Lo sviluppo motorio dei bambini è un percorso graduale e complesso che varia da individuo a individuo. Tuttavia, quando si notano difficoltà nella deambulazione o problemi di equilibrio nei più piccoli, è importante prestare attenzione e approfondire le cause. Questi segnali possono essere indicativi di ritardi nello sviluppo motorio o di problematiche legate alla coordinazione. Un bambino che zoppica è spesso un enigma diagnostico, e un’andatura zoppicante non è tipica della popolazione pediatrica.(2) La zoppia in età pediatrica rappresenta un’evenienza frequente e di difficile interpretazione a causa della variabilità del tipo e dell’intensità del dolore. È importante valutare attentamente i sintomi e l’origine del dolore per instaurare o meno una terapia urgente e valutare eventuali patologie ortopediche pediatriche.
Per zoppia si intende qualsiasi deviazione da uno schema del passo normale per l’età del bambino, mentre il bambino zoppica quando presenta un’andatura irregolare o a scatti e tende a non appoggiare (in parte o del tutto) il peso su una gamba. Molto spesso la zoppia può essere causata da un problema banale, come un sassolino nella scarpa, una vescichetta ai piedi, o una contrattura muscolare. Le cause della zoppia sono numerose e vanno da condizioni banali a condizioni potenzialmente letali.
I problemi di deambulazione e di equilibrio nei bambini piccoli non devono allarmare, ma vanno osservati con attenzione. Quando si osservano problemi di equilibrio o deambulazione nei bambini, è importante rivolgersi a specialisti come il pediatra o il fisioterapista pediatrico. La fisioterapia pediatrica svolge un ruolo cruciale nel trattamento dei disturbi della deambulazione e dell’equilibrio nei bambini. Intervenire tempestivamente è fondamentale per prevenire complicazioni future e garantire al bambino una crescita armoniosa e sicura.

I Dolori della Crescita: Caratteristiche e Gestione di una Condizione Frequente
I dolori della crescita, in inglese growing pain, sono dolori o indolenzimenti che generalmente si manifestano agli arti inferiori, verificandosi più spesso di sera o di notte. Colpiscono i bambini di età compresa tra i 3 e i 12 anni. Nonostante il nome, non vi è alcuna chiara evidenza scientifica che suggerisca una correlazione tra i dolori della crescita e la crescita delle ossa del bambino. Questo è il motivo per cui alcuni medici preferiscono utilizzare la definizione di "dolore ricorrente notturno agli arti nei bambini". Secondo la letteratura, non esiste una definizione chiara dei dolori della crescita,(5) e sono state proposte molte cause diverse. Tuttavia, queste cause sono scarsamente supportate dalla ricerca, oppure vi sono evidenze incoerenti. Anche se a volte sono molto intensi, i dolori della crescita non causano danni a lungo termine.
Per riconoscere i dolori della crescita è fondamentale definire il momento in cui questi si manifestano. Si presentano nelle ore serali e notturne, ma scompaiono al mattino e non si presentano mai durante il giorno. A volte il dolore insorge la notte e risveglia un bambino nel mezzo del sonno. I dolori della crescita spesso colpiscono nel tardo pomeriggio o in prima serata e scompaiono al mattino. Se sono dolori di crescita, si manifestano in maniera intermittente e differente, con episodi che si ripetono anche in maniera non sempre ravvicinata (ad esempio, più volte nel corso della notte oppure una volta sola) e non tutti i giorni, bensì ogni due-tre. Possono scomparire anche per un paio di settimane o per mesi prima di ripresentarsi. La durata del dolore non supera i 20-30 minuti per volta, non sono dolori fissi e continui. Di solito ha una durata breve, circa 10 minuti, e al mattino non c'è rigidità e/o gonfiore, e tutto scompare come se niente fosse successo. Gli episodi si possono ripetere per qualche giorno di seguito.
I dolori della crescita di solito causano un dolore o una sensazione crampiforme alle gambe, avvertiti come dolori intensi simili a crampi in entrambe le gambe. Questo dolore si verifica spesso nella parte anteriore delle cosce, ai polpacci e dietro le ginocchia. Solitamente entrambe le gambe fanno male. Il dolore è localizzato alle gambe, nella zona anteriore, a volte anche alle cosce. Spesso influenzano i polpacci e le caviglie, ma possono colpire anche le cosce. Alcuni bambini possono anche provare dolore addominale o mal di testa durante gli episodi di dolori della crescita.
