Aspirazione Nasale e Gestione Respiratoria nei Degenti Affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)

La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cellule nervose responsabili del controllo dei muscoli volontari. Tra le molteplici sfide che i pazienti affetti da SLA si trovano ad affrontare, la compromissione della funzione respiratoria e la gestione delle secrezioni rappresentano aspetti cruciali per la qualità di vita e la sopravvivenza. La comprensione dei meccanismi respiratori, l'identificazione precoce dei problemi e l'adozione di strategie terapeutiche adeguate, inclusa la gestione dell'aspirazione, sono fondamentali.

Fisiologia Respiratoria e l'Impatto Progressivo della SLA

Il processo respiratorio è un meccanismo complesso che coinvolge una serie di muscoli e strutture anatomiche essenziali. Quando si effettua un respiro, entrano in gioco primariamente il diaframma e, talvolta, i muscoli intercostali. Il diaframma è un grosso muscolo a forma di cupola posto tra i polmoni e l’addome; muovendosi verso il basso, espande la gabbia toracica e provoca l’entrata di aria nei polmoni. Le prime vie aeree, ovvero la bocca o il naso e la gola, devono essere pervie, cioè libere. L’aria inspirata va a finire nei bronchi, le vie aeree dei polmoni, e in milioni di alveoli, piccole sacche di aria all’interno del polmone. Qui, l’ossigeno è trattenuto e trasportato all’interno del sangue, mentre l’anidride carbonica (CO2) è eliminata. L’intero processo che muove aria dentro e fuori i polmoni prende il nome di ventilazione; se questo processo non è sufficiente, prende il nome di ipoventilazione.

Quando il corpo è sottoposto a un esercizio fisico di una certa entità, i muscoli consumano più ossigeno e l’aumento del metabolismo produce più CO2, che deve quindi essere eliminata. I muscoli respiratori lavorano molto di più durante un esercizio fisico intenso, aiutandoci a respirare più profondamente e ad aumentare il numero di respiri al minuto. Anche durante il sonno, quando molti muscoli si rilassano, è mantenuto un tono muscolare costante nella faringe (il passaggio dal naso e dalla bocca all’esofago e alla trachea), nella lingua e nella gola, in modo da mantenere pervie le vie aeree e permettere la respirazione. Quando si è sdraiati, il diaframma lavora molto di più ad ogni atto respiratorio, perché deve spingere gli organi addominali verso il basso e, nello stesso tempo, far entrare aria nei polmoni.

Nella SLA, la perdita progressiva di funzione dei motoneuroni può variare in velocità da persona a persona. Le complicazioni spesso coinvolgono i muscoli bulbari, cioè quelli deputati a parlare e deglutire. I motoneuroni che controllano i muscoli respiratori sono spesso colpiti dopo che è comparsa debolezza ai muscoli delle braccia o delle gambe. Tuttavia, talvolta i muscoli respiratori sono colpiti nelle fasi iniziali della SLA, anche quando è presente solo una minima debolezza muscolare agli arti. Quando la SLA colpisce i motoneuroni che controllano i muscoli respiratori, la respirazione diviene difficile e faticosa. Spesso il primo segno si manifesta solo durante uno sforzo fisico intenso o durante il sonno. Durante uno sforzo fisico si può avvertire mancanza di fiato, oppure può accadere di non riuscire a svolgere una certa attività. Tuttavia, questa sensazione può anche non essere avvertita, specialmente se gli arti sono già troppo deboli per fare sforzi.

Diagramma dell'apparato respiratorio umano

Il Fenomeno dell'Aspirazione Polmonare e le Sue Conseguenze nella SLA

Il termine "bulbare" si riferisce a quella parte di cervello conosciuta come “bulbo” o “midollo allungato”, che si trova sopra il midollo spinale. Il “danno bulbare” significa perdita di motoneuroni bulbari funzionanti. Questa condizione comporta problemi di linguaggio, di deglutizione e difficoltà a mantenere aperte le prime vie aeree durante il sonno. È proprio in questo contesto che emerge uno dei problemi più gravi e comuni nei degenti con SLA: l'aspirazione. Cibi o liquidi, compresa la saliva, possono finire nei bronchi e negli alveoli polmonari (aspirazione). Questa aspirazione può ostruire le vie aeree e bloccare lo scambio di gas, causare irritazione e lesioni polmonari quando sono coinvolti i succhi gastrici, o trasmettere infezioni dalla bocca o dalle gengive.

