Effetti dei Vaccini Anti-COVID-19, inclusi quelli basati su vettore virale come AstraZeneca, e la Loro Presunta Correlazione con la Fertilità Femminile: Un'Analisi Scientifica Approfondita

Il dibattito pubblico e le preoccupazioni individuali riguardo l'impatto dei vaccini anti-COVID-19 sulla fertilità umana, in particolare quella femminile, sono stati significativi fin dall'inizio delle campagne di vaccinazione. Molte donne sembrano essere particolarmente ansiose e timorose su questa relazione tra vaccini e possibili problemi ad avere poi un figlio. Tale apprensione ha spinto autorità sanitarie e comunità scientifica a condurre approfondite analisi e a fornire chiarimenti basati su dati robusti. L'obiettivo di questo articolo è esplorare le evidenze scientifiche disponibili, distinguendo tra miti e realtà, e fornire un quadro completo delle raccomandazioni attuali in materia di vaccinazione e fertilità.

Il Contesto delle Preoccupazioni sulla Fertilità e i Tassi di Natalità

La pandemia di COVID-19 ha innescato una serie di cambiamenti demografici e sociali a livello globale. In alcuni Paesi sono state riscontrate variazioni dei tassi di natalità sia nel periodo della pandemia che in corrispondenza dell’inizio della campagna vaccinale. Questo ha naturalmente sollevato interrogativi sulla causa di tali fluttuazioni. Ad esempio, di recente Swissmedic ha ricevuto domande da parte di cittadine e cittadini, e da chi opera nei media, in merito a una possibile correlazione tra i vaccini anti-COVID-19 e la fertilità.

Un documento di lavoro dell’Istituto federale tedesco per la ricerca sulla popolazione tra le cause del calo delle nascite elenca sia la crisi sanitaria che le conseguenti incertezze economiche. Queste incertezze possono influenzare profondamente le decisioni delle persone riguardo alla pianificazione familiare, portando a ritardare il concepimento in periodi di instabilità. In alcuni Paesi, come Spagna, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, si è osservato un calo significativo del tasso di fertilità già nove mesi dopo che iniziasse la pandemia, cioè prima dell’avvio della campagna vaccinale. Questo dato è cruciale perché suggerisce che i fattori pre-vaccinali legati alla pandemia stessa, come l'ansia per la salute o le restrizioni sociali, abbiano giocato un ruolo preponderante.

Grafico tassi di natalità globali nel periodo pandemico

Al contrario, in Svezia e nei Paesi germanofoni si è registrato dapprima un aumento del tasso di fertilità nel corso del 2021, cui è seguita una forte diminuzione all’inizio del 2022. Tra le cause del calo in tali Paesi, si ipotizza che le persone possano aver posticipato il desiderio di avere un figlio per timore che la vaccinazione esercitasse effetti negativi sulla fertilità. Questi diversi Paesi mostrano andamenti dei tassi di fertilità molto differenti tra loro, sottolineando la complessità del fenomeno e la molteplicità dei fattori socio-economici e psicologici che possono influenzare le decisioni riproduttive. Dalle analisi e dai dati noti, non è possibile dimostrare statisticamente un nesso causale tra il vaccino anti-COVID-19 e il calo della natalità. Swissmedic e dieci autorità partner hanno esaminato le indicazioni di un possibile legame tra la fertilità e la vaccinazione Covid 19, senza trovare prove a sostegno di tale correlazione. Tra queste vi sono anche Paesi con un tasso di copertura vaccinale nettamente più elevato rispetto alla Svizzera, rafforzando l'idea che la vaccinazione di massa non sia la causa principale dei cambiamenti nei tassi di natalità osservati.

