Virna Lisi: Nascita e L'Eterna Seduzione di un'Icona del Cinema Italiano

Virna Lisi, nome d'arte di Virna Pieralisi, una delle attrici italiane più conosciute e amate, nacque l'8 novembre 1936 ad Ancona. La sua vita, segnata da un percorso artistico straordinario e da scelte di vita coraggiose, iniziò in questa città marchigiana. Nonostante la nascita ad Ancona, trascorse gran parte della sua giovinezza a Jesi, prima che la sua famiglia si trasferisse a Roma. Qui, nella Capitale, la giovane Virna fu scoperta e supportata da figure chiave che avrebbero indirizzato il suo destino verso il mondo dello spettacolo. Il cantante e attore Giacomo Rondinella, amico di famiglia dei Pieralisi, fu colui che notò il suo talento e la presentò al produttore cinematografico Antonio Ferrigno.

Il suo nome di battesimo avrebbe dovuto essere Siria; tuttavia, questa scelta fu rifiutata dall'ufficiale dello stato civile. La normativa allora vigente impediva l'uso di alcuni tipi di nomi, tra cui quelli geografici, e la Siria non era considerata una nazione alleata dell'Italia in quel periodo. Fu il padre di Virna a inventare su due piedi il nome "Virna", scoprendo solo in seguito che si trattava di un nome realmente esistente. Virna aveva un fratello e una sorella minori, Ubaldo ed Esperia, che completavano il suo nucleo familiare d'origine.

Virna Lisi nei suoi primi anni di carriera

Ferrigno, colpito dal suo fascino e dalla sua fotogenia, le propose un contratto quando Virna aveva appena 17 anni, nonostante l'iniziale contrarietà di suo padre. Questo segnò l'inizio della sua carriera cinematografica, durante la quale adottò lo pseudonimo Virna Lisi. Nella prima metà degli anni cinquanta, recitò con ruoli di rilievo in numerosi film del filone "strappalacrime", genere allora molto in voga tra il pubblico, sebbene malvisto dalla critica cinematografica dell'epoca. Solo a partire dagli anni settanta, la critica iniziò a rivalutare positivamente queste pellicole, coniando il termine "neorealismo d'appendice" per riferirvisi. Questi primi lavori furono diretti da registi specialisti del genere come Carlo Borghesio, Giorgio Pastina e Luigi Capuano.

Tra le sue prime apparizioni sul piccolo schermo, su Rai Play è disponibile lo sceneggiato Orgoglio e pregiudizio, una delle più riuscite trasposizioni televisive di un classico della letteratura, l'omonimo romanzo di Jane Austen. In questo lavoro, diretto da Daniele D'Anza, Virna Lisi interpretò il ruolo di Elizabeth Bennet, al fianco di Enrico Maria Salerno e Franco Volpi.

L'Ascesa e la Conquista della Scena Italiana

Dopo i piccoli ruoli decorativi iniziali e le partecipazioni a film come E Napoli canta (1953), Le diciottenni (1955) e Lo scapolo (1955), Virna Lisi riuscì a dare prova delle sue capacità drammatiche nel 1956 con La donna del giorno di Francesco Maselli. In questa pellicola, interpretò una ragazza che si affaccia al successo grazie alla pubblicità, pagandone le conseguenze. Il ruolo anticipò quella che sarebbe stata anche la vicenda personale dell'attrice. Infatti, poco dopo, Virna Lisi venne ingaggiata in una fortunata serie di spot pubblicitari mandati in onda in Carosello, il cui slogan ("Con quella bocca può dire ciò che vuole") divenne, in breve, un tormentone dell'epoca. Il pubblico iniziò a conoscerla proprio con Carosello nel 1957, ma fu negli anni sessanta che andò incontro alla fama, recitando accanto a grandi interpreti della commedia all'italiana, quali Totò, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello.

Negli anni sessanta, partecipò a pellicole molto diverse tra loro, offrendosi soprattutto in ruoli di secondo piano, ma comunque significativi. Tra questi, il peplum Romolo e Remo di Sergio Corbucci, la commedia all'italiana Signore e signori di Pietro Germi, dove interpretò un'affascinante cassiera di un bar, e Le dolci signore di Luigi Zampa. Le frequentazioni importanti con artisti e maestri del cinema la fecero crescere professionalmente, tanto da spingerla a tentare il lancio all'estero. Virna Lisi a tutti ha sempre preferito Pietro Germi tra i registi con cui ha lavorato, perché lo considerava "un professionista indipendente". Con lui aveva girato nel 1965 Signore & signori, una feroce e coraggiosa satira sull'ipocrisia della provincia italiana negli anni del boom economico.

