Guida Completa all'Assicurazione e alla Gestione delle Coliche nel Cavallo

Possedere un cavallo, che sia per passione personale, attività sportiva o allevamento, rappresenta un investimento significativo sia dal punto di vista emotivo che economico. I costi di mantenimento e cura di un cavallo possono essere elevati e un imprevisto può trasformarsi rapidamente in un grande problema finanziario. La gestione del rischio attraverso strumenti assicurativi adeguati e la conoscenza approfondita delle patologie più comuni, come le coliche, sono pilastri fondamentali per chiunque si prenda cura di questi splendidi animali.

Ritratto di un cavallo in un ambiente di scuderia sereno e controllato

Il rischio colica: comprendere il nemico silenzioso

Il termine “colica” si riferisce al dolore addominale piuttosto che a un disturbo specifico. Le condizioni che comunemente causano le coliche includono gas, impattamento, sovraccarico di cereali, ingestione di sabbia e infezione da parassiti. È essenziale comprendere che, come afferma il dottor Michael N. Fugaro, “Ogni cavallo ha la capacità di provare coliche”. Il disturbo è indiscriminato di età, sesso, razza, occupazione o ambiente.

I sintomi che ci indicano che un cavallo potrebbe essere in colica includono il fatto che il cavallo si butta in terra e si rialza continuamente, che raspa, si rotola e non mangia. Tuttavia, a volte ci sono dei cavalli che possono avere dei sintomi meno evidenti ed in quei casi è più complesso capire a cosa siamo di fronte. Spesso solo l’esperienza e la conoscenza delle abitudini dell’animale fanno la differenza. La diagnosi, come sottolinea la dott.ssa Amy Plummer Weatherly, si basa generalmente sull’esame fisico, tra cui suoni intestinali, temperatura, polso, frequenza respiratoria, palpazione rettale e colore delle mucose, oltre all’ecografia addominale ed esami del sangue. Le coliche si dividono in due gruppi: le coliche mediche, che non richiedono intervento chirurgico, e le coliche chirurgiche. Con un trattamento appropriato e tempestivo, la prognosi è solitamente da buona a eccellente.

Protocollo di gestione in emergenza: 12 consigli pratici

La gestione tempestiva è cruciale. Ecco i suggerimenti dei veterinari intervistati da The Horse per affrontare una potenziale colica:

  1. Monitoraggio costante: Il dottor James Carmalt consiglia di controllare la temperatura rettale e la frequenza cardiaca (che nei cavalli varia solitamente tra 28 e 42-45 battiti al minuto). È utile conoscere la frequenza abituale del proprio cavallo in condizioni di salute.
  2. Analisi degli escreti: Controllare le feci del cavallo: verificare se la quantità e la qualità sono costanti o se il cavallo ha prodotto meno scarti del solito e più asciutti.
  3. Contatto immediato con il veterinario: La dott.ssa Amy Plummer suggerisce di chiamare subito il professionista al primo sentore. Attendere può trasformare problemi minori in condizioni incurabili o fatali, come la rottura dello stomaco dovuta a eccesso di liquidi.
  4. Supervisione attiva: Non sottovalutare la situazione. La tecnologia oggi offre telecamere a batteria con sim dati per sorvegliare il cavallo anche a distanza.
  5. Movimento controllato: Il dottor Daniel Keenan suggerisce di farlo camminare in maniera veloce per 45-60 minuti, se il parere del veterinario lo consente, per aumentare la mobilità intestinale ed evitare che il cavallo si butti a terra.
  6. Digiuno forzato: Non dare da mangiare nulla e impedire l'accesso a qualsiasi fonte di cibo, inclusa l'erba durante le passeggiate.
  7. Restrizione idrica: Evitare l'accesso all'acqua fino al parere del veterinario per scongiurare il rischio di rottura gastrica in caso di dilatazione.
  8. Niente fai-da-te farmacologico: Non somministrare farmaci senza approvazione, poiché gli antidolorifici possono mascherare i segnali clinici necessari alla diagnosi.
  9. Dosaggio responsabile: Non abusare dei farmaci. Come nota il dott. Fugaro, se il dolore ritorna, non è per scarsa dose, ma perché la condizione clinica supera le capacità terapeutiche del farmaco.
  10. Ambiente sicuro: Sistemare il cavallo in un’area priva di pericoli per evitare che si faccia male rotolandosi. Se si tratta di una fattrice, separare il puledro mantenendolo visibile per evitare ansia.
  11. Logistica di trasporto: Organizzare tempestivamente il trasporto verso la clinica, verificando la disponibilità di professionisti prima che l'emergenza diventi critica.
  12. Piano B veterinario: Avere sempre più di un contatto veterinario in rubrica per assicurarsi di ricevere assistenza anche in caso di irreperibilità del primo riferimento.

Illustrazione schematica dei corretti parametri vitali del cavallo per il monitoraggio sanitario

L'importanza dell'assicurazione medica

Assicurare un cavallo è una scelta fondamentale per ogni proprietario. Un intervento chirurgico per una colica può arrivare a costare 7.000 euro; avere una copertura assicurativa permette di prendere la decisione migliore per la vita dell'animale senza dover valutare prioritariamente l'aspetto economico.

Le tipologie di polizze si differenziano in base alle esigenze:

  • Assicurazione RC (Responsabilità Civile): Copre i danni a terzi causati dall'animale. Spesso inclusa nelle polizze di capofamiglia, è una base necessaria per chi possiede animali di oltre 400 kg.
  • Assicurazione spese mediche: Fondamentale per affrontare interventi chirurgici e cure intensive. È la forma di tutela principale per gestire le coliche gravi e i relativi costi clinici.
  • Assicurazioni specifiche per allevamento e sport: Esistono coperture dedicate alla sterilità degli stalloni, alla gravidanza delle fattrici, al furto, agli infortuni e alla disabilità permanente che impedisce al cavallo di svolgere l'attività per cui è assicurato.

Colica nel cavallo: 12 cose da sapere

Valutazione del rischio per l'assicuratore

Prima di sottoscrivere una polizza, le compagnie richiedono informazioni dettagliate per valutare il profilo di rischio. È necessario dichiarare:

  • Storico assicurativo: Se il cavallo è stato assicurato negli ultimi 5 anni e se vi sono state risoluzioni o condizioni particolari.
  • Esperienze pregresse: Se il cavallo è deceduto o ha subito perdite di compagni di scuderia, e se sussistono interessi finanziari da parte di terzi.
  • Dati identificativi: Nome, microchip (standard ISO), data di nascita e utilizzo prevalente (equitazione, dressage, ecc.).
  • Stato di salute: È vitale segnalare eventuali episodi passati di coliche, disturbi intestinali, fratture, lesioni tendinee o trattamenti veterinari significativi negli ultimi 12 mesi.
  • Valore commerciale: Il prezzo di acquisto (al netto di tasse) e la somma assicurata desiderata, supportati da documentazione contrattuale o ricevute.

Una corretta comunicazione dei dati è obbligatoria. L'assicuratore crea raccolte dati sia per la gestione dei clienti che per la liquidazione dei sinistri. La trasparenza su fattori che influenzano la salute del cavallo, inclusi postura, occhi, sistema cardiaco e respiratorio, è la base per una copertura efficace. La prudenza non è mai troppa quando si gestisce un animale di valore, e una polizza ben strutturata rappresenta lo scudo contro gli imprevisti che la gestione di un equino comporta inevitabilmente.

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