Quando una donna diventa mamma, spesso finisce per mettere i propri bisogni in secondo piano: la salute e la difesa di suo figlio sono la priorità. Spesso capita che ci chiamano donne con mal di denti che cercano di sopportare tutto perché convinte di non potersi curare. La credenza comune è che prendere medicine non sia compatibile con l’allattamento perché potrebbe nuocere al bambino. In realtà, esistono anche farmaci compatibili con l’allattamento e occorre considerare che una mamma se rimane in salute può prendersi cura molto meglio del proprio bambino.

L'importanza della salute orale per le neo-mamme
Per le neo-mamme la tutela della salute orale è fondamentale: non molti sanno che è stata dimostrata la possibilità di trasmissione verticale, cioè da madre a figlio, dei batteri che provocano la carie dentale. Il controllo delle malattie orali prima, durante e dopo la gravidanza migliora la qualità di vita della donna, diminuisce l’incidenza di malattie dentali nel bambino e ha il potenziale di promuovere una miglior salute orale anche nella vita adulta del nascituro.
I grandi cambiamenti ormonali a cui si assiste durante la gravidanza non lasciano immune la bocca; le future mamme possono accusare nausea e reflusso per diversi mesi che, associati all’aumento di concentrazione di zuccheri nella saliva nei casi di diabete gestazionale, aumentano la suscettibilità allo sviluppo di patologia cariosa. Inoltre, l’aumento consistente del flusso di sangue a livello gengivale può comportare lo sviluppo di gengiviti alle volte anche dolorose. Essendo un periodo così delicato, le mie pazienti sono però spesso preoccupate e una delle domande che ricevo più spesso è se fare l’anestesia dal dentista durante il periodo dell’allattamento sia sicuro. Sono la Dottoressa Federica Girardi, odontoiatra con anni di esperienza durante i quali ho curato diverse neomamme, e in questo articolo affronteremo possibili dubbi intorno a questo tema.
Il funzionamento dell'anestesia locale
L’anestesia odontoiatrica locale consiste nella somministrazione di un farmaco che rende insensibile al dolore la zona del cavo orale interessata da un trattamento dentistico. Si tratta di una procedura ordinaria e non invasiva, eseguita dal dentista tramite spray anestetizzante - un trattamento topico che viene applicato sull’area interessata dall’intervento - o iniezione di liquido anestetico, una puntura rapida e quasi indolore, effettuata sulla zona da trattare.

I farmaci si diffondono attraverso il sangue nel corpo. La maggior parte dei farmaci infatti passa nel latte materno attraverso il meccanismo di diffusione semplice; pertanto, se nel plasma si trovano concentrazioni molto alte di un principio attivo, anche i suoi livelli nel latte aumentano; viceversa quando i suoi livelli plasmatici diminuiscono anche la concentrazione nel latte diminuisce. La diffusione semplice cerca infatti di mantenere una sostanza in concentrazioni uguali in tutti i comparti. Di conseguenza bisogna considerare le caratteristiche farmacocinetiche di ciascun farmaco per sapere quando i livelli plasmatici saranno sufficientemente ridotti da essere innocui.
Sicurezza dei farmaci anestetici durante l'allattamento
La maggior parte degli anestetici locali, quelli comunemente usati dal dentista, sono generalmente considerati sicuri per le donne che allattano. Gli anestetici locali, come la mepivacaina e la lidocaina, hanno una bassa concentrazione di farmaco che, in generale, difficilmente passa nel latte materno in quantità significative. La quantità di farmaco presente nell’anestesia è minima e viene smaltita molto velocemente dalla paziente. Inoltre, l’iniezione viene somministrata esclusivamente sui tessuti della zona trattata: il principio attivo non si diffonde nell’organismo tramite il sangue.
Pertanto, eventuali residui di farmaco nel latte sono presenti in quantità irrisorie e irrilevanti. È stato infatti dimostrato che la lidocaina e la maggior parte delle forme di sedazione dentale non lasciano traccia nel latte materno e quindi non si rende necessario né sospendere l’allattamento, né scaricare il latte prima dell’intervento.
Principio di farmacocinetica dell'anestesia | Assorbimento del farmaco
Fattori biologici: stadio della lattazione ed età del neonato
Esistono variabili biologiche da considerare nel processo di passaggio dei farmaci. Lo stadio della lattazione è importante: nei primissimi giorni dopo il parto il passaggio dei principi attivi risulta più facile poiché le giunzioni tra le cellule alveolari che sintetizzano il latte non sono ancora chiuse e permettono all’anestetico di passare agevolmente; dopo l’arrivo della montata lattea si ha la chiusura delle giunzioni strette. L’età del bambino gioca un ruolo cruciale: la quantità di sostanza che il bambino assume dipende dalla quantità di latte che egli prende dal seno.
Gestione dell'appuntamento odontoiatrico
Se stai allattando e hai necessità di eseguire terapie odontoiatriche di routine che richiedono l’uso dell’anestesia locale, puoi eseguirle in totale sicurezza tua e del tuo bambino. I casi in cui è effettivamente consigliata la sospensione dell’allattamento sono invece davvero una minoranza e sono individuati dallo specialista odontoiatra.
Se il neonato si alimenta esclusivamente con il latte materno, suggerisco alle pazienti di tirare il latte prima dell’appuntamento. In questo modo quando è l’orario della poppata, si dà al neonato il latte con il biberon. In questo caso può essere utile scartare il latte che viene prodotto dopo la seduta dal dentista.