Quando deglutire diventa un problema, anche la nutrizione risulta compromessa. Inoltre, quando sono compromessi i muscoli respiratori, la tosse perde efficacia e il respiro diventa debole, rendendo difficile l'eliminazione di piccole quantità di materiale aspirato dalle vie aeree. In queste situazioni, una tosse efficace è necessaria per liberarsi dalle secrezioni.

Sla, un nuovo modello assistenziale di degenza in area critica respiratoria

I sintomi che possono indicare problemi respiratori legati all'aspirazione o all'ipoventilazione includono cefalea mattutina, mancanza di fiato, disturbi del sonno, sonnolenza diurna e riduzione dell’appetito. Poiché le apnee ostruttive e l’ipoventilazione spesso si presentano in associazione, è consigliabile effettuare una polisonnografia, o studio del sonno. Questo problema tende a presentarsi tardivamente in conseguenza alla progressiva perdita della forza dei muscoli respiratori. L’incapacità di respirare può presentarsi rapidamente in alcune particolari circostanze, provocando una crisi respiratoria. Per esempio, ciò può avvenire quando si sviluppa una polmonite, alcune volte accompagnata da febbre. In questa situazione, un trattamento aggressivo con antibiotici e, se necessario, un ventilatore meccanico per un breve periodo possono permettere di riprendere di nuovo un respiro efficace.

La bronchite, un’infiammazione e irritazione dei bronchi caratterizzata da tosse, è spesso causata da virus, batteri, sostanze irritanti (come il fumo di sigaretta) o allergeni ambientali. La polmonite, d'altra parte, causa il riempimento degli alveoli e dei tessuti circostanti con pus e muco, che ostacolano il flusso d’aria. Un buon flusso è necessario affinché l’ossigeno sia trasportato attraverso gli alveoli al sangue e la CO2 sia rilasciata dal sangue ed eliminata con la ventilazione.

Diagnosi e Monitoraggio della Funzione Respiratoria

Per i pazienti con SLA, un monitoraggio attento della funzione respiratoria è essenziale. Non esiste un unico modo corretto per valutare la funzione polmonare. Le prove di funzionalità respiratoria, dopo aver effettuato un test basale, possono essere ripetute, se necessario, ogni tre o sei mesi. Questi test servono per valutare la forza dei muscoli respiratori e se i polmoni funzionano bene. È fondamentale verificare se la propria Capacità Vitale (CV), cioè la quantità totale di aria che il paziente può eliminare con un’espirazione forzata, sia regolare. La CV può risultare ridotta in posizione sdraiata rispetto alla posizione seduta o in piedi. Se la CV è ridotta del 50%, il paziente e il suo medico devono preoccuparsi; se è ridotta al 30-35%, o se più bassa, possono manifestarsi un’insufficienza respiratoria o crisi respiratorie improvvise. Tuttavia, molti pazienti riescono a vivere per mesi a questi livelli di funzionalità respiratoria, o anche al di sotto di essi, senza complicazioni.

Un’altra procedura diagnostica è la misurazione della massima pressione inspiratoria (MIP) e della massima pressione espiratoria (MEP), ottenute inspirando o espirando in un tubo chiuso. La MIP rappresenta la forza dei muscoli inspiratori e la MEP la forza del meccanismo della tosse, che richiede un improvviso e potente atto espiratorio. Una valutazione dei valori di ossigeno e CO2 nel sangue arterioso (emogasanalisi) o della saturazione di ossigeno durante il sonno (ossimetria notturna) sono altri modi per valutare la funzione polmonare. Un’importante alterazione della funzione respiratoria notturna può portare a un calo di saturazione di ossigeno e ad alterazione della frequenza e del ritmo cardiaco. Un monitoraggio notturno attraverso un saturimetro con una memoria di 8-10 ore può fornire molte informazioni. È importante porre attenzione anche a ogni possibile complicanza della respirazione, come allergie respiratorie, asma o malattie respiratorie ostruttive croniche, spesso associate al fumo.

Strategie di Gestione e Prevenzione delle Complicanze Respiratorie

Per i pazienti affetti da SLA, mantenere uno stato di salute ottimale è cruciale per prevenire molte complicazioni respiratorie. Se si è attenti alla propria salute, ci si può mantenere in buone condizioni a lungo. Cercare di controllare la stitichezza, che può dare disagio e interferire con la respirazione, è una pratica utile; questa condizione di solito si risolve con l’aumento nella dieta di frutta, verdura, fibre e liquidi, o bevendo un bicchiere di acqua calda al mattino.

