in cui Banksy comunica le sue operazioni ad alto valore etico. Il percorso espositivo è stato concepito per esplorare gli snodi principali del “Mito Banksy”, ricostruendo filologicamente il percorso dell’artista dal 1998 al 2009. Questo arco temporale è considerato cruciale per comprendere la sua evoluzione e la consolidazione della sua poetica.

L'impatto della mostra è stato immediatamente evidente. "Fin dalla sua apertura - ha commentato Regini - Cambio ha riscontrato moltissimo interesse con un'impennata di visitatori tra fine settembre e inizio ottobre, un boom di prenotazioni da parte di scuole, associazioni e gruppi regionali, e cittadini da tutto il territorio dell’Empolese Valdelsa e oltre. Le richieste sono state così numerose da saturare rapidamente l'agenda." Questo enorme afflusso di pubblico ha dimostrato la profonda risonanza che l'arte di Banksy ha sul grande pubblico e l'efficacia del Centro Culturale Cambio come polo attrattivo. La proroga si è rivelata quindi una necessità per accogliere l'entusiasmo e la curiosità dei numerosi visitatori. "Ci siamo prodigati per accogliere ogni esigenza, allungando anche l'orario, ma solo con la proroga abbiamo potuto riaprire le prenotazioni per gruppi e scolaresche e organizzare eventi e aperture straordinarie per presentare a chi non ha ancora avuto occasione, il nuovo Centro Culturale Cambio e la sua collezione permanente ma, soprattutto, dare la possibilità a più persone possibile, di visitare la mostra su Banksy." Questa dichiarazione evidenzia l'impegno concreto degli organizzatori nell'assicurare che l'arte e la cultura siano accessibili a un pubblico il più vasto possibile, promuovendo un progetto formativo legato all'arte e alla cultura e rivolto specificamente alle nuove generazioni, in perfetta armonia con la strategia di Banca Cambiano 1884 ed Ente Cambiano.

Locandina della mostra Banksy Nascita di un Mito

Le Opere e i Messaggi Etici di Banksy: Voce di una Generazione

All'interno dell'esposizione “Banksy. Nascita di un mito” sono presentate oltre 100 opere iconiche che offrono una panoramica completa sulla produzione artistica di Banksy. Tra queste, spiccano trenta serigrafie originali, quelle che l'artista stesso considera tracce fondamentali per diffondere i suoi profondi messaggi etici. Sono proprio queste immagini che hanno contribuito a decretare il successo planetario di un artista la cui abilità nel combinare critica sociale, ironia e un'estetica riconoscibile ha affascinato milioni di persone in tutto il mondo.

Tra le serigrafie originali in mostra, i visitatori possono ammirare capolavori universalmente riconosciuti come “La Ragazza col Palloncino” e “Il Lanciatore di Fiori”. "La Ragazza col Palloncino" è diventata un simbolo iconico, un'immagine di speranza e perdita che ha travalicato i confini dell'arte per entrare nell'immaginario collettivo, mentre "Il Lanciatore di Fiori" trasforma un gesto di violenza in un atto di pace, sintetizzando la forza del messaggio di Banksy. Queste opere non sono semplici espressioni artistiche, ma veri e propri manifesti che interrogano il pubblico su temi cruciali della nostra epoca, dalla guerra all'ingiustizia sociale, dal consumismo sfrenato alla ricerca di libertà individuale.

Serigrafia

Oltre alle serigrafie, l'esposizione si arricchisce di diversi memorabilia, oggetti che testimoniano il contesto e l'evoluzione delle azioni di Banksy. Sono presenti anche alcune mappe infografiche, strumenti visivi che aiutano a contestualizzare geograficamente e concettualmente le sue opere, offrendo una prospettiva più ampia sul loro impatto. Molti documenti fotografici corredano il percorso, catturando le opere nel loro ambiente originale, spesso effimero e di strada, e fornendo un prezioso archivio visivo delle sue incursioni urbane.

Un elemento di particolare interesse è una selezione speciale di 18 video, realizzati dal 1995 al 2009. Questi filmati offrono uno sguardo su un Banksy quasi inedito, svelando l'artista dietro la macchina da presa e documentando il processo creativo, le motivazioni e il contesto delle sue azioni. Questa sezione video permette di comprendere meglio il "dietro le quinte" del suo lavoro, rivelando la meticolosità e la strategicità con cui Banksy pianifica e realizza le sue installazioni e i suoi interventi. L'insieme di questi elementi - serigrafie, memorabilia, mappe, fotografie e video - consente di esplorare a fondo il “Mito Banksy”, ricostruendo filologicamente il percorso dell’artista. Si tratta di una catena di azioni notturne, collaborazioni, mostre clandestine o ufficiali, oggetti editoriali, serigrafie, multipli, video e parole che insieme costituiscono il corpus di un'arte che non si limita alla mera estetica, ma che è intrinsecamente legata a un messaggio sociale e a un valore etico profondo. L'artista, attraverso la sua opera, invita costantemente alla rifless riflessione critica, alla consapevolezza e all'azione, trasformando le superfici urbane in tele per un dialogo aperto con la società.

