Il Ruolo Cruciale degli Omega-3 nella Fertilità e nell'Impianto Embrionale nella Fecondazione in Vitro

Il desiderio di avere figli è un aspetto profondamente radicato nella vita di molte coppie, tanto che la maggior parte delle persone desidera avere figli ad un certo punto della loro relazione. Essere mamma non è un mestiere; non è nemmeno un dovere: è solo un diritto tra tanti diritti. Purtroppo, il concepimento non è sempre facile. L’infertilità in Italia riguarda circa il 15% delle coppie, mentre, nel mondo, circa il 10-12%. Questa condizione può generare un significativo carico emotivo, fatto di attesa, speranza e talvolta frustrazione, dove il corpo non è l'unico a soffrire.

Il buon senso suggerirebbe che la salute di entrambi i partner prima del concepimento giochi un ruolo importante nel risultato di eventuali trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA). La letteratura scientifica è chiara: lo stato nutrizionale prima del concepimento influisce in modo diretto sulla qualità degli ovociti, sull’equilibrio ormonale, sull’impianto embrionale e sull’andamento stesso della gravidanza. Fattori ambientali e stile di vita, come l'esposizione a interferenti endocrini, giocano un ruolo cruciale, ma d'altra parte, lo stile di vita può essere anche un forte alleato della fertilità femminile e maschile.

L'Infertilità e l'Importanza di un Approccio Olistico alla Salute Riproduttiva

Un corpo in salute implica: molto esercizio fisico, astinenza dal consumo di alcol e sigarette, un peso corporeo “normale”, denti sani e un apporto completo di micronutrienti. La salute e lo stile di vita vanno di pari passo. Si potrebbe ritenere di avere un buon stile di vita se si è fisicamente attivi, si mangia in modo sano e si sperimenta generalmente un senso di benessere. Al contrario, per avere una buona salute, si dovrebbe anche avere un buon stile di vita. L'attività fisica è il principale contribuente a un buon stile di vita, ma la dieta, i farmaci, lo stress, il sonno e le condizioni sociali giocano anche un ruolo importante. Essere in grado di usare il corpo correttamente per evitare lesioni influisce anche sullo stile di vita.

Coppia che si tiene per mano

La dieta può essere un argomento difficile per molti. Forse si mangia troppo o troppo poco, o forse si trova difficile sapere quali alimenti combinare per avere una dieta equilibrata. È anche importante mangiare cibi che contengano importanti vitamine, minerali e fibre alimentari, omega-3 e antiossidanti. Oltre a tutto questo, è anche necessario ottenere abbastanza energia, proteine e gli acidi grassi corretti. Il fabbisogno di questi nutrienti cambia nel corso della vita. Quando si è più anziani, si hanno anche esigenze diverse rispetto ai bambini e ai giovani adulti. Le donne hanno anche esigenze diverse dagli uomini, e le madri incinte e che allattano hanno esigenze speciali.

La World Health Organisation (WHO) definisce la qualità della vita come uno stato in cui l'individuo può realizzare il proprio potenziale, affrontare le normali situazioni stressanti, lavorare in modo gratificante e positivo, ed essere in grado di contribuire agli altri e alla società. La qualità della vita è un concetto ampio e in qualche modo diffuso che include la gioia e il desiderio di vivere. Questi sono valori che si sentono piuttosto che misurati, che a loro volta si basano sull'ambiente personale e sulle scelte. La qualità della vita non dipende necessariamente dall'essere sani o malati. Sono i momenti tra preoccupazioni, dolori, problemi e disturbi che contano. Per esempio, se si ha una malattia cronica, un senso di padronanza può essere importante quando si parla di qualità della vita. In sintesi, la qualità della vita è una combinazione di salute, stile di vita, reti e supporto sociale. Riguarda l'esperienza della gioia, il significato della vita, la soddisfazione, la sicurezza e il senso di appartenenza, oltre alla capacità di usare i propri punti di forza. Riguarda anche il provare interesse per la vita, l'affrontare le situazioni quotidiane e l'impegno verso qualcosa o qualcuno.