Le tecniche di respirazione e di tosse assistita possono aiutare a mantenere una buona funzione polmonare. Respiri profondi possono permettere di espandere pienamente i polmoni: fare 5 o 10 respiri profondi, con una breve pausa tra l’uno e l’altro, più volte al giorno. Una tosse efficace è necessaria per liberarsi dalle secrezioni. Quando la forza dei muscoli respiratori diminuisce, le tecniche per ottenere una tosse efficace possono aiutare a mantenere pulite o libere le vie aeree. Una tosse efficace richiede una profonda inspirazione, la coordinazione dei muscoli della gola (i muscoli bulbari) e un rapido flusso d’aria in espirazione. La coordinazione dei muscoli bulbari è altrettanto necessaria per trattenere l’aria e per rilasciarla rapidamente, in modo che il picco massimo di flusso d’aria espirato si abbia nella prima parte dell’espirazione, detta appunto “rapida”. Se il picco massimo del flusso espiratorio è relativamente basso, sono necessarie alcune tecniche di tosse assistita, soprattutto in corso di una infezione respiratoria. Se la capacità vitale è ridotta, il meccanismo della tosse può essere inefficace o debole. Alcune persone con SLA possono imparare a prendere diverse boccate d’aria, una dopo l’altra, per aumentare il volume d’aria disponibile per una tosse efficace. Ci sono diverse tecniche per la tosse che si possono imparare e che possono essere molto importanti per prevenire una complicanza polmonare come la polmonite.

È consigliabile farsi controllare periodicamente dal proprio medico di fiducia sottoponendosi agli esami che verranno di volta in volta richiesti. Se possibile, il paziente dovrebbe farsi accompagnare da un membro della propria famiglia o da un amico e preparare una lista dei problemi che lamenta da mostrare al proprio medico. L’utilizzo precoce di antibiotici è consigliabile in caso di infezioni respiratorie di origine batterica, così come l’utilizzo di tecniche per garantire una tosse efficace. È importante evitare l’esposizione a polveri o fumi. Inoltre, si dovrebbe fare una vaccinazione antipneumococcica, che dovrebbe diminuire il rischio di contrarre un tipo di polmonite batterica (quella da pneumococco).

Supporto Ventilatorio: Dalla Non Invasiva all'Invasiva

Quando la funzione respiratoria del paziente con SLA si deteriora significativamente, può rendersi necessario un supporto ventilatorio. La ventilazione meccanica consiste nell’utilizzare un respiratore portatile che supporta i polmoni e aiuta a respirare.

Ventilazione Non Invasiva (NIV)

La ventilazione non invasiva (NIV) consiste nell’utilizzo di una maschera nasale, buccale o facciale collegata a un piccolo ventilatore portatile. Possono essere usati sia ventilatori volumetrici sia pressumetrici. Negli anni, sono stati sviluppati dei nuovi ventilatori a pressione positiva per la NIV che hanno dimostrato facile adattamento da parte dei pazienti e molta efficacia nel trattamento dei disturbi legati all’insufficienza respiratoria. Questi ventilatori sono in grado di sviluppare due diversi livelli di pressione, uno durante l’inspirazione e una bassa pressione durante l’espirazione. In generale, la NIV è facile da gestire, non richiede particolare assistenza, ha poche complicanze e il costo è molto più basso rispetto a quello della ventilazione invasiva. È importante poter lavorare con uno pneumologo, che può fornire l’opportunità di provare questo tipo di ventilazione per poterla poi usare a domicilio.

Sono ora disponibili molti modelli di maschere nasali, facciali e buccali, incluse quelle modellate su misura. Il paziente deve provare le diverse maschere per poter scegliere la più comoda e adeguata per sé, che non irriti la cute e gli permetta una ventilazione senza eccessive fughe d’aria. Alcuni effetti collaterali della ventilazione con maschere nasali o facciali comprendono irritazioni o abrasioni della pelle, secchezza o infiammazione del naso, infiammazione delle congiuntive dovute a fughe d’aria e aria inghiottita che distende lo stomaco. Con le maschere nasali ci possono essere eccessive fughe d’aria dalla bocca durante il sonno, che determinano un’inadeguata ventilazione notturna. Questa situazione può essere migliorata utilizzando una mentoniera o una maschera facciale. Esistono altre attrezzature di supporto che non sono oggi generalmente utilizzate, eccetto che in centri specializzati in riabilitazione polmonare. Sebbene fossero popolari prima degli anni Ottanta, ora la ventilazione a pressione positiva è relativamente facile da usare e molto efficace in confronto a queste. L’ossigeno è generalmente utilizzato quando i polmoni sono malati, quindi in una condizione diversa da quella che si ha solitamente nella SLA, in cui i muscoli respiratori sono deboli mentre i polmoni sono sani. L’ossigeno può essere somministrato tramite occhiali nasali o connesso alla cannula.

