Armadietti e Arredi nella Scuola Materna: Caratteristiche e Normativa per Ambienti Sicuri e Stimolanti

Il progetto di una scuola nasce dalla conoscenza delle necessità dei bambini, delle famiglie e della società. Non contiene spazi vuoti di idee, di forme e di colori, ma è ricco di stimoli creativi e di gioia, è uno spazio dinamico che si trasforma e cresce con i bambini stessi. E tuttavia, pur senza farsi dominare, il progetto deve avere rispetto delle dotazioni minime dettate dalle normative di riferimento, dei regolamenti e dei piani comunali, dal calcolo dei metri quadrati necessari a ogni bambino al numero di bagni necessari, e così via. Completiamo il nostro Focus Progetti dedicato agli edifici scolastici con un approfondimento sulla normativa edilizia scolastica. Abbiamo trattato nei precedenti articoli di aspetti urbanistici, spazi dedicati alle attività scolastiche, impianti tecnologici, materiali ed arredi. Concludiamo con alcuni riferimenti alla sicurezza ed alle normative. Questo articolo presenta qualche piccola, ma particolarmente interessante, novità rispetto a tutti quelli che l’hanno preceduto. Il particolare argomento (normativa edilizia scolastica), tra l’altro sollecitato da alcuni lettori, ha determinato la necessità di concentrare l’articolo su aspetti normativi.

Le Caratteristiche Essenziali degli Armadietti nella Scuola Materna

Gli armadi delle aule scolastiche devono essere scelti in modo accorto. Gli armadietti delle scuole infatti devono avere alcune caratteristiche imprescindibili. Per poter scegliere gli armadi per la scuola è necessario prima di tutto conoscere le norme previste per l’arredamento scolastico. Nella normativa arredi scuola dell'infanzia può essere prevista l’adozione di tavoli orientati a facilitare le attività di gruppo e quindi caratterizzati da forme differenti dalla tradizionale rettangolare. Modularità, flessibilità e facilità di movimento sono alcune delle caratteristiche necessarie perché gli arredi costituiscano anche elementi didattici, potendo essere spostati senza difficoltà nella classe.

Le dimensioni di un armadietto scolastico a norma, un classico armadio a due ante per esempio, sono: 110 x 100 x 40 cm di profondità. Nella valutazione degli armadietti da acquistare per la scuola, c’è anche quella del materiale del quale devono essere composti. Questi arredi, come tutti gli altri destinati all'infanzia, non sono semplici accessori; si tratta, piuttosto, di veri e propri supporti alla vita del bambino, in casa e in classe, insomma di prodotti per i quali la sicurezza deve essere una caratteristica fondamentale. Materiali e finiture atossici, meccanismi sicuri e strutture solide dovrebbero essere i caratteri distintivi dell’arredo per la prima infanzia.

Armadietti scolastici colorati per bambini

Per quanto riguarda l’utilizzo degli armadietti, alcune scuole adottano regolamenti specifici. La scuola mette a disposizione degli studenti un armadietto personale. All’atto della consegna dell’armadietto con la relativa chiave numerata, lo studente e il genitore firmano il modulo di affidamento della chiave e lo studente si impegna alla custodia della stessa oltre che al rispetto del presente regolamento. La scuola si riserva, per il tramite del personale sia docente sia non docente, di controllare regolarmente la buona tenuta dell’armadietto. Al termine dell'anno scolastico lo studente deve riconsegnare, unitamente alla chiave, l'armadietto libero da quanto in esso contenuto e nello stato in cui è stato consegnato.

Ergonomia e Normativa degli Arredi per l'Infanzia

Il principio alla base del quadro normativo è che gli arredi scolastici, infatti, non debbano solo rispettare criteri estetici, ma anche essere in grado di creare l’ambiente adatto per stimolare e favorire l’apprendimento degli studenti e delle studentesse. In quest’ottica il Ministero della Pubblica Istruzione il 18 dicembre 1975 ha approvato un decreto relativo all’edilizia scolastica in cui fissa le normative che stabiliscono le caratteristiche essenziali di arredi e attrezzature per le scuole di ogni ordine e grado e per le diverse attività che possono svolgersi al loro interno, oltre a evidenziare il ruolo chiave dell’ergonomia a scuola.

