L’accoglienza delle famiglie in pizzeria: tra etichetta, igiene e spazi dedicati

La gestione della cura dei bambini piccoli in luoghi pubblici, come le pizzerie e i ristoranti, rappresenta una sfida quotidiana per le famiglie e per i gestori delle attività di ristorazione. Se da un lato il desiderio dei genitori è quello di poter vivere momenti di convivialità senza l'ansia di dover gestire le necessità primarie dei propri figli, dall'altro la natura stessa del servizio di somministrazione di alimenti impone limiti igienici e normativi invalicabili. La ricerca di un equilibrio tra accoglienza e rispetto reciproco è fondamentale per garantire un'esperienza serena a tutti gli avventori.

famiglia che pranza serenamente in un ristorante accogliente

Il concetto di accoglienza: i Baby Pit Stop

L'UNICEF Italia, nell’ambito dell’iniziativa "Ospedali & Comunità Amici dei Bambini", si pone come obiettivo l'allestimento dei Baby Pit Stop (BPS): ambienti protetti, in cui le mamme si sentano a proprio agio per allattare il loro bambino e provvedere al cambio del pannolino. Il BPS prende il nome dalla nota operazione del "cambio gomme + pieno di benzina" che viene effettuata in tempi rapidissimi durante le gare automobilistiche di Formula Uno. Nei BPS il cambio riguarda il pannolino, e il "pieno" è di sano latte materno, ricco di nutrienti e di anticorpi.

Allattare è un gesto semplice e naturale che tutte le mamme dovrebbero poter fare ovunque, ma che a volte risulta difficile, se non proibitivo. L’allattamento non ha orari fissi, né un numero definito di poppate nell’arco della giornata. Esistono molteplici modi di allattare ed è difficile per le mamme prevedere dove e quando il bambino chiederà di nutrirsi. Inoltre, molte mamme prolungano l'allattamento ben oltre i primi mesi di vita dei bambini, ottemperando alle raccomandazioni dell'UNICEF e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Per creare un Baby Pit Stop basta poco infatti è necessario avere: una comoda sedia-poltroncina; un fasciatoio per il cambio del bambino o altra superficie idonea per il cambio del pannolino; opuscoli informativi dell’UNICEF e di eventuali partner istituzionali; se possibile, un angolo attrezzato per il gioco dei bambini. Il Baby Pit Stop (BPS) di UNICEF si differenzia dai Punti Allattamento in quanto: si prevedono partner istituzionali (ad es. Aziende sanitarie locali, provincia e comuni); sono promossi dall’UNICEF Italia.

Limiti normativi e igiene nei locali pubblici

È doveroso sottolineare una distinzione fondamentale riguardo agli obblighi dei locali. C’è chi reputa normale tramutare la sala da pranzo di un ristorante in un cesso, quindi cambiando direttamente lì il pannolino, su un tavolo, oppure collocando il vasino nei pressi del proprio posto per far defecare la creatura in mondovisione. Improbabile, ma il mondo è bello perché è vario e potreste incappare in qualcuno ancora più disturbato di voi e la cosa potrebbe avere risvolti drammatici.

Il titolare del ristorante potrebbe giustamente sbattervi fuori. Questo perché altri clienti potrebbero essersene lamentati e minacciato o di andar via senza pagare o di chiamare i NAS. Tra le giustificazioni più in voga c’è “l’assenza del fasciatoio in bagno”, quando poi ho raccolto decine di testimonianze di persone che hanno assistito a scene simili lì dove il fasciatoio c’era, ma diamo per buona la giustificazione delle poco pulite.

Bene, sappiate che non c’è scritto da nessuna parte e in nessun regolamento che il fasciatoio debba essere obbligatorio; il ristorante è obbligato solo ad avere il bagno per i disabili, non il fasciatoio. Quindi, quando si va in un ristorante, bisogna già partire dal presupposto che il fasciatoio potrebbe non esserci e che, in qualunque caso, la sala dove si mangia non è tra le opzioni possibili, essendo considerata, per legge, una sala abilitata alla somministrazione del cibo.

Se vi state chiedendo cosa rischia il titolare, ho parlato con un consulente dei NAS: non esiste una regolamentazione per il cambio pannolino sul tavolo del ristorante, c’è un vuoto normativo basato sul “buon senso”. Il cittadino può denunciare la cosa per scarsa igiene del locale e se, mediante tamponi, uscisse fuori anche una sola particella di materiale organico nella sala dove si mangia, il titolare rischierebbe una multa molto salata. Non vi fate intenerire dagli ebeti che gridano all’empatia, non può esserci empatia verso chi non ha rispetto degli altri. La tua libertà finisce quando viene a intaccare la mia.