Maschera per ventilazione non invasiva

Ventilazione Invasiva tramite Tracheotomia

La ventilazione invasiva tramite tracheotomia è un metodo meno diffuso ma efficace per trattare i disturbi di respirazione nella SLA. Questa procedura di ventilazione è considerata invasiva perché si basa su un’apertura chirurgica per aiutare il paziente nella ventilazione. Quando è necessario, un piccolo tubo per l’aspirazione può essere inserito all’interno dell’apertura stessa per rimuovere le secrezioni, o può esservi connesso un ventilatore meccanico. Le indicazioni per una ventilazione con tracheotomia comprendono un ridotto controllo dei sintomi o un persistente livello elevato di CO2 nonostante l’utilizzo di una ventilazione di supporto non invasiva, una tosse non efficace e l’incapacità di liberarsi dalle secrezioni bronchiali, e problemi di aspirazione persistenti.

Mangiare e parlare sono attività che possono essere mantenute, se non ci sono già preesistenti problemi di linguaggio e deglutizione, ma spesso sono più difficoltose. Una valvola fonatoria (come per esempio la Passy-Muir) può migliorare la capacità di parlare e deglutire. È possibile ricorrere alla ventilazione invasiva in determinate condizioni, per esempio quando i deficit bulbari rendono impossibile la ventilazione non invasiva e quando si vuole accettare una ventilazione di supporto permanente.

Questo tipo di ventilazione ha tuttavia diversi svantaggi. Alcune persone hanno la sensazione di un corpo estraneo, che aumenta la loro disabilità e dipendenza. Le secrezioni richiedono l’aspirazione, sia di notte sia durante il giorno. La tosse per poter liberare le piccole vie aeree è difficoltosa. La sede della tracheotomia può infettarsi, sanguinare, o produrre un tessuto infiammato (granuloma) che deve essere asportato. Richiede più pratica e più attenzione ed è più complessa da gestire.

Una tracheotomia può limitare la capacità di parlare. Si può ottenere un linguaggio soddisfacente creando una piccola fuga d’aria intorno alla cannula della tracheotomia con la cuffia (palloncino posto sulla cannula tracheostomica, che ne permette l’aderenza alle pareti della trachea) parzialmente o completamente scuffiata, o utilizzando una cannula non cuffiata o fenestrata (con un’apertura). L’aria che risale dalla cannula fino alle corde vocali e alla bocca permette al paziente di parlare. La valvola fonatoria è stata progettata per adattarsi alla cannula di una tracheotomia cuffiata. Questa valvola aumenta il flusso d’aria in uscita attraverso le corde vocali facilitando la parola e la liberazione dalle secrezioni. Una ventilazione di supporto con questa valvola richiede un’attenta valutazione della sicurezza del sistema e l’adeguamento del ventilatore per compensare eventuali fughe d’aria. Bisogna consultare uno specialista della parola e del linguaggio che abbia esperienza con la tracheotomia o la ventilazione di supporto. Esistono altri modelli di cannule per la tracheotomia e valvole fonatorie, ma non possono essere utilizzate contemporaneamente al ventilatore. In alcuni casi, soprattutto quando ci sono problemi neurologici che limitano il linguaggio, può essere necessario ricorrere a metodi alternativi di comunicazione. Ne esistono molti, sia strumenti semplici e poco costosi, sia apparecchi molto sofisticati.

Cannula tracheostomica con valvola fonatoria

Aspirazione delle Secrezioni: Principi Generali e Applicazioni Specifiche

Il termine "aspirazione nasale" fa riferimento alla rimozione di secrezioni e muco dalle cavità nasali. Sebbene il contesto più comune in cui si discute diffusamente di aspiratori nasali sia quello pediatrico, la comprensione di questi dispositivi e delle tecniche di rimozione delle secrezioni è utile per inquadrare le esigenze più complesse dei pazienti con SLA che necessitano di gestione delle vie aeree.

