La gestione del biberon e dell'alimentazione a 9 mesi: una guida per i genitori

L'alimentazione del bambino rappresenta un viaggio affascinante che evolve costantemente durante il primo anno di vita. Attorno ai 9 mesi, il piccolo si trova in una fase di transizione cruciale, dove il biberon, pur rimanendo un alleato importante per il nutrimento, inizia a cedere il passo a nuove esperienze sensoriali, consistenze solide e una dieta sempre più variata. Comprendere come gestire questa fase, nel rispetto dei ritmi di crescita del bambino, è fondamentale per instaurare un rapporto sano con il cibo.

L'evoluzione dell'alimentazione: dal latte allo svezzamento

Nei primi mesi di vita i piccoli che non sono allattati al seno vengono nutriti con i latti "adattati", ovvero il latte artificiale (che può essere in polvere o liquido). Dal 6° mese si passa al latte di proseguimento che meglio risponde alle diverse esigenze nutrizionali del bimbo che sta crescendo. Ma come accompagnare il proprio piccolo alla scoperta di nuovi sapori e consistenze, in modo graduale e attento ai suoi segnali? E come gestire i pasti al biberon in questa fase di passaggio da un'alimentazione esclusivamente lattea a una dieta più ricca e variata?

bambino che inizia lo svezzamento con un cucchiaino

Un tempo si suggeriva di offrire i primi assaggi di pappa al quarto mese di vita del bambino, poi l'inizio dello svezzamento è slittato avanti, verso il sesto mese. Oggi sappiamo che i genitori possono gestire con una certa libertà la scelta del momento in cui offrire le prime pappe, infatti l'indicazione è quella di dare il via allo svezzamento non prima del quarto mese e non dopo i sei mesi, sei mesi e mezzo. "Se il bimbo è incuriosito e sembra desideroso di assaggiare, si potrà iniziare lo svezzamento verso il quinto mese" commenta Elena Bernardini, pediatra e allergologa.

Gestire i primi approcci e la routine dei pasti

Per il bambino che è abituato a nutrirsi esclusivamente di latte, succhiando la tettarella morbida di un biberon tra le braccia di mamma e papà, con l'inizio dello svezzamento le novità sono proprio tante: i sapori e la consistenza del cibo, la posizione seduta nel seggiolone, il cucchiaino… Per questo, si comincia con alcune prove, offrendo qualche assaggio di pappa e osservando le sue reazioni. Se dimostra di apprezzare, si procede con la proposta di nuovi cibi.

"Ogni bimbo ha i suoi tempi" rassicura la pediatra, "e non bisogna avere fretta o farsi prendere dall'ansia di fronte a eventuali rifiuti. È importante anche non insistere e non 'forzare' il bimbo. Se non è disposto ad assaggiare non ha senso cercare di 'distrarlo' con giochini o intrattenimenti vari pur di farlo mangiare."

COME SI INIZIA LO SVEZZAMENTO e l'AUTOSVEZZAMENTO - COSA PUO' MANGIARE IL BAMBINO A 6 MESI?

Nei primissimi giorni in cui viene proposta la pappa, se il bimbo assaggia solo uno o due cucchiaini ma poi volta la testolina e rifiuta di proseguire, il numero dei pasti con il biberon resta invariato. Quando però il bimbo comincia a mangiare con più gusto, la pappa sostituisce il biberon di mezzogiorno. "Se il bimbo ha accettato volentieri la prima pappa dopo due o tre settimane si potrà inserire anche la seconda, ovvero la pappa serale" spiega la pediatra. "A quel punto l'appuntamento con il biberon è quello del mattino (quando, volendo, si può aggiungere un biscotto al latte) e nel pomeriggio quello della merenda. Il biberon delle 16, con il procedere dello svezzamento, potrà alternarsi con una merenda a base di yogurt."

Attenzione, ricordiamo che l'introduzione del latte vaccino è da evitare fino al primo compleanno, perché può causare delle micro-emorragie gastrointestinali (con il rischio che il bambino sviluppi un'anemia) o delle intolleranze che provocano diarrea.