La Scienza Dietro i Vaccini a mRNA e la Fertilità

Falso mito #4 sulla vaccinazione: sterilità. Uno dei punti centrali del dibattito sulla fertilità è l'impatto dei vaccini a mRNA, come quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna. Da un punto di vista scientifico, né la letteratura di settore pubblicata, né la sorveglianza del mercato mondiale indicano che i vaccini basati sulla tecnologia a mRNA possano compromettere la fertilità umana. Fino ad ora non ci sono dati che suggeriscano che i vaccini Pfizer e Moderna abbiano un impatto negativo sulla fertilità delle donne. Infatti, negli studi condotti prima della presentazione del vaccino si è osservato che diverse donne che sono state vaccinate con questi prodotti e hanno partecipato agli studi clinici preliminari sono poi rimaste gravide senza particolari problemi.

Il meccanismo d'azione di questi vaccini è fondamentale per comprendere la loro sicurezza rispetto alla fertilità. Nei vaccini Pfizer e Moderna non sono presenti elementi reali del virus, ma solo molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA). Questo mRNA contiene le istruzioni perché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike. Queste sono proteine di superficie che agiscono come una chiave, ossia un grimaldello, che fa entrare il virus nelle nostre cellule, in cui poi si può riprodurre. Le proteine prodotte su ordine del mRNA, dopo una vaccinazione, stimolano il sistema immunitario a fabbricare degli anticorpi specifici anti Spike. Chi si è vaccinato e viene contagiato dal COVID-19 possiede gli anticorpi adeguati e capaci di bloccare le proteine Spike e impedire così l’ingresso del virus nelle cellule del nostro organismo e quindi evitare di ammalarsi. Questo tipo di vaccino, viste queste premesse, non dovrebbe avere alcun impatto negativo sulla fertilità di un uomo, e analogamente, su quella femminile, dato che non interferisce con i processi riproduttivi o la funzione ormonale.

I Vaccini a Vettore Virale (AstraZeneca e Johnson & Johnson) e le Loro Specificità

Il tema della fertilità si è esteso anche ai vaccini che utilizzano tecnologie diverse, come quelli a vettore virale. Discorso diverso potrebbe essere preso in considerazione per gli altri vaccini (AstraZeneca e Johnson & Johnson) che hanno una preparazione più tradizionale e per scatenare la risposta anticorpale utilizzano parti del virus o virus attenuati. Sebbene la tecnologia sia differente - questi vaccini utilizzano un adenovirus modificato per trasportare il materiale genetico che codifica per la proteina Spike - il principio di base è lo stesso: indurre una risposta immunitaria senza causare l'infezione.

Nonostante la distinzione tecnologica, le principali autorità sanitarie e le evidenze raccolte finora non indicano che i vaccini a vettore virale, come AstraZeneca, abbiano un impatto negativo sulla fertilità femminile. Come per i vaccini a mRNA, la sorveglianza post-marketing e gli studi non hanno evidenziato problemi significativi. Le preoccupazioni, spesso alimentate da disinformazione, non trovano riscontro nelle rigorose analisi scientifiche condotte a livello globale. Molti studi su animali “non mostrano effetti negativi sulla gravidanza” dopo la somministrazione di questi vaccini. Inoltre, problematiche di fertilità, benché non siano state valutate specificamente negli studi clinici preliminari del vaccino, non vengono segnalate in modo significativo tra il milioni di persone che hanno ricevuto i vaccini autorizzati e nessun problema d’infertilità sembra essere stato notificato anche negli studi preliminari sugli animali. In sintesi, fatte queste premesse, sembrerebbe che la perdita di fertilità nelle persone vaccinate oggi sia scientificamente improbabile, indipendentemente dalla tecnologia vaccinale utilizzata.

L'Impatto dell'Infezione da COVID-19 Stessa sulla Fertilità (Maschile e Femminile)

È fondamentale distinguere tra gli effetti del vaccino e quelli dell'infezione naturale da COVID-19. Singoli studi indicano tuttavia che non il vaccino, bensì l’infezione da COVID-19 possa ridurre temporaneamente la fertilità negli uomini. Queste preoccupazioni sui vaccini anti COVID-19 hanno coinvolto giustamente anche gli uomini perché diversi studi hanno mostrato come il virus possa interferire negativamente sull’attività dei testicoli, la relativa produzione adeguata di spermatozoi e quindi determinare una dispermia. Vi sono evidenze rispetto a una diminuzione della produzione di sperma, disfunzione erettile o carenza di testosterone negli uomini che hanno contratto il coronavirus. Questo sottolinea come la malattia stessa rappresenti un rischio potenziale per la funzione riproduttiva maschile, ben più documentato rispetto a qualsiasi effetto dei vaccini.