Aspirazione Nasale in Età Pediatrica: Un Parallelo Tecnologico

Nei bambini più piccoli, con le loro delicate vie respiratorie, le ostruzioni nasali sono particolarmente frequenti. A questo si aggiunge che, specialmente al di sotto dei 2 anni di età, non sono in grado di soffiare il naso. Un naso chiuso può rendere difficile la respirazione, l’alimentazione e il sonno, causando disagio e irritabilità. La presenza di muco nei neonati e nei bambini, che non sono ancora in grado di soffiarsi il nasino, favorisce la proliferazione di virus e batteri nelle vie aeree. Con il nasino chiuso, il bambino può manifestare difficoltà all’allattamento e a un sonno sereno durante la notte.

Fortunatamente, esistono dei device, chiamati aspiratori nasali, che spesso sembrano un’ottima soluzione per liberare le narici dei più piccoli da muco e secrezioni. Un aspiratore nasale è un dispositivo facile da usare che offre un rimedio rapido per l’eliminazione del muco e per mantenere sempre il nasino pulito. Grazie all’aspiratore nasale è possibile alleviare in modo semplice la congestione nasale, favorendo l’eliminazione del muco e facilitando così sonno e poppata.

Gli aspiratori nasali sono dei dispositivi che utilizzano una forza di aspirazione per rimuovere il muco dal naso del bambino in modo sicuro e permettergli di respirare senza ostruzioni. L’aspiratore è costituito da un beccuccio per il naso, un tubicino e un’ampolla di raccolta del muco. Questa è collegata con un boccaglio da cui è possibile aspirare il muco. I vecchi aspiratori nasali funzionavano facendo risucchiare al papà o alla mamma, tramite il tubicino, le secrezioni presenti nel nasino del bimbo. I nuovi aspiratori nasali, invece, collegati alla presa elettrica o a batteria, risucchiano il muco per mezzo del motore di aspirazione del dispositivo.

Esistono diverse tipologie di aspiratori, tra cui:

  • Aspiratori manuali: Funzionano con una pompa manuale che crea un’aspirazione. Sono economici e facili da usare, ma richiedono un po’ di forza. Un esempio è l'aspiratore Narhinel con ricambi.
  • Aspiratori elettrici: Utilizzano un motore per creare un’aspirazione più potente. Sono più costosi, ma più facili da usare e più efficaci per muco denso. Un esempio è l'aspiratore Braun.
  • Aspiratori a batteria: Sono simili agli aspiratori elettrici, ma funzionano a batteria. Sono portatili e comodi da usare fuori casa e soprattutto ne facilitano l’utilizzo con bambini refrattari all’aspirazione dei muchi.

Un esempio specifico è il Clenny A, un aspiratore nasale “a bocca”, uno strumento manuale utilissimo per liberare il nasino del bambino in modo semplice ed efficace. I vantaggi sono molteplici, a partire dal fatto che è portatile, facile da usare e da pulire. La confezione comprende l’aspiratore nasale, 3 beccucci morbidi con filtrino antimicrobico trattato con nano argento molecolare usa e getta e un tubicino flessibile che collega l’aspiratore nasale al boccaglio. I beccucci sono disponibili anche in confezione da 20 ricambi.

Come si usa l'aspiratore nasale pediatrico:Prima di utilizzare un aspiratore nasale, è importante lavarsi le mani accuratamente. Successivamente bisognerà:

  1. Scegliere la punta dell’aspiratore giusta: la punta dell’aspiratore deve essere di dimensioni adeguate per il naso del bambino.
  2. Inserire la punta nel naso: la punta va inserita delicatamente nella narice del bambino.
  3. Aspirare il muco: il muco va aspirato delicatamente, evitando di esercitare troppa pressione.
  4. Ripetere l’operazione nell’altra narice: l’operazione va ripetuta nell’altra narice.

Una volta che il bambino è in posizione sdraiata sulla schiena, l’adulto inserisce il beccuccio morbido nella narice del bebè, esercitando una leggera pressione per facilitare l’entrata in maniera delicata, e aspira il muco tramite il boccaglio fino a quando il naso del bambino non sarà completamente libero. Per facilitare la rimozione delle secrezioni nasali del bambino, è utile umidificare il nasino con soluzione isotonica. Una volta finita l’operazione è sufficiente smaltire il beccuccio usa e getta e pulire il kit con acqua calda. I beccucci morbidi monouso garantiscono un’efficace aspirazione delle secrezioni nasali in eccesso, in totale sicurezza e delicatezza per le narici del bebè e per il suo benessere generale.

