L'Assegno di Maternità dei Comuni: Un Supporto Economico Fondamentale per le Nuove Famiglie in Italia

L'arrivo di un bambino rappresenta un momento indimenticabile nella vita familiare, un evento che porta con sé gioia e nuove responsabilità. Tuttavia, è anche un periodo in cui bisogna affrontare determinate spese, per garantire al piccolo tutto ciò di cui necessita. Un periodo in cui lievitano i costi da sostenere, dal corredino al passeggino, dalle vaschette per il bagnetto alla culla, e tante altre cose necessarie per il bebè, rappresentando spesso una spesa non indifferente. Purtroppo, ben lo si sa, dopo una gravidanza, ancora oggi non è così scontato e facile poter tornare al proprio lavoro o, se non se ne aveva uno, trovarne uno nuovo. Quali che siano i motivi, comunque, essere una mamma senza un impiego, con un reddito familiare basso, è senza dubbio un problema di non poco conto. Se la mamma non ha un lavoro, non può contare neanche sull’indennità di maternità classica. In questo contesto, l'Assegno di Maternità di Base, meglio conosciuto come "Assegno di Maternità dei Comuni", si configura come un sostegno concreto e mirato, volto ad alleviare l'onere economico che grava sulle famiglie in un momento così delicato. Questo beneficio assistenziale è stato pensato proprio per le donne e le famiglie che hanno più bisogno rispetto alle altre, che magari non godono di una situazione economica più agiata.

Famiglia con neonato

Cos'è l'Assegno di Maternità dei Comuni e Come Funziona

L'Assegno di Maternità di Base, anche detto "assegno di maternità dei Comuni", è una prestazione assistenziale di significativa importanza. È concesso direttamente dai Comuni di residenza e, successivamente, pagato dall'INPS. La sua istituzione risale all'articolo 66 della legge n. 448 del 1998, con effetto dal 1° gennaio 1999, ed è oggi disciplinato dal D.P.C.M. e dall'articolo 74 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151/2001. Questo contributo è erogato mensilmente per un totale di cinque mesi e si rivolge principalmente alle madri che, in occasione di nascite, affidamenti preadottivi e adozioni senza affidamento, non hanno accesso ad altre indennità di maternità o le percepiscono in misura ridotta. L'obiettivo primario di questa misura è fornire un aiuto economico tangibile per affrontare le prime necessità legate all'arrivo di un nuovo membro in famiglia, in particolare quando la madre si trova in una condizione di disoccupazione o con una copertura previdenziale insufficiente.

Questo assegno si presenta come un contributo mensile concesso per 5 mesi in relazione a nascite, affidamenti preadottivi e adozioni senza affidamento. L'erogazione avviene tramite bonifico INPS, effettuato direttamente sul conto corrente della richiedente, che solitamente è la madre. È importante sottolineare che, sebbene l'importo sia uguale in tutti i Comuni, i regolamenti specifici o le modalità attuative per la presentazione della domanda possono variare leggermente da Comune a Comune. Ciò nonostante, il diritto all'assegno e i suoi principi fondamentali rimangono invariati a livello nazionale.

Il bonus 1700 euro nascita, come è comunemente chiamato data la sua cifra indicativa, è specificamente dedicato a tutte quelle mamme che non lavorano, e che di conseguenza non hanno diritto all’indennità di maternità obbligatoria classica prevista per le lavoratrici. Tuttavia, il beneficio non è esclusivo per le donne completamente disoccupate. Infatti, se una madre percepisce già un’indennità di maternità, ma l’importo di quest'ultima è minore rispetto all’assegno dei Comuni, allora ha diritto comunque a quest’ultimo ma in misura ridotta, integrando la somma fino al raggiungimento dell'ammontare previsto.

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A Chi Spetta l'Assegno: Requisiti di Idoneità

Per avere diritto all'Assegno di Maternità dei Comuni, è necessario soddisfare una serie di requisiti specifici, che riguardano la cittadinanza, la residenza e la situazione economica e previdenziale della richiedente. Questi criteri sono stabiliti per garantire che il sostegno arrivi effettivamente a chi ne ha più bisogno.

Cittadinanza e Residenza

In primo luogo, l'assegno spetta a cittadine italiane o comunitarie. Se la richiedente è una straniera extracomunitaria, deve possedere una carta di soggiorno oppure un permesso di soggiorno di lungo periodo. Un altro requisito imprescindibile è la residenza in Italia al momento della nascita del bebè oppure al momento dell’arrivo in famiglia, nel caso di adozione o affidamento. È quindi importante che al momento del parto o dell'arrivo del piccolo tu risieda in Italia, poiché l’assegno infatti non spetta alle donne, seppur italiane, che risiedono all’estero. Questo assicura che il beneficio sia destinato a coloro che contribuiscono e vivono all'interno del sistema sociale italiano.