L'Avventura Hollywoodiana: Tra Successi e Rifiuti Determinati

Il suo fascino e il suo talento naturale non passarono inosservati al di là dell'Atlantico. Hollywood accettò la sua candidatura e le aprì le porte. Notata da alcuni produttori americani durante le riprese del film Il tulipano nero, nel 1964 Virna Lisi venne invitata a sostenere un provino e, una volta scelta, firmò un prestigioso contratto in esclusiva di sette anni con la Paramount. Si trasferì dunque a Los Angeles, ove il marito la raggiunse in più occasioni. Hollywood cercò di lanciarla come una nuova Marilyn Monroe, ma Virna Lisi, con determinazione e autenticità, rifiutò di avere un'identità sempre più statunitense, rinunciando alle sue radici italiane, per non seguire uno stereotipo che non le apparteneva.

Il suo primo film hollywoodiano fu nel 1965 la commedia Come uccidere vostra moglie di Richard Quine, interpretato accanto a Jack Lemmon, Terry-Thomas e Claire Trevor. Questo film ottenne un grande successo, diventando il maggiore incasso americano della stagione 1965-1966. Rimase negli annali, all'inizio della pellicola, la scena in cui la Lisi usciva all'improvviso dalla torta di una rumorosa festa di addio al celibato, indossando solo un bikini coperto di panna montata, una scena iconica che dimostrò la sua vena comica brillante. A Hollywood, i produttori delle grandi major se la contendevano: era bella, elegante, seria, sempre la prima ad arrivare sul set.

Virna Lisi nella celebre scena di

Continuando la sua esperienza americana, recitò poi in Due assi nella manica di Norman Panama, con Tony Curtis e George C. Scott, e U-112 assalto al Queen Mary di Jack Donohue, con Frank Sinatra e Anthony Franciosa, entrambi film del 1966 e di buon successo. Il 18 aprile di quello stesso anno, apparve insieme a James Coburn nella cerimonia di assegnazione dei premi Oscar (la prima trasmessa a colori), condotta da Bob Hope; in quella occasione consegnò il premio per la migliore colonna sonora ad Alex North per il film Il dottor Zivago. Il 20 novembre di quello stesso anno, apparve anche come "mistery guest" nel popolare programma televisivo americano What's My Line?.

Nonostante il successo, Virna Lisi fece scelte audaci e decise di non conformarsi alle aspettative dell'industria americana. Nello stesso periodo, rifiutò proprio la parte della Bond girl nel film A 007, dalla Russia con amore (1963) al fianco di Sean Connery, parte che venne poi assegnata a un'altra attrice italiana, Daniela Bianchi. Nel 1967, le fu assegnato il ruolo della protagonista nel film Barbarella diretto da Roger Vadim, ma la Lisi, riluttante all'idea di dover apparire vestita solo con un succinto bikini per l'intera durata della pellicola, si rifiutò d'interpretarlo e tornò in Italia. Rescindendo il contratto con la Paramount, per cui dovette pagare una cospicua penale, dopo appena tre anni e altrettanti film realizzati. Quel ruolo fu poi assegnato a Jane Fonda, all'epoca attrice agli esordi e non ancora famosa. Virna Lisi spiegò le sue motivazioni: «Volevano farmi fare Barbarella, ma io non avevo nessuna voglia di mettermi le ali d'argento, la tutina e la parrucca. […] A Hollywood c'erano contratti terribili che venivano venduti e ricomprati da una major all'altra come al mercato degli schiavi. La preparazione di un film durava mesi, mi impedivano di prendere l'aereo e venire a trovare mio marito, in più avevo un bambino piccolo. Insomma, non era la vita per me». Nello stesso periodo, rifiutò pure di apparire nuda sulla copertina dell'edizione statunitense di Playboy, rinunciando a un compenso, si dice, di un milione di dollari. Al pari di altre note attrici italiane come Claudia Cardinale e Sylva Koscina, Virna Lisi era stata chiamata a Hollywood, dove le major cinematografiche americane stavano cercando di lanciare una possibile erede di Marilyn Monroe, ma lei preferì la sua autonomia.

