Il Bagnetto del Neonato: Un Rituale di Cura, Benessere e Sviluppo, con il Supporto di Eccellenze Assistenziali come l'Istituto Giannina Gaslini

Il bagnetto del neonato non è solo un momento dedicato all’igiene del neonato, ma anche un’occasione di relazione e benessere, un'abitudine importante per l'igiene, il benessere e lo sviluppo fisiologico, cognitivo, emotivo e relazionale. Nei primi mesi di vita, però, è normale chiedersi quanto spesso fare il bagnetto, quale sia la durata ideale del bagnetto e se lavare il bambino ogni giorno sia davvero necessario. Questo momento rappresenta un ulteriore momento di contatto con la mamma ed un'occasione per prendere confidenza con l'acqua. Dal punto di vista sensoriale, il bagnetto del neonato stimola i sensi dell'odorato e del tatto, risveglia l'attenzione e permette di prendere confidenza con l'acqua.

Il Primo Bagnetto: Tempistiche e Prime Raccomandazioni

La domanda su "quando posso fare il primo bagnetto al neonato?" è una delle più comuni tra i neogenitori. Da recenti raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il primo bagnetto del bebè dovrebbe avvenire il giorno dopo la nascita, ovvero dopo 24 ore. Se per ragioni culturali questo non è possibile, andrebbe ritardato di almeno 6 ore dopo la nascita. Il bagnetto del neonato ad immersione può essere fatto solo dopo la caduta del moncone del cordone ombelicale, cioè quando la ferita è ben cicatrizzata. Qualora il moncone ombelicale non fosse ancora caduto - evento che generalmente avviene entro le prime due-tre settimane di vita - il neonato non deve essere lavato con il bagnetto ad immersione, ma è necessario limitarsi a lavare solo alcune zone con il doccino o delle spugnature con acqua a temperatura adeguata. Non è necessario aspettare la caduta del moncone per la pulizia generale; basta asciugarlo bene subito dopo il bagno, senza usare disinfettanti e avvolgerlo poi con una garzina asciutta e sterile, facendo molta attenzione alla base del cordone, dove si possono raccogliere le secrezioni.

Bambino in vaschetta con moncone ombelicale

L'Arte della Preparazione: Ambiente, Strumenti e Sicurezza Fondamentale

Prima di iniziare il bagnetto, la regola fondamentale è preparare tutto il necessario per evitare imprevisti. Avere in prossimità del neonato un’immediata disponibilità di tutto il materiale occorrente è cruciale, sia per la sicurezza del piccolo sia per evitare l’esposizione al freddo che potrebbe causare ipotermia. La lista degli indispensabili include: una vaschetta con cuscino o tappetino di gomma, un termometro a infrarossi per la misurazione della temperatura dell’acqua o uno specifico per l'acqua, asciugamani morbidi, sapone o latte detergente neutro liquido per l’igiene del neonato, biancheria personale del neonato, un pannolino pulito, una spazzolina per capelli personale, crema in tubo oppure olio idratante personalizzati, e un fasciatoio.

La stanza dove viene effettuato il bagno dovrà essere sufficientemente riscaldata, con una temperatura ideale tra i 22 e i 24 gradi, evitando però l’eccessivo surriscaldamento e la relativa umidità. È importante che non ci siano grossi sbalzi di temperatura tra un ambiente e l’altro, così da evitare eventuali raffreddamenti. L'ambiente per il bagnetto deve essere caldo e tranquillo. Prima del bagnetto del neonato, è bene assicurarsi di avere tolto eventuali gioielli o monili per non ferire o graffiare accidentalmente il bambino ed avere le mani ben deterse. Innanzitutto, lavarsi accuratamente le mani è un passo imprescindibile. Allo scopo di prevenire tale evenienza, oltre all’accurata detersione delle mani, è possibile adottare alcune semplici regole d'igiene. Ad esempio, se il genitore o chi accudisce direttamente il neonato presenta delle infezioni delle vie respiratorie (come raffreddore o influenza), è opportuno utilizzare delle mascherine sterili - a protezione della bocca e delle narici - al momento della poppata, del cambio di pannolino e del bagnetto.