Accanto alle normative statali, alcune specifiche possono essere normate anche dall’Ente Italiano di Normazione (UNI), pur restando comunque soggette al via libera del Ministero. Il Decreto Ministeriale del 12 dicembre 1975 inoltre dettaglia le caratteristiche di questi arredi, inquadrandone alcuni parametri di riferimento: mobili e complementi, infatti, devono tenere in considerazione il grado della scuola e con esso, le caratteristiche psicobiologiche degli studenti delle diverse età.

L’arredo per l’infanzia comprende gli oggetti che più comunemente ci portiamo in casa quando arriva un bambino: parliamo di lettini, seggioloni, box, fasciatoi e letti a castello, ma anche cassettiere, armadi e librerie da parete; gli stessi che, poi, si ritroveranno negli edifici e negli impianti della scuola dell’infanzia, dove la loro installazione è condizione essenziale allo svolgimento dell’attività didattica ed educativa. Di conseguenza nel processo di elaborazione delle norme di riferimento per questi prodotti si è tenuto in considerazione anche il principio che i requisiti studiati possano, e anzi debbano spingersi fino al punto di ridurre al minimo la possibilità di gravi incidenti, senza però impedire lo sviluppo di nuove configurazioni da parte delle aziende. Quindi le norme relative all’arredo per l’infanzia sono quasi interamente mirate alla definizione di regole in merito agli specifici requisiti di sicurezza che i prodotti in questione devono rispettare.

Ergonomia - Scelta della sedia

Questi requisiti riguardano: gli aspetti igienici dei materiali utilizzati, le caratteristiche costruttive e la resistenza meccanica, la stabilità della struttura. Per garantire l’igiene, e quindi il benessere dei bambini, non si può che eseguire una pulizia regolare ed approfondita dei mobili, delle aree e degli ambienti nei quali questi ultimi sono stati installati. Tuttavia, questo può non essere sufficiente, se in fase di acquisto non ci si accerta che il prodotto che si desidera acquistare non contenga, in alcuna misura, tracce di un qualche materiale che risulto tossico o nocivo, se ingerito. Nello specifico: i materiali di origine vegetale non devono presentare tracce di decomposizione, mentre i metalli devono essere resistenti alla corrosione; e, più in generale, i materiali impiegati per la realizzazione di tutte le componenti e le superfici stesse devono soddisfare i requisiti minimi e gli standard qualitativi stabiliti a mezzo della EN 71-3, la norma relativa alla migrazione degli elementi (dai materiali polimerici, dalla carta, dai tessuti, dai rivestimenti, dal vetro, dalla ceramica, dai metalli, dal legno, ecc ). L’attenzione posta alla migrazione degli elementi è motivata dalla specificità delle esigenze della fascia d’età a cui sono destinati i mobili: infatti, non è possibile prescindere dal fatto che i bambini più piccoli “succchiano” ogni cosa che vedono e quindi potrebbero ingerire sostanze potenzialmente tossiche o comunque nocive.

Per quanto riguarda le caratteristiche costruttive, in generale il mobile deve avere gli spigoli esposti, i bordi e le parti sporgenti smussati, e privi di bave e spigoli vivi. La progettazione e la costruzione delle parti pieghevoli devono essere eseguite in modo tale da evitare schiacciamento. A seconda della tipologia di arredo ecco una breve guida, contenente alcuni esempi di particolari costruttivi che devono essere realizzati secondo specifici criteri, in modo da evitare rischi ai bambini:

  • Seggioloni: devono impedire al bambino di scivolare in avanti fuori dal sedile (cinghia o barra inguinale), ed inoltre devono essere dotati di braccioli o altri mezzi di protezione laterale. Le viti di montaggio per il fissaggio diretto, ad esempio le viti autofilettanti, non devono essere impiegate per il montaggio di qualsiasi componente che debba essere smontato quando il seggiolone viene trasportato o risposto. I fori e le aperture devono essere di una dimensione tale da impedire intrappolamenti.
  • Culle: devono avere uno specifico meccanismo per comandare le sponde abbassabili, che si attiva tramite una procedura con almeno due azioni separate simultanee o consecutive che funzionano sulla base di principi diversi: infatti, nel caso di azioni consecutive, la seconda deve dipendere dall’esecuzione della prima. Gli spigoli esposti e le parti sporgenti devono essere smussati e privi di bave o spigoli vivi. Non devono esserci tubi ad estremità aperta.
  • Box: viene data particolare attenzione agli “intrappolamenti” che devono essere evitati: non ci devono essere tubi con estremità aperte, non devono esserci aperture o interstizi con dimensioni definite (non superiori ad alcuni valori prestabiliti). Per salvaguardare il collo e il torso del bambino, in alcune zone particolari non sono ammesse aperture a forma di V.
  • Letti a castello: la parte superiore deve essere munita di quattro barriere realizzate in modo da non poter essere rimosse senza l’ausilio di un utensile e prevenire l’allentamento accidentale.
  • Letti per bambini: ci sono requisiti che riguardano i listelli sporgenti all’interno del letto, le parti in rilievo sulle superfici interne del letto, i fregi traforati, le decalcomanie, ecc. Particolare attenzione viene data all’altezza interna dei lati e al diametro dei fori delle estremità.
  • Fasciatoi: sono definite le dimensioni della superficie per il cambio del neonato. Le corde, il lacci, i nastri e i cappi devono avere una lunghezza definita. Le barriere devono essere previste come parte integrante del fasciatolo o mediante elemento aggiunto, per esempio imbottitura del fasciatoio, applicabile al fasciatolo.