Condizione Economica e Previdenziale

Le richiedenti non devono avere alcuna copertura previdenziale oppure devono averla entro un determinato importo fissato annualmente. Inoltre, non devono essere già beneficiarie di altro assegno di maternità INPS ai sensi della legge 23 dicembre 1999, n. [numero legge non specificato nel testo originale fornito]. L'assegno ti spetta specificamente se sei disoccupata e quindi non percepisci l’indennità di maternità INPS. Il bonus 1700 euro nascita è dedicato a tutte quelle mamme che non lavorano, che quindi non hanno diritto all’indennità di maternità obbligatoria classica.Se sei una donna disoccupata e aspetti un bambino, puoi chiedere al Comune il bonus 1700 euro nascita. La misura è concessa a madri che non hanno accesso ad altre indennità di maternità.

Casistiche Specifiche: Maternità INPS ridotta e Disoccupazione

Il bonus è riservato solo alle donne che non lavorano, che sono dunque disoccupate. Tuttavia, come già accennato, esistono delle sfumature. Se, per esempio, una lavoratrice part-time è alla fine del settimo mese e inizia la sua maternità obbligatoria, e sulla base del suo stipendio ha diritto a un’indennità di maternità di 200 euro al mese, ma l'importo mensile del bonus dei Comuni è pari a 348,12 euro, allora avrà diritto a una integrazione. In questo caso, l’assegno del Comune sarà pari alla differenza, ossia 148,12 euro (calcolando 348,12 meno 200 euro).

Questo assegno si applica in diverse situazioni relative all'arrivo di un minore in famiglia:

  • Parto;
  • Adozione/affidamento preadottivo di bambino fino a 6 anni, se si tratta di adozione/affidamento nazionale;
  • Adozione/affidamento preadottivo di bambino fino a 18 anni, se si tratta di adozione/affidamento internazionale.

In sintesi, il diritto all’assegno si concretizza solo se si possiedono determinati requisiti reddituali, in un'ottica di supporto alle famiglie con maggiori difficoltà economiche.

Il Requisito Fondamentale: L'Indicatore ISEE e le Sue Variazioni

Il diritto a percepire l'Assegno di Maternità dei Comuni è strettamente legato al possesso di specifici requisiti reddituali, verificati attraverso l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). L'ISEE, infatti, è lo strumento chiave che permette di valutare la condizione economica del nucleo familiare e di stabilire l'accesso a diverse prestazioni sociali agevolate, inclusa questa. Il bonus è quindi dedicato alle donne e famiglie che hanno più bisogno rispetto alle altre, che magari godono di una situazione più agiata.

L'importo massimo dell'ISEE per poter accedere al beneficio non è fisso, ma viene adeguato all'inflazione di anno in anno, così come il reddito massimo entro il quale si ha diritto a riceverlo. Questa rivalutazione annuale tiene conto della variazione dell'indice dei prezzi al consumo ISTAT, garantendo che il valore del beneficio e la soglia di accesso mantengano il loro potere d'acquisto nel tempo.

Documenti ISEE e calcolatrice

Soglie ISEE Specifiche Negli Anni

Nel corso degli anni, le soglie ISEE per accedere all'Assegno di Maternità dei Comuni hanno subito delle modifiche, riflettendo le rivalutazioni annuali:

  • Per l’anno 2018, tale beneficio poteva essere richiesto se l’importo ISEE non superava i 17.142,46 euro.
  • Altre indicazioni nel tempo hanno menzionato un ISEE non maggiore di 17.747,58 euro o 17.416,66 euro, a riprova della costante variazione.
  • Per il 2026, la Presidenza del Consiglio dei ministri in data 9 febbraio 2026 ha comunicato i valori rivalutati con una variazione dell'indice ISTAT pari all'1,4%. Per tale anno, la soglia di ISEE massimo per accedere è pari a euro 20.668,26.

Come Ottenere l'Attestazione ISEE

Per quanto riguarda l’ISEE, basta che ti rechi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) della tua città e in pochi giorni ti rilasciano il documento ISEE, da presentare al Comune per la domanda del bonus. Per calcolare il tuo ISEE, il CAF richiederà le informazioni relative al tuo stato familiare, ai redditi percepiti da tutti i membri del nucleo familiare, e al patrimonio posseduto, che include immobili di proprietà, denaro in banca e altre forme di ricchezza. È fondamentale fornire informazioni accurate per ottenere un calcolo corretto e un'attestazione valida.