L' INVISIBILITA' E' UN SUPER POTERE, CHI E' BANKSY ? - ARTE A PARTE

Il Fenomeno Banksy: Dall'Anonimato al Successo Planetario e la Sua Risonanza Etica

Il "Mito Banksy" non è solamente il risultato di opere d'arte di grande impatto visivo e concettuale, ma è profondamente legato alla sua scelta di rimanere anonimo. Questa decisione ha contribuito a creare un'aura di mistero e leggenda attorno alla sua figura, permettendogli di operare al di fuori delle convenzioni del mercato dell'arte e di mantenere una libertà espressiva radicale. La mostra “Banksy. Nascita di un mito” traccia le tappe più significative della carriera dello street artist britannico, evidenziando come la sua evoluzione dal 1998 al 2009 sia stata costellata da una serie di scelte artistiche e comunicative che ne hanno plasmato l'identità e l'influenza.

Il percorso espositivo rivela come Banksy abbia saputo sviluppare tematiche ricorrenti, dai diritti civili alla critica del capitalismo, dalla denuncia della guerra alla salvaguardia dell'ambiente. I suoi linguaggi sono molteplici e innovativi: stencil, installazioni site-specific, performance, ma anche la creazione di oggetti editoriali e multipli, che hanno permesso ai suoi messaggi di raggiungere un pubblico vastissimo, ben oltre le gallerie d'arte tradizionali. Le tipologie d’azione urbana che ha impiegato sono altrettanto variegate, spesso audaci e provocatorie, capaci di generare dibattito e riflessione istantanea nelle città in cui appaiono.

Il modo in cui Banksy comunica le sue operazioni ad alto valore etico è un aspetto centrale del suo mito. Non si limita a produrre arte, ma a creare eventi, a stimolare la discussione pubblica e a sfidare le percezioni comuni. Le sue opere, spesso cariche di sarcasmo e intelligenza, costringono gli osservatori a confrontarsi con scomode verità, promuovendo una riflessione critica sul mondo in cui viviamo. Sono queste le immagini che hanno decretato il successo planetario di un artista tra i più complessi, geniali e intuitivi del nostro secolo. Il suo anonimato, lungi dall'essere un mero espediente, è parte integrante del suo messaggio, permettendo al focus di rimanere sull'opera e sulla sua critica, piuttosto che sulla persona dietro di essa.

L'esposizione al Centro Culturale Cambio, con la sua ricostruzione filologica del percorso dell'artista, offre una chiave di lettura approfondita per comprendere come Banksy abbia saputo trasformare la strada in una galleria a cielo aperto e i muri delle città in bacheche globali per la sua arte e i suoi messaggi. La mostra si sforza di catturare non solo l'estetica delle sue opere, ma anche lo spirito di ribellione, l'ingegno e l'impegno sociale che definiscono il fenomeno Banksy, rendendolo un'icona culturale del nostro tempo e un'ispirazione per le nuove generazioni a pensare criticamente e a usare la creatività come strumento di cambiamento.

Mappa infografica delle opere di Banksy nel mondo

L'Impegno di Banca Cambiano 1884 e Ente Cambiano per la Cultura

L'organizzazione e la proroga dell'esposizione “Banksy. Nascita di un mito” non sono eventi isolati, ma si inseriscono pienamente nella strategia a lungo termine di Banca Cambiano 1884 ed Ente Cambiano, le cui radici sono saldamente ancorate ai valori fondamentali dell'attenzione alle persone, della conoscenza del territorio e della fiducia nella crescita sostenibile. Questo impegno va ben oltre il mero supporto finanziario, manifestandosi nella promozione attiva di progetti formativi legati all'arte e alla cultura, esplicitamente rivolti alle nuove generazioni.