La vaschetta in cui effettuare il bagnetto del neonato dovrebbe essere realizzata con materiale plastico e va sistemata su un piano molto stabile e grande, adeguato a contenere tutto quanto occorre ed alla giusta altezza, per non affaticare la schiena della mamma. In questo modo si eviterà di doversi allontanare anche solo un istante dal bimbo. La vaschetta deve essere posizionata in un luogo sicuro e non deve essere posto in prossimità di erogatori di acqua (rubinetti, miscelatori, ecc.) per il rischio di ustioni di acqua ad alta temperatura o che il piccolo possa sbattervi contro. Si può fare il bagno al bambino in una bacinella di plastica disinfettata o nelle apposite vaschette per neonati. Se si sceglie di utilizzare la vasca da bagno di casa, questa va opportunamente detersa e predisposta per le esigenze del piccolo. In questo caso, è opportuno che si ponga maggiore attenzione, considerato lo spazio più ampio.

La Temperatura Ideale e la Composizione dell'Acqua

La temperatura dell’acqua per il bagnetto è un fattore cruciale. La temperatura ideale dell’acqua oscilla tra i 32°C e i 35°C, anche se alcune indicazioni suggeriscono una temperatura di 37 °C, vicina alla temperatura corporea, per evitare sia il freddo sia il rischio di scottature. Il controllo della temperatura può essere effettuato con un termometro a infrarossi o più tradizionalmente dal contatto del gomito del genitore con l’acqua. Il controllo della temperatura può essere fatto con termometri a lettura istantanea o in alternativa immergendo il gomito. Con il passare del tempo imparerete a riconoscere la giusta temperatura anche senza l’uso del termometro.

Dopodiché riempire la vaschetta mettendo sul fondo un cuscino o tappetino di gomma per ridurre il rischio di scivolamento e per dare supporto al piccolo. Quando si riempie la vaschetta del bagnetto è sempre bene versare prima l’acqua fredda e poi quella calda al fine di evitare ustioni accidentali. La quantità ideale di acqua per il bagnetto del neonato è circa 10-15 centimetri. È consigliabile usare nei primi giorni solo acqua.

I prodotti per il bagnetto del neonato non devono contenere profumi o sostanze allergizzanti e devono avere un pH fisiologico per non essere troppo aggressivi. Diluire il detergente non schiumogeno, con pH neutro o leggermente acido (intorno ai 5.5) da aggiungere in acqua, per lavare sia il corpo che i capelli. Un’ottima alternativa naturale è l’amido di riso, un detergente delicato che non aggredisce la pelle, anzi la protegge da irritazioni e arrossamenti, utile sia per la cute che per il cuoio capelluto. Non solo, non si accumula nei pori, evitando così ulteriori irritazioni. Inoltre è un regolatore naturale del sudore, quindi equilibrando gli odori, riporta a un immediato profumo e sensazione di freschezza, soprattutto in estate. Può essere considerato anche un ottimo sostituto del classico borotalco: risulta più leggero e meno pastoso. Per lo stesso motivo è meglio utilizzare detergenti oleosi al posto di quelli schiumogeni.

COME e QUANDO FARE IL BAGNETTO AL NEONATO: Guida pratica e tutorial

La Tecnica del Bagnetto: un Contatto Delicato e Sicuro

Una volta preparato l’occorrente e verificata la temperatura dell'acqua, il bambino va immerso lentamente nell’acqua, mantenendo una presa salda e sicura. Immergere il neonato fino all’altezza delle spalle, in modo che si senta completamente al calduccio e possa riprovare la piacevole sensazione che ha vissuto per nove mesi nel liquido amniotico. Sostenere la testa nell’incavo dell’avambraccio e i glutei con la mano, esercitando una delicata presa con il pollice e indice alla coscia del bimbo per evitare lo scivolamento in acqua. Nel corso del bagnetto, la testa ed il busto vanno sorretti con l'avambraccio; la mano sinistra va nel cavo ascellare del neonato, in modo da poterlo lavare con la destra.

Si inizia massaggiando la testa e poi si passa al lavaggio del viso, del corpo e dei genitali. Iniziare a lavare il neonato dalle parti alte (pulite) terminando con la zona dei genitali, porre particolare attenzione alle pieghe cutanee, mani, piedi, e unghie, evitando la penetrazione dell’acqua negli occhi, naso e orecchie. Per la detersione è necessario usare prodotti specifici, appositamente formulati per la pelle delicata, senza sapone e tensioattivi. Per l’igiene quotidiana andrebbero comunque evitati i cosmetici che fanno schiuma e troppo profumati. Nel caso delle bimbe è importante lavare i genitali iniziando dalla zona anteriore e procedendo poi verso il sederino. Non c’è bisogno di spugne o lavette, basta la sola mano pulita della mamma. Le spugne a lungo andare possono essere un ricettacolo di batteri.