L'Importo dell'Assegno: Dettagli e Calcoli

L'importo dell'Assegno di Maternità dei Comuni non è una cifra statica, bensì un valore soggetto a rivalutazione annuale. Questo meccanismo assicura che il beneficio mantenga un potere d'acquisto coerente con le dinamiche economiche e l'inflazione, basandosi sulla variazione dell'indice dei prezzi al consumo ISTAT per le famiglie di operai e impiegati. L'importo è uguale in tutti i Comuni, garantendo uniformità a livello nazionale.

Importi Storici e Attuali

La cifra attorno ai 1.700 euro, da cui deriva il nome colloquiale "bonus 1700 euro nascita", è un'approssimazione che riflette il valore complessivo dell'assegno in diversi periodi. Tuttavia, gli importi esatti variano annualmente:

  • Per il 2018, il bonifico INPS ammontava a 338,89 euro per 5 mesi, per un totale complessivo di 1.713 euro.
  • Altre fonti indicano un ammontare del bonus fisso pari a 354,73 euro per 5 mensilità, per un totale di 1.773,65 euro circa.
  • Un'altra stima del totale è di circa 1.740 euro, corrispondenti a 5 mensilità di 348,12 euro. L’importo dell’assegno è pari a 1.740,60 euro, nello specifico 5 mensilità di 348,12 euro.
  • Per il 2026, l'importo è pari a 413,10 euro al mese. Questo si traduce in un importo totale di circa 2.065,50 euro (413,10 euro moltiplicato per 5 mesi). Questo dato è stato comunicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 9 febbraio 2026, a seguito della variazione dell'indice ISTAT pari all'1,4%.

È evidente, quindi, che il valore dell'assegno si evolve nel tempo, ma il principio delle cinque mensilità rimane un punto fermo nella sua erogazione.

Calcolo in Caso di Indennità di Maternità INPS Ridotta

Come precedentemente menzionato, l'assegno dei Comuni non esclude automaticamente chi già percepisce un'indennità di maternità INPS, a patto che quest'ultima sia inferiore all'importo mensile dell'assegno comunale. In questo scenario, si ha diritto a un'integrazione. Vediamo un esempio numerico per meglio comprendere il meccanismo: se l’importo dell’assegno del Comune è pari a 1.740,60 euro, ovvero 5 mensilità di 348,12 euro, e tu percepisci già un’indennità di maternità INPS per esempio pari a 200 euro al mese, allora hai diritto comunque all’assegno del Comune, che sarà pari alla differenza. Questa differenza ammonta a 148,12 euro per ciascuna delle 5 mensilità (ossia 348,12 - 200). In pratica, il beneficio del Comune "colma" la differenza fino a raggiungere l'ammontare massimo previsto per l'assegno stesso.

L'Assegno per Nascita Multipla o Adozioni di Più Minori

Un aspetto molto importante e vantaggioso dell'Assegno di Maternità dei Comuni è che l’assegno ti spetta per ogni figlio. Quindi, se per esempio hai due gemelli, hai diritto non a 1700 euro, ma al doppio, ossia 3.400 euro circa, a seconda dell'importo annuale in vigore. Lo stesso dicasi se hai tre gemelli: hai diritto a 5.100 euro circa. Medesimo discorso si applica in caso di affidamento o adozione: hai diritto a tanti bonus quanti sono i bambini che hai deciso di adottare o prendere in affidamento preadottivo, purché rientrino nei requisiti di età e tipologia di adozione/affidamento stabiliti dalla normativa. Questa previsione è un riconoscimento significativo delle maggiori spese e del maggiore impegno richiesto alle famiglie con più figli contemporaneamente.

Come Richiedere l'Assegno: Procedura e Documentazione Necessaria

La richiesta dell'Assegno di Maternità dei Comuni è un processo che si svolge interamente presso il proprio Comune di residenza. È fondamentale seguire attentamente le indicazioni e rispettare le tempistiche per assicurarsi l'accesso a questo importante supporto economico.

Dove e Quando Presentare la Domanda

Per ottenere il bonus 1700 euro nascita, devi presentare domanda in Comune entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o in affido. È quindi cruciale agire tempestivamente. La domanda va presentata al proprio Comune di residenza, che ha il compito di verificare la sussistenza dei requisiti di legge (come previsto dagli articoli 17 e seguenti della normativa). Puoi inviare la domanda per il Bonus Mamme Disoccupate al tuo comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia del minore adottato (o in affido preadottivo). Solitamente, trovi il modulo di domanda direttamente presso l’ufficio competente del Comune.