L'importanza dell'igiene e della corretta preparazione

Per trovare la coppia ideale biberon-tettarella hai analizzato a fondo tutti i negozi e i reparti specializzati: ormai devi soltanto imparare bene a prepararlo, rispettando le importanti regole d'igiene e le quantità.

Da dove cominciare: un biberon perfettamente pulito

  • Biberon e tettarelle nuove devono sempre essere perfettamente puliti e sterilizzati prima dell'utilizzo.
  • Dopo ogni utilizzo è necessario sterilizzare le tettarelle, le ghiere, i tappi e i biberon, preferibilmente a vapore o in acqua bollente (metodo termico), o utilizzando le apposite soluzioni disinfettanti (metodo chimico).
  • Dopo l'utilizzo, pulisci minuziosamente il biberon, la ghiera e la tettarella con uno scovolino, per eliminare ogni traccia di latte.
  • Prima di preparare il biberon lavati scrupolosamente le mani e sistemati in un luogo pulito. La cosa migliore è dedicare un angolo specifico della cucina alla preparazione del biberon. In questo modo non contaminerai questo posto con altri alimenti (pollo crudo, uova…). Quando devi spostarti in un luogo differente puoi utilizzare delle salviette disinfettanti.
  • Se utilizzi il latte in polvere, tieni sempre il dosatore all'interno della scatola originale: questo impedirà che si bagni o si sporchi.

Quale acqua utilizzare?Un'acqua minerale naturale a basso contenuto di sali minerali. La sua etichetta dovrebbe riportare la dicitura "indicata per l'alimentazione dei neonati". Una volta aperta la bottiglia, conservala al riparo da luce e calore per 24 ore e riservala esclusivamente alla preparazione dei biberon del piccolo (evita assolutamente di bere da quella bottiglia). In alternativa puoi utilizzare acqua del rubinetto (purché sia potabile!), ma ricorda sempre di farla bollire per 5 minuti.

schema riassuntivo preparazione biberon e dosaggi

Preparazione e dosaggioLa quantità varia a seconda del peso del bambino e della sua crescita! Chiedi consiglio al tuo pediatra. Da sapere: 1 dosatore raso di latte in polvere in 30 ml d'acqua. Ad esempio, se il tuo bambino beve un biberon da 200 ml, versa 180 ml di acqua (precedentemente bollita e lasciata intiepidire) nel biberon e poi aggiungi 6 misurini rasi di latte in polvere. Richiudi il biberon e agitalo vigorosamente in modo che il liquido risulti omogeneo. Ricorda: si versa prima l'acqua e poi il latte in polvere.

È possibile scaldare l'acqua del biberon e conservarla in un apposito thermos per poi aggiungere la polvere all'ultimo momento. Ma non dimenticare di verificare la temperatura del biberon prima di darlo al tuo bambino! Mai conservare un biberon bevuto solo a metà: i batteri prolifererebbero e il tuo piccolo correrebbe il rischio di stare male!

Il bambino a 9 mesi: sviluppo e nutrizione

In questa fase il bambino riesce a stare seduto da solo ed a voltarsi dalla posizione supina a quella prona. Quando è seduto a terra, comincia a fare piccoli movimenti saltellanti. Adesso non ci sono più limiti al talento del tuo bimbo. Stare seduto, mangiare, fare sorrisini e risatine, parlottare con se stesso è ormai un’abitudine.

Ecco come potrebbe strutturarsi la giornata alimentare:

  • A metà mattina: Per diversificare è possibile offrire al bimbo, al posto del pasto latteo, un omogeneizzato di frutta o un vasetto di Frutta & Yogurt.
  • Pranzo: Il tuo bambino riceve la prima pappa a base di verdure, carne, cereali o pasta ed olio. Per i bambini con un buon appetito è sufficiente preparare delle porzioni più grandi.
  • Ricetta base: 1 vasetto di verdure, ½ vasetto di omogeneizzato di carne, 1 cucchiaio di cereali o pastina da mescolare con acqua o brodo vegetale adatto alla sua età e 1 cucchiaio di olio d’oliva. Per completare la pappa aggiungi una spolverata di parmigiano.
  • Pomeriggio: Latte materno o latte di proseguimento (HiPP 2 o equivalente).
  • Cena: Come a pranzo, puoi dargli una pappa a base di verdure, carne, cereali o pasta ed olio, e per completare un paio di cucchiaini di omogeneizzato di frutta a fine pasto. Dall’8o mese compiuto puoi anche offrirgli la Pappa Pronta a base di riso, carote e salmone o spaghettini al ragù delicato.

