Affrontare le Sfide del Pannolino: Dalla Dermatite alle Complessità dello Spannolinamento

Il mondo della genitorialità è ricco di tappe significative, e tra queste, la gestione del pannolino si rivela un aspetto centrale, presentando una duplice sfida: da un lato, le problematiche dermatologiche come la comune dermatite da pannolino, e dall'altro, le più complesse dinamiche comportamentali che emergono durante la fase dello spannolinamento, in particolare quando il bambino sviluppa un atteggiamento di rifiuto. Queste situazioni, sebbene frequenti, richiedono comprensione, pazienza e l'adozione di strategie mirate per garantire il benessere e lo sviluppo sereno del piccolo.

Bambino con pannolino e dermatite, e un bambino sul vasino

La Dermatite da Pannolino: Un Problema Cutaneo Comune nei Neonati

Mentre cambia il pannolino a Elena, la mamma nota che la pelle della piccola è arrossata. Preoccupata, chiama il pediatra, che subito la rassicura: «Si tratta di una dermatite da pannolino. Questa condizione, nella maggior parte dei casi facilmente risolvibile, può, se trascurata, complicarsi. Per questo è importante riconoscere la dermatite da pannolino, curarla e prevenirla.» La dermatite da pannolino, conosciuta anche come irritazione da pannolino o eritema da pannolino, è una delle problematiche dermatologiche più frequenti nei primi mesi di vita del neonato. È una forma di irritazione cutanea che si manifesta nella zona del pannolino, un’infiammazione che, com’è facile intuire, riguarda l’area del corpo del bambino coperta dal pannolino. È molto frequente, tanto che ne soffre oltre il 50% dei piccoli tra i 4 e i 15 mesi.

Questa infiammazione può variare da un semplice arrossamento a vere e proprie piaghe dolorose e vescicole. Nei casi più lievi, la pelle appare leggermente arrossata e irritata; nei casi più gravi, possono comparire bolle, piaghe e infiammazioni persistenti. La dermatite da pannolino è un’affezione superficiale della pelle del bambino che compare soprattutto nella zona genitale dopo esposizione a sostanze irritanti o agenti di natura chimica (detergenti, creme, etc), fisico-chimica (pannolino) o biotica (urina e feci). L’eritema da pannolino è una dermatite eritematosa e, per questo, anche detta eritema da pannolino. Compare sin dai primi mesi di vita e può insorgere fino al quindicesimo mese, quando il bambino comincia a essere in grado di stare seduto e, in particolar modo, quando inizia a consumare cibi solidi.

Dermatite da pannolino. I consigli del Prof. Vania - Pillole di Pediatria

Perché Compare la Dermatite da Pannolino? Le Cause Principali

Gli eritemi da pannolino possono avere varie cause. Le cause della dermatite da pannolino possono essere diverse: nella maggior parte dei casi si parla di dermatite “da contatto”, ovvero di un’infiammazione dovuta a determinate sostanze contenute nell’urina e/o nelle feci che irritano la pelle. La causa principale dell’irritazioni da pannolino è da imputare allo sfregamento dello stesso con l’epidermide del neonato che, per sua stessa natura, è molto delicata. Questo, insieme ad altri fattori, crea rossori, bruciori e prurito. Le cause più comuni della dermatite da pannolino includono:

  • Umidità: Anche i migliori pannolini non riescono a mantenere la pelle del neonato completamente asciutta. L’umidità favorisce la macerazione della pelle, rendendola più vulnerabile a irritazioni.
  • Attrito: Il continuo sfregamento del pannolino contro la pelle delicata del neonato può causare irritazione.
  • Contatto con feci e urine: Le sostanze presenti nelle feci e nelle urine possono irritare ulteriormente la pelle del bambino, specialmente se rimangono a contatto per lunghi periodi.
  • Infezioni fungine: L'umidità crea un ambiente favorevole alla proliferazione di funghi come la Candida, che può peggiorare la dermatite.
  • Allergia ai pannolini: In alcuni casi, i materiali con cui sono fatti i pannolini o le salviette possono scatenare una reazione allergica.