Tipi di aspiratori nasali per bambini

Il parere dell'otorino sull'uso degli aspiratori nasali pediatrici:L’otorino non sconsiglia di utilizzare questi piccoli device domestici e può essere di aiuto per la gestione delle secrezioni nasali quotidiane. L’utilizzo dell’aspiratore nasale che possono fare i genitori è estremamente superficiale e può aiutare mamma e papà ad aspirare solo i muchi che si affacciano nella porzione più esterna delle narici nasali. Gli aspiratori professionali, invece, che vengono utilizzati dallo specialista otorino, entrano all’interno delle fosse nasali e aspirano completamente tutto il muco presente nel naso. L’otorino non consiglia di utilizzare dei dispositivi professionali all’interno delle narici, sia per il rischio di lesione che ne può derivare, sia per il trauma psicologico che si infligge al piccolo paziente.

Un aspiratore nasale può essere utilizzato quando il bambino presenta un’ostruzione nasale dovuta a raffreddore, sinusiti o allergie. È importante ricordare che l’aspiratore va usato solo quando necessario, in presenza di secrezioni all’interno delle fosse nasali, non per prevenzione quando non c’è muco. Non va utilizzato per più di pochi minuti alla volta. Se il bambino è irritato o piange, è opportuno interromperne l’utilizzo per evitare traumi. Se l’ostruzione nasale persiste, è importante consultare il proprio medico. Il muco, sebbene sia un grande alleato delle infezioni delle alte vie respiratorie perché intrappola virus e batteri, fa anche da substrato nutritivo per i batteri, facilitandone la moltiplicazione. I lavaggi nasali sono semplici e molto efficaci, funzionando come uno sciacquone che incontra le secrezioni nasali e le porta via rapidamente. Tuttavia, non sempre i lavaggi nasali sono consigliati: il cranio di un neonato è piccolo e gli spazi che dividono il naso dalla tuba uditiva sono ristretti; se i lavaggi nasali vengono eseguiti in momenti non appropriati, possono provocare lo spostamento dei muchi all’interno della tuba uditiva e causare un’otite. L’aerosol è molto efficace nella gestione delle infiammazioni delle alte vie aeree, permettendo di somministrare una terapia per via topica senza utilizzare farmaci per via sistemica.

Aspirazione delle Secrezioni nelle Vie Aeree dei Pazienti SLA

Il contesto dell'aspirazione delle secrezioni nei pazienti con SLA, specialmente quelli con compromissione bulbare e tracheotomia, è significativamente diverso dall'uso di aspiratori nasali per neonati. Nei degenti con SLA, l'obiettivo non è solo liberare le narici superficiali, ma gestire accumuli di muco e liquidi nelle vie aeree inferiori, spesso a causa della tosse inefficace e della difficoltà a deglutire. In questi casi, l'aspirazione delle secrezioni viene effettuata con attrezzature mediche specifiche, come aspiratori chirurgici o portatili di potenza adeguata, attraverso la tracheotomia. Un piccolo tubo per l’aspirazione può essere inserito all’interno dell’apertura stessa per rimuovere le secrezioni. Questa procedura è vitale per prevenire o risolvere ostruzioni bronchiali e infezioni polmonari, garantendo una respirazione più efficace. La gestione di queste secrezioni richiede personale sanitario formato e attrezzature adeguate, essendo un intervento più invasivo e critico rispetto alla pulizia nasale superficiale.

Il Ruolo del Servizio Sanitario e l'Accesso alle Cure

L'assistenza ai pazienti affetti da SLA, inclusa la gestione delle complesse problematiche respiratorie e l'aspirazione, è inserita in un contesto sanitario organizzato per garantire l'accesso alle cure. Aziende sanitarie come l'Azienda USL Toscana Centro sono impegnate a garantire la tutela della privacy degli Utenti da parte del proprio personale, a sviluppare e portare avanti una vera e propria cultura della riservatezza anche tramite una continua formazione degli operatori.

I servizi essenziali sono finanziati dal governo centrale e dalla Regione Toscana. Tuttavia, le donazioni volontarie possono costituire un aiuto "extra" per ottenere apparecchi biomedicali, compiere ricerche scientifiche e miglioramenti dei percorsi di cura dei pazienti. La Conferenza Aziendale dei Sindaci (CdS), ex art. 12 l.r. 40/2005, esercita le funzioni di cui all’art. 3 comma 14 del D.Lgs. 502/92, così come modificato e integrato dal D.Lgs. 229/99 e dall’art. 12 l.r. 40/2005, assicurando la governance locale dell'organizzazione sanitaria.