Per salvaguardare la stabilità, i mobili non si devono ribaltare quando sono sottoposti alle forze stabilite nelle relative norme di riferimento. Quindi, prima di tutto, le norme forniscono gli strumenti necessari per la progettazione, la verifica e il controllo dei mobili per l’infanzia; inoltre è importante sottolineare anche altri aspetti fondamentali come ad esempio:

  • La gestione dell’imballaggio: Nel caso siano presenti imballaggi in plastica destinati all’eliminazione, che non sono conformi ai requisiti definiti dalla EN 71-1, questi devono essere marcati con una specifica avvertenza che mette in guardia dai i rischi di soffocamento e ricorda che è necessario distruggere l’imballaggio o tenerlo al di fuori della portata dei bambini.
  • Le istruzioni d’uso: Particolare attenzione viene data alle istruzioni d’uso; ad esempio nel caso delle culle queste devono comprendere: una dichiarazione che informi che la culla deve essere posta su un pavimento orizzontale, una dichiarazione che informi che la culla deve essere bloccata nella posizione fissa quando vi è un bambino non sorvegliato al suo interno, lo schema dell’assemblaggio, un’avvertenza che ricorda che quando un bambino è in grado di sedere, stare in ginocchio o alzarsi, la culla non deve essere più utilizzata.

Per individuare i prodotti sicuri spesso ci si chiede come è possibile riconoscere i prodotti “a norma”, cioè i prodotti per i quali è stata formulata una dichiarazione di conformità alle norme di riferimento (in particolare culle e seggioloni)? Ebbene, nell’interesse della collettività, proprio come accade per gli elettrodomestici, questi prodotti devono essere marcati con nome, marchio registrato del fabbricante o del distributore, numero e data della norma e altre informazioni specifiche del prodotto trattato dalla norma.

Normativa Generale sugli Arredi Scolastici

Arredi scolastici normativa: una linea guida per ogni ordine di istituto. Banchi, seggioline, armadietti, attaccapanni, cattedre e armadi, ma non solo, anche attrezzatura per palestra o per laboratori. Ogni arredo scolastico gioca un ruolo chiave nello svolgimento dell’attività didattica, che si tratti di una lezione frontale, di un laboratorio di chimica o dell’ora di ginnastica. Accanto alla normativa da rispettare, è essenziale che tali elementi siano adatti anche al diverso ordine e grado delle scuole e alle età degli studenti. Regolamentate dalla normativa sono tutte quelle attrezzature e quegli arredi essenziali per l’attività didattica, tra cui anche lavagne, proiettori, mobili per le aree comuni della scuola, arredi per l’infermeria e tutti quegli elementi essenziali a garantire comfort, sicurezza, praticità ed ergonomia a scuola.