Inoltre, l’eritema da pannolino può essere dovuto ad altri fattori, come la mancanza o l’eccesso di igiene, la presenza di diarrea, che peggiora la situazione e la composizione di alcuni pannolini (cellulosa, gomma). Altre cause della dermatite da pannolino possono essere l’infezione da candida, che è un fungo, o, molto raramente la dermatite seborroica, una condizione comune che generalmente si manifesta in altre aree del corpo. A volte l’arrossamento da pannolino può essere il sintomo di una problematica più complessa che richiede il trattamento da parte del medico. Quando siamo in presenza, infatti, di infezioni batteriche o fungine, il nostro bimbo potrebbe aver contratto la candida da pannolino (conosciuta anche come fungo da pannolino e micosi da pannolino). Anche cambiamenti nell’alimentazione, con una conseguente variazione del pH delle feci, possono influire in tal senso. Il quadro classico è generalmente di lesioni eritematose o eritemato-vescicobollose.

Come Riconoscere i Diversi Tipi di Dermatite da Pannolino

Riconoscere la dermatite da pannolino è il primo passo per un trattamento efficace. L'irritazione da pannolino appare generalmente nelle aree esposte all’agente offendente e può svilupparsi anche da componenti del pannolino o dai prodotti per la pulizia applicati nell'area interessata. I tipi di dermatite da pannolino includono la dermatite da irritazione, che è la forma più comune e si verifica quando l'area del pannolino del bambino rimane eccessivamente umida e/o in contatto prolungato con urine e feci.

  • Dermatite da contatto: Se la causa è una dermatite da contatto, la pelle nella zona del pannolino, irritata dalle feci e dall’urina, apparirà rossa e lucida.
  • Dermatite da candida: La dermatite da candida si manifesta a causa della proliferazione eccessiva di un tipo di fungo chiamato candida, naturalmente presente nel tratto digestivo del bambino. Se la causa è la candida, la pelle assumerà un colore rosso scuro con chiazze anche al di fuori dell’area del pannolino, in particolar modo nelle pieghe delle cosce, dei glutei o nelle zone dell’inguine e dell’ano; in genere intorno alle zone arrossate sono presenti anche piccole papule e pustole. L’ambiente caldo e umido che si sviluppa all’interno del pannolino favorisce la proliferazione di funghi e la comparsa della candidosi. La candida nel neonato ha sintomi simili alla dermatite da sfregamento con il pannolino. A volte questi possono essere più acuti, possono comparire brufoli e vesciche, nonché pus.
  • Dermatite seborroica: Molto raramente, l’eritema può essere sintomo anche di altre patologie della cute, come la dermatite seborroica, una condizione comune che generalmente si manifesta in altre aree del corpo.
  • Psoriasi: Tra i sintomi della dermatite da pannolino dovuta a psoriasi, invece, troviamo l’arrossamento e l’aspetto lucido della pelle nelle pieghe (le squame caratteristiche della psoriasi sono invece assenti). Anche in questo caso, la psoriasi è una patologia più complessa.
  • Dermatite allergica da contatto: La dermatite allergica da contatto si manifesta con arrossamento, gonfiore e comparsa di piccole vescicole o di aree umide sulle regioni laterali dei glutei e delle anche. In presenza di dermatite da pannolino, infatti, l'uso di salviette o pannolini che contengono sostanze potenzialmente irritanti o allergizzanti (come fragranze profumate o coloranti) possono aggravare la condizione.
  • Infezioni batteriche: In rari casi, certi tipi di batteri, come lo stafilococco o lo streptococco, possono causare dermatite da pannolino, nota anche come impetigine. Le infezioni batteriche da Staphylococcus aureus si manifestano con piccole papule e pustole ma possono degenerare con la formazione di bolle e vescicole che possono rompersi.

È bene, infine, ricordare che, sebbene la dermatite da contatto sia la causa più comune, ci sono molte condizioni simili che non dovrebbero essere ignorate, come ad esempio la psoriasi o le dermatiti derivate da candida, da streptococco e da herpes, oppure da patologie più rare e complesse.

Sintomi della Dermatite da Pannolino

Quando viene la dermatite da pannolino la cute a livello dell’inguine, dei genitali e dei glutei può apparire: arrossata, con piccole papule, aree desquamate o erose. L’eritema può essere esteso a tutta la zona o manifestarsi a chiazze. I sintomi, solitamente, si manifestano nell’area direttamente interessata, ovvero quella che rimane coperta dal pannolino (genitali, natiche, cosce, ecc.). Uno dei sintomi più comuni dovuti alla dermatite da pannolino è l’arrossamento che può essere di varia entità e comparire a chiazze a livello delle natiche e dei genitali. La pelle sotto al pannolino diventa rossa a causa della frizione di quest’ultimo e delle sostanze irritanti contenute nelle feci, nell’urina, nel pannolino stesso e in alcuni tipi di saponi e detergenti.