I dolori della crescita non sono accompagnati da arrossamento, gonfiore, o febbre; questi sintomi indicano un problema di natura reumatica-infiammatoria e dunque la necessità di un approfondimento. Inoltre, non sono mai da una sola parte. La capacità del bambino di camminare non deve essere influenzata dai dolori della crescita e non ci dovrebbero essere segni di zoppia, lesioni fisiche o infezioni. I dolori della crescita scompaiono al risveglio, senza lasciare indolenzimento o difficoltà di deambulazione. La ricorrenza nelle ore notturne, però, se si protrae, può influire sulla qualità del sonno e sullo stato emotivo del bambino di giorno.
La causa dei dolori della crescita è sconosciuta. Non ci sono prove che la crescita di un bambino sia dolorosa. Inoltre i dolori della crescita di solito non si manifestano nei periodi in cui sta avvenendo la crescita né tantomeno durante i periodi di rapida crescita. Comunemente si ritiene che questi dolori muscolari durante la notte siano dovuti a un'attività eccessiva durante il giorno. L'abuso di attività come la corsa, l'arrampicata e il saltare può causare microtraumi e quindi dolori al sistema muscolo-scheletrico del bambino. Correre, arrampicarsi o saltare durante il giorno potrebbe aumentare il rischio di dolori alle gambe durante la notte. I dolori della crescita sono comuni in età scolare e prescolare, leggermente più frequenti nelle ragazze che nei ragazzi. Non vi è una vera e unica causa all’origine dei dolori della crescita, sebbene nel tempo si sia osservata una certa ricorrenza familiare. Sull’insorgere di questo tipo di disturbo influiscono molti fattori, sia di tipo emotivo sia fisico, così come abitudini e stili di vita.
Questa condizione benigna del dolore in età pediatrica generalmente non ha necessità di indagini diagnostiche specifiche. Il medico di solito può diagnosticare i dolori della crescita solo con l'anamnesi e l'esame fisico. La diagnosi differenziale con altre tipologie di dolore può essere effettuata facendo attenzione alle seguenti caratteristiche: si presenta solo la sera e di notte; ha una frequenza di 1-2 volte la settimana in modo irregolare; l'evento doloroso dura circa 10 minuti; si risolve con un semplice massaggio dei genitori; non è presente gonfiore; non è presente dolore il mattino successivo; non ci sono problematiche nel cammino. È importante che i genitori non si allarmino alla prima manifestazione dolorosa ed è necessario ricordare le caratteristiche del dolore per permettere la diagnosi differenziale nel caso che si presentino più episodi. Può essere necessario confrontarsi con il pediatra per essere rassicurati nel caso che gli eventi siano frequenti.
I dolori della crescita di solito possono essere curati a casa. Non c'è un trattamento specifico per i dolori della crescita. La buona notizia è che i dolori della crescita non causano altri problemi e non influenzano la crescita. Questo tipo di dolore ha una risoluzione spontanea. Possiamo migliorare la condizione con un approccio casalingo: si consiglia infatti di fare effettuare bagni caldi la sera prima di coricarsi, massaggiare dolcemente le gambe per dare sollievo, usare la borsa dell'acqua calda sui muscoli dolorosi e talvolta assumere dei farmaci analgesici molto leggeri quasi ad avere un effetto placebo (sotto indicazione del pediatra!). Potete dare al vostro bambino il Paracetamolo per gestire il dolore, sempre dopo aver letto il foglietto illustrativo. A volte, dando loro degli antidolorifici prima di andare a letto dopo una giornata attiva può aiutarli ad addormentarsi. Tuttavia, ai bambini sotto i 16 anni non deve essere somministrata aspirina o altri farmaci senza aver avuto la prescrizione del vostro Medico o Pediatra. Potete anche provare a massaggiare i muscoli e le articolazioni delle gambe del vostro bambino o l'applicazione di calore alle gambe, per esempio con impacchi caldi. Il calore può aiutare a lenire i dolori muscolari. Utilizzare questo rimedio prima di andare a letto o quando il bambino si lamenta per i dolori alle gambe. Rimuovere la borsa calda appena il bambino si addormenta. Esercizi di stretching dei muscoli delle gambe durante il giorno possono aiutare a prevenire il dolore durante la notte. I dolori della crescita spesso migliorano e scompaiono da soli entro un anno o due. E se non vanno via completamente in un anno o giù di lì, spesso comunque diventano meno dolorosi.