Con quella bocca... Intervista a una giovane Virna Lisi

Tra le pellicole girate in questo periodo, oltre a quelle hollywoodiane, si ricorda l'interessante interpretazione in Eva (1962) di Joseph Losey, dove fu la moglie tradita di uno squallido scrittore, e il film minore La venticinquesima ora (1967) di Henri Verneuil. Virna Lisi cominciò a rifiutare ruoli da 'bionda svampita' che le case di produzione americane (e non solo) stavano offrendo in quel momento, cercando una maggiore profondità interpretativa.

Il Ritorno in Patria e la Maturità Artistica

Una volta tornata in patria alla fine degli anni Sessanta, Virna Lisi scelse di dedicarsi alla famiglia, al marito Franco Pesci, noto costruttore romano, e al figlio Corrado. Franco Pesci (1934-2013), architetto romano e allora consigliere d'amministrazione dell'A.S. Roma, sposò Virna Lisi il 25 aprile 1960 nella chiesa di San Cesareo de Appia a Roma. Da questa unione nacque il figlio Corrado nel 1962, che l'avrebbe resa nonna di tre nipoti: Franco (1994), Federico (1997) e Riccardo (2002). A seguito del matrimonio, l'attrice annunciò il suo ritiro dalle scene per dedicarsi alla famiglia, ma, dopo un anno, spinta anche dal marito, tornò in attività.

La Lisi riprese a lavorare senza risparmiarsi, con la stessa serietà e dedizione di sempre. Gira film di produzioni italiane ed europee oltre a pellicole hollywoodiane realizzate però nel Vecchio Continente. Alcuni titoli di questo periodo includono La ragazza e il generale (1967) di Pasquale Festa Campanile con Rod Steiger; Il segreto di Santa Vittoria (1969), accanto ad Anthony Quinn e Anna Magnani e diretto da Stanley Kramer (vincitore nel 1970 del Golden Globe come miglior film commedia o musicale); L'albero di Natale (1969) di Terence Young, in cui ebbe come partner William Holden; La statua (1971) di Rodney Amateau, con David Niven, Terry Gilliam e John Cleese; Giuochi particolari (1970) di Franco Indovina con Timothy Dalton; Il serpente (1973) diretto da Henri Verneuil in cui affiancò Yul Brynner; Barbablù (1972) di Edward Dmytryk, in cui recitò accanto a Richard Burton.

Dimezzò gli impegni professionali per tutto il corso degli anni Settanta e ritornò a lavorare a ritmi più sostenuti con l'inizio degli anni Ottanta. Fu proprio in Italia e in Europa che ricevette i riconoscimenti più prestigiosi, consolidando ulteriormente la sua carriera. Dimostrò grande maturità e una notevole sensibilità d'attrice con ruoli più impegnativi. I ruoli più maturi ed intensi che interpretò alla fine degli anni Settanta finalmente convinsero anche la critica, che fino a quel momento era stata abbastanza tiepida nei suoi confronti.

Nel 1977, recitò la parte di Elisabeth Nietzsche in Al di là del bene e del male di Liliana Cavani, accanto a Robert Powell, Erland Josephson e Dominique Sanda. L'attrice stessa affermò: «La Cavani mi ha spenta e ingrigita per il ruolo della sorella di Nietzsche. Era il 1977 e solo allora, dopo più di vent'anni di mestiere, la critica si accorse che sapevo recitare. Fui definita "una rivelazione, inaspettata, sorprendente"». Questo ruolo della sorella del filosofo tedesco la gratificò con un Nastro d'argento come miglior attrice non protagonista e la Grolla d'oro alla migliore attrice.

Successivamente, prese parte al film Ernesto (1979) di Salvatore Samperi, interpretando la madre del protagonista, seguito da Bugie bianche di Stefano Rolla in cui fu affiancata da Max von Sydow, e La cicala (1980) di Alberto Lattuada, accanto ad Anthony Franciosa, Clio Goldsmith, Renato Salvatori e un'esordiente Barbara De Rossi. Quest'ultimo film le valse un David di Donatello come migliore attrice protagonista e una seconda Grolla d'oro alla migliore attrice, conferitole per la sua interpretazione di Wilma Malinverni.