Rappresentazione comparativa effetti vaccino vs infezione COVID-19

Per quanto riguarda la fertilità femminile, sebbene l'infezione da COVID-19 possa portare a complicazioni durante la gravidanza (come parto pretermine o preeclampsia), non ci sono prove concrete che l'infezione stessa causi infertilità a lungo termine nelle donne. Anzi, le più importanti associazioni scientifiche nazionali ed internazionali raccomandano la vaccinazione temendo un possibile danno delle gonadi dopo un'infezione da Covid-19, rafforzando l'idea che il vaccino sia una misura protettiva anche in questo senso. La vaccinazione, quindi, non solo protegge dalla malattia grave ma indirettamente salvaguarda anche la fertilità, prevenendo le conseguenze negative che l'infezione virale potrebbe avere sugli organi riproduttivi.

Raccomandazioni delle Principali Autorità Sanitarie e Società Scientifiche

La comunità scientifica internazionale si è espressa in modo unanime sulla sicurezza dei vaccini anti-COVID-19 in relazione alla fertilità. L'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), l'American Society for Reproductive Medicine (ASRM) e la Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) continuano a raccomandare affinché il vaccino sia disponibile per tutte le donne in gravidanza e assicurano che non vi sono prove oggi che i vaccini disponibili possano portare alla perdita della propria fertilità.

Anche le agenzie per il farmaco EMA (europea) e AIFA (italiana), come anche la statunitense FDA e il Center of Disease Control and Prevention (CDC), suggeriscono la possibilità di vaccinare donne in concepimento, gravidanza e allattamento contro la Sars-CoV-2. Dal dicembre 2020, in Europa vengono somministrati tre vaccini per poter creare un’immunità contro il virus che si basano su diverse tecnologie: due di questi vaccini, di Pzifer/BioNTech e Moderna, si basano sull'RNA messaggero (insegnano alle nostre cellule a produrre una proteina che scatena una risposta immunitaria) e quello di AstraZeneca usa vettori virali (utilizza come base un altro virus trasformato e adattato per lottare contro il coronavirus). Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha consigliato questo vaccino dando priorità ai gruppi più a rischio. Ogni paese europeo ha stabilito il proprio piano strategico per le vaccinazioni. Tutte queste istituzioni supportano la somministrazione dei vaccini anti-COVID-19 e considerano che deve essere consigliato a tutta la popolazione, tenendo sempre presente le situazioni specifiche di ciascuno e con la massima prudenza.

Vaccini e gravidanza (in previsione o in corso): quali sono quelli raccomandati e quando vaccinarsi

Gli esperti della Società vaccinale ceca dell'Associazione medica ceca JEP e della Società ginecologica e ostetrica ceca hanno preso in esame che la vaccinazione anti-COVID delle donne in gravidanza è appropriata. In relazione al trattamento dell'infertilità, la vaccinazione deve essere somministrata prima di iniziare il trattamento, soprattutto nelle donne con malattie croniche. Non esiste assolutamente alcuna prova e nessuna ragione teorica che uno qualsiasi dei vaccini possa influenzare la fertilità femminile o maschile. Fino ad oggi sono state vaccinate più di un miliardo di persone, così come molte donne che non sapevano della loro gravidanza o sono rimaste incinte poco dopo la vaccinazione. Queste raccomandazioni si basano su un'ampia mole di dati e su una comprensione approfondita dei meccanismi di azione dei vaccini, che sono distinti dai processi fisiologici che regolano la fertilità.