Il ruolo del biberon e la salute dentaria

La tettarella e il biberon hanno consentito ai bambini di potersi nutrire di latte formulato con praticità, ma proprio questa praticità ha portato molte mamme a farne un uso improprio e prolungato. Con l’invenzione della tettarella è iniziata una nuova era per l’alimentazione dei bambini; il biberon è entrato in tutte le case e il suo utilizzo è andato oltre il suo uso specifico.

La tettarella però non assomiglia affatto al capezzolo della mamma. Durante l’allattamento al seno il bambino mette in bocca anche parte del tessuto areolare, la forma del capezzolo si modifica nell’introduzione e si adatta alla bocca del lattante. La tettarella invece ha una forma propria, che non si adatta alla cavità orale del bambino come il capezzolo, rimane com’è e determina un differente modo di succhiare. Questi vantaggi anatomici non si hanno alimentando il bambino con il biberon. Al contrario, lo strumento può realmente ostacolare la formazione dei muscoli mandibolari forti.

illustrazione anatomica differenza tra suzione al seno e al biberon

L’utilizzo del biberon può aumentare il rischio di sovrappeso. Oltre ad essere pratico per la mamma, il biberon è uno strumento “facile” per il bambino: basta succhiare per nutrirsi ed essendo il cibo in forma liquida se ne può assumere di più e più in fretta con il rischio di sovralimentazione. Se il bambino succhia in fretta, il senso di sazietà non sopraggiunge; se invece si alimenta lentamente, con qualche pausa, il suo organismo inizia a mandare segnali di sazietà e il rischio di sovralimentarlo diminuisce.

Dopo i 12 mesi di vita, il bambino è in grado di assumere il cibo attraverso altre modalità e può utilizzare una tazza per bere. Proprio le bevande che dobbiamo evitare se vogliamo che i nostri bambini crescano sani e imparino a seguire fin da piccoli uno stile di vita corretto. Chi è obeso da piccolo, inoltre, ha circa il 75% di probabilità di esserlo anche da grande.

L’uso prolungato del biberon può minacciare la salute dentaria dei piccolini esponendoli al pericolo di carie precoci. Bevande zuccherate, succhi e latte contengono sostanze capaci di determinare una proliferazione del deposito batterico sui denti. Gli agenti cariogeni sono inoltre più aggressivi durante la notte perché nel corso del riposo notturno la salivazione si riduce. Inoltre, la posizione sdraiata del sonno aumenta il ristagno di liquidi zuccherini. I primi denti interessati sono gli incisivi superiori. Le carie dei dentini decidui non vanno sottovalutate.

Cambiamento nel rapporto genitore-figlio

Con l’introduzione del biberon e delle prime pappe, il rapporto tra mamma e bambino cambia. Il bambino affronta un cambiamento definitivo: smette di succhiare (o perlomeno con minore continuità) dal capezzolo della mamma. La mamma termina la fase di nutrice e si trasforma in “mamma che accudisce”: dalla poppata alla cucina, dall’abbraccio al seggiolone. Il bambino deve affrontare nuovi sapori, un nuovo rapporto con la mamma e con gli strumenti che non conosce: cucchiaino, tazza, piattino e il biberon.

Il pediatra darà ai genitori un piano alimentare in base all’età, al peso del bambino ed adeguato a fornire tutti i nutrienti di cui necessita, in particolare minerali come ferro e calcio che si possono assumere solo dagli alimenti. Fin dall’inizio dello svezzamento il calcio può essere assunto dal latte (formulato o materno) e con alimenti che ne contengono buone quantità: un esempio sono le pappe di cereali in brodo vegetale, che possono essere insaporite con 1 cucchiaino di Grana Padano DOP (5g) che contiene circa 60 mg di calcio, oltre ad integrare la corretta alimentazione del bambino perché apporta anche proteine di alto valore biologico, importanti vitamine e utili minerali. Latte e latticini non apportano, però, il ferro di cui il bambino ha un’alta necessità.

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