I micronutrienti, in particolare, sono determinanti per la fertilità e la pianificazione della gravidanza. Nuovi studi scientifici si stanno concentrando anche su altri nutrienti come la vitamina D, lo zinco o il selenio che migliorano la fertilità femminile e/o maschile. Quando si parla di nutrienti, di solito si pensa a vitamine e minerali come lo zinco, il calcio o l'acido folico. Tuttavia, anche i grassi sono un tipo di nutriente essenziale per il corretto funzionamento dell'organismo. Gli acidi grassi Omega-3 sono un esempio di nutrienti dai molteplici benefici.

Il Ruolo Fondamentale degli Acidi Grassi Omega-3 nella Fertilità

Gli Omega-3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali, cioè il corpo umano ne ha bisogno, ma non può produrli. Sono grassi essenziali che apportano benefici a livello dell’occhio, del cuore e del cervello. Per avere questi benefici, le linee guida consigliano di assumere almeno 250 mg al giorno di due tipi di omega-3: EPA e DHA. Recentemente, gli scienziati hanno scoperto che gli omega-3 possono aiutare anche la fertilità, sia nelle donne che negli uomini.

Struttura molecolare Omega-3

Il ruolo della nutrizione nella fertilità è un argomento di grande interesse, tanto che continua ad essere ampiamente studiato oggi. L’alimentazione è importante non solo per la salute generale, ma può influenzare anche la sfera della riproduzione. Per rendere l'alimentazione alleata di chi combatte contro l'infertilità è fondamentale riequilibrare l'apporto di nutrienti pro- e antinfiammatori. Fra questi ultimi spiccano i grassi Omega-3, associati a benefici per la fertilità di donne e uomini da numerosi studi scientifici.

Lo Squilibrio Omega-6/Omega-3 e le Implicazioni per la Riproduzione

Fino ad ora, è stato rilevato un rapporto patologico tra omega-6 e omega-3, con uno squilibrio fino a 30:1. Il corretto rapporto nutrizionale omega-6/omega-3 dovrebbe essere 3:1 o 1:1. In sostanza, si può dire che un rapporto omega-6/omega-3 sufficientemente equilibrato è estremamente importante per aumentare la fertilità e massimizzare le possibilità di concepimento. La maggior parte della popolazione europea e americana ha un indice OMEGA-3 medio del 4%, ben lontano dal raggiungere un indice adeguato e sano.

Gli Omega-3 sono preziosi grassi polinsaturi che sono stati associati al miglioramento della qualità sia della cellula uovo sia dello spermatozoo. Ma a rendere gli Omega-3 alleati della fertilità sono, prima di tutto, le loro proprietà antinfiammatorie. Sebbene l'infiammazione sia un meccanismo fisiologico fondamentale per difendersi dalle infezioni, può diventare una vera e propria arma a doppio taglio in grado di interferire con i processi riproduttivi alterando sostanze e mediatori che regolano l'ovulazione, la fecondazione, la formazione dell'embrione e l'impianto in utero. Un'infiammazione che non si autoregola e che si trasforma in un fenomeno cronico può essere nociva.

Rapporto Omega-6 Omega-3

I suoi effetti negativi sono ben evidenti in presenza di specifiche patologie associate a problemi di fertilità. Per esempio, nel caso dell'endometriosi, ridurre l'infiammazione cronica che coinvolge tutta la pelvi può aumentare i tassi di gravidanza. Anche la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) genera un'infiammazione, e dietro agli aborti ad essa associati sembra esserci anche un disequilibrio fra le molecole che controllano l'infiammazione. Infine, anche l'obesità genera un ambiente infiammatorio cronico che, insieme agli ormoni prodotti dal tessuto adiposo, interferisce negativamente con la riproduzione. Un chiaro esempio dell'efficacia di un approccio basato sulla riduzione dell'infiammazione è dato dall'uso di un comunissimo antinfiammatorio: l'aspirina. Assunto a basse dosi, l'acido acetilsalicilico aumenta dal 28% al 45% la frequenza delle gravidanze ottenute con PMA e raddoppia la frequenza dell'impianto dell'embrione nell'utero.