La Documentazione Essenziale

Per completare la domanda, al Comune devi consegnare una serie di documenti specifici. È consigliabile preparare tutto in anticipo per evitare ritardi:

  • Modulo di domanda del bonus: Il modulo lo trovi direttamente in Comune. Compilarlo con precisione è il primo passo.
  • Attestazione ISEE: L'attestazione ISEE, che ti sei fatto fare da un CAF, è indispensabile per dimostrare il possesso dei requisiti reddituali. Per il calcolo dell'ISEE, il CAF ti chiederà informazioni sul tuo stato familiare, sui redditi percepiti e sul patrimonio posseduto (come immobili di proprietà, denaro in banca, ecc.). La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) oppure l'attestazione della dichiarazione sostitutiva ancora valida, contenente i redditi percepiti dal nucleo familiare di appartenenza nell'anno precedente, sono documenti accettati.
  • Autocertificazione: Devi presentare un'autocertificazione in cui dichiari, sotto la tua responsabilità, di possedere i requisiti richiesti dalla legge per la concessione dell'assegno. Questi includono la residenza, la cittadinanza (o il possesso dei permessi di soggiorno per extracomunitarie) e, soprattutto, di non avere diritto per il periodo di maternità all'indennità di maternità dell'INPS ovvero alla retribuzione. Diversamente, se percepisci un'indennità INPS, dev'essere indicato l'importo di tali trattamenti economici per il calcolo della eventuale differenza. Inoltre, dovrai dichiarare di non aver presentato, per il medesimo figlio, domanda per l'assegno di maternità a carico dello Stato di cui all'art. 75 del D.Lgs. 151/2001. Il modello di autocertificazione lo trovi anche questo in Comune.
  • Carta di soggiorno o permesso di soggiorno: Se sei una cittadina extracomunitaria, la carta di soggiorno o il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo sono documenti obbligatori.

Modulo domanda con penna

Un'Attenzione Particolare per le Madri Extracomunitarie

È cruciale prestare attenzione alle tempistiche, soprattutto per le madri extracomunitarie. Le Questure rilasciano la carta di soggiorno entro 90 giorni dalla richiesta. Pertanto, le madri extracomunitarie che intendano richiedere l’assegno di maternità devono attivarsi tempestivamente per non superare il termine di sei mesi dalla nascita o dall'arrivo del bambino per la presentazione della domanda. La tempestività è fondamentale per non perdere il diritto al beneficio.

Tempistiche di Erogazione dell'Assegno

Una volta presentata la domanda per l'Assegno di Maternità dei Comuni, è naturale chiedersi quali siano i tempi di attesa per la sua erogazione. La procedura prevede un'interazione tra il Comune e l'INPS, con scadenze definite che mirano a garantire una gestione efficiente delle richieste.

Accettazione della Domanda e Tempi di Processamento Comunale

La domanda la fai al Comune, ed è il Comune stesso che si occupa della fase istruttoria, verificando la completezza della documentazione e la sussistenza di tutti i requisiti di legge. Il termine ordinario per l’emanazione dei provvedimenti da parte delle amministrazioni pubbliche è stabilito dalla legge 241/1990 in 30 giorni. Di solito, la domanda viene accettata entro un mese. Questo periodo permette al Comune di effettuare i controlli necessari prima di inoltrare la pratica all'INPS per il pagamento.

Se dovesse passare più tempo del previsto e non si ricevono comunicazioni, è consigliabile rivolgersi direttamente al Comune di residenza. Contattare l'ufficio competente ti permetterà di ricevere informazioni in merito allo stato di avanzamento della tua richiesta e chiarire eventuali dubbi o necessità di integrazione documentale.

Pagamento da Parte dell'INPS

Una volta che il Comune accetta la tua richiesta e ne dà comunicazione all'INPS, chi paga è l’INPS. Ricevi un accredito ogni mese, per 5 mesi, direttamente sul tuo conto corrente. Questa modalità di pagamento rateizzato è una caratteristica distintiva dell'Assegno di Maternità dei Comuni, fornendo un supporto economico continuativo per i primi mesi di vita del bambino o di permanenza del minore adottato/affidato in famiglia. Il bonifico INPS, effettuato direttamente sul conto corrente di chi lo richiede (in questo caso la madre), viene corrisposto in queste cinque rate mensili, offrendo un aiuto costante in un periodo di nuove sfide e spese.

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