L'acqua è un elemento vitale per l'organismo umano, specialmente durante l'infanzia, un periodo di intensa crescita e sviluppo. Sebbene una corretta idratazione sia fondamentale, un aumento improvviso e marcato del consumo di acqua da parte di un bambino può generare preoccupazione nei genitori. È essenziale discernere quando questo comportamento rientra nella normalità fisiologica e quando, invece, rappresenta un campanello d'allarme che richiede attenzione medica. Con la corretta informazione, però, tutto diventa più chiaro e assume proporzioni diverse, permettendo di affrontare ogni situazione con consapevolezza.
L'Importanza Vitale dell'Acqua e il Fabbisogno Specifico dei Bambini
L'acqua svolge importantissime funzioni per l'organismo e per il benessere psicofisico, sia negli adulti che nei bambini. Tuttavia, durante l’arco della giornata il nostro corpo espelle acqua e i bambini sono maggiormente soggetti alla perdita di liquidi e sali minerali. Per questo motivo diventa di fondamentale importanza idratarsi correttamente e con costanza durante il giorno ed educare i bambini fin dai primi anni di età ad assumere adeguate quantità di acqua. L’assunzione regolare di acqua deve essere stimolata sia durante i pasti, sia fuori dai pasti e dovrebbe accompagnare il bambino anche durante l’attività fisica, lo studio pomeridiano e a scuola.
Il corpo dei bambini, rispetto a quello degli adulti, richiede una quantità maggiore di acqua. Questo è dovuto a diversi fattori fisiologici unici all'età pediatrica. Innanzitutto, i bambini hanno una maggiore percentuale di acqua nel loro corpo rispetto agli adulti: il 75% nel neonato, rispetto al 55-60% nell’adulto. Nei più piccoli, la superficie corporea relativa è maggiore, e ciò determina una più rapida perdita di liquidi per traspirazione. Inoltre, più è piccolo il bambino, maggiore è la superficie corporea relativa. I bambini hanno anche maggiori necessità caloriche rispetto al peso, il che implica processi metabolici che richiedono un adeguato apporto idrico. La regolazione della funzionalità renale e della sudorazione è meno efficiente perché hanno una minore maturazione renale. Anche la loro frequenza respiratoria più elevata contribuisce alla perdita di liquidi, eliminando non solo anidride carbonica ma anche vapore acqueo attraverso la respirazione.
La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha proposto nel 2014 dei LARN, ovvero livelli di assunzione di riferimento di nutrienti, per l'acqua. Queste quantità comprendono l'acqua presente negli alimenti. Quando un bambino comincia a mangiare come gli adulti, la quantità di acqua che dovrebbe bere dipende molto dal contesto generale: se fa caldo o meno, se il caldo è secco (quando è più facile perdere liquidi senza accorgersene) o umido, se sta mangiando cibi ricchi o poveri d'acqua e così via. Un bambino che mangia a merenda una fetta di melone e a cena una minestra per quel giorno avrà meno bisogno di acqua di uno che mangia un panino con la marmellata e una pasta al ragù. Insieme al latte, l'acqua è la bevanda migliore per i bambini. È super sana, con zero calorie e senza zuccheri aggiunti, fa bene all'organismo, mantenendo in salute le ossa, le articolazioni, i denti, favorendo una buona circolazione del sangue, e può contribuire a far mantenere ai bambini un peso adeguato fino al raggiungimento dell'età adulta.

I Benefici di una Corretta Idratazione e i Rischi della Disidratazione Infantile
Il raggiungimento del fabbisogno idrico è di fondamentale importanza nei bambini perché, trovandosi nella fase di crescita e di sviluppo, il loro corpo richiede una quantità di acqua superiore per permettere il corretto svolgimento delle attività fisiche e mentali. Un’adeguata idratazione comporta una serie di benefici per il bambino, tra cui:
- Maggiore attenzione a scuola: Si tratta di un fattore non indifferente perché, una riduzione dell’1-2% dell’acqua corporea riduce del 10% la concentrazione durante lo studio.
- Prevenzione della stipsi: Contribuisce efficacemente alla formazione di feci più voluminose e morbide.
- Controllo del peso: L’assunzione di poca acqua favorisce l’obesità e un maggior introito calorico, che è dovuto anche alla sostituzione dell’acqua con bevande gassate che fanno ingrassare e idratano molto meno.
- Miglioramento delle performance atletiche e motorie: Una leggera disidratazione, infatti, riduce l’energia e le capacità motorie fino al 25%.
- Riduzione del rischio di patologie: Diminuisce l'insorgenza di calcoli renali, calcoli della colecisti, cistiti e cefalee.
Se l’assunzione di acqua non è sufficiente, il rischio più grave per un bambino è rappresentato dalla disidratazione. Tale rischio è molto più frequente nei più piccoli, rispetto che negli adulti, per i motivi già menzionati, come la maggiore superficie corporea relativa, la minore maturazione renale e una percezione di sete inferiore rispetto agli adulti. Quest'ultimo aspetto è cruciale, poiché il meccanismo della sete non è un processo efficiente e manifesta la sensazione di sete quando ormai è già troppo tardi e la carenza di acqua ha già iniziato a provocare i primi effetti negativi sul corpo. Per tutti questi motivi è di fondamentale importanza educare i bambini a bere acqua durante i pasti e fuori dai pasti, così da raggiungere il fabbisogno idrico giornaliero e favorire il corretto svolgimento delle attività fisiche e mentali.
Un altro fattore rilevante è la scelta dell’acqua da far assumere al bambino. Il consiglio è quello di scegliere un’acqua che contenga un livello di nutrienti essenziali congrui con l’organismo del bambino. Acqua Gaverina, per esempio, è un’acqua particolarmente indicata sia per i bambini che per la preparazione degli alimenti dei neonati, in quanto contiene un livello quasi assente di nitrati, sostanze dannose per l’organismo di neonati e bambini, dato che l’inquinamento da nitrati è dovuto soprattutto all’uso di fertilizzanti in agricoltura, che è in continuo aumento. Inoltre, acqua Gaverina ha un ottimo equilibrio di sali minerali ed è ricca di fluoro (0,6 mg/l), dove 2 litri di Gaverina garantiscono il 50% del fabbisogno. Similmente, l’acqua oligominerale Fontenoce, con un residuo fisso di soli 102,5 mg/l e bassi livelli di sodio (0,007 g/l) e nitrati (1,6 mg/l), è ideale per i neonati e i bambini che hanno un delicato sistema digestivo. Inoltre, è priva di arsenico e nitriti, che possono essere dannosi, soprattutto per i più piccoli. La ricerca scientifica condotta su neonati a termine e pretermine presso il Policlinico di Messina testimonia che acqua Fontenoce è indicata per la preparazione degli alimenti dei lattanti e dei bambini, con l’approvazione del Ministero della Salute (DMS. n° 4123 del 16/12/2013).