Omega-3 e Fertilità Femminile: Qualità Ovocitaria e Impianto Embrionale

La qualità degli ovuli di una donna è fondamentale per rimanere incinta e per lo sviluppo iniziale del bambino. Questa qualità dipende molto dalla salute generale e dall’alimentazione. La qualità degli ovociti si riferisce alla capacità degli ovuli di essere fecondati e di sviluppare embrioni sani, il che è essenziale per il successo riproduttivo. A differenza della quantità, che si riferisce al numero di ovuli disponibili, la qualità si concentra sulla loro vitalità genetica e strutturale. È fondamentale per la fertilità, poiché anche un numero elevato di ovuli non garantisce il successo se la loro qualità è bassa. Nella fertilità femminile, è uno degli aspetti più importanti per ottenere una gravidanza, poiché la qualità degli ovociti diminuisce con l’età, influenzando le possibilità di concepire naturalmente o attraverso la FIV.

Ovociti al microscopio

La fase preconcezionale è un periodo biologicamente sensibile: è qui che maturano gli ovociti, si regolano gli assi ormonali e si crea l’ambiente ideale (o meno) per accogliere una gravidanza. Gli omega-3 servono come precursori di diverse prostaglandine (PG) che sono importanti nel ciclo mestruale, nella crescita e nello sviluppo degli ovociti e nell’inizio dell’ovulazione. Gli omega-3, presenti nella dieta, possono migliorare la maturazione degli ovuli attraverso meccanismi specifici nelle cellule che circondano gli ovuli (le cellule della granulosa). Questi grassi aiutano le cellule a produrre ormoni essenziali e altre sostanze necessarie per la fecondazione e l’impianto dell’embrione. Studi hanno dimostrato che l’omega-3 ha aumenta il tasso di impianto e può contribuire al successo della gravidanza. Infatti, in alcune pazienti, durante il trasferimento embrionale, si collocano più volte nell’utero embrioni di buona qualità, ma la gravidanza non avviene.

Dal 2014, presso il Kinderwunschzentrum di Berlino, gli omega-3 vengono somministrati per via endovenosa alle pazienti prima e dopo il trasferimento degli embrioni. Da allora, è stato osservato un aumento positivo del tasso di gravidanza. Inoltre, dal 2017 è stata introdotta anche la supplementazione orale di omega-3 per le pazienti e viene raccomandata anche ai pazienti maschi. Gli studi hanno dimostrato che l’omega-3 somministrato per via endovenosa aumenta il tasso di impianto e può quindi contribuire al successo e al proseguimento della gravidanza.

I benefici degli Omega-3 per la fertilità femminile sono ulteriormente evidenziati dai risultati ottenuti con la PMA, che mostrano un'associazione tra gli Omega-3 circolanti e la probabilità di gravidanza, il corretto sviluppo dell'embrione e il numero di nati vivi. Sembra che assumere integratori di Omega-3 possa aiutare le donne che si sono sottoposte a PMA a portare a termine la loro gravidanza. Proprio come l'aspirina, anche questi grassi riducono la produzione di molecole coinvolte nell'infiammazione, i trombossani. Questo effetto sembra utile per favorire l'impianto nella parete dell'utero. Inoltre, gli Omega-3 aumentano la produzione di prostacicline antinfiammatorie. La loro disponibilità potrebbe quindi migliorare il rapporto tra prostacicline e trombossani e, di conseguenza, il flusso di sangue all'utero e l'impianto. I risultati ottenuti combinando l'assunzione di basse dosi di aspirina e alte dosi di Omega-3 sembrano confermare la possibilità di aumentare in questo modo proprio il flusso del sangue all'utero. Le proprietà antinfiammatorie di questi grassi potrebbero essere particolarmente utili anche in caso di PCO. Il disequilibrio fra molecole pro- e antinfiammatorie osservato nei casi di aborto associati a questa condizione sembra dipendere proprio dagli Omega-3, e le donne con PCO che assumono Omega-3 vedono abbassarsi i loro livelli di infiammazione. Inoltre, l'assunzione di Omega-3 sembra poter aiutare anche a tenere sotto controllo l'eccessiva produzione di ormoni maschili che caratterizza la PCO.