Mentre viene lavato, il piccolo può gradire molto che il genitore lo stimoli parlandogli o cantando e, una volta un poco più grande, offrendogli giochi in modo da rendere questo momento particolarmente piacevole. Nell’acqua il neonato può essere mosso dolcemente facendo sempre attenzione ai suoi segnali di stress. È inoltre possibile arricchire il momento del bagnetto con giochini in grado di stimolare il tatto nello sviluppo dei bambini. Per rendere il momento più piacevole si possono dare dei giochini. I neonati che piangono molto quando entrano in acqua, o già da prima, possono essere avvolti in un asciugamano caldo (wrapping) e immersi così. In questo modo tenderanno a mantenere la stabilità posturo motoria, comportamentale ed emotiva senza piangere.

Il Momento Dopo il Bagnetto: Asciugatura, Idratazione e Massaggio

Per uscire dall’acqua è importante appoggiarlo sul nostro avambraccio in posizione prona e avvolgerlo subito con una spugna calda e quindi girarlo. Al momento di tirar fuori il bambino dalla vaschetta, fare attenzione a non tirarlo per le braccia. Avvolgere il neonato nell’asciugamano e asciugarlo mediante tamponamento delicato. Dopo il bagnetto del neonato, la pelle va asciugata delicatamente, senza strofinare, per non arrecare lesioni o arrossamenti. Mentre si tampona delicatamente la pelle, è bene fare attenzione alle pieghe, che vanno asciugate bene per evitare irritazioni. La cute va tamponata insistendo soprattutto tra le pieghe della pelle (come cosce, ascelle, collo e dita dei piedi), dove c’è una maggiore umidità. Se queste fossero già presenti deve essere applicata una crema all’ossido di zinco.

Dopo l’asciugatura, distribuire delicatamente sulla cute del neonato crema o olio idratante. Il “dopo bagnetto” può rappresentare un’occasione speciale per i genitori per interagire e rafforzare il legame con il neonato: in questa fase è possibile parlargli e rispondere alle sue vocalizzazioni, cercare il suo sguardo e massaggiarlo. Per il massaggio neonatale possono essere utilizzate delle creme idratanti o degli oli naturali, come l’olio di mandorle dolci. Il rituale “bagnetto” potrà concludersi con un massaggio con olio specifico, ottimo anche in caso di coliche del neonato.

Frequenza, Durata e Condizioni Speciali del Bagnetto

Sulla frequenza del bagnetto c’è molta libertà di scelta: può essere fatto tutti i giorni o due-tre volte la settimana. Il bagnetto può essere fatto indistintamente prima o dopo aver allattato al seno o dopo la pappa in genere, anzi è meglio evitarlo nel caso in cui il bebè sia affamato, perché la prima necessità del bambino è sempre quella di sentirsi sazio e nutrito e quindi non accoglierebbe con piacere il rito del bagnetto, che dovrebbe favorire il rilassamento e quindi una nanna più tranquilla. Non c’è un orario ideale in cui fare il bagnetto al neonato, ma è possibile stabilire un momento della giornata da dedicare all’igiene, in modo che risulti più o meno sempre lo stesso (ad esempio, prima dell’ultimo pasto serale o della nanna).

Non vi sono vere e proprie controindicazioni nel lavare il piccolo quotidianamente, sebbene non sia necessario perché i bebè si sporcano solo nella zona pannolino o intorno a bocca e collo. La frequenza del bagno dipende dall’età, dalla stagione e dalle caratteristiche della pelle, che nei neonati è particolarmente delicata e soggetta a secchezza cutanea. Meglio non usare detergenti ogni giorno ma sostituirli con 1-2 cucchiai di amido di riso, un detergente delicato.

La durata del bagnetto può variare a seconda del desiderio e dell’età del piccolo: va limitata a 2-3 minuti nel neonato, che è molto sensibile al raffreddamento e alla fatica di un bagno prolungato, e durerà sempre di più man mano che il bambino apprezzerà maggiormente il contatto con l’acqua. Va ricordato però che il bagno non dovrebbe, in ogni caso, durare più di 10-15 minuti perché la permanenza in acqua oltre un certo tempo può provocare la macerazione della cute. Solitamente si riesce a lavare il bambino in circa dieci minuti evitando anche che la pelle di manine e piedini raggrinzisca. I primi bagnetti, una volta a casa, non devono durare più di cinque minuti. Con il passare dei giorni si potranno allungare i tempi ma mai oltre i 15 minuti.