L’arrossamento può dare fastidio e bruciare e la pelle può risultare gonfia e calda al tatto. I sintomi dell'irritazione da pannolino comprendono pelle infiammata nella zona coperta dal pannolino, inclusi glutei, cosce e genitali, sensazione di prurito e fragilità cutanea in tale area, presenza di lesioni e manifestazione di disagio, irritabilità o pianto, in particolare durante il cambio del pannolino. La dermatite da pannolino, inoltre, si presenta con abrasioni, croste, e quando grave, ulcere e coinvolge i glutei, i genitali, il basso ventre e la parte superiore delle cosce. Pur essendo una condizione benigna e solitamente transitoria (presenta remissione nel giro di pochi giorni se trattata adeguatamente) non è da sottovalutare e trascurare in quanto potrebbe causare infezioni più gravi come la candidosi, un’infezione fungina; in questi casi la pelle del bambino si presenta liscia, di colore rosso acceso, quasi traslucida.

Nei lattanti, la prevalenza stimata della dermatite da pannolino varia dal 7 a oltre il 40 percento. La dermatite da pannolino può manifestarsi già dopo una settimana dalla nascita, tuttavia l'incidenza massima si registra tra i 9 e i 12 mesi di età. La dermatite da contatto nel neonato compare nei primi mesi di vita e si acutizza quando il piccolo inizia a muoversi e a sedersi.

Tipi di eritema da pannolino: immagini comparative

Trattamenti e Rimedi per la Dermatite da Pannolino

Quali sono i rimedi per la dermatite da pannolino? A seconda dei sintomi e della loro gravità, delle condizioni generali di salute e delle cause scatenanti, il trattamento può essere diverso. In generale la cura della dermatite da pannolino si basa sulla guarigione della pelle irritata e sulla prevenzione di nuovi episodi. Nella maggior parte dei casi, l’eritema da pannolino si riduce in pochi giorni seguendo semplici consigli per l’igiene. Se i sintomi non migliorano dopo due-tre giorni, se peggiorano o se compaiono piccole pustole o vescicole, è bene contattare il pediatra.

Il trattamento della dermatite da pannolino inizia mantenendo l'area interessata il più pulita e asciutta possibile, procedendo al cambio immediato di pannolini bagnati o sporchi per ridurre l'umidità sulla pelle del neonato. È consigliabile pulire delicatamente l'area del pannolino con acqua e un panno morbido. Dopo il lavaggio, infatti, il sederino va tamponato con un asciugamano morbido, asciugando accuratamente e senza sfregare in maniera troppo energica. L'uso di salviette monouso è possibile, tuttavia talvolta è preferibile evitare sfregamenti per non aggravare l'irritazione; si sconsigliano salviette contenenti alcool e profumi. L'impiego di sapone e acqua si rende necessario solo qualora le feci non si rimuovano facilmente. Dopo la pulizia, è importante tamponare per asciugare senza strofinare e lasciare che l'area si asciughi all'aria.

Esistono creme per la dermatite da pannolino? Quali mettere, in caso? Sono consigliate creme emollienti, per esempio a base di ossido di zinco o di vaselina. Queste creme, utili per il trattamento, non hanno una funzione preventiva; non è quindi necessario applicarle a ogni cambio se il bambino non ha la cute arrossata. Per un eritema da pannolino, scegli una crema ristrutturante e purificante. Cerca una crema con: una texture che si assorbe rapidamente e rimane invisibile, permettendoti di tenere sotto controllo i progressi della tua pelle; una formula ad alta tollerabilità che contiene un minimo di ingredienti e arricchita con rame-zinco per limitare il rischio di proliferazione batterica. Si dovrebbe poi applicare uno strato di crema o unguento protettivo formulato specificatamente per dermatite da pannolino; questi prodotti, generalmente densi, non necessitano di rimozione completa al cambio successivo del pannolino.