Virna Lisi in un ruolo della maturità

Il Consolidamento della Carriera: Tra Cinema e Televisione

Nel 1982, Virna Lisi tornò a girare un film a Hollywood, prendendo parte alla commedia La donna giusta con William Tepper, diretta da Paul Williams. L'anno successivo, nel 1983, fu tra i protagonisti del film cult Sapore di mare di Carlo Vanzina, dove interpretò Adriana Balestra, una splendida e affascinante quarantenne che ammalia involontariamente uno dei giovani protagonisti, accendendo le loro fantasie. Questa interpretazione le fece vincere sia il David di Donatello sia il Nastro d'argento come miglior attrice non protagonista. L'anno seguente fu la volta di Amarsi un po', anch'esso diretto da Carlo Vanzina.

Gli anni ottanta furono anche quelli dei successi televisivi, un periodo in cui fu molto attiva sul piccolo schermo. Recitò in vari film per la TV e sceneggiati RAI di grande successo, tra cui …e la vita continua (1984) di Dino Risi, Cristoforo Colombo (1985) di Alberto Lattuada, Se un giorno busserai alla mia porta (1986) di Luigi Perelli, Cinema (1988) di Luigi Magni, E non se ne vogliono andare! (1988) di Giorgio Capitani e il seguito E se poi se ne vanno? (1989), diretto sempre da Giorgio Capitani. Durante la cerimonia dei Telegatti del 1990, la stessa Lisi aveva annunciato un terzo episodio, intitolato E se poi restiamo soli?.

Nel 1987, prese parte al suo ultimo film americano, I Love N.Y., diretto da Alan Smithee, con Christopher Plummer, Jerry Orbach e Scott Baio. Due anni dopo, recitò nel film I ragazzi di via Panisperna (1989) di Gianni Amelio, nel quale interpretò la madre di Ettore Majorana, ricevendo ottime critiche. Nello stesso anno, fu anche la protagonista della commedia Buon Natale, buon anno di Luigi Comencini. Per la sua interpretazione in Buon Natale…, ricevette una candidatura alla migliore attrice protagonista ai David di Donatello nel 1990, vincendo poi il premio come Migliore attrice protagonista nello stesso anno.

Nel 1994, Virna Lisi interpretò Caterina de' Medici nel film francese La Regina Margot di Patrice Chéreau. La scelta del regista cadde su di lei dopo aver scartato Giulietta Masina e dopo il rifiuto di Monica Vitti. Il regista, tuttavia, secondo la stessa Virna Lisi, non la riteneva adeguata al ruolo. Il film, tratto dal romanzo omonimo di Alexandre Dumas padre, fu presentato al Festival di Cannes, ottenendo il Premio della giuria e il prestigioso Prix d'interprétation féminine, vinto proprio dall'attrice marchigiana. La Lisi, in quell'occasione, fu candidata ai David di Donatello e - prima attrice non francese ad aggiudicarselo - vinse sia il Premio César sia il Nastro d'argento. Questa magistrale interpretazione le valse fama internazionale anche in età matura.

Sull'onda del successo, arrivarono altre proposte interessanti. Nel 1995, recitò in un cameo, nel ruolo di sé stessa, nel film francese Cento e una notte, diretto da Agnès Varda. Nel 1996, tornò a recitare in Italia con un altro film tratto da un romanzo: questa volta un ruolo da protagonista in Va' dove ti porta il cuore di Cristina Comencini, basato sul best seller omonimo di Susanna Tamaro. Il film, ancora una volta, le valse un premio e una candidatura: la vittoria arrivò ai Nastri d'argento come miglior attrice protagonista, mentre fu solo rinviata di qualche minuto con la candidatura ai David di Donatello per la stessa categoria. La sconfitta per opera di Valeria Bruni Tedeschi nella categoria riservata alla migliore attrice protagonista dell'anno fu, infatti, compensata dalla consegna all'attrice di un premio speciale per il prestigio della sua carriera. Questa interpretazione le valse anche un Globo d'oro alla migliore attrice.

Virna Lisi al Festival di Cannes per

Continuando la sua attività cinematografica, con la regista italiana Cristina Comencini, Virna Lisi girò anche, nel 2002, Il più bel giorno della mia vita, interpretato con Margherita Buy, Luigi Lo Cascio, Ricky Tognazzi e Sandra Ceccarelli, che le valse il sesto Nastro d'argento. Nonostante l'intenso lavoro, nel 2005, sarebbe dovuta tornare al cinema: aveva, infatti, ricevuto la proposta del regista Ferzan Özpetek d'interpretare un ruolo all'interno del suo film Cuore sacro, ma, a causa di impegni già presi precedentemente, l'attrice dovette rinunciare alla parte (che fu assegnata a Lisa Gastoni).