Attraverso il Centro Culturale Cambio, infatti, Banca Cambiano 1884 ed Ente Cambiano hanno voluto donare al territorio non solo un luogo di esposizione artistica di alto livello, ma anche un punto di riferimento vitale per l'istruzione e la crescita culturale dei giovani. Questa visione è stata rafforzata dal successo straordinario della mostra su Banksy, che ha generato un'impennata di visitatori, soprattutto tra fine settembre e inizio ottobre. Il "boom di prenotazioni da parte di scuole, associazioni e gruppi regionali, e cittadini da tutto il territorio dell’Empolese Valdelsa e oltre" ha dimostrato l'efficacia dell'iniziativa nel coinvolgere attivamente la comunità e nel rispondere a una sete di cultura palpabile.

Le richieste sono state così numerose da saturare rapidamente l'agenda del Centro Culturale Cambio. "Ci siamo prodigati per accogliere ogni esigenza, allungando anche l'orario, ma solo con la proroga abbiamo potuto riaprire le prenotazioni per gruppi e scolaresche e organizzare eventi e aperture straordinarie per presentare a chi non ha ancora avuto occasione, il nuovo Centro Culturale Cambio e la sua collezione permanente ma, soprattutto, dare la possibilità a più persone possibile, di visitare la mostra su Banksy," ha spiegato Paolo Regini. Queste parole evidenziano la dedizione e la flessibilità degli organizzatori nel garantire che l'opportunità di accedere a questa esperienza culturale fosse estesa al maggior numero possibile di persone, in particolare ai giovani, considerati il futuro del territorio.

L'impegno di Banca Cambiano 1884 ed Ente Cambiano si riflette nella convinzione che l'arte e la cultura siano strumenti imprescindibili per la formazione di cittadini consapevoli e per lo sviluppo armonioso della comunità. La scelta di ospitare una mostra su Banksy, un artista che con la sua opera invita alla riflessione critica e all'azione, è emblematica di questa filosofia. Si tratta di un investimento non solo nel patrimonio artistico, ma soprattutto nel capitale umano e sociale del territorio, fornendo spazi di bellezza e riflessione accessibili a tutti e contribuendo concretamente alla crescita culturale e intellettuale delle nuove generazioni. La loro missione sociale si consolida così attraverso iniziative che restituiscono alla comunità non solo opere d'arte, ma anche opportunità di dialogo e apprendimento.

Logo di Banca Cambiano 1884

Oltre Banksy: Un Panorama Culturale Vivace in Italia

L'esposizione “Banksy. Nascita di un mito” al Centro Culturale Cambio di Castelfiorentino è un esempio preminente di un panorama culturale italiano estremamente dinamico e vivace, dove numerose istituzioni in tutto il paese si dedicano con passione alla promozione dell'arte in tutte le sue forme e attraverso diverse epoche. Accanto a questa eccezionale retrospettiva sul celebre street artist, l'Italia offre una molteplicità di eventi che spaziano dalla riscoperta di maestri locali all'esplorazione delle tendenze più contemporanee, dimostrando un impegno costante nel valorizzare il proprio ricchissimo patrimonio artistico e nel sostenere la produzione creativa attuale.

Un esempio di questa fervente attività è la mostra “La liturgia del segno. Ascendenze, risonanze e visioni atemporali”, dell’artista Franco Giletta, che ha aperto il 9 novembre negli spazi della Pinacoteca civica Levis Sismonda a Racconigi (CN), visitabile fino al 15 gennaio 2025. La rassegna, promossa dalla Città di Racconigi e organizzata dal Comitato delle volontarie e dei volontari della Pinacoteca civica Levis Sismonda insieme all’Associazione culturale Carlo Sismonda APS, vanta il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e del Comune di Racconigi ed è stata realizzata grazie ai contributi di Ottica AR, GMT srl, Mille Baci, SiMAG, Racca Onoranze funebri, M2C Gonella, Pulisav, SMAF grafica e stampa, oltre a vantare la collaborazione di Progetto Cantoregi e SOMS. Curata da Anna Cavallera, direttrice artistica della Pinacoteca civica Levis Sismonda, l’esposizione intende ripercorrere la lunga carriera espressiva di Franco Giletta, dalla quale emerge il suo talento segnico e compositivo. Questo è mostrato attraverso una selezione di circa una quarantina di opere grafiche e pittoriche, che includono dagli schizzi alle litografie, dai disegni alle opere pittoriche di grandi dimensioni, tutte realizzate dall’artista in circa quarant’anni di fervida attività, iniziata nel 1984, data del suo primo premio, conseguito in occasione di un concorso di pittura a Costigliole Saluzzo (CN). Nel corso della rassegna si prevede l’organizzazione di incontri e serate di approfondimento sui temi toccati dall’esposizione, con la partecipazione delle realtà associative del territorio, delle scuole e di personalità dell’arte e della cultura. Questo tipo di iniziativa sottolinea l'importanza di celebrare e contestualizzare gli artisti legati al territorio, offrendo al contempo momenti di approfondimento e confronto.