L'importanza della qualità dello spermatozoo

Fattori che Influenzano la Qualità Ovocitaria e Come Migliorarla:Le cause comuni della scarsa qualità degli ovociti sono principalmente: l’età (il declino della riserva ovarica è più pronunciato dopo i 35 anni), gli stili di vita non salutari (come il fumo, il consumo eccessivo di alcol), IMC e obesità, l'esposizione a tossine ambientali. Inoltre, condizioni mediche come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e l’endometriosi possono influire negativamente sulla qualità degli ovociti. Anche la genetica gioca un ruolo, così come lo stress cronico.

La dott.ssa Marta Zermiani, ginecologa specializzata in infertilità, sottolinea che la qualità degli ovociti può essere influenzata in modo significativo da cambiamenti nella dieta e nello stile di vita. Per migliorare la qualità degli ovociti attraverso l’alimentazione, si raccomanda di incorporare alimenti ricchi di antiossidanti, come frutta e verdura, che combattono il danno ossidativo. Gli acidi grassi Omega-3, presenti nel pesce e nelle noci, favoriscono un ambiente cellulare sano. Vitamine chiave come la D, la E e il complesso B, nonché minerali come lo zinco e il selenio, sono essenziali per la maturazione e la qualità delle uova. Anche limitare l’assunzione di caffeina ed evitare gli alimenti elaborati contribuiscono a migliorare la fertilità femminile.

Sebbene non esistano studi a sostegno del fatto che lo stile di vita migliori direttamente la qualità degli ovociti, il mantenimento di un peso sano, l’evitare il fumo e l’alcol e la riduzione dello stress contribuiscono positivamente al miglioramento del nostro organismo. Queste misure, insieme a una regolare attività fisica, non solo favoriscono la fertilità ma anche il benessere generale, creando un ambiente ottimale per il concepimento.

Valutazione e Strategie per la Bassa Qualità Ovocitaria:Non esiste un test specifico che permetta di conoscere con esattezza la qualità degli ovociti prima di un trattamento. Ciò che possiamo valutare indirettamente è la quantità di ovuli disponibili, attraverso due studi chiave: la misurazione dell’ormone antimülleriano (AMH) in un esame del sangue e il conteggio dei follicoli antrali (AFC) mediante ecografia transvaginale. Questi esami forniscono un’idea delle dimensioni della riserva ovarica, ma non predicono direttamente la qualità degli ovuli.

Esistono patologie, come l’endometriosi o alterazioni genetiche, che possono influire sulla qualità degli ovociti, indipendentemente dall’età. Tuttavia, l’età e la fertilità, il passare del tempo rimane il fattore più influente. Il modo più diretto per valutare la qualità reale degli ovuli si ottiene durante un ciclo di fecondazione in vitro (FIVET). In questa procedura, dopo la stimolazione ovarica, gli ovociti vengono estratti e il biologo li esamina al microscopio, valutando aspetti quali la loro morfologia e lo stato del loro citoplasma. È stato dimostrato che alcune alterazioni morfologiche sono associate a tassi inferiori di fecondazione, sviluppo embrionale e gravidanza a termine. La dott.ssa Marta Zermiani chiarisce che l'AMH e l'AFC indicano la quantità della riserva ovarica, ma non la qualità fino a quando non si inizia un ciclo di fecondazione in vitro e si osserva come gli ovociti si sviluppano.

L’età è uno dei fattori più determinanti nella qualità degli ovociti. Con l’invecchiamento delle ovaie, non solo diminuisce la riserva ovarica (il numero di ovociti disponibili), ma anche la loro qualità. Questo invecchiamento ovarico è una delle principali difficoltà nella riproduzione assistita, poiché gli ovociti perdono la loro capacità di fecondazione e aumenta il rischio di alterazioni cromosomiche. Il periodo riproduttivo migliore per la donna è intorno ai 20 anni, quando gli ovuli sono più abbondanti e di migliore qualità. A partire dai 30 anni inizia una progressiva diminuzione e, dopo i 35 anni, questo processo accelera in modo significativo. A 45 anni, le probabilità di ottenere una gravidanza con i propri ovuli sono estremamente basse a causa della bassa riserva ovarica e del significativo calo della qualità degli ovuli, che si traduce in un maggiore rischio di alterazioni cromosomiche e in tassi di impianto molto ridotti. Per questo motivo, la donazione di ovociti è diventata l'alternativa più efficace e sicura per molte donne che desiderano diventare madri dopo i 40 anni.