Se si nota che il bambino vive il bagnetto come un momento di tensione o di disagio, in tal caso è meglio diradarne la frequenza, detergendolo in modo adeguato, ma evitando o limitando la fase d’immersione. Se invece il bambino si diverte a contatto con l’acqua, è giusto prolungare questo momento ludico. Il bagnetto non è controindicato in caso di pelle sensibile o dermatite, ma va adattato alle esigenze del bambino. In genere è consigliabile ridurre la durata del bagno, usare acqua tiepida ed evitare detergenti aggressivi. Dopo il bagnetto, la pelle va asciugata tamponando delicatamente, senza strofinare. Se d’estate fa molto caldo, si può dare sollievo al piccolo utilizzando delle spugnature fresche oppure offrendogli più volte l’immersione in acqua tiepida.

Genitori che fanno il bagnetto al neonato

In generale, il bagnetto non è vietato dopo una vaccinazione, se il neonato sta bene. Se però il bambino è particolarmente irritabile, stanco o presenta febbre, può essere preferibile rimandare il bagno e lasciarlo riposare. Il giorno della vaccinazione è utile osservare il comportamento del neonato e adattare le routine quotidiane alle sue condizioni, chiedendo consiglio al pediatra in caso di dubbi. Ad ogni modo è importante scegliere un momento in cui entrambi i genitori siano tranquilli e rilassati: è bello infatti che il rituale del primo bagnetto (e dei successivi) sia condiviso anche dal papà.

Igiene e Cura Specifiche Oltre il Bagnetto

Oltre al bagnetto, ci sono altri aspetti dell'igiene quotidiana del neonato che meritano attenzione. Per quanto riguarda il moncone ombelicale, se la cute intorno diventa rossa, gonfia e il neonato presenta dolore al tocco; se c’è un ritardo nel distacco oltre le 4 settimane di vita; se dopo il distacco la ferita sanguina abbondantemente e a lungo (è normale vedere poche gocce di sangue); o se dopo il distacco si forma una escrescenza rossa, umida e mucosa, è necessario consultare il Pediatra. Il granuloma ombelicale non è pericoloso ma deve essere trattato dal Pediatra.

Le orecchie vanno pulite anche più volte alla settimana, con un bastoncino ricoperto di cotone idrofilo, ma solo esternamente, a livello del padiglione auricolare e non all’interno del condotto uditivo, per non rischiare di provocare una lesione alla membrana timpanica e per non spingere il cerume all’interno, favorendo la formazione di un tappo. Le unghie dei piedi vanno tagliate un paio di volte al mese con una forbice a punta arrotondata, diritte per prevenirne l’incarnimento, mentre si devono arrotondare gli angoli di quelle delle mani in modo da prevenire eventuali graffi. Se il piccolo non sta fermo, è consigliabile eseguire questa operazione mentre dorme. Ogni giorno è opportuno spazzolare il cuoio capelluto con una spazzola a setole lunghe e morbide, in modo da liberare il lattante da eventuali tracce di forfora. Ogni 2-3 giorni, lavare la testa del bambino con uno shampoo adatto, che non bruci gli occhi. Il talco va usato con prudenza perché può creare una pellicola che impedisce alla pelle di respirare; occorre inoltre fare attenzione che non venga inalato dal bambino. Un'alternativa naturale per rendere morbida la pelle del bebè: una goccia di latte o un cucchiaio di olio d’oliva nell’acqua.

Il Bagnetto: Non Solo Igiene, Ma Sviluppo e Relazione

Il bagnetto, come abbiamo visto, è una routine che contribuisce all’igiene quotidiana e, dal punto di vista sensoriale, favorisce lo sviluppo di tatto e odorato. È un’occasione di coccola e di gioco, un’opportunità per i genitori di interagire e rafforzare il legame con il neonato. Il bagnetto del neonato è un’abitudine importante per il benessere e lo sviluppo fisiologico, cognitivo, emotivo e relazionale. Questo momento rappresenta un ulteriore momento di contatto con la mamma ed un’occasione per prendere confidenza con l’acqua. L’ideale sarebbe fare il bagnetto anche quotidianamente, stabilendo un orario, ad esempio dopo la poppata della “cena” e in corrispondenza del cambio del pannolino.