Vaccinazione in Gravidanza e Allattamento: Benefici per Madre e Feto

Oltre ai benefici in termini di sicurezza per la madre, bisogna poi rilevare che, come succede già per vaccini come quello della pertosse o dell’influenza, anche in questo caso gli anticorpi prodotti dalla madre passano la placenta e arrivano al feto, per proteggerlo almeno per qualche mese, a differenza del vaccino che NON passa la placenta. Questo meccanismo offre una protezione passiva al neonato, che è particolarmente vulnerabile nei primi mesi di vita. Sotto questo aspetto vi rimando anche a un piccolo studio israeliano appena pubblicato, dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme. Lo studio, che ha preso in esame il sangue del cordone ombelicale di 40 neonati, vi ha trovato in tutti i casi una forte presenza di anticorpi prodotti dalle madri vaccinate con Pfizer-BioNTech. Questo risultato conferma la capacità dei vaccini di indurre una robusta risposta immunitaria che si traduce in un beneficio diretto anche per il feto.

La vaccinazione durante l'allattamento è altresì considerata sicura. I vaccini non contengono virus vivi replicanti e le componenti vaccinali non vengono trasferite nel latte materno in quantità significative. Gli anticorpi prodotti dalla madre vaccinata, invece, possono passare nel latte materno, offrendo ulteriore protezione al neonato. I dati durante la gravidanza sono alquanto “limitati” e scarsi per quanto concerne l’allattamento, tuttavia, le evidenze preliminari e la consolidata comprensione della biologia dei vaccini supportano la loro sicurezza.

Vaccinazione e Percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Le donne che stanno pianificando una gravidanza o che sono già in percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) hanno spesso manifestato preoccupazioni specifiche riguardo alla vaccinazione. Non vi sono dati circa l’influenza e la relazione tra vaccino e fertilità, né vi sono controindicazioni alla somministrazione dei vaccini in chi cerca il concepimento naturalmente o in chi intraprende un percorso di PMA, come non sussistono motivi su basi biologiche per ritenere che questi vaccini possano interferire negativamente con la fertilità stessa della donna. Questo è un messaggio cruciale per le coppie che affrontano trattamenti di fertilità. Il Gruppo di Lavoro ESHRE COVID-19 ha pubblicato una serie di raccomandazioni rispetto al vaccino anti-COVID-19 nell’ambito della Riproduzione Assistita. La ESHRE indica che i vaccini inattivati e costituiti da tossoidi si considerano sicuri durante la gravidanza.

Si è a favore del vaccino per le donne con malattie croniche e le donne con un altro rischio di esposizione al virus, specialmente in contesti di PMA dove la salute generale della paziente è una priorità. Dovrei vaccinarmi prima di iniziare un trattamento di riproduzione assistita o prima di cercare una gravidanza? Le raccomandazioni generali indicano che le donne con malattie croniche, o quelle con maggiore rischio di esposizione al virus, dovrebbero essere vaccinate prima di intraprendere trattamenti di fertilità. Nonostante non vi siano controindicazioni specifiche, è consigliabile pianificare il trattamento dell'infertilità solo un mese dopo la seconda dose di vaccinazione, in particolare se le prime 12 settimane sono più rischiose per lo sviluppo della gravidanza. Se queste raccomandazioni vengono seguite, non c'è motivo di preoccuparsi del potenziale effetto negativo della vaccinazione sul risultato pianificato, ovvero la nascita di un bambino sano. Inoltre, la ESHRE specifica che gli uomini o donne che vivono in paesi in cui il vaccino non è disponibile o che semplicemente scelgono di non vaccinarsi, questo dato non deve essere un impedimento per iniziare un trattamento di riproduzione assistita, purché si adottino tutte le precauzioni necessarie per la salute. L’Instituto Bernabeu continua a consigliare che tutta la popolazione che possa accedere alla vaccinazione anti-COVID lo faccia il prima possibile. Sarete più protetti e se si dovessero contrarre malattie prima, durante o dopo l’inizio della gravidanza il rischio di complicazioni per COVID-19 si riduce notevolmente. Questa è la priorità.