Per alleviare il prurito e dire addio ai rossori, è bene applicare sulla pelle del piccolo una crema delicata, come AtopiControl Crema Fasi Acute che dona un sollievo immediato, anche durante la notte. L'ideale è prevenire l'irritazione e l'infiammazione della cute ad ogni cambio di pannolino utilizzando Eucerin Aquaphor Trattamento Riparatore, un unguento ad effetto barriera semiocclusivo e traspirante, che grazie alla sua composizione priva d'acqua, protegge la pelle dal contatto di urine e feci, e dallo sfregamento del pannolino.

Nelle forme più gravi possono essere necessarie delle pomate a base di corticosteroidi, da utilizzare solo ed esclusivamente su raccomandazione del medico. Va detto che se da un lato queste creme riducono l’infiammazione, dall’altro non risolvono la causa scatenante, e la dermatite tenderà dunque a ripresentarsi una volta interrotto l’utilizzo. Da evitare, invece, il fai da te e, in particolare, l’utilizzo di creme a base di corticosteroidi in maniera discontinua, perché possono produrre effetti collaterali. Se è vero che in un primo momento inducono un miglioramento dei sintomi, appena se ne sospende l’uso la dermatite tende a recidivare.

Prevenzione della Dermatite da Pannolino: Strategie Efficaci

Come capita spesso, la prevenzione è la cura migliore. La prevenzione è essenziale, la pelle deve essere tenuta asciutta e protetta. Per evitare che il culetto del vostro bambino si irriti, la prima cosa da fare è seguire una serie di accorgimenti utili a contrastare l’allergia del pannolino. La prevenzione della dermatite da pannolino è possibile con pochi e semplici accorgimenti che permettono di mantenere la pelle del neonato asciutta e protetta. Ecco alcuni consigli utili per evitare che si sviluppi questo fastidioso problema:

  1. Cambia frequentemente il pannolino: Frequenti cambi del pannolino sono necessari per ridurre al minimo l’esposizione della pelle a feci e urine oltre che per mantenere il bambino asciutto. Uno dei metodi più efficaci per prevenire la dermatite è cambiare il pannolino non appena è bagnato o sporco. Lasciare il neonato per troppo tempo con un pannolino sporco favorisce l’irritazione della pelle, soprattutto a causa del contatto prolungato con le feci e le urine. Dopo la nascita, può essere necessario cambiare il pannolino di un neonato fino a 8-12 volte al giorno, il che corrisponde a circa ogni 2-3 ore.
  2. Utilizza pannolini traspiranti: Esistono pannolini specifici con materiali traspiranti che permettono alla pelle del bambino di respirare meglio. È importante scegliere pannolini di buona qualità, che assorbano l’umidità in modo efficace. Per quanto riguarda il tipo di pannolino, se da un lato è vero che i bambini che utilizzano i pannolini lavabili hanno meno frequentemente la dermatite da pannolino, occorre precisare che il fattore determinante è comunque la frequenza nei cambiamenti. Recenti studi hanno dimostrato che i pannolini super assorbenti usa e getta, quando cambiati a intervalli appropriati, causano meno problemi dei pannolini di stoffa. L’adozione di pannolini super assorbenti e la frequenza nei cambi può ridurre significativamente il rischio di irritazioni.
  3. Lascia il bambino senza pannolino quando possibile: Lasciare il bambino senza pannolino per brevi periodi durante il giorno permette alla pelle di respirare e di asciugarsi completamente. Questo è particolarmente utile se il tuo bambino ha già sviluppato irritazioni o dermatiti. È fondamentale mantenere la zona pulita e asciutta (senza utilizzare prodotti aggressivi), lasciandola traspirare per più tempo possibile.
  4. Usa detergenti delicati: Quando lavi il sederino del neonato, evita saponi troppo aggressivi. Usa invece detergenti delicati e specifici per la pelle dei bambini, che non alterano il naturale equilibrio del pH cutaneo.
  5. Applica una crema barriera: Le creme barriera a base di ossido di zinco o altre sostanze lenitive possono essere applicate ad ogni cambio di pannolino per proteggere la pelle dall'umidità e prevenire l'irritazione. L'ossido di zinco crea uno strato protettivo che isola la pelle dal contatto con feci e urine.