Bambino che gioca con l'acqua durante il bagnetto

L'Eccellenza dell'Istituto Giannina Gaslini: un Modello di Assistenza Integrata per la Mamma e il Neonato

L’Istituto Giannina Gaslini, ospedale di riferimento per la pediatria internazionale, oltre ad offrire da sempre la massima assistenza e sicurezza per la nascita del bambino, quale Centro di riferimento nazionale per le gravidanze a rischio sia sul fronte materno che fetale, migliora ulteriormente la qualità assistenziale e la sicurezza rivolte alla mamma, con l’introduzione della parto analgesia disponibile ogni giorno, 24 ore su 24, e di una nuova Recovery Room dedicata all’assistenza materna. Questo è stato annunciato dal direttore generale del Gaslini, dottor Paolo Petralia, durane il convegno “Gravidanza a rischio: stabilità precaria materno fetale” promosso dall’Istituto G.

L’Unità Operativa (U.O.) Ostetricia e Ginecologia del Gaslini oggi ha 42 posti letto. Dal 1972, anno di apertura del reparto, al 2011 al Gaslini sono nati circa 48.000 bambini. Ogni anno mediamente 1200 donne scelgono di partorire al Gaslini, e spesso il numero dei neonati è superiore a quello dei parti, con parti plurimi (solo nel 2010 sono stati 88, alcuni dei quali trigemini). L’Istituto Gaslini è l’unico “Punto Nascita di 3° livello” della Liguria e collabora attivamente con le altre strutture per favorire la massima sicurezza materno-fetale, anche attraverso il cosiddetto “trasporto in utero”, che porta molte donne in particolari condizioni di criticità a partorire direttamente al Gaslini, evitando il trasferimento del neonato subito dopo la nascita. La percentuale dei neonati pretermine (nati con età gestazionale inferiore alle 36 settimane) nel 2010 è stata superiore al 45%, mentre i neonati provenienti da altre Regioni, perché affetti da patologie fetali che richiedono interventi diagnostici e assistenziali tempestivi e altamente specializzati, sono tra il 5 e il 10% l’anno. Questi dati da soli spiegano l’alto tasso di parti cesarei, che al Gaslini è superiore al 50%.

L’ospedale Gaslini porta così al massimo livello l’accoglienza e la presa in carico globale e sicura della mamma e del bambino dall’inizio della gravidanza, durante il travaglio ed il parto, attraverso il controllo clinico e strumentale continuativo ed attraverso il controllo del dolore mediante tecniche di analgesia perimidollare, come la parto analgesia, disponibile stabilmente dal primo aprile. Il professor Giorgio Bentivoglio, direttore dell’U.O. Ostetricia e Ginecologia, spiega che il percorso prosegue e si completa con l’assistenza del neonato e della puerpera durante e dopo il parto, anche nel periodo successivo al ritorno a casa della madre con il neonato. A dimissione avvenuta, la continuità delle cure è assicurata tramite interventi educativi e di sostegno alla famiglia, controlli ambulatoriali e follow-up specifici per il neonato.

Da sempre il Reparto di Ostetricia dell’Istituto è stato Centro di Riferimento Regionale e Nazionale per le gravidanze a rischio sia per la madre (Gestosi, Patologie della Gravidanza) sia per il bambino (Ritardo di Crescita Intrauterino, Neonati gravemente Pretermine, Patologie Cardiache e Chirurgiche complesse congenite). Oggi l’Istituto dispone di una “Recovery Room Ostetrica“ adeguatamente attrezzata con personale dedicato ed addestrato per curare e seguire al meglio le pazienti ostetriche “critiche”, che necessitano di un’assistenza superiore a quella erogabile in un Reparto di degenza ma inferiore a quelli erogabili presso una Unità di Terapia Intensiva. Il dottor Pietro Tuo, direttore dell’U.O.C., spiega che la Recovery Room ostetrica rappresenta un ambiente protetto, all’interno del Blocco Operatorio dell’Ostetricia, in prossimità delle Sale Parto e delle Sale Operatorie, dotata di risorse umane altamente specializzate, risorse strumentali di monitoraggio/terapia e organizzative “dedicate” allo svolgimento dell’attività assistenziale.

