Il significato profondo degli abbracci nell'infanzia: una prospettiva psicologica

L'essere umano è, per sua natura, un animale sociale. Fin dai primissimi istanti di vita, il contatto fisico rappresenta il canale privilegiato attraverso cui il neonato si interfaccia con il mondo. Quando osserviamo un bambino compiere un gesto spontaneo, come correre ad abbracciare un estraneo appena conosciuto durante un'attività scolastica, ci troviamo di fronte a una manifestazione di estrema purezza emotiva. Analizzare il significato di tale comportamento richiede di spogliarsi dei pregiudizi sociali che accumuliamo durante l'età adulta e di tornare all'essenza biologica e psicologica dell'individuo.

bambino che abbraccia un adulto in un contesto scolastico

La spontaneità infantile come chiave di lettura

Per comprendere perché una bambina, in un contesto di osservazione scolastica, possa decidere di abbracciare uno sconosciuto, dobbiamo considerare la fase evolutiva in cui si trova. I bambini, specialmente se di età compresa tra i sei e gli otto anni, sono istintivi, spontanei, non hanno ancora ben strutturate nella loro mente le regole di comportamento sociale, ed agiscono in base a ciò che pensano ed alle emozioni che provano. A differenza di un adulto, che grazie alla sua maggiore capacità di elaborazione della situazione che la vita gli propone, all'associazione con le esperienze passate, alla valutazione delle possibili conseguenze alle sue azioni, all'acquisizione di regole sociali, alla capacità di mettersi nei panni dell'altro ecc. è maggiormente diffidente nei confronti di chi non conosce e spesso cerca di non manifestare le emozioni che prova, il bambino non ha ancora la piena capacità di "mettersi nei panni dell'altro" di pensare cosa avrebbe fatto e pensato lui nella stessa situazione.

Il gesto della bambina può essere interpretato come una risposta immediata a una novità percepita come positiva. Probabilmente la bambina ha visto una persona giovane, che "le piaceva", che associava a qualcuno con cui aveva giocato e si è espressa nel modo più caloroso possibile davanti a questa novità che le ha procurato gioia. Questo comportamento non è un'anomalia, ma un'espressione di un sistema emotivo non ancora filtrato dai convenzionalismi.

L'abbraccio come bisogno biologico e neurofisiologico

L'antropologo Ashley Montagu diceva: «Un essere umano può trascorrere la vita cieco e sordo o completamente privo dei sensi dell'olfatto e del gusto, ma non può sopravvivere senza le funzioni proprie della pelle». Il tatto è il primo senso a svilupparsi nell'utero materno. Già dalla 7° settimana si attiva la prima forma di sensibilità cutanea attorno all'area della bocca, mentre alla 15° è estesa a tutto il corpo. Nello specifico, la pelle ha origine dall'ectoderma, il più esterno dei tre foglietti germinativi dai quali si svilupperà il feto; è interessante notare come si tratti della stessa base cellulare dalla quale nascerà il sistema nervoso. La pelle è l'organo più esteso dell'organismo ed è cosparsa di un gran numero di recettori sensoriali che inviano al cervello informazioni inerenti il caldo, il freddo, la pressione, il tatto e il dolore.

Di recente, i ricercatori hanno individuato delle particolari fibre nervose, le fibre C-tattili, che si attivano solo con un movimento che oscilla tra 1 e 10 centimetri al secondo: più o meno la velocità delle carezze. Il "contatto buono", i gesti affettuosi, sono un bisogno essenziale che ci accompagna per l'intero arco dell'esistenza. Gli abbracci rilassano e fanno così tanto bene perché sono un recinto consolatorio in cui il bambino non è altro che amato: dentro l'abbraccio della mamma il bimbo non deve sentirsi né colpevole né giudicato.

La biochimica dell'affetto: ossitocina e riduzione dello stress

Dal punto di vista della salute, gli abbracci non sono solo scambi di calore, ma veri e propri interventi biochimici. Quando un bambino disregolato, ovvero in preda a paura o rabbia, viene abbracciato dai suoi cari, diminuiscono il cortisolo e l'adrenalina, i neurotrasmettitori che causano sentimenti di stress e irrequietezza. L'abbraccio rilascia endorfine, dopamina e ossitocina, comunemente nota come l'ormone dell'amore e del legame. La dopamina, il neurotrasmettitore della ricompensa, permette al bambino di sentirsi gratificato e appagato. Un contatto fisico di almeno venti secondi può abbassare i livelli di cortisolo, ridurre la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, attivando il sistema nervoso parasimpatico, responsabile della regolazione delle risposte di rilassamento del corpo.

Giornata mondiale degli abbracci | Nina&Olga

Gli studi suggeriscono che la durata dell'abbraccio sia un fattore determinante per l'efficacia del beneficio psicofisico. Secondo la prima parte dello studio, svolta in laboratorio, gli abbracci che durano tra i 5 e i 10 secondi sono i più piacevoli, sia durante la stretta che nella sensazione che permane dopo, rispetto a quelli che durano un secondo o poco di più.