Quando la Zoppia Non è un Dolore della Crescita: Indagini e Segnali di Allarme
Non tutti i tipi di dolore alle gambe nei bambini sono dolori della crescita. Se i sintomi del vostro bambino sono diversi da quelli appena descritti, per esempio, se è interessata una sola gamba o se il bambino zoppica, è improbabile che siano dolori della crescita. I dolori della crescita, pur essendo comuni e innocui, non devono essere liquidati dai genitori come irrilevanti, perché possono disturbare il bambino. Nel caso di sintomi atipici, è importante consultare un medico. In alcuni casi, il pediatra può prescrivere degli esami del sangue o radiografie per escludere altri problemi che possano causare questi sintomi dolorosi al vostro bambino.
Un Caso Esemplare: Il Piccolo Alessandro
Per comprendere la complessità della diagnosi, consideriamo un caso reale: "Le scrivo dopo circa un mese dal ns. Alessandro, 22 mesi, 12kg circa, 92 cm, cammina da quando ha 10 mesi e mezzo. Dopo un weekend fuori porta, forse abbiamo esagerato col camminare e fare scale, torniamo a casa. Il giorno dopo 2 ore di febbre a 38 scomparse con tachipirina. Dopo 2 giorni, mentre giocava tranquillo, sembra accusare dolore forte, piange, una giornata all'insegna del piagnucolio. La sera zoppica/cammina male. Il pediatra prescrive Nurofen per 3 volte al giorno per 7 giorni, con l'indicazione di non fare salti e non usare macchinette con cui si trascina con le gambe. Sembra ok dopo 5-6 giorni, torna a giocare forse un po' di più, con il pallone, salire qualche scala. Il mattino dopo zoppica. Facciamo eco alle anche: nessun versamento. Tampone: nessun streptococco. IO DOTTORE SONO PREOCCUPATISSIMA: IL BIMBO SONO 4-5 GIORNI CHE LO METTIAMO A TERRA PER CAMMINARE MENO DI MEZZ'ORA IN TUTTO IL GIORNO, PER STARE A RIPOSO. QUANDO LO METTIAMO GIÙ SEMBRA FARE I PRIMI PASSI 'UBRIACO', POI DOPO 1-2 MINUTI MIGLIORA MA COMUNQUE HA UNA ANDATURA NON AL 100%, COME SE BARCOLLASSE O SE LE GAMBE PESASSERO UN PO'. PS. NON SI LAMENTA, NON HA DOLORE. LA MANOVRA DELL'ANCA NON DÀ BLOCCHI. FATTA ECO ANCHE AI PIEDI E GINOCCHIA, SEMBRANO OK/SIMMETRICI… dottore, stiamo tralasciando qualcosa?" Questo esempio illustra come una zoppia possa manifestarsi senza dolore apparente e senza chiari riscontri diagnostici iniziali, rendendo necessaria una valutazione approfondita.
Trauma Cranico nei Bambini: Sintomi, Quando Preoccuparsi e Cosa Fare 🚨👶
Patologie che Causano Zoppia e Dolore negli Arti Inferiori
Le caratteristiche principali della zoppia nei bambini sono tre: dolore, debolezza, e anomalie strutturali o meccaniche della colonna vertebrale, del bacino e degli arti inferiori. È importante che i professionisti della riabilitazione comprendano lo schema del passo tipico e lo sviluppo infantile per identificare gli schemi di movimento anormali per la diagnosi differenziale del passo. L’identificazione di uno schema del passo anormale potrebbe aiutare i clinici a determinare l’eziologia dell’andatura zoppicante. Il problema del bambino che zoppica in età pediatrica rappresenta un’evenienza frequente e di difficile interpretazione. I dolori articolari nei bambini sono abbastanza frequenti. Più comunemente, il dolore muscolo scheletrico si presenta a livello del ginocchio (33% dei casi) e tra l'articolazione del piede e quella del polso (28%). Nella maggior parte dei casi ha una natura benigna ed è notturno, come i dolori di crescita; altre volte invece può essere secondario a trauma o a sovraccarico sportivo.