La fecondazione in vitro (FIVET) può funzionare anche in caso di scarsa qualità degli ovociti, ma i risultati sono solitamente più limitati e con maggiori difficoltà. La qualità degli ovociti influenza direttamente la fecondazione, lo sviluppo degli embrioni e la loro capacità di impiantarsi nell’utero. Per massimizzare le opzioni, si possono adottare strategie come l'adeguamento della stimolazione ovarica, l'accumulo di ovociti o embrioni in cicli multipli e la donazione di ovociti in casi di qualità molto bassa. Tecniche in fase di ricerca, come il ringiovanimento ovarico, cercano di riattivare la funzione delle ovaie. Nelle donne giovani, la vitrificazione degli ovuli permette di congelare gli ovuli nel loro momento migliore, preservando le opzioni future. Nella riproduzione assistita, la qualità degli ovociti è più determinante della quantità. Un singolo ovocita di buona qualità può dare origine a un embrione vitale e a una gravidanza, mentre molti ovociti di bassa qualità difficilmente ci riusciranno.

Omega-3 e Fertilità Maschile: Qualità e Motilità degli Spermatozoi

Anche l'infertilità può affondare le sue radici in problematiche maschili. Gli Omega-3 sono importanti anche per gli uomini, soprattutto per la produzione degli spermatozoi. Studi sugli animali hanno dimostrato che questi grassi aiutano lo sviluppo delle cellule che supportano gli spermatozoi, migliorando sia la quantità che la qualità degli spermatozoi prodotti. Nell’uomo, un tipo specifico di omega-3, il DHA, è essenziale per costruire le membrane delle cellule spermatiche. Per aumentare i livelli di DHA nello sperma, è necessario assumere omega-3 per almeno 4 settimane, e i benefici aumentano con una dose maggiore.

Spermatozoi

Secondo le più recenti ricerche scientifiche, il DHA contribuisce a migliorare la qualità dello sperma, la struttura, la motilità degli spermatozoi ed è coinvolto direttamente anche nella loro maturazione. Uno studio recente (*) ha dimostrato il ruolo benefico dell’acido grasso omega-3 DHA sulla salute e qualità dello sperma. Gli Omega-3 sono costituenti fondamentali delle membrane cellulari, di cui regolano la fluidità - una caratteristica molto importante per gli spermatozoi.

Secondo quanto pubblicato nella letteratura scientifica, i meccanismi coinvolti potrebbero includere: la riduzione dei danni al DNA dello sperma; il miglioramento della motilità e della concentrazione dello sperma; il miglioramento della secrezione di testosterone; la promozione di una morfologia regolare; la creazione di un ambiente seminale più antiossidante; la riduzione dei danni apoptotici nello sperma. Inoltre, anche l'uomo è esposto agli effetti dannosi dell'infiammazione cronica. La sedentarietà, il fumo, il consumo di alcolici, il sovrappeso e la sindrome metabolica sono tutte spie di uno stato proinfiammatorio che può essere contrastato grazie agli Omega-3. Cambiare in meglio lo stile di vita, anche curando l'apporto di Omega-3, ha un impatto diretto sulla qualità degli spermatozoi, che vengono prodotti in un processo continuo. Nuove abitudini, seguite per circa 3 mesi, possono migliorare significativamente uno spermiogramma, indipendentemente dall'età paterna.