In aggiunta alla rete interna al Gaslini, ne esiste una extraospedaliera con l’A.O. San Martino di Genova (Reparto di Ostetricia-Ginecologia, Unità di Terapia Intensiva, Radiologia Interventistica) necessaria a garantire la continuità dell’assistenza allorquando la paziente richieda un’intensità di cure superiori a quelle erogate presso la Recovery Room: in tal modo viene offerto per la nostra Regione il polo di eccellenza completo ed al massimo livello nell’assistenza alla madre ed al bambino. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione delle urgenze, per le quali, grazie ad un programma di aggiornamento professionale mirato, progettato con contenuti multidisciplinari, è stato dato grande impulso alla formazione del personale, mediante corsi di formazione aziendale e stage formativi presso Ospedali di riferimento. Contemporaneamente è stato potenziato l’organico dell’Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione per raggiungere un numero di anestesisti adeguato a garantire la parto analgesia h 24 per 365 giorni l’anno.

Accanto al rinnovamento del Personale, anche i locali hanno subito cambiamenti sostanziali: dal 2007 l’ospedale dispone, a fianco di una sala per il parto vaginale operativo, di 3 nuove sale travaglio e parto realizzate in strutture in grado di fornire il massimo della sicurezza, insieme ad un comfort di livello alberghiero, dotate di postazioni per la rianimazione del neonato, che si sono aggiunte alle 2 sale operatorie già in funzione. Le sale sono realizzate per fornire il massimo comfort alla mamma durante il parto, in particolare per la nascita a basso rischio: gli ambienti sono accoglienti, colorati e dotati di bagno individuale, i letti travaglio-parto possono assumere diverse conformazioni per favorire differenti posture per il parto alternativo, e il reparto si è dotato di una vasca per il parto in acqua, molto richiesta dalle partorienti. L’attivazione della parto analgesia h24 e della recovery room ostetrica completano un percorso di attività assistenziali per la donna offerte presso l’U.O.

Una riorganizzazione assistenziale che ha come obbiettivo la migliore presa in carico della famiglia all’interno di un percorso ostetrico-neonatale idealmente sostenibile dell’unità madre-padre-bambino. Il prof. Bentivoglio sottolinea che questa vuole anche farsi carico degli aspetti legati alla migliore accoglienza, anche delle pazienti provenienti da altri Paesi con la presenza del servizio di mediazione culturale affinché tutte le donne vivano il momento nascita in clima sereno e familiare. Una buona accoglienza si misura anche con la facilità nell’accesso ai servizi: per questo motivo, tra l’altro, saranno fruibili parcheggi rosa dedicati alle donne nei pressi dell’U.O.

Il Nido è situato al 5° piano del Padiglione 12 in continuità strutturale e funzionale con l’Ostetricia. Il Nido accoglie i neonati fisiologici (età gestazionale > 34 settimane e peso >2300 g), dispone di 30 culle e 5 posti letto per i neonati con patologia minima. Durante la degenza della mamma e dei neonati al Nido sono garantite tutte le misure organizzative, strutturali e culturali atte a favorire il rooming-in e la promozione dell’allattamento al seno, secondo le più recenti evidenze scientifiche e linee guida in ambito neonatologico (Società Italiana Neonatologia, Organizzazione Mondiale Sanità, Ministero della Salute) e frutto della diretta esperienza nell’accoglienza e nell’assistenza del neonato, della mamma e della famiglia, maturata nel corso degli anni. Il rapporto diretto con il personale sanitario, inoltre, permetterà di esprimere le necessità e dubbi e di trovare le risposte più appropriate alle esigenze nel contesto ospedaliero o territoriale. È importante che i genitori provvedano, se possibile prima della dimissione, all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale per la scelta del Pediatra di famiglia. Al nido è attivo l’ambulatorio infermieristico-neonatologico effettuato a 24/72 ore dalla dimissione per supporto dell’allattamento materno, valutazione dell’adeguatezza della crescita, controllo della bilirubina, e per ogni altra indicazione assistenziale. Si ricorda inoltre la presenza dell’ambulatorio Ostetrico/Infermieristico per le possibili complicanze puerperali a cui si accede previo appuntamento alla dimissione o per particolari problematiche insorte dopo la dimissione.

La Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica (TINP) è dotata di 16 posti letto espandibili a 21. Effettua 650-750 ricoveri anno, con una mortalità standardizzata (PIM3) di 0.66 (mortalità inferiore del 34% rispetto all’atteso per gravità dei pazienti trattati). Il reparto ha oltre 55 anni di esperienza nella terapia intensiva del neonato e del bambino. Il reparto consente l’isolamento in stanza singola di tutti i pazienti e svolge un ruolo chiave per il trattamento di patologie mediche e chirurgiche complesse che non richiedano terapia intensiva. È dotato di 12 posti letto in stanza singola, con possibilità di presenza del genitore h24, 7 giorni/7. Rappresenta un modello organizzativo a livello nazionale ed internazionale. L'unità fornisce supporto ventilatorio avanzato: ventilazione non invasiva, invasiva, ad alta frequenza oscillatoria e percussiva. Utilizza ossido nitrico inalatorio, anche in trasporto (ipertensione polmonare), e miscele elio-ossigeno, anche in ventilazione invasiva (gravi patologie ostruttive). Offre assistenza a pazienti affetti da patologie respiratorie croniche e ventilazione meccanica domiciliare.

L’attività di trasporto di pazienti critici a mezzo ambulanza, elicottero ed aereo su tutto il territorio nazionale e a livello internazionale (es.: Europa, America del Nord, Africa) è gestita da un team specializzato. Il Team è dotato di tutti i materiali per poter stabilizzare il paziente presso il centro inviante e trasportarlo al Gaslini garantendo standard assistenziali uguali o superiori rispetto a quelli in atto presso l’ospedale di provenienza. L'utilizzo in trasporto include tecniche di monitoraggio e supporto vitale avanzato: monitoraggio emodinamico invasivo, ecocardiografia, emogasanalisi point of care, ventilazione convenzionale, ventilazione percussiva ad alta frequenza, ossido nitrico inalatorio, accesso venoso centrale ed arterioso, posizionamento e gestione di drenaggi toracici, trattamento avanzato delle vie aeree difficili con possibilità in trasporto di endoscopia flessibile ed accesso anteriore alla trachea, monitoraggio neurologico multiparametrico in trasporto (pressione intracranica, ossigenazione cerebrale, Doppler transcranico), supporto vitale extracorporeo cardio-polmonare tramite ECMO Veno-Venoso o Veno-Arterioso (cannulazione percutanea presso il centro inviante, anche nel neonato, e trasporto in ECMO). Il team di trasporto è generalmente composto da un medico Anestesista Rianimatore-Neonatologo Pediatra, specializzato nella terapia intensiva del neonato e del bambino critico, coadiuvato da un’infermiera di terapia intensiva.

L’Ambulatorio Follow-up è dedicato all’assistenza dei bambini dopo la dimissione dalla Terapia Intensiva e Semi-Intensiva, ed è attivo nei giorni feriali dalle ore 7.30 alle ore 14.30. Pubblicazioni scientifiche rilevanti includono lavori come "Intensivists Performed Percutaneous Bicaval Double-Lumen Echo-Guided Extracorporeal Membrane Oxygenation Cannulation at Bedside in Newborns and Children: A Retrospective Analysis" di Moscatelli A et al. (Pediatr Crit Care Med. 2019), "Learning from the COVID-19 pandemic: IMCU as a more efficient model of pediatric critical care organization" di Brisca G et al. (Am J Emerg Med. 2023), e "Delivery Room Intensive Care Unit: 5 Years’ Experience in Assistance of High-Risk Newborns at a Referral Center" di Buratti S et al. (Front Pediatr. 2021).

Sicurezza Infrangibile: Regole d'Oro Durante il Bagnetto

I rischi in corso del bagnetto del neonato sono diversi e comprendono cadute accidentali o lesioni cutanee, a seguito di contatto diretto con acqua troppo fredda o ad alta temperatura. Durante il bagnetto, non lasciare mai il bambino da solo in acqua, qualunque sia la sua età, neanche per un attimo. A parte il rischio di annegamento che può verificarsi anche in condizioni di ridotto volume di acqua, il piccolo può inalare acqua schizzata o riversata sul volto giocando con contenitori cavi. Non mettere il piccolo vicino agli erogatori dell’acqua per il rischio che si ustioni o che possa sbattervi contro. Fate attenzione nel sostenere sempre la testa del piccolo ed evitate detergenti che non siano delicati ed indicati per la pelle dei neonati.

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