Considerazioni su procedure più complesse e anestesia generale
L'anestesia generale significa che dormirai durante la procedura. Informa il tuo medico curante che stai allattando e che intendi continuare ad allattare dopo l'intervento. Se il neonato allattato al seno è "a rischio", come un neonato prematuro o un neonato che soffre di apnea, il medico potrebbe raccomandare di astenersi dall'allattamento al seno o dalla somministrazione del latte spremuto dopo l'intervento per 6-12 ore. Se possibile, si può optare per l'anestesia spinale o epidurale al posto dell'anestesia generale. Assicurati di avere a disposizione un tiralatte al tuo arrivo in ospedale.
Post-operatorio e precauzioni pratiche
Come in seguito a tutte le anestesie, subito dopo un trattamento odontoiatrico suggerisco di evitare di mordere la guancia, la lingua o il labbro, poiché l’anestesia potrebbe causare una temporanea perdita di sensibilità in queste aree, aumentando il rischio di lesioni. Un altro consiglio che do spesso è quello di evitare cibi o bevande troppo caldi, che potrebbero non essere percepiti correttamente a causa dell’effetto dell’anestesia.
Anche per quanto riguarda i farmaci post-operatori, bisogna fare attenzione. Ci sono di sicuro anche farmaci da evitare, come l’Aspirina che contiene l’acido acetilsalicilico. Gli analgesici e gli antinfiammatori più diffusi, come ibuprofene o paracetamolo, non influenzano il latte materno. È bene ricordare, però, che un’eventuale terapia farmacologica deve sempre essere indicata dal dentista.
Risorse per la consultazione specialistica
In ottica più generale, anche fuori dal contesto odontoiatrico, nel caso la neo-mamma debba intraprendere terapie farmacologiche di diversa natura è possibile contattare il proprio specialista o consultare il Centro Antiveleni Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che è composto da uno staff di medici pronti a rispondere ad altri medici, operatori sanitari e mamme.
Non si dovrebbe ritenere che l’assunzione di farmaci in allattamento sia in linea di principio incompatibile con la tutela della salute del lattante. Difatti la malattia della madre se non curata potrebbe rappresentare un rischio per il bambino e non dovrebbe essere differita. Il documento del Ministero della Salute chiarisce questo punto e continua sottolineando che bisogna trovare il giusto equilibrio tra la cura della madre e la scelta delle cure adeguate, con il minor impatto possibile. E un bravo dentista è capace di suggerirti al meglio.
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