L' IMPORTANZA DELL' IGIENE NELLA RISTORAZIONE

Soluzioni pratiche per gestori e genitori

Nessuna di queste opzioni (cambiare il neonato al tavolo) è fattibile. Male, certo. In questo caso, sempre partendo dal presupposto che LA SALA DOVE ESTRANEI PAGANO PER CENARE NON è un’opzione, si va dal titolare del locale e si fa presente il problema, andandosene via. Alla quarta famiglia che va via dal suo ristorante per la medesima problematica, il titolare si attrezzerà per risolvere il problema. Se, invece, tutte le persone poco accorte si “accontentassero” del tavolo, nauseando estranei che mangiano, il titolare una soluzione non la cercherà mai.

Per i titolari di pizzerie e locali che desiderano offrire un servizio migliore, esistono oggi soluzioni estremamente compatibili con spazi ridotti. Fasciatoi ripiegabili che una volta chiusi non occupano spazio sono ideali per essere posizionati in ridotti spazi, bagni pubblici di bar, ristoranti, pizzerie, centri commerciali, autogrill, aree Baby Pit Stop e aree dedicate al cambio pannolino.

Il mercato offre diverse tipologie di prodotti adatti:

  • Fasciatoio a muro orizzontale ripiegabile bianco: ideale per essere posizionato in ridotti spazi, bagni pubblici di bar, ristoranti, pizzerie, centri commerciali, autogrill.
  • Fasciatoio a muro verticale ripiegabile bianco: progettato per garantire funzionalità anche dove la profondità della parete è limitata.

L'installazione di tali supporti non solo solleva il gestore da potenziali responsabilità igieniche, ma qualifica l'attività come "family friendly", un attributo sempre più ricercato dalle famiglie moderne che scelgono dove trascorrere il loro tempo libero.

Standard di qualità e assenza di pubblicità impropria

Un aspetto cruciale, specialmente quando si parla di spazi ispirati ai modelli UNICEF, riguarda ciò che non deve essere presente in un ambiente dedicato. Nel BPS possono fermarsi tutte le mamme, sia che allattino o che usino il biberon, ma il BPS non deve essere utilizzato per pubblicizzare o promuovere latte artificiale, pappe, biberon e tettarelle!

Quindi nel BPS non devono esserci volantini, opuscoli, omaggi, riviste o cartoline che pubblicizzino i prodotti sopra indicati. Allo stesso modo, non ci devono essere poster o altri oggetti di arredamento con loghi e marchi di ditte che producono sostituti del latte materno, biberon e tettarelle, né tali prodotti devono essere esposti o donati alle mamme.

Il BPS non prevede nessuno sponsor, ma solo una partnership istituzionale. L’opportunità della visibilità di sponsor sarà valutata dall’UNICEF Italia sulla base delle regole internazionali sulle partnership aziendali e nel pieno rispetto del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno dell'OMS. In particolare, i BPS sono spazi protetti da qualsiasi tipo di ingerenza pubblicitaria.

schema grafico su come allestire uno spazio fasciatoio pulito e privo di pubblicità

Diffusione territoriale e visione futura

La cultura dell'accoglienza sta crescendo. Altri cinque "Baby pit stop" arriveranno a Genova entro la fine dell'anno: questi punti, pubblici e gratuiti, che ora sono 41, diventeranno dunque 46 nei prossimi mesi. Attualmente, a Genova, come scritto sono allestiti 41 "Baby pit stop" pubblici di cui cinque realizzati l'anno scorso, e che si trovano presso uffici, musei, biblioteche, mercati e bagni pubblici presidiati.

"I Baby pit stop - dice Rosso - sono ambienti protetti, accoglienti e attrezzati che offrono ospitalità, al riparo da eventi metereologici, sia alle famiglie genovesi sia ai turisti sempre più presenti in città." Questo modello di gestione degli spazi, se mutuato anche nel settore privato della ristorazione, rappresenta la chiave di volta per trasformare una potenziale criticità in un servizio di valore aggiunto.

La sinergia tra enti istituzionali, esercenti privati e il senso civico delle famiglie è l'unica strada percorribile. Se da un lato il ristorante non è tenuto per legge ad avere un'area nursery, l'evoluzione del mercato e la sensibilità sociale spingono sempre più verso una dotazione standard dei bagni. La corretta informazione sull'uso di questi spazi e il rispetto delle norme igieniche di base rimangono, tuttavia, le condizioni imprescindibili affinché ogni genitore possa godersi una serata fuori, senza trasformare un momento di piacere in una causa di disagio collettivo.

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