L'accesso alle prestazioni sanitarie per la SLA, così come per altre condizioni, segue le procedure stabilite. Per effettuare una prenotazione online, occorre la prescrizione compilata dal medico di medicina generale (o pediatra di libera scelta) o dallo specialista del servizio pubblico. Se la prenotazione è effettuata di persona, presso gli sportelli Cup oppure farmacie abilitate, è sufficiente esibire la richiesta (rossa oppure dematerializzata) e la tessera sanitaria elettronica. Alcune visite e esami possono essere prenotati senza la prescrizione del medico (accesso diretto). Si ricorda che se la disdetta non si verifica nelle 48 ore precedenti alla data dell'appuntamento, sarà richiesto il pagamento di una penale equivalente al ticket previsto per quella prestazione, il cosiddetto malum, anche in presenza di esenzioni per patologia e/o reddito ai sensi dell'articolo 7 della Legge Regionale n° 81/2012 e s.m.i. Questa tipologia di esenzione riguarda i soggetti ai quali è stata riconosciuta un'invalidità (D.M. 1/2/1991).

Il medico di famiglia riceve nel suo studio cinque giorni a settimana. L'orario delle visite viene scelto da ogni medico a seconda del numero e della tipologia dei suoi assistiti. Il suo lavoro si svolge dalle ore 8.00 alle 20:00, dal lunedì al venerdì. Quando il medico di famiglia è assente, nel suo studio è presente un sostituto.

Il servizio 112 (uno, uno, due) consente, digitando un unico numero, di fornire una prima risposta al cittadino a tutte le chiamate di soccorso di natura sanitaria, tecnica o di pubblica sicurezza, senza più dover comporre i numeri di emergenza 112, 113, 115 e 118. Il treno sanitario nasce durante il periodo dell’emergenza Covid-19, in seguito a un accordo tra Dipartimento della Protezione Civile, Trenitalia e AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) della Lombardia.

Le prestazioni sanitarie sono erogate dai medici incaricati in favore dei cittadini che, trovandosi eccezionalmente al di fuori del proprio Comune di residenza, ricorrano all’opera del medico, a tariffe calmierate come previsto dall’Accordo Collettivo vigente. Le copie informatiche, destinate unicamente alla pubblicazione sulla sezione Bandi/Concorsi/Avvisi, sono conformi ai documenti originali ai sensi del D.Lgs. n. 82/2005. La pubblicazione sull’Albo ha valore di pubblicità legale ai sensi dell’art. 32 L. 69/2009.

Quando sono necessari interventi e/o terapie complessi, che non possono essere effettuati a casa o negli ambulatori, si può essere ricoverati presso la struttura ospedaliera in Day hospital, Day surgery o ricovero ordinario. Il Day hospital e il Day surgery sono ricoveri che di norma non superano le 12 ore. I Centri regionali per il controllo e la cura del dolore sono presenti in tutte le Aziende sanitarie toscane.

Servizi Specialistici e di Supporto

I servizi di riabilitazione assicurano percorsi riabilitativi semplici o complessi ed integrati, sia in regime di degenza che in ambito territoriale (ambulatoriale e domiciliare). Le prestazioni di riabilitazione possono essere fornite direttamente dall'Azienda USL Toscana Centro oppure da strutture accreditate. Le protesi e le ortesi costruite o allestite su misura da un professionista abilitato sono concesse in proprietà, mentre gli ausili di serie con messa in opera da parte del tecnico abilitato o pronti all’uso sono concessi in comodato. Entrambe le tipologie sono comunque destinate a persone con invalidità civile riconosciuta o in attesa del provvedimento di riconoscimento. Queste ultime devono avere già presentato domanda di invalidità civile (per il dettaglio di tutte le categorie degli aventi diritto si rimanda all’art. 1 del D.M. 27/08/1999, n. 332 e s.m.i.). La fornitura degli ausili su misura è fatta previa presentazione dell’autorizzazione amministrativa rilasciata dall’Azienda USL Toscana Centro direttamente alla ditta di fiducia scelta dall’assistito accreditata presso il Ministero della Salute - Banca dati dei fabbricanti dispositivi medici su misura ed iscritta all’elenco dei fornitori della Regione Toscana Decreto Dirigenziale n. 4735/2012. Alcuni ausili sono prescrivibili direttamente dal Medico di Medicina Generale e dal Pediatra di Libera Scelta in ottemperanza dell'attuazione della delibera G.R.T. n. 917 del 16/10/2017. Nell’ambito delle prestazioni di assistenza protesica fruibili dai cittadini residenti, ai soggetti ipoacusici o non udenti, la Regione Toscana (Delibere n. 110/2009, 137/2012 e 37/2015) garantisce la fornitura di apparecchi acustici digitali ad alta tecnologia prodotti secondo le direttive della L. 42/2000, erogata con oneri a carico del S.S.N. Il numero massimo pro capite erogabile è di 2 apparecchi acustici ogni 5 anni (Del. G.R.T. n. 37/2015).