Secondo il Decreto Ministeriale è necessario definire anche norme ad hoc per fissare dimensioni degli arredi e le loro caratteristiche, con l’obiettivo di raggiungere uno standard qualitativo in tutti gli istituti del Paese. La sicurezza dei più piccoli deve essere una priorità della normazione. La Commissione Mobili ha recentemente recepito la norma UNI EN 17191:2021 “Mobili per infanzia - Sedute per bambini - Requisiti di sicurezza e metodi di prova”. La norma si applica alle sedute concepite per essere posizionate sul pavimento, per uso domestico e non domestico inclusi gli asili nido e per un utilizzo sia in interni che in esterni. Le sedute comprendono, in termini non esaustivi, sedie, panche, sgabelli, pouf a sacco, sedie a sdraio, sedie a dondolo, sedie reclinabili, poltrone, sedie richiudibili e sedie girevoli. Si applica solo alla funzione di seduta. Non si applica a seggioloni per bambini, articoli di puericultura come culle reclinate e sedute degli istituti scolastici per i quali esistono altre norme europee. In particolare le sedute degli istituti scolastici sono trattate dalle norme europee EN 1729-1 ed EN 1729-2. Inoltre, è necessario dotarsi di arredi adeguati alle funzioni di ogni tipo di spazio: da sgabelli e banconi per laboratori ad attrezzi e materiali per la ginnastica per le palestre.

Normativa Edilizia Scolastica: Sicurezza e Accessibilità

La sicurezza e la normativa edilizia scolastica sono aspetti fondamentali che regolano la progettazione e la realizzazione degli edifici. Il progetto di una scuola, pur senza farsi dominare, deve avere rispetto delle dotazioni minime dettate dalle normative di riferimento, dei regolamenti e dei piani comunali; dal calcolo dei metri quadrati necessari a ogni bambino al numero di bagni necessari, e così via.

Ecco un elenco delle principali norme tecniche per l’edilizia scolastica:

  • D.M. 11 aprile 2013: linee guida del Miur per progettare l’edilizia scolastica
  • Testo unico edilizia
  • D.M. 259/17: nuovi CAM per edifici pubblici
  • D.M. 21 marzo 2018: Applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido
  • D.M. 7 agosto 2017: prevenzione incendi. Normativa prestazionale anche per l’edilizia scolastica
  • D.M. 26 agosto 1992: norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica
  • Legge 23/96: norme per l’edilizia scolastica
  • D.M. 236/89 e D.P.R. n. 503/96: regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici
  • D.M. 37/08: conformità impianti
  • Norma CEI 64-8

Sicurezza Sismica e StrutturaleGli edifici devono rigorosamente rispettare la vigente normativa antisismica. Per i parapetti il consiglio è di mantenere una altezza superiore a quella minima di legge, ed è consigliabile utilizzare quote di cm 115-120 per evitare scavalcamenti. Gli infissi devono rispondere alla recente normativa europea ed essere realizzati con vetri antisfondamento sia all’interno che all’esterno dell’infisso, di classe 2B2, come prescritto dalla direttiva UNI EN 12600 e di classe 1B1 per le superfici finestrate ad altezza parapetto fino a cm 90 da terra o comunque a pericolo di caduta. I progetti devono rispettare i criteri di sicurezza previsti dalla normativa vigente per quanto riguarda la resistenza al fuoco delle strutture, il dimensionamento delle vie di fuga, delle scale, delle zone sicure, rispettando la resistenza al fuoco prevista nella norma citata dei materiali, con particolare attenzione a escludere quei materiali, in genere isolanti, che bruciando producono fumi tossici.

Sicurezza degli ImpiantiLa sicurezza dai rischi elettrici è affidata a differenziali e alla suddivisione degli impianti. Al fine di proteggere la complessa strumentazione informatica l’impianto elettrico deve essere protetto dalle scariche atmosferiche mediante scaricatori di sovratensione. Eventuali cucine devono essere preferibilmente alimentate con energia elettrica e questo rappresenta una sicurezza intrinseca per l’edificio. Gli impianti elettrici del complesso scolastico devono essere realizzati in conformità ai disposti di cui alla legge n. 186/68. Ogni scuola deve essere munita di interruttore generale, posto in posizione segnalata, che permetta di togliere tensione all’impianto elettrico dell’attività; tale interruttore deve essere munito di comando di sgancio a distanza, posto nelle vicinanze dell’ingresso o in posizione presidiata.

Inoltre le scuole devono essere dotate di un impianto elettrico di sicurezza alimentato da apposita sorgente, distinta da quella ordinaria. L’impianto elettrico di sicurezza deve alimentare utilizzazioni strettamente connesse con la sicurezza delle persone, quali: illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux, e impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme. Nessun’altra apparecchiatura deve essere collegata all’impianto elettrico di sicurezza. L’autonomia della sorgente di sicurezza non deve essere inferiore ai 30′. Altri riferimenti normativi sono: norma CEI 64-8 e aggiornamenti come la CEI 64-8;V4, e norma UNI 10840 per l’illuminazione, che elenca i criteri generali per l’illuminazione artificiale e naturale delle aule e di altri locali scolastici, in modo da garantire condizioni che soddisfino il benessere e la sicurezza degli studenti e degli altri utenti della scuola. I sistemi di allarme sono altresì cruciali: le scuole devono essere munite di un sistema di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale presenti in caso di pericolo.