Vi sono patologie caratteristiche di alcuni momenti della crescita per cui per comodità la classificazione dei vari tipi di zoppia è stata divisa per età tenendo presente l’estrema variabilità; la classificazione è pertanto puramente indicativa.
Traumi e Fratture
I traumi, ad esempio contusioni, distorsioni e stiramenti, sono la causa più comune di zoppia nei bambini. Spesso il bambino inizia a fare i primi passi da solo attorno ai 12 mesi di vita, con una certa variabilità individuale. In questa prima fase l’andatura è ancora incerta e a gambe larghe, e il bambino sembra a volte barcollare e perdere l’equilibrio. Nel bambino piccolo tra 1-3 anni, una causa abbastanza frequente è la frattura del lattante, una piccola frattura della tibia dovuta all’abitudine di saltare e atterrare sulla caviglia. L’ortopedico pediatrico deve pensare a una frattura in caso di zoppia anche in assenza di trauma, infatti possono bastare torsioni, piegamenti o il trauma può non essere ricordato o evidenziato. Spesso si tratta di fratture incomplete anche di difficile diagnosi radiologica. Il dolore è comunque ben focalizzato e facilmente evocabile alla pressione locale. La terapia è stabilita secondo tipo e sede di frattura.
Infezioni e Infiammazioni Articolari
Periodi lunghi di dolore articolare possono invece essere causati da infezioni, come streptococco del gruppo A, influenza, reumatismi e altro, che colpiscono il bambino.
Artrosinovite Settica: Questa è un’emergenza ortopedica e può rappresentare emergenza medica ortopedica, potenzialmente in grado di provocare danni articolari significativi. Spesso è associata ad altri stati febbrili o a infezioni. Si tratta di un’infezione articolare di origine batterica, trasmessa per via ematogena, attraverso il sangue, di contiguità, da un’infezione vicina, o post-chirurgica. I batteri più frequentemente responsabili sono lo stafilococco aureo e l'Haemophilus influenzae di tipo B. È spessissimo associata a febbre, forti dolori all’arto colpito, rigidità alla mobilizzazione, difficoltà all’uso dell’arto. È associata spesso ad alterazione degli esami di laboratorio (VES, proteina C reattiva, aumento dei globuli bianchi). Per la diagnosi sono inoltre indispensabili tecniche radiologiche, come RMN, radiografia, ecografia, scintigrafia, ed eventuale aspirazione del liquido sinoviale per esame colturale. La terapia include immobilizzazione, antibiotici, antinfiammatori, e a volte occorre il drenaggio chirurgico se non vi è risposta agli antibiotici sistemici. Secondo Jowkar et al., (3) i criteri di Kocher possono essere utili per differenziare l’artrite settica dell’anca dalla sinovite transitoria come causa della zoppia nei bambini.
Osteomielite: L’infezione ossea si chiama osteomielite. Un osso sano e intatto è resistente alle infezioni. L’osteomielite ematogena acuta che colpisce la metafisi delle ossa lunghe si verifica più frequentemente nei bambini(14) rispetto agli adulti. Negli adulti sono più frequentemente coinvolte le vertebre.(13) Il ginocchio è il sito più comunemente colpito nei bambini.
Artrosinovite Fugace: Può dare dei sintomi simili all’artrite settica, ma è molto più frequente e molto meno grave. Spesso non vi è febbre e non è associato a malattie generali. Gli esami di laboratorio sono normali. L’artrosinovite fugace regredisce spontaneamente con l’uso di antinfiammatori e riposo entro 7-10 giorni.

Disturbi Muscoloscheletrici e Sindromi Dolorose Specifiche
Sindrome da Dolore Cronico Diffuso (Fibromialgia Giovanile): È caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso (che coinvolge gli arti superiori e inferiori, la schiena, l'addome, il collo, la testa e la mandibola), per almeno 3 mesi, associato a stanchezza, difficoltà di riposo notturno, alterazione dello stato di attenzione, di memoria e logica. Questo quadro sintomatologico può portare a frequenti assenze scolastiche e difficoltà a fare attività sportiva. È più frequente nelle femmine. La diagnosi viene effettuata quando è presente dolore in almeno 3 aree del corpo, con durata dei sintomi da almeno 3 mesi, in associazione alle suddette difficoltà cognitive. L'aspetto più importante del trattamento è il contenimento dello stato di ansia derivato maggiormente dalle difficoltà oggettive del bambino più che dall'intensità del dolore, in quanto questo non provoca problemi funzionali. L'approccio immediato sarà quindi una terapia cognitivo-comportamentale a cui associare un programma di fitness progressivo. In alcuni casi può essere necessario una terapia farmacologica per migliorare la qualità del sonno. Il recupero è totale anche se richiede un impegno costante del bambino e della famiglia.