Alimentazione e Stile di Vita: Strategie per Ottimizzare la Fertilità

Sia nel caso dell'uomo sia in quello della donna, queste nuove abitudini dovrebbero includere anche una rimodulazione dell'alimentazione in senso antinfiammatorio. Presso il Kinderwunschzentrum di Berlino, i dottori Dr. Hannen e Dr. Stoll raccomandano alle coppie di pazienti anche una riduzione simultanea del consumo di omega-6. Per ridurre lo squilibrio omega-6/omega-3 consigliano un immediato cambiamento delle abitudini alimentari. Questo risultato si può ottenere facilmente evitando gli oli vegetali raffinati prodotti industrialmente (olio di girasole, di cardo e di mais) e la carne proveniente da allevamenti industriali. In generale, sarebbe meglio ridurre il consumo di carne e latticini e, in caso, prediligere carni biologiche e latte/formaggi di montagna. Si raccomanda anche il consumo di pesci d’acqua fredda per il loro alto contenuto di omega-3. Tuttavia, l’aumento dei livelli di mercurio nei pesci è un fattore di rischio per l’uomo.

Piatto di alimenti sani e vari

Alimenti da evitare includono zucchero, dolci, bibite zuccherate, merendine confezionate, in quanto diversi studi dimostrano come una dieta ricca di zuccheri aumenti del doppio le probabilità di avere cicli senza ovulazione. Un consumo eccessivo di caffè favorisce il cosiddetto “furto di pregnenolone”.

Nutrienti Specifici e Loro Impatto:

  • Carboidrati: I carboidrati influenzano la fertilità in quanto agendo sui livelli della glicemia agiscono anche sui livelli di insulina che va ad alterare l’equilibrio ormonale determinando soprattutto problematiche sulla regolarità del ciclo mestruale e aumentando il rischio di infertilità ovulatoria.
  • Pesce: L’assunzione di pesce può influenzare la qualità dello sperma, l’ovulazione e la qualità dell’embrione. Il pesce, infatti, è ricco di omega-3 importante per la produzione ormonale, riduce l’infiammazione e aiuta a modulare il sistema immunitario. Gli omega-3 sono inoltre fondamentali nei primi mesi di gravidanza per il corretto sviluppo del sistema nervoso del feto.
  • Acido Folico: L’acido folico è fondamentale sia per aumentare la fertilità visto il ruolo svolto nella maturazione del follicolo, sia per la buona riuscita della gravidanza, dato il ruolo svolto nello sviluppo fetale. Alla maggior parte dei soggetti che si sottopongono a tecniche di PMA, viene consigliata supplementazione con acido folico con lo scopo di migliorare il numero di ovociti, la qualità embrionale e il tasso di gravidanza.
  • Antiossidanti: Un importante ruolo lo giocano anche gli antiossidanti. Lo stress ossidativo, infatti, gioca un ruolo fondamentale nell’infertilità. Nella donna gli antiossidanti migliorano la circolazione nell’endometrio, abbassano i livelli di androgeni e influenzano la sintesi di prostaglandine e la steroidogenesi. Nell’uomo questa supplementazione con antiossidanti diventa ancora più importante in quanto gli spermatozoi sono molto sensibili al danno da radicali.
  • Vitamina D: È un vero e proprio ormone. I suoi recettori sono presenti in ovaie, endometrio e placenta. Una vitamina D adeguata migliora la maturazione ovocitaria, la regolarità del ciclo mestruale e i risultati nei percorsi di procreazione medicalmente assistita.
  • L-arginina e L-carnitina: Sostanze come L-arginina e L-carnitina migliorano il flusso sanguigno uterino, la funzione mitocondriale e la produzione di energia negli ovociti. Ogni ovulazione è un evento infiammatorio controllato.

Impatto dell'Obesità sulla Fertilità:Gli effetti dell’obesità sui risultati riproduttivi sia naturale che con procedure di procreazione medicalmente assistita sono chiari, tanto che le pazienti obese (BMI >30 Kg/m2), rispetto alle donne normopeso, presentano un rischio maggiore di aborto spontaneo ricorrente e di aborto precoce spontaneo (6-12 settimane di gestazione). Le problematiche di infertilità femminile legate a sovrappeso od obesità riguardano la funzione endocrino-metabolica del tessuto adiposo e le alterazioni ormonali che si riscontrano con maggiore frequenza sono: aumentata produzione ovarica e surrenalica di androgeni, alterata produzione di gonadotropine, aumento dell’ormone luteinizzante e ridotta sensibilità all’insulina. Tutto ciò causa iperandrogenemia che influenza negativamente i follicoli ovarici con conseguente anovulazione.