Il servizio di Odontoiatria dell'Azienda USL Toscana Centro è accessibile su prenotazione al numero unico aziendale 055 545454 senza richiesta del medico curante (MMG) o pediatra di libera scelta (PLS). L’Unità Funzionale Semplice Dipartimentale Autismo Adulti (UFSD Autismo) è un servizio dell’Azienda USL Toscana Centro afferente al Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze.

L’attività libero professionale intramuraria (intramoenia) è una tipologia di attività a totale carico dell’assistito che l’Azienda aggiunge all’offerta istituzionale. È l’attività libero-professionale svolta da un professionista, singolo o in équipe, della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, che sia dipendente dell’azienda con rapporto di lavoro esclusivo o specialista ambulatoriale convenzionato in favore e su libera scelta del singolo utente. Le prestazioni sono svolte al di fuori dell’orario di lavoro, di norma negli spazi appartenenti all’Azienda, ed erogate a totale carico del cittadino, secondo tariffe mantenute entro valori massimi accettabili in ambito di Azienda pubblica del Servizio Sanitario Nazionale e secondo i criteri stabiliti dal regolamento aziendale (delibera D.G. n. 1069/2014 e s.m.i.). L'attività libero professionale ambulatoriale comprende visite specialistiche, prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio, prestazioni terapeutiche, riabilitative e interventi chirurgici ambulatoriali già resi in regime istituzionale dall’azienda in quanto previsti nei livelli essenziali di assistenza. L'attività libero professionale in convenzione tra aziende del SSR può essere svolta, ove richiesto come seconda e terza sede, presso spazi di altra Azienda Sanitaria Toscana, previa stipula di specifica convenzione tra aziende.

Il servizio permette di effettuare esami di laboratorio a scopo diagnostico attraverso un prelievo di sangue, da raccolta di materiale biologico (feci, urine, escreato) e da tamponi (es. faringei). L'Infermiere di Famiglia e Comunità è responsabile dei processi infermieristici di prossimità in ambito familiare e comunitario. L'attività svolta in ambito domiciliare e ambulatoriale è di tipo programmato e per accedere al servizio è necessario fissare un appuntamento. Dopo avere ottenuto la certificazione medica presso uno sportello dell'Azienda USL Centro, si può contattare l'ufficio preposto del Comune di appartenenza, che si occupa del rilascio del contrassegno.

Considerazioni Mediche e Approccio al Paziente

Nel percorso di cura di una malattia complessa come la SLA, l'interazione tra paziente, caregiver e professionisti sanitari è cruciale. È essenziale che i pazienti si sentano liberi di porre domande e di esprimere dubbi. Di fronte ad una malattia di cui non si è mai sentito parlare, non bisogna avere timore, ma essere scettici e fare domande al proprio medico: "Perché facciamo questo esame? È necessario? Da cosa è determinata questa malattia? Quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? E per quanto tempo devo prenderlo? Ci sono rischi? Dovrò fare un intervento?".

Dopo essere stato dal medico, è utile chiedersi: "Ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? Mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? Era un buon comunicatore? Mi guardava negli occhi mentre parlavamo? Era empatico, paziente, affabile e professionale?". Se il medico non risponde alle domande in modo soddisfacente, non bisogna aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere.

È importante non cercare risposte sul "Dr. Google": i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero dare false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al proprio quadro clinico, facendo spaventare senza motivo o facendo sottovalutare un problema che magari può essere molto serio. Bisogna ascoltare il proprio medico.

Il Dott. Paolo Petrone, medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo, è un esempio di professionista che, come docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale, è appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale. Ha realizzato numerosi progetti, tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”). Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico. Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF - Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. Questo evidenzia l'importanza di affidarsi a specialisti qualificati e impegnati nella ricerca e nella divulgazione per affrontare patologie complesse.

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