Sindrome Benigna da Ipermobilità: È una manifestazione dolorosa degli arti dovuta a una maggiore mobilità articolare, più frequente nelle femmine e presente nel 20% dei bambini sotto i 10 anni, che tende a diminuire con la crescita. Spesso è una caratteristica costituzionale presente in altri membri della famiglia. I sintomi caratteristici sono l'ipermobilità articolare, la scarsa stabilizzazione muscolare e il conseguente dolore in coloro che fanno particolari attività sportive (oppure attività musicali che richiedono molto impegno, come suonare il violino). I dolori più frequenti sono ricorrenti, profondi, a fine giornata e di notte, localizzati nelle articolazioni maggiormente utilizzate nelle attività effettuate. Possono essere quindi ginocchia, piedi, caviglie e schiena (anche le dita, come nell'esempio di chi suona il violino). La diagnosi si fa in base ai test sulla mobilità articolare e sull'assenza di altri segni di patologie connettivali. Non sono necessari trattamenti specifici, bisogna però fare attenzione che lo sport praticato non provochi l'insorgenza del dolore, eseguire esercizi che facilitino l'assetto corretto della postura in attesa della crescita e della soluzione spontanea della lassità legamentosa.
Dolore Femoro-Rotuleo: È il dolore nella parte anteriore del ginocchio, che peggiora a fare le scale, a saltare, ad accovacciarsi e a correre; alcuni sport possono quindi far peggiorare la situazione dolorosa. Talvolta il dolore si manifesta anche a riposo, dopo essere stati seduti a lungo. Il dolore femoro-rotuleo è più comune nelle femmine, può iniziare dagli 8 anni ed essere più frequente durante l'adolescenza. La presenza di ginocchio varo o ginocchio valgo può essere una condizione facilitante, così come il caso in cui sia presente un disallineamento della rotula. La riproduzione del dolore, provocata dalla contrazione volontaria del quadricipite unita alla compressione della rotula esercitata dal valutatore, insieme alla descrizione dei sintomi, permette già di fare diagnosi. Può essere necessaria la radiografia per evidenziare la posizione assiale della rotula. Nel caso che il soggetto non effettui sport e in assenza di alterazioni di angolazioni delle ginocchia, si può aspettare che la sintomatologia passi da sola. Laddove invece il dolore interferisce con l'attività sportiva e/o quotidiana, è necessario un intervento specifico di fisioterapia per rafforzare alcuni muscoli, allungarne altri e stabilizzare l'assetto globale dell'arto con l'esercizio terapeutico. Nella fase acuta dolorosa possono essere utili anche terapie fisiche e applicazioni di ghiaccio. Gli adolescenti colpiti da questa situazione possono continuare una vita normale mentre l'attività fisica dovrà essere regolata onde evitare l'insorgenza del dolore.
Le Osteocondrosi: Alterazioni dei Centri di Ossificazione
Con osteocondrosi si indicano un gruppo di malattie di causa sconosciuta, caratterizzate da un'alterazione del flusso sanguigno al centro di ossificazione delle ossa colpite. Il dolore è il sintomo principale di questo disordine e in base alle ossa colpite la malattia viene chiamata in modo diverso. La diagnosi è effettuata da indagini radiografiche che evidenziano la frammentazione all'interno dell'osso, la sclerosi e, successivamente, la riossificazione con ricostruzione del profilo dell'osso. Malgrado possa sembrare una malattia grave, questa è una condizione abbastanza frequente in età pediatrica e, ad eccezione del Morbo di Perthes, la prognosi è ottima.
Malattia di Legg-Calvé-Perthes: È un'osteocondrosi della testa del femore, colpisce 1 bambino su 10.000 ed è più frequente nei maschi in età compresa tra 3 e 8 anni. Il sintomo doloroso è solo su un'anca e provoca zoppia importante. Gli interventi per la malattia di Legg-Calvé-Perthes dipendono dall’età del paziente e dalla fase della malattia quando viene identificata. Esistono diversi sistemi di classificazione e stadiazione per la malattia di Legg-Calvé-Perthes. La classificazione di Herring, nota anche come classificazione del pilastro laterale, si basa sull’altezza del pilastro laterale dell’epifisi femorale utilizzando immagini diagnostiche anteriori/posteriori del bacino. Il trattamento ha l'obiettivo di permettere alla testa del femore di recuperare la sua forma sferica. La guarigione completa può richiedere dai 2 ai 4 anni e le limitazioni quotidiane dipendono dal quadro clinico.