L’obesità maschile, invece, ha un impatto negativo sull’integrità del DNA spermatico che comporta gravi conseguenze sulla fertilità compromettendo la capacità del gamete maschile di fecondare l’ovocita e di formare un embrione normale e vitale. Viene considerato un fattore co-responsabile dell’arresto della spermatogenesi e in alcuni casi della sindrome Del Castillo (nota come aplasia delle cellule germinali), una malattia caratterizzata da sterilità maschile senza anomalie sessuali e che descrive una condizione dei testicoli in cui solo la linea di cellule del Sertoli è presente nei tubuli seminiferi.

L'importanza della qualità dello spermatozoo

Implementazione e Monitoraggio degli Omega-3 nella Pratica Clinica

Nel quadro della terapia con micronutrienti per il trattamento della fertilità presso il Kinderwunschzentrum di Berlino si misura, ormai da diversi anni, il livello omega-6/omega-3 nel sangue dei pazienti, prima di iniziare la terapia. Sorprendentemente, fino ad ora è sempre stato rilevato un rapporto patologico tra omega-6 e omega-3, in quale ha raggiunto addirittura uno sbilanciamento di 30:1. Il Dr. Hannen e il Dr. Stoll affermano: “Per noi è importante incoraggiare i pazienti ad aumentare il loro consumo di omega-3. Gli acidi grassi omega-3 sono importanti per tutta la vita, specialmente durante la gravidanza, dal momento che i figli di madri che hanno avuto sufficienti livelli di omega-3 durante la gravidanza, hanno meno probabilità di soffrire di asma”.

In Reproclinic si crede nel monitoraggio personalizzato dell'indice OMEGA-3 (misurazione degli OMEGA-3 EPA e DHA nel sangue). I livelli desiderabili (sani) di OMEGA-3 sono superiori all'8% degli acidi grassi totali.

Un buon livello di omega-3 durante l’allattamento, significa un minor rischio per il bambino di contrarre malattie associate all’immunoglobulina E, come le allergie e l’eczema atopico. Anche lo sviluppo cerebrale del neonato il successivo apprendimento del linguaggio sono supportati dagli omega-3. Inoltre, gli acidi grassi omega-3 hanno un effetto positivo sul benessere della madre. Il Dr. Hannen sostiene che: “È stato dimostrato che la somministrazione di omega-3 riduce l’incidenza della depressione durante la gravidanza e nel post partum”.

Integratori Omega-3

Ingredienti come l'olio extravergine di oliva contengono principi attivi in grado di regolare l'espressione di geni pro- e antinfiammatori. E alcuni nutrienti controllano l'infiammazione anche ad altri livelli; nel caso specifico, gli Omega-3 influenzano l'attività del sistema immunitario, promuovono la produzione di molecole con minore potenziale infiammatorio e promuovono la produzione di molecole che spengono i processi infiammatori già in atto (protectine, maresine e resolvine). Gli Omega-3 dotati di proprietà antinfiammatorie (l'acido eicosapentaenoico - EPA - e l'acido docosaesaenoico - DHA) si trovano preformati nel pesce grasso (come il salmone, le acciughe e le sarde). Introdurre questo alimento nella propria dieta aiuta, quindi, a spostare il rapporto tra grassi antinfiammatori e grassi infiammatori - oggi, purtroppo, molto sbilanciato a favore dei secondi - verso valori che promuovono uno stato tendenzialmente antinfiammatorio.

Purtroppo, però, non è sempre possibile consumarne le quantità necessarie per soddisfare i fabbisogni di Omega-3. Un primo ostacolo può essere l'allergia al pesce; talvolta, poi, è difficile superare il problema della selettività alimentare. Infine, è da tenere in considerazione la qualità del pesce portato in tavola, ancor più nei casi in cui si stanno affrontando questioni delicate come problemi di fertilità. In questi casi, gli integratori alimentari a base di olio di pesce permettono di raggiungere l'apporto di Omega-3 che aiuta a combattere l'infiammazione spostando il rapporto tra molecole proinfiammatorie e antinfiammatorie verso queste ultime e a promuovere i benefici osservati negli studi scientifici. Riequilibrare i livelli di molecole pro- e antinfiammatorie nell'organismo è ancor più importante in presenza di problematiche che sono state associate a infiammazione (come l'obesità) o a una carenza di Omega-3 (come la PCO).