Grafico sulla frequenza dei cambi di pannolino e incidenza della dermatite

Quando Rivolgersi al Medico Pediatra per la Dermatite

Si consiglia di consultare il pediatra del neonato qualora si manifesti una dermatite da pannolino appena dopo la nascita, se l'eruzione non mostra segni di miglioramento o peggiora nel giro di due-tre giorni dall'inizio del trattamento, se la dermatite presenta sanguinamenti, vesciche o lesioni piene di pus, se si estende alle braccia, al viso o al cuoio capelluto del neonato, se durante l'assunzione di antibiotici il bambino sviluppa un'eruzione cutanea di colore rosso acceso con puntini rossi ai bordi, se il neonato presenta febbre accompagnata da eruzione cutanea, se la dermatite risulta essere molto dolorosa, o se si sospetta un'infezione da candida. Se, nonostante l'uso di rimedi naturali e cambi frequenti di pannolino, la dermatite da pannolino non passa, è importante consultare il pediatra. Se l’irritazione da pannolino persiste nonostante i trattamenti deve essere presa in considerazione la possibilità che si tratti di dermatite allergica.

Il Rifiuto del Vasino e del Water: Comprendere e Supportare il Bambino Oppositivo

Il passaggio dal pannolino al vasino è una fase estremamente delicata per il bambino e per i genitori. È un passaggio importante della crescita e, come per tutto, ne vanno rispettati i tempi e i modi. Si incontrano con una certa frequenza genitori e professionisti in difficoltà con bambini e bambine (principalmente nella fascia 2-4 anni) che si rifiutano di fare la cacca nel vasino o nel water. Si tratta, solitamente, di bambini/e che hanno dismesso il pannolino senza grosse fatiche rispetto alla pipì e che sono bloccati nel defecare senza di esso. Oppure di bambini/e che, nel passaggio al vasino, all’inizio facevano cacca e pipì nel vasino ma, da un certo punto in poi, hanno iniziato a rifiutarsi di farla lì a causa di uno o più episodi di costipazione.

Questo comportamento può causare stress e preoccupazione nei genitori per ovvi motivi igienici e di salute. Il rifiuto di fare la cacca nel vasino/water (Stool Toileting Refusal o STR) ha un certo grado di diffusione in età prescolare.

Dermatite da pannolino. I consigli del Prof. Vania - Pillole di Pediatria

Il Bambino Non Vuole Fare la Cacca nel Vasino o nel Water: I Possibili Motivi

Il bambino non prova alcun imbarazzo per i propri escrementi né per il loro odore e li maneggia con naturalezza; essi sono trattati come parte preziosa del corpo da cui non ci si distacca facilmente; le feci sono il primo “oggetto” che egli riesce a produrre e a controllare. Attraverso la defecazione il bambino può esprimere anche quella che è la sua emotività, la sua rabbia, il suo bisogno di attenzioni. Nell’educazione degli sfinteri il bambino incontra, mediata dai familiari, la normatività sociale, che esige comportamenti convenienti ed adeguati al ruolo sociale (la pulizia). Il bambino si trova nel conflitto tra ubbidire o ribellarsi, fra la sottomissione o il dominio, il che gli consente di ampliare le sue potenzialità di autonomia e gli dà dei mezzi per autoaffermarsi. Attraverso il controllo degli sfinteri il bambino, riconoscendo le feci come “parte di sé”, inizia anche a costruirsi la capacità di rappresentare se stesso e a sviluppare l’autocoscienza.

Possono essere innumerevoli le ragioni per cui un bambino/a potrebbe rifiutarsi di fare la cacca nel vasino o la cacca nel water, come paura, ansia o dolore fisico. È importante esplorare queste cause e creare un ambiente rassicurante che consenta al bambino/a di sentirsi al sicuro in un momento per lui/lei delicato. Nella nostra esperienza si riscontrano sei possibili motivazioni per cui il bambino/a non fa la cacca nel vasino o nel water:

  1. Paura di crescere, diventare grande e abbandonare del tutto il pannolino: Per alcuni bambini, il pannolino rappresenta una zona di comfort e sicurezza.
  2. Difficoltà nel lasciar andare, nel separarsi da una parte di sé: Le feci sono percepite come una parte del proprio corpo, e lasciarle andare può essere emotivamente difficile.
  3. Ansia da prestazione: Può accadere che bambini e bambine si sentano pressati dall’entourage familiare rispetto a questo tema. L’insistenza spesso genera resistenza, per cui, più insistiamo e sottolineiamo la questione, più rischiamo che tutto si complichi.
  4. Autoaffermazione: I bambini piccoli hanno poco controllo sulla loro quotidianità. Il corpo è però il loro territorio, il luogo su cui hanno piena giurisdizione. Talvolta, bambini e bambine faticano con alcuni passaggi e abitudini legate alla fisiologia (compresi quindi pipì e cacca) come modalità inconsapevole di affermare la propria volontà laddove si sentono spinti e manipolati dagli adulti.
  5. Questioni legate alla sensorialità: Alcuni bambini possono avere sensibilità particolari riguardo alle sensazioni corporee legate all'evacuazione o al contatto con il vasino/water.
  6. Dolore fisico: In taluni casi, la difficoltà a fare la cacca nel vasino/water si instaura dopo un episodio in cui il bambino/a ha avuto feci dure che hanno causato dolore durante l’evacuazione. Il bambino o la bambina, temendo di provare nuovamente quella sensazione, inizia a trattenere le feci e a rifiutarsi di farle nel vasino o nel water.

