Esther Elisha: Un Percorso Artistico tra Cinema, Teatro e Impegno Sociale

Esther Elisha ritratto

Esther Elisha, attrice italo-beninese, è nata a Brescia da padre originario del Benin e da madre italiana. La sua storia personale e professionale è un intreccio di culture e un costante impegno nell'esplorare temi sociali e ambientali attraverso la sua arte.

La Formazione e i Primi Passi nel Mondo dello Spettacolo

Esther Elisha si è diplomata alla Civica Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, un'istituzione prestigiosa nel panorama teatrale italiano. Durante la sua formazione, ha avuto l'opportunità di studiare con figure di spicco come Kuniaki Ida, Gigi Dall'Aglio, Marisa Fabbri, Laura Curino, Marco Martinelli e Maria Consagra. Queste esperienze formative hanno contribuito a plasmare la sua versatilità e la sua profondità interpretativa.

Il Cinema: Dalle Opere d'Autore ai Ruoli da Protagonista

Il grande schermo ha visto Esther Elisha impegnata in diverse produzioni cinematografiche. Tra i suoi lavori più significativi si annoverano "Il prossimo tuo" di Anne Riitta Ciccone, "Last Minute Marocco" di Francesco Falaschi e "Là-bas - Educazione criminale" di Guido Lombardi, film che ha ricevuto il Leone del Futuro a Venezia nel 2011.

Nel 2014, è stata nel cast di "Take Five", nuovamente diretta da Guido Lombardi, e ha interpretato il ruolo di protagonista in "Neve", un film di Stefano Incerti. Ha inoltre recitato in "Nottetempo" di Francesco Prisco e in "Pitza e datteri". La Elisha ha espresso un forte attaccamento al cinema, affermando che "fare film mi manca molto, perché rispetto alla Tv c’è più tempo a disposizione, è un modo totalmente diverso di raccontare una storia e ci si può mettere di più alla prova".

La Televisione: Da "Don Matteo" a "Tutto può Succedere"

Oltre al cinema, Esther Elisha ha lavorato assiduamente anche per la televisione. Ha partecipato a produzioni come "Una musica silenziosa", "Il commissario De Luca", "Boris" e nella quinta stagione di "Don Matteo".

Esther Elisha in Tutto può Succedere

Un ruolo che l'ha resa nota al grande pubblico è stato quello di Feven nella seconda stagione di "Tutto può Succedere", fortunata fiction Rai, remake dell’americano “Parenthood”. Feven, una riccioluta violinista, è un personaggio che "incarna un problema molto sentito dalle donne di oggi, cioè come conciliare la famiglia con il lavoro". La Elisha si è identificata con il personaggio, dichiarando: "I capelli per le donne africane sono un forte elemento identitario, raccontano molto di come sei: per questo Feven, che è una donna molto libera come me, li porta così". Sul tema della conciliazione tra famiglia e lavoro, ha riflettuto: "Non lo so. Sono abituata a gestire le situazioni volta per volta. Posso dire che anche con il lavoro che faccio mi considero una privilegiata, perché vedo molte colleghe che, rispetto a chi ha un impiego con orari fissi, hanno molto più tempo libero da dedicare ai figli". Ha anche evidenziato la pressione sociale sulle donne, sostenendo: "Allo stesso tempo, mi sembra che noi donne subiamo troppe pressioni verso un’ideale di perfezione impossibile da raggiungere: dobbiamo essere impeccabili sul lavoro, ma anche come mamme, dobbiamo gestire la casa e trovare il tempo per curare il nostro aspetto fisico magari andando in palestra. Ci vorrebbero quattro o cinque vite! Ma il bello è che, anche quando c’è la collaborazione da parte degli uomini, siamo noi stesse a vivere in questa continua tensione che ci porta a non essere mai soddisfatte".

Più recentemente, è stata tra i protagonisti della serie Netflix “Guida Astrologica per cuori infranti”.

Il Teatro: Un Impegno per la Sostenibilità e la Riflessione Sociale

Il teatro occupa un posto di rilievo nella carriera di Esther Elisha, un luogo dove l'attrice può approfondire tematiche complesse e stimolare la riflessione del pubblico. È stata diretta da Roberto Andò, interpretando Kate in “Good People” di Lindsay Abaire.

Uno spettacolo per chi vive in tempi di estinzione | Trailer

Nel 2022, è stata in scena al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano con il monologo “Uno Spettacolo per chi vive in tempi di Estinzione” di Miranda Rose Hall, un progetto di Katie Mitchell con adattamento italiano della Casa D'Argilla. Questo spettacolo è un esempio concreto di "sostenibilità a teatro", caratterizzato dall'assenza di tournée, dal riciclo di costumi ed elementi scenici e dalla ricreazione dello spettacolo da parte dei teatri locali con i propri artisti e maestranze, nel rispetto del concept originale. L'attrice bresciana, affiancata da quattro ciclisti amatoriali del collettivo Pedal Power che producono l'energia necessaria allo spettacolo pedalando, interpreta Noemi, "una donna che ha paura della morte, drammaturga, sui 40 anni", che riflette sulle estinzioni e sull'eredità che lasciamo al nostro pianeta.