Considerazioni su Reazioni Allergiche e Altri Aspetti Pratici

Come per qualsiasi farmaco o vaccino, esiste la possibilità di reazioni avverse, incluse quelle allergiche. I pazienti che mostrano una reazione allergica severa alla 1º dose non dovranno ricevere la 2º. Dovranno essere somministrate in ambienti ospedalieri dove poter prestare trattamento urgente in caso di reazione allergica. Il paziente vaccinato deve essere tenuto sotto osservazione per almeno 15-30 minuti. Nonostante non siano stati identificati componenti specifici del vaccino che possano causare anafilassi, il polietilenglicole è uno dei principali ingredienti e potrebbe causare potenziali reazioni avverse. Tuttavia, è importante notare che persone con allergie ad alimenti, al lattice e a farmaci abituali non dovrebbero presentare maggiori probabilità a soffrire reazioni allergiche ai vaccini anti-COVID-19. Questo rassicura la maggior parte delle persone con allergie comuni.

Un'altra considerazione pratica riguarda l'uso di contraccettivi ormonali. Bisogna tenere presente che al momento della prima prescrizione un medico curante valuta con accuratezza il rischio trombotico di ogni sua paziente su tutta una serie di criteri, parametri ed esami del sangue: detto questo, il rischio di trombosi venosa in corso di terapia estroprogestinica è maggiore nei primi tre mesi d’assunzione e poi diminuisce nei mesi successivi, motivo per il quale se è sbagliato fare una pausa nell’assunzione della pillola contraccettiva, altrettanto non è corretto sospenderla per fare il vaccino contro Sars-CoV-2. Non esiste neanche un razionale nel non iniziare una terapia contraccettiva che era stata programmata, a meno che questo crei una particolare ansia alla paziente. Le decisioni sulla contraccezione o sulla vaccinazione devono essere prese in consultazione con il proprio medico, basandosi su una valutazione personalizzata del rischio-beneficio.

La Questione della Tempistica per il Concepimento Post-Vaccinazione

Vi sono vari punti di vista sulla necessità di posticipare il concepimento dopo il vaccino. Stando a quanto indicato dopo i primi vaccini somministrati, è importante attendere due settimane dopo l’ultima dose prima di iniziare una gravidanza. Questa è una raccomandazione precauzionale che è stata data in alcune fasi iniziali delle campagne di vaccinazione. Tuttavia, le evidenze attuali e il consenso delle maggiori autorità sanitarie tendono a non imporre un ritardo. Non vi sono dati circa l’influenza e la relazione tra vaccino e fertilità, né vi sono controindicazioni alla somministrazione dei vaccini in chi cerca il concepimento naturalmente o in chi intraprende un percorso di PMA, come non sussistono motivi su basi biologiche per ritenere che questi vaccini possano interferire negativamente con la fertilità stessa della donna. Le informazioni dei vaccini attuali confermano che gli studi su animali “non mostrano effetti negativi sulla gravidanza”.

Le donne che scoprono di essere incinte dopo aver ricevuto una dose di vaccino, o che intendono concepire poco dopo la vaccinazione, non dovrebbero allarmarsi. Come menzionato, sono state vaccinate più di un miliardo di persone, così come molte donne che non sapevano della loro gravidanza o sono rimaste incinte poco dopo la vaccinazione, senza riscontrare un aumento di problematiche legate alla fertilità o alla gravidanza. Attualmente non vi sono informazioni relative al ruolo del vaccino in pazienti e persone che hanno superato il COVID-19 e potrebbero essere immuni. Il Dr. Jordi Suñol consiglia di monitorare i risultati dei trattamenti di riproduzione assistita e confrontarli con pazienti vaccinati VS non vaccinati, per continuare a raccogliere dati e affinare le raccomandazioni future. Quanto riportato in questo articolo ha carattere puramente informativo e non sostituisce in alcun modo il parere del vostro medico di fiducia, al quale dovete sempre rivolgervi per qualsiasi decisione sulla vostra salute.

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