Malattia di Osgood-Schlatter: È una condizione dolorosa molto frequente, secondaria a traumi ripetuti sul centro di ossificazione della tuberosità tibiale da parte del tendine rotuleo. La sindrome di Osgood-Schlatter associa un dolore atraumatico e a insorgenza insidiosa alla parte anteriore del ginocchio, con un indolenzimento in corrispondenza del sito di inserzione del tendine rotuleo sulla tuberosità tibiale. Circa l'1% degli adolescenti ne soffre ed è più comune nei soggetti che praticano sport in cui si effettuano salti e corsa. Il dolore può manifestarsi anche in attività quotidiane come fare le scale e inginocchiarsi. L’intervento terapeutico è determinato dal livello di dolore. La diagnosi viene fatta con l'esame obiettivo; caratteristico è infatti il dolore alla palpazione della tuberosità tibiale. Talvolta è presente anche gonfiore all'inserzione del tendine del quadricipite. La radiografia può evidenziare dei piccoli frammenti nella zona ossea interessata. Fondamentale, in questo caso, è diminuire l'attività fisica in modo tale da ridurre il dolore, applicare del ghiaccio ed eseguire un protocollo di fisioterapia per ridurre i tempi della sintomatologia e recuperare lo sport più velocemente.

Malattia di Sever (Apofisite Calcaneale): È definita anche apofisite calcaneale, un'osteocondrosi a carico dell'apofisi del calcagno, legata anche al trazionamento del tendine di Achille. È la causa più frequente di dolore ai piedi nei bambini e negli adolescenti, anch'essa secondaria a un sovraccarico sportivo, e l'esordio si ha tra gli 8 e 11 anni di età. La sindrome di Sever è una causa comune di dolore al tallone nell’atleta scheletricamente immaturo. I fattori che contribuiscono includono: l’attività sportiva ripetitiva (come la corsa e/o i salti), la rigidità del tendine d’Achille, la debolezza della flessione dorsale della caviglia, lo scarso assorbimento degli urti o le scarpe sportive di supporto e la pratica su superfici dure. Si manifesta con dolore importante e andatura claudicante con peggioramento dopo attività sportiva e/o cammino prolungato. Determinanti sono anche la tipologia di scarpe totalmente a terra che non permettono una corretta distribuzione del carico nella fase di appoggio del piede. La diagnosi viene effettuata con l'esame clinico e necessita di radiografia solo in particolari casi per evidenziare la condizione ossea del calcagno. Anche in questo caso il riposo è la terapia migliore. Altrettanto importante è modificare l'attività sportiva affinché non sia provocato il dolore. Talvolta è necessario effettuare un programma di fisioterapia specifico al fine di contenere il dolore, allungare il compartimento muscolare in accorciamento e favorire un ritorno più veloce alla vita normale e allo sport. È necessario l'utilizzo di tallonette e scarpe con lieve rialzo sul tacco affinché il calcagno abbia un supporto per diminuire lo stress.
Malattia di Scheuermann (Cifosi Giovanile): È un'osteocondrosi a livello di alcuni corpi vertebrali della colonna dorsale. È più frequente nei maschi in età adolescenziale e i soggetti colpiti hanno spesso una postura scorretta anche se non sempre è presente il dolore, che comunque diminuisce con il riposo. Dalla valutazione clinica si evidenzia, oltre alla cattiva postura, ipercifosi dorsale e limitazione del movimento del cingolo scapolare. Per decidere l'approccio terapeutico migliore è necessaria la radiografia. In base all'irregolarità del corpo vertebrale, può essere necessario anche l'utilizzo di un corsetto in modo da evitare il peggioramento dell'alterazione vertebrale. Fondamentale è il programma specifico di riabilitazione per migliorare il quadro clinico e per apprendere la corretta postura.