Elisha ha commentato l'importanza di questo lavoro: "Era tempo che il tema della sostenibilità arrivasse anche a teatro. Perché questo fa il teatro: si interroga sulla realtà; attraverso le storie, cerca di restituirci uno sguardo su noi stessi. Interpreto una donna attenta alle tematiche ambientali, che si rende conto, però, di non essersi mai interrogata realmente sull’estinzione e su cosa significhi vivere in questa epoca. Lo spettacolo riflette su questo, e lancia un messaggio di speranza, la volontà di connettersi con le generazioni passate e future. Tutta la vita sulla Terra è collegata; quando ne saremo consapevoli, potremo guardare le cose da un altro punto di vista".

Il testo dello spettacolo affronta anche temi come "la supremazia bianca, gli effetti del capitalismo". Esther Elisha ha sottolineato un passaggio che recita: «Come se la brutalità fosse inevitabile», replicando: "Ma la brutalità non è inevitabile, è una scelta. E le scelte sono umane, e ciò che è umano può essere cambiato. Dovremmo iniziare a ragionare in termini di specie, ma siamo ancora lontani: vediamo quello che ci divide e non quello che ci unisce. La Terra non è il nostro pianeta, lo abitiamo insieme ad altri". Ha citato anche l'attivista di Black Lives Matter, Janaya Future Khan: "La società è frutto della nostra immaginazione; l’abbiamo pensata così, per questa ragione esiste in questi termini. Ma se immaginiamo qualcos’altro, possiamo vivere diversamente".

Arte Contemporanea, Podcasting e Doppiaggio

Esther Elisha ha ampliato il suo raggio d'azione collaborando come performer nell’ambito dell’arte contemporanea. Ha anche debuttato alla regia con il videoclip indipendente “Always Better” di 2StoryCabin.

Nel 2021, è stata la penna e la voce del podcast Storytel “Tell Me Mama”, insieme alla scrittrice Igiaba Scego. È anche la voce degli audiolibri tratti dai romanzi di Igiaba Scego e di “Ragazza, Donna, Altro” di Bernardine Evaristo.

Microfono e cuffie per podcast

Nel campo del doppiaggio, nel 2022 è stata la voce di Aisha nel film Disney Pixar “Lightyear - La vera storia di Buzz”. Per il 2024, è annunciata come la voce protagonista di “The Wild Robot”, film di animazione DreamWorks Universal.

Le Radici Familiari e l'Identità

Esther Elisha ha un legame profondo con le sue origini. Suo padre, originario del Benin, è arrivato in Italia per amore di sua madre, un fatto che l'attrice ha voluto chiarire: "In passato qualcuno ha scritto che era emigrato in cerca di lavoro. Non ci sarebbe stato nulla di male, solo che non è vero, perché l’ha fatto per amore. Papà da vent’anni viveva a Parigi, dove insegnava Matematica all’Università. Lì ha conosciuto mia madre, si sono innamorati e siccome lei non se la sentiva di lasciare i suoi genitori a Brescia, si è trasferito lui".

Mappa Benin

L'attrice mantiene un forte legame con la famiglia paterna in Africa, pur non avendola visitata negli ultimi dieci anni, con il desiderio di tornarci presto.

Cittadinanza e Razzismo

Esther Elisha si definisce una cittadina europea, ma con una prospettiva più ampia: "Sicuramente mi sento europea rispetto agli americani. Per il resto non sono per nulla nazionalista e penso che il diritto di cittadinanza debba essere legato non al fatto di essere nati in un Paese o di avere un genitore con quella nazionalità, come è successo a me. Quello che conta è crescere in quel Paese imparando la sua lingua e i suoi valori. Come può sentirsi un ragazzino che non può andare in gita all’estero con i compagni di classe con cui condivide tutto perché non ha il permesso di soggiorno? Chi si sente rifiutato da una comunità può arrivare a coltivare dentro di sé un rancore molto pericoloso".

Riguardo al razzismo, ha ammesso di averne avuto esperienza: "Certo, il razzismo non è fantascienza, anche se io sono una privilegiata, perché sono cresciuta in una famiglia benestante. Piuttosto quello che sento più pesante in questo momento è lo sguardo sulle donne in generale. Sembra che tutte le conquiste che davamo come acquisite siano messe in discussione".

Il Cibo e le Tradizioni

Il cibo riveste un ruolo importante nella vita di Esther Elisha. Ha dichiarato di non sopportare lo spreco e ha raccontato un aneddoto legato alle abitudini di sua madre, di origini potentina: "Quando ero ragazzina e andavamo in vacanza da Brescia a Parigi mia madre, che ha origini potentine, viaggiava con le scorte di cibo e io la rimproveravo per questo. Lo aveva imparato da sua madre, cioè mia nonna, che è stata una figura fondamentale per me e mia sorella. Veniva a casa nostra tutti i giorni, cucinava i piatti della sua terra e parlava il suo dialetto". Pur capendo il dialetto, sa dire solo qualche parola.

Nonostante non sia la cuoca principale di casa - il padre si occupa della cucina - Esther Elisha ha una predilezione per la cucina africana. Ha menzionato l'ablò, un piatto tipico del Benin: "Sono delle specie di tortine agrodolci fatte con la semola, che si utilizzano spesso per accompagnare il pesce o la carne al sugo".

Impegni Futuri e Progetti

Nel 2024, Esther Elisha è parte del gruppo di lavoro a conduzione, a fianco di Valentina Rapetti e Paola Rota, del progetto “African American Drama on The Italian Stage” per il Teatro di Roma in collaborazione con l’Università della Tuscia e l’Accademia Americana. Questo progetto sottolinea il suo continuo impegno nella valorizzazione delle diverse culture e nel promuovere un dialogo significativo attraverso l'arte.

Maschere teatrali

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