Bambino che pensa al vasino con espressione di disagio

Il Circolo Vizioso della Costipazione e del Rifiuto

Purtroppo, nelle situazioni in cui il bambino inizia a trattenere le feci per paura di provare dolore, si rischia di entrare in un circolo vizioso: più il bambino trattiene, più le feci si induriscono, più diventa difficile evacuare. Più a lungo le feci si accumulano, più allungano il retto causando ulteriori problemi. Questo è uno scenario fin troppo comune il quale porta a quella che viene chiamata costipazione da “trabocco”, ovvero il passaggio di feci acquose sciolte attorno alle feci dure che possono sembrare diarrea al genitore. È molto difficile per un bambino controllare la fuoriuscita di feci liquide poiché i muscoli che controllano le viscere si allungano eccessivamente. Per questo motivo si sporcano le mutandine. I genitori, giustamente, si preoccupano per la salute del bambino/a, temendo anche il blocco intestinale e possono aumentare il pressing, con ulteriore esacerbazione di tutta la dinamica.

Come Aiutare il Bambino a Superare il Rifiuto: Strategie e Consigli Pratici

Il mio bambino non vuole fare la cacca. Calma e sangue freddo. Sulla base delle motivazioni sopra descritte, è possibile adottare diverse strategie per aiutare i bambini e le bambine a fare la cacca nel vasino o nel water. Condividiamo alcuni primi utili spunti e suggerimenti pratici:

  1. Evitiamo di connotare le feci come qualcosa di sgradevole e disgustoso: Fin dai primi mesi di vita, è importante evitare di usare termini negativi per le feci o di esibire disgusto e/o ridicolizzare/mettere in imbarazzo il bambino/a per la sua produzione corporea. Evitare frasi enfatiche come “non toccare, è cacca!” ogni qual volta il bambino/a si avvicini a qualcosa di sporco.
  2. Evitiamo di fare pressione sul bambino/a: L’insistenza può generare resistenza. È fondamentale non forzare il bambino affinché usi il vasino o il water per fare la cacca.
  3. Prendiamo in considerazione la possibilità di mettere il pannolino solo per fare la cacca: Non si tratta di fare un passo indietro, ma di accogliere la fatica del bambino/a e di agevolare la sua serenità in questo delicato momento. Si potrebbe dire qualcosa come: “Giovanni/Lucia, ho capito che per te fare la cacca nel vasino/water è proprio difficile in questo momento. Non c’è problema. Possiamo usare il pannolino quando ti scappa. Basta che mi dici che la devi fare e io ti metto il pannolino. Appena finisci, lo togliamo, ci laviamo e torniamo a giocare. Ok?”. Nella nostra esperienza, di solito questa proposta scioglie la tensione del bambino/a e, nel giro di qualche giorno o settimana, la situazione rientra e il bambino/a chiede espressamente o manifesta di voler usare il vasino o il water per defecare.
  4. Rilasciare la tensione emotiva dei genitori: È molto importante che i genitori rilascino a loro volta la tensione emotiva sulla questione. Se il pannolino per fare la cacca viene offerto in accompagnamento a messaggi non verbali di ostilità, delusione, frustrazione da parte dell’adulto, la contraddittorietà della comunicazione tra verbale e non verbale potrebbe mettere il bambino in difficoltà e creare confusione. Avere fiducia, invece, che la fatica può essere attraversata e risolta con un po’ di tempo e pazienza, può rasserenare gli animi di tutti. In questo periodo, se i genitori sono stanchi mentalmente o emotivamente sottotono, questo può togliere entusiasmo ed energie, anche quelle rivolte al bimbo, influenzando l'approccio.
  5. Evitiamo di fare confronti con altri bambini e/o fratelli-sorelle: Il paragone con altri bambini/e rischia di generare senso di vergogna e umiliazione; di intaccare l’autostima del bambino/a; di indebolire la qualità della relazione educativa.
  6. Confrontiamoci con educatrici, educatori, insegnanti: A volte bambini e bambine la fanno al nido/scuola e non a casa. Altre volte la trattengono al nido/scuola e aspettano di essere a casa propria per rilasciare le feci. Il confronto con i/le professionisti/e può aiutare a comprendere più a fondo il bambino/a e a costruire strategie di aiuto condivise, seppur differenti quando necessario, per supportare il bambino/a.
  7. Evitiamo di sgridare bambini e bambine: Quando il bambino/a si sporca le mutandine o la fa sul pavimento, evitiamo di sgridarlo, di fargli pesare l’accaduto, di arrabbiarci. Possiamo coinvolgerlo nel pulire il pavimento oppure responsabilizzarlo nel cambiarsi e lavarsi con il nostro aiuto. Se da piccoli anche noi abbiamo vissuto qualcosa di simile, può essere utile raccontarlo al bambino/a, sottolineando come poi tutto si sia risolto.
  8. Creiamo un ambiente favorevole: Quando il bambino o la bambina ha bisogno di andare in bagno, creiamo un ambiente favorevole, per esempio con un’atmosfera rilassante grazie a profumi come un olio essenziale di lavanda e/o alla lettura di un albo illustrato. Leggiamo insieme ai nostri bambini delle storie sull’argomento, così che possano capirne il meccanismo e familiarizzare con questa nuova avventura; (Alcuni titoli che si possono consigliare: Posso guardare nel tuo pannolino?; Cos’è la cacca?). Raccontiamo noi una storia: la storia della cacca che va giù nel water e raggiunge i pesciolini nel mare. Nel tragitto si trasforma e diventa cibo per gli abitanti dell’acqua. È importante che i bambini vincano la stitichezza e se questi strumenti possono inizialmente aiutarli a rilassarsi, perché non usarli?
  9. Incentiviamo il rilassamento: Aiutiamo il bambino/a a rilassarsi con delle profonde respirazioni e/o inventiamo insieme una storia, canzone o gioco mentre fa la cacca, anche con la cacca stessa protagonista; per esempio, immaginando il suo viaggio dal vasino o dal water verso… e costruiamo un racconto.
  10. Definiamo le buone abitudini: Incentiviamo il bambino/a a sedersi sul water in modo regolare, ad esempio dopo un pasto. In questa maniera, si abituerà al fatto che il water fa parte della routine quotidiana.
  11. Lodiamo, ma con moderazione: Evitiamo lodi enfatiche per l’uso del vasino o del water. Può essere utile dare riconoscimento e incoraggiare, evitando però grandi festeggiamenti. Se ci fa piacere lodare il bambino/a, possiamo usare le lodi descrittive.
  12. Rispettiamo la privacy del bambino, della bambina: Evitiamo di parlare con altre persone, in presenza del bambino/a, di questa situazione, per non creare in lui/lei imbarazzo, vergogna, senso di fallimento, di colpa, di inadeguatezza. Il bambino/a non fa la cacca nel vasino/water per farci dispetto, non è una sfida o una provocazione. È in difficoltà e sta a noi supportarlo.
  13. Mostriamo un atteggiamento positivo: Manteniamo un atteggiamento positivo e rassicurante per aiutare il bambino/a a sentire che è al sicuro, con empatia, senza giudizio, né prediche, sgridate, umiliazioni o punizioni. Una cosa che risulta molto difficile emotivamente per i genitori è dover arrivare talvolta a trasportare il bambino di peso, o a vestirlo o svestirlo a forza, con lui che scalcia e urla. Questa sensazione di mortificazione può far dubitare dell'efficacia di tali azioni.

Bambino felice sul vasino con giochi

Quando Rivolgersi al Pediatra per il Rifiuto del Vasino

Se il bambino/a continua a rifiutarsi di fare la cacca nel vasino/water è opportuno parlarne con il pediatra. Ed è senz’altro da coinvolgere il pediatra senza indugi appena ci rendiamo conto che il bambino inizia a trattenere le feci per paura di rilasciarle. Evitare che si instauri una dinamica di costipazione cronica è basilare. Fondamentale rivolgersi al proprio pediatra di fiducia per qualsiasi dubbio e per ricevere indicazioni su misura per il proprio figlio/a.