Prevenzione IncendiLa normativa edilizia scolastica include ampie disposizioni sulla prevenzione incendi. Il D.M. 186/1968 stabilisce che deve essere assicurato, per ogni eventuale caso di emergenza, il sicuro esodo degli occupanti la scuola; ulteriori disposizioni in materia di reazione al fuoco dei materiali, estintori, segnaletica di sicurezza, vie di uscita, apertura e funzionalità dei serramenti delle uscite di sicurezza, ecc.

Per gli altri tipi, vediamo in rapida sintesi quali sono i punti principali da tenere in considerazione:

  • Caratteristiche costruttive: Gli edifici da adibire a scuole non devono essere ubicati in prossimità di attività che comportino gravi rischi di incendio e/o di esplosione (D.M. lavori pubblici 18 dicembre 1975).
  • Accesso all’area: Al fine di consentire l’intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del fuoco gli accessi all’area ove sorgono gli edifici oggetto delle presenti norme devono avere i seguenti requisiti minimi: larghezza: 3,50 m; altezza libera: 4 m; raggio di volta: 13 m; pendenza: non superiore al 10%; resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull’asse anteriore e 12 sull’asse posteriore: passo 4 m). Per i locali siti ad altezza superiore a m 12 deve essere assicurata la possibilità di accostamento all’edificio delle autoscale.
  • Comportamento al fuoco: La resistenza al fuoco delle strutture è valutata secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite dalla circolare Ministero dell’interno n. 91 del 14 settembre 1961, prescindendo dal tipo di materiale impiegato. Per locali aventi strutture portanti in legno, le strutture dovranno garantire una resistenza al fuoco di almeno R 60 (strutture portanti) e REI 60 (strutture separanti) per edifici con altezza antincendi fino a 24 m; per edifici di altezza superiore deve essere garantita una resistenza al fuoco almeno di R 90 (strutture portanti) e REI 90 (strutture separanti). La reazione al fuoco dei materiali fa riferimento al D.M. interno 26 giugno 1984.
  • Sezionamenti e compartimentazione: Gli edifici devono essere suddivisi in compartimenti anche costituiti da più piani, di superficie non eccedente quella indicata nella tabella.
  • Scale: larghezza minima m 1,20; le rampe devono essere rettilinee, non devono presentare restringimenti, devono avere non meno di 3 e non più di 15 gradini; essi devono essere a pianta rettangolare, devono avere alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm. Sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm, misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno. Il vano scala, tranne quello a prova di fumo o a prova di fumo interno, deve avere superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1 mq. Nel vano di aerazione è consentita l’installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici.
  • Ascensori e montacarichi: di riferimento le norme antincendio previste al punto 2.5 del D.M. interno 16 maggio 1987, n. 246.
  • Misure per l’evacuazione in caso di emergenza: Il massimo affollamento previsto è: aule: 26 persone/aula; aree destinate a servizi: persone effettivamente presenti + 20%; refettori e palestre: densità di affollamento pari a 0,4 persone/mq. La capacità di deflusso per gli edifici scolastici deve essere non superiore a 60 per ogni piano.
  • Sistema di vie di uscita: La larghezza delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli (ossia m. 1,20). La lunghezza delle vie di uscita deve essere non superiore a 60 metri e deve essere misurata dal luogo sicuro alla porta più vicina allo stesso di ogni locale frequentato. La larghezza totale delle uscite di ogni piano è il rapporto fra il massimo affollamento ipotizzabile e la capacità di deflusso. Il numero delle uscite dai singoli piani dell’edificio non deve essere inferiore a due situate in posti ragionevolmente contrapposti. I locali destinati ad uso collettivo, oltre che della normale porta di accesso, devono avere anche almeno una uscita di larghezza non inferiore a due moduli, apribile nel senso del deflusso, con sistema a semplice spinta, che conduca in luogo sicuro. Le aule didattiche devono essere servite da una porta ogni 50 persone presenti; le porte devono avere larghezza almeno di 1,20 m ed aprirsi nel senso dell’esodo quando il numero massimo di persone presenti nell’aula sia superiore a 25; per le aule per esercitazione dove si depositano e/o si manipolano sostanze infiammabili o esplosive quando il numero di persone presenti sia superiore a 5. Le porte che si aprono verso corridoi interni di deflusso devono essere realizzate in modo da non ridurre la larghezza utile dei corridoi stessi.
  • Spazi a rischio specifico: Sono previste specifiche prescrizioni per quelli spazi definiti a rischio specifico, quali: gli spazi per esercitazioni, gli spazi per depositi, i servizi tecnologici, gli spazi per l’informazione e le attività parascolastiche, le autorimesse, gli spazi per servizi logistici, come mense, dormitori.