Oltre al citato pesce grasso, altre fonti di Omega-3 sono le noci e i semi di lino. In questi alimenti di origine vegetale è però presente una forma di Omega-3 (l'acido alfa-linolenico, ALA) difficilmente utilizzabile. L'ALA non è uno degli Omega-3 attivi contro l'infiammazione (che, come detto, sono l'EPA e il DHA) ma il loro precursore; l'organismo umano è dotato degli enzimi per convertirlo in EPA e DHA, ma sa farlo in modo molto poco efficiente. Le donne riescono a farlo meglio rispetto agli uomini, probabilmente a causa di un maggiore fabbisogno di Omega-3 (per esempio durante la gravidanza e l'allattamento), ma soddisfare tale fabbisogno assumendo fonti di ALA resta comunque difficile. Per questo l'inclusione del pesce grasso nell'alimentazione settimanale e l'integrazione di Omega-3 da olio di pesce restano la strategia migliore per soddisfare i propri fabbisogni di Omega-3. Qualora queste strategie non fossero attuabili (a causa delle già citate allergie o di scelte etiche - come quella tipica dello stile di vita vegano) è possibile fare affidamento su integratori a base di altri oli di origine marina: l'olio di krill e l'olio di microalghe. L'olio di krill può essere una soluzione in caso di allergia al pesce. Estratto dal crostaceo Euphausia superba (il krill antartico), è ricco di EPA e DHA in una forma altamente assorbibile (i fosfolipidi) e associati ad astaxantina, un carotenoide dotato di un potere antiossidante 10 volte superiore rispetto a quello di altri carotenoidi. L'olio di microalghe è un'alternativa di origine non animale, perché ottenuto da microrganismi (in genere le microalghe Schizochytrium). Laddove sia certificato anche nei processi produttivi è adatto all'alimentazione vegana, ma non solo: si tratta di una valida opzione anche per onnivori e onnivore.

Prospettive Future e Ricerca Continua

Oltre a seguire uno stile di vita sano, nelle cliniche di fertilità Vida Fertility sono disponibili due tecniche che aiutano a migliorare la risposta ovarica quando non si riesce a ottenere una gravidanza: la tecnica Dual Stim prevede due cicli di stimolazione ovarica nella stessa fase mestruale per aumentare il numero di ovuli raccolti, migliorando così le possibilità di ottenere un maggior numero di embrioni e quindi aumentando le percentuali di successo. D’altra parte, la medicina rigenerativa, attraverso trattamenti come l’uso del PRP (plasma ricco di piastrine), cerca di migliorare l’ambiente ovarico e il numero di ovuli promuovendo la riparazione e la rigenerazione dei tessuti. Entrambe le tecniche rappresentano progressi promettenti per migliorare la risposta ovarica e le percentuali di successo nella FIV.

Ricerca scientifica

Prevenire la scarsa qualità degli ovociti è cruciale, e come per lo screening del cancro al seno, la prevenzione è il miglior trattamento per migliorare la qualità degli ovociti. La dott.ssa Marta Zermiani ribadisce che “seguire una dieta sana, fare esercizio fisico e limitare il fumo e l’alcol possono migliorare la qualità degli ovociti”. Tuttavia, le tecniche di riproduzione assistita hanno dato risultati positivi quando una donna con bassa riserva ovarica ottiene una gravidanza con i propri ovuli.

Affrontare la qualità degli ovociti è fondamentale per aumentare le probabilità di successo dei trattamenti di fertilità. L’adozione di abitudini di vita sane, i progressi di tecniche come la Dual Stim e i trattamenti di medicina rigenerativa offrono una speranza concreta di migliorare la qualità e la risposta al trattamento, aumentando le possibilità di successo. La dott.ssa Marta Zermiani conclude: “È essenziale che le donne interessate alla maternità si informino ed esplorino le opzioni disponibili, guidate da professionisti specializzati, per prendere decisioni sul loro percorso verso la maternità”.

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