Opera di Franco Giletta

Parallelamente, l'arte contemporanea trova ulteriore espressione nella mostra personale dell'artista Sergio Fermariello (Napoli, 1961), nota per aver fatto del guerriero armato di lancia il proprio segno di riconoscimento. Fino al 16 novembre, questa esposizione prosegue nelle due sedi di KROMYA Art Gallery a Lugano (17 settembre - 16 novembre) e Verona (20 settembre - 16 novembre). Curata da Demetrio Paparoni, la mostra s'intitola “Meridiano” in riferimento a un luogo mentale, a un orizzonte di intenti, all'attitudine di un emisfero che detta tempi lenti. Attraverso la reiterazione del segno, l'artista infatti scolpisce il tempo, una delle più grandi ricchezze del presente. "Muoversi su una linea di confine tra astrazione e figurazione - scrive Demetrio Paparoni - non comporta l'allontanamento dalla realtà. Tutt'altro. Com'è noto, nel lavoro di Fermariello la lancia e lo scudo del guerriero rimandano a due lettere dell'alfabeto, alla ‘i’ e alla ‘o’, che accostate formano la parola ‘io’. Compressa all'interno del perimetro dell'opera, questa miriade di ‘io’ pone l'accento sul nostro essere nel mondo. Il foglio affollato all'inverosimile rivela l'idea dell'artista secondo cui dall'essere troppi siamo passati all'essere ‘di troppo’, che la nostra individualità è soffocata, che siamo diventati massa in una società nella quale lo spazio vitale si è sempre più ridotto." In un'epoca di individualismo e massificazione, l'opera di Fermariello invita a una riflessione profonda sulla condizione umana. "Nella mia pratica - dichiara Sergio Fermariello - coltivo il segno sino al parossismo, secondo una coazione a ripetere che va oltre il principio del piacere. Non mi interessa il significato, anche se nella figura del guerriero sono presenti numerose simbologie. Il mio intento è recuperare questo archetipo, che in passato si sarebbe trasformato in una divinità, per restituire il senso di appartenenza ad un destino maggiore, che non ci tradisce e che ci sintonizza con il sé di gruppo in un unico atto creativo." Il percorso espositivo, articolato nelle due sedi di Lugano e Verona, comprende una trentina di opere di recente produzione, molte delle quali inedite. Oltre alle tele su acciaio, che a volte si presentano come bassorilievi, e agli acrilici su carta, la mostra comprende anche una Tela scrittura, ovvero un'opera disegnata nel tempo in cui il segno visto a distanza diviene astrazione, e una scultura totemica virata nell'arancio. A tracciare un'ideale ponte tra le due sedi è la scultura denominata Knot, composta da due tubi di ferro zincato che presentano al centro una strozzatura, un nodo che rallenta la discesa dell'acqua, alludendo ad altre possibili strade e vie d'uscita. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da KROMYA Art Gallery con un testo critico inedito di Demetrio Paparoni e la documentazione delle opere esposte, offrendo un'analisi approfondita del lavoro dell'artista.