Studi Scientifici sul Rifiuto di Defecare nel Water (Stool Toileting Refusal - STR)

Il rifiuto di defecare nel vasino/water (Stool Toileting Refusal o STR) ha un certo grado di diffusione in età prescolare. In particolare, in uno studio americano che ha coinvolto 255 bambini e 227 bambine (tot. 482 soggetti), si è riscontrato che: “Il rifiuto di defecare nel water si è verificato in un bambino su cinque in questa popolazione di studio. Due comportamenti associati al rifiuto dell’evacuazione delle feci possono richiedere l’intervento del pediatra. Il primo è il trattenimento delle feci che causa stitichezza il quale può provocare occlusione rettale ed encopresi primaria. Il secondo è la mancanza di successo nel passaggio al water/vasino entro i 42 mesi di età. Un bambino ancora poco allenato a questa tarda età può essere fonte di conflitti familiari e di stress che richiedono la consulenza e il supporto del pediatra.”

Lo studio citato ha rilevato quanto segue: “106 bambini (54 maschi) (22%) che hanno sperimentato almeno 1 mese di rifiuto nel defecare nel vasino o water. Si è riscontrata un’associazione tra la presenza di fratelli più piccoli (P = .023) e l’incapacità dei genitori di fissare limiti per il bambino (P = .017) e il rifiuto di defecare nel vasino o water. Chi rifiutava di defecare in bagno ha dismesso il pannolino in età più avanzata rispetto al resto del gruppo (P < 0,0001). Il 50% (22/44) dei bambini che si sono allenati tra i 42 e i 48 mesi e il 73% (8/11) dei bambini che si sono allenati dopo i 48 mesi hanno sperimentato il rifiuto di usare il water/vasino per le feci. Sessantuno dei bambini dello studio hanno sviluppato il trattenimento delle feci durante il potty training (passaggio dal pannolino al vasino o water). Quarantanove (80%) di questi bambini rifiutavano di defecare in bagno (P <.00001). In 77 (73%) dei bambini non è stato intrapreso alcun intervento. Di questi, il comportamento è durato più di 6 mesi in 20 bambini. L’interruzione dell’addestramento al water e il ritorno al pannolino per le feci ha portato il bambino a usare spontaneamente il water per le feci entro 3 mesi, in 24 su 27 casi.”

Riportiamo, a supporto, i risultati di un altro studio: “Molti bambini si nascondono mentre defecano nel loro pannolino durante il passaggio alla toilette. Alcuni bambini mostrano questo comportamento prima che inizi il potty training. Inoltre, Schonwald et al. hanno scoperto che questo comportamento era comune nei bambini con problemi di dismissione del pannolino. Questo comportamento ci ha portato a una teoria alternativa riguardante la causa del rifiuto di defecare in bagno. Abbiamo ipotizzato che i bambini diventino consapevoli della connotazione negativa che le feci hanno nella nostra cultura attraverso segnali verbali e non verbali dei genitori. Questo, a sua volta, fa sì che i bambini provino vergogna e imbarazzo quando defecano, portandoli a nascondersi quando defecano nel pannolino. Ciò rende anche i bambini riluttanti a defecare nel vasino o nel gabinetto, perché è sempre presente almeno un adulto. Per testare questa teoria, abbiamo esaminato l’efficacia del consiglio ai genitori di non usare termini negativi per le feci e, prima di iniziare il potty training, di elogiare i bambini quando defecano nel pannolino.”

Tale studio ha evidenziato che il differente approccio genitoriale non ha ridotto l’incidenza statistica dell’STR ma ne ha diminuito la durata nel tempo rispetto al gruppo di controllo. Da questo studio possiamo trarre il sempre utile spunto di evitare, fin dai primi mesi di vita del bambino/a di connotarne le feci con linguaggio verbale e non verbale sfavorevole, in cui si esibisce disgusto e/o si ridicolizza/mette in imbarazzo il bambino/a per la sua produzione corporea. Il bambino/a che rifiuta di fare la cacca nel vasino o nel water può causare preoccupazione e frustrazione negli adulti coinvolti, è comprensibile. Tuttavia, con un po’ di pazienza, empatia e supporto, è possibile aiutare il bambino/a a superare questa difficoltà.

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