Altre Condizioni Specifiche per Età e Localizzazione
Dismetria Arti Inferiori: Piccole differenze di lunghezza degli arti sono frequenti e fisiologiche, e spesso si correggono con la crescita e comunque rimangono asintomatiche. Se la differenza è eccessiva e molto evidente può essere causa di zoppia e occorre eseguire delle radiografie in stazione eretta per valutare la sede della dismetria ed eventuali patologie associate. È importante ripetere la radiografia a distanza per vedere se la dismetria è stabile o in aumento.
Epifisiolisi dell’Anca (SCFE - Slipped Capital Femoral Epiphysis): È una patologia dell’anca comune nei preadolescenti e negli adolescenti. Altri fattori di rischio sono l’obesità e il sesso maschile. La Southwick Slip Angle Classification classifica la gravità della SCFE in base alla differenza dell’angolo epifisario diafisario tra l’anca coinvolta e quella non coinvolta (controlaterale), sia nella radiografia anteroposteriore che in quella laterale dell’anca. I casi lievi sono < 30 gradi, i casi moderati sono 30-50 gradi e i casi gravi con > 50 gradi di differenza. La SCFE può essere classificata anche in base alla percentuale di separazione.
Osteocondrite Dissecante: Si tratta di un distacco cartilagineo frequente nell’adolescente, colpito soprattutto il ginocchio medialmente, la caviglia e l’anca. L’osteocondrite dissecante varia in termini di gravità da asintomatica a lieve dolore o a casi avanzati con sintomi di instabilità e blocco articolare. I frammenti, o lesioni, stabili sono tenuti in posizione dalla cartilagine articolare sovrastante intatta. L’ortopedico pediatrico deve sempre pensare all’osteocondrite dissecante in caso di dolore a una articolazione e zoppia costante. La diagnosi si fa su radiografia e RMN. La terapia è conservativa: riposo, limitare lo sport, immobilizzazione, a volte chirurgica.
Menisco Discoide: In caso di dolore localizzato al ginocchio, specie dopo attività sportiva, con zoppia, occorre pensare al menisco discoide. È un menisco che anziché essere fatto a forma di “c” è a forma di disco, che porta a incongruenza articolare, impedendo così il fisiologico movimento del ginocchio. Tipico è il rumore di scatto. La terapia è conservativa, raramente chirurgica in artroscopia.
Osteoma Osteoide: È un piccolo tumore benigno responsabile di sintomatologia dolorosa soprattutto notturna; per quanto raro va pensato dall’ortopedico pediatrico come possibile causa di dolore. Come caratteristica, il dolore scompare dopo somministrazione di acido acetilsalicilico.
Altre condizioni che possono manifestarsi e causare problemi di deambulazione includono la Displasia dell’anca, l'Artrite infantile, il Piede piatto doloroso, la Sinostosi e diverse Patologie neurortopediche. È importante sottolineare che la zoppia evidenziata dai genitori può essere il primo segno di malattie neurortopediche.
Trauma Cranico nei Bambini: Sintomi, Quando Preoccuparsi e Cosa Fare 🚨👶
L'Approccio Diagnostico e la Gestione dei Disturbi del Cammino Infantile
Diventa molto importante distinguere le caratteristiche del dolore, l'insorgenza, la sede, la durata, la presenza di altri sintomi, in modo da fare diagnosi differenziale. In conclusione possiamo dire che il dolore articolare nei bambini è una condizione frequente, la maggior parte dei disturbi è di natura benigna ma, come abbiamo visto, può avere diverse cause. Fondamentale quindi è l'attenta diagnosi per intervenire nel modo più specifico e tempestivo possibile in modo da risolvere la situazione al meglio.
È opportuno anche notare che i bambini, specialmente i più piccoli, hanno difficoltà ad esprimere le caratteristiche del loro dolore e talvolta questo porta a un adattamento e una riduzione della sintomatologia con compensi che mascherano la situazione di base. Nella valutazione del dolore in ambito pediatrico, inoltre, è importante considerare la situazione globale del bambino, conoscerlo come essere unico, nel suo contesto familiare, scolastico e sportivo: in questo modo riusciamo a capire sia le dinamiche di natura fisica che quelle, altrettanto importanti, di natura emotiva e come queste influiscano sul quadro clinico.
Nel caso in cui siano presenti accorciamenti particolari si può chiedere al fisioterapista pediatrico una consulenza per avere un programma di esercizi di stretching da effettuare a casa.
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