Plan generale di una scuola con vie di fuga

Barriere ArchitettonicheLa normativa nazionale prevede una serie di disposizioni di rango primario, al fine di favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico. Ricordiamo: artt. da 77 ad 82 del D.P.R. 380/2001 (T.U. in materia edilizia), volti a favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico. La definizione normativa di barriere architettoniche è contenuta nell’articolo 1, comma 2, del D.P.R. 503/1996 e nel D.M. 236/89.

Gli edifici pubblici e privati degli istituti scolastici d’ogni grado per essere accessibili devono prevedere almeno un percorso esterno che colleghi la viabilità pubblica all’accesso dell’edificio, dei posti auto riservati, la piena utilizzazione di ogni spazio anche da parte degli studenti con ridotte o impedite capacità motorie e almeno un servizio igienico accessibile. Nello specifico, per quanto riguarda gli edifici pubblici, gli arredi e le attrezzature didattiche (banchi, sedie, macchine da scrivere, spogliatoi, materiale Braille ecc.) devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità. Nel caso l’edificio scolastico sia disposto su più piani, e non ci sia l’ascensore, è consigliabile collocare la classe frequentata dagli alunni con impedite capacità motorie al piano terra.

Simbolo di accessibilità su percorso pavimentato

Criteri Ambientali Minimi (CAM)I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. In Italia, l’efficacia dei CAM è stata assicurata dall’art. 18 legge 221/2015 e dall’art. 34 d. lgs. 50/2016 (Codice Appalti, modificato dal d. lgs. 56/2017), che ne hanno reso obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti.

Norme UNI di Riferimento per l'Arredo per l'Infanzia

Ecco quali sono le norme tecniche di riferimento che definiscono come devono essere fatti gli arredi per l’infanzia.

UNI EN 747-1:1994 “Mobili - Letti a castello per uso domestico - Requisiti di sicurezza”La norma stabilisce i requisiti di sicurezza dei letti castello per uso domestico ed è volta principalmente a ridurre il rischio di infortuni ai bambini. Viene considerata solo la funzione relativa al sonno. Le prove sono concepite per essere eseguite su letti a castello liberi, interamente assemblati, forniti di scale e pronti per l’uso. I risultati delle prove sono validi unicamente per l’articolo sottoposto a prova. Quando i risultati delle prove sono destinati ad essere applicati ad articoli simili, il campione dovrebbe essere rappresentativo del modello di produzione. Nel caso in cui il tipo di letto non permetta di applicare i procedimenti di prova, la prova dovrebbe essere eseguita seguendo un procedimento quanto più possibile simile a quello descritto e dovrebbero essere elencate le deviazioni rispetto al procedimento specificato.

UNI EN 716-1:1997 “Mobili - Letti e letti pieghevoli ad uso domestico per bambini”Questa parte della norma specifica i requisiti relativi alla sicurezza dei letti per bambini ad uso domestico. Si applica a letti e letti pieghevoli aventi una lunghezza interna compresa tra 900 mm e 1400 mm. Non riguarda invece i letti dotati di meccanismo di oscillazione e di dondolamento. I letti che possono essere trasformati in altri elementi, per esempio fasciatoi, box, ecc., devono, quando trasformati, soddisfare la norma pertinente e relativa a tale elemento.

UNI EN 716-2:1997 “Mobili - Letti e letti pieghevoli ad uso domestico per bambini - Metodi di prova”Questa parte descrive invece i metodi di prova e la tipologia di test atti a valutare la sicurezza di letti e letti pieghevoli ad uso domestico per bambini. La norma si applica a letti e letti pieghevoli aventi una lunghezza interna compresa tra 900 mm e 1400 mm studiati al fine di impedire che i bambini scendano. Non riguarda invece letti dotati di meccanismo di oscillazione e di dondolamento.