Un'Eredità Duratura: Tra Riconoscimenti e Memoria

Negli ultimi anni della sua carriera, Virna Lisi ha dedicato molto del suo tempo alla televisione, dove ha riscosso grande successo. Tra le sue numerose apparizioni televisive si ricordano Uno di noi (1996), Cristallo di rocca (1999), Le ali della vita (2000), Il bello delle donne (2001-2003) e soprattutto Caterina e le sue figlie, una serie di tre stagioni di discreto successo, dal 2005 al 2010. Ha recitato anche in L'onore e il rispetto (2006), Donne sbagliate (2007), Fidati di me (2008), Il sangue e la rosa (2008), La donna che ritorna (2011), Baciamo le mani - Palermo New York 1958 (2013) e Madre, aiutami (2014), che si rivelò essere la sua ultima fatica.

Nel 2009, l'attrice ricevette il premio alla carriera ai David di Donatello, un riconoscimento che sottolineò la grandezza della sua impronta nel cinema italiano. La sua lunga e fortunata carriera nel cinema e in televisione è stata costellata di numerosi riconoscimenti prestigiosi. Ha ottenuto ben 10 premi principali, tra cui quattro David di Donatello e sei Nastri d'argento (un record che condivide con Margherita Buy). A questi si aggiungono un Globo d'oro e tre Grolle d'oro, oltre a due premi onorari: una Grolla d'oro e un Ciak d'oro alla carriera. Nel 2003 è stata insignita dell'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Virna Lisi è stata molto più di una semplice bellezza, ma un'attrice in grado di dare profondità e umanità a qualsiasi personaggio interpretasse. Dotata di un'eccezionale capacità espressiva, affrontò ruoli di donne forti, fragili, sensuali e complesse, dimostrando sempre grande professionalità e amore per il proprio mestiere. Le sue scelte artistiche rivelavano una personalità decisa e uno spirito libero, lontano dalle logiche commerciali. Rifiutò spesso ruoli che la limitassero a cliché, preferendo dare spazio a interpretazioni che esaltassero la sua abilità e le sue radici italiane.

Il 21 settembre 2013, la sua vita privata fu segnata dalla perdita del marito, Franco Pesci, dopo ben 53 anni di matrimonio. Nel maggio del 2014, dopo dodici anni di assenza, Virna Lisi tornò su un set cinematografico nella commedia di Cristina Comencini Latin Lover. Il gruppo rock argentino Sumo ha dedicato la canzone TV Caliente a Virna Lisi, la quarta canzone del secondo album del gruppo, Llegando los monos.

Virna Lisi in età avanzata mentre riceve un premio

Virna Lisi morì nel sonno il 18 dicembre 2014, all'età di 78 anni, un mese dopo aver scoperto di avere un cancro ai polmoni. Il figlio Corrado rifiutò la camera ardente in Campidoglio, offerta dall'allora sindaco di Roma, Ignazio Marino, preferendo i funerali in forma privata, nel rispetto della riservatezza che aveva sempre caratterizzato la Lisi nella sua vita personale. Avrebbe dovuto prendere parte alla realizzazione de Il bello delle donne… alcuni anni dopo, sequel della serie Il bello delle donne, prodotta da Mediaset, insieme a Claudia Cardinale e Massimo Bellinzoni, le cui riprese avrebbero dovuto svolgersi tra la fine del 2014 e i primi mesi del 2015, ma furono poi posticipate di oltre un anno. Tale sequel, in onda nel 2017, venne dedicato alla sua memoria.

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto nel mondo del cinema, ma ha reso l'attrice eterna, lasciando agli italiani la sua eredità artistica. Un simbolo di eleganza e talento senza tempo, un esempio luminoso di come il cinema possa superare le barriere del tempo e dello spazio, continuando a parlare agli animi di tutti noi. Oggi, la Regione Marche, nella rubrica alla scoperta dei 'Marchigiani Illustri che hanno fatto la storia', la ricorda come una figura iconica. Proprio Ancona, in passato, le ha dedicato la suggestiva scalinata del Passetto, che va dal Monumento ai caduti al primo largo Belvedere. La sua vita e la sua carriera sono state celebrate anche dal lavoro Virna Lisi - La donna che rinunciò a Hollywood, in grado di restituire fedelmente l'immagine di una donna integra, un esempio di talento, professionalità e passione, tutte qualità che l'hanno resa un simbolo del cinema italiano.

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