Il bagnetto del neonato: Guida pratica e protocolli assistenziali

Il momento del bagnetto rappresenta per il neonato e il lattante una delle pratiche di cura quotidiana più significative. Non si tratta solamente di una necessità igienica, ma di un’occasione preziosa di interazione, contatto fisico e coccola che favorisce il legame affettivo. Tuttavia, le tecniche utilizzate dagli operatori sociosanitari (OSS) per effettuare il bagno a un neonato nato a termine, privo di moncone ombelicale, o a un lattante, differiscono notevolmente da quelle impiegate per un adulto. La comprensione profonda delle variabili fisiologiche e dei rischi associati è fondamentale per garantire la sicurezza del piccolo.

illustrazione che mostra i passaggi sicuri per sostenere un neonato durante il bagno

La transizione dalla vita intrauterina e le cure iniziali

Durante il parto, il feto attraversa una trasformazione radicale: immerso nel liquido amniotico e totalmente dipendente dalla placenta per la nutrizione e l'ossigeno, deve rapidamente adattarsi a respirare aria e nutrirsi per via orale. Immediatamente dopo la nascita, il medico, l'ostetrica o l'infermiere rimuovono delicatamente muco ed altro materiale da bocca, naso e gola con un aspiratore a bulbo. Il neonato è quindi in grado di respirare e non ha più bisogno di ricevere ossigeno attraverso il cordone ombelicale. Si posizionano due pinze sul cordone ombelicale, che viene quindi tagliato tra le pinze.

Le condizioni del neonato immediatamente dopo il parto vengono valutate dopo 1 minuto e dopo 5 minuti dalla nascita utilizzando l'indice di Apgar. Questo sistema assegna punti per la frequenza cardiaca, lo sforzo respiratorio, il tono muscolare, i riflessi e il colorito. Un punteggio da 7 a 10 è considerato normale, da 4 a 6 intermedio e da 0 a 3 basso. L'indice di Apgar non è predittivo della salute del bambino dopo i primi minuti di vita. Una volta stabile, l'infermiere misura la circonferenza cranica, il peso e la lunghezza. Tenere il neonato al caldo è essenziale: appena possibile, lo si avvolge con indumenti leggeri, coprendo anche la testa per ridurre la perdita di calore.

Protocollo per il bagnetto in presenza del moncone ombelicale

In generale, è preferibile fare il primo bagnetto quando il moncone ombelicale è caduto, evento che solitamente avviene entro le prime tre settimane di vita. Nel caso in cui il moncone ombelicale non sia ancora caduto, il neonato deve essere lavato con il doccino o tramite spugnature e non con il bagnetto a immersione.

L'ambiente per questa procedura deve essere caldo e tranquillo. È consigliabile preparare prima sia l'ambiente sia il cambio degli abiti (pannolino, magliettina, pigiamino). Il bambino deve essere spogliato delicatamente ponendo molta attenzione alla testa e alle spalle. Il controllo della temperatura dell'acqua, che deve oscillare tra i 32°C e i 35°C, può essere fatto con termometri a lettura istantanea o in alternativa immergendo il gomito. Nei primi giorni è consigliabile utilizzare solo acqua, evitando prodotti detergenti aggressivi.

Igiene periculare: video tutorial

Tecniche di immersione per il neonato senza moncone

Quando il moncone è caduto e il neonato può accedere al bagnetto a immersione, le procedure di manipolazione devono essere eseguite con la massima sicurezza. È possibile svestire il bambino poggiandolo supino su un piano. Per rimuovere gli indumenti, è necessario togliere prima le maniche arrotolandole su se stesse, poi estrarre la maglietta dalla testa, allargando al massimo lo scollo per facilitarne il passaggio. La medesima cautela va riservata al body.

Il bambino va immerso in acqua mantenendo una presa sicura. Una mano deve sostenere saldamente la testa e le spalle; in questo modo si impedirà che il bambino scivoli e l'altra mano sarà libera per insaponare e risciacquare. Il viso, gli occhi e le orecchie devono essere lavati esclusivamente con garze od ovatta imbevute di acqua. Il resto del corpo può essere deterso con un detergente neutro. Durante il bagnetto è importante parlare al bambino; per rendere il momento più piacevole si possono offrire dei giochini, sempre prestando attenzione alla sicurezza.

Misure di sicurezza e igiene post-bagnetto

La sicurezza è il pilastro centrale di ogni operazione igienica. Non bisogna mai lasciare il bambino solo durante il bagnetto. È fondamentale non mettere il piccolo vicino agli erogatori dell'acqua per il rischio che si ustioni o che possa sbattervi contro. Al momento di tirar fuori il bambino dalla vaschetta, occorre fare molta attenzione a non tirarlo per le braccia. I primi bagnetti non devono durare più di cinque minuti; con il passare dei giorni si potranno allungare i tempi, ma mai oltre i 15 minuti.

Una volta risciacquato, il neonato deve essere coperto immediatamente con un asciugamano morbido e poggiato sul fasciatoio. La cute va tamponata e non sfregata per non arrecare lesioni o arrossamenti; non è necessario usare creme o latte detergente dopo la detersione. Per rivestire il neonato, si parte dal body, infilando prima la testa e poi le maniche, che vanno arrotolate per facilitare l'inserimento della manina e del braccio. Alla fine dell'operazione, dopo aver consegnato il bambino ai genitori, è indispensabile smaltire correttamente i rifiuti negli appositi contenitori, lavarsi le mani e registrare sulla documentazione sanitaria l'intervento effettuato.

grafico che riassume la progressione delle fasi del bagnetto, dalla preparazione allo smaltimento rifiuti

Gestione clinica e interventi sanitari nei primi giorni

Sebbene il bagnetto sia una pratica di benessere, il personale sanitario deve mantenere un’attenzione vigile sulle condizioni generali del neonato. Dopo la nascita, il medico o un infermiere esegue alcuni esami e somministra trattamenti preventivi. Vengono somministrate alcune gocce di un antibiotico in entrambi gli occhi per prevenire infezioni con le quali il neonato potrebbe essere venuto a contatto durante il parto. Poiché tutti i bambini nascono con bassi livelli di vitamina K, viene somministrata un'iniezione per prevenire emorragie.

Il vaccino contro l'epatite B è una delle vaccinazioni di routine consigliate e deve essere somministrato prima della dimissione dall'ospedale. È importante ricordare che non tutti i parti seguono un andamento normale: alcune donne lamentano complicanze e, in tali casi, il neonato richiede particolare attenzione. Subito dopo la nascita, il cordone ombelicale viene bloccato con due pinze e reciso. La pinza sul moncone può essere rimossa quando il cordone è completamente essiccato. Il moncone deve essere tenuto asciutto e pulito fino a quando non cade, solitamente entro un paio di settimane. Il contatto pelle a pelle precoce è incoraggiato per stabilire un legame più stretto con il neonato, sebbene a volte il piccolo necessiti di assistenza medica immediata che può ritardare tale contatto. In genere, madre e bambino si ristabiliscono insieme nella sala parto e le madri che allattano al seno vengono incoraggiate a iniziare entro i primi 30 minuti dal parto, stimolando così l'ossitocina, ormone che promuove la guarigione dell'utero e lo sviluppo della riserva di latte.

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