Opera di Sergio Fermariello raffigurante un guerriero

L' INVISIBILITA' E' UN SUPER POTERE, CHI E' BANKSY ? - ARTE A PARTE

Proseguendo un percorso di valorizzazione delle figure rilevanti della storia dell’arte legate al territorio veneto, dal 16 novembre al 4 maggio 2025 la Fondazione Alberto Peruzzo di Padova presenta “Bruno De Toffoli. L’avventura spazialista”, a cura di Luca Massimo Barbero. Questa è una nuova mostra allestita negli spazi restaurati dell’ex Chiesa di Sant’Agnese a Padova, con un fondamentale gruppo scultoreo dalla Collezione Intesa Sanpaolo, che custodisce il nucleo più importante di opere spazialiste dell'artista. Partendo da un sostanziale numero di opere della Collezione legate allo Spazialismo, tra cui lavori di maestri come Fontana, Dadamaino, Scheggi e Bonalumi, il progetto espositivo esplora l'opera di Bruno De Toffoli, artista ancora da scoprire pienamente. Allievo di Arturo Martini a Venezia e firmatario con Fontana del Manifesto dello Spazialismo per la televisione nel 1952, De Toffoli viene presentato attraverso nove sculture degli anni Cinquanta e un album di disegni inediti eseguiti dall’artista tra il 1965 e il 1968 e che verrà qui mostrato per la prima volta al pubblico. La Fondazione Alberto Peruzzo è un’istituzione non-profit istituita nel 2015 su iniziativa dell’imprenditore Alberto Peruzzo. Sebbene il suo obiettivo principale sia la promozione dell’arte contemporanea, essa presta anche una particolare attenzione alla preservazione e all’arricchimento del ricco patrimonio artistico e storico del territorio. La Fondazione persegue i propri obiettivi attraverso numerose iniziative quali esposizioni temporanee e progetti editoriali, collaborazioni e interconnessioni con il territorio, oltre a progetti di natura culturale e sociale. Parte del Gruppo Peruzzo sono anche le Grafiche Peruzzo, che stampano libri d’arte di qualità. Dal marzo 2023 la sede espositiva permanente della Fondazione è la Chiesa sconsacrata di Sant’Agnese, in un edificio originario del XII secolo. Nella navata prendono posto solitamente delle mostre temporanee che dialogano di volta in volta con selezioni della collezione permanente esposta a rotazione nella sacrestia. Nell’ipogeo, inoltre, è visibile un allestimento permanente di resti archeologici della chiesa, in primis frammenti di affreschi del Trecento, studiati ed esposti in dialogo con la Soprintendenza e il Comune di Padova. La collezione di Alberto Peruzzo conta più di centocinquanta opere d’arte, che spaziano dall’inizio del XX secolo ai giorni nostri. La collezione comprende opere di Balla, Sironi, De Pisis, Picasso, Dubuffet, Chagall, Léger, Casorati, Riopelle, Albers, Ernst, Mirò, Manzoni, Fontana, Vedova, De Chirico, Crippa, Carrà, Sutherland, Turcato, Christo, Scheggi, Dadamaino, Wesselmann, Tapies, Jenkins, Afro, Schifano, Schnabel, Plessi, Dine, Francis, Appel, Jenkins, Biasi, Music, Arman, Murakami, Valdes, Mitoraj, Paladino, Mastrovito, Sassolino e Pegoraro. La collezione include, inoltre, un importante gruppo inerente allo Spazialismo, di autori quali, tra gli altri, Fontana, Dadamaino, Scheggi. Queste iniziative sottolineano l'importanza di riscoprire e valorizzare figure chiave della storia dell'arte italiana, anche quelle meno note al grande pubblico, e di contestualizzarle all'interno di movimenti più ampi.

Scultura spazialista di Bruno De Toffoli

Infine, un'occasione imperdibile per scoprire l'arte di Tony Cragg si presenta dal 9 novembre al 4 maggio 2025, con il Museo Nazionale Romano che espone alle Terme di Diocleziano di Roma “Tony Cragg. Infinite forme e bellissime”, a cura di Sergio Risaliti e Stéphane Verger. Si tratta di una grande mostra personale dell’artista inglese, tra i più celebri esponenti della scultura contemporanea, noto per aver sperimentato fin dagli anni Settanta forme sorprendenti accanto a materiali e tecniche inedite. La mostra è organizzata da BAM - Eventi d’Arte in progettazione con Municipio I Roma Centro. La mostra è stata realizzata con il sostegno di Banca Ifis, che da anni sostiene iniziative finalizzate a promuovere la fruizione dell’arte contemporanea attraverso le progettualità che rientrano nell’ambito di Ifis art. “Tony Cragg. Infinite forme e bellissime” porta negli ambienti carichi di storia delle Terme di Diocleziano, con le sue aule imponenti, coperte da volte amplissime, ben diciotto sculture, di medie e grandi dimensioni, realizzate negli ultimi due decenni in bronzo, legno, travertino, fibra di vetro e acciaio. Queste opere presentano forme seducenti, perturbanti, misteriose - che ora rinviano al mondo minerale e vegetale, ora alla geologia e alla biologia, evocando le onde del mare, le strutture geometriche di una pianta o di una conchiglia - e adesso entrano in dialogo con gli spazi archeologici del complesso monumentale, per irradiarsi anche al suo esterno, nelle piazze della città, in un confronto dialogico con lo spazio pubblico, le presenze artistiche più antiche di Roma e la vita quotidiana. La sinergia tra l'arte contemporanea e contesti storici millenari come le Terme di Diocleziano crea un dialogo suggestivo e potente, offrendo nuove prospettive di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale. Tutte queste esposizioni, seppur diverse per tema, stile e artista, concorrono a delineare un quadro vibrante dell'impegno culturale in Italia, un paese che continua a celebrare l'arte in tutte le sue manifestazioni, dal mito urbano di Banksy alle avanguardie storiche, fino alle sculture contemporanee.

Scultura di Tony Cragg alle Terme di Diocleziano

tags: #banksy #nascita #di #un #mito