UNI EN 1130-1:1998 “Mobili - Culle per uso domestico - Requisiti di sicurezza”La norma specifica i requisiti di sicurezza per le culle per uso domestico. Nota: Se alle culle sono aggiunti altri elementi, questi devono essere conformi alle norme di prodotto corrispondenti.

UNI EN 1130-2:1998 “Mobili - Culle per uso domestico - Metodi di prova”La norma descrive metodi di prova in grado di valutare la sicurezza delle culle per uso domestico. Le prove sono concepite per essere applicate a culle completamente assemblate e pronte per l’uso.

UNI EN 12227-1:2001 “Box per uso domestico - Requisiti di sicurezza”La norma specifica i requisiti relativi alla sicurezza dei box per bambini e box per bambini pieghevoli per uso domestico adatti a bambini dal peso corporeo che non superi i 15 kg. Un box per bambini che possiede diverse funzioni o può essere trasformato in altre funzioni, deve essere conforme alle norme pertinenti, per esempio, a fasciatoi, lettini, ecc.

UNI EN 12227-2:2001 “Box per uso domestico - Metodi di prova”Descrive un certo numero di verifiche, le quali consistono nell’applicazione alle varie parti dell’articolo, di carichi e forze che simulano il normale utilizzo, sia in caso di un uso corretto, sia in caso di un cattivo uso, come è possibile aspettarsi che ciò accada. Le prove sono studiate per valutare le proprietà, a prescindere dai materiali, progettazione/costruzione o processi di fabbricazione dell’articolo stesso.

UNI EN 12221-1:2001 “Fasciatoi per uso domestico - Requisiti di sicurezza”Questa parte della norma specifica i requisiti di sicurezza per tutti i tipi di fasciatoi per neonati con peso corporeo fino a 15 Kg. Riguarda soltanto la funzione dell’oggetto come fasciatoio. Il fasciatoio può essere pieghevole e dotato di vasca da bagno per neonati o altri dispositivi aggiuntivi. Le imbottiture del fasciatolo sono contemplate dalla norma soltanto se fanno parte del fasciatoio.

UNI EN 12221-2:2001 “Fasciatoi per uso domestico - Metodi di prova”Descrive i metodi di prova che valutano la sicurezza dei fasciatoi per uso domestico. Le prove sono previste per un fasciatolo completamente montato e pronto all’uso.

UNI EN 14988 -1:2006 “Seggioloni per bambini - Parte 1: Requisiti di sicurezza”La norma definisce i requisiti di sicurezza dei seggioloni per bambini di età compresa tra 6 e 36 mesi.

UNI EN 14988-2:2006 “Seggioloni per bambini - Parte 2: Metodi di prova”La norma specifica i metodi di prova per la valutazione dei requisiti relativi ai seggioloni per bambini.

UNI EN 71-1:2006 “Sicurezza dei giocattoli - Parte 1: Proprietà meccaniche e fisiche”Questa parte della norma specifica i requisiti e i metodi di prova per le proprietà meccaniche e fisiche dei giocattoli. Si applica ai giocattoli per bambini, intendendo per giocattolo tutti i prodotti o materiali progettati o chiaramente destinati a essere usati, ai fini di gioco, da bambini di età inferiore a 14 anni.

UNI EN 71-3:2002 “Sicurezza dei giocattoli - Migrazione di alcuni elementi”Specifica requisiti e metodi di prova per la migrazione degli elementi quali antimonio, arsenico, bario, cadmio, cromo, piombo, mercurio e selenio dai materiali giocattolo e dalle parti di giocattoli, ad eccezione di materiali non accessibili.

Ergonomia - Scelta della sedia

La conformità normativa non è solo un obbligo burocratico, ma un impegno concreto per la tutela del benessere dei bambini e degli operatori. Le regole si riferiscono a leggi nazionali (come il D.M.). Il momento migliore per ogni proprietario di asilo è scegliere gli arredi del proprio spazio giochi. Arredi che crescono con il bambino e si adattano alle attività educative sono preferibili. Conoscere e applicare correttamente la normativa per l’arredo degli asili nido è un requisito fondamentale per creare ambienti educativi sicuri, ergonomici e stimolanti.

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