L'importanza dell'attaccamento sicuro e lo sviluppo infantile

L'attaccamento sicuro si sviluppa grazie allo sguardo, al tocco e al tono di voce dei genitori. Un bambino che si sente apprezzato non si sente solo parte della sua famiglia, ma anche del mondo. Gli abbracci rappresentano le radici che uniscono i genitori ai figli, sono un modo meraviglioso di apprezzare i bimbi, di dare loro forza, affetto e sicurezza. Esiste una finestra temporale, quella dell'infanzia, in cui la loro importanza è ancora più grande. In questo periodo il cervello è estremamente plastico, è in grado cioè di cambiare strutturalmente e funzionalmente in base alle esperienze vissute. Questo significa che il modo in cui ci prendiamo cura del nostro piccolo influenza direttamente il suo sviluppo.

schema della teoria dell'attaccamento sicuro

Ci sono storie molto scoraggianti a proposito dei bambini soli negli orfanotrofi. I bambini che non ricevono abbracci o carezze piangono meno spesso, perché sanno che non verranno ascoltati. Il loro sviluppo, di solito, è più lento; hanno meno curiosità nei confronti di ciò che li circonda, perché non si sentono sicuri esplorando, perché sono privi del vincolo con un adulto affettuoso, il quale funge da mediatore nella loro ricerca di stimoli e sensazioni.

Oltre il tabù: l'abbraccio come strumento educativo

Purtroppo, la nostra cultura ha spesso interpretato l'affetto fisico come una possibile forma di debolezza. Come psicologo, invito a superare quei tabù che vedono l'affetto come debolezza o perdita di autorevolezza. Mostrare calore umano non significa rinunciare al proprio ruolo, ma renderlo più autentico. Abbracciare i bambini piccoli, anche i bambini riluttanti all'abbraccio, è un gesto di affetto e un metodo educativo: la pratica sistematica e coscienziosa dell'abbraccio vale ad educare i figli a "respirare calma e amore" in quello che è il primo nucleo sociale, ovvero la famiglia.

Sonia López, insegnante e psicopedagoga, assicura che tra i vantaggi degli abbracci c'è il fatto che rafforzano i legami, calmano le emozioni, accompagnano gli errori, condividono confidenze e riempiono di ottimismo: “Dicono che l'abbraccio è l'unica tuta che si adatta a tutti i corpi. Gli abbracci iniettano energia, salvano la speranza e diventano grandi alleati di fronte alla paura. Facilitano la comunicazione affettiva, il sentimento di empatia, la comprensione. Ci aiutano a consolare e a educare. Hanno poteri guaritivi”.

Il significato simbolico del "contenere"

Secondo il dizionario, abbracciare significa anche "comprendere, contenere in sé". E infatti, abbracciando, comprendiamo qualcosa, giungiamo alla conoscenza di noi stessi e degli altri. È una forma di comunicazione non verbale potentissima, attraverso la quale esprimiamo le nostre emozioni e "sentiamo" meglio quelle dell'altro. Quando parliamo di ciò che si "sente" ci riferiamo alle emozioni e ai sentimenti. Le emozioni sono stati psichici complessi che causano cambiamenti fisici e psicologici, influenzando il pensiero e il comportamento. Il sentimento non è solo qualcosa che si prova, ma è anche conoscenza. L'espressione dei sentimenti, soprattutto l'amore, passa attraverso il contatto fisico ed è uno strumento cognitivo.

illustrazione artistica di un abbraccio materno

Questo è il motivo per cui l'abbraccio è anche una pratica spirituale e viene fattivamente tradotta in esercizio di connessione mente-cuore-corpo anche nelle filosofie buddiste. Quando un bambino apre gli occhi a questo mondo, le prime cose che percepisce sono la pelle e il cuore di sua madre che gli danno calore, lo accolgono nell'universo della vita, degli affetti, delle emozioni e dell'importanza di sentirsi amato. Gli abbracci creano connessioni neuronali, costruiscono sensazioni, pensieri e affetto, i quali annientano le paure, i dubbi e le incertezze. Non ha importanza che i vostri figli abbiano appena qualche giorno di vita o 12 anni: avvicinateli al vostro cuore ogni volta che potete, fatelo anche se stanno attraversando quell'età in cui oppongono resistenza.

Verso una visione integrata dell'accudimento

Un proverbio africano dice che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio; questo per significare che i genitori hanno un bisogno fisiologico di ricevere sostegno, consigli, indicazioni, specialmente nei primi mesi successivi alla nascita dei loro piccoli. Parte di queste incertezze potrebbe risolversi lasciandosi guidare dalle proprie emozioni e dal proprio istinto, senza necessariamente rincorrere la "cosa giusta", tra l'altro mai assoluta, e recuperando inoltre la propria capacità critica.

Consideriamo anche che cercare la vicinanza dei propri figli, abbracciarli, coccolarli, vezzeggiarli, non è un atteggiamento universale, dunque non aderire a questo stile non pregiudica e non mette in discussione automaticamente le capacità di accudimento. Un carattere introverso o rigoroso, scelte educative orientate a non "viziare", culture a "basso contatto", creano ad esempio minori occasioni di contiguità. Tuttavia, è importante ricordare che il contatto fisico rimane il linguaggio universale del cuore, capace di superare barriere linguistiche e culturali. Se da bambini non avete ricevuto questo tipo di gesti, potete scegliere oggi di interrompere quel ciclo. Non siate parsimoniosi con gli abbracci nel vostro quotidiano: non vi costano niente e possiedono la forza e